Recommendation for second reading: Toine Manders (A7-0086/2011)
Francesco De Angelis (S&D). - Signor Presidente, ho votato a favore della relazione sull'etichettatura tessile perché penso che l'Europa possa e debba fare di più per sostenere le imprese del settore. La proposta avanzata dalla Commissione era puramente tecnica e finalizzata a semplificare le attuali disposizioni in materia di etichettatura.
Eppure questo Parlamento ha ottenuto due risultati importanti. Il primo: i prodotti tessili derivanti anche da prodotti di origine animale – pellicceria e pellame – dovranno riportare tali informazioni nelle etichette, in modo che i consumatori possano compiere una scelta consapevole. Il secondo: la Commissione europea dovrà presentare entro il 2013 uno studio d'impatto sull'introduzione di un'etichettatura, che indichi chiaramente quali capi siano stati prodotti in Europa e quali invece hanno origine extraeuropea. È quest'ultimo obiettivo che rappresenta un traguardo decisivo per la competitività del tessile europeo in Europa e nel mondo.
Morten Løkkegaard (ALDE). - Hr. formand! Tillykke til kollega Manders med at have fået dette forslag på plads. Det har vist sig at være mere kompliceret, end hvad det så ud til fra begyndelsen. Det glæder mig, at det lykkedes at nå til enighed om denne tekstilmærkningsforordning, som vil styrke tekstilbranchens konkurrencedygtighed og gavne forbrugerne i form af større udvalg af nye og innovative produkter. Det er et godt kompromis, som jeg tror, at også Rådet kan leve med.
Personligt har jeg ikke i processen lagt skjult på min skepsis over for indførelsen af en oprindelsesmærkning. Derfor glæder det mig også, at vi er blevet enige om en tekst, som kun forpligter Kommissionen til at lave en analyse af behovet for oprindelsesmærkning. Aftalen vil altså ikke lede til indførelse af en obligatorisk oprindelsesmærkning. Jeg vil ikke kunne stemme for en forordning, der forpligter virksomhederne til sådan et oprindelseslandsmærke. Jeg ved, at Rådet har samme holdning. Debatten i går understregede desværre, at kommissær Antonio Tajani ikke deler dette synspunkt. Hvis ikke det lykkes at undgå det, vil jeg tage kampen op efterfølgende.
Alfredo Antoniozzi (PPE). - Signor Presidente, la proposta di regolamento sulla quale siamo stati chiamati a esprimere il nostro voto ha sicuramente il merito di riunire in un unico testo tutta la legislazione esistente relativa ai prodotti tessili. Questo regolamento permetterà di semplificare e migliorare il quadro legislativo vigente in materia di sviluppo e utilizzazione di nuove fibre, sostenendo inoltre lo sviluppo di prodotti innovativi, promovendo l'innovazione nel settore tessile e dell'abbigliamento.
Ho apprezzato che il collega Manders abbia preso in considerazione anche altri aspetti, quali la riduzione degli oneri amministrativi per gli Stati membri legati alla trasposizione della normativa nazionale degli adattamenti tecnici richiesti dall'inserimento dei nomi di nuove fibre tessili nella cosiddetta "Lista armonizzata". Pur rilevando che avremmo potuto fare di più introducendo un apposito articolo che disciplinasse l'indicazione di origine dei prodotti tessili, ho dato il mio voto favorevole alla proposta di regolamento.
Cristiana Muscardini (PPE). - Signor Presidente, questo regolamento è vitale per l'industria tessile europea perché garantisce un mercato libero nel rispetto di regole che impediscono le irregolarità e le illegalità del passato. Sottolineiamo con favore la decisione delle Istituzioni di accogliere la proposta e di approfondire il problema della tracciabilità e dell'origine dei prodotti, per garantire la corretta informazione dei consumatori europei anche se i tempi stabiliti sono troppo lunghi. L'obiettivo è finalmente la difesa del consumatore.
Ricordo che lo scorso ottobre il Parlamento ha votato, a larghissima maggioranza, a favore della proposta di regolamento sull'indicazione del paese d'origine di taluni prodotti importati da paesi terzi, tra cui i prodotti tessili, ma a tutt'oggi il Consiglio non ha aperto, neppure in via informale, i negoziati e i confronti con il Parlamento. Ringrazio la Presidenza ungherese per aver posto la questione tra le sue priorità ma chiedo di accelerare il confronto, altrimenti si rischia, ad esempio, che i consumatori europei siano tutelati per quanto concerne i prodotti alimentari ma non sul versante dei prodotti manifatturieri.
Paolo Bartolozzi (PPE). - Signor Presidente, la relazione sulla denominazione dei prodotti tessili relativa all'etichettatura che quest'oggi abbiamo sostenuto segna un passo importante verso una semplificazione legislativa a favore dei consumatori e di tutti i produttori europei del settore. Con questo regolamento stabiliamo nuove regole relative all'etichettatura del settore tessile, con sempre maggiore attenzione all'innovazione del settore e a un'integrazione accelerata della legislazione dell'Unione, tale da permettere di beneficiare dei prodotti innovativi in tutta sicurezza.
Il testo propone infatti di unificare in un unico regolamento le tre direttive sull'etichettatura di composizione, semplificando il quadro regolamentare vigente e migliorando la trasparenza nei procedimenti. Quindi, non si può che sottolineare il positivo risultato oggi raggiunto a difesa delle produzioni europee. Allo stesso tempo, tuttavia, non si può non accennare alla questione dell'indicazione del paese d'origine. Speriamo infatti che presto possa essere registrato un ulteriore passo in avanti tramite l'approvazione di norme capaci di disciplinare l'indicazione di origine anche per questo settore.
Peter Jahr (PPE). - Herr Präsident! Meines Erachtens wird mit dem vorliegenden Bericht versucht, zwei wesentliche Probleme zu lösen. Erstens soll die Innovation gefördert werden. Das heißt, der Prozess der Aufnahme neuer Fasernamen in das einheitliche Namensverzeichnis soll transparenter und vor allem unbürokratischer erfolgen. Zweitens soll die Ursprungsbezeichnung verbessert werden. Hier muss man ehrlicherweise sagen, dass dieser Punkt noch nicht abschließend und zufriedenstellend geklärt werden konnte. Das ist nicht die Schuld des Berichterstatters – das möchte ich ausdrücklich betonen –, sondern dies lag ganz einfach an den extrem unterschiedlichen Meinungen, die im Europäischen Rat bestanden und die die Kommission nicht zusammenführen konnte. Ich möchte meiner Hoffnung Ausdruck verleihen, dass wir an dieser Stelle weiterarbeiten, denn die Herkunftsbezeichnung wird zunehmend wichtiger. Das gehört zu den Verbraucherrechten. Ich wünsche mir für diesen Punkt, dass wir demnächst im Europäischen Parlament darüber weiterdiskutieren und dass die Kommission einen entsprechenden Vorschlag liefert.
Licia Ronzulli (PPE). - Signor Presidente, qualità, etichettatura e tracciabilità: sono questi gli strumenti a tutela del consumatore che garantiscono prodotti d'eccellenza. Fino ad oggi l'Europa è stato l'unico mercato mondiale privo di una legislazione in questa materia, il che ha comportato svantaggi nei confronti dei principali partner commerciali.
Oggi il Parlamento europeo fa sentire la propria voce, votando un regolamento in grado di tutelare l'eccellenza del tessile europeo. Le nostre produzioni e la nostra manifattura vanno difese, soprattutto in un periodo di crisi economica come quello che stiamo attraversando. Fino ad oggi siamo riusciti a farci valere grazie alla ricerca e all'innovazione, che hanno garantito la produzione di fibre tessili innovative.
I consumatori non rischieranno più di acquistare prodotti tessili potenzialmente pericolosi per la salute perché magari trattati con agenti chimici. L'adozione di questo regolamento garantisce finalmente la giusta tutela dei diritti di oltre 500 milioni di cittadini europei, che d'ora in poi non potranno più essere ingannati da false indicazioni.
Emma McClarkin (ECR). - Mr President, today we have voted on the addition of new textiles and fibres and labelling-related matters. From the outset of this textile report, I have been of the opinion that Parliament should keep to the scope of the proposal as it was originally designated and that the extension of this scope was not compatible with the aim of simplification for putting a new fibre on the market.
I have concerns about the provision of a review clause which will ask the Commission to investigate the possible introduction of a number of labelling requirements which have little added value and would place unacceptable burdens on businesses, especially small and medium-sized enterprises. This includes the harmonisation of size labelling, social economic labelling and, most worryingly, a radio frequency identification tag which would increase costs for business and prices for the consumer.
Nonetheless, from this report I feel that some of the provisions in this regulation will make a difference, will improve the application process for business and enhance consumer protection, especially on the labelling of animal-derived products. But we need to be mindful that we are legislating for the real world, not making a wish list for an ideal world, and that Parliament should stick to its areas of competence in future.
Daniel Hannan (ECR). - Mr President, may I begin by saying that I hope you will continue to address this Chamber in your native tongue, which matches any language in the world for its accomplishment, its diversity and its antiquity.
There are times when reading the voting list is a more eloquent comment on the behaviour and nature of this Parliament than almost anything else I could say. Let us just look at the subjects of some of these reports: indications or marks identifying the lot to which a foodstuff belongs; approximation of the laws of the Member States relating to units of measurement; permissible sound level and exhaust system of motor vehicles; narrow-track wheeled agricultural and forestry tractors; controls of wheeled agricultural or forestry tractors; braking devices of wheeled agricultural or forestry tractors; driving position and the doors and windows of wheeled agricultural or forestry tractors; rear-mounted roll-over protection structures; excise duty applied to manufactured tobacco; denominations and technical specifications of euro coins; textile names and related labelling of textile products ... and I could go on.
There is almost no nook or cranny of our national life so remote that Brussels has not curled its tendrils thither, choking out the natural light and blocking out the native growth.
If Brussels confined itself to cross-border issues, then no one would have a problem.
Jens Rohde (ALDE). - Hr. formand! Der har i debatten været sagt mange ord om Hökmarks betænkning om vores radiofrekvenspolitikprogram. Noget som lyder temmelig usexet, skal jeg ærligt indrømme. Men det handler jo faktisk om, hvorvidt vi kan sikre bredbåndsforbindelse og billig datatransmission til vores borgere i fremtiden. Jeg skal gøre det ganske kort og sige, at det er ganske imponerende, når man forsøger at kigge ind i fremtiden, at det så er lykkedes forhandlerne og ikke mindst vores ordfører at få så bredt et flertal for den betænkning, som vi stemte om i dag. Meget flot politisk håndværk og al ære til vores ordfører, Gunnar Hökmark!
Peter Jahr (PPE). - Herr Präsident! Funkfrequenzen sind eine sehr knappe und wertvolle Ressource in unserer modernen Gesellschaft. Eine effiziente und europaweit abgestimmte Frequenznutzung ist daher sinnvoll. Ein breiter Zugang zu Funkfrequenzen ist dabei nicht nur für Unternehmen, sondern auch für die Bürgerinnen und Bürger der Europäischen Union wichtig. Deshalb sollten wir besonders darauf achten, dass wir diese Politik im Einklang mit wirtschaftlichen, sozialen und kulturellen Interessen entwickeln. Insbesondere dürfen mit dieser Regelung die drahtlosen Direktübertragungen, die beispielsweise in Deutschland besonders bei regionalen Theaterveranstaltungen, bei Rockkonzerten, aber auch in Kirchen stattfinden, nicht gefährdet werden.
Ich bitte also auch, dass sich die Kommission mit den Mitgliedstaaten zusammensetzt und auch in diesem Bereich eng zusammenarbeitet und nicht in nationale Kompetenzen eingreift.
Morten Løkkegaard (ALDE). - Hr. formand! Jeg synes, at det er vigtigt at slå fast oven på dagens afstemning om lobbyregisteret, at lobbyisme som udgangspunkt er godt. Det er faktisk en uundværlig del af den demokratiske proces. Uden lobbyisme ville politikernes viden, fakta og holdninger om alle dele af samfundet være alt for begrænset. Alle i dette Parlament og pressen har derfor et ansvar for, at der tilbage står et kritisk, men også sandt billede af, hvad det er, det handler om.
For det andet vil jeg sige, at det bedste som bekendt er det godes værste fjende. Det fuldstændigt legitime krav om åbenhed, som debatten og afstemningen i dag afspejler, må nødvendigvis afbalanceres, så vi ikke i den bedste mening ødelægger et velfungerende system. Kravet om total åbenhed, obligatorisk individuel registrering af alt mellem himmel og jord, etisk kontrolkomité, osv. er i bedste fald udtryk for noget naivt og i værste fald en del af en populistisk politisk dagsorden, som vil skade mere end det gavner. I praksis handler det om tillid. Kontrol skal, hvis det skønnes nødvendig, afstemmes med det praktisk gennemførlige af hensyn til arbejdsprocessen. Desuden ønsker jeg at anfægte afstemningen om punkt 9. Jeg fik ikke under den meget hurtige afstemning indtryk af, at vi rent faktisk fik det rigtige resultat.
Jens Rohde (ALDE). - Hr. formand! Jeg erklærer mig fuldstændig enig med Morten Løkkegaard. Jeg er ikke sikker på, at vi fik det helt rigtige afstemningsresultat på punkt 9. Og skulle det være tilfældet, så er der et eller andet galt med virkelighedsopfattelsen i dette hus! For det er da fuldstændig rigtigt, at vi skal have så megen åbenhed som muligt. Men at man forlanger, at vi alle vil skulle offentliggøre navnene på alle, vi holder møder med, er jo fuldstændig forrykt! Det er fuldstændig forrykt, for hvornår er et møde et møde? Det skal jo så defineres. Er det, når man mødes på gangen eller i bussen eller andre steder? Er det er telefonmøde? Er det et internetmøde? Hvornår er det? Hvad med mange af de mennesker, som vi holder møder med i dag fra oprørsbevægelser i Nordafrika? Skal de se deres navne i aviserne? Nej, vel? Det burde da være logisk, at der er mulighed for altid at kunne garantere folk, at de kan komme til os i fortrolighed. Jeg vil i hvert fald aldrig være med til at bryde den fortrolighed.
Alfredo Antoniozzi (PPE). - Signor Presidente, rendere facilmente verificabili le modalità di adozione delle decisioni per i cittadini così come i processi, gli elementi e le risorse che le hanno influenzate, contribuisce sia a garantire un'ampia trasparenza, sia a colmare quella distanza tra Istituzioni europee e cittadini, di cui spesso si parla in relazione alla legittimità e al cosiddetto deficit democratico dell'Unione europea.
Numerosi progressi sono già stati compiuti in questi anni. Basti pensare al registro dei rappresentanti di interessi, adottato dal Parlamento europeo nel 1996, o alla proposta della Commissione al Parlamento europeo del 2006 di un registro unico per i lobbisti. L'approvazione da parte di quest'Aula della relazione Stubb-Friedrich ha portato alla creazione di un gruppo di lavoro congiunto. Possiamo affermare che i risultati raggiunti da questo gruppo, in relazione agli obiettivi prefissati dal Parlamento possono dirsi più che soddisfacenti.
Condivido appieno la relazione del collega Casini, in quanto la trasparenza delle istituzioni politiche è una condizione imprescindibile della legittimità. Per questo ho dato il mio sostegno alla proposta.
Salvatore Iacolino (PPE). - Signor Presidente, non v'è dubbio che questo regolamento segna un passo importante nel processo che deve mettere al centro dell'attenzione le Istituzioni europee. Più trasparenza, più pubblicità, più limpidezza nei comportamenti e accessibilità delle informazioni e, finalmente, la formazione di un registro comune sulla trasparenza.
Se pensiamo che negli Stati Uniti d'America la relativa disciplina delle lobby è stata predisposta nel lontano 1948, ci rendiamo conto che certamente esse svolgono un ruolo e, seppur prevalentemente portatrici di interessi prevalentemente egoistici, vanno tenute nel debito conto. Si tratta di un progetto di relazione che guarda al futuro e, pur non costituendo un punto d'approdo, è sicuramente un modo per difendere la correttezza delle attività e delle decisioni delle Istituzioni europee. Per questo ho votato a favore, convinto dell'assoluta essenzialità di questo percorso.
Jim Higgins (PPE). - Mr President, I think we owe a debt of gratitude to the Sunday Times for exposing the ‘amendments for money’ scandal.
As a result, as you know yourself, a working group has been established by the Bureau to introduce binding codes of conduct for all MEPs. Part two of cleaning up the act is what we did today by voting for this report in huge numbers.
I believe that the register of lobbyists is long overdue, but I have a number of reservations. First of all, I think that it should be mandatory. However, it is a step in the right direction and it is worth noting that the lobbyists themselves, the reputable lobbyists, actually are in touch and are in favour of compulsory registration.
I am disappointed, however, that the Council has not signed up to the proposal. It is worth noting that the three MEPs who were exposed in terms of the ‘amendments for money’ scandal are all former government ministers.
The registration of lobbyists is a big issue and lobbying is a big issue, and we need to push on, use this as an experiment and hopefully in the future make it compulsory and mandatory.
Daniel Hannan (ECR). - Mr President, the moment the lobbyist arrives in Brussels he perceives immediately that this was a system designed by, and for, people like him. He is usually a man, although his female equivalent can increasingly be found stalking our corridors in her sharp trouser suit.
This is a system where decisions are taken – I would say in smoke-filled rooms, but these days in smoke-free rooms – behind closed doors with the voters frozen out. You had a perfect example of that with the new restrictions and bans on herbal and alternative medicines which came in a couple of weeks ago. Such a ban would never have passed a national parliament, all of them being subjected as they were to real anger from their constituents. However, the big pharmaceutical corporations understood that they could push through in this system what they could never get through the national legislatures, precisely because this system is much more invulnerable to public opinion. So, yes, let us have this register – I voted for it and my group supported it – but the real solution is to disperse the power away from these unaccountable Brussels and Strasbourg institutions back to genuinely answerable national, democratic parliaments.
Daniel Hannan (ECR). - Mr President, the Government of Singapore and the authorities in Hong Kong and Shanghai are scouring London and the other financial centres of Europe looking to recruit the people who have been driven abroad by the excessive regulatory burden being imposed by the European Union. Our generation is witnessing an epical shift in wealth and enterprise from Europe to Asia. It is our tragedy to live at a time where, just as Asia has discovered the secrets of decentralisation, diffusion of power, enterprise and personal responsibility, we in this part of the world are going in the opposite direction, copying the old Asian empires – the Mings, the Moguls and the Ottomans – in regulating, uniformising, standardising and taxing.
Of course, it is my own country, my own capital city of London, which will be most adversely affected by these new restrictions, but the EU as a whole has an interest in preventing this haemorrhage of wealth, of jobs and of enterprise from Europe to younger and more virile economies. Again, the solution is to push powers down back to national authorities which have genuine affinity and allegiance from their voters.
Jens Rohde (ALDE). - Hr. formand! Indien er verdens største demokrati, et af verdens hurtigst voksende markeder og godt på vej til at blive en vidensøkonomi. På den baggrund er det jo sund fornuft, at vi laver en frihandelsaftale. Det er også i vores egen interesse. Derfor kan man jo stille det spørgsmål, hvordan i alverden venstrefløjen kan være imod denne her frihandelsaftale. Hvordan kan man være imod at løfte millioner af indere ud af fattigdom, og hvordan kan venstrefløjen være imod at kæmpe for det åbne marked for europæiske virksomheder. Det er mig ubegribeligt! Jeg kan simpelthen ikke forstå, at historien er så vanskelig at tage ved lære af. Frihandel er godt! Frihandel er godt! Frihandel er godt! Frihandel skaber vækst, frihed til mennesker og dermed også fred.
Paul Murphy (GUE/NGL). - Mr President, I voted against the motion for a resolution that deals with the negotiations for a Free Trade Agreement with India. In my opinion, the conclusion of any such agreement negotiated by the European Commission would only serve big multinational corporations, both in India and in Europe.
In contrast to the last speaker, in my opinion the trade negotiations are not driven by the interests of raising people out of poverty and improving people’s living standards; they are driven by those big business agendas to get more market access and increase profits.
I stand with the poor farmers, trade unionists and workers of India who oppose the FTA as it will mean a further undermining of living standards and working conditions for large parts of the Indian working class, in particular those that work in the large informal sector.
Furthermore, this FTA agenda and its drive to enforce intellectual property rights and data exclusivity endangers access to cheap generic medicines that are produced in India. Today these generics are of vital importance to people across the world suffering from the likes of HIV and AIDS. Because of the profiteering of the private major pharmaceutical companies, they simply cannot afford the branded equivalents.
Mitro Repo (S&D). - Arvoisa puhemies, Intian kanssa solmittava vapaakauppasopimus on huomattavin tähän mennessä neuvotelluista EU-vapaakauppasopimuksista. Euroopan unionin tulee korostaa yhteiskuntavastuuta. Me tiedämme oikein hyvin, mitkä ovat Intian suurimmat ongelmat: lapsityövoima, köyhyys ja epätasa-arvo.
Olemme nyt solmimassa kauppasopimusta, jonka todellisina hyötyjinä ovat teollisuus ja isot yritykset Euroopassa. Eurooppalainen kuluttaja varmasti kyllä hyötyy Intian halpatyövoimasta esimerkiksi tuotteiden alhaisempina hintoina, mutta sitä ei tulisi sallia intialaisten alkutuottajien ahdingolla.
On tekopyhää väittää, että Eurooppa olisi yhteiskuntavastuun edelläkävijä. EU:n on vapaakauppaetuuksia tarjotessaan vaadittava ja valvottava epäkohtiin puuttumista. On tärkeää, että komissio sisällyttää vapaakauppasopimukseen oikeudellisesti sitovat lausekkeet ihmisoikeuksista, sosiaalisista ja ympäristöstandardeista sekä yritysten yhteiskuntavastuusta ja valvoo, että nämä vaatimukset myös toteutuvat.
Morten Løkkegaard (ALDE). - Hr. formand! Det er jo interessant og på sin vis charmerende, at der stadig findes medlemmer i dette Parlament, der kan være imod frihandel. Det synes jeg på en eller anden måde er fantastisk. Men jeg vil erklære mig som fuldt støttende. Jeg mener, at frihandel er vejen frem, og det er også frihandel, der skal vise vejen frem i forhold til Indien. Når det har varet så længe, skyldes det selvfølgelig, at der er problemer om forskellige detaljer - store detaljer kan man kalde det - nemlig spørgsmålet om kopimedicin, som den tidligere taler også var inde på. Jeg vil opfordre til, at begge parter i sagen, dvs. både EU og Indien, prøver at finde en løsning på dette problem, som både respekterer copyright, for det er fuldstændig grundlæggende nødvendigt, og samtidig sørger for, at der gives praktiske muligheder for, at Indiens mange fattige kan få billig medicin.
Endelig er der nogle kritikere, der mener, at vi ikke skal følge det bilaterale spor i forhandlingerne og lave bilaterale aftaler. De mener, at det er et brud på WTO-forhandlingerne. Jeg mener, at dette er fuldstændig parallelt med WTO. Vi er nødt til at gøre noget for ikke at strande endnu mere, end vi allerede gør, i WTO. Det er simpelthen nødvendigt med disse bilaterale aftaler, så dem hilser jeg velkommen.
Jens Rohde (ALDE). - Hr. formand! Det er jo fantastisk hver gang, vi diskuterer frihandel i dette parlament. Så dukker der altid nogle gamle radiosignaler fra Radio Tirana op i debatten! Det er i hvert fald den fornemmelse, man kan få, når man hører venstrefløjens refleksioner over frihandel. Dermed tydeliggør de, at de ikke lært noget som helst af historien.
Nu gælder det så Japan-området. EU og Japan er to af verdens største økonomier. Tilsammen står vi for en femtedel af den globale handel. Vi investerer betydelige summer i hinandens økonomier, vi har fælles interesser på det globale niveau, og alligevel skrider forhandlingerne kun langsomt fremad. Så lad os sige herfra, at barriererne skal væk. Vi må acceptere, at det kræver indrømmelser fra begge sider, for tilsammen kan vores økonomier komplementere hinanden og skabe innovation, vækst og jobs.
Morten Løkkegaard (ALDE). - Hr. formand! Jeg ønsker blot at supplere det, der allerede er blevet sagt. Der er ingen tvivl om, at en af barriererne for japanerne er de meget høje tekniske barrierer, som der er og altid har været i det japanske samfund. Der skal lyde en kraftig opfordring fra det europæiske hold til japanerne om at komme ud af skyttegraven og sørge for at få gjort noget ved disse tekniske barrierer.
Det er selvfølgelig en tragisk baggrund, at Japan gennemlever denne katastrofe. Men om ikke andet, så kan man sige, at der er kommet det positive ud af det, at de får mulighed for at tænke sig om ekstra gang og indse, at der nu virkelig er behov for hjælp udefra. Der er et stort behov for, at virksomheder fra andre regioner kommer ind og hjælper til. Det kan måske give anledning til at kigge fremad, se med nye øjne på situationen og fjerne disse mange tekniske barrierer.
Bruno Gollnisch (NI). - Je voudrais rappeler à notre collègue de gauche, M. Murphy, que Karl Marx était en faveur du libre-échange avec l'Inde. Et je voudrais aussi rappeler à nos collègues libéraux, et notamment à M. Rohde, que, s'il était en faveur du libre-échange, c'était à cause des effets destructeurs du libre-échange parce que, disait-il, il importe peu que la bourgeoisie britannique soit mue par des intérêts abjects, il faut que la société indienne soit détruite pour hâter l'avènement de la révolution mondiale.
Eh bien moi, je crois qu'il ne faut pas, dans ce domaine, être dogmatique. Le libre-échange systématique n'est pas nécessairement bénéfique. Il peut être une bonne chose quand les conditions de la concurrence sont égales. C'est à peu près le cas dans beaucoup de domaines avec le Japon, mais je reconnais le droit du Japon, par exemple, à protéger le marché du riz, à protéger ses riziculteurs, à conférer à ses producteurs un prix supérieur aux cours mondiaux et à ne pas vouloir d'importations massives qui détruiraient complètement sa paysannerie, de la même façon que je reconnais à nos économies le droit de protéger certains secteurs de leur activité.
C'est la raison pour laquelle je n'ai pas voté la résolution majoritaire. J'aurais préféré d'autres résolutions qui me paraissaient plus adéquates. Il faut équilibrer les conditions de la concurrence, mais dans des secteurs qui soient bien précisés.
Jens Rohde (ALDE). - Hr. formand! Jeg havde da også været overrasket, hvis jeg fra fransk side ikke skulle høre signaler om, at protektionisme er godt. Nå, nok om dogmatikken. Vi skal over til skovene, og her behandler vi i dag i vores betænkning om Kommissionens grønbog om skovbeskyttelse og skovinformation i EU. De europæiske skove har mange sociale, økonomiske og miljømæssige funktioner, og de yder uden tvivl et vigtigt bidrag til løsningen af klimakrisen – det er faktisk en meget effektiv måde at gøre det på – og til opnåelsen af EU’s 2020-mål. I Venstre glæder vi os derfor over, at skovene med dagens afstemning er sikret en mere sammenhængende og langsigtet beskyttelse, samtidig med at ambitionerne om at sikre global konkurrenceevne for de europæiske skovbaserede industrier er opretholdt. Vi undrede os dog en lille smule over, at det er lykkedes at komme igennem med forslaget om, at man, hvis der har været skovbrand, ikke må bygge noget som helst i området i tredive år. Det er en typisk venstreorienteret måde at løse kriminalitetsproblemer på – ved at lave forbud for alt og alle og oven i købet i tredive år – det støtter vi naturligvis ikke.
Giommaria Uggias (ALDE). - Signor Presidente, come relatore ombra del gruppo ALDE sono pienamente soddisfatto del risultato raggiunto attraverso l'odierna votazione. Il dossier Arsenis sulla protezione delle foreste è una relazione d'indirizzo, una base per attestare come il Parlamento europeo intende affrontare la tutela del nostro patrimonio boschivo e l'adattamento delle foreste al cambiamento climatico. Oggi il Parlamento europeo ha espresso con chiarezza il proprio punto di vista, alla luce del quale aspettiamo le conseguenti proposte della Commissione per poter definire ancora più nel dettaglio le politiche di settore.
Vorrei ringraziare particolarmente Kriton Arsenis per la competenza e la serietà del lavoro svolto, che si è sviluppato attraverso una discussione lunga e non facile perché – come ben sappiamo – la situazione delle foreste non è identica in tutti gli Stati membri. Ciononostante, abbiamo trovato punti d'incontro e raggiunto anche particolari obiettivi, come quello di sottrarre alla speculazione edilizia alcune parti o quello di una maggiore protezione delle foreste di pregio per la biodiversità, quali quelle nordboreali e del Mediterraneo, e un divieto di edificazione sui terreni colpiti da natura dolosa.
Signor Presidente, come ribadito, questo è di grande importanza per molti paesi mediterranei, compresa la sua Grecia.
Christa Klaß (PPE). - Herr Präsident! Die Wälder, das ist unsere Zukunft, das ist unsere Kulturlandschaft. Sie werden gehegt und gepflegt, um so Leistungen für die Menschen und Umwelt zu erbringen, nämlich als Produzent von Sauerstoff, als Speicher für CO2 und als Heimat für Pflanzen und Tiere. Für diese stillen und von vielen als selbstverständlich angesehenen Funktionen des Waldes wird denen, die ihn pflegen, nichts oder nur wenig bezahlt. Umso wichtiger ist es, den wirtschaftlichen Teil unserer Wälder zu sehen. Das ist die Holzwirtschaft und heute auch verstärkt die Biomasse, die nicht nur für Wärme, sondern auch für Strom genutzt wird. Diesen wirtschaftlichen Faktor des Waldes gilt es in Zukunft zu stärken und zu nutzen, und zwar in nationaler und in persönlicher Verantwortung.
In diesem umfassenden Sinn erwarten wir ein Weißbuch der Kommission, das dies besonders in den Mittelpunkt stellt, damit unsere Wälder Zukunft haben und damit wir auch alle bereit sind, in diese Zukunft zu investieren. Denn pflanze ich ein Korn, dann denke ich an heute, pflanze ich aber einen Baum, dann denke ich an die Zukunft.
Lena Ek (ALDE). - Herr talman! Förutsättningarna för skog är mycket olika i olika delar av Europa. Skogslagstiftning sköts därför bäst på nationell nivå. I Lissabonfördraget finns det dessutom inget stöd för en gemensam europeisk skogspolitik. Det största problemet med de föreslagna regleringarna som rör klimat och skog är att skogen är en nyckel för att EU ska kunna uppnå de uppsatta klimatmålen. Skogen behövs för en grön omställning av ekonomin, till exempel genom produktion av biobränsle från skogsbrukets restprodukter.
Skogsbruket får därför inte utsättas för onödigt regelkrångel som gör produkterna mindre konkurrenskraftiga i jämförelse med fossila bränslen. Det är till exempel mycket märkligt att föreslå bindande hållbarhetskriterier för en förnybar resurs som skog, men att inte ha liknande kriterier för fossila bränslen som kol.
Även i fortsättningen kommer jag att arbeta mot en europeisk gemensam skogspolitik. I stället vill jag satsa resurser på forskning, utbildning, information och innovation om hur vi förebygger den påverkan som klimatförändringar kommer att ha på våra skogar. Tack.
Paul Murphy (GUE/NGL). - Mr President, I voted against the report on the EU’s Common Foreign and Security Policy. I am in complete disagreement with the views and ideas it expresses about Europe’s current and future role in the world.
In a nutshell, this report stands for a militarised and imperialist Europe. It defends an aggressive raw materials strategy and asks for, and I quote, ‘a less rigid distinction between military and civilian crisis management operations’. This is disguised language for a further militarisation of foreign policy. It welcomes the trade agreement with Colombia, despite the fact that hundreds of trade unionists have been killed in recent years, guilty simply of being trade unionists.
This report hypocritically names social unrest as one element of a new generation of security challenges and risks. What hypocrisy! The capitalist system has created poverty and misery across the world and is incapable of dealing with the consequences. It is the right of people to defend their legitimate interests and struggle for a better future without any interference from the mighty political, economic and military powers.
Antonello Antinoro (PPE). - Signor Presidente, vorrei preliminarmente dire – sperando che non venga sottratto dal tempo a mia disposizione – che, a proposito di ipocrisie, siamo rimasti veramente in pochi a credere in determinate cose. Ciascuno di noi interviene con dichiarazioni di voto dopo le votazioni: saremo circa cinque o sei, ci ascoltiamo reciprocamente e forse siamo ripresi dalla televisione. Ma è tutto davvero abbastanza triste.
Per questo vorrei suggerire – cosa che farò sicuramente in occasione della prossima riunione del gruppo PPE – che le dichiarazioni di voto siano espresse d'ora in avanti precedentemente alla votazione stessa, in modo che forse, parlandoci e ascoltandoci, potremmo anche convincerci a vicenda di come votare, piuttosto che sottostare a una sorta di gioco di squadra predefinito.
Detto ciò, nella mia dichiarazione annunciavo di aver votato favorevolmente. Continuo a credere in quest'Europa, così come continuo a credere all'efficacia della presenza di un Alto Commissario. Continuo tuttavia a pensare che gli Stati membri ci credono molto meno di quanto non ci crediamo noi. Sarebbe dunque forse il caso di constatare – come ribadito stamani alla signora Ashton e altresì in altre occasioni – che se quest'Europa non smette di essere parzialmente economica, divenendo invece più politica, anche la nostra funzione probabilmente non potrà esplicarsi al meglio.
Adam Bielan (ECR). - Panie Przewodniczący! Zgadzam się, że europejska polityka zagraniczna musi uwzględniać zewnętrzny wymiar europejskiej przestrzeni wolności, bezpieczeństwa i sprawiedliwości. Dlatego z zadowoleniem przyjmuję wszelkie działania przyczyniające się do upowszechniania pokoju, stabilizacji i praworządności wobec krajów i regionów znajdujących się w kryzysie. Popieram zaangażowanie w partnerstwo transatlantyckie jako jeden z czołowych filarów brukselskiej polityki zagranicznej, zmierzający do stworzenia pozbawionego barier rynku ze Stanami Zjednoczonymi.
Szczególnie istotna z polskiego punktu widzenia jest polityka wschodnia. Sprawozdanie uwzględnia konieczność integracji politycznej i gospodarczej ze wschodnimi sąsiadami Unii, jednocześnie wzywa do spójnego podejścia w negocjacjach w sprawie nowego porozumienia z Rosją, zwracając uwagę na kwestie praworządności i przestrzegania praw człowieka w tym kraju. Zwraca również uwagę na konieczność zintensyfikowania negocjacji akcesyjnych z Turcją oraz stałego zaangażowania w proces przystępowania do Unii krajów bałkańskich.
Pino Arlacchi (S&D). - Mr President, I voted in favour of this report for its moderate approach to the most pressing issues in the Common Foreign and Security Policy.
Thanks to the Socialist Group’s amendments, a more constructive language for the dialogue on Russia and Iran has been achieved.
The amendments on the EU strategy on Afghanistan also contributed to improving the structure of the report.
The Albertini report is a step forward towards a better EU security policy. While I support the efforts and the commitment of the rapporteur, I should also stress that the EU is still far from having a coherent long-term strategy in this area. The EU contribution to global peace and stability is still quite small and still depends too much on the USA’s vision of international security and on the ‘needle approach’ to the same issue.
Let us work for a more autonomous, EU-centred foreign and security strategy, because that is what European citizens expect from us and that is what we should deliver to them.
Seán Kelly (PPE). - A Uachtaráin, bhí sé suimiúil agus sásúil ar maidin an méid Feisirí a labhair ar son Lady Ashton agus an obair atá idir lámha aici sna seirbhísí gnóthaí eachtracha, agus freisin an méid Feisirí a mhol go labhraímís le haon ghuth. Má labhraímid le haon ghuth, beimid éifeachtach agus éistfear linn; mura labhraímid, ní éistfear linn agus ní bheimid éifeachtach.
I was also reminded of the words of the great Irish poet, William Butler Yeats, who said ‘peace comes dropping slow’. That was certainly the case in Northern Ireland, where the European Union played a crucial part through its support for the International Fund for Ireland, and that peace was copper-fastened last weekend with successful elections.
An obair a rinne an tAontas Eorpach i dTuaisceart Éireann, is féidir an obair chéanna a dhéanamh ar stáitse an domhain ar mhaithe leis an tsíocháin agus daoine bochta má labhraímid le haon ghuth agus má dhéanann Lady Ashton a cuid oibre go díograiseach.
Janusz Władysław Zemke (S&D). - Poparłem sprawozdanie dotyczące wspólnej polityki bezpieczeństwa i obrony w Europie. Jednak chcę zwrócić uwagę na fakt, że to sprawozdanie dotyczy nie tylko oceny tej polityki, ale to skupia się przede wszystkim na przyszłości, na rozwoju. Moim zdaniem, wymaga to nie tylko różnych słusznych, trafnych ocen i mądrych słów, których jest w tym sprawozdaniu wiele; na wspólną politykę bezpieczeństwa i obrony trzeba spojrzeć inaczej i poważnie.
Sądzę, że są tutaj potrzebne trzy działania. Po pierwsze, Unia powinna określić swoje wspólne interesy strategiczne, przykładowo dotyczące bezpieczeństwa energetycznego i polityki sąsiedztwa. Po drugie, Unia musi zwiększyć własny potencjał dotyczący planowania i koordynacji operacji cywilnych i wojskowych oraz także zarządzania kryzysowego. Wreszcie po trzecie, powinien wewnątrz budżetu Unii powstać wspólny budżet dla wspólnych działań.
Adam Bielan (ECR). - Wzrost znaczenia pogłębiających się zależności podmiotów międzynarodowych w obliczu problemów gospodarczych, środowiskowych czy energetycznych determinuje ciągłe zmiany w relacjach zewnętrznych poszczególnych państw. Kwestie bezpieczeństwa są elementem polityki wymagającym szczególnej troski każdego kraju, obligują do systematycznego dostosowywania ich do zmieniającego się świata. Głównym tematem sprawozdania jest wezwanie do ochrony autonomii strategicznej Unii w dziedzinie bezpieczeństwa i obrony. Nie uwzględnia on jednak braku doświadczenia bojowego, jednocześnie wzywając do dalszych wysiłków rozszerzających możliwości operacyjne Unii Europejskiej. Dla krajów takich jak Polska podstawą polityki obronnej pozostaje Sojusz Północnoatlantycki. Zacieśnianie partnerstwa strategicznego pomiędzy Unią i NATO oraz postulat wzmacniania wzajemnego wspierania działań, może znacznie spowolnić procedury podejmowania decyzji operacyjnych. Wszystko to powoduje, że sprawozdanie w moim odczuciu wydaje się dokumentem o podejściu zbyt radykalnym i dlatego głosowałem za odrzuceniem sprawozdania.
Pino Arlacchi (S&D). - Mr President, the most significant document on the EU security strategy was delivered by Xavier Solana. It is entitled ‘A secure Europe in a better world’ and was adopted by the European Council on 12 December 2003.
Since then, little progress has been made in this field. The Union still lacks an effective strategy for its foreign security and on most relevant issues still follows the lead of the United States. This report tries to introduce some positive changes on tactical topics like crisis management, the fragmentation of the EU defence technological industrial base, and the ineffectiveness of the 24 EU security and defence missions around the world.
I voted in favour of it, and I hope this Parliament will continue to make a contribution towards the goal of enhancing EU strategic autonomy in security affairs. In particular, what we need is a redefinition of the major threats to our security after the collapse of the so-called Islamic terrorist threat and the emergence of new dangers like the financial crisis.
Mitro Repo (S&D). - Arvoisa puhemies, olin mietinnön kannalla, mutta kysyn, onko Euroopan unionilla kykyä toimia rauhan ja vakauden edistämiseksi naapurimaissamme, tarkoitan nyt lähinnä Syyriaa, Libyaa ja Egyptiä.
Toimintamme Libyassa tulee osoittamaan turvallisuus- ja puolustuspolitiikkamme toimintakyvyn todellisen tilan. EU:n päätavoitteena Libyassa on suojella siviiliväestöä ja tukea Libyan kansan pyrkimyksiä toteuttaa demokraattinen yhteiskunta. Muistot 1990-luvun Balkanin maista ovat vielä tuoreina mielessämme. Silloin Eurooppa joutui turvautumaan Yhdysvaltain apuun. Libya on joka tapauksessa osoittanut, ettei EU ole sotilasmahti, toiminta on ollut nyt jäsenvaltioiden omatoimisuuden varassa.
Pohjois-Afrikan esimerkkien myötä tiedämme nyt, että EU:n sotilaallisen toimintavalmiuden ja -kyvyn tarve Euroopan porteilla on yhä tosiasia. Ulkosuhdehallinto on ollut toiminnassa jo yli vuoden, siltä voi jo nyt odottaa tuloksia.
Julie Girling (ECR). - Mr President, there are two words that spring to mind to describe where we find ourselves today with regard to the Common Foreign and Security Policy. Unfortunately, they are not very nice words. The ones I think of are ‘mess’ and ‘a bit of a joke’. Unfortunately, it is rather a sick joke.
In the last 15 months – a period that has presented ample opportunities throughout the world to prove its credentials – our so-called common policy has failed to make any positive impact. I say that not as a great aficionado of foreign affairs, but I have to answer my constituents as to what does Europe add in value to us? It is of real concern to them that the cost of delivering this common policy is not being carefully allocated and not being carefully accounted for.
I have to answer my citizens about what service this is giving them, and I still, after the lengthy debates on these reports, struggle to come up with an answer.
Anna Záborská (PPE). - Predložená správa hovorí o ľudských právach ako o prioritnej agende Európskej únie v medzinárodných organizáciách, pričom zvlášť zdôrazňuje práva žien a detí a slobodu prejavu. Zároveň správa vyzýva členské štáty, aby v týchto organizáciách podporovali pozície Európskej únie.
Lenže prioritnou súčasťou agendy európskych ľudských práv sú aj tzv. reprodukčné práva, čo je len iný názov pre právo na potrat. Naopak, európska diplomacia stále nie je dôsledná pri presadzovaní náboženskej slobody vo všetkých jej aspektoch s dôrazom na rešpektovanie práv kresťanov vo svete. Preto budem radšej, ak mňa a mojich voličov bude zastupovať aj slovenská diplomacia. Verím, že v týchto veciach, z ktorých mnohé patria do kompetencie národných štátov, bude zastávať principiálne iné stanovisko než Európska únia.
Pino Arlacchi (S&D). - The EU is still a very limited global actor; its role in the UN system and in all multilateral organisations does not match its democratic, economic and cultural weight. This report addressed this deficit and calls for removing some obstacles to the full participation of our Union to the global context. This is the reason why I voted in favour of it. The EU can make a powerful contribution to the peace and prosperity of our planet. Let us allow its civilian power to expand its influence everywhere.
Daniel Hannan (ECR). - Mr President, as I may be the last speaker, let me take this opportunity to thank your staff and the interpreters for your patience. Please do not think it goes unnoticed or unappreciated.
The European Union is hungry and eager in its acquisition of all of the attributes and trappings of statehood. It has its own Parliament, its own currency, its own president, its own foreign minister, its own external borders, its own flag, anthem, passport and driving licence. It was only a matter of time before it would apply for formal recognition as a state in the United Nations, which of course is what has now happened, with – rather disgracefully and to me bafflingly – the support of my own government.
This is a legal regularisation of something that has been happening de facto for some time: the pushing of the powers that we regard as definitive of statehood from national to Brussels level.
But the other Member States of the European Union should be wary of what they agree. One of the consequences of giving the EU full recognition of statehood is that they now can be addressed at length by Baroness Ashton and by Mr Van Rompuy, as respectively the foreign minister and the head of state of the new entity.
And, as Members of this House I am sure will privately be able to let them know, that is not an unmixed blessing.
Zigmantas Balčytis (S&D), raštu. − Balsavau už šį dokumentą, siekiama kodifikuoti 1989 m. birželio 14 d. Tarybos direktyvą 89/396/EEB dėl nuorodų arba žymų maisto produkto partijai identifikuoti. Kodifikavimas yra veiksminga priemonė, kuria tam tikrą sritį reguliuojančios teisės normos yra įtvirtinamos viename teisės akte. Tai suteikia daugiau aiškumo, nes įvairios nuostatos, reguliuojančios tą patį klausimą dažnai įtvirtinamos skirtinguose teisės aktuose. Kadangi jos yra keičiamos, tampa sudėtinga suprasti, kuri nuostata galioja šiuo metu. Kodifikavimas ir yra tinkama priemonė formuojant paprastesnę, aiškesnę ir suprantamesnę piliečiams Europos Sąjungos teisę .
Maria Da Graça Carvalho (PPE), por escrito. − Congratulo-me com os esforços demonstrados no sentido de clarificar o Direito da União, de forma a torná-lo mais acessível a todos os cidadãos europeus. Desta forma, e tendo em consideração a importância do comércio dos géneros alimentícios, concordo com a referida proposta de directiva, relativa às menções ou marcas que permitem identificar o lote ao qual pertence um género alimentício. Este sistema contribuirá para uma melhor informação sobre a identidade dos produtos, bem como para o desenvolvimento do comércio internacional.
Vasilica Viorica Dăncilă (S&D), în scris. − Sunt întru totul de acord să se țină seama de recomandările grupului de lucru consultativ al serviciilor juridice ale Parlamentului European, Consiliului și Comisiei, deoarece consider că propunerea în cauză se limitează doar la o simplă codificare a textelor existente, fără modificări de fond ale acestora.
Diogo Feio (PPE), por escrito. − A presente proposta refere-se à simples codificação das regras já em vigor para as menções ou marcas que permitem identificar o lote ao qual pertence um género alimentício, sem fazer qualquer alteração substantiva sobre a qual este Parlamento se deva pronunciar. Chamo, porém, a atenção para o facto de que considero que é cada vez mais importante fornecer informação factual e completa aos consumidores, nomeadamente no que se refere aos lotes, às datas de fabrico e às restantes informações que permitam rastrear o percurso do produto desde a sua origem.
José Manuel Fernandes (PPE), por escrito. − O presente relatório versa sobre a proposta de directiva do Parlamento Europeu (PE) e do Conselho relativa às menções ou marcas que permitem identificar o lote a que pertence um determinado género alimentar, o denominado texto codificado. A simplificação da vida dos cidadãos europeus constitui uma das preocupações da União Europeia (UE). Para atingir esse objectivo, muitas alterações legislativas têm sido levadas a cabo pela Comissão e por este Parlamento. Uma das áreas que muito dificulta a vida do cidadão comum da UE é a leitura e a interpretação da informação relativa às menções e às marcas inscritas nos lotes dos géneros alimentícios. A dispersão e a proliferação dessa informação potenciam essa dificuldade e contribuem para a diminuição da qualidade de vida do cidadão. Para obviar a esta questão, desde 1994 que existe um Acordo Interinstitucional (Parlamento, Comissão e Conselho) sobre um método de trabalho urgente com vista à adopção dos actos codificados. Congratulo-me, pois, por finalmente podermos aprovar uma directiva que, consolidando a Directiva 89/396/CEE, facilita a vida dos cidadãos através de um processo de simplificação e clarificação do direito da UE.
Monika Flašíková Beňová (S&D), in writing. − Trade in foodstuffs occupies a very important place in the internal market. Indication of the lot to which a foodstuff belongs meets the need for better information on the identity of products. It is therefore a useful source of information when foodstuffs are the subject of dispute or constitute a health hazard for consumers.
In view of the variety of identification methods used, it should be up to the trader to determine the lot and to affix the corresponding indication or mark. At international level, there is a general obligation to provide a reference to the manufacturing or packaging lot of pre-packaged foodstuffs. It should be the duty of the Union to contribute to the development of international trade by also applying those rules.
Jarosław Kalinowski (PPE), na piśmie. − Mając na uwadze dobro społeczeństwa i konsumentów rynku europejskiego, staramy się upraszczać jak najwięcej przepisów i procedur w taki sposób, aby były one przejrzyste i zrozumiałe dla każdego obywatela. Nie inaczej jest w wypadku Wspólnej Polityki Rolnej - tutaj również uproszczenie stanowi hasło nadrzędne w pracach nad przyszłym kształtem tej polityki, której celem jest zapewnienie Europie bezpieczeństwa żywnościowego. Ujednolicenie dyrektywy o znakowaniu partii towaru produktów spożywczych dąży właśnie do przybliżenia i ułatwienia zrozumienia przepisów konsumentom. Jednocześnie, zachowując oryginalną treść pierwotnych postanowień, jest ono przeprowadzane w pełnej zgodności z procedurami przyjmowania aktów w Unii.
David Martin (S&D), in writing. − I voted for this report on a proposal for a directive of the European Parliament and of the Council on indications or marks identifying the lot to which a foodstuff belongs.
Nuno Melo (PPE), por escrito. − A codificação das regras já em vigor para as menções ou marcas que permitem identificar o lote ao qual pertence um género alimentício é o objectivo desta proposta. É, no entanto, de considerar a importância cada vez maior de que exista uma informação correcta e completa para os consumidores, especialmente no respeitante aos lotes, às datas de fabrico e às restantes informações que permitem acompanhar o percurso do produto desde a sua origem.
Alexander Mirsky (S&D), in writing. − The report of MEP Sajjad Karim contains a legislative resolution on the proposal for a directive of the European Parliament and of the Council on indications or marks identifying the lot to which a foodstuff belongs (codified text). The purpose of this proposal is to undertake the codification of Council Directive 89/396/EEC of 14 June 1989 on indications or marks identifying the lot to which a foodstuff belongs. I totally support the new directive because it will supersede the various acts incorporated in it; this proposal fully preserves the content of the acts being codified and hence does no more than bring them together with only such formal amendments as are required by the codification exercise itself. I voted ‘in favour’.
Maria do Céu Patrão Neves (PPE), por escrito. − O presente relatório sobre a proposta de directiva do Parlamento Europeu e do Conselho relativa às menções ou marcas que permitem identificar o lote ao qual pertence um género alimentício conclui, com base no parecer do Grupo Consultivo dos Serviços Jurídicos do Parlamento Europeu, do Conselho e da Comissão, que a proposta em apreço se cinge à codificação pura e simples dos textos existentes, sem alterações substantivas. Em face do exposto, votei favoravelmente a proposta do Parlamento Europeu, que faz sua a proposta da Comissão, na redacção resultante da adaptação às recomendações do Grupo Consultivo dos Serviços Jurídicos do Parlamento Europeu, do Conselho e da Comissão.
Oreste Rossi (EFD), per iscritto. − Questa direttiva relativa alle diciture o marche che consentono di identificare la partita alla quale appartiene una derrata alimentare non può che vederci favorevoli, anche perché troppo spesso la malavita falsifica codici a fini illeciti. Raggruppare e semplificare tutte le normative vigenti relative alle diciture o marche non possono che facilitare i controlli e l'individuazione di eventuali abusi.
Zigmantas Balčytis (S&D), raštu. − Balsavau už šį dokumentą , kuriuo siekiama kodifikuoti 1979 m. gruodžio 20 d. Tarybos direktyvą 80/181/EEB dėl valstybių narių įstatymų, susijusių su matavimo vienetais, suderinimo ir Direktyvos 71/354/EEB panaikinimo. Kodifikavimas yra veiksminga priemonė, kuria tam tikrą sritį reguliuojančios teisės normos yra įtvirtinamos viename teisės akte. Tai suteikia daugiau aiškumo, nes įvairios nuostatos, reguliuojančios tą patį klausimą dažnai įtvirtinamos skirtinguose teisės aktuose. Kadangi jos yra keičiamos, tampa sudėtinga suprasti, kuri nuostata galioja šiuo metu. Kodifikavimas ir yra tinkama priemonė formuojant paprastesnę, aiškesnę ir suprantamesnę piliečiams Europos Sąjungos teisę .
Maria Da Graça Carvalho (PPE), por escrito. − Congratulo-me com os esforços demonstrados no sentido de clarificar o Direito da União, de forma a torná-lo mais acessível a todos os cidadãos europeus. Desta forma, e tendo em conta a importância dos instrumentos de medição para a maior parte dos domínios da actividade humana, concordo com a referida proposta de directiva, relativa à aproximação das legislações dos Estados-Membros respeitantes às unidades de medida. Este sistema contribuirá para um melhor desempenho nos domínios da saúde e da segurança públicas, bem como nas operações de natureza administrativa.
Diogo Feio (PPE), por escrito. − Tendo em devida consideração os pareceres dos serviços jurídicos do Parlamento Europeu, do Conselho e da Comissão, que concluem que a proposta da Comissão se restringiu à codificação pura e simples dos textos existentes, sem que dela advenha qualquer alteração substantiva, felicito a aprovação em primeira leitura da mesma.
José Manuel Fernandes (PPE), por escrito. − O presente relatório versa sobre a proposta de directiva do Parlamento Europeu (PE) e do Conselho relativa à aproximação das legislações dos Estados-Membros no que respeita às unidades de medida, o denominado texto codificado. A simplificação da vida dos cidadãos europeus constitui uma das preocupações da União Europeia (UE).
Monika Flašíková Beňová (S&D), in writing. − Units of measurement are essential in the use of all measuring instruments to express measurements or any indication of quantity. They are used in almost all fields of human activity and it is therefore necessary to ensure the greatest possible clarity in their use and set rules for their use within the European Union for economic, public health, public safety or administrative purposes. Member States should be able to require that measuring devices on their territory bear indications of quantity in a single legal unit of measurement.
This Directive supports the smooth functioning of the internal market through the degree of harmonisation of units of measurement. In this context it is appropriate for the Commission to monitor market developments relating to this Directive and its implementation, particularly with regard to possible barriers to the internal market and further harmonisation needed to overcome these obstacles.
David Martin (S&D), in writing. − I voted for this report on the approximation of the laws of the Member States relating to units of measurement.
Nuno Melo (PPE), por escrito. − A presente proposta serve apenas para a codificação dos textos já existentes, no que respeita às unidades de medida, sem que daqui advenha qualquer alteração substantiva aos mesmos. Daí o meu voto favorável.
Alexander Mirsky (S&D), in writing. − As I understand, the report contains a legislative resolution on the proposal for a directive of the European Parliament and of the Council on the approximation of the laws of the Member States relating to units of measurement. The purpose of this proposal is to undertake a codification of Council Directive 80/181/EEC of 20 December 1979 on the approximation of the laws of the Member States relating to units of measurement and on the repeal of Directive 71/354/EEC. It is very good that the new directive will supersede the various acts incorporated in it; this proposal fully preserves the content of the acts being codified and hence does no more than bring them together with only such formal amendments as are required by the codification exercise itself. I voted ‘in favour’.
Maria do Céu Patrão Neves (PPE), por escrito. − O presente relatório sobre a proposta de directiva do Parlamento Europeu e do Conselho relativa à aproximação das legislações dos Estados-Membros respeitantes às unidades de medida conclui, com base no parecer do Grupo Consultivo dos Serviços Jurídicos do Parlamento Europeu, do Conselho e da Comissão, que a proposta em apreço se cinge à codificação pura e simples dos textos existentes, sem alterações substantivas. Em face do exposto, votei favoravelmente a proposta do Parlamento Europeu, que faz sua a proposta da Comissão, na redacção resultante da adaptação às recomendações do Grupo Consultivo dos Serviços Jurídicos do Parlamento Europeu, do Conselho e da Comissão.
Zigmantas Balčytis (S&D), raštu. − Balsavau už šį dokumentą, kuriuo siekiama kodifikuoti 1970 m. vasario 6 d. Tarybos direktyvą 70/157/EEB dėl valstybių narių įstatymų, reglamentuojančių leistiną motorinių transporto priemonių garso lygį ir dujų išmetimo sistemas, suderinimo. Kodifikavimas yra veiksminga priemonė, kuria tam tikrą sritį reguliuojančios teisės normos yra įtvirtinamos viename teisės akte. Tai suteikia daugiau aiškumo, nes įvairios nuostatos, reguliuojančios tą patį klausimą dažnai įtvirtinamos skirtinguose teisės aktuose. Kadangi jos yra keičiamos, tampa sudėtinga suprasti, kuri nuostata galioja šiuo metu. Kodifikavimas ir yra tinkama priemonė formuojant paprastesnę, aiškesnę ir suprantamesnę piliečiams Europos Sąjungos teisę.
Maria Da Graça Carvalho (PPE), por escrito. − Congratulo-me com os esforços demonstrados no sentido de clarificar o Direito da União, de forma a torná-lo mais acessível a todos os cidadãos europeus. Desta forma, concordo com a referida proposta de directiva, relativa ao nível sonoro admissível e ao dispositivo de escape dos veículos a motor, pois considero ser mais eficiente o sistema proposto de codificação, elaborado através de um sistema de processamento de dados.
Diogo Feio (PPE), por escrito. − A presente proposta refere-se à simples codificação das regras já em vigor para o nível sonoro admissível e o dispositivo de escape dos veículos a motor. Não é feita qualquer alteração substantiva sobre a qual este Parlamento se deva, especialmente, pronunciar.
José Manuel Fernandes (PPE), por escrito. − O presente relatório versa sobre a proposta de directiva do Parlamento Europeu (PE) e do Conselho relativa ao nível sonoro admissível de escape dos veículos a motor (texto codificado). A simplificação da vida dos cidadãos europeus constitui uma das preocupações da União Europeia (UE). Para atingir esse objectivo, muitas alterações legislativas têm sido levadas a cabo pela Comissão e por este Parlamento. Uma das áreas que muito dificulta a vida do cidadão comum da UE é a contínua alteração de normativos, decorrente, por vezes, da necessária actualização, mas que dificulta e diminui a qualidade de vida do cidadão. Em 1987, a Comissão recomendou a codificação de todos os actos que tivessem, no máximo, dez alterações, de modo a que as disposições comunitárias fossem mais facilmente entendíveis. Para obviar a esta questão, desde 1994 que existe um Acordo Interinstitucional (Parlamento, Comissão e Conselho) sobre um método de trabalho urgente com vista à adopção dos actos codificados. Congratulo-me, pois, por finalmente podermos aprovar uma directiva que codifica a Directiva 70/157/CEE do Conselho, de 6 de Fevereiro de 1970, aproximando a legislação dos Estados-Membros no que respeita ao nível sonoro admissível e ao dispositivo de escape dos veículos a motor.
Monika Flašíková Beňová (S&D), in writing. − Directive 70/157/EEC is one of the separate Directives of the EC type-approval system provided for in Directive 2007/46/EC of the European Parliament and of the Council of 5 September 2007 establishing a framework for the approval of motor vehicles and their trailers, and of systems, components and separate technical units intended for such vehicles, and lays down technical prescriptions concerning the permissible sound level and the exhaust system of motor vehicles. Those technical prescriptions concern the approximation of the laws of the Member States to enable the EC type-approval procedure provided for in Directive 2007/46/EC to be applied in respect of each type of vehicle. Consequently, the provisions laid down in Directive 2007/46/EC relating to systems, components and separate technical units for vehicles apply to this Directive.
It is desirable to take into account the technical requirements adopted by the UN Economic Commission for Europe (UN/ECE) in its corresponding regulations annexed to the Agreement of the United Nations Economic Commission for Europe concerning the adoption of uniform technical prescriptions for wheeled vehicles, equipment and parts which can be fitted and/or be used on wheeled vehicles and the conditions for reciprocal recognition of approvals granted on the basis of these prescriptions.
David Martin (S&D), in writing. − I voted for this report on the approximation of the laws of the Member States relating to units of measurement (codified text).
Nuno Melo (PPE), por escrito. − A presente proposta serve apenas para a codificação dos textos já existentes, no que respeita ao nível sonoro admissível e ao dispositivo de escape dos veículos a motor, sem que daqui advenha qualquer alteração substantiva aos mesmos. Daí o meu voto favorável.
Alexander Mirsky (S&D), in writing. − The European Parliament legislative resolution on the proposal for a directive of the European Parliament and of the Council on the permissible sound level and the exhaust system of motor vehicles will help to achieve the main purpose of the proposal – to undertake a codification of Council Directive 70/157/EEC of 6 February 1970 on the approximation of the laws of the Member States relating to the permissible sound level and the exhaust system of motor vehicles. I agree with the initiative of Mr Sajjad Karim and I voted ‘in favour’.
Maria do Céu Patrão Neves (PPE), por escrito. − O presente relatório sobre a proposta de directiva do Parlamento Europeu e do Conselho relativa ao nível sonoro admissível e ao dispositivo de escape dos veículos a motor conclui, com base no parecer do Grupo Consultivo dos Serviços Jurídicos do Parlamento Europeu, do Conselho e da Comissão, que a proposta em apreço se cinge à codificação pura e simples dos textos existentes, sem alterações substantivas. Em face do exposto, votei favoravelmente a proposta do Parlamento Europeu, que faz sua a proposta da Comissão, na redacção resultante da adaptação às recomendações do Grupo Consultivo dos Serviços Jurídicos do Parlamento Europeu, do Conselho e da Comissão.
Nuno Teixeira (PPE), por escrito. − A importância do sector dos transportes na economia europeia reflecte-se no emprego que directamente possibilita a mais de 10 milhões de pessoas e nos 5 % do PIB que representa. A sua evolução mostra-se essencial para o crescimento económico da UE e para o estreitar das distâncias físicas e psicológicas. Por outro lado, e como sublinhado no Livro Branco Roteiro do espaço único europeu dos transportes, é essencial que se cumpra a meta de reduzir até 60 % as emissões de gases com efeito de estufa até 2050.
Este relatório pretende, assim, simplificar e clarificar o direito da União Europeia, que se encontra disperso em numerosas disposições, já sujeitas a diversas alterações, dificultando a compreensão das mesmas. A transparência do acervo comunitário é um dos objectivos da União, como forma de aproximar a Europa aos cidadãos, para que estes possam beneficiar dos direitos específicos que lhes são consagrados.
A codificação da legislação já existente resulta na aproximação das legislações dos Estados-Membros respeitantes ao estabelecimento de regras técnicas para o nível sonoro admissível e o dispositivo de escape dos veículos a motor, que propiciem a sustentabilidade ambiental a nível europeu.
Artur Zasada (PPE), na piśmie. − Głosowałem za dokumentem 2010/0261 w sprawie kodyfikacji dopuszczalnych poziomów hałasu i układu wydechowego pojazdów silnikowych. Jest to kolejny przykład działań Komisji Europejskiej zmierzający do uproszczenia i uporządkowania acquis communautaire tak, aby stało się ono bardziej przejrzyste i dostępne dla obywateli państw członkowskich Wspólnoty. Wniosek legislacyjny ujednolica istniejące teksty, tworząc łatwiejszy do zrozumienia i bardziej przystępny akt prawny. Regulacja poprzez ustanowienie norm technicznych zbliża ustawodawstwa państw członkowskich, a celem tego jest zastosowanie procedury homologacji typu WE, określonej w dyrektywie 2007/46/WE w odniesieniu do każdego typu pojazdu.
Zigmantas Balčytis (S&D), raštu. − Balsavau už šį dokumentą, kuriuo siekiama kodifikuoti 1987 m. birželio 25 d. Tarybos direktyvą 87/402/EEB dėl konstrukcijų, apsaugančių nuo apvirtimo, kurios montuojamos prieš siauros tarpvėžės ratinių žemės ūkio ir miškų ūkio traktorių vairuotojo sėdynę. Kodifikavimas yra veiksminga priemonė, kuria tam tikrą sritį reguliuojančios teisės normos yra įtvirtinamos viename teisės akte. Tai suteikia daugiau aiškumo, nes įvairios nuostatos, reguliuojančios tą patį klausimą dažnai įtvirtinamos skirtinguose teisės aktuose. Kadangi jos yra keičiamos, tampa sudėtinga suprasti, kuri nuostata galioja šiuo metu. Kodifikavimas ir yra tinkama priemonė formuojant paprastesnę, aiškesnę ir suprantamesnę piliečiams Europos Sąjungos teisę.
Maria Da Graça Carvalho (PPE), por escrito. − Congratulo-me com os esforços demonstrados no sentido de clarificar o Direito da União, de forma a torná-lo mais acessível a todos os cidadãos europeus. Desta forma, concordo com a referida proposta de directiva relativa aos dispositivos de protecção referentes aos tractores agrícolas ou florestais com rodas de via estreita. Considero ser mais eficiente o sistema proposto de codificação, elaborado através de um sistema de processamento de dados.
José Manuel Fernandes (PPE), por escrito. − O presente relatório versa sobre a proposta de directiva do Parlamento Europeu (PE) e do Conselho relativa aos dispositivos de protecção montados à frente, em caso de capotagem, dos tractores agrícolas ou florestais com rodas de via estreita (texto codificado). A simplificação da vida dos cidadãos europeus constitui uma das preocupações da União Europeia (UE). Uma das áreas que muito dificulta a vida do cidadão comum da UE é a contínua alteração de normativos, decorrente, por vezes, da necessária actualização, mas que dificulta e diminui a qualidade de vida do cidadão. Em 1987, a Comissão recomendou a codificação de todos os actos que tivessem, no máximo, dez alterações, de modo a que as disposições comunitárias fossem mais facilmente entendíveis. Para obviar a esta questão, desde 1994 que existe um Acordo Interinstitucional (Parlamento, Comissão e Conselho) sobre um método de trabalho urgente com vista à adopção dos actos codificados. Congratulo-me, pois, por finalmente podermos aprovar uma directiva que codifica a Directiva 87/402/CEE do Conselho, de 25 de Junho de 1987, no que respeita aos dispositivos de protecção montados à frente, em caso de capotagem, dos tractores agrícolas ou florestais com rodas de via estreita.
Monika Flašíková Beňová (S&D), in writing. − Council Directive 87/402/EEC of 25 June 1987 on roll-over protection structures mounted in front of the driver’s seat on narrow-track wheeled agricultural and forestry tractors has been substantially amended several times. In the interests of clarity and rationality the said Directive should be codified. The Directive mentioned above is one of the separate Directives of the EC type-approval system provided for in Council Directive 74/150/EEC, as replaced by Directive 2003/37/EC of the European Parliament and of the Council of 26 May 2003 on type-approval of agricultural or forestry tractors, their trailers and interchangeable towed machinery, together with their systems, components and separate technical units and repealing Directive 74/150/EEC8, and lays down technical prescriptions concerning the design and construction of agricultural or forestry tractors as regards the roll-over protection structures mounted in front of the driver’s seat.
Those technical prescriptions concern the approximation of the laws of the Member States to enable the EC type-approval procedure provided for in Directive 2003/37/EC to be applied in respect of each type of tractor. Consequently the provisions laid down in Directive 2003/37/EC relating to agricultural and forestry tractors, their trailers and interchangeable towed machinery, together with their systems, components and separate technical units, apply to this Directive.
David Martin (S&D), in writing. − I voted for this report on the proposal for a directive of the European Parliament and of the Council on roll-over protection structures mounted in front of the driver's seat on narrow-track wheeled agricultural and forestry tractors (codified text).
Nuno Melo (PPE), por escrito. − A presente proposta serve apenas para a codificação dos textos já existentes, no que respeita aos tractores agrícolas e florestais com rodas de via estreita, sem que daqui advenha qualquer alteração substantiva aos mesmos. Daí o meu voto favorável.
Alexander Mirsky (S&D), in writing. − The European Parliament legislative resolution on the proposal for a directive of the European Parliament and of the Council on roll-over protection structures mounted in front of the driver’s seat on narrow-track wheeled agricultural and forestry tractors is very timely. The purpose of this proposal is to undertake a codification of Council Directive 87/402/EEC of 25 June 1987 on roll-over protection structures mounted in front of the driver’s seat on narrow-track wheeled agricultural and forestry tractors. I supported this initiative by voting ‘in favour’.
Maria do Céu Patrão Neves (PPE), por escrito. − O presente relatório sobre a proposta de directiva do Parlamento Europeu e do Conselho relativa aos dispositivos de protecção montados à frente dos tractores agrícolas ou florestais com rodas de via estreita, para protecção no caso de capotagem, conclui, com base no parecer do Grupo Consultivo dos Serviços Jurídicos do Parlamento Europeu, do Conselho e da Comissão, que a proposta em apreço se cinge à codificação pura e simples dos textos existentes, sem alterações substantivas. Em face do exposto, votei favoravelmente a proposta do Parlamento Europeu, que aprova a proposta da Comissão, na redacção resultante da adaptação às recomendações do Grupo Consultivo dos Serviços Jurídicos do Parlamento Europeu, do Conselho e da Comissão.
Oreste Rossi (EFD), per iscritto. − Questa direttiva relativa ai dispositivi di protezione, in caso di capovolgimento dei trattori agricoli o forestali a ruote, a carreggiata stretta, non può che vederci favorevoli. Raggruppare e semplificare tutte le normative vigenti in materia è un passo importante, che permette di tutelare chi utilizza i mezzi agricoli quotidianamente.
Nuno Teixeira (PPE), por escrito. − O relatório, que hoje votei, refere-se às disposições comunitárias específicas do sistema de homologação da Comunidade Europeia de tractores agrícolas ou florestais, que estabelece regras técnicas relativas aos mecanismos de protecção montados à frente, em caso de capotagem, dos tractores.
A codificação dos textos jurídicos comunitários é um procedimento essencial para simplificar e facilitar a compreensão dos mesmos pelos cidadãos europeus e, assim, assistir a uma concreta aplicação das directivas europeias. Neste caso específico, as regras técnicas impostas aos Estados-Membros permitem que o procedimento de homologação da Comunidade Europeia, estabelecido pela Directiva 2003/37/CE, seja aplicado relativamente a cada modelo de tractor.
Dois importantes pontos se evidenciam neste relatório: a simplificação e a transparência do direito comunitário. Actualmente, vivemos num período em que o cidadão europeu não se revê no projecto comunitário. Acho por isso essencial arranjar soluções para estreitar este distanciamento e assim mostrar que a União Europeia tem como principal fim o bem-estar dos cidadãos europeus.
Zigmantas Balčytis (S&D), raštu. − Balsavau už šį dokumentą, kuriuo siekiama kodifikuoti 1986 m. liepos 24 d. Tarybos direktyvą 86/415/EEB dėl žemės ūkio ir miškų ūkio ratinių traktorių valdymo įtaisų montavimo, išdėstymo, veikimo ir identifikavimo. Kodifikavimas yra veiksminga priemonė, kuria tam tikrą sritį reguliuojančios teisės normos yra įtvirtinamos viename teisės akte. Tai suteikia daugiau aiškumo, nes įvairios nuostatos, reguliuojančios tą patį klausimą dažnai įtvirtinamos skirtinguose teisės aktuose. Kadangi jos yra keičiamos, tampa sudėtinga suprasti, kuri nuostata galioja šiuo metu. Kodifikavimas ir yra tinkama priemonė formuojant paprastesnę , aiškesnę ir suprantamesnę piliečiams Europos Sąjungos teisę.
Maria Da Graça Carvalho (PPE), por escrito. − Congratulo-me com os esforços demonstrados no sentido de clarificar o Direito da União, de forma a torná-lo mais acessível a todos os cidadãos europeus. Desta forma, concordo com a referida proposta de directiva relativa à instalação, funcionamento e identificação dos comandos dos tractores agrícolas ou florestais de rodas. Considero ser mais eficiente o sistema proposto de codificação, elaborado através de um sistema de processamento de dados.
José Manuel Fernandes (PPE), por escrito. − O presente relatório versa sobre a proposta de directiva do Parlamento Europeu (PE) e do Conselho relativa à instalação, colocação e funcionamento dos comandos dos tractores agrícolas ou florestais de rodas (texto codificado). A simplificação da vida dos cidadãos europeus constitui uma das preocupações da União Europeia (UE). Uma das áreas que muito dificulta a vida do cidadão comum da UE é a contínua alteração de normativos, decorrente, por vezes, da necessária actualização, mas que dificulta e diminui a qualidade de vida do cidadão. Em 1 de Abril de 1987, a Comissão recomendou a codificação de todos os actos que tivessem, no máximo, dez alterações, de modo a que as disposições comunitárias fossem mais facilmente entendíveis. Para obviar a esta questão, desde 1994 que existe um Acordo Interinstitucional (Parlamento, Comissão e Conselho) sobre um método de trabalho urgente com vista à adopção dos actos codificados. Congratulo-me, pois, por finalmente podermos aprovar uma directiva que codifica a Directiva 86/415/CEE do Conselho, de 24 de Julho de 1986, no que respeita à aproximação da legislação dos Estados-Membros quanto à instalação, colocação e funcionamento dos comandos dos tractores agrícolas ou florestais de rodas.
Monika Flašíková Beňová (S&D), in writing. − Council Directive 86/415/EEC of 24 July 1986 on the installation, location, operation and identification of the controls of wheeled agricultural or forestry tractors has been substantially amended several times. In the interests of clarity and rationality, the said Directive should be codified. Directive 86/415/EEC is one of the separate Directives of the EC type-approval system provided for in Council Directive 74/150/EEC, as replaced by Directive 2003/37/EC of the European Parliament and of the Council of 26 May 2003 on type-approval of agricultural or forestry tractors, their trailers and interchangeable towed machinery, together with their systems, components and separate technical units and repealing Directive 74/150/EEC, and lays down technical prescriptions concerning the installation, location, operation and identification of controls.
Those technical prescriptions concern the approximation of the laws of the Member States to enable the EC type-approval procedure provided for in Directive 2003/37/EC to be applied in respect of each type of tractor. Consequently, the provisions laid down in Directive 2003/37/EC relating to agricultural and forestry tractors, their trailers and interchangeable towed machinery, together with their systems, components and separate technical units, apply to this Directive.
David Martin (S&D), in writing. − I voted for this report for a directive of the European Parliament and of the Council on the installation, location, operation and identification of the controls of wheeled agricultural or forestry tractors (codified text).
Nuno Melo (PPE), por escrito. − A presente proposta serve apenas para a codificação dos textos já existentes, no que respeita aos comandos dos tractores agrícolas e florestais de rodas, sem que daqui advenha qualquer alteração substantiva aos mesmos. Daí o meu voto favorável.
Alexander Mirsky (S&D), in writing. − The report considers the European Parliament resolution on the proposal for a directive of the European Parliament and of the Council on the installation, location, operation and identification of the controls of wheeled agricultural or forestry tractors. The purpose of this proposal is to undertake a codification of Council Directive 86/415/EEC of 24 July 1986 on the installation, location, operation and identification of the controls of wheeled agricultural or forestry tractors. I voted ‘in favour’.
Maria do Céu Patrão Neves (PPE), por escrito. − O presente relatório sobre a proposta de directiva do Parlamento Europeu e do Conselho relativa à instalação, à colocação, ao funcionamento e à identificação dos comandos dos tractores agrícolas ou florestais conclui, com base no parecer do Grupo Consultivo dos Serviços Jurídicos do Parlamento Europeu, do Conselho e da Comissão, que a proposta em apreço se cinge à codificação pura e simples dos textos existentes, sem alterações substantivas. Em face do exposto, votei favoravelmente a proposta do Parlamento Europeu, que faz sua a proposta da Comissão, na redacção resultante da adaptação às recomendações do Grupo Consultivo dos Serviços Jurídicos do Parlamento Europeu, do Conselho e da Comissão.
Oreste Rossi (EFD), per iscritto. − Sono favorevole alla relazione giacché mira a proteggere l'operatore che utilizza la macchina agricola, in quanto i comandi devono essere facilmente accessibili e non presentare un pericolo. Essi devono essere concepiti e disposti, o protetti, in modo da escludere qualsiasi movimento involontario o altra manovra pericolosa per l'operatore.
Zigmantas Balčytis (S&D), raštu. − Balsavau už šį dokumentą, kuriuo siekiama kodifikuoti 1976 m. balandžio 6 d. Tarybos direktyvą 76/432/EEB dėl valstybių narių įstatymų, reglamentuojančių ratinių žemės ūkio ir miškų ūkio traktorių stabdymo įtaisus, suderinimo. Kodifikavimas yra veiksminga priemonė, kuria tam tikrą sritį reguliuojančios teisės normos yra įtvirtinamos viename teisės akte. Tai suteikia daugiau aiškumo, nes įvairios nuostatos, reguliuojančios tą patį klausimą dažnai įtvirtinamos skirtinguose teisės aktuose. Kadangi jos yra keičiamos, tampa sudėtinga suprasti, kuri nuostata galioja šiuo metu. Kodifikavimas ir yra tinkama priemonė formuojant paprastesnę, aiškesnę ir suprantamesnę piliečiams Europos Sąjungos teisę.
Maria Da Graça Carvalho (PPE), por escrito. − Congratulo-me com os esforços demonstrados no sentido de clarificar o Direito da União, de forma a torná-lo mais acessível a todos os cidadãos europeus. Desta forma, concordo com a referida proposta de directiva relativa à travagem dos tractores agrícolas ou florestais de rodas. Considero ser mais eficiente o sistema proposto de codificação, elaborado através de um sistema de processamento de dados.
Monika Flašíková Beňová (S&D), in writing. − Council Directive 76/432/EEC of 6 April 1976 on the approximation of the laws of the Member States relating to the braking devices of wheeled agricultural or forestry tractors has been substantially amended several times. In the interests of clarity and rationality, the said Directive should be codified. Directive 76/432/EEC is one of the separate Directives of the EC type-approval system provided for in Council Directive 74/150/EEC, as replaced by Directive 2003/37/EC of the European Parliament and of the Council of 26 May 2003 on type-approval of agricultural or forestry tractors, their trailers and interchangeable towed machinery, together with their systems, components and separate technical units and repealing Directive 74/150/EEC, and lays down technical prescriptions concerning braking devices.
Those technical prescriptions concern the approximation of the laws of the Member States to enable the EC type-approval procedure provided for in Directive 2003/37/EC to be applied in respect of each type of tractor. Consequently, the provisions laid down in Directive 2003/37/EC relating to agricultural and forestry tractors, their trailers and interchangeable towed machinery, together with their systems, components and separate technical units, apply to this Directive.
David Martin (S&D), in writing. − I voted for this report endorsing the proposal for a directive of the European Parliament and of the Council on braking devices of wheeled agricultural or forestry tractors (codified text).
Nuno Melo (PPE), por escrito. − A presente proposta serve apenas para a codificação dos textos já existentes, no que respeita à travagem dos tractores agrícolas ou florestais de rodas, sem que daqui advenha qualquer alteração substantiva aos mesmos. Daí o meu voto favorável.
Maria do Céu Patrão Neves (PPE), por escrito. − O presente relatório sobre a proposta de directiva do Parlamento Europeu e do Conselho relativa à travagem dos tractores agrícolas ou florestais conclui, com base no parecer do Grupo Consultivo dos Serviços Jurídicos do Parlamento Europeu, do Conselho e da Comissão, que a proposta em apreço se cinge à codificação pura e simples dos textos existentes, sem alterações substantivas. Em face do exposto, votei favoravelmente a proposta do Parlamento Europeu, que faz sua a proposta da Comissão, na redacção resultante da adaptação às recomendações do Grupo Consultivo dos Serviços Jurídicos do Parlamento Europeu, do Conselho e da Comissão.
Oreste Rossi (EFD), per iscritto. − Sono favorevole alla relazione in quanto mira a regolamentare e semplificare la normativa in materia di frenatura dei trattori agricoli o forestali a ruote. È opportuno, al fine di tutelare e proteggere l'operatore che utilizza i trattori agricoli o forestali, che le macchine siano omologate secondo le disposizioni CE.
Zigmantas Balčytis (S&D), raštu. − Balsavau už šį dokumentą, kuriuo siekiama kodifikuoti 1980 m. birželio 24 d. Tarybos direktyvą 80/720/EEB dėl valstybių narių įstatymų, susijusių su ratinių žemės ūkio ir miškų ūkio traktorių vairuotojo darbo erdve, vairuotojo vietos prieiga, durimis ir langais, suderinimo. Kodifikavimas yra veiksminga priemonė, kuria tam tikrą sritį reguliuojančios teisės normos yra įtvirtinamos viename teisės akte. Tai suteikia daugiau aiškumo, nes įvairios nuostatos, reguliuojančios tą patį klausimą dažnai įtvirtinamos skirtinguose teisės aktuose. Kadangi jos yra keičiamos, tampa sudėtinga suprasti, kuri nuostata galioja šiuo metu. Kodifikavimas ir yra tinkama priemonė formuojant paprastesnę, aiškesnę ir suprantamesnę piliečiams Europos Sąjungos teisę.
Maria Da Graça Carvalho (PPE), por escrito. − Congratulo-me com os esforços demonstrados no sentido de clarificar o Direito da União, de forma a torná-lo mais acessível a todos os cidadãos europeus. Desta forma, concordo com a referida proposta de directiva relativa ao espaço de manobra, às facilidades de acesso ao lugar de condução, assim como às portas e janelas dos tractores agrícolas e florestais de rodas. Considero ser mais eficiente o sistema proposto de codificação, elaborado através de um sistema de processamento de dados.
José Manuel Fernandes (PPE), por escrito. − O presente relatório versa sobre a proposta de directiva do Parlamento Europeu (PE) e do Conselho no que respeita ao espaço de manobra e acesso ao lugar de condução, assim como às portas e janelas dos tractores agrícolas e florestais de rodas (texto codificado). Uma das áreas que muito dificulta a vida do cidadão comum da UE é a contínua alteração de normativos. Em 1 de Abril de 1987, a Comissão recomendou a codificação de todos os actos que tivessem, no máximo, dez alterações, de modo a que as disposições comunitárias fossem mais facilmente entendíveis. Aspecto que viria a ser consagrado nas conclusões da Presidência do Conselho Europeu de Edimburgo realizado em Dezembro de 1992. Para obviar a esta questão, desde 1994 que existe um Acordo Interinstitucional (Parlamento, Comissão e Conselho) sobre um método de trabalho urgente com vista à adopção dos actos codificados. Congratulo-me por, finalmente, podermos aprovar uma directiva que codifica a Directiva 80/720/CEE do Conselho, de 24 de Junho de 1980, e aproxima a legislação dos Estados-Membros quanto ao espaço de manobra e acesso ao lugar de condução, assim como às portas e janelas dos tractores agrícolas e florestais de rodas.
Monika Flašíková Beňová (S&D), in writing. − Council Directive 80/720/EEC on the approximation of the laws of the States relating to the operating space, access to the driving position and the doors and windows of wheeled agricultural or forestry tractors has been substantially amended. In the interests of clarity the Directive should be codified. Directive 80/720/EEC is one of the separate Directives on the EC type-approval system provided for in Directive 74/150/EEC, as replaced by Directive 2003/37/EC and of the Council of 26 May 2003 on type-approval of agricultural or forestry tractors, their trailers and interchangeable towed machinery, together with their systems, components and separate technical units and repealing Directive 74/150/EEC, and lays down technical prescriptions concerning the design and construction of agricultural or forestry tractors, as regards the operating space, access to the driving position as well as the doors and windows.
Those technical prescriptions concern the approximation of the laws of the States, to enable the EC type-approval procedure provided for in Directive 2003/37/EC to be applied in respect of each type of tractor. Consequently, the provisions laid down in Directive 2003/37/EC relating to agricultural or forestry tractors, their trailers and interchangeable towed machinery, together with their systems, components and separate technical units, apply to this Directive.
David Martin (S&D), in writing. − I voted for this report for a directive of the European Parliament and of the Council on the operating space, access to the driving position and the doors and windows of wheeled agricultural or forestry tractors (codified text).
Nuno Melo (PPE), por escrito. − A presente proposta serve apenas para a codificação dos textos já existentes, no que respeita ao acesso ao lugar de condução, assim como às portas e janelas dos tractores agrícolas e florestais de rodas, sem que daqui advenha qualquer alteração substantiva aos mesmos. Daí o meu voto favorável.
Maria do Céu Patrão Neves (PPE), por escrito. − O presente relatório sobre a proposta de directiva do Parlamento Europeu e do Conselho relativa ao espaço de manobra, às facilidades de acesso ao lugar de condução, assim como às portas e janelas dos tractores agrícolas e florestais, conclui, com base no parecer do Grupo Consultivo dos Serviços Jurídicos do Parlamento Europeu, do Conselho e da Comissão, que a proposta em apreço se cinge à codificação pura e simples dos textos existentes, sem alterações substantivas. Em face do exposto, votei favoravelmente a proposta do Parlamento Europeu, que aprova a proposta da Comissão, na redacção resultante da adaptação às recomendações do Grupo Consultivo dos Serviços Jurídicos do Parlamento Europeu, do Conselho e da Comissão.
Oreste Rossi (EFD), per iscritto. − È indispensabile, per garantire la sicurezza, codificare in modo comprensibile e accessibile ai cittadini le norme relative gli spazi di manovra, al posto guida, alle dimensioni di sportelli e finestrini dei trattori agricoli. Esprimo pertanto voto favorevole.
Nuno Teixeira (PPE), por escrito. − Este relatório, tal como os relativos às disposições aplicadas aos tractores, tem como objectivo levar a cabo a codificação da Directiva 80/720/CEE de 1980, referente à harmonização das legislações dos Estados-Membros sobre o espaço de manobra, as facilidades de acesso ao lugar de condução, assim como as portas e janelas dos tractores agrícolas e florestais de rodas. As alterações apresentadas não incidem sobre o conteúdo em si, são apenas alterações formais exigidas pelo próprio processo de codificação, apresentadas em 22 línguas oficiais.
Volto a reiterar a importância deste processo jurídico, de forma a simplificar a compreensão e a clareza dos textos jurídicos da União Europeia, que têm como principais beneficiários os cidadãos e as entidades europeias. Uma Europa clara e simples para uma plena cidadania europeia é o factor-chave para o desenvolvimento de um sentimento de pertença, essencial ao projecto europeu.
Zigmantas Balčytis (S&D), raštu. − Balsavau už šį dokumentą, kuriuo siekiama kodifikuoti 1986 m. gegužės 26 d. Tarybos direktyvą 86/298/EEB dėl konstrukcijų, apsaugančių nuo apvirtimo, pritvirtinamų prie siauros tarpvėžės ratinių žemės ūkio ir miškų ūkio traktorių galinės dalies. Kodifikavimas yra veiksminga priemonė, kuria tam tikrą sritį reguliuojančios teisės normos yra įtvirtinamos viename teisės akte. Tai suteikia daugiau aiškumo, nes įvairios nuostatos, reguliuojančios tą patį klausimą dažnai įtvirtinamos skirtinguose teisės aktuose. Kadangi jos yra keičiamos, tampa sudėtinga suprasti, kuri nuostata galioja šiuo metu. Kodifikavimas ir yra tinkama priemonė formuojant paprastesnę, aiškesnę ir suprantamesnę piliečiams Europos Sąjungos teisę.
Maria Da Graça Carvalho (PPE), por escrito. − Congratulo-me com os esforços demonstrados no sentido de clarificar o Direito da União, de forma a torná-lo mais acessível a todos os cidadãos europeus. Desta forma, concordo com a referida proposta de directiva relativa aos dispositivos de protecção em caso de capotagem de tractores agrícolas e florestais com rodas de via estreita. Considero ser mais eficiente o sistema proposto de codificação, elaborado através de um sistema de processamento de dados.
Diogo Feio (PPE), por escrito. − A proposta em apreço cinge-se à codificação pura e simples dos textos existentes, sem alterações substantivas. Não há, por isso, qualquer motivo que justifique o meu voto negativo.
José Manuel Fernandes (PPE), por escrito. − O presente relatório versa sobre a proposta de directiva do Parlamento Europeu (PE) e do Conselho no que respeita aos dispositivos de protecção montados na retaguarda dos tractores agrícolas e florestais com rodas de via estreita (texto codificado). A simplificação da vida dos cidadãos europeus constitui uma das preocupações da União Europeia (UE). Uma das áreas que muito dificulta a vida do cidadão comum da UE é a contínua alteração de normativos. Em 1 de Abril de 1987, a Comissão recomendou a codificação de todos os actos que tivessem, no máximo, dez alterações, de modo a que as disposições comunitárias fossem mais facilmente entendíveis. Aspecto que viria a ser consagrado nas conclusões da Presidência do Conselho Europeu de Edimburgo realizado em Dezembro de 1992. Para obviar a esta questão, desde 1994 que existe um Acordo Interinstitucional (Parlamento, Comissão e Conselho) sobre um método de trabalho urgente com vista à adopção dos actos codificados. Congratulo-me por, finalmente, podermos aprovar uma directiva que codifica a Directiva 86/298/CEE do Conselho, de 26 de Maio de 1986, e aproxima a legislação dos Estados-Membros quanto aos dispositivos de protecção montados na retaguarda dos tractores agrícolas e florestais com rodas de via estreita.
David Martin (S&D), in writing. − I voted for this report on the proposal for a directive of the European Parliament and of the Council on rear-mounted roll-over protection structures of narrow-track wheeled agricultural and forestry tractors (codified text).
Nuno Melo (PPE), por escrito. − A presente proposta serve apenas para a codificação dos textos já existentes, no que respeita aos dispositivos de protecção montados na retaguarda em caso de capotagem de tractores agrícolas e florestais com rodas de via estreita, sem que daqui advenha qualquer alteração substantiva aos mesmos. Daí o meu voto favorável.
Maria do Céu Patrão Neves (PPE), por escrito. − O presente relatório sobre a proposta de directiva do Parlamento Europeu e do Conselho relativa aos dispositivos de protecção montados na retaguarda em caso de capotagem de tractores agrícolas e florestais de via estreita conclui, com base no parecer do Grupo Consultivo dos Serviços Jurídicos do Parlamento Europeu, do Conselho e da Comissão, que a proposta em apreço se cinge à codificação pura e simples dos textos existentes, sem alterações substantivas. Em face do exposto, votei favoravelmente a proposta do Parlamento Europeu, que faz sua a proposta da Comissão, na redacção resultante da adaptação às recomendações do Grupo Consultivo dos Serviços Jurídicos do Parlamento Europeu, do Conselho e da Comissão.
Nuno Teixeira (PPE), por escrito. − Este relatório pretende clarificar e simplificar a Directiva 86/298/CEE do Conselho de 1986, bem como as diversas alterações já realizadas à mesma, na temática dos dispositivos de protecção montados na retaguarda em caso de capotagem de tractores agrícolas e florestais com rodas de via estreita.
Uma maior acessibilidade e compreensão do direito comunitário, por parte dos cidadãos europeus, são o propósito patente neste processo de codificação. Esta directiva e correspondentes alterações estabelecem as regras técnicas relativas ao design e fabrico dos tractores agrícolas e florestais, e à sua respectiva homologação, que impõem uma harmonização comunitária com vista a criar as condições necessárias de segurança rodoviária.
Esta harmonização europeia permite ainda que, caso esteja em causa a protecção dos trabalhadores aquando da utilização dos tractores, os Estados-Membros possam implementar as medidas necessárias e exigidas, tendo sempre em conta o respeito pelo Tratado e pela regulamentação técnica dos dispositivos de protecção especificados na presente directiva.
Luís Paulo Alves (S&D), por escrito. − Aprovo a nova redacção da Comissão, tendo em conta o Acordo Interinstitucional, de 20 de Dezembro de 1994, sobre um método de trabalho acelerado tendo em vista a codificação oficial dos textos legislativos e, nomeadamente, o ponto 4, o Grupo Consultivo, constituído por elementos dos serviços jurídicos do Parlamento Europeu, do Conselho e da Comissão. Este grupo reuniu-se em 23 de Novembro de 2010 para analisar a proposta supramencionada, apresentada pela Comissão. Ao proceder à análise da proposta de directiva do Conselho que codifica a Directiva 92/79/CEE do Conselho, de 19 de Outubro de 1992, relativa à aproximação dos impostos sobre os cigarros, a Directiva 92/80/CEE do Conselho, de 19 de Outubro de 1992, relativa à aproximação dos impostos sobre os tabacos manufacturados que não sejam cigarros, e a Directiva 95/59/CE do Conselho, de 27 de Novembro de 1995, relativa aos impostos que incidem sobre o consumo de tabacos manufacturados, com excepção dos impostos sobre o volume de negócios, o Grupo Consultivo observou, de comum acordo, que a proposta em apreço se cinge à codificação pura e simples dos textos existentes, sem alterações substantivas.
Zigmantas Balčytis (S&D), raštu. − Balsavau už šį dokumentą, kuriuo siekiama kodifikuoti 1992 m. spalio 19 d. Tarybos direktyvą 92/79/EEB dėl mokesčių, taikomų cigaretėms, derinimo, 1992 m. spalio 19 d. Tarybos direktyvą 92/80/EEB dėl mokesčių, taikomų kitam nei cigaretės pramoniniam tabakui, derinimo ir 1995 m. lapkričio 27 d. Tarybos direktyvą 95/59/EB dėl kitų nei apyvartos mokesčių, kurie turi įtakos apdoroto tabako suvartojimui. Kodifikavimas yra veiksminga priemonė, kuria tam tikrą sritį reguliuojančios teisės normos yra įtvirtinamos viename teisės akte. Tai suteikia daugiau aiškumo, nes įvairios nuostatos, reguliuojančios tą patį klausimą dažnai įtvirtinamos skirtinguose teisės aktuose. Kadangi jos yra keičiamos, tampa sudėtinga suprasti, kuri nuostata galioja šiuo metu. Kodifikavimas ir yra tinkama priemonė formuojant paprastesnę, aiškesnę ir suprantamesnę piliečiams Europos Sąjungos teisę.
Maria Da Graça Carvalho (PPE), por escrito. − Congratulo-me com os esforços demonstrados no sentido de clarificar o Direito da União, de forma a torná-lo mais acessível a todos os cidadãos europeus. Desta forma, concordo com a referida proposta de directiva relativa à estrutura e taxas dos impostos especiais sobre o consumo de tabacos manufacturados. Considero ser mais eficiente o sistema proposto de codificação, elaborado através de um sistema de processamento de dados.
Diogo Feio (PPE), por escrito. − Tendo em devida consideração os pareceres dos serviços jurídicos do Parlamento Europeu, do Conselho e da Comissão, que concluem que a proposta da Comissão se restringiu à codificação pura e simples dos textos existentes, sem que dela advenha qualquer alteração substantiva, felicito a aprovação da mesma.
José Manuel Fernandes (PPE), por escrito. − O presente relatório versa sobre uma proposta alterada de directiva do Conselho no que respeita à estrutura e taxas dos impostos especiais sobre o consumo de tabacos manufacturados (codificação). A simplificação da vida dos cidadãos europeus constitui uma das preocupações da União Europeia (UE). Uma das áreas que muito dificulta a vida do cidadão comum da UE é a contínua alteração de normativos. Em 1 de Abril de 1987, a Comissão recomendou a codificação de todos os actos que tivessem, no máximo, dez alterações, de modo a que as disposições comunitárias fossem mais facilmente entendíveis. Aspecto que viria a ser consagrado nas conclusões da Presidência do Conselho Europeu de Edimburgo realizado em Dezembro de 1992. Para obviar a esta questão, desde 1994 que existe um Acordo Interinstitucional (Parlamento, Comissão e Conselho) sobre um método de trabalho urgente com vista à adopção da codificação que deve ser efectuada com total respeito pelo processo legislativo da UE. Assim, voto favoravelmente esta proposta, que codifica a Directiva 92/79/CEE do Conselho, de 19 de Outubro de 1992, sobre a estrutura e taxas dos impostos especiais sobre o consumo de tabacos manufacturados.
Monika Flašíková Beňová (S&D), in writing. − The Treaty aims to maintain an economic union with healthy competition and properties that are similar to those on the domestic market. As regards manufactured tobacco, the achievement of this aim presupposes that the application in the Member States of taxes affecting the consumption of products in this sector does not distort conditions of competition and does not impede their free movement within the European Union. As far as excise duties are concerned, the harmonisation of structures must, in particular, result in competition in the different categories of manufactured tobacco belonging to the same group not being distorted by the effects of charging the tax and, consequently, in the opening of the Member States’ national markets. The imperative needs of competition imply a system of freely formed prices for all groups of manufactured tobacco and implementation of this policy needs to guarantee a high level of human health.
David Martin (S&D), in writing. − I voted for this report on the amended proposal for a Council directive on the structure and rates of excise duty applied to manufactured tobacco (codified text).
Nuno Melo (PPE), por escrito. − A presente proposta serve apenas para a codificação dos textos já existentes, no que respeita aos impostos especiais sobre o consumo de tabacos manufacturados, sem que daqui advenha qualquer alteração substantiva aos mesmos. Daí o meu voto favorável.
Alexander Mirsky (S&D), in writing. − The report of Sajjad Karim contains the European Parliament legislative resolution on the amended proposal for a Council directive on the structure and rates of excise duty applied to manufactured tobacco. It is known that the purpose of this proposal is to undertake a codification of Council Directive 92/79/EEC of 19 October 1992 on the approximation of taxes on cigarettes, Council Directive 92/80/EEC of 19 October 1992 on the approximation of taxes on manufactured tobacco other than cigarettes and Council Directive 95/59/EC of 27 November 1995 on taxes other than turnover taxes which affect the consumption of manufactured tobacco. This initiative is very important and timely. I voted ‘in favour’.
Maria do Céu Patrão Neves (PPE), por escrito. − O grupo consultivo com autoridade na matéria em apreço procedeu à análise da proposta de directiva do Conselho que codifica a Directiva 92/79/CEE do Conselho, de 19 de Outubro de 1992, relativa à aproximação dos impostos sobre os cigarros, da Directiva 92/80/CEE do Conselho, de 19 de Outubro de 1992, relativa à aproximação dos impostos sobre os tabacos manufacturados que não sejam cigarros, e da Directiva 95/59/CE do Conselho, de 27 de Novembro de 1995, relativa aos impostos que incidem sobre o consumo de tabacos manufacturados, com excepção dos impostos sobre o volume de negócios. O parecer daquele grupo concluiu que a proposta em apreço se cinge à codificação pura e simples dos textos existentes, sem alterações substantivas, pelo que o votei favoravelmente.
Oreste Rossi (EFD), per iscritto. − Anche in questo caso – e ad oggi ne abbiamo in esame diverse – la relazione promuove la semplificazione e la chiara formulazione della normativa comunitaria, anche perché, come nel caso dell'accisa, vi sono innumerevoli disposizioni sparse modificate a più riprese. Unificarle e renderle comprensibili non può che essere utile sia per gli operatori che per gli utenti. Il nostro voto è favorevole.
Zigmantas Balčytis (S&D), raštu. − Balsavau už šį dokumentą, kuriuo siekiama kodifikuoti 1998 m. gegužės 3 d. Tarybos reglamentą (EB) Nr. 975/98 dėl apyvartai skirtų euro monetų nominalų ir techninių duomenų. Kodifikavimas yra veiksminga priemonė, kuria tam tikrą sritį reguliuojančios teisės normos yra įtvirtinamos viename teisės akte. Tai suteikia daugiau aiškumo, nes įvairios nuostatos, reguliuojančios tą patį klausimą dažnai įtvirtinamos skirtinguose teisės aktuose. Kadangi jos yra keičiamos, tampa sudėtinga suprasti, kuri nuostata galioja šiuo metu. Kodifikavimas ir yra tinkama priemonė formuojant paprastesnę, aiškesnę ir suprantamesnę piliečiams Europos Sąjungos teisę.
Maria Da Graça Carvalho (PPE), por escrito. − Congratulo-me com os esforços demonstrados no sentido de clarificar o Direito da União, de forma a torná-lo mais acessível a todos os cidadãos europeus. Desta forma, concordo com a referida proposta de regulamento relativo aos valores faciais e às especificações técnicas das moedas em euros destinadas a circulação. Considero ser mais eficiente o sistema proposto de codificação, elaborado através de um sistema de processamento de dados.
Diogo Feio (PPE), por escrito. − Tendo em devida consideração os pareceres dos serviços jurídicos do Parlamento Europeu, do Conselho e da Comissão, que concluem que a proposta da Comissão se restringiu à codificação pura e simples dos textos existentes, sem que dela advenha qualquer alteração substantiva, felicito a aprovação da mesma.
José Manuel Fernandes (PPE), por escrito. − O presente relatório versa sobre uma proposta de regulamento do Conselho no que respeita aos valores faciais e às especificações técnicas das moedas em euros destinadas a circulação (texto codificado). A simplificação da vida dos cidadãos europeus constitui uma das preocupações da União Europeia (UE). Uma das áreas que muito dificulta a vida do cidadão comum da UE é a contínua alteração de normativos. Em 1 de Abril de 1987, a Comissão recomendou a codificação de todos os actos que tivessem, no máximo, dez alterações, de modo a que as disposições comunitárias fossem mais facilmente entendíveis. Aspecto que viria a ser consagrado nas conclusões da Presidência do Conselho Europeu de Edimburgo realizado em Dezembro de 1992. Para obviar a esta questão, desde 1994 que existe um Acordo Interinstitucional (Parlamento, Comissão e Conselho) sobre um método de trabalho urgente com vista à adopção da codificação que deve ser efectuada com total respeito pelo processo legislativo da UE. Assim, voto favoravelmente esta proposta, que codifica o Regulamento (CE) n.º 975/98 do Conselho, de 3 de Maio de 1998, sobre os valores faciais e as especificações técnicas das moedas em euros destinadas à circulação.
Monika Flašíková Beňová (S&D), in writing. − The European single coinage system should inspire public confidence and include technological innovations to ensure that it is secure, reliable and effective. Public confidence in the system depends on the physical properties of coins, which should be as user-friendly as possible. After consultations with consumer associations, European Blind Union representatives and the vending machines industry, research was carried out to take into account the specific requirements of important categories of coin users. In order to ensure a smooth changeover to the euro and to facilitate acceptance of the coinage systems by users, easy distinction between coins through visual and tactile characteristics needed to be guaranteed.
The coins need to be covered with some special security features to limit the scope for fraud. The fact that they have one European and one national side is an appropriate expression of the idea of European Monetary Union between the Member States.
David Martin (S&D), in writing. − I voted for this report on the proposal for a Council regulation on denominations and technical specifications of euro coins intended for circulation (codified text).
Nuno Melo (PPE), por escrito. − A presente proposta serve apenas para a codificação dos textos já existentes, no que respeita aos valores faciais e especificações técnicas das moedas em euros destinadas a circulação, sem que daqui advenha qualquer alteração substantiva aos mesmos. Daí o meu voto favorável.
Alexander Mirsky (S&D), in writing. − The report of Sajjad Karim contains a legislative resolution of the European Parliament on the proposal for a Council regulation on denominations and technical specifications of euro coins intended for circulation. Taking into account the likelihood of the accession of new states to the euro area this initiative provides a new opportunity to prevent the activity of money counterfeiters. I voted ‘in favour’.
Maria do Céu Patrão Neves (PPE), por escrito. − O presente relatório sobre a proposta de regulamento do Conselho relativo aos valores faciais e às especificações técnicas das moedas em euros destinadas a circulação conclui, com base no parecer do Grupo Consultivo dos Serviços Jurídicos do Parlamento Europeu, do Conselho e da Comissão, que a proposta em apreço se cinge à codificação pura e simples dos textos existentes, sem alterações substantivas. Em face do exposto, votei favoravelmente a proposta do Parlamento Europeu, que aprova a proposta da Comissão, na redacção resultante da adaptação às recomendações do Grupo Consultivo dos Serviços Jurídicos do Parlamento Europeu, do Conselho e da Comissão.
Luís Paulo Alves (S&D), por escrito. − Considerando que o Grupo Consultivo dos Serviços Jurídicos do Parlamento Europeu, do Conselho e da Comissão concluiu, no seu parecer, que a proposta em apreço se cinge à codificação pura e simples dos textos existentes, sem alterações substantivas, aprovo a sua posição em primeira leitura, fazendo sua a proposta da Comissão, na redacção resultante da adaptação às recomendações do Grupo Consultivo dos Serviços Jurídicos do Parlamento Europeu, do Conselho e da Comissão.
Izaskun Bilbao Barandica (ALDE), por escrito. − Apoyo este informe porque esta propuesta se limita a una codificación pura y simple de los textos existentes sin ninguna modificación sustancial de los mismos.
Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), in writing. − With this ‘whereas, according to the Consultative Working Party of the legal services of the European Parliament, the Council and the Commission, the proposal in question contains a straightforward codification of the existing texts without any change in their substance, the EP adopts its position at first reading, taking over the Commission proposal as adapted to the recommendations of the Consultative Working Party of the legal services of the European Parliament, the Council and the Commission.’
Angelika Werthmann (NI), schriftlich. − Ich habe den Berichten des Kollegen Karim zugestimmt. Die zehn Berichte aus dem Rechtsausschuss beschränken sich auf die Kodifizierung diverser Rechtsakte, wie vom Juristischen Dienst einstimmig festgestellt worden ist. Inhaltliche Änderungen werden indes nicht daraus erfolgen.
Licia Ronzulli (PPE), per iscritto. − La risoluzione adottata oggi accoglie in pieno la posizione espressa dalla Commissione quale adattata alle raccomandazioni del gruppo consultivo dei servizi giuridici del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione. Secondo tale gruppo consultivo, la proposta in questione si limita ad una mera codificazione dei testi esistenti, senza modificazioni sostanziali.
Paulo Rangel (PPE), por escrito. − Na medida em que aquilo que se visa com a directiva é a codificação de diplomas anteriores dispersos (com vantagens ao nível da acessibilidade e cognoscibilidade da legislação), não tendo sido efectuadas alterações no plano material, votei favoravelmente o presente relatório.
Recommendation for second reading: Toine Manders (A7-0086/2011)
Luís Paulo Alves (S&D), por escrito. − Aprovo a presente proposta no sentido de incentivar a Comissão a prosseguir o seu trabalho sobre este importante dossiê, com base nas alterações adoptadas pelo Parlamento em primeira leitura, esperando que o Conselho adopte uma abordagem no mesmo sentido, de promover o acesso a todo o tipo de informações relevantes relativas aos produtos têxteis.
Laima Liucija Andrikienė (PPE), in writing. − I voted in favour of this important resolution on textile fibre names and related labelling and marking of fibre composition of textile products. With the adoption of this resolution Europe has achieved a unanimous commitment to protect consumers through the indication of the country of origin and the adoption of a new mechanism for traceability of textile products. We, Members of the European Parliament, today adopted a joint declaration, which aims to protect European consumers from false or misleading claims on the origin of the products. I strongly believe that the resolution and declaration will give a major impetus towards the creation of a mechanism of providing accurate information to consumers, particularly with regard to the exact origin of the products purchased. EU citizens must have the right to know the place of origin and quality level of products and textiles that they purchase.
Liam Aylward (ALDE), i scríbhinn. − Vótáil mé i bhfábhar na Tuarascála seo toisc go bhfuil sé tábhachtach go mbíonn tomhaltóirí ar an láneolas agus teicstílí á gceannach acu. Buíochas leis an Tuarascáil, beidh sé éigeantach amach anseo lipéadú soiléir a chur ar na teicstílí sin a bhfuil ábhar ainmhí ar bith iontu. Cabhróidh sé seo leo siúd a bhfuil ailléirgí acu chomh maith. Bheifí in ann snáithíní nua agus táirgí nuálacha a chur ar an margadh gan mhoill de bhuíochas na n-athruithe a mholtar sa Tuarascáil, agus beidh rogha níos fearr ag tomhaltóirí dá bharr. Cuirim fáilte ar leith roimh a bhfuil sa Tuarascáil maidir le dhá staidéar a dhéanamh ar an bhféidearthacht go bhfuil nasc ann idir ailléirgí agus na ceimiceáin a úsaidtear i dteicstílí, agus ar indéantacht scéim i dtaobh lipéadaithe de réir ionaid tionscnaimh a chur i bhfeidhm d’fhonn a chinntiú go mbíonn lán-inrianaitheacht i gceist le táirgí teicstíle. Táimse ar aon intinn leis an Rapóirtéir sa mhéid is go mba chóir cothromaíocht a bhaint amach idir leibhéal ard cosanta a chur bhfeidhm do thomhaltóirí agus an gá atá ann an creat rialála do tháirgí teicstíle a shimpliú.
Zigmantas Balčytis (S&D), raštu. − Balsavau už šį pranešimą. Juo siekiama supaprastinti ir pagerinti esamą tekstilės produktų ženklinimo reglamentavimo sistemą, skatinti drabužių ir tekstilės sektoriaus inovacijas bei naujų pluoštų kūrimą ir vartojimą. Pritariu, kad reikėtų surasti tinkamą pusiausvyrą tarp aukšto lygio vartotojų apsaugos ir tekstilės gaminių reguliavimo sistemos supaprastinimo. Privalomo ženklinimo išplėtimas neturėtų užkrauti pernelyg didelės naštos įmonėms, neatnešdamas tikros pridėtinės vertės vartotojams, kurie gali nesuprasti dėl ant tekstilės gaminių etiketės pateiktos per gausios informacijos. Manau, kad būtų naudinga, jei Komisija pateiktų ataskaitą Europos Parlamentui ir Tarybai dėl galimų naujų ženklinimo reikalavimų nustatymo Sąjungos lygmeniu. Turėtų būti ištirta vartotojų nuomonė dėl informacijos kiekio, kuris turėtų būti nurodomas ant tekstilės gaminių etiketės, ir išanalizuota, kokios papildomos priemonės, be ženklinimo etiketėmis, dar galėtų būti naudojamos siekiant suteikti vartotojams papildomos informacijos.
Regina Bastos (PPE), por escrito. − A proposta de regulamento adoptada pela Comissão a 30 de Janeiro de 2010 pretende simplificar o quadro normativo em vigor, reunindo num único regulamento as três directivas existentes sobre denominação e etiquetagem de produtos têxteis.
Em primeira leitura, a 18 de Maio de 2010, o Parlamento Europeu aprovou por larga maioria 63 alterações, sobretudo alterações técnicas, com o objectivo de alinhar o texto com o Tratado sobre o Funcionamento da União Europeia. Aprovou igualmente alterações de fundo, entre outras regras relativas à marcação de origem, indicação de materiais derivados de animais, produtos têxteis multifibras, etc. Na sua apreciação, o Conselho rejeitou todas as alterações de fundo propostas pelo Parlamento.
O presente relatório, recomendação para segunda leitura, mereceu o meu apoio por repor a grande maioria das alterações apresentadas pelo PE em primeira leitura (marcação de origem, indicação de materiais derivados de animais, produtos têxteis multifibras, entre outras). Essas alterações contribuirão para a promoção e inovação da indústria europeia e aumentarão o nível de informação prestada ao consumidor.
Igualmente importante será o estudo que a Comissão terá de apresentar até Setembro de 2013 para determinar se existe um nexo de causalidade entre as reacções alérgicas e as substâncias químicas ou misturas utilizadas nos produtos têxteis.
Sergio Berlato (PPE), per iscritto. − Nel gennaio 2009 la Commissione ha adottato la proposta di un nuovo regolamento relativa alle denominazioni tessili e all'etichettatura dei prodotti tessili. La proposta, volta a semplificare e migliorare il quadro normativo esistente in materia di etichettatura dei prodotti tessili, ha l'obiettivo di promuovere lo sviluppo e l'utilizzazione di nuove fibre. Sostituendo le tre direttive vigenti con un unico regolamento, essa di fatto semplifica il processo legislativo per adeguare la legislazione al progresso tecnico e consente ai consumatori di fibre di beneficiare più rapidamente di prodotti innovativi sul mercato.
Accolgo con favore questa proposta e, in particolare, ritengo significativo che il nuovo regolamento contenga un richiamo esplicito al "Made in". E' fondamentale, infatti, continuare nella direzione volta a fornire all'Unione europea gli strumenti per competere e confrontarsi sul mercato globalizzato con i suoi principali partner commerciali quali Stati Uniti, Canada, Cina e Giappone.
Desidero inoltre sottolineare in questa sede, l'aspetto a mio avviso più importante dell'accordo raggiunto con il Consiglio ovvero l'impegno della Commissione europea a presentare, entro il 30 settembre 2013, dopo aver effettuato un'idonea valutazione d'impatto, una relazione accompagnata da proposte legislative relative all'etichettatura sull'indicazione di origine, alla tracciabilità ed all'utilizzo di nuove tecnologie.
Vilija Blinkevičiūtė (S&D), raštu. − Balsavau dėl šio pranešimo, nes juo yra siekiama supaprastinti ir pagerinti esamą tekstilės produktų ženklinimo reglamentavimo sistemą, ir tuo paskatinti naujų pluoštų kūrimą bei naudojimą bei geresnę vartotojų apsaugą. Dėl galutinio teksto vis dar vykstant deryboms su Taryba, Europos Parlamento pranešimas siūlo išskirti tokius klausimus, kaip pavyzdžiui importuojamo į ES tekstilės produkto kilmės žymėjimą, pagal kurį būtų privaloma etiketėje nurodyti ne tik galutinio produkto gamintojo, bet ir gaminiui naudotų importuotų tekstilės produktų kilmės šalį, kaip jau yra daroma Kanadoje, JAV, Kinijoje bei Japonijoje. Apskritai pranešimu yra siūloma etiketėse nurodyti kuo daugiau informacijos apie gaminio sudėtį bei įpareigoti Komisiją tirti, ar importuojami gaminiai dėl jų sudėties nėra kenksmingi žmogaus sveikatai, taip siekiant gerinti vartotojų apsaugą. Tačiau tuo pat metu pranešimu yra siūloma atsisakyti bet kokios nereikalingos administracinės naštos prekių gamintojams. Pavyzdžiui, yra siūloma, kiek įmanoma, etiketėse esančius žymėjimus pakeisti nuo kalbos nepriklausomais simboliais, kad nereikėtų versti pluoštų pavadinimų į kelias ES kalbas. Taip pat yra siūloma daryti išimtį šio būsimo reglamento taikyme savarankiškai dirbantiems siuvėjams.
Vito Bonsignore (PPE), per iscritto. − Ho votato a favore di questa risoluzione, che ha il merito di semplificare il sistema vigente in materia di etichettatura dei prodotti tessili, promuovendo lo sviluppo e l’utilizzazione di nuove fibre e riducendo i tempi tra la presentazione di una domanda e l’adozione di una nuova fibra. Con queste nuove norme, i consumatori beneficerebbero più rapidamente di prodotti innovativi. Non solo, il documento che oggi abbiamo approvato incoraggia anche l’adozione del marchio d’origine, che faciliterebbe la scelta da parte dei consumatori e contribuirebbe a ridurre le indicazioni fraudolente o ingannevoli. A tal proposito, condivido l’emendamento che introduce l’obbligo per il produttore di indicare nell’etichettatura la presenza di parti non tessili di origine animale tutelando così gli utilizzatori finali dal rischio di acquistare inavvertitamente prodotti, ad esempio, con pelliccia autentica e salvaguardando maggiormente la salute dei soggetti allergici.
Maria Da Graça Carvalho (PPE), por escrito. − Creio no impacto positivo de uma simplificação e melhoramento do quadro regulamentar existente para a etiquetagem dos produtos têxteis, nomeadamente o incentivo ao desenvolvimento e ao emprego de novas fibras. Assim sendo, concordo com a adopção do regulamento apresentado pelo Parlamento Europeu e pela Comissão. No entanto, considero relevantes as alterações apresentadas pelo relator.
Anne Delvaux (PPE), par écrit. – En vue d'éviter que les consommateurs achètent par inadvertance des produits faits à partir de matières d'origine animale (fourrure et cuir), j'ai soutenu ce rapport, qui prévoit un étiquetage obligatoire mentionnant les "parties non-textiles d'origine animale". Cette mention permettra également de prévenir les problèmes d'allergie dont souffrent certains consommateurs.
Diogo Feio (PPE), por escrito. − Este regulamento visa estabelecer regras relativas à utilização de denominações têxteis e à correspondente etiquetagem de produtos têxteis, bem como regras relativas à análise quantitativa de misturas binárias e ternárias de fibras têxteis. Isto implica transformar a Directiva 96/74/CE em regulamento e revoga as directivas 96/73/CE e 73/44/CEE.
O objectivo é tornar mais transparente o processo de adição de novas fibras à lista de denominações harmonizadas, bem como adaptar a legislação à evolução tecnológica na indústria têxtil. As alterações reintroduzidas pelo relator abrangem as questões da identificação da origem dos materiais, das partes não têxteis de origem animal, uma cláusula de revisão, um pedido de estudo sobre substâncias perigosas, os símbolos independentes de linguagem ou códigos para as fibras, os requisitos para o processo técnico ser anexado ao pedido de autorização do nome das fibras têxteis, produtos têxteis multifibras, os alfaiates não assalariados, os laboratórios responsáveis por testar misturas têxteis e a indicação obrigatória da composição das fibras de feltros e chapéus de feltro.
Votei a favor.
José Manuel Fernandes (PPE), por escrito. − A presente recomendação para segunda leitura refere-se à posição do Conselho sobre a adopção do regulamento do Parlamento Europeu (PE) e do Conselho no que respeita às denominações das fibras têxteis e à correspondente etiquetagem e marcação de composição em fibras dos produtos têxteis. O sector dos têxteis é muito complexo e representa uma fatia significativa da actividade económica nos Estados-Membros. O relator conseguiu um acordo em matérias tão controversas como a marcação de origem, as partes não têxteis de origem animal, substâncias perigosas, etc. Além disso, foi possível incluir uma cláusula de reapreciação que permite remover os obstáculos que se colocam ao bom funcionamento do mercado interno. Não obstante algumas dificuldades iniciais, foi possível chegar a um entendimento entre as três instituições europeias, o que se traduz num resultado muito satisfatório. O Conselho poderá, pois, aprovar rapidamente esta legislação, tendo em vista a sua entrada em vigor a partir de Janeiro de 2012, o que muito beneficiaria os consumidores. Assim, congratulo-me com o consenso obtido e voto favoravelmente este regulamento, que revoga a Directiva 73/44/CEE do Conselho, a Directiva 96/73/CE do PE e do Conselho e a Directiva 2008/121/CE do PE e do Conselho.
João Ferreira (GUE/NGL), por escrito. − O objectivo da proposta de regulamento consiste em simplificar e melhorar o quadro regulamentar existente para a etiquetagem dos produtos têxteis, com vista a proteger e incentivar o desenvolvimento e o emprego de novas fibras. A proposta facilita o processo de adaptação da legislação aos progressos técnicos, transformando três directivas existentes num só regulamento, evitando a transposição de actualizações meramente técnicas e reduzindo o tempo entre a apresentação de um pedido e a adopção de uma nova denominação de fibra. Sobre as regras de denominação e de etiquetagem centram-se aspirações antigas dos produtores. A simplificação do quadro regulamentar existente pode incentivar a inovação no sector dos têxteis e do vestuário, permitindo também que os consumidores beneficiem mais rapidamente de produtos inovadores.
Aquando da votação em primeira leitura, em 2010, o Parlamento aprovou alterações às regras relativas à marcação de origem, indicação de materiais derivados de animais, utilização de símbolos independentes da língua e uma cláusula de revisão, mas o Conselho não aceitou tudo. É importante que aceite agora as várias propostas, designadamente sobre marcação de origem.
Por estas razões, apoiámos a generalidade das posições aqui adoptadas.
Ilda Figueiredo (GUE/NGL), por escrito. − O objectivo inicial desta proposta era simplificar e melhorar o quadro regulamentar existente para a etiquetagem dos produtos têxteis.
Durante as negociações com o Conselho de Ministros da UE, o PE incluiu novas disposições no regulamento, como as que exigem a indicação de materiais derivados de animais nos produtos têxteis e a realização de um estudo para determinar se existe um nexo de causalidade entre as reacções alérgicas e as substâncias químicas utilizadas nos produtos têxteis.
A presença de materiais derivados de animais deve ser claramente indicada, de modo a evitar que os consumidores ou pessoas que sofram de alergias corram o risco de comprar inadvertidamente produtos em pele verdadeira quando prefeririam não o fazer.
Até 30 de Setembro de 2013, a Comissão terá de elaborar um estudo para determinar se existe um nexo de causalidade entre as reacções alérgicas e as substâncias químicas ou as misturas utilizadas nos produtos têxteis. Com base nesse estudo, a Comissão apresentará, se for caso disso, propostas legislativas.
Este regulamento deverá ser brevemente adoptado pelo Conselho de Ministros da UE e entrará em vigor no vigésimo dia seguinte ao da sua publicação. Para as regras sobre os requisitos de etiquetagem, como os relativos à indicação de partes não têxteis de origem animal, haverá um período transitório de dois anos e meio.
Monika Flašíková Beňová (S&D), in writing. − The current absence of harmonised rules on origin marking puts the EU at a disadvantage and also deprives European producers of origin-sensitive consumer goods of the opportunity to reap the benefits associated with producing within the Union, while consumers miss the opportunity to have access to information on the origin of products. Origin marking would facilitate consumer choice and contribute to reducing fraudulent, inaccurate or misleading claims of origin. This amendment introduces a requirement to indicate the presence of non-textile parts of animal origin in textile products. It should be highlighted that fur is often used as trimming in relatively inexpensive garments, which are often imported from Asia.
In order to eliminate potential obstacles to the proper functioning of the internal market caused by diverging provisions or practices by Member States, and in order to keep pace with the development of electronic commerce and future challenges in the market for textile products, it is necessary to examine the harmonisation and standardisation of other aspects of textile labelling with a view to facilitating the free movement of textile products in the internal market and achieving a uniform and high level of consumer protection throughout the EU.
Lorenzo Fontana (EFD), per iscritto. − Gentile Presidente, onorevoli colleghi, la proposta del collega Manders ha visto un momento fondamentale nel suo passaggio in commissione IMCO visto che in tale sede si è deciso di introdurre necessariamente la composizione del 100% del prodotto e non solo di alcune sue parti. In seguito però, dal nostro gruppo, è emersa la necessità della difesa del tessile e del cosiddetto “made in”, posizioni che non hanno tuttavia trovato risposta nella mediazione con il Consiglio. Ci sono comunque poi elementi condivisibili come la procedura di snellimento nella registrazioni dei materiali. Considerando prioritaria la difesa del “made in”, non potrò votare a favore e per questo dichiaro la mia astensione.
Sylvie Guillaume (S&D), par écrit. – J'ai voté pour le rapport Manders concernant les nouvelles règles d'étiquetage sur les articles textiles. Je me félicite que le Parlement, à l'occasion de ce vote en deuxième lecture, ait réintroduit une série d'amendements malgré l'opposition du Conseil. Il est important que les consommateurs puissent effectuer leurs achats en toute connaissance de cause, et n'achètent pas du cuir ou de la fourrure par inadvertance, comme c'est le cas notamment lorsque de la fourrure est utilisée comme garniture de vêtement bon marché. Par ailleurs, le texte insiste sur la nécessaire traçabilité de la fabrication des vêtements, et une étude sera commandée à la Commission sur les conséquences sur la santé de l'utilisation de produits comme les fibres synthétiques ou les colorants.
Małgorzata Handzlik (PPE), na piśmie. − Przyjęte przez Parlament Europejski rozporządzenie w sprawie nazewnictwa włókien tekstylnych i etykietowania wyrobów włókienniczych jest w szczególności ważna dla sektora tekstylnego w Unii Europejskiej. Umożliwi ona bowiem szybsze wprowadzanie na rynek nowych włókien, co w szczególności pomoże innowacyjnym firmom sektora tekstylnego w praktycznym zastosowaniu swoich badań i rozwiązań. Rozporządzenie było przedmiotem długiej dyskusji pomiędzy Parlamentem Europejskim i Radą. Parlament domagał się rozszerzenia zakresu rozporządzenia o nowe elementy, a w szczególności o kwestie: oznakowania pochodzenia towarów, oznakowania zwierzęcego pochodzenia włókien czy bardziej rygorystycznych wymogów, jeśli chodzi o zastosowanie szkodliwych substancji przy produkcji wyrobów tekstylnych. Parlamentowi udało się przekonać Radę o konieczności wyraźnego oznakowania włókien pochodzenia zwierzęcego.
Zapis ten jest bardzo korzystny w szczególności dla tych konsumentów, którzy cierpią z powodu alergii na wyroby skórzane oraz dla konsumentów, którzy z przyczyn ideologicznych nie chcą kupować wyrobów tekstylnych, które zawierają w sobie elementy pochodzenia zwierzęcego. Mam nadzieję, iż w najbliższej przyszłości uda się także osiągnąć porozumienie, co do kwestii oznakowania pochodzenia towarów. Kwestia ta zbyt długo pozostaje nierozwiązana. Myślę, iż firmy europejskie oraz konsumenci skorzystają na jasno sformułowanych zasadach.
Juozas Imbrasas (EFD), raštu. − Pritariau šiam dokumentui, nes yra siūloma nustatyti taisykles dėl tam tikrų gaminių, kurių sudėtyje yra gyvūninės kilmės ne tekstilės dalių. Taip pat tiksliai nurodyti gaminių kilmę. Šiame reglamente visų pirma turėtų būti numatyti reikalavimai ženklinant arba žymint tekstilės gaminius nurodyti gyvūninės kilmės ne tekstilės dalis, kad vartotojai galėtų pasirinkti prekę, remdamiesi turima informacija. Ženklinimas arba žymėjimas neturėtų būti klaidinantis ir turėtų būti pateiktas taip, kad vartotojas galėtų lengvai suprasti, kurią gaminio dalį apibūdina duomenys.
Eija-Riitta Korhola (PPE), kirjallinen. − Arvoisa puhemies, olen iloinen, että viimein saimme parlamentin osalta päätökseen säädöksen tekstiilimerkinnöistä erittäin varteenotettavin parannusehdotuksin, jotka myös neuvosto on valmis hyväksymään ja toteuttamaan. Valiokuntatyössä asetuksen työstäminen sai välillä kovin kunnianhimoisia piirteitä, joista onneksi osasta luovuimme. On selkeä parannus, että tuotteisiin tulee vastedes merkitä selkeästi eläinperäiset ainekset, jo kansanterveydellisistä syistäkin, sillä monille allergikoille esimerkiksi turkis on terveydellinen riski. Vaikka osa tuotteiden valmistajista vastusti tätä aloitetta vedoten jo olemassa oleviin säädöksiin eläinperäisten ainesosien merkintävaatimuksista, on nyt tehty parannus konkreettinen osoitus EU:n kuluttajalähtöisestä ajattelusta. Sen sijaan pakollinen alkuperämerkintä tuotteille kolmansista maista olisi ollut tehoton ja kallis sellaisenaan toteuttaa. On vaikea suoralta kädeltä arvioida tällaisen vaatimuksen tuomaa lisäarvoa kuluttajalle, varsinkin kun globaalissa maailmassa tuotteet on harvoin valmistettu ja peräisin vain yhdestä maasta.
Siksi on tärkeää, että komissio nyt tekee asiasta tutkimuksen ja että asian käytännön toteuttaminen punnitaan tarkkaan. Samassa yhteydessä on myös luonnollista, että tuotemerkintöjen yhdennettävyyttä ja uudistamista arvioidaan kokonaisvaltaisesti, nyt sovitun mukaisesti.
David Martin (S&D), in writing. − I welcome the Commission's proposal, as it simplifies the existing regulatory framework and has the potential to encourage innovation in the textile and clothing sector, whilst allowing fibre users and consumers to benefit more readily from innovative products.
Nuno Melo (PPE), por escrito. − As novas regras para a etiquetagem de produtos têxteis são muito importantes para evitar problemas aos consumidores menos informados. A presença de materiais derivados de animais tem de ser claramente indicada, de modo a evitar que os consumidores ou pessoas que sofram de alergias corram o risco de comprar inadvertidamente produtos em pele verdadeira, quando prefeririam não o fazer. O objectivo inicial desta proposta é simplificar e melhorar o quadro regulamentar existente para a etiquetagem dos produtos têxteis. Foi muito importante, durante as negociações com o Conselho de Ministros da UE, a introdução de novas disposições no regulamento, como as que exigem a indicação de materiais derivados de animais nos produtos têxteis e a realização de um estudo para determinar se existe um nexo de causalidade entre as reacções alérgicas e as substâncias químicas utilizadas nos produtos têxteis.
Alexander Mirsky (S&D), in writing. − The report of Toine Manders is aimed at helping the buyers of textile products. New rules on textile labelling are proposed which will help customers avoid the risk of buying textile products which contain natural fur or leather. I voted ‘in favour’.
Andreas Mölzer (NI), schriftlich. − Das Bewusstsein für gekaufte Waren wird in den Köpfen der Konsumenten immer größer. Vor allem die Herkunft der gekauften Produkte spielt für die meisten Menschen eine enorme Rolle, während sie entscheiden, wofür sie ihr Geld ausgeben möchten. Vor allem im Textilsektor gibt es diesbezüglich noch sehr viel Informationsbedarf, damit der Konsument weiß, woher Pullover, Jacken, Hosen und Co. kommen und aus welchen Materialien diese gefertigt wurden. Bis dato ist die Ausweisungspflicht noch sehr lückenhaft. Es müsste auch deutlichere Kennzeichnungen geben, wenn tierische Produkte bei einem Erzeugnis verwendet werden – vor allem, was Pelze bzw. Pelzbesatze betrifft. Der Bericht hat meine Stimme erhalten, da es hier um eine ausführliche und dringend notwendige Information für den einzelnen Bürger geht, der ein Anrecht darauf hat, zu wissen, woher seine Textilien kommen und aus welchem Material sie gefertigt sind.
Claudio Morganti (EFD), per iscritto. − Signor Presidente, il testo in esame oggi è, purtroppo, molto diverso da quello che era stato approvato in prima lettura da quest'aula. La differenza sostanziale sta nella mancanza, in questa relazione, di un qualsiasi riferimento al marchio di origine da inserire nelle etichette dei prodotti tessili. Il Consiglio ha fortemente osteggiato questa ipotesi, e non se ne capisce bene la ragione: non è forse giusto che i consumatori sappiano da dove provengono i capi che indossano? Sicuramente la presenza di un marchio di origine sarebbe servita come garanzia di qualità e tutela del prodotto.
Rimango molto perplesso dal fatto che solo due Stati membri, Italia e Lituania, abbiano insistito in sede di Consiglio affinché il marchio di riconoscimento fosse inserito: mi domando che interesse abbiano gli altri Stati europei a non tutelare in questo modo le loro stesse aziende, esposte così maggiormente a fenomeni di concorrenza sleale e contraffazione. Il Parlamento europeo si è purtroppo piegato alla miope volontà del Consiglio nella non tutela di un necessario marchio di origine, e per questo motivo ho ritenuto di dover dare il mio voto negativo alla relazione odierna.
Maria do Céu Patrão Neves (PPE), por escrito. − O presente relatório encerra uma recomendação para segunda leitura referente à posição do Conselho em primeira leitura tendo em vista a adopção do regulamento do Parlamento Europeu e do Conselho relativo às denominações das fibras têxteis e à correspondente etiquetagem e marcação da composição em fibras dos produtos têxteis. O Conselho, em primeira leitura, rejeitou todas as alterações de fundo propostas pelo Parlamento Europeu, considerando que estas iam ao arrepio da simplificação pretendida. As principais alterações propostas pelo Parlamento Europeu e reintroduzidas neste relatório, que votei favoravelmente, dizem respeito a questões que considero da maior importância para o mercado europeu. Entre outras, destaco a marcação de origem, ou seja, a introdução de um requisito relativo à indicação do país de origem de produtos têxteis importados de países terceiros. A actual ausência de regras harmonizadas relativamente à marcação de origem coloca a UE em desvantagem em relação aos seus principais parceiros comerciais, como é o caso do Canadá, da China, do Japão e dos EUA, que requerem a marcação de origem para os bens importados. A marcação de origem facilitaria a escolha dos consumidores e contribuiria para a redução de indicações de origem fraudulentas, imprecisas ou enganadoras.
Paulo Rangel (PPE), por escrito. − Em primeira leitura, o Parlamento Europeu aprovou 63 alterações à proposta da Comissão sobre um regulamento relativo às denominações das fibras têxteis e à correspondente etiquetagem dos produtos têxteis, umas de natureza técnica e outras de fundo, incluindo regras relativas à marcação de origem, indicação de materiais derivados de animais, utilização de símbolos independentes da língua e uma cláusula de revisão. As alterações técnicas foram, no essencial, acolhidas pelo Conselho, que, no entanto, rejeitou todas as alterações de fundo propostas pelo PE. Grande parte destas alterações foram agora retomadas, afigurando-se importante que o Conselho possa reconhecer o respectivo relevo e dar-lhes a devida sequência.
Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), in writing. − In its position at first reading, adopted on 18 May 2010, the European Parliament approved, by a very large majority, 63 amendments. The vast majority were technical amendments aimed at aligning the text with the Treaty on the Functioning of the European Union and with the new legislative framework for the marketing of goods. Parliament also adopted a number of substantive amendments, including rules on origin marking, the indication of animal-derived materials, the use of language-independent symbols and a review clause.
Olga Sehnalová (S&D), písemně. − Zprávu jsem podpořila, protože jde o krok směrem k lepší ochraně spotřebitelů s důrazem na kvalitu textilních výrobků. Je nicméně škoda, že se nepodařilo prosadit požadavek označování země původu, což je jedna z informací, která doplňuje možnosti výběru ze strany spotřebitele a může přispět ke snížení výskytu různých nepřesných a zavádějících tvrzení o původu. Neexistence harmonizovaných pravidel v této oblasti rovněž zbavuje evropské výrobce výhod spojených s výrobou v rámci EU. Věřím, že Komise bude v této věci nadále usilovat o nalezení přijatelného řešení.
Laurence J.A.J. Stassen (NI), schriftelijk. − De PVV stemt tegen deze aanbeveling van het Europees Parlement. Het oorspronkelijke Commissievoorstel beoogde een vereenvoudiging van formaliteiten om gemakkelijker nieuwe textielvezels te kunnen introduceren. Het Europees Parlement komt met de aanvullende eis dat bedrijven in de toekomst verplicht worden aan te geven waar een textielproduct vandaan komt, het zogenaamde ´country of origin´ label. Wij ondersteunen deze positie van het Parlement niet.
Consumenten zijn erbij gebaat dat er op labels informatie komt over materialen die gevaar opleveren voor de volksgezondheid of materiaal dat allergische reacties veroorzaakt. Het noemen van het land van herkomst op het label is nutteloze Europese betutteling. De oorsprong van een product zegt vrijwel niets over het productieproces of de kwaliteit van het product, en het draagt niet bij aan consumentenbescherming. Zelfs wanneer het zogenaamde land van oorsprong wordt genoemd, kunnen nog steeds onderdelen van het productieproces ergens anders plaatsvinden.
Het ´made in label´ creëert slechts schijnduidelijkheid voor de consument, terwijl het wel extra kosten en bureaucratie met zich brengt. Bedrijven krijgen namelijk te maken met extra administratieve rompslomp, de controle van de labels vereist extra douane-formaliteiten en de import van producten wordt uiteindelijk duurder. De PVV zal dan ook tegen deze aanbeveling stemmen.
Catherine Stihler (S&D), in writing. − I voted in favour of labelling country of origin and fur and welcome this piece of legislation.
Marc Tarabella (S&D), par écrit. – Je me félicite de l'accord qui a été conclu entre le Parlement européen et le Conseil sur le dossier très complexe des dénominations des produits textiles et étiquetage y afférent. Les consommateurs doivent être correctement informés quant à la présence de produits non textiles d'origine animale, tels que la fourrure, afin d'opérer un choix en toute connaissance de cause.
J'insiste également sur la nécessité pour la Commission d'examiner avec le plus grand intérêt la question de l'étiquetage social. J'estime que les consommateurs doivent être informés des conditions sociales dans lesquelles un produit textile a été fabriqué afin de les responsabiliser sur les conditions de travail des ouvriers de l'industrie textile.
Il ne faut bien évidemment pas surcharger les étiquettes d'informations, mais l'étiquetage social pourrait permettre de modifier durablement les conditions de travail dans l'Union européenne et dans le monde grâce à une approche citoyenne des consommateurs dans leurs achats.
Marianne Thyssen (PPE), schriftelijk. − Voorzitter, collega's, Het akkoord dat vandaag wordt goedgekeurd na twee jaar intensief onderhandelen zal het op de markt brengen van nieuwe vezels vereenvoudigen en de consumentenbescherming op de interne markt verbeteren via duidelijke, zichtbare en leesbare textiellabels. Het Europees Parlement kon bovendien duidelijk zijn stempel drukken op deze verordening. Textielproducten die niet uit textiel bestaande delen van dierlijke oorsprong bevatten, zoals bont of leer, zullen in de toekomst een duidelijke vermelding bevatten op het etiket. Ook de expliciete verzoeken van het Europees Parlement om verder onderzoek te doen naar het gebruik van taalonafhankelijke symbolen op kledinglabels en naar de mogelijke verbanden tussen allergische reacties en chemische stoffen die in textiel worden gebruikt, konden gehonoreerd worden.
Ook het door het Europees Parlement gevraagde en verkregen engagement van de Europese Commissie om zo nodig, na het laten uitvoeren van een grondige studie, in 2013 met wetgevingsvoorstellen te komen inzake de traceerbaarheid van textielproducten, is een belangrijke stap voorwaarts. Om deze redenen heb ik vóór het akkoord gestemd dat het Parlement in tweede lezing met de Raad kon bereiken.
Νίκη Τζαβέλα (EFD), γραπτώς. – Σχετικά με την σύσταση Manders, "Ονομασίες και συναφής επισήμανση κλωστοϋφαντουργικών προϊόντων" υπερψήφισα την συμβιβαστική πρόταση των πολιτικών ομάδων, επειδή είμαι υπέρ ενός υποχρεωτικού συστήματος επισήμανσης της χώρας προέλευσης στα κλωστοϋφαντουργικά προϊόντα τρίτων χωρών. Επίσης θεωρώ ότι κάτι τέτοιο μπορεί να προωθήσει και τον ευγενή ανταγωνισμό στην ΕΕ καθώς και στην διεθνή σκηνή.
Viktor Uspaskich (ALDE), raštu. − Gerbiami kolegos, Lietuvos tekstilės ir drabužių sektorius yra vienas labiausiai specializuotų ES ir didžiausių – yra 1000 šio sektoriaus įmonių, kuriuose dirba 40 000 žmonių. Todėl man ir daugumai lietuvių svarbu, kad naujos tekstilės gaminių ženklinimo taisyklės – paminėtos šiame pranešime – padėtų apsaugoti mūsų tekstilės sektoriaus reputaciją. Tikiuosi, naujieji teisės aktai supaprastins esamas ženklinimo taisykles. Be to, mums reikia patikimų cheminių tyrimų, kurie patvirtintų kuriamų tekstilės medžiagų higienos ir aplinkos kriterijus. Europos vartotojai turi teisę žinoti, ką jie perka. Bet koks gyvulinės kilmės medžiagos panaudojimas turi būti aiškiai nurodytas tekstilės gaminio etiketėje. Naujos tekstilės ženklinimo taisyklės turėtų padėti sustabdyti vartotojus nuo nesąmoningo tekstilės gaminių, pagamintų iš tikro kailio ar odos, pirkimo. Lietuvos tekstilės ir drabužių sektoriaus likimas glaudžiai susijęs su ES: 84 proc. lietuviškos tekstilės eksportuojama į ES. Nedaug žmonių žino, kad lietuviškos tekstilės gamintojai siuva uniformas įvairioms karinėms ir policijos pajėgoms, įskaitant NATO, visoje Europoje. Todėl tiek Lietuva, tiek Europa turėtų būti suinteresuotos didinti pastangas, siekiant pagerinti kokybės kontrolę ir skaidrumą.
Derek Vaughan (S&D), in writing. − Following today’s vote on labelling, consumers will no longer face the risk of mistakenly buying textiles containing real leather or fur. I believe that consumers have the right to know what the products they buy are made from, and this report ensures that any animal-derived materials will be indicated on textile product labels. This is good news not only for people who do not want to buy products that contain real fur or leather, but also for those who suffer from allergies. I am disappointed that this report did not make origin labelling compulsory for textile products, but I am encouraged that the Commission will come forward with an assessment report to address such issues in the future.
Angelika Werthmann (NI), schriftlich. − Ich habe dem Bericht zur Bezeichnung und Etikettierung von Textilerzeugnissen zugestimmt. Die vorgeschlagene Überarbeitung der EU-Rechtsvorschriften ist im Wesentlichen technischer Art, ohne größere politische Auswirkungen, allerdings werden die dadurch erreichten Vereinfachungen dazu beitragen, dass Innovationen in der Branche gefördert werden. Der Kompromiss mehrerer Fraktionen des Europäischen Parlaments trägt darüber hinaus unter anderem den vorhandenen Problemen mit Produktfälschungen im europäischen Textilsektor Rechnung und fördert, im Sinne des Verbraucherschutzes, zudem transparente und kohärente Handelsvorschriften.
Iva Zanicchi (PPE), per iscritto. − Ho espresso voto favorevole alla relazione del collega Manders. Il testo votato infatti non solo propone di unificare in un unico regolamento europeo direttamente applicabile a tutti gli Stati Membri le tre direttive sull'etichettatura di composizione, ma è volto a semplificare il procedimento per il riconoscimento delle nuove fibre.
Probabilmente l'inserimento di una norma sull'etichettatura di origine obbligatoria per i prodotti originari di paesi terzi avrebbe reso più completa la relazione del collega Manders, ma considerate le difficoltà che si incontrano nel trattare determinati argomenti, credo che alla fine si sia raggiunto nel testo finale votato un buon compromesso.
Luís Paulo Alves (S&D), por escrito. − Aprovo a presente proposta, uma vez que altera certos elementos do Regulamento (CE) n.º 1215/2009, a fim de permitir a prorrogação da sua validade até 31 de Dezembro de 2015 e realizar certos ajustamentos decorrentes da entrada em vigor dos acordos bilaterais com a Bósnia e Herzegovina e a Sérvia. Na medida em que os Acordos Provisórios/Acordos de Estabilização e Associação (AEA) prevêem concessões comerciais a favor da Bósnia e Herzegovina relativas aos produtos identificados nas preferências comerciais autónomas, essas concessões devem ser suprimidas do Regulamento (CE) n.º 1215/2009 do Conselho. Referimo-nos aos contingentes pautais preferenciais para baby beef, açúcar e aos produtos do sector do açúcar, determinados vinhos, bem como determinados produtos da pesca. O fim das preferências comerciais retiraria aos beneficiários uma vantagem económica objectiva nas suas trocas comerciais com a UE. Tal poderia ter consequências muito adversas nos desempenhos económicos globais de toda a região dos Balcãs Ocidentais, com as consequentes repercussões negativas nos seus processos internos de reforma e transição. Além disso, a sua recuperação económica poderia ficar gravemente comprometida.
Zigmantas Balčytis (S&D), raštu. − Balsavau už šį pranešimą. Europos Sąjunga Vakarų Balkanų šalims yra suteikusi išimtinę galimybę neribotais kiekiais į ES rinką be muito įvežti beveik visas prekes. Pagrindinis šių priemonių tikslas yra atgaivinti Vakarų Balkanų šalių ekonomiką, suteikiant joms palankesnes sąlygas patekti į ES rinką. Savo ruožtu ekonomikos plėtra yra skatinamas politinis stabilumas visame regione. Šios prekybos lengvatos suteiktos laikotarpiui, kuris baigėsi 2010 m. gruodžio 31 d. Pritariu, kad lengvatinių nuostatų galiojimas būtų pratęstas iki 2015 m. gruodžio 31 d. Nustojus taikyti prekybos lengvatas, naudos gavėjai netektų objektyvių ekonominių prekybos su ES privalumų. Tai turėtų neigiamą poveikį bendriems Vakarų Balkanų ekonominės veiklos rezultatams, jų vidaus reformoms ir pereinamojo laikotarpio procesams tame regione.
Слави Бинев (NI), в писмена форма. − Уважаеми колеги, подкрепям въвеждането на изключителни търговски мерки за страни и територии, облагодетелствани от процеса на стабилизиране и асоцииране. На всички е известно, че търговията е двигател на икономическото развитие и тези търговски мерки ще съживят икономиките на Западните Балкани. Освен това, с предоставянето на привилегирован достъп до пазара на Европейския съюз на страните от Западните Балкани, ние също така насърчаваме по-бързото интегриране на техните икономики с тази на Европейския съюз.
Diogo Feio (PPE), por escrito. − Votamos hoje a extensão de medidas comerciais excepcionais, como isenções pautais e preferências comerciais a favor da Bósnia e Herzegovina, da Sérvia e do Kosovo até 2015. Nos termos do Regulamento (CE) n.º 1215/2009 do Conselho, os contingentes pautais preferenciais aplicam-se ao baby beef, açúcar e aos produtos do sector do açúcar, determinados vinhos, bem como determinados produtos da pesca. Esta prorrogação pretende fazer face à situação de crise económica generalizada, na medida em que o fim das preferências comerciais comprometeria a recuperação económica destes Estados e teria consequências para todo o procedimento de estabilização e transição dos Balcãs Ocidentais.
José Manuel Fernandes (PPE), por escrito. − O presente relatório debruça-se sobre uma proposta de regulamento do Parlamento Europeu (PE) e do Conselho que altera o Regulamento (CE) n.º 1215/2009 do Conselho que adopta medidas comerciais excepcionais em favor de países e territórios que participam ou estão ligados ao processo de estabilização e associação da União Europeia (UE). Estão nesta situação os países dos Balcãs Ocidentais cujos produtos autóctones beneficiam de isenção de direitos e de um acesso excepcional ilimitado ao mercado da UE. Estas medidas visam atenuar a crise e revitalizar a economia desses países. Estas medidas excepcionais terminaram a 31 de Dezembro de 2010 e a sua não prorrogação traria graves consequências na produção de riqueza, pondo em causa a sua recuperação económica e os processos internos de reforma e de transição. Assim, concordo com as alterações propostas pelo relator, bem como com a prorrogação destas medidas até 31 de Dezembro de 2015 e com a salvaguarda dos ajustamentos necessários no âmbito dos novos acordos bilaterais com a Bósnia e Herzegovina e a Sérvia.
João Ferreira (GUE/NGL), por escrito. − O presente relatório pretende prolongar o acesso excepcional ilimitado ao mercado da UE, com isenção de direitos, à quase totalidade dos produtos originários dos países e territórios que beneficiam do chamado Processo de Estabilização e de Associação. O pretexto é o de revitalizar as economias dos Balcãs Ocidentais graças a um acesso privilegiado ao mercado da UE, considerando-se que o desenvolvimento económico que daí resultar favorecerá a estabilidade política em toda a região.
Estas medidas são, portanto, indissociáveis da situação hoje existente na região dos Balcãs – designadamente na Bósnia e Herzegovina, na Sérvia e no Kosovo – de grave crise económica e social. Inserindo-se, obviamente, no contexto da crise geral do capitalismo e sofrendo os seus impactos, a crise existente nesta região mergulha, todavia, as suas raízes num longo processo de ingerência, de agressão e ocupação militar da região, promovida pela UE, pelas suas principais potências, e pelos EUA, visando impor o seu domínio económico e político na região. A secessão do Kosovo e o papel nela desempenhado pela UE são disso elucidativos e os processos internos ditos de reforma e transição constituem a fase actual deste processo de imposição de domínio imperial sobre a região.
É neste contexto que as propostas agora feitas deverão ser inseridas, analisadas e compreendidas.
Ilda Figueiredo (GUE/NGL), por escrito. − Este relatório pretende prolongar o acesso excepcional ilimitado ao mercado da UE, com isenção de direitos, à quase totalidade dos produtos originários dos países e territórios que beneficiam do chamado Processo de Estabilização e de Associação. O pretexto é o de revitalizar as economias dos Balcãs Ocidentais graças a um acesso privilegiado ao mercado da UE, considerando-se que o desenvolvimento económico que daí resultar favorecerá a estabilidade política em toda a região.
Estas medidas são, portanto, indissociáveis da situação hoje existente na região dos Balcãs – designadamente na Bósnia e Herzegovina, na Sérvia e no Kosovo – de grave crise económica e social.
Inserida no contexto da crise geral do capitalismo e sofrendo os seus impactos, a crise existente nesta região mergulha, todavia, as suas raízes num longo processo de ingerência, de agressão e ocupação militar da região, promovida pela UE, pelas suas principais potências, e pelos EUA, visando impor o seu domínio económico e político. A secessão do Kosovo e o papel nela desempenhado pela UE são disso elucidativos e os processos internos ditos de reforma e transição constituem a fase actual deste processo de imposição de domínio imperial sobre a região.
Monika Flašíková Beňová (S&D), in writing. − In Council Regulation (EC) 2007/2000, the European Union granted exceptional unlimited duty-free access to EU markets for almost all products originating in the countries and territories benefiting from the Stabilisation and Association Process. The main objective of these measures is to revitalise the economies of the Western Balkans through privileged access to the EU market. In addition, economic development has promoted political stability throughout the region. These trade preferences were granted for the period that ended on 31 December 2010 and currently apply to Bosnia and Herzegovina, Serbia and Kosovo.
The abolition of trade preferences could, however, have very negative consequences on the overall economic performance of the Western Balkans and consequently a negative effect on their domestic reforms and the transformation process. Moreover, it could seriously jeopardize the economic recovery. In order not to disrupt trade, it is therefore desirable to extend the application of Council Regulation (EC) No 1215/2009 to 31 December 2015.
Lorenzo Fontana (EFD), per iscritto. − Gentile Presidente, onorevoli colleghi, lo scopo di queste misure è di aiutare i paesi in via di stabilizzazione come i paesi dell’area dei Balcani occidentali con procedure commerciali privilegiate verso l’UE rispetto ai paesi terzi. Vista la giusta volontà di proroga fino al 2015, con particolare attenzione alla Bosnia e alla Serbia, confermo il mio voto favorevole.
Juozas Imbrasas (EFD), raštu. − Pritariau šiam dokumentui, nes Reglamentu (EB) Nr. 2007/2000(1) Europos Sąjunga suteikė galimybę išimtinai neribotais kiekiais į ES rinką be muito įvežti beveik visas prekes, kurių kilmės šalys ir teritorijos yra stabilizacijos ir asociacijos proceso naudos gavėjos. Pagrindinis šių priemonių tikslas yra atgaivinti Vakarų Balkanų šalių ekonomiką, suteikiant joms palankesnes sąlygas patekti į ES rinką. Savo ruožtu ekonomikos plėtra yra skatinamas politinis stabilumas visame regione. Šios prekybos lengvatos suteiktos laikotarpiui, kuris baigsis 2010 m. gruodžio 31 d., ir šiuo metu yra taikomos, kaip apibrėžta JTSTR 1244/99, visiems Bosnijos ir Hercegovinos, Serbijos ir Kosovo kilmės produktams, kuriems taikomas Reglamentas (EB) Nr. 1215/2009. Albanijos, Kroatijos Respublikos, Buvusiosios Jugoslavijos Respublikos Makedonijos ir Juodkalnijos kilmės produktams toliau taikomos Reglamento (EB) Nr. 1215/2009 nuostatos, kai taip nurodyta, arba kitos Reglamente (EB) Nr. 1215/2009 numatytos priemonės, kurios yra palankesnės nei prekybos nuolaidos, numatytos dvišaliuose Europos Sąjungos ir šių šalių susitarimuose. Šiuo pasiūlymu iš dalies keičiamos tam tikros Reglamento (EB) Nr. 1215/2009 nuostatos siekiant pratęsti jo galiojimą iki 2015 m. gruodžio 31 d. ir atlikti tam tikrus pakeitimus, kurie tapo būtini įsigaliojus dvišaliams susitarimams su Bosnija ir Hercegovina bei Serbija.
David Martin (S&D), in writing. − I strongly support the amendment of certain elements of Regulation (EC) No 1215/2009 in order to permit the extension of its validity to 31 December 2015 and make certain adjustments consequent to the entry into force of bilateral agreements with Bosnia and Herzegovina and Serbia.
Jean-Luc Mélenchon (GUE/NGL), par écrit. – Ce rapport avalise les pressions que l'Union européenne exerce sur les pays des Balkans pour servir ses intérêts. Il enjoint même au Parlement de prendre, de concert avec le Conseil, des "mesures appropriées" si les gouvernements de ces États ne faisaient pas preuve de volonté suffisante pour libéraliser leur économie. Impérialisme arrogant! Je vote contre.
Nuno Melo (PPE), por escrito. − Com o Regulamento (CE) n.º 2007/2000, a União Europeia concedeu um acesso excepcional ilimitado ao mercado da UE, com isenção de direitos, à quase totalidade dos produtos originários dos países e territórios que beneficiam do Processo de Estabilização e de Associação. O objectivo principal desta medida consiste em revitalizar as economias dos Balcãs Ocidentais graças a um acesso privilegiado ao mercado da UE. O desenvolvimento económico daí resultante favorecerá a estabilidade política em toda a região. As vantagens deste regulamento terminam em 31 de Dezembro de 2010. Face à crise financeira e económica e financeira que ainda vivemos, é necessário prorrogar estas condições até 31 de Dezembro de 2015, para que a cessação destas condições privilegiadas não leve à estagnação das economias dessas regiões, que necessitam de boas condições económicas para que mantenham a estabilidade e a paz nessa problemática região dos Balcãs.
Alexander Mirsky (S&D), in writing. − When the European Union adopted Regulation No 2007/2000 it granted exceptional unlimited duty-free access to the EU market for nearly all products originating in the countries and territories benefiting from the stabilisation and association process. The key aim of these measures is to revitalise the Western Balkan economies through privileged access to the EU market. In turn, economic development is to foster political stability in the entire region. The validity of the trade preferences should not be terminated because this could have negative consequences on the overall economic performances of the Western Balkans, with consequent negative repercussions on their domestic reform and transition processes. Moreover, their economic recovery could be seriously jeopardised. Therefore, I agree with the rapporteur who strongly supports the amendment of certain elements of Regulation (EC) No 1215/2009 in order to permit the extension of its validity to 31 December 2015 and I voted ‘in favour’.
Andreas Mölzer (NI), schriftlich. − Um die Wirtschaft der Staaten des westlichen Balkans zu beleben, wurde ihnen ein privilegierter Zugang zum europäischen Markt gewährt. Dieser gilt für nahezu alle Waren mit Ursprung in den am Stabilisierungs- und Assoziierungsprozess der EU teilnehmenden oder damit verbundenen Ländern. Die Handelspräferenz wurde bis 31.12.2010 gewährt und betrifft folgende Länder: Bosnien und Herzegowina, Serbien und Kosovo.
Für Waren aus Albanien, Kroatien, Mazedonien und Montenegro bleibt diese Präferenz nach wie vor aufrecht. Sollten die Handelspräferenzen nun auslaufen, würde ein weiteres Wirtschaftswachstum in den betroffenen Ländern gefährdet werden. Der Bericht hat meine Stimme nicht erhalten, da, wie auch ausgeführt wird, die neue Verordnung in einigen Punkten noch nicht klar ausformuliert ist.
Maria do Céu Patrão Neves (PPE), por escrito. − O presente relatório tem por objectivo prorrogar o âmbito de aplicação do Regulamento (CE) n.º 1215/2009 do Conselho, que adopta medidas comerciais excepcionais em favor dos países e territórios que participam ou estão ligados ao processo de estabilização e associação da UE. A União Europeia concedeu um acesso excepcional ilimitado ao mercado da UE, com isenção de direitos, à quase totalidade dos produtos originários dos países e territórios que beneficiam do Processo de Estabilização e de Associação. O objectivo principal desta medida consiste em revitalizar as economias dos Balcãs Ocidentais graças a um acesso privilegiado ao mercado da UE. Defendo que este acesso excepcional deve ter previsto um estudo de impacto no mercado interno. Estas preferências comerciais foram concedidas por um período que termina em 31 de Dezembro de 2010. O fim das preferências comerciais poderia retirar aos beneficiários uma vantagem económica objectiva nas suas trocas comerciais com a UE, podendo ter sérias consequências nos desempenhos económicos globais de todos os Balcãs Ocidentais, com repercussões negativas nos seus processos internos de reforma e transição e comprometendo inclusive a sua recuperação económica. A presente proposta, que votei favoravelmente, visa prorrogar a validade destas medidas até 31 de Dezembro de 2015.
Paulo Rangel (PPE), por escrito. − Através do Regulamento (CE) n.º 2007/2000, a União Europeia concedeu um acesso excepcional ilimitado ao mercado da UE, com isenção de direitos, à quase totalidade dos produtos originários dos países e territórios que beneficiam do Processo de Estabilização e de Associação. O objectivo principal desta medida consiste em revitalizar as economias dos Balcãs Ocidentais graças a um acesso privilegiado ao mercado da UE. Estas preferências comerciais, que actualmente se aplicam à Bósnia e Herzegovina, à Sérvia e ao Kosovo, foram concedidas por um período que deveria terminar em 31 de Dezembro de 2010, mas, por forma a não comprometer o seu processo de recuperação, mostra-se agora necessário prorrogar a sua validade até 31 de Dezembro de 2015.
Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), in writing. − Although the final vote was postponed, we voted on several amendments. These ‘exceptional trade measures’ with the partners in the Western Balkans, under the EU Stabilisation and Association programme, are indeed preferential tariff measures, which guarantee easier access to the EU market for the partner countries’ exports. They need to be notified to the World Trade Organisation. The programme ran out at the end of 2010, and what we have now is simply the extension to it. It has been blocked because of the delayed comitology decision. Early in January 2011 the International Trade Committee made a proposal to the Council to ensure that the procedure was speeded up, but received no answer. Thus, Parliament had to await the adoption of the Szájer report on comitology in March in order to proceed further. An informal trilogue resolved the issue to permit adoption at first reading. The delay has created hardship in some receiving countries, and particularly in Kosovo, and Parliament has been wrongly blamed for this.
Luís Paulo Alves (S&D), por escrito. − Aprovo a presente proposta, concordando com o fio condutor de toda a proposta. De facto, a União Europeia é a maior economia do mundo. Nem os EUA nem a China são maiores, ao contrário do que é normalmente dito na discussão sobre quem é e quem será o número um na economia global. A diferença é que os EUA e a China têm mercados maiores, oferecendo assim melhores pré-condições para concorrência, competitividade, novos serviços, produtos e inovações. A necessidade de um mercado interno único é crucial para a Europa, para que assuma uma liderança na economia global, com foco no sector de serviços e economia de conhecimento, mas ao mesmo tempo a Agenda Digital e a economia digital podem servir como pontas de lança para tornar o mercado interno real para todas as componentes da nossa economia. Para isto é necessária uma capacidade para formar uma liderança em relação à banda larga e à utilização da Internet. Abrir a Europa a novos serviços e tráfego móvel aumentado cria os alicerces para novas oportunidades de cultura e conteúdos, difusores e serviços públicos na estrutura da banda larga e, em simultâneo, garante as mesmas oportunidades para a emissão.
Laima Liucija Andrikienė (PPE), raštu. − Balsavau už šią rezoliuciją dėl Europos Parlamento ir Tarybos sprendimo, kuriuo nustatoma pirmoji radijo spektro politikos programa. Pritariu pranešėjo nuomonei, kad norint, jog Europa pirmautų pasaulinėje ekonomikoje, labai svarbu, kad ji turėtų bendrą vidaus rinką, kurioje daugiausia dėmesio skiriama paslaugų sektoriui ir žinių ekonomikai. Skaitmeninė darbotvarkė ir skaitmeninė ekonomika gali būti akstinas, kad vidaus rinka taptų reali visose mūsų ekonomikos srityse. Todėl reikia galimybių tapti lyderiais plačiajuosčio ryšio ir interneto naudojimo srityje. Turime siekti, kad Europa taptų geriausia, ir daryti tai, kas Europai geriausia: atlaisvinti spektrą naujoms paslaugoms ir padidintiems judriuoju ryšiu perduodamiems duomenų srautams, atverti naujų galimybių kultūrai ir turiniui, transliuotojams ir viešosioms paslaugoms plačiajuosčio ryšio srityje. Pirmoji radijo spektro politikos programa (RSPP) yra svarbus žingsnis siekiant užtikrinti veiksmingą ir optimalų radijo spektro išteklio naudojimą. Europa turi pirmauti šiame pokyčių procese ir sudaryti kuo geresnes galimybes konkurencingai Europos žinių ekonomikai, kuriai būtų būdinga gyvybingumas, pokyčiai ir inovacijos. Tam reikia prieigos prie didžiausio pajėgumo ir didžiausios spartos interneto ir plačiajuosčio ryšio sistemų.
Zigmantas Balčytis (S&D), raštu. − Balsavau už šį pranešimą. Skaitmeninė darbotvarkė ir skaitmeninė ekonomika yra vienas svarbiausių ES strategijos 2020 tikslų, kurias siekiama mažinti skaitmeninę atskirtį, didinti Europos pramonės produktyvumą, sanglaudą, konkurencingumą ir geresnę prieigą prie bendrosios rinkos ES vartotojams ir įmonėms. Šiandien Europa atsilieka nuo JAV ir Kinijos, kurios atlaisvina dideles spektro dalis, kad sudarytų galimybių sparčiai plėtoti naujas paslaugas ir labai spartų judriojo ryšio didelio pajėgumo internetą. ES turi būti skatinamas efektyvus radijo spektro naudojimas siekiant patenkinti didėjančius radijo dažnių naudojimo poreikius bei didinamas judriojo plačiajuosčio ryšio pajėgumas, užtikrinant geresnes galimybes viešajam ir komerciniam sektoriui. Būtina įveikti skaitmeninį atotrūkį, kad iki 2020 m. visi ES piliečiai turėtų prieigą bent prie 30Mb/s spartos ryšio. Būsimoji spektro politika taip pat turi užtikrinti tinkamą, paprastą ir nediskriminacinę leidimų išdavimo sistemą, kas sudarytų vienodas veiklos sąlygas visoje ES ir skatintų konkurenciją.
Vilija Blinkevičiūtė (S&D), raštu. − Balsavau dėl šio pranešimo, nes šio pranešimo tikslas yra sudaryti kuo daugiau galimybių verslui bei individualiems vartotojams naudotis belaidžio interneto, radijo, televizijos ryšio paslaugomis, atlaisvinant radijo spektrą. Tai pasitarnautų Europos piliečiams dvejopai - lengvinant prieigą prie šiuolaikinių ryšio ir telekomunikacijų priemonių būtų mažinama vis dar egzistuojanti ES piliečių atskirtis, ypač gyvenančių kaimo ir periferinėse vietose, bei būtų aktyviau skatinama ES ekonomika, nes būtų sukurtos tvirtesnės prielaidos vystytis inovatyviam paslaugų sektoriui bei žinių ekonomikai. Iš tiesų, Europa yra sau išsikėlusi uždavinį, kad iki 2013 m. visi ES piliečiai turėtų galimybę naudotis plačiajuosčiu ryšiu ir patogiausias bei mažiausiai investicijų reikalaujantis būdas šį uždavinį įgyvendinti yra įvairios galimos belaidės technologijos.
Vito Bonsignore (PPE), per iscritto. − Mi congratulo con il collega Hökmark per l'elaborazione di una relazione così attuale che riguarda il programma relativo alla politica in materia di spettro radio. Ho espresso voto favorevole dal momento che condivido fermamente tutte le azioni volte a sostenere e a implementare il mercato unico interno. L'Europa ha la necessità di dotarsi di sistemi avanzati e accessibili a tutti, relativamente alla banda larga ed all’uso di Internet, in grado di raggiungere anche zone rurali e periferiche così come stabilito dall'agenda digitale. Al contempo, bisogna garantire sicurezza a privati, produttori, utilizzatori e amministrazioni pubbliche.
Non solo, gli alti costi riguardanti la fibra ottica e la crescente richiesta, da parte degli utenti, di connessioni veloci, impongono di rivedere il quadro tecnologico, sia da un punto di vista normativo che operativo. Per questo, bisogna definire programmi legislativi pluriennali in materia di spettro radio per stabilire una pianificazione strategica e per sopperire alla crescente domanda di accesso alla banda larga tanto più che secondo stime ufficiali il traffico dei dati è destinato a raddoppiare ogni anno fino al 2013.
Jan Březina (PPE), písemně. − Cíle stanovené v Digitální agendě v podobě širokopásmového pokrytí pro všechny evropské občany do roku 2013 a vysokorychlostního pokrytí o rychlosti 30 Mbps či větší (až 100 Mbps pro polovinu evropských domácností) do roku 2020 je třeba považovat za minimální a ambice by měla směřovat k tomu, aby Evropa získala nejlepší kapacitu a nejvyšší rychlosti širokopásmového připojení na světě. S tím souvisí úvaha, že zajištění bezdrátového širokopásmového připojení je nezbytné k tomu, aby měli všichni občané přístup k novým a inovativním službám. Plně souhlasím s termínem navrženými Komisí, pokud jde o zpřístupnění pásma 800 MHz pro služby elektronických komunikací do 1. ledna 2013. Jakékoli výjimky či odchylky by měly být udělovány pouze na základě technických důvodů, musí se ale zohlednit konkrétní potřeby veřejné bezpečnosti a obrany. Ostatní pásma by se měla uvolnit do 1. ledna 2012 tak, jak je stanoveno v návrhu Komise. Domnívám se, že bychom měli usilovat o to, aby se mobilním službám přidělilo více kmitočtů, a minimálním cílem je 1 200 MHz. Je nezbytné zavést vhodné zásady, které v budoucnu umožní uvolnit další pásma spektra. Dále považuji za vhodné zabývat se dalšími problematickými otázkami, k nimž patří především náklady na uvolnění pásma.
Cristian Silviu Buşoi (ALDE), în scris. − Eficientizarea alocării spectrului radio în UE este condiţia indispensabilă pentru a nu rămâne în urmă faţă de alte ţări dezvoltate în evoluţia către societatea digitală. Elementele acestui raport sunt, de asemenea, pe deplin coerente cu Agenda digitală a UE. Atât consumatorii, cât şi întreprinderile din UE folosesc din ce în ce mai mult Internetul în banda largă şi Internetul mobil prin smartphone-uri sau tablete, fapt pentru care e nevoie de asigurarea de conexiuni rapide. Acest lucru presupune eliberarea cât mai curând a benzii de 800 MHZ pentru serviciile de Internet mobil în bandă largă şi chiar a benzii de sub 790 MHZ, dacă se dovedeşte că o astfel de măsură este necesară pentru a face faţă creşterii traficului de date. Măsurile preconizate în primul program pentru politica în domeniul spectrului de frecvenţe radio sunt indispensabile pentru a reduce diviziunea digitală şi a oferi servicii de telecomunicaţii rapide şi fiabile în zonele rurale şi în zonele izolate, în vederea redinamizării acestora. Nu în ultimul rând, acestea vin în sprijinul inovaţiei şi utilizării la scară mai largă a noilor tehnologii, ceea ce e absolut necesar pentru competitivitatea economiei europene, aşa cum a fost subliniat şi în Actul pentru Piaţa Unică.
Alain Cadec (PPE), par écrit. – J'ai voté pour le projet de rapport de M. Hökmark, qui soutient la libération de la bande de 800 MHz pour les services mobiles d’ici janvier 2013, et fixe des objectifs très ambitieux, comme celui de libérer 1200 MHz pour le trafic mobile de données pour 2015. Le rapporteur insiste également sur l’efficacité de l’utilisation du spectre, sur une plus grande flexibilité afin de promouvoir l’innovation et sur les investissements, ainsi que sur la nécessité de renforcer l’inventaire des utilisations existantes et du spectre futur.
Maria Da Graça Carvalho (PPE), por escrito. − Tendo em conta a importância da indústria de telecomunicações e de tecnologias de informação ao nível europeu, para a geração de uma maior produtividade e competitividade no nosso mercado, apoio o programa de espectro radioeléctrico. Acredito na capacidade deste programa para criar as condições necessárias à competitividade bem sucedida com os mercados de novas tecnologias da China e dos Estados Unidos da América, bem como para manter a liderança europeia na indústria das telecomunicações.
Françoise Castex (S&D), par écrit. – J'ai voté en faveur de ce rapport qui, à court terme, va permettre de faire face à la demande exponentielle en termes d'accès Internet mobile, gourmand en fréquences, en particulier en mettant à la disposition des services de communications électroniques la totalité de la bande des 800MHz, libérée par le passage à la télévision numérique dans nos différents Etats. A moyen-long terme, notre objectif doit être d’accroître l'efficacité de l'utilisation du spectre de façon transversale, en prenant en compte sa valeur sociale, culturelle et économique. En parallèle, nous encourageons des technologies innovantes (femtocells, technologies cognitives), afin de répondre qualitativement à la demande en fréquences. Cela contribuera aux objectifs que l'Union s'est fixé, notamment en matière de résorption du fossé numérique, afin que tous les Européens aient accès au haut-débit d'ici à 2015.
Nessa Childers (S&D), in writing. − I voted to reject (Amendment 20, second part; Amendment 69, second part), as this had been recommended by both S&D voices on the Culture Committee, on which I sit as a substitute member.
Ioan Enciu (S&D), in writing. − I voted in favour of the radio spectrum report today. It will ultimately create employment in this sector, aid the completion of the Digital Agenda and lend itself to achieving wireless frequency targets by 2013. In Romania, we have one of the fastest Internet speeds in Europe. By enhancing European broadband, this will increase our competitiveness. It is noteworthy that the International Telecommunications Union argues that capacity has to be opened up and preferably harmonised at a global level.
We all use radio spectrum in our daily lives for listening to radio programmes, for using our mobile telephones, for remotely locking our cars and for using satellite navigation systems. This report will aim to coordinate the EU approach for the management of spectrum across the Union. It is important that Member States continue to engage in bilateral communications and negotiations with third countries in order to achieve their Union frequency targets.
Edite Estrela (S&D), por escrito. − Votei favoravelmente este relatório por apresentar um conjunto de medidas que contribuem significativamente para o acesso universal às comunicações electrónicas, em especial para os cidadãos e empresas situados em zonas desfavorecidas, como as zonas rurais ou as ilhas.
Diogo Feio (PPE), por escrito. − O acesso ao espectro radioeléctrico é essencial para garantir que todos os cidadãos europeus, tanto de áreas rurais como urbanas, possam aceder às tecnologias digitais e ligações de banda larga, representando o volume total deste sector aproximadamente 200 mil milhões de euros. Deste modo, e dado o valor que o espectro radioeléctrico representa, urge definir as prioridades da União na sua alocação e uso.
Assim, a Agenda Digital, a economia digital e este primeiro programa político de 5 anos visam estimular a nossa economia e tornar o mercado interno real para todas os componentes que a integram. Almeja-se reconquistar a liderança global para a indústria de telecomunicações europeia e criar um ímpeto para maior produtividade, coesão, competitividade e acesso a um mercado único.
Gostaria então, de felicitar o relator pelo resultado agora alcançado, que resulta de um esforço de compromisso entre todos os grupos e que se traduz num relatório ambicioso e encorajador.
José Manuel Fernandes (PPE), por escrito. − O presente relatório debruça-se sobre uma proposta de decisão do Parlamento Europeu (PE) e do Conselho que define o primeiro programa da política do espectro radioeléctrico. Sendo a União Europeia (UE) a maior economia mundial, tem, necessariamente, de acompanhar todos os processos de modernização e de inovação tecnológica, caso contrário corre o risco de ser ultrapassada por economias emergentes como a China e a Coreia do Sul. Um exemplo deste desenvolvimento assenta nas comunicações digitais cuja velocidade de tráfego e respectiva cobertura em banda larga colocam este na liderança mundial. Os objectivos definidos pela Agenda Digital, tendo em conta a permanente desactualização na velocidade e volume de tráfego de dados (prevê-se que duplique em cada ano até 2014), devem ser considerados mínimos ou reavaliados para que a UE possa destronar a Coreia do Sul nesta matéria. Considerando que a Internet é o principal instrumento para criar melhores condições de desenvolvimento e conhecimento para os cidadãos em termos culturais, nomeadamente através da difusão de conteúdos audiovisuais, congratulo-me com a aprovação deste relatório e formulo votos para que a UE desempenhe um papel de liderança no espectro radioeléctrico e na criação de software de desenvolvimento e inovação (D&I).
João Ferreira (GUE/NGL), por escrito. − Reconhecemos a necessidade de planificar e de organizar o espectro radioeléctrico. Tal deverá ser feito numa base de cooperação entre os Estados-Membros, tendo presente a natureza de bem público do espectro, importante no apoio ao delinear e ao melhoramento de um conjunto de serviços prestados à população, incluindo em áreas de serviços públicos.
Não concordamos com um ordenamento do espectro radioeléctrico feito a partir da imposição de orientações por parte da Comissão, visando tornar o espectro uma alavanca para os objectivos e as acções-chave delineados na Estratégia UE 2020 e na Agenda Digital. Tampouco concordamos com a sua consideração como uma das 50 acções prioritárias do Acto para o Mercado Único. Trata-se de estratégias e de políticas da UE que têm contribuído para a actual crise que vivemos e que, a insistirem nelas, inevitavelmente agravarão essa mesma crise.
Referindo-se embora que o espectro radioeléctrico representa um recurso público crucial para vários sectores e serviços essenciais, o relatório aponta o caminho da viabilização do comércio de direitos espectrais e convida a Comissão a adoptar medidas para assegurar que os Estados-Membros autorizam dentro da União Europeia o comércio de direitos de utilização do espectro – orientações que, novamente, não acompanhamos e das quais nos demarcamos.
Ilda Figueiredo (GUE/NGL), por escrito. − Concordamos com a necessidade de planificação e organização do espectro radioeléctrico baseada na cooperação necessária entre os Estados-Membros, enquanto bem público, questão importante no melhoramento dos serviços, em particular dos serviços públicos.
Não concordamos com a imposição de orientações por parte da Comissão no sentido de tornar o espectro radioeléctrico numa alavanca de objectivos e acções-chave delineados na Estratégia UE 2020 e na Agenda Digital e que figura entre as 50 acções prioritárias do Acto para o Mercado Único. Sabemos que estas estratégias são políticas da UE que têm contribuído para a actual situação de crise sistémica do capitalismo.
Apesar de referir que o espectro radioeléctrico representa um recurso público crucial para vários sectores e serviços essenciais, coloca-o no caminho da viabilização do comércio de direitos espectrais e convida a Comissão a adoptar medidas para assegurar que os Estados-Membros autorizam, dentro da União Europeia, o comércio de direitos de utilização do espectro. Ainda não conhecemos essas propostas, mas, desde já, não votámos favoravelmente o relatório.
Monika Flašíková Beňová (S&D), in writing. − The European Union is the world's biggest economy. The need for one single internal market is crucial for Europe to take leadership in the global economy, with a focus on the service sector and the knowledge economy. The digital agenda and the digital economy can serve as a spearhead for making the internal market a reality for all parts of our economy. This requires an ability to take the lead on broadband and use of the Internet. It is crucial for the European telecom industry to regain global leadership, but also in order to take the lead in the development of information technologies as such and in the emergence of new services and applications. Even more importantly, it is also crucial in order to create a momentum for higher productivity, cohesion, competitiveness, and access to one single market for the European industry as a whole.
We must aim to make Europe the best and make what is best for Europe: opening up new services and increased mobile traffic, laying the ground for new opportunities for culture and content, broadcasters and public services in the framework of broadband, and at the same time securing the same opportunities for broadcasting as of today.
Louis Grech (S&D), in writing. − I voted in favour of this report for the reason that a renewed economic and social approach with regard to the management, allocation and utilisation of the spectrum should be adopted. Particular focus should be directed towards the formulation of regulation which ensures greater spectrum efficiency, better frequency planning and safeguards against anti-competitive behaviour and the taking of anti-social measures with regards to the usage of the spectrum. As highlighted in the Single Market Act, the establishment of a radio spectrum programme is key for the enhancement of the digital society and the development of technology.
I believe that the Commission should take a holistic approach towards the proper coordination of the management of the spectrum across the EU in view of the fact that this public good is a scarce and finite resource and is crucial to the furtherance of consumers, citizens and businesses within the Single Market.
Mathieu Grosch (PPE), schriftlich. − Aufgrund der modernen Informationsgesellschaft und der Knappheit von Frequenzbändern sind eine strategische Planung und Harmonisierung der Nutzung des Frequenzspektrums mehr als erforderlich. Es geht natürlich um Mobilfunk, drahtlose Breitbanddienste, Hörfunk, Fernsehen, aber auch um Funkverbindungen bei Konzerten oder Theater. Über die Frequenzen hinaus geht es um die kulturelle Vielfalt, aber auch um die Berücksichtigung der technischen Möglichkeiten, die vorhanden sind oder nicht, die erschwinglich sind oder nicht. Letzteres gilt z. B. für Kultstätten ohne große finanzielle Möglichkeiten, die sich ein Umrüsten nicht immer leisten können. Die Ziele, bis 2013 eine komplette Breitbandversorgung in der EU zu erreichen und bis 2020 einen universellen Highspeed-Internetzugang einzurichten, sind lobenswert, aber vielleicht nicht überall als realistisch zu betrachten. Auch fehlt dem Vorschlag der Hinweis bzw. die Betrachtung der besonderen Herausforderungen in Grenzgebieten, wo verstärkte Koordination erforderlich ist.
Roberto Gualtieri (S&D), per iscritto. − Attraverso l'approvazione della relazione Hökmark, il Parlamento europeo fa una scelta di innovazione: il settore della banda larga e della telefonia cellulare non è soltanto di notevole interesse per i cittadini europei, ma consente lo sviluppo di nuove prospettive in materia di ricerca ed innovazione, settori sui quali l'UE può e deve ambire ad un ruolo di leadership.
In questo senso, è importante che il primo programma europeo in materia di spettro radio sia in linea con gli obiettivi già delineati all'interno della strategia UE2020 e dell'"agenda digitale", e faccia parte delle azioni prioritarie dell'Atto per il mercato unico.
E' necessario che l'UE si adoperi per superare il divario digitale che provoca grandi disparità all'interno del territorio europeo, in particolare tra zone urbane e rurali, per garantire a tutti i cittadini un equo accesso ai servizi, soprattutto quelli connessi alle nuove tecnologie. Accolgo quindi con favore la proposta di obiettivi ambiziosi, per fornire l'accesso alla banda larga a tutti i territori europei entro il 2020, insistendo in particolare sulle reti senza fili.
Juozas Imbrasas (EFD), raštu. − Pritariau šiam dokumentui, nes Europai reikia atlaisvinti daugiau spektro belaidžiam plačiajuosčiam ryšiui. Tai turi ir gali būti padaryta paisant dabartinio transliavimo sąlygų, užtikrinant tokias pačias galimybes transliuotojams, kokias jie turi šiandien, ir kompensuojant galimas perėjimo, jei to reikėtų, išlaidas. Transliavimas ir kultūra turi būti neatsiejama belaidžio ryšio paslaugų plėtojimo dalis. Šiandien Europa atsilieka, JAV ir Kinija atlaisvina dideles spektro dalis, kad sudarytų galimybių sparčiai plėtoti naujas paslaugas ir labai spartų judriojo ryšio didelio pajėgumo internetą. Turime siekti ir daryti tai, kas Europai geriausia: atlaisvinti spektrą naujoms paslaugoms ir padidintiems judriuoju ryšiu perduodamiems duomenų srautams, atverti naujų galimybių kultūrai ir turiniui, transliuotojams ir viešosioms paslaugoms plačiajuosčio ryšio srityje ir tuo pačiu metu transliuotojams užtikrinti tokias pačias galimybes, kokias jie turi šiandien. Belaidis plačiajuostis ryšys yra labai svarbus siekiant užtikrinti, kad visi piliečiai galėtų naudotis naujomis ir inovatyviomis paslaugomis. Akivaizdu, kad šio tikslo negalima pasiekti naudojant optinį pluoštą, kuriam įrengti reikia didelių investicijų, tačiau to galima siekti naudojant įvairias galimas belaides technologijas, kad būtų praplėsta plačiajuosčio ryšio aprėptis (antžeminės radijo, kabelinės, pluoštinės ar palydovinės sistemos) ir paslaugos teikiamos visoje Bendrijos teritorijoje, įskaitant kaimo ir periferines vietoves, sudarant galimybių rinkai pasirinkti efektyviausią technologiją atsižvelgiant į operatoriams ir piliečiams tenkančias išlaidas.
Anneli Jäätteenmäki (ALDE), kirjallinen. − Teleliikenneyhteydet ovat tänä päivänä yhtä tärkeitä kuin tavalliset liikenneyhteydet. Sekä kansalaisille, että yrityksille. Niin maaseudulla, kuin kaupungeissa. Langaton internet on vaatimuksena nopeiden laajakaistayhteyksien saamiselle kaikille eurooppalaisille. Tämä edellyttää erikseen osoitettuja radiotaajuuksia häiriöttömien yhteyksien takaamiseksi. On hyvä, että uusia radiotaajuuksia vapautuu käyttöön, kun jäsenvaltiot siirtyvät analogisesta digitaaliseen televisioon. Ne pitää käyttää nyt hyödyksi.
Eurooppa tarvitsee laajimman laajakaistakapasiteetin ja suurimmat nopeudet pärjätäkseen nousevia talousmahteja, kuten Kiinaa ja Intiaa, vastaan modernissa taloudessa. Tehdään töitä sen eteen, että seuraavan sukupolven Googlet ja Facebookit syntyvät Euroopassa!
Krišjānis Kariņš (PPE), rakstiski. − Es atbalstīju ziņojumu par priekšlikumu Eiropas Parlamenta un Padomes lēmumam, ar kuru izveido pirmo radiofrekvenču spektra politikas programmu. Uzskatu, ka kopēja radiofrekvenču spektra politika sniegs Eiropas Savienības dalībvalstīm jaunas iespējas attīstīt informācijas un komunikāciju tehnoloģiju industriju. Savukārt uzņēmējiem būs iespēja piedāvāt jaunus un kvalitatīvus pakalpojumus, kas stimulēs kopējo Eiropas ekonomikas attīstību. Tomēr, veicot izmaiņas frekvenču spektra politikā, jāņem vērā arī starptautiskās vienošanās, kas noslēgtas par atsevišķu frekvenču atvēršanu starptautiskā līmenī.
Valstīm, kuras robežojas ar Eiropas Savienības austrumu kaimiņiem, būs grūtības atvērt frekvences, ja to nedarīs arī kaimiņvalstis. Šis apstāklis jāņem vērā, un jāparedz, ka frekvenču atvēršana iespējama tikai tad, kad to veiks arī tādas valstis kā, piemēram, Krievija un Baltkrievija. Dalībvalstis nedrīkst tikt nostādītas Eiropas Savienības ambīciju priekšā, nerēķinoties ar faktiskajām iespējām.
Eija-Riitta Korhola (PPE), kirjallinen. − Arvoisa puhemies, vastasin sisämarkkinavaliokunnassa radiotaajuusohjelmaa koskevasta lausunnosta ja olen erittäin tyytyväinen nyt äänestettyyn tekstiin. Olen vahvasti peräänkuuluttanut eteenpäin katsovaa ja kunnianhimoista taajuuspolitiikkaa, joka edesauttaa uusia innovaatioita ja globaalia kilpailukykyä. Tämä on olennaista kun etsimme Euroopalle uusia väyliä talouskasvuun.
Langattomat nettipalvelut, ja nimenomaisesti mobiilisektori, tarvitsevat kipeästi uusia taajuuksia, sillä älypuhelinten ja muiden vastaavien langatonta verkkoa hyödyntävien laitteiden myynti ja käyttö ovat kasvaneet rajusti viime vuosina. Taajuuksien puute ei saa olla innovaation jarru kun kehitämme uutta teknologiaa ja palveluita. Radiotaajuudet ovat niukka luonnonvara ja julkinen hyödyke, jonka osalta meidän pitää pyrkiä myös nykyistä huomattavasti tehokkaampaan käyttöön. Radiotaajuusohjelman päätavoitteita ovat laajakaistaliittymien saatavuus koko EU:n alueella vuoteen 2013 mennessä sekä nopeat nettiyhteydet vuoteen 2020 mennessä.
Langattomille nettipalveluille jaettavan "digitaaliylijäämän" (eli 800 MHz alueen) lisäksi meidän on katsottava tulevaisuuteen ja kartoitettava seuraavien potentiaalisten taajuusalueiden kuten 700MHz alueen mahdollisuuksia. Paras kapasiteetti ja suurin nopeus tarjoaisivat parhaan pohjan kilpailulle ja innovaatioille. Aasiassa ja USA:ssa kasvava tarve on jo otettu huomioon; on siis erityisen tärkeää, että EU:ssa ymmärrämme asettaa tarpeeksi kunnianhimoiset tavoitteet pitääksemme kiinni kilpailukyvystä tällä sektorilla.
Agnès Le Brun (PPE), par écrit. – Un des grand axes de la stratégie vise à assurer l'accès internet partout en Europe d'ici 2013 et une couverture haut débit d'au moins 30 Mbps à tous les Européens d'ici 2020. De nombreuses régions rurales ou insulaires relativement isolées dépendent de la connexion sans fil de l'internet mobile pour accéder au haut débit. Pour leur assurer une connexion ininterrompue, il faut des radiofréquences entièrement dédiées. L'attribution des fréquences relève de la compétence nationale, mais les règles pour le partage du spectre entre opérateurs et utilisateurs sont du ressort de l'Union européenne. Un accès universel au haut débit relève largement de ce partage des fréquences. J'ai voté pour le rapport sur la politique du spectre électrique, car il pose les jalons d'une couverture universelle pour l'internet mobile. Le 1er janvier 2013, la fréquence 800 Mhz sera celle de l'internet mobile, elle permettra aux utilisateurs sans fil un accès de haute qualité et ainsi la réduction de la fracture numérique. Ce projet va même plus loin, en prévoyant pour 2015, l'attribution d'une nouvelle bande de fréquence allant de 1,5 à 2,3 Ghz.
David Martin (S&D), in writing. − I voted for this report. Radio frequencies serve the public interest in a wide range of areas in the Member States. In that connection, due account has to be taken of a host of specific national and regional characteristics. It is doubtful whether the EU can reconcile these matters of public interest and these characteristics as well and as efficiently as its Member States. For that reason (and in the light of the allocation of competences laid down in Article 9(1) of the Framework Directive), I oppose the establishment of an overarching spectrum planning and management system at European level.
Nuno Melo (PPE), por escrito. − No actual cenário, em que as novas tecnologias têm um papel cada vez mais importante, é essencial que todos os cidadãos europeus tenham as mesmas condições de acesso às tecnologias digitais e ligações de banda larga, independentemente de residirem em áreas rurais ou urbanas. Assim, a Agenda Digital, a economia digital e este primeiro programa político de 5 anos, agora aprovados, são essenciais para o desenvolvimento da economia e contribuem para o desenvolvimento do mercado interno. O objectivo é a reconquista da liderança global para a indústria de telecomunicações europeia e o incremento da produtividade, coesão, competitividade e acesso a um mercado único.
Louis Michel (ALDE), par écrit. – Bien qu'étant la plus vaste économie du monde, l'Union européenne est à la traîne d'autres acteurs internationaux en matière de stratégie numérique et d'économie numérique. L'Europe doit prendre des initiatives concernant le haut débit et l'utilisation de l'internet afin de devenir un leader du développement dans ce domaine. Le haut débit sans fil est essentiel pour assurer à tous les citoyens la disponibilité de services nouveaux et innovants. Il faut combler le fossé numérique et s'assurer que tous les citoyens européens auront une connexion à haut débit d'ici 2020. À côté, entre autres, des téléphones intelligents, tablettes PC et clé électroniques, le haut débit mobile joue un rôle de plus en plus important dans la fourniture de services et l'innovation dans d'autres domaines, comme les soins de santé, l'éducation, la culture et l'administration publique. Il faut également garantir l'accessibilité des technologies et des équipements de consommation nouveaux. Le programme en matière de politique du spectre radioélectrique doit présenter des objectifs réalistes mais ambitieux qui permettent aux entreprises européennes de faire face à la concurrence du marché mondial sur une base plus solide.
Alexander Mirsky (S&D), in writing. − The rapporteur Gunnar Hökmark believes that it is crucial to defend the dates as set out by the Commission (for example the 800 MHz band should be available for electronic communication services by 1 Jan 2013). Any exceptions or derogations should only be given for purely technical reasons while specific needs for security and defence must be taken into account. Bands already designated by the Commission should be freed up by 1 January 2012, according to the Commission’s proposal. The Union has to work to get more frequencies allocated for mobile services, with a target of a minimum amount of 1200 MHz. It is necessary to get the right principles in place that can enable additional spectrum releases in the future. I support the rapporteur and therefore voted ‘in favour’.
Γεώργιος Παπανικολάου (PPE), γραπτώς. – Η οικονομική ανάκαμψη βασίζεται μεταξύ άλλων και στην αξιοποίηση των νέων τεχνολογιών και της ψηφιακής οικονομίας. Η ΕΕ, αν και έχει θέσει φιλόδοξους στόχους στην εμβληματική της πρωτοβουλία "ψηφιακό θεματολόγιο", όπως για παράδειγμα την ευρυζωνική κάλυψη μέχρι το 2013 για όλους τους πολίτες της ΕΕ και, μέχρι το 2020, κάλυψη με ταχύτητες 30 Mbps ή περισσότερο, εξακολουθεί να υπολείπεται σε ανταγωνιστικούς όρους των ΗΠΑ και της Ιαπωνίας. Η αποδέσμευση επομένως μεγάλων τμημάτων του ραδιοφάσματος που θα επιτρέψουν την ταχεία ανάπτυξη νέων υπηρεσιών και υψηλών ταχυτήτων για το διαδίκτυο, μέσω κινητών συνδέσεων που θα προσφέρουν στους πολίτες τους υψηλές χωρητικότητες είναι ένα πρώτο πρακτικό βήμα. Είναι μια τεχνική παράμετρος, σε κάθε περίπτωση όμως απαραίτητη, ώστε να διαμορφωθεί μια ξεκάθαρη τάση προς μεγαλύτερη παραγωγικότητα, συνοχή, ανταγωνιστικότητα και πρόσβαση σε μια ενιαία αγορά για την ευρωπαϊκή βιομηχανία στο σύνολό της και για αυτό τον λόγο υπερψήφισα την συγκεκριμένη έκθεση.
Maria do Céu Patrão Neves (PPE), por escrito. − O presente relatório refere-se à proposta de decisão do PE e do Conselho que estabelece o primeiro programa da política do espectro radioeléctrico. Este programa constitui um passo significativo no sentido de garantir uma utilização optimizada e eficiente deste recurso limitado. A política do espectro ocupa um lugar de destaque na Agenda Digital para a Europa e é fundamental para a realização dos objectivos políticos da Estratégia Europa 2020, para o crescimento inteligente, sustentável e inclusivo. Este programa visa não só criar uma indústria europeia competitiva e dinâmica para o fornecimento de serviços e equipamentos sem fios em banda larga, como também criar um ambiente propício ao desenvolvimento dos serviços pan-europeus. A banda larga móvel desempenha um papel cada vez mais importante no fornecimento de serviços e na inovação noutros domínios, como a saúde, a educação, a cultura e a administração pública. A harmonização das frequências fará baixar os custos de implantação das redes móveis e os custos dos dispositivos móveis para os consumidores e reforçará a concorrência e a liberdade de escolha do consumidor. Além disso, reduzirá as interferências e as perturbações transfronteiras prejudiciais. Por todos estes motivos votei favoravelmente o estabelecimento do programa da política do espectro radioeléctrico.
Paulo Rangel (PPE), por escrito. − No contexto da economia do conhecimento, as redes de comunicação podem impulsionar o desenvolvimento do mercado interno. Para o efeito, a cobertura de todo o espaço comunitário com rede de banda larga, incluindo as regiões periféricas, assume-se como um contributo claro para a afirmação da UE como um espaço integrado de partilha de informação, rumo à sua afirmação como economia digital de ponta. Por isso, votei favoravelmente o presente relatório.
Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), par écrit. – On nous dit, à juste titre, que le spectre radioélectrique est un bien rare. Je souhaiterais souligner qu'il s'agit également d'un bien commun, c'est-à-dire un bien dont personne ne peut se prévaloir de la propriété exclusive ou de "droits acquis". S'il s'agit à la fois d'un bien commun et d'un bien rare, il convient de comprendre l'usage qui en est fait aujourd'hui, c'est-à-dire de mener un examen approfondi sur l'ensemble des acteurs du spectre, y compris les services de sécurité civile et les services militaires.
Cet usage est aujourd'hui loin d'être optimal. L'utilisation de technologies qui permettent à différents services de cohabiter doit être encouragée. N'oublions pas non plus que tous les usages ne sont pas forcément de nature commerciale et ne produisent donc pas forcément des bénéfices – je pense par exemple à l'utilisation du spectre à des fins culturelles ou à des fins de service public.
Viktor Uspaskich (ALDE), raštu. − Gerbiami kolegos, tai labai Lietuvai aktualus klausimas. Mes turime tankiausią viešųjų prieigų prie interneto taškų tinklą – mano šalyje gyvena 3,2 mln. gyventojų, iš kurių 2,1 mln. yra interneto vartotojai. Mes taip pat turime vieną didžiausių judriojo ryšio skverbčių. Jokių abejonių nekyla, tai teigiami pokyčiai. Jungtis su Europa gali – potencialiai – padėti įtikinti tarptautines bendroves steigti parduotuves ir investuoti Lietuvoje. Kiti galimi pranašumai – sveikatos diagnozė per atstumą, išmanieji energetikos tinklai ir didesnis politinis atskaitingumas vietos lygiu. Tačiau nesiblaškykime ir nepainiokime savo prioritetų. Remiantis šiuo pranešimu, pagrindinis radijo spektro programos tikslas – iki 2013 m. suteikti galimybę visiems ES piliečiams naudotis plačiajuosčiu ryšiu, o iki 2020 m. – spartesniu internetu. Tačiau kaip dėl milijono europiečių, kurie gyvena ties skurdo riba? 20 proc. lietuvių patiria skurdą. Mūsų tautai tai yra per didelis skaičius. Mano šalyje ir visoje Europoje yra šeimų, kurios vargsta bandydamos pavalgydinti ir suteikti išsilavinimą savo vaikams, ir nė negalvoja apie kompiuterio turėjimą ar domėjimąsi sparčiu plačiajuosčiu ryšiu. ES radijo spektro skatimas neturėtų užgožti labiausiai vargstančiųjų Europoje poreikių.
Derek Vaughan (S&D), in writing. − I backed the Commission's Radio Spectrum Policy Programme (RSPP) because I believe that all EU citizens should have access to a faster broadband connection by 2020. The RSPP will ensure that the digital divide is reduced by introducing measures to bring faster web access to all citizens and businesses. This will be especially beneficial to those living in rural or remote parts of the EU that currently have little or no internet connection. This improved network will also contribute to making Europe's digital economy more competitive, in the hope of developing an innovative and creative environment that can foster future advances in digital technology.
Anna Záborská (PPE), písomne. − Vysielacie frekvencie sú národným bohatstvom. Európska legislatíva musí preto rešpektovať suverenitu členských štátov pri hľadaní spoločného európskeho záujmu pri využívaní týchto frekvencií. Na druhej strane, záujem Slovenska a ostatných členských štátov sa tu stretáva. Z využitia uvoľnených pásiem na kvalitný a rýchly prenos dát profitujú občania aj firmy. Európska koordinácia je tu dôležitá, pretože internetové technológie nie sú obmedzené hranicami a ich prínos rastie s počtom zúčastnených. Cieľom tohto návrhu bolo začať riešiť otázku uvoľnených frekvencií čo najskôr, aby Európa mala náskok pred ostatnými silnými ekonomikami. To prinesie nové pracovné miesta, vytvoria sa nové služby a Európa pritiahne nové investície.
Zigmantas Balčytis (S&D), raštu. − Balsavau už pranešimą. Po Lisabonos sutarties ratifikavimo, Europos Parlamento galios sustiprėjo ir jis tapo vienu iš teisės aktų leidėju beveik visose srityse pagal įprastą teisėkūros procedūrą, taip pritraukdamas dar didesnį įvairių interesų grupių atstovų dėmesį. Atsižvelgdami į šiuos pokyčius ir šį konstitucinį kontekstą ir laikydamiesi savo įsipareigojimų dėl skaidrumo, Europos Parlamentas ir Komisija susitarė sudaryti ir tvarkyti bendrą registrą, skirtą organizacijoms ir asmenims, dalyvaujantiems kuriant ir įgyvendinant Europos Sąjungos politiką, registruoti ir kontroliuoti. Minimi pakeitimai reikalauja atitinkamo Europos Parlamento darbo tvarkos taisyklių pakeitimo , kas ir bus padaryta šiuo pranešimu.
Jean-Luc Bennahmias (ALDE), par écrit. – Il a beaucoup été question ces dernières semaines du rôle des lobbyistes au sein du Parlement européen. Depuis que 4 députés ont été accusés d'avoir accepté de l'argent de la part de "faux" lobbyistes en échange du dépôt d'amendements, l'institution a entrepris de clarifier et de réformer les règles qui régissent l'action des lobbyistes au sein du Parlement. Cela fait longtemps que les rapports qu'entretiennent les élus européens avec les représentants d'intérêts sont entourés d'une sorte de suspicion permanente. D'où la naissance d'un premier registre de lobbyistes en 1996. Aujourd'hui c'est ce registre, dans lequel les lobbyistes vont devoir s'enregistrer, qui est réformé. Enregistrement "volontaire" mais de facto obligatoire, car seuls les inscrits pourront accéder au Parlement. Je me félicite également de l'adoption de ce qu'on appelle l'empreinte législative: l'idée de publier les noms des personnes que l'on a rencontrées lorsque l'on rédige un rapport me paraît être un gage de transparence tout à fait normal. On regrettera cependant que le Conseil, contrairement à la Commission européenne, ne se soit pas joint à l'initiative.
Vilija Blinkevičiūtė (S&D), raštu. − Balsavau už šį pranešimą, kadangi yra būtina iš dalies pakeisti Europos Parlamento darbo tvarkos taisykles, sukūrus bendrą Parlamento ir Komisijos skaidrumo registrą. Norėčiau pabrėžti, kad po Lisabonos sutarties įsigaliojimo, Europos Parlamento galios sustiprėjo, nes jis tapo vienu iš teisės aktų leidėjų beveik visose srityse pagal įprastą teisėkūros procedūrą. Taigi, tokie naujieji pokyčiai pritraukė dar didesnį interesų grupių atstovų dėmesį, ir jie, beje, atlieka esminę funkciją, įgyvendinant atvirą ir pliuralistinį dialogą, ir yra Palamento nariams svarbus informacijos, susijusios su jų įgaliojimų vykdymu, šaltinis. Atsižvelgdami į šiuos pokyčius ir laikydamiesi savo įsipareigojimų dėl skaidrumo, Europos Parlamentas ir Europos Komisija susitarė sudaryti ir tvarkyti bendrą registrą, skirtą organizacijoms ir asmenims, dalyvaujantiems kuriant ir įgyvendinant Europos Sąjungos politiką, registruoti ir kontroliuoti. Šis registras turi užtikrinti EP narių teisę vykdyti savo parlamentinius įgaliojimus be apribojimų ir nekliudyti jų rinkėjams patekti į Europos Parlamento patalpas.
Vito Bonsignore (PPE), per iscritto. − Ho espresso voto positivo perché ritengo che siano da accogliere con favore tutte quelle azioni volte a favorire e ad ampliare la trasparenza dei lavori parlamentari. A seguito della ratifica del Trattato di Lisbona, infatti, i poteri del Parlamento sono stati rafforzati, diventando colegislatore in molti settori che riguardano la procedura legislativa ordinaria. Conseguenza di questo processo è stata l'attrattiva che i lavori parlamentari hanno suscitato verso un numero sempre maggiore di portatori di interessi, fonte essenziale di informazioni per i deputati al Parlamento. Accolgo con favore, quindi, l'istituzione e la compilazione di un registro comune per il controllo delle organizzazioni e delle persone che concorrono all'elaborazione e all'attuazione delle politiche dell'Unione europea.
Zuzana Brzobohatá (S&D), písemně. − Předložená změna jednacího řádu reaguje na korupční odhalení v minulých měsících, kdy 3 poslanci EP zareagovali pozitivně na korupční nabídku investigativních novinářů. Není možné se smířit s tím, že by poslanci nepodléhali veřejné kontrole, pokud jde o to, čí zájmy ve své funkci hájí, případně jakému tlaku podléhají či kdo na ně tlak vytváří. Velmi proto vítám zavedení společného registru lobbistů a lobbistických organizací. Evropská komise již tento registr v minulosti zavedla, a proto Evropský parlament jen rozšíří jeho působnost na poslance, úředníky a další pracovníky EP. Registr bude obsahovat informace o kontaktech mezi výše uvedenými osobami a lobbisty a bude veřejně přístupný. Podobný systém již funguje v Kongresu USA a tamní zkušenosti ukazují, že jde o vhodné protikorupční opatření. Pevně věřím, že rozšíření registru bude správnou inspirací i pro Parlament ČR. Jeho zavedení i v českých podmínkách by rozhodně přispělo ke kultivaci české politiky.
Cristian Silviu Buşoi (ALDE), în scris. − Crearea unui registru de transparenţă comun este, fără îndoială, un progres important, aşteptat de cetăţenii europeni. Instituţiile europene, fie că sunt alese, fie că nu, iau decizii care afectează viaţa de zi cu zi a cetăţenilor, iar într-un sistem democratic, spre care UE tinde, e absolut normal să existe un grad ridicat de transparenţă în procesul decizional.
Acest registru de transparenţă comun simplifică lucrurile şi pentru lobby-işti, întrucât va exista o înregistrare unică, în loc de două ca în prezent. Pe de altă parte, e foarte adevărat că acest registru nu va fi un instrument suficient pentru rezolvarea problemei corupţiei. Nu cred, însă, că scopul primordial al acestuia este exclusiv lupta împotriva corupţiei, întrucât cazurile de corupţie au fost totuşi foarte rare.
Derek Roland Clark (EFD), in writing. − UKIP MEPs abstained on this vote, not because we do not want transparency but because these proposals are inadequate, and to vote in favour would have been to endorse inadequate provisions.
Carlos Coelho (PPE), por escrito. − Apoio esta decisão pelo contributo significativo que dá em termos de reforço da transparência, ao aprovar a conclusão de um Acordo entre o Parlamento Europeu e a Comissão no que diz respeito à criação de um Registo de Transparência. Numa democracia representativa é importante que as instituições comunitárias possam estabelecer e manter um diálogo aberto, transparente e regular com os cidadãos, as associações representativas e com a sociedade civil.
Na sequência do reforço dos poderes do PE, nos termos do Tratado de Lisboa, tornou-se imprescindível, em nome da transparência, estabelecer um registo comum entre o PE e a Comissão para a inscrição e o controlo das organizações e das pessoas que participam na elaboração e na implementação das políticas da UE. É, assim, necessário modificar as regras do Regimento do PE de forma a instituir um registo obrigatório dos lobbyistas que estejam em contacto com os Membros do PE, as Instituições europeias e os seus funcionários, informação esta que deverá ser acessível ao público em geral.
Anne Delvaux (PPE), par écrit. – J'ai voté en faveur de ce rapport qui propose que la liste des groupes d'intérêts des différentes institutions européennes soit commune. À ce jour, plus de 1 700 organisations sont accréditées comme groupes d'intérêts au Parlement européen, et 3 900 à la Commission. Pour pouvoir prendre valablement position sur un sujet de nature technique, il est normal de se renseigner auprès des personnes les plus au fait de ces questions. Il en a toujours été ainsi et il en sera encore ainsi à l'avenir. Les lobbies constituent un élément utile et essentiel au travail législatif, à condition que la transparence règne. Pour ce faire, le rapport adopté établit de nouvelles règles créant un "registre de transparence" commun à la Commission et au Parlement. Les citoyens trouveront réunies toutes les informations sur les interlocuteurs des institutions de l'UE. Ce système de "guichet unique" facilitera également l'inscription des représentants d'intérêts spécifiques, tant d'organisations commerciales que non commerciales. Le Parlement souhaite notamment que toutes les réunions entre députés européens et groupes d'intérêts sur un sujet donné soient mentionnées à la fin des rapports. Je regrette que l'inscription ne soit pas obligatoire, mais comme le dit l'adage: "Chi va piano va sano".
Edite Estrela (S&D), por escrito. − Votei favoravelmente o relatório relativo à alteração das normas na sequência da criação de um registo comum em matéria de transparência, porque o princípio da transparência deve reger todos aqueles que participem na tomada de decisões e na execução das políticas da União Europeia.
Diogo Feio (PPE), por escrito. − O registo comum decorrente da conclusão de um acordo interinstitucional entre o Parlamento Europeu e a Comissão em matéria de transparência implica a modificação do Regimento desta câmara de modo a que este integre a nova realidade e que a mesma possa ser operacionalizável a partir do seu principal instrumento jurídico interno. Tendo votado favoravelmente a conclusão do referido acordo, dou também o meu apoio às alterações regimentais.
José Manuel Fernandes (PPE), por escrito. − A transparência constitui um direito dos cidadãos e contribui para manter a credibilidade das instituições europeias: Parlamento Europeu (PE), Comissão e Conselho. O presente relatório, elaborado pelo eurodeputado Casini, versa sobre a necessidade de serem alteradas as normas do Regimento do Parlamento na sequência da criação de um registo comum em matéria de transparência entre o PE e a Comissão. O PE, após a ratificação do Tratado de Lisboa, é co-legislador em quase todos os domínios. Assim, em articulação com a Comissão, decidiu criar um registo comum para inscrever e controlar as pessoas e as organizações que, de alguma maneira, tenham influência na elaboração e/ou implementação das políticas da União Europeia (UE). Na verdade, a transparência é essencial no funcionamento das instituições europeias, acusadas, muitas vezes, da sua falta. Os cidadãos europeus exigem dos seus representantes padrões elevados de transparência, não só em termos teóricos, mas, e sobretudo, práticos. Porque a UE tem de ser um exemplo quanto à transparência das suas instituições, saúdo as alterações propostas pelo relator no sentido de modificar o Regimento do Parlamento de acordo com a decisão da reunião da Conferência dos Presidentes realizada no dia 18 de Novembro de 2010.
João Ferreira (GUE/NGL), por escrito. − A alteração agora proposta ao Regimento do Parlamento visa o estabelecimento e manutenção de um registo comum de inscrição e controlo das organizações e das pessoas que, de alguma forma, participam na elaboração e na implementação das políticas da União Europeia.
O sistema existente – sobre o qual a proposta se apoia – criado e lançado pelo Parlamento em 1996 (à época, foi a primeira instituição da UE a fazê-lo, tendo posteriormente a Comissão adoptado um com objectivos semelhantes em 2008), será assim modificado, num processo que não poderá ser dissociado dos problemas recentes, envolvendo supostos lobis, que afectaram o Parlamento. Os argumentos avançados são todavia diversos: os novos poderes do Parlamento Europeu após a entrada em vigor do Tratado de Lisboa.
A transparência das instituições, do seu funcionamento e das decisões dos seus agentes, deve ser um elemento intrínseco da democracia. As medidas que contribuam para aumentar essa transparência são por isso bem-vindas e necessárias. Não é, todavia, claro que esse venha a ser o resultado de todas as modificações agora propostas. Apesar de apoiarmos algumas das medidas propostas, acompanharemos a sua aplicação tendo em vista uma avaliação dos seus resultados futuros.
Ilda Figueiredo (GUE/NGL), por escrito. − Trata-se de estabelecer e manter um registo comum para a inscrição e o controlo das organizações e das pessoas que participam na elaboração e na implementação das políticas da União Europeia.
Apoiando-se sobre os sistemas existentes, criados e lançados pelo PE em 1996, e pela Comissão Europeia em 2008, procura dar resposta a alguns problemas recentes, embora se argumente, no relatório, com os novos poderes do Parlamento Europeu após a entrada em vigor do Tratado de Lisboa.
Alguns aspectos são positivos, mas temos as maiores dúvidas sobre outras alterações. Apoiamos a maior transparência, mas nem sempre é claro que esse é o objectivo de todas as alterações aprovadas. Veremos a sua aplicação futura.
Monika Flašíková Beňová (S&D), in writing. − Following the ratification of the Lisbon Treaty, Parliament’s powers have been strengthened and it is now co-legislator in almost all areas under the ordinary legislative procedure. As a result, it is the focus of attention of an even larger number of lobbyists, who, moreover, play a key role in the open, pluralist dialogue on which a democratic system is based, and act as an important source of information for Members in the context of the performance of their duties.
In the light of these developments, against this constitutional background and in keeping with their commitment to transparency, Parliament and the Commission have agreed to establish and maintain a joint register in order to keep a list of the names of, and exercise scrutiny over, the organisations and individuals who take part in the drafting and implementation of EU policies.
One of the important corrective measures necessary is to improve the rules on lobbying firms’ reporting of expenditure incurred for lobbying activities. The current legislation allows lobbyists to report much less than is actually incurred. Equally important is transparency with regard to the financial resources from which a lobbying and consulting company draws its revenue.
Lorenzo Fontana (EFD), per iscritto. − Gentile Presidente, onorevoli colleghi, vorrei complimentarmi con l’onorevole collega per l’ottimo lavoro svolto. Sosterrò con voto positivo la sua proposta sulla creazione dell’albo dei lobbisti, affinché ci sia più trasparenza nelle istituzioni europee. Si auspica però il giusto riconoscimento alle rappresentanze come per esempio le Regioni.
Sylvie Guillaume (S&D), par écrit. – Au regard du rôle indéniable que les groupes de pression, qu'ils représentent des intérêts privés ou publics, jouent dans les affaires européennes, une transparence accrue sur la relation entretenue avec notre institution est indispensable. Selon moi, leur inscription au registre de transparence doit être obligatoire. Je soutiens en particulier l'idée d'une "empreinte législative", qui permettra de lister les lobbyistes rencontrés par les parlementaires lors des processus législatifs. Il est en effet fondamental de tout mettre en œuvre pour retrouver ou renforcer la confiance des citoyens dans le fonctionnement des institutions européennes, et c'est dans cette direction que nous conduit très justement ce registre.
Juozas Imbrasas (EFD), raštu. − Pritariau šiam dokumentui, nes santykiai tarp Europos institucijų ir politikos formuotojų, viena vertus, ir pilietinės visuomenės, piliečių ir atstovaujamųjų asociacijų, kita vertus, yra reguliuojami ir skatinami ES sutartimi, visų pirma jos 11 straipsnio 1 ir 2 dalimis: „1. Institucijos atitinkamomis priemonėmis suteikia piliečiams ir atstovaujamosioms asociacijoms galimybę skelbti nuomones apie visas Sąjungos veiklos sritis ir viešai jomis keistis. 2. Institucijos palaiko atvirą, skaidrų ir nuolatinį dialogą su atstovaujamosiomis asociacijomis ir pilietine visuomene.“ Po Lisabonos sutarties ratifikavimo, Parlamento galios sustiprėjo ir jis tapo vienu iš teisės aktų leidėju beveik visose srityse pagal įprastą teisėkūros procedūrą, taip pritraukdamas dėmesį dar didesnio skaičiaus interesų grupių atstovų, kurie, beje, atlieka esminę funkciją įgyvendinant atvirą ir pliuralistinį dialogą, kuriuo remiasi demokratinė sistema, ir yra Palamento nariams svarbus informacijos, susijusios su jų įgaliojimų vykdymu, šaltinis. Atsižvelgdami į šiuos pokyčius ir šį konstitucinį kontekstą, EP ir Komisija susitarė sudaryti ir tvarkyti bendrą registrą, skirtą organizacijoms ir asmenims, dalyvaujantiems kuriant ir įgyvendinant ES politiką, registruoti ir kontroliuoti. Pažymėtina, kad registras turi užtikrinti narių teisę vykdyti savo parlamentinius įgaliojimus be apribojimų ir nekliudyti jų rinkėjams patekti į Parlamento patalpas. Be to, jis negali pažeisti šalių įgaliojimų ar prerogatyvų ir paveikti jų įgaliojimų organizuoti savo veiklą.
David Martin (S&D), in writing. − I welcome this report. Following the ratification of the Lisbon Treaty, Parliament’s powers have been strengthened and it is now co-legislator in almost all areas under the ordinary legislative procedure. As a result, it is the focus of attention of an even larger number of lobbyists, who, moreover, play a key role in the open, pluralist dialogue on which a democratic system is based and act as an important source of information for Members in the context of the performance of their duties. In the light of these developments, and against this constitutional background, and in keeping with their commitment to transparency, Parliament and the Commission have agreed to establish and maintain a joint register in order to keep a list of the names of, and exercise scrutiny over, the organisations and individuals who take part in the drafting and implementation of EU policies.
Nuno Melo (PPE), por escrito. − O Parlamento Europeu e a Comissão dão um bom exemplo com a criação de um registo de transparência comum para a acreditação de lobistas e de outros grupos de interesse. Seria igualmente importante que o Conselho também aderisse a esta iniciativa. A obrigatoriedade de os deputados listarem as reuniões com lobistas sobre matérias legislativas num anexo aos seus relatórios é também um passo importante para uma maior transparência, que é exigida neste tipo de relacionamento, para evitar situações que já aconteceram no passado.
Louis Michel (ALDE), par écrit. – Je n'ai pas voté en faveur du rapport Casini concernant la mise en place d'un registre de transparence commun. Je trouve que l'établissement d'un tel registre porte atteinte à la liberté dont doit jouir tout homme politique. Chaque parlementaire assume politiquement ses décisions et ses prises de position. Il est sanctionné par l'électeur.
Alexander Mirsky (S&D), in writing. − The scope of the register covers all activities carried out with the objective of directly or indirectly influencing the policy formulation or implementation and decision-making processes of the European institutions. All organisations, irrespective of their legal status, engaged in activities falling under the scope of the register are expected to register. In the Committee on Constitutional Affairs many across the party lines stressed the importance of the Council becoming part of the system. The vote by the Committee on Constitutional Affairs is an important step forward but our work on transparency continues. I support the report of Carlo Casini and voted ‘in favour’.
Andreas Mölzer (NI), schriftlich. − Nicht nur das Europäische Parlament, sondern das ganze Konstrukt EU leidet unter einem massiven Glaubwürdigkeitsproblem. Wenn sich das Parlament – wohl auch unter Druck der letzten Lobbying-Skandale – endlich zu einer Einigung beim Transparenz-Register durchgerungen hat, dann nur zu einer zahnlosen. Nicht nur alle Tätigkeiten für die Wirtschaft oder internationale Konzerne müssen erfasst werden, sondern auch bezahlte Einflussnahmen für Interessensvertretungen wie Kammern und Gewerkschaften.
Die Bürger haben ein Recht auf Transparenz, sie müssen mit ihren Zwangsbeiträgen ja auch die gesetzlichen Interessensvertretungen am Leben halten. Eine lückenlose Offenlegung muss nicht nur Gehälter, sondern auch Honorare, Essenseinladungen und Co. enthalten. Da es sich bei den Maßnahmen um einen ersten Schritt in die richtige Richtung handelt, habe ich zugestimmt.
Rareş-Lucian Niculescu (PPE), în scris. − Înfiinţarea unui registru de transparenţă comun, precum şi îmbunătăţirea tuturor regulilor legate de transparenţă în Parlamentul European, sunt necesare pentru a spori încrederea cetăţenilor în activităţile parlamentare şi pentru a asigura transparenţa necesară a acestor activităţi. Am votat în favoarea ambelor rapoarte Casini şi aştept propuneri cât mai ferme din partea grupului de lucru privind transparenţa şi reglementarea activităţilor de lobby în PE.
Maria do Céu Patrão Neves (PPE), por escrito. − As relações entre as instituições e os responsáveis políticos europeus, por um lado, e a sociedade civil, os cidadãos e as associações representativas, por outro lado, são enquadradas e incentivadas pelo Tratado da União Europeia. Após a ratificação do Tratado de Lisboa, os poderes do Parlamento Europeu encontram-se reforçados e este último é, assim, co-legislador em quase todos os domínios ao abrigo do processo legislativo ordinário, o que suscita a atenção de um número ainda maior de representantes de interesses que, de resto, exercem uma função essencial no diálogo aberto e pluralista em que qualquer sistema democrático assenta e constituem, para os deputados do Parlamento, uma fonte de informação importante no quadro do exercício dos seus mandatos. É, no entanto, imprescindível criar mecanismos de registo e de controlo. Neste sentido votei favoravelmente o presente relatório sobre a modificação do Regimento do Parlamento Europeu na sequência da criação de um registo comum para a inscrição e o controlo das organizações e das pessoas que participam na elaboração e na implementação das políticas da União Europeia.
Phil Prendergast (S&D), in writing. − I support this report on the conclusion of an interinstitutional agreement between Parliament and the Commission on a joint transparency register. Any actors seeking to influence decision-making and policy implementation at a European level are expected to join the common register, which will make both registration and access to information about lobbyists easier. Those who do not register shall be refused a long-term access pass to the European Parliament. This is but a first step forward towards transparent relations between European institutions and lobbyists. Registration should be made mandatory and the Council should also join this agreement as soon as possible.
Paulo Rangel (PPE), por escrito. − Na sequência do Tratado de Lisboa, o Parlamento Europeu assumiu a posição de co-legislador em praticamente todos os domínios, tornando-se, consequentemente, o foco de uma maior atenção por parte dos lobistas. Neste sentido e em nome da transparência que deve pautar o diálogo entre estes representantes de interesses e as instituições comunitárias, o Parlamento Europeu e a Comissão acordaram instituir um registo comum para a inscrição e controlo das organizações e das pessoas que participam na elaboração e na implementação das políticas da UE. Para o efeito, torna-se necessário introduzir alterações ao Regimento do Parlamento Europeu, as quais mereceram o meu voto favorável.
Frédérique Ries (ALDE), par écrit. – Se battre pour la transparence au sein des institutions européennes est un impératif et à ce titre, j'accueille favorablement l'accord avec la Commission visant à enfin établir un registre commun des groupes d'intérêts auprès des institutions européennes.
Une remarque toutefois pour regretter les réticences du Conseil à se joindre à ce registre commun. Faut-il être rétrograde pour défendre encore aujourd'hui l'opacité face à l'ouverture? Les représentants des États membres ont pourtant eux aussi un devoir d'information et de transparence auprès des citoyens européens. Un souhait pour l'avenir aussi: il me semble essentiel de s'orienter progressivement vers un système à l'américaine, riche de 65 ans d'expérience, et qui repose sur la publication de documents essentiels par les sociétés de lobbying (par exemple pour tout contrat de plus de 10 000 dollars).
Un mot enfin sur l'empreinte législative, une fausse bonne idée. Non parce qu'elle mettrait à mal le principe d'indépendance du parlementaire, mais bien parce qu'elle mènera à des discussions sans fin en commission parlementaire sur le pourquoi du choix et de la fréquence des rencontres avec tel lobbyiste plutôt qu'un autre. En conclusion, l'important est d'aboutir à un système efficace et sans faille. Nous en sommes encore loin.
Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), par écrit. – Entendre le point de vue des acteurs quand le législateur européen prépare et adopte un texte de loi est utile. Mais pour objectiver ces influences, une inscription obligatoire de tous les lobbyistes dans un registre commun aux différentes institutions est indispensable.
Le texte qui vient d'être adopté est un premier pas intéressant pour identifier les différents types de lobbyistes et les montants qu'ils utilisent pour tenter d'orienter les décisions à prendre. Il devra encore évoluer. Le Conseil devrait également participer au registre commun, qui devrait devenir obligatoire et pouvoir être utilisé comme un instrument dynamique pour garantir la transparence du processus de décision. C'est bénéfique pour la démocratie européenne.
Licia Ronzulli (PPE), per iscritto. − I rapporti tra le istituzioni e gli attori politici europei da un lato, e la società civile, i cittadini e le associazioni rappresentative dall’altro, sono riconosciuti ed incoraggiati dal trattato sull’Unione europea. Le istituzioni offrono ai cittadini e alle associazioni rappresentative la possibilità di far conoscere e di scambiare pubblicamente le loro opinioni in tutti i settori di azione dell'Unione. In particolare le istituzioni mantengono un dialogo aperto, trasparente e regolare con le associazioni rappresentative e la società civile.
L'adozione del Trattato di Lisbona ha rafforzato i poteri del Parlamento europeo, divenuto colegislatore in quasi tutti i settori secondo la procedura legislativa ordinaria. Alla luce di tali evoluzioni il Parlamento europeo e la Commissione hanno deciso di istituire un registro comune per la registrazione del controllo delle organizzazioni e delle persone che partecipano all'elaborazione e all'attuazione delle politiche dell'Unione europea. Per tener conto delle modifiche apportate ai diritti e doveri esistenti, nonché della creazione di nuovi diritti e doveri relativi alla procedura per i deputati la risoluzione adottata oggi sostiene la necessità di modificare il regolamento del Parlamento.
Oreste Rossi (EFD), per iscritto. − la relazione che inizialmente non ci vedeva favorevoli in quanto applicava le stesse regole sui "lobbisti" anche agli enti pubblici tra cui le rappresentanze delle Regioni presso l'UE, a seguito delle nostre richieste é stata modificata. Riteniamo corretto prevedere un codice di condotta per coloro che frequentano per conto di associazioni o ditte private il parlamento europeo come riteniamo che sia giusto non applicare le stesse norme alle chiese, ai partiti politici, ai sindacati e agli enti pubblici. Il nostro voto è per tanto favorevole.
Νίκη Τζαβέλα (EFD), γραπτώς. – Η έκθεση Casini τονίζει την σημασία της τροποποίησης του κανονισμού του Ευρωπαϊκού Κοινοβουλίου σε συνέχεια της δημιουργίας κοινού μητρώου διαφάνειας μεταξύ Ευρωπαϊκού Κοινοβουλίου και Ευρωπαϊκής Επιτροπής. Υπερψήφισα την έκθεση αυτή, η οποία επιβεβαιώνει την προσήλωση των Ευρωπαϊκών ινστιτούτων υπέρ της διαφάνειας, καθώς συμμερίζομαι τη θέση ότι η δημιουργία του μητρώου αυτού συμβάλει στον έλεγχο όλων των οργανισμών και προσώπων που σχετίζονται με τη χάραξη και την εφαρμογή των πολιτικών της Ευρωπαϊκής Ένωσης.
Derek Vaughan (S&D), in writing. − I supported today's report calling for a joint register of lobbyists and interest groups to be set up. This is a first step towards greater transparency in both the European Parliament and Commission. A ‘transparency register’ will improve ease of access for citizens wishing to find specific information regarding which organisations and individuals have contact with both MEPs and Commission officials. The Parliament has made clear that registration for lobbyists who want to meet with MEPs will be mandatory from now on. I am encouraged by the Council's signal that it will also consider arrangements to put in place such a register and urge them to do so without delay.
Iva Zanicchi (PPE), per iscritto. − Ho espresso voto favorevole al testo del collega Casini. La trasparenza delle attività che ruotano attorno alle Istituzioni europee, anche di recente finita sotto accusa, è una condizione preliminare di legittimità ed una componente fondamentale per la creazione di un rapporto corretto e aperto con le associazioni rappresentative. Credo quindi che la creazione di un registro comune del Parlamento e della Commissione allo scopo di raggruppare insieme tutte le informazioni relative agli attori che sono in contatto con le istituzioni, oltre a snellire le pratiche burocratiche consentendo un'iscrizione unica, rappresenti un netto miglioramento nella strada di un dialogo sempre più aperto e trasparente con i cosiddetti "lobbisti".
Zigmantas Balčytis (S&D), raštu. − Balsavau už šį pranešimą. Tai yra pirmas žingsnis siekiant daugiau skaidrumo institucijų veikloje ir užtikrinant Sąjungos viešojo administravimo nuostatas. Skaidrumo registras, kaip nuo šiol jis vadinsis, išlieka neprivalomu, tačiau lobistine veikla užsiimantys asmenys ar organizacijos bus priverstos užsiregistruoti, jei norės gauti leidimą patekti į Europos Parlamentą. Užsiregistravę subjektai taip pat turės deklaruoti savo finansinius šaltinius bei savo interesus ir pateiktus pasiūlymus dėl teisės aktų. Tai padidins skaidrumą bei suteiks išsamesnę informaciją apie asmenis ar organizacijas ,kurie kreipiasi į Europos Palamento narius dėl tam tikrų klausimų ar su tam tikrais pasiūlymais. Manau, kad ir toliau turi būti vedamos derybos su Taryba , kad ši prisijungtų prie skaidrumo registro ir jis taptų bendru visų trijų institucijų registru.
Regina Bastos (PPE), por escrito. − Entre o Parlamento Europeu e a Comissão Europeia existem cerca de 4 600 organizações acreditadas como grupos de interesses. Com a aprovação do Tratado de Lisboa, o Parlamento Europeu viu os seus poderes reforçados, tornando-se co-legislador em quase todos os domínios, ao abrigo do processo legislativo ordinário. Tal facto acarreta a atenção de um número ainda maior de representantes de interesses.
O presente relatório, que apoiei, segue o acordo institucional relativo à criação de um espaço comum de registo e supervisão dos lobistas e outros grupos de interesses, na Comissão Europeia e no Parlamento Europeu. Com o objectivo de contribuir para uma maior transparência, criar-se-á um registo comum às várias instituições, no qual serão diferenciados grupos de interesses dos representantes da sociedade civil e das autoridades públicas.
Igualmente importante a favor da transparência é a criação de um sistema de declaração obrigatória de todas as reuniões entre as organizações registadas e os deputados responsáveis pela respectiva legislação, ficando registadas num anexo aos respectivos relatórios ou recomendações. Seria igualmente importante que o Conselho aderisse a este registo.
Gerard Batten, John Bufton, David Campbell Bannerman and Derek Roland Clark (EFD), in writing. − UKIP MEPs abstained on this vote not because we do not want transparency but because these proposals are inadequate, and to vote in favour would have been to endorse inadequate provisions.
Sergio Berlato (PPE), per iscritto. − La creazione di un registro comune da parte del Parlamento e della Commissione europea volto a riunire in un unico punto di accesso tutte le informazioni relative agli attori che sono in contatto con le istituzioni rappresenta un passo avanti verso una maggiore trasparenza. La trasparenza delle istituzioni politiche rappresenta, a mio avviso, la componente fondamentale di un dialogo aperto con la società civile. Infatti, assicurare la possibilità di far conoscere e di scambiare pubblicamente opinioni e informazioni nei diversi settori d’azione dell’Unione e, al contempo, garantire il controllo delle organizzazioni e delle persone che partecipano attivamente all’elaborazione e all'attuazione delle politiche dell’UE, sono elementi importanti della vita democratica delle istituzioni.
Desidero, tuttavia, esprimere alcune riserve: non condiviso l’esclusione dall’ambito di applicazione del registro di una serie di attori tra cui le parti sociali, gli enti locali, regionali e comunali. L’esclusione è ingiustificata perché questi attori sono portatori di interessi specifici e partecipano attivamente ai processi decisionali nella stessa misura di tante altre associazioni rappresentative. Inoltre, ritengo necessario prevedere una migliore definizione delle informazioni richieste, in modo che non si prestino a interpretazioni differenti come, invece, accade nella situazione attuale.
Vilija Blinkevičiūtė (S&D), raštu. − Balsavau už šį pranešimą, kadangi politinių institucijų skaidrumas – būtina sąlyga jų teisėtumui užtikrinti. Būtina tikrinti, kaip priimami sprendimai, kokios jėgos daro jiems įtaką ir pagaliau kaip skirstomi finansai, t. y. mokesčių mokėtojų pinigai. Taigi, lobistų veiklą reglamentuojančios taisyklės yra teisėtumo klausimas. Europos Parlamentas yra pirmoji Europos Sąjungos institucija, atkreipusi dėmesį į tai, kad vis daugėja Europos lygmeniu savo veiklą vykdančių interesų grupių, todėl būtina išnagrinėti visas galimas šio reiškinio pasekmes. Po Europos Parlamento rinkimų buvo sudaryta nauja Europos Parlamento ir Komisijos darbo grupė, kuri jau 2010 m. lapkričio mėnesį patvirtino susitarimo dėl skaidrumo registro sukūrimo projektą. Pagal naująjį projektą registras yra neprivalomas, tačiau ir šiuo metu į Europos Parlamento patalpas įleidžiami tik užsiregistravę interesų grupių atstovai. Bendras skaidrumo registras užtikrina įvairiausių kategorijų subjektų dalyvavimą bei sudaro daugiau galimybių nekomercinėms organizacijoms vykdyti savo veiklą. Manau, kad šis bendras registras – tai dar viena pastanga, siekiant didesnio Europos Sąjungos institucijų skaidrumo ir tuo pačiu didesnio piliečių pasitikėjimo institucijų darbu.
Françoise Castex (S&D), par écrit. – J'ai voté en faveur de ce rapport, car il est important de clarifier les choses, et ce alors que le rôle des lobbys suscite encore beaucoup d'interrogations et parfois de fantasmes chez les citoyens européens. Nous regrettons cependant que l'inscription des organisations ne soit pas rendue obligatoire, d'autant que la délivrance des cartes d'accès aux bâtiments permet pourtant une inscription obligatoire "de fait". Par contre, nous nous sommes battus pour que les bureaux de représentation auprès des institutions européennes des autorités locales, régionales et municipales ne soient pas concernés par cette mesure, contrairement à ce qui était prévu dans le texte initial. Nous considérons que ces structures sont des émanations directes d'entités élues démocratiquement. Elles représentent l'intérêt général, et doivent, de ce fait, être distinguées des lobbyistes qui défendent, eux, des intérêts particuliers. Néanmoins, ce registre est une avancée importante, car dans de nombreux domaines, l'opacité du rôle des lobbies peut poser un véritable problème démocratique.
Carlos Coelho (PPE), por escrito. − Este Acordo é um primeiro passo, embora seja sem dúvida um passo importante, para alcançar uma maior transparência, ao tornar obrigatório de facto o registo de todos os lobbyistas que queiram usufruir de um acesso permanente ao PE e à Comissão, do qual deverão constar todos os elementos que permitam identificar a estrutura legal e interesses financeiros dessa organização.
A existência de um registo das organizações e trabalhadores que participem na tomada de decisões e na execução de políticas da UE reforça, assim, a transparência do diálogo entre estes representantes da sociedade civil e as instituições comunitárias, ao mesmo tempo que consagra medidas vinculativas em caso de incumprimento do Código de Conduta anexo ao Acordo.
Espero que seja dado, brevemente, um segundo passo para a criação de normas mais rigorosas que garantam a consistente integridade da administração pública da União e o reforço das suas regras institucionais.
Lamento que o Conselho ainda não se tenha tornado parte no Acordo e aderido ao Registo de Transparência, o que afecta a possibilidade de assegurar a transparência necessária em todas as fases do processo legislativo a nível da UE. Relembro que o nível de transparência das instituições políticas está crescentemente associado à sua legitimidade.
Proinsias De Rossa (S&D), in writing. − Transparency of political institutions is a prerequisite for legitimacy. It should be easy to scrutinise how decisions are made, what are the influences behind them and finally how resources, i.e. taxpayers’ money, are allocated. Therefore rules for lobbying are ultimately a question of legitimacy. I supported this report which establishes a common register for lobbyists (transparency register) between the European Parliament and Commission. The scope of the register covers many activities carried out with the objective of directly or indirectly influencing the policy formulation or implementation and decision-making processes of the European institutions. All organisations, irrespective of their legal status, engaged in activities falling under the scope of the register are expected to register. This agreement with the European Commission provides only for voluntary registration, even though lobbyists not included in the joint register will no longer be able to obtain a long-term access badge to the European Parliament. The next step will be to extend the joint register to all the EU institutions and to convince the Commission and Council to make it mandatory. We need clear rules to prevent people and organisations from influencing EU decision-making in a non-transparent manner.
Christine De Veyrac (PPE), par écrit. – Je salue l'adoption du rapport Casini sur la mise en place d'un registre commun de transparence entre le Parlement européen et la Commission. La mise en place d'un registre public sur lequel doivent s'inscrire les lobbys s'ils veulent avoir accès à ces deux institutions est une réelle avancée démocratique au profit des citoyens. À ce titre, l'obligation future pour les rapporteurs de communiquer le nom des lobbys rencontrés constitue une étape supplémentaire vers une pleine indépendance du Parlement européen, et permettra de garantir une représentation équilibrée des intérêts de tous les citoyens européens.
Anne Delvaux (PPE), par écrit. – J'ai voté en faveur de ce rapport qui propose que la liste des groupes d'intérêts des différentes institutions européennes soit commune. À ce jour, plus de 1 700 organisations sont accréditées comme groupes d'intérêts au Parlement européen, et 3 900 à la Commission. Pour pouvoir prendre valablement position sur un sujet de nature technique, il est normal de se renseigner auprès des personnes les plus au fait de ces questions. Il en a toujours été ainsi et il en sera encore ainsi à l'avenir. Les lobbies constituent un élément utile et essentiel au travail législatif, à condition que la transparence règne. Pour ce faire, le rapport adopté établit de nouvelles règles créant un "registre de transparence" commun à la Commission et au Parlement. Les citoyens trouveront réunies toutes les informations sur les interlocuteurs des institutions de l'UE. Ce système de "guichet unique" facilitera également l'inscription des représentants d'intérêts spécifiques, tant d'organisations commerciales que non commerciales. Le Parlement souhaite notamment que toutes les réunions entre députés européens et groupes d'intérêts sur un sujet donné soient mentionnées à la fin des rapports. Je regrette que l'inscription ne soit pas obligatoire, mais comme le dit l'adage: "Chi va piano va sano".
Edite Estrela (S&D), por escrito. − Votei favoravelmente o relatório relativo à alteração das normas na sequência da criação de um registo comum em matéria de transparência, porque o princípio da transparência deve reger todos aqueles que participem na tomada de decisões e na execução das políticas da União Europeia. Considero, no entanto, que este registo deveria tornar-se obrigatório e ser alargado a todas as instituições europeias.
Diogo Feio (PPE), por escrito. − Em 2006, a Comissão propôs um one-stop-shop para registar os lobistas da Comissão e do Parlamento. Numa resolução adoptada na sessão plenária de 8 de Maio de 2008, esta câmara acolheu favoravelmente a proposta e pediu um acordo interinstitucional para a criação de um registo comum entre o Parlamento, a Comissão e o Conselho. Acresce que, na altura, o Parlamento propôs a negociação de um código de conduta para lobistas e a discussão das sanções que seriam aplicáveis em caso da sua violação.
Com o presente acordo, o acesso permanente às instalações do Parlamento será permitido apenas aos representantes dos interesses registados. Não obstante, o registo comum procurará garantir a mais ampla participação de todas as categorias de agentes, respeitando as suas identidades diferentes ou especiais. Relevo a exclusão dos parceiros sociais, igrejas, partidos políticos e autoridades locais, regionais e municipais do âmbito do registo, atendendo às suas características particulares.
Semelhante acordo teria a ganhar com a adesão do Conselho ao mesmo. Creio que o Parlamento e os seus deputados devem dar o exemplo no que toca à transparência das suas actividades e à clareza dos seus propósitos.
Votei a favor.
José Manuel Fernandes (PPE), por escrito. − A transparência, base da democracia, constitui um direito dos cidadãos e contribui para manter a credibilidade das instituições europeias: Parlamento Europeu (PE), Comissão e Conselho. O presente relatório, elaborado pelo eurodeputado Casini, versa sobre a conclusão de um acordo interinstitucional entre o PE e a Comissão sobre um registo comum em matéria de transparência. Gostaria de salientar que o PE foi a primeira instituição europeia a analisar o fenómeno dos grupos de pressão, tendo lançado o registo para os representantes de interesses em 1996. Em 2006, seria a vez de a Comissão, através da Iniciativa Europeia em matéria de Transparência, propor a criação de um balcão único para efeitos de registo dos representantes de interesses na Comissão e no PE. Na verdade, a transparência é essencial no funcionamento das instituições europeias, acusadas, muitas vezes, da sua falta. Os cidadãos europeus exigem dos seus representantes padrões elevados de transparência, não só em termos teóricos, mas, e sobretudo, práticos. Assim, congratulo-me com a aprovação do projecto de acordo sobre a criação de um Registo de Transparência, certo de que constitui um avanço significativo na transparência das instituições europeias e contribuirá para a consolidação do Projecto Europeu junto dos cidadãos.
João Ferreira (GUE/NGL), por escrito. − Partilhamos da visão exposta no relatório de que a transparência das instituições políticas é um pré-requisito da sua legitimidade. Deverá ser fácil controlar a forma como as decisões são elaboradas, quais as suas influências subjacentes e como são finalmente afectados os recursos. Esta transparência das instituições e clareza da actuação dos seus agentes deve ser um elemento intrínseco a uma efectiva e genuína democracia.
Infelizmente, sabemos que entre os bons princípios enunciados e as práticas há por vezes uma grande diferença. O Parlamento foi a primeira instituição europeia a abordar o fenómeno do número crescente de lóbis a nível europeu, tendo lançado o seu registo para os representantes de interesses em 1996.
Posteriormente, a Comissão Europeia também tomou iniciativas neste domínio e foi criado um grupo de trabalho, em 2008, entre o Parlamento e a Comissão. Em 2009, este grupo aprovou uma declaração conjunta e uma proposta de código de conduta comum.
Já em 2010, um novo grupo de trabalho aprovou um projecto de acordo para o estabelecimento de um Registo da Transparência que parece assegurar a maior participação possível de todas as categorias de operadores, respeitando embora as suas identidades diferentes ou específicas. Importa acompanhar os seus resultados práticos.
Ilda Figueiredo (GUE/NGL), por escrito. − No relatório afirma-se que a transparência das instituições políticas é um pré-requisito da sua legitimidade. Deverá ser fácil controlar a forma como as decisões são elaboradas, quais as suas influências subjacentes e como são finalmente afectados os recursos.
Mas entre os princípios e as práticas há uma grande diferença, embora o Parlamento tenha sido a primeira instituição europeia a tratar do fenómeno do número crescente de grupos de interesses a nível europeu e, especialmente, das consequências desta evolução para o processo legislativo. Após vários relatórios e debates aprofundados, o Parlamento lançou o seu registo para os representantes de interesses em 1996.
Entretanto, a Comissão Europeia também tomou iniciativas e foi criado um grupo de trabalho comum de alto nível, em 2008, entre o Parlamento e a Comissão. Em 2009, este grupo aprovou uma declaração conjunta e uma proposta de código de conduta comum. Após as eleições europeias, foi estabelecido um novo grupo de trabalho entre o Parlamento e a Comissão.
Em Novembro de 2010, o grupo de trabalho pôde aprovar um projecto de acordo para o estabelecimento de um Registo da Transparência, que parece assegurar a maior participação possível de todas as categorias de operadores, respeitando embora as suas identidades diferentes ou específicas.
Monika Flašíková Beňová (S&D), in writing. − Transparency of political institutions is a prerequisite for legitimacy. It should be easy to scrutinise how decisions are made, what the influences are behind them and how resources, i.e. taxpayer’s money, are allocated. Therefore rules for lobbying are ultimately a question of legitimacy.
Parliament was the first European institution to address the phenomenon of an increasing number of interest groups at European level, and in particular the consequences of this evolution for the legislative process. While registration is not obligatory, it can be considered as such ‘de facto’ because permanent access to Parliament’s premises is granted only to registered representatives. However, it is desirable for the future to achieve a system of registration that is obligatory ‘de jure’.
The common register ensures the widest participation of all categories of operators while respecting their different or specific identities. The new name ‘Transparency Register’ makes it easier for non-commercial organisations to join the register. This will be a step forward towards greater transparency in the European institutions, and I hope it will contribute to giving the European project greater legitimacy among Europe’s citizens.
Bruno Gollnisch (NI), par écrit. – Il est communément admis que plus de 15 000 lobbyistes s'activent à Bruxelles pour tenter d'influencer les textes législatifs qui y sont adoptés, et cela à tous les stades du processus législatif. Même si cette activité a une connotation extrêmement négative en France, il n'est pas totalement illégitime que des groupes d'intérêts commerciaux, sociaux, syndicaux, etc., fassent valoir leur point de vue et leur expertise, notamment auprès de fonctionnaires et d'élus moins informés. Il est donc logique que ces lobbies et leurs représentants soient inscrits dans un registre, et qu'y figurent aussi leurs principales sources de financement, notamment si elles proviennent du budget européen.
Cette inscription devrait être obligatoire non seulement pour ces organisations, mais aussi pour tout groupe extérieur au Parlement, y compris ceux qui sont supposés assumer un rôle prévu par les traités (syndicats, églises, associations philosophiques, autorités locales, etc.), y compris quand ils sont constitués, en tout ou partie, de membres du Parlement, comme EFI, puisqu'ils agissent alors en tant que groupes d'intérêts et non en tant que parlementaires. L'accord que nous votons aujourd'hui ne va, de ce point de vue, pas assez loin dans la transparence.
Estelle Grelier (S&D), par écrit. – Suite aux récents évènements qui ont mis en exergue les possibles dérives du lobbyisme, il est apparu d'autant plus nécessaire de renforcer la transparence du travail des groupes d'intérêt auprès des institutions européennes. Fusionner les listes de lobbyistes inscrits auprès du Parlement et de la Commission européenne est un premier pas vers le recensement exhaustif de tous les lobbies agissant à Bruxelles et donc vers un accès accru des citoyens aux contrôles et aux équilibres démocratiques dans le processus décisionnel. Je me suis cependant battue pour que les bureaux de représentation auprès des institutions européennes des autorités locales ne soient pas concernés par cette mesure. En effet, je considère que ces structures sont des émanations directes d'entités élues démocratiquement (Conseils municipaux, généraux, régionaux...). Elles représentent l'intérêt général, et doivent être de ce fait distinguées des lobbyistes qui défendent, eux, des intérêts particuliers. D'autre part, j'espère que ce registre pourra évoluer pour un jour devenir obligatoire et intégrer l'ensemble des lobbyistes agissant auprès des institutions européennes: la transparence est un concept clé de la politique de l'Union Européenne et il est essentiel de l'étendre à l'intégralité des groupes d'intérêt prenant part à son fonctionnement.
Roberto Gualtieri (S&D), per iscritto. − L'approvazione del registro comune sulla trasparenza - che fa seguito al voto largamente maggioritario in commissione affari costituzionali - rappresenta un ulteriore passo in avanti verso una maggiore chiarezza nell'attività parlamentare. Attraverso un registro comune tra Parlamento europeo e Commissione, pubblico e reperibile online, sarà più semplice verificare per i cittadini i diversi portatori di interesse con cui i parlamentari interagiscono.
Questo accordo è tuttavia ancora da migliorare, dal momento che l'iscrizione al registro per i portatori di interesse è ancora su base volontaria, anche se necessaria per ottenere accesso alle Istituzioni. Il prossimo obiettivo sarà quindi quello di ottenere un'iscrizione obbligatoria per tutti i rappresentanti di interessi. Ci aspettiamo inoltre che anche il Consiglio, così come le altre Istituzioni europee, segua le indicazioni tracciate da Parlamento e Commissione e aderisca a questo registro.
Juozas Imbrasas (EFD), raštu. − Pritariau šiam dokumentui, nes politinių institucijų skaidrumas – būtina sąlyga jų teisėtumui užtikrinti. Turi būti paprasta kruopščiai tikrinti, kaip priimami sprendimai, kokios jėgos daro jiems įtaką ir pagaliau kaip skirstomi ištekliai, t. y. mokesčių mokėtojų pinigai. Taigi lobistų veiklą reglamentuojančios taisyklės yra teisėtumo klausimas. Pasiekti rezultatai atitinka Parlamento tikslus, numatytus pagrindiniuose punktuose: pirma, nors registras ir neprivalomas (Parlamentas siekė, kad jis būtų privalomas), jį galima laikyti privalomu de facto, kadangi patekti į Parlamento patalpas nuolat leidžiama tik registruotiems interesų grupių atstovams; antra, bendru registru užtikrinamas įvairiausių kategorijų subjektų dalyvavimas ir gerbiama jų skirtinga ir konkreti tapatybė. Naujasis skaidrumo registras sudaro daugiau galimybių nekomercinėms organizacijoms būti į jį įtrauktoms; trečia, naujoje sistemoje yra papildomos informacijos, pavyzdžiui, asmenų, dalyvaujančių visoje veiklose, susijusiose su registru, skaičius ir registruojant gautos ES lėšos. Taip pat bus aiškiau informuojama apie veiklą, kurią gali apimti registras, ir skundų nagrinėjimo procedūrą. Manau, kad buvo būtina pritarti susitarimo dėl skaidrumo registro sukūrimo projektui. Bendras registras bus dar viena pastanga siekiant didesnio Europos institucijų skaidrumo, ir tikėtina, kad tai prisidės prie didesnio Europos piliečių pasitikėjimo Europos projektu.
Agnès Le Brun (PPE), par écrit. – Plus de 1700 organisations sont accréditées en tant que groupes d'intérêts au Parlement européen, et 3900 à la Commission. Ces organisations sont répertoriées jusqu'à maintenant dans deux registres distincts pour chaque institution. En 2008, le Parlement avait appelé de ses vœux une mutualisation de ces recueils afin de rendre le recensement plus aisé. Un accord institutionnel a été trouvé entre le Parlement et la Commission européenne dans le but de l'établissement d'un registre commun. Cet accord était en attente de validation et a été soumis au vote de l'assemblée législative européenne. J'ai voté en faveur de ce texte, car il permettra de rendre plus transparente l'action des groupes d'intérêts. L'inscription sur le registre n'est certes pas encore obligatoire en vertu de ce texte, mais le Parlement la rendra nécessaire en ce qui concerne les organisations qui souhaitent avoir accès à ses locaux. Le texte propose également la mise en place d'une "empreinte législative" du lobbying, signalant en annexe des actes législatifs les groupes d'intérêt qui ont participé à son élaboration. Le registre commun devrait être disponible en ligne en juin.
David Martin (S&D), in writing. − Transparency of political institutions is a prerequisite for legitimacy. It should be easy to scrutinize how decisions are made, what are the influences behind them and finally how resources, i.e. taxpayer’s money, are allocated. Therefore rules for lobbying are ultimately a question of legitimacy. The Parliament was the first European institution to address the phenomenon of an increasing number of interest groups at European level and, especially, the consequences of this evolution for the legislative process. After several reports and thorough discussions the Parliament launched its register of interest representatives in 1996. The joint register will be a step forward towards greater transparency in the European institutions, which hopefully will contribute to greater legitimacy of the European project among its citizens.
Jean-Luc Mélenchon (GUE/NGL), par écrit. – Aucun groupe de pression pour des intérêts mercantiles ne doit obtenir un laisser-passer permanent dans les institutions européennes. Leur accès au Parlement européen doit être strictement limité aux rendez-vous qui leur sont donnés par les parlementaires et les groupes politiques.
Le "registre de transparence" proposé n'est rien d'autre qu'une légitimation administrative. Il sert à maintenir la situation actuelle. Les lobbyistes ont de beaux jours devant eux. Je vote contre et dénonce ce rapport hypocrite. Mieux vaudrait obliger les susdits à déclarer leurs liens personnels avec les gens de média, et leurs liens parlementaires et administratifs au Parlement européen.
Nuno Melo (PPE), por escrito. − O Parlamento Europeu e a Comissão dão um bom exemplo com a criação de um registo de transparência comum para a acreditação de lobistas e de outros grupos de interesses. Por outro lado, a obrigatoriedade do registo de todos os lobistas que queiram ter acesso permanente ao PE e à Comissão é mais um passo importante no aumento da transparência das relações entre essas organizações e as Instituições europeias. Mais uma vez, aqui, lamentamos a não adesão do Conselho a estas disposições.
Andreas Mölzer (NI), schriftlich. − Ein freiwilliges Register ist reine Augenauswischerei und wird nicht zu mehr Transparenz führen. Noch dazu, wo der Ministerrat nicht mitmacht, also nicht einmal alle für die Gesetzgebung wichtigen Institutionen dabei sind. Und selbst wenn dieser mitmacht, bleiben noch genügend Schlupflöcher übrig. Angeblich gibt es 1350 Expertenzirkel, die an offiziellen Papieren der Kommission mitarbeiten. Wer in den diesbezüglichen Beiräten, die hinter verschlossenen Türen tagen, sitzt, scheint ein gut gehütetes Geheimnis zu sein.
Die Kommission achtet zwar mittlerweile mehr auf die Tätigkeiten ehemaliger Kommissare knapp nach ihrem Ausscheiden aus Brüssel, aber gibt es umgekehrt auch eine Kontrolle? Man denke nur an den jüngsten Wechsel vom Musikindustrieverband ins Urheberrechtsreferat. Da es sich bei den Maßnahmen um einen ersten Schritt in die richtige Richtung handelt, habe ich zugestimmt.
Wojciech Michał Olejniczak (S&D), na piśmie. − Szanowni Państwo! W pełni popieram podjętą dzisiaj decyzję w sprawie zawarcia międzyinstytucjonalnej umowy pomiędzy Parlamentem Europejskim a Komisją w sprawie „Rejestru służącego przejrzystości”.
Już od 1996 roku Parlament prowadzi system rejestracji dla grup interesu i w tym zakresie może być wzorem dla innych instytucji. Komisja Europejska utworzyła swój rejestr lobbystów dopiero w 2008 roku, natomiast Rada Unii Europejskiej nie ma go do tej pory. Podjęta w Parlamencie Europejskim decyzja prowadzi do połączenia rejestru lobbystów i grup interesu prowadzonych odrębnie przez dwie wspomniane wyżej instytucje. Zabieg ten przyczyni się do zwiększenia przejrzystości i przede wszystkim ułatwi obywatelom dostęp do informacji, które będą znajdować się w jednym miejscu. Stworzenie wspólnego rejestru jest również korzystne dla lobbystów, którzy muszą rejestrować się tylko raz. Decyzja wprowadza również wyłączenie z „Rejestru służącego przejrzystości” wobec partnerów społecznych, kościołów, partii politycznych oraz władz lokalnych i regionalnych. Dodatkowo grupy interesu będą rejestrowane w uzasadnieniu sprawozdania lub zalecenia, jeśli uzyskały zgodę na spotkanie z posłem właśnie w sprawie ustawodawczej. W moim mniemaniu decyzja ta jest ważnym krokiem w kierunku zwiększania przejrzystości i z niecierpliwością czekam na przyłączenie się Rady UE do wspólnego rejestru.
Γεώργιος Παπανικολάου (PPE), γραπτώς. – Η νομιμοποίηση των πολιτικών θεσμικών οργάνων περνάει μέσα και από τη διαφανή λειτουργία τους. Η συγκεκριμένη έκθεση, την οποία και υπερψήφισα, θέτει το ζήτημα της λογοδοσίας στην ορθή του βάση. Οι πολίτες πρέπει να έχουν εύκολη και ανεμπόδιστη πρόσβαση στη διαδικασία λήψης αποφάσεων στις επιρροές και τη δραστηριότητα των αντιπροσώπων των ομάδων συμφερόντων. Είναι γεγονός, ότι σε ευρωπαϊκό επίπεδο, το Ευρωπαϊκό Κοινοβούλιο ήταν το πρώτο θεσμικό όργανο που αντιμετώπισε το φαινόμενο της δραστηριοποίησης μεγάλου αριθμού ομάδων συμφερόντων. Και είναι επίσης γεγονός ότι η τάση παραμένει έντονα αυξητική, απόρροια των διαρκώς διευρυνόμενων νομοθετικών του αρμοδιοτήτων. Επομένως, το κοινό μητρώο αποτελεί ένα πρώτο και σημαντικό βήμα στον έλεγχο και τη διαφάνεια δράσης των ομάδων συμφερόντων.
Maria do Céu Patrão Neves (PPE), por escrito. − A transparência das instituições políticas é um pré-requisito da sua legitimidade e um imperativo ético. O Parlamento foi a primeira instituição europeia a tratar do fenómeno do número crescente de grupos de interesses a nível europeu e, especialmente, das consequências desta evolução para o processo legislativo. Após vários relatórios e debates aprofundados, o Parlamento lançou o seu registo para os representantes de interesses em 1996. Em 2006, a Comissão publicou uma Iniciativa Europeia em matéria de Transparência em que propôs a criação de um balcão único de registo comum dos representantes de interesses na Comissão e no Parlamento. A resposta do Parlamento a esta iniciativa da Comissão foi o relatório da Comissão dos Assuntos Constitucionais sobre o desenvolvimento de um quadro para as actividades dos representantes de interesses nas instituições europeias, aprovado pelo plenário em 8 de Maio de 2008. Posteriormente, o grupo de trabalho comum de alto nível constituído para criar um sistema comum aprovou, em Novembro de 2010, um projecto de acordo para o estabelecimento de um Registo da Transparência, tendo o Parlamento atingido os seus objectivos essenciais. Por considerar que o registo comum constituiu um passo em frente para maior transparência nas instituições europeias, votei favoravelmente o presente relatório.
Paulo Rangel (PPE), por escrito. − A actividade de representantes de interesses de diversa ordem junto das instituições comunitárias (aqui, Parlamento Europeu e Comissão) tem inegáveis vantagens, aumentando o leque de informação relevante para o momento decisório e facilitando o conhecimento de interesses legítimos e atendíveis, mas é essencial salvaguardar a transparência da actuação das instituições comunitárias, de modo a garantir, em última instância, a sua própria legitimidade e a cabal prossecução do seu escopo, sem desvio de poder. Congratulo-me, por isso, com a celebração do presente acordo, o qual, ao tornar obrigatório de facto o registo de todos os lobistas que queiram usufruir de um acesso permanente ao PE e à Comissão, dá um passo decisivo no sentido do reforço da transparência no diálogo entre as instituições comunitárias e estes representantes da sociedade civil.
Licia Ronzulli (PPE), per iscritto. − La trasparenza dell'attività delle istituzioni politiche è una condizione preliminare della legittimità. In ogni momento e situazione deve essere possibile verificare agevolmente le modalità con cui è adottata ogni decisioni, quali sono gli elementi che l'hanno influenzata e soprattutto come sono state utilizzate le risorse, ovvero il denaro del contribuente. Il Parlamento è la stata prima istituzione europea a dotarsi di un registro dei rappresentanti d'interessi nel 1996. La risoluzione adottata oggi sottolinea che la creazione di un registro comune garantisce la più ampia partecipazione possibile alle varie categorie di operatori nel rispetto delle relative differenze e specificità. Tale meccanismo fornisce importanti informazioni tra cui il numero di persone fisiche e giuridiche coinvolte nelle varie attività afferenti al registro e l'entità delle risorse dell'UE di cui beneficiano gli iscritti.
Bogusław Sonik (PPE), na piśmie. − Bruksela, zwana przez niektórych drugą po Waszyngtonie mekką dla lobbystów, potrzebuje odpowiednich regulacji i jasno określonych zasad współpracy pomiędzy decydentami, a przedstawicielami różnych grup interesu. Należy przypomnieć, że lobbing – pojmowany jako rzecznictwo interesów różnych grup społecznych – jest nieodłączną częścią współczesnych systemów demokratycznych.
Po raz kolejny deputowani dali wyraz swojego poparcia dla wprowadzenia transparencji. Wspólny rejestr lobbystów zwiększy przejrzystość unijnych instytucji. Będzie też rozróżniał przedstawicieli grup nacisku od przedstawicieli organizacji pozarządowych i rządowych. Nie ulega wątpliwości, iż grupy interesu stanowią niejako platformę wymiany informacji i ważny kanał komunikacyjny pomiędzy obywatelami a Unia Europejską. Aby ta współpraca była jak najbardziej efektywna i przynosiła oczekiwane rezultaty, musi być uregulowana i przejrzysta.
Eva-Britt Svensson (GUE/NGL), skriftlig. − Beslutet om det så kallade öppenhetsregistret är inte tillräckligt ambitiöst. Kommissionens register, som nu läggs samman med parlamentets, är frivilligt och omfattar en mindre del av de uppskattningsvis 15 000 lobbyister som finns i Bryssel. I registret saknas relevant information.
Jag ser betänkandet som ett visst, om än begränsat, framsteg. Det hade varit bättre att invänta vad den grupp som leds av talmannen Jerzy Buzek kommer fram till innan beslutet fattades.
De skandaler som uppdagats de senaste månaderna understryker att även parlamentets regler är otillräckliga. Det krävs en uppförandekod där det blir otillåtet för parlamentariker att ta betalt för att stödja lobbygruppers förslag. Parlamentarikernas enda uppdragsgivare måste vara dess väljare, inte ekonomiska eller religiösa särintressen.
Jag anser att alla lobbyister ska registreras. Att göra undantag för vissa skapar luckor i kontrollen. I valrörelsen krävde mitt parti obligatorisk registrering av lobbyister med ett register som är gemensamt för alla EU-institutioner. Vi krävde också att det ska framgå vilka frågor lobbyisterna arbetar med. Registret ska innehålla finansiell information, inklusive utgifter för lobbyverksamhet och vem som finansierar denna verksamhet. En uppförandekod för lobbyverksamhet är nödvändig. Lobbyister som beter sig oetiskt ska avslöjas offentligt och kunna stängas av. Vi ska ha en dubbel redovisning av gåvor, resor, middagar till tjänstemän och politiker, det vill säga att både givare och mottagare ska redovisa gåvorna. Tjänstemän inom EU ska inte kunna gå direkt till en lobbyistanställning med anknytning till sitt tidigare arbete, förrän efter en period på två år. Dessutom bör all in- och utgående post mellan EU:s institutioner och lobbyister offentliggöras. Lobbyister ska inte kunna begära hemligstämpling.
Casinis betänkande uppfyller inte dessa krav.
Angelika Werthmann (NI), schriftlich. − Transparenz ist ein gewichtiger Bestandteil der Demokratie sowie Voraussetzung für die Partizipation der BürgerInnen und damit essenziell für deren Vertrauen. Zudem ist die aus den Transparenzanforderungen resultierende Rechenschaftspflicht wirksames Präventionsinstrument gegen jede Art des Missbrauchs. Der vorgelegte Entwurf einer Vereinbarung über die Einrichtung eines „Transparenzregisters“ trägt allen wesentlichen Forderungen Rechnung, wodurch der Vereinbarung als Ganzes die Zustimmung erteilt werden konnte. Der nächste Schritt muss sein, die Zielsetzung dieses neuen Registers konsequent zu verfolgen und neu auftretenden Schwierigkeiten in diesem ursprünglichen Sinne unmittelbar und wirkungsvoll entgegenzutreten.
Anna Záborská (PPE), písomne. − Lobovanie je legitímna aktivita. Patrí k základným prejavom demokracie. Pretože zastupiteľská demokracia môže fungovať len vtedy, keď občania komunikujú so svojimi zvolenými zástupcami a žiadajú ich, aby presadzovali ich záujmy. Z tohto hľadiska nie je dôležité, či sa občania na politikov obracajú ako jednotlivci, združenia, alebo obchodné spoločnosti či výrobné podniky. Žiadna regulácia nesmie preto obmedziť jedno zo základných práv občanov. Ale dôvody, na základe ktorých sa volený zástupca rozhodne uprednostniť jeden záujem pred druhým, musia vyplývať z jeho presvedčenia, nie z osobného prospechu. A transparentnosť práce poslanca pri kontakte s ľuďmi, ktorí presadzujú svoje záujmy, je nástrojom, ktorý snáď najlepšie bráni korupcii pri tvorbe zákonov. Preto podporujem navrhovaný spoločný register, ktorý zohľadňuje rôznu povahu záujmových skupín a rozlišuje medzi tými, ktorí lobujú s cieľom zvýšiť svoj zisk, a tými, ktorí oslovujú volených zástupcov s cieľom dosiahnuť viac dobra pre celú spoločnosť.
Luís Paulo Alves (S&D), por escrito. − Após a ratificação do Tratado de Lisboa, os poderes do Parlamento Europeu encontram-se reforçados e este último é, assim, co-legislador em quase todos os domínios ao abrigo do processo legislativo ordinário, o que suscita a atenção de um número ainda maior de representantes de interesses que, de resto, exercem uma função essencial no diálogo aberto e pluralista em que qualquer sistema democrático assenta e constituem, para os deputados do Parlamento, uma fonte de informação importante no quadro do exercício dos seus mandatos. À luz destes desenvolvimentos e deste contexto constitucional, e de acordo com o seu compromisso a favor da transparência, o Parlamento Europeu e a Comissão acordaram em estabelecer um registo comum para a inscrição e o controlo das organizações e das pessoas que participam na elaboração e na implementação das políticas da União Europeia. O estabelecimento e a manutenção de um registo apoiam-se sobre os sistemas existentes, criados e lançados pelo Parlamento Europeu, em 1996, e a Comissão Europeia, em Junho de 2008, completados pelos trabalhos do grupo de trabalho conjunto Parlamento Europeu-Comissão, assim como pelas adaptações que decorrem da experiência adquirida e os contributos dados pelas partes interessadas. O trabalho em prol da transparência tem de continuar.
Maria Da Graça Carvalho (PPE), por escrito. − Só através da transparência das instituições políticas lhes é atribuída a necessária legitimidade para preservar a democracia que as caracteriza. Tendo isto em conta, e considerando ainda a importância desta questão da legitimidade e da informação dos cidadãos para a eficácia e o bom funcionamento das políticas europeias, apoio o projecto de acordo sobre a criação de um Registo Comum de Transparência.
Luís Paulo Alves (S&D), por escrito. − O bom funcionamento do mercado interno depende da estabilidade do sistema financeiro e da confiança depositada pelos cidadãos e consumidores europeus nas instituições e transacções financeiras. Na sequência da crise financeira, tornou-se evidente que a qualidade da protecção dos consumidores e das garantias no sector dos serviços financeiros exige uma melhoria tangível e acentuada, principalmente no que se refere aos aspectos do controlo e da supervisão. É necessário um sistema de governo eficaz e adequado em termos de gestão de riscos, cumprimento das normas, funções de auditoria interna, estratégias e políticas, bem como processos e procedimentos. Para vencer este desafio, tão importante como complexo, é necessário um conjunto de medidas com efeitos imediatos ou a médio prazo. A organização da responsabilidade dos membros dos conselhos de administração deve ser definida de forma clara e ser levada a cabo de forma razoável, a fim de não comprometer o aproveitamento desejável das oportunidades empresariais por parte das instituições financeiras nem a qualidade dos recursos humanos à sua disposição. Este relatório indica soluções nesse sentido e, por isso, aprovo-o.
Zigmantas Balčytis (S&D), raštu. − Balsavau už šį pranešimą. Tinkamas vidaus rinkos veikimas priklauso nuo finansų sistemos stabilumo bei Europos piliečių ir vartotojų pasitikėjimo finansų įstaigomis ir sandoriais. Per pastarojo meto finansų krizę visame pasaulyje žlugo daug finansų įstaigų, o tai brangiai kainavo mokesčių mokėtojams. Palaikau Komisijos iniciatyvą kritiškai išnagrinėti finansų įstaigų ir visos finansų sistemos stabilumą ir jų reguliavimo ir priežiūros sistemą, kad ateityje nepasikartotų panaši situacija, o finansų sektorius tenkintų realiosios ekonomikos poreikius bei demonstruotų kuo didesnę socialinę atsakomybę.
Elena Băsescu (PPE), în scris. − Am votat în favoarea raportului domnului Fox. În calitate de raportor din umbră al grupului EPP, precizez faptul că rezultatul foarte bun obţinut la votul final demonstrează încă o dată strânsa colaborare dintre grupurile politice. Astfel, am reuşit să împiedicăm o poziţionare a Parlamentului European îndreptată excesiv spre norme obligatorii în domeniul guvernanţei corporative. Este foarte important ca grupul nostru să promoveze o abordare echilibrată în soluţionarea crizei financiare globale. De aceea, trebuie să evităm introducerea unor bariere în instituţiile financiare. Raportul final acordă o mai mare importanţă şi împuternicire rolului Autorităţilor Europene de Supraveghere. Compromisul cel mai important se referă la egalitatea între principiul „conformare sau, în caz contrar, justificare” şi regulile obligatorii. Consider că introducerea de norme trebuie făcută numai atunci când codurile de bune practici eşuează. Abordarea principiului „conformare sau, în caz contrar, justificare” este proporţională şi poate fi aplicată unui număr mare de instituţii financiare. În acelaşi timp însă, aceasta trebuie completată de evaluări externe periodice şi de o supraveghere reglementară adecvată.
Vilija Blinkevičiūtė (S&D), raštu. − Balsavau dėl šio pranešimo, nes tai yra Europos Parlamento indėlis į diskusijas dėl būdų užtikrinti efektyvesnį finansinių įstaigų valdymą Europoje. Ši diskusija yra itin svarbi ieškant būdų išvengti 2008 m. visą pasaulį ištikusios finansų, o vėliau ir ekonominės krizės pasikartojimo. Eilės finansinių įstaigų žlugimas brangiai kainavo ir vis dar kainuoja mokesčių mokėtojams, todėl yra būtina išnagrinėti kilusių problemų priežastis. Europos Parlamentas, atsakydamas į Komisijos išleistą Žaliąją knygą dėl finansinių įstaigų valdymo tobulinimo, savo pranešime nemažai dėmesio skiria poreikiui griežčiau reglamentuoti atsakingų asmenų skyrimo tvarką, valdybos narių kompetencijos ir tinkamumo testo kriterijų nustatymą, bei būdus užtikrinti jų nepriklausomumą. Pranešime taip pat siūloma steigti privalomus rizikos priežiūros komitetus įmonių valdybos lygyje bei raginama nustatyti reikalavimą finansų įstaigoms atskleisti įstaigos atgaivinimo planus ir priežiūros ataskaitas, taip pat rengti vidaus kontrolės sistemų adekvatumo ir efektyvumo ataskaitas, bei įtraukti panašias ataskaitas į išorės auditoriaus rengiamą metinę ataskaitą.
Maria Da Graça Carvalho (PPE), por escrito. − Tendo em conta a importância da confiança depositada pelos cidadãos e consumidores europeus nas instituições e transacções financeiras para a estabilidade do nosso sistema financeiro e, consequentemente, para o bom funcionamento do mercado interno, saúdo o Livro Verde da Comissão e a oportunidade de melhorar as estruturas de governo das sociedades em toda a UE. Várias acções serão necessárias de forma a garantir o bom e sustentável funcionamento do mercado financeiro europeu, das quais considero importante salientar uma abordagem direccionada para responder às necessidades da economia real, bem como a implementação de uma política acrescida de responsabilidade social e de apreciação do risco por parte dos conselhos de administração, a fim de evitar uma futura crise financeira.
Edite Estrela (S&D), por escrito. − Votei favoravelmente a proposta de resolução alternativa sobre o governo das sociedades nas instituições financeiras, por apresentar propostas que deverão permitir melhorar as estruturas de governo das sociedades em toda a UE, tendo em conta a necessidade de o sector financeiro responder às necessidades da economia real, contribuir para um crescimento sustentável e dar provas de uma maior responsabilidade social.
Diogo Feio (PPE), por escrito. − O bom funcionamento do mercado interno depende da estabilidade do sistema financeiro e, consequentemente, da confiança depositada pelos cidadãos e consumidores europeus nas instituições e transacções financeiras. Daí decorre a necessidade de reforçar e rever os actuais regimes que se revelaram inadequados, com especial ênfase nos mecanismos de controlo e supervisão.
Deste modo, felicito as conclusões e observações elencadas no Livro Verde e a oportunidade de melhorar o governo das instituições financeiras através da União, e acompanho o relator na sua solicitação de uma avaliação do impacto das propostas da Comissão, em termos de custos/benefícios, centrada na necessidade de preservar a competitividade e de contribuir para o crescimento económico. Assim, urge encontrar mecanismos e soluções que permitam a redução do risco e criar um diálogo permanente entre as autoridades de supervisão, os auditores e as instituições.
José Manuel Fernandes (PPE), por escrito. − A crise financeira iniciada com a falência do banco Lehmann Brothers em 2008 e o crédito subprime (titularização abusiva da dívida hipotecária) veio lançar dúvidas muito sérias quanto à solidez das instituições financeiras, obrigando os governos, quer europeus quer dos Estados Unidos, a injectar fundos públicos (cerca de 25 % do PIB) no sector financeiro. Esta situação levou a Comissão Europeia, através da sua Comunicação de 4 de Março de 2009, a apresentar um verdadeiro programa de reformas do quadro regulamentar e do regime de supervisão dos mercados financeiros. Tendo em conta a crise económica e financeira que vivemos, nunca é demais redobrar as atenções em relação ao sector financeiro, a começar pelo governo das sociedades financeiras que, a maior parte das vezes, não tem em conta os seus clientes (aforadores, depositantes, etc.). Saúdo, por isso, o Livro Verde da Comissão, congratulando-me com as suas propostas, que podem e devem acompanhar e complementar os normativos adoptados em ordem ao reforço do sistema financeiro e no contexto da nova supervisão europeia. Voto, pois, favoravelmente este relatório sobre o governo das sociedades nas instituições financeiras, esperando que contribua de uma forma decisiva para a solidez das mesmas.
João Ferreira (GUE/NGL), por escrito. − O relatório reconhece alguns aspectos importantes e algumas evidências, como sejam o facto de o sector financeiro dever responder às necessidades da economia, contribuir para um crescimento sustentável e dar provas de responsabilidade social, e bem assim que durante a recente crise financeira, muitas instituições em todo o mundo soçobraram com um pesado ónus para o contribuinte.
Todavia, feitas estas afirmações, é incapaz de retirar todas as consequências dos factos que enuncia, ficando-se por algumas considerações inconsequentes. Tudo ou quase tudo se resume, segundo o relator, aos estafados argumentos da criação de um sistema de governação eficaz e adequada em termos de gestão de riscos, ao cumprimento de normas, à ética no comportamento de alguns intervenientes nas instituições e mercados financeiros e por aí adiante...
Não ignoramos o contributo que algumas destas orientações podem dar para melhorar sensivelmente (e temporariamente) o funcionamento do sistema financeiro. Todavia, é claro que elas não alteram o essencial, a insustentabilidade do sistema e a sua natureza predatória, a pulsão especulativa, visando o objectivo central da multiplicação de lucros.
O relatório falha completamente na abordagem da questão central: a recuperação pelo Estado do seu papel nesta área e o resgate do sector financeiro de volta à sua função social, com o seu controlo público e democrático.
Ilda Figueiredo (GUE/NGL), por escrito. − O único aspecto importante que o relatório apresenta é o reconhecimento de que o sector financeiro deve responder às necessidades da economia real, contribuir para um crescimento sustentável e dar provas de uma maior responsabilidade social, acrescentando a seguir que durante a recente crise financeira, muitas instituições em todo o mundo soçobraram com um pesado ónus para o contribuinte. Chega mesmo a afirmar que algumas instituições financeiras e autoridades de supervisão não compreenderam bem a natureza, a amplitude e a complexidade dos riscos em que incorreram.
Mas, depois, o relatório não retira as devidas ilações, limitando-se às questões da ética no comportamento de alguns intervenientes nas instituições e mercados financeiros e à criação de um sistema de governação eficaz e adequada em termos de gestão de riscos, cumprimento de normas, etc.
Claro que estas propostas podem melhorar ligeiramente, e durante algum tempo, o funcionamento dos bancos, mas não alteram o carácter explorador do sistema, o seu objectivo central de multiplicação de lucros e de tentativas de especulação. Por isso, no relatório falta a questão central: o controlo público e democrático de todo o sector financeiro.
Daí o nosso voto contra.
Monika Flašíková Beňová (S&D), in writing. − Financial risk is essential to the existence of the financial sector, and is equally essential in terms of both the business success of that sector and security functions for the economy in general. However, it is in the public interest that risks should be restricted to prevent systemic crisis. This challenge, as important as it is complex, can be met by means of a package of measures which will have either direct or indirect impact.
Financial institutions should be obliged to prepare annual reports on the adequacy and effectiveness of their internal control systems, and boards should have these reports adopted. Financial institutions should give greater attention to the implementation of measures to raise awareness about the risks, as better information about risk at all levels of society – and among employees – is often crucial in improving risk management.
Bruno Gollnisch (NI), par écrit. – Ayant remarqué, je cite et pratique l'euphémisme, un "manque de valeurs et d'éthique dans le comportement de certains acteurs des marchés et établissements financiers", ce Parlement part dans une pathétique croisade pour moraliser le secteur. Croisade est d'ailleurs un bien grand mot: des vœux pieux pour qu'enfin soit pris en compte aussi les intérêts des clients et salariés; un blabla pitoyable sur la diversité sociale, culturelle et "de genre" dans les conseils d'administrations (des quotas de Roms sans doute?); des propositions, déjà largement adoptées au niveau européen, sur les rémunérations indécentes du secteur, où l'on peut largement mieux faire; quelques contrôles du risque par-ci par-là... Bref, vous oubliez que les entreprises ne font que jouer selon les règles du jeu que vous fixez.
Or, ces règles, que vous refusez fondamentalement de remettre en cause, ce sont la libre circulation mondiale des capitaux, la financiarisation de l'économie, la focalisation sur le court terme, la titrisation, les produits financiers complexes ne reposant sur aucune création concrète de richesse, la constitution de grands groupes multinationaux plus puissants que des États et incontrôlables. Tant que vous ne toucherez pas aux fondements de ce système, vous ne changerez rien.
Louis Grech (S&D), in writing. − The worst impact of the recent financial crisis has been on ordinary consumers. Various EU governments have used taxpayers’ money to bail out some banks that had managed their affairs in an irresponsible way. Were it not for the support of taxpayers, such banks would have collapsed with disastrous effect on different sectors of the economy in various Member States. Now that the worst phase of this financial crisis is over, banks are still not acting, or conducting their business, in the best interest of consumers. Instances of mis-selling of financial services products, and lack of sufficient support by banks for personal customers and small businesses that find themselves facing temporary liquidity problems, show that more tangible action should be taken by regulators to ensure that operators in the financial services industry support their clients and generally offer better protection to consumers. Therefore I voted in favour of this report.
Juozas Imbrasas (EFD), raštu. − Pritariau šiam dokumentui, nes finansų sektorius turėtų tenkinti realiosios ekonomikos poreikius, padėti skatinti tvarų augimą ir pademonstruoti kuo didesnę socialinę atsakomybę. Pažymėtina tai, kad tam tikrų finansų rinkų ir įstaigų subjektų elgsena pasižymi vertybių ir etikos trūkumu. Finansų rinkos ir įstaigos, vykdydamos savo įmonės socialinės atsakomybės politiką, turi atsižvelgti į visų suinteresuotųjų subjektų, pvz., savo klientų, akcininkų ir darbuotojų, interesus. Veiksmingas rizikos valdymas yra vienas iš pagrindinių svarbių veiksnių siekiant užkirsti kelią būsimoms krizėms. Todėl visose finansų įstaigose reikia nustatyti veiksmingą valdymo sistemą, numatant tinkamą rizikos valdymą, nuostatų laikymąsi, vidinio audito funkcijas (ir draudiko aktuarinėms funkcijoms), strategijas, politiką, procesus ir procedūras. Manau, kad yra būtina įsteigti privalomus rizikos priežiūros komitetus ar numatyti atitinkamą struktūrą. Neturėtų būti neproporcingai rizikuojama.
Petru Constantin Luhan (PPE), în scris. − Criza financiară a evidențiat lipsa de eficiență a principiilor actuale ale guvernanței corporative și acum este esențial să se tragă învățăminte din cele întâmplate, pentru a evita repetarea unei situații similare în viitor. Zona guvernanței corporative este în continuă evoluție și sectorului financiar îi revine o responsabilitate deosebită privind strategiile durabile și serioase din mediul economic. Este necesar să menținem caracterul solid, stabil și competitiv al instituțiilor financiare, astfel încât acestea să poată contribui la creșterea economică. În acest sens, consider că o guvernanță corporativă eficientă trebuie să țină seama în mod echitabil de interesele tuturor părților implicate și, in același timp, de stabilitatea sistemului financiar. Astfel, piața internă va funcționa optim, iar consumatorii vor manifesta o încredere sporită față de instituțiile și tranzacțiile financiare.
David Martin (S&D), in writing. − I welcome this report. The aim of the Green Paper under consideration here is to draw conclusions from the global financial crisis triggered by the bankruptcy of the Lehman Brothers bank in autumn 2008 following the inappropriate securitisation of US subprime mortgages. In the light of the development of new financial instruments in a globalised world, the Green Paper takes a critical look at the soundness of financial institutions and of the financial system as a whole, and at the regulation and supervision of the system, with a view to preventing any repeat of the crisis in the future. The Commission regards the strengthening of corporate governance as central to its financial market reform and crisis prevention programme. In that connection, the Commission notes in particular that in the financial services sector corporate governance must take account of the interests of other stakeholders (depositors, savers, life insurance policy holders, etc.) and of the stability of the financial system, owing to the systemic nature of many of the players involved
Arlene McCarthy (S&D), in writing. − Poor corporate governance in financial institutions - and particularly banks' murky pay culture - was a key factor in creating the conditions for the financial crisis. Labour Euro MPs backed this report which, thanks to amendments adopted at the committee stage, calls for Commission action to raise financial firms' corporate governance standards. These demands include stronger oversight of risks that a firm takes on, high standards of independence and diversity for members of firms' boards, including better gender balance, and, crucially, transparency around pay so shareholders and the public can hold banks to account. As the Conservative-led government in the United Kingdom has shelved legislation on transparency introduced by the previous Labour Government, I welcome the inclusion of my proposal to introduce such a requirement at the EU level.
Labour Euro MPs opposed the rapporteur's amendments to weaken the committee report, including a lower requirement for representation of women, a slower timetable for action on pay reform and less information on staff pay. The Commission must now complete its consultation and swiftly bring forward ambitious proposals to ensure that governance of financial firms will help prevent, not facilitate, future crises.
Nuno Melo (PPE), por escrito. − A recente crise financeira veio reforçar a necessidade de olharmos para as questões deontológicas relacionadas com a gestão nas instituições financeiras de uma forma mais responsável. Os aspectos ligados com a estrutura de remunerações e a governação em matéria de remunerações de administradores e dirigentes das instituições financeiras têm que se reger por princípios éticos e deontológicos, que não permitam situações como as vividas no passado recente, com a distribuição de prémios de gestão em empresas que logo a seguir abriram falência, ou revelaram tremendas dificuldades. A UE deve ter um modelo produtivo, social e ambiental perspectivado para o longo prazo e respeitador dos interesses de todos, empresas, accionistas e trabalhadores.
Alexander Mirsky (S&D), in writing. − The aim of the resolution is to strengthen corporate governance, which is considered by the Commission to be the major element of the programme of financial market reform and crisis prevention. I disagree with that because it may lead to an increase in corruption and violations. I voted ‘against’.
Andreas Mölzer (NI), schriftlich. − Das Vertrauen der Bürger in die Stabilität des Finanzsystems mag sich vielleicht mit einer Corporate Governance stärken lassen, die Märkte selbst reagieren zum Teil mit eigenen Mechanismen, wobei die Rating-Agenturen eine nicht zu unterschätzende Rolle spielen. Es ist absolut unverständlich, dass der Bürger den Gürtel enger schnallen soll, um etwa das Bankenrettungspaket zu berappen, und dann die Bankenmanager, die händeringend nach Hilfe gerufen haben, sich selbst Millionenboni auszahlen. Auf diese absehbare Entwicklung wurde im Zuge der Bankenrettung viel zu wenig reagiert. Gleichzeitig wurde jedoch vielen Klein- und Mittelbetrieben, welche die EU auf dem Papier stets als Motor der Wirtschaft hochlobt, der Todesstoß versetzt, da die Banken etwa auf Basis der Basel-Vereinbarungen ihr Geld lieber horteten, als Kredite auszuzahlen. Die Bankenkrise hat zudem deutlich das Scheitern der Mär vom selbstregulierenden Markt vor Augen geführt.
Bereits in der Asia-Krise zeichnete sich ab, dass Regulierungen sinnvoll sind. Inwieweit die mittlerweile eingeleiteten neuen Möglichkeiten der Überwachung und Aufsicht greifen werden, muss sich erst zeigen. Es gibt eine Reihe von Fehlentwicklungen, einen eklatanten Mangel an Ethik, Moral und Anstand und Interessenskonflikte. Der Bericht geht zwar in die richtige Richtung, wird in Teilen jedoch zu unspezifisch, weshalb ich mich der Stimme enthalten habe.
Maria do Céu Patrão Neves (PPE), por escrito. − O presente relatório sobre o governo das sociedades nas instituições financeiras indica um conjunto de medidas a serem implementadas nas sociedades que governam as instituições financeiras. Em suma, pretende-se retirar ensinamentos da crise financeira mundial desencadeada pela falência do banco Lehman Brothers no Outono de 2008, associada à titularização abusiva da dívida hipotecária americana. Para obstar a situações idênticas, o PE propõe que, em particular no sector dos serviços financeiros, o governo das sociedades tenha em conta os interesses das outras partes implicadas (depositantes, aforradores, titulares de apólices de seguro de vida, etc.), bem como a estabilidade do sistema financeiro, dado o carácter sistémico de numerosos agentes. Destaco das medidas propostas a criação de critérios objectivos de admissibilidade que permitam avaliar a idoneidade dos candidatos para funções de controlo, tendo em conta a natureza, complexidade e dimensão da instituição financeira. Trata-se de um pacote de medidas ao qual me associo com o meu voto, na esperança de que as medidas apresentadas pela Comissão, e agora pelo Parlamento Europeu, sejam as suficientes para obstar a situações como as que vivemos no Outono de 2008, e que ainda hoje se reflectem no dia-a-dia dos Portugueses.
Miguel Portas (GUE/NGL), por escrito. − O meu voto é contra pelas seguintes razões. O relatório não assume que a crise financeira de 2007-2008 teve uma natureza sistémica. Ou seja, uma natureza que decorre da forma como o sistema financeiro está organizado, o que implica reconhecer que a organização do sistema condiciona fortemente as decisões dos administradores das sociedades financeiras, quaisquer que sejam os níveis de transparência exigidos aos administradores. Por exemplo, o relatório não reconhece que um factor muito importante da crise foi a possibilidade de os bancos comerciais poderem explorar os investimentos financeiros de natureza especulativa. Esta é uma causa de natureza organizacional que permanece intocada neste relatório, e não há comités de avaliação de risco nem exigências de competências profissionais dos administradores que evitem as consequências danosas do uso das poupanças das famílias para obter lucros por via especulativa. O comportamento de manada nos mercados financeiros é um fenómeno incontornável que leva fatalmente à constituição de bolhas especulativas e ao seu rebentamento.
Paulo Rangel (PPE), por escrito. − Nenhum mercado em que as instituições financeiras assumem uma dimensão fulcral consegue operar sem a confiança dos diversos operadores económicos no seu bom funcionamento. Para o efeito, é preciso encontrar um equilíbrio entre a liberdade de actuação empresarial das instituições, naquilo que é um problema essencialmente privado, e o impacto económico que uma (nova) crise do sistema financeiro poderia ter para a economia real, para a vida de todos enquanto membros de uma comunidade. Analisadas as causas da recente crise financeira, revela-se necessário encontrar mecanismos de controlo do risco de investimento, da composição dos Conselhos de Administração e da remuneração dos administradores e, bem assim, promover o reforço da cooperação entre entidades de supervisão, públicas e privadas, garantindo a sua independência. Porque a presente resolução avança com propostas nos domínios enunciados, votei favoravelmente.
Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), in writing. − We had to abstain at the end. Our AMR, co-signed by S&D and aimed at giving the resolution a stronger regulatory flavour, was rejected. Amendments by the rapporteur to weaken the resolution were however adopted, as was the report containing very mixed messages. The key player on this in the EPP (Karas) was on our line, and as rapporteur for CRD IV (the capital requirements directive) he will be given the task of dealing with corporate governance rules for financial institutions (the follow-up to this INI). His Group, in particular Vice-President Wortman-Kool, let him down (again). Let us hope the actual legislation (proposal expected in July) will be treated with more care and determination.
Angelika Werthmann (NI), schriftlich. − Die Finanz- und Wirtschaftskrise enthüllte vor allem ein zutiefst habgieriges System. Der Finanzsektor war nicht nur auf kurzfristige Gewinne ausgerichtet, sondern hat Bemühungen um ein nachhaltiges Wachstum untergraben. Der Bericht behandelt wichtige Lehren, die aus der Finanzkrise zu ziehen sind – bezüglich Risiko, Vorstand, Aufsichtsbehörden, Anteilseigner und der Vergütung. Ich habe dem Bericht daher zugestimmt.
Luís Paulo Alves (S&D), por escrito. − Aprovo a presente proposta de resolução, considerando que o sistema multilateral de comércio continua a constituir, de longe, o quadro mais eficaz para a consecução de um comércio justo e equitativo a nível mundial. Por essa razão, a consecução de um resultado equilibrado nas negociações da Agenda de Doha da OMC deve ser uma prioridade dos negociadores da União. A importância deste acordo deve-se ao facto de a Índia ser a sétima maior economia mundial, mas há que chamar a atenção para o facto de, apesar do crescimento económico sustentado, persistirem enormes desigualdades. Sublinho a necessidade de assegurar que o ACL não limite os poderes de que o Governo indiano necessita para resolver os problemas da pobreza e da desigualdade. O ACL final deve incluir um mecanismo vinculativo de resolução de litígios entre Estados, disposições sobre mediação relativa a barreiras não pautais, medidas anti-dumping e direitos compensatórios, bem como uma cláusula geral de excepção baseada nos artigos XX e XXI do Acordo Geral sobre Pautas Aduaneiras e Comércio (GATT). Contudo, chamo a atenção para a necessidade de a Comissão incluir no ACL cláusulas de salvaguarda sólidas e eficazes e insistir, durante as negociações, em que a Índia ratifique o TNP.
Laima Liucija Andrikienė (PPE), raštu. − Balsavau už šią svarbią rezoliuciją dėl derybų dėl ES ir Indijos laisvos prekybos susitarimo padėties. Indija yra svarbi ES prekybos partnerė: 2000 m. Indija buvo 17-oji pagal svarbą Europos Sąjungos prekybos partnerė, o 2010 m. – 8-oji. Be to, Indija yra didžiausia naudos gavėja pagal bendrųjų lengvatų sistemą (BLS), o Europos Sąjungos importas iš Indijos taikant lengvatinius tarifus ar nulinius muitus 2009 m. buvo vertas 19,9 milijardo eurų ir sudarė 83 proc. viso ES importo iš Indijos. Abi šalys tikisi turėti didelės naudos iš tarifų panaikinimo, prekybos paslaugomis ir įmonių steigimo liberalizavimo, tačiau turiu pritarti rezoliucijoje išreikštam nusivylimui lėta derybų dėl laisvos prekybos susitarimo (LPS) eiga. Abi šalys turi dėti visas pastangas, kad iki 2011 metų būtų sudarytas išsamus, plataus užmojo ir suderintas LPS, kadangi šio susitarimo pagrindu būtų nustatytos galimybės didinti ES ir Indijos prekybą ir investicijas, vystyti verslą, laikantis LPS padidėtų bendras ES ir Indijos eksportas ir importas. Pritariu rezoliucijoje išdėstytai pozicijai, jog jei ES ir Indijos ekonominis bendradarbiavimas bus grindžiamas bendromis visuotinėmis vertybėmis, jis gali tapti pavyzdžiu bendradarbiavimui su kitomis šalimis.
Antonello Antinoro (PPE), per iscritto. − Abbiamo appoggiato questa risoluzione, oltre che presentato un'interrogazione alla Commissione, perché crediamo che sia fondamentale in questo momento, dove il prezzo del petrolio ha raggiunto il suo apice già da qualche mese. È diventato insostenibile per molti pescherecci, soprattutto per le flotte artigianali, aumentare i propri capitoli di spesa costantemente a causa dell'aumento del greggio, non arrivando spesso a trarre beneficio dalle varie campagne di Pesca. Richiedendo l'aumento del de minimis da 30 a 60 mila Euro per i prossimi 3 anni, vogliamo dare un segnale forte al settore che negli ultimi anni, soprattutto a causa dell'entrata in vigore della PCP e delle nuove misure restrittive, visto la riduzione se non l'annullamento di alcuni modelli di pesca di media e piccola scala. Va anche ricordato che in altri settori, come quello dell'agricoltura sono già state prese misure per aiutarlo a fronteggiare questo aumento. Cosicché questo aiuto, che ricordiamo essere a livello nazionale e non europeo, pertanto legato alle singole disponibilità economiche degli Stai Membri, per molti potrebbe rappresentare uno squilibrio a livello di concorrenza, ma in realtà porterebbe un poco di respiro ad un settore sempre più in ginocchio.
Kader Arif (S&D), par écrit. – J'ai voté contre la résolution proposée par la droite européenne, car elle défend une vision ultralibérale des relations commerciales de l'UE avec l'Inde. La droite s'est systématiquement opposée aux amendements que j'avais déposés au nom du groupe S&D afin d'exclure toute libéralisation des services publics, de condamner fermement le travail des enfants, de demander des clauses juridiquement contraignantes sur la responsabilité sociale de entreprises, ou encore d'exiger le respect du principe de salaire égal pour travail égal à l'égard des Indiens qui, demain, viendront travailler en Europe. Le compromis était impossible, les divergences de vues évidentes et inconciliables. Seule la résolution déposée par mon groupe, conjointement avec ceux des Verts et de la GUE/NGL, proposait une vision progressiste des relations commerciales UE-Inde. C'est malheureusement sans surprise qu'elle n'a pas résisté à la majorité de droite de ce Parlement.
Zigmantas Balčytis (S&D), raštu. − Balsavau už šią rezoliuciją. ES ir Indija po daugiau nei trejus metus trukusių derybų dėl laisvosios prekybos susitarimo pasiekė labai svarbų derybų etapą, kai baigiama susiderėti dėl pačių svarbiausių sektorių. Tačiau būtina tolimesnių derybų metu labai aiškia išspręsti kai kuriuos itin svarbius klausimus. Manau, kad didelis dėmesys turi būti skiriamas jautriausiems Europos sektoriams, kaip pramonė, žemės ūkis, paslaugų sektorius. Indija yra viena didžiausių ekonomikų pasaulyje, su sparčiai augančiu paslaugų sektoriumi. Ji turi didelį interesą patekti į ES paslaugų rinką, todėl būtina atlikti išsamų įvertinimą kaip laisvosios prekybos susitarimas galėtų paveikti ES paslaugų sektorių (ir kitus svarbius sektorius) ir užimtumą. Tai pat visuose derybų etapuose reikia užtikrinti, kad būsimoji prekybos politika būtų vykdoma vadovaujantis Europos Sąjungos tikslais, įskaitant privalomus įsipareigojimus dėl socialinių ir aplinkos apsaugos standartų .
Слави Бинев (NI), в писмена форма. − Уважаеми колеги, желая да припомня, че осма цел от глобалните Цели на хилядолетието за развитие гласи да се създаде глобално партньорство за развитие, което включва създаването на отворена, основана на правила, предвидима и недискриминационна търговска и финансова система. За да се постигне тази цел, от най-голямо значение е желанието на развитите страни да отворят пазарите си за развиващите се страни, каквато е и Индия. По този начин ЕС ще допринесе, наред с другото, за устойчивото развитие, премахването на бедността и защитата на правата на човека. С приемането на резолюцията относно споразумението за свободна търговия между ЕС и Индия, ние правим стъпка напред към осъществяването на Целите на хилядолетието за развитие.
Sebastian Valentin Bodu (PPE), în scris. − Este regretabilă decizia Comisiei Europene de a nu aştepta adoptarea de către Parlament a raportului său privind viitoarea politică europeană internaţională în domeniul investiţiilor şi că a decis să meargă mai departe, propunând Indiei un mandat de negociere pentru un capitol privind investiţiile. Ar fi normal ca legislativul european să fie consultat atunci când este vorba despre un mandat internaţional de negociere, în condiţiile în care rolul PE în ce priveşte conturarea politicilor la nivel de Uniune în domeniul investiţiilor este relevant. Comisia trebuie să răspundă cât mai rapid solicitării formulate de Parlament de a defini clar termenul de investiţie, astfel încât dispoziţiile privind protejarea investiţiilor să nu submineze capacitatea părţilor de a acorda autorizaţii obligatorii. În plus, mecanismul obligatoriu de soluţionare a litigiilor între state nu face decât să împuternicească investitorii străini să iniţieze acţiuni în justiţie la nivel internaţional împotriva guvernelor UE şi Indiei, în timp ce investitorii naţionali au acces doar la curţile naţionale. Aceasta ar putea submina iniţiativele de politică naţionale referitoare la legislaţia de mediu, socială sau fiscală. Acordul de liber schimb cu India ar urma să fie cel mai important dintre toate acordurile negociate până în prezent şi de aceea mai multă atenţie n-ar strica.
Françoise Castex (S&D), par écrit. – J'ai voté contre ce rapport. Nous souhaitons qu'un accord de libre échange UE-Inde contribue à promouvoir le développement durable, et qu'il soit accompagné de clauses claires concernant le respect des standards de l'OIT, des normes environnementales et des obligations de responsabilité sociale des entreprises. Or, il est particulièrement regrettable que la droite ait rejeté de telles demandes. Nous déplorons également que l'aile droite du parlement ait rejeté l'amendement visant à garantir un traitement égal des travailleurs européens et indiens. Ce n'est pas seulement néfaste pour les travailleurs indiens, mais c'est également très dangereux pour les travailleurs européens. Nous ne pouvons pas accepter l'ouverture des services et le dumping social visant à niveler les salaires européens par le bas. Par ailleurs, l'Union européenne ne peut pas oublier ses principes fondateurs. Le traité de Lisbonne stipule que la politique commerciale doit contribuer au développement durable, à l'éradication de la pauvreté et à la protection des droits de l'homme.
George Sabin Cutaş (S&D), în scris. − În ceea ce privește Acordul de liber schimb UE-India, am ales să votez în favoarea rezoluției propuse de grupul meu politic, considerând-o mai echilibrată decât rezoluțiile propuse de alte grupuri politice. Rezoluția Socialiștilor și democraților europeni sublinia importanța unui acord de liber schimb cu India, amintind totodată de persistența inegalităților sociale în această țară și de nevoia includerii în Acord a unor clauze privind drepturile omului, drepturile sociale și cele de mediu.
Diogo Feio (PPE), por escrito. − A maior democracia do mundo evidencia, hoje em dia, paradoxos e assimetrias que uma História muitas vezes milenar integra aparentemente sem dificuldades de monta. Se a pobreza mais grave não desapareceu, não é menos certo que os surtos e fluxos de prosperidade guindaram a Índia a um papel internacionalmente mais preponderante e revelaram que a sua economia e sociedade prosperam e inovam com rapidez e eficiência.
Um acordo de comércio livre entre a União Europeia e a Índia poderá ser uma conclusão feliz para um processo de interacção comercial que se tem vindo a aprofundar. Faço votos de que, para além da partilha de valores, a UE e a Índia persistam no propósito de se conhecerem melhor e de beneficiarem desse conhecimento, bem como dos ganhos que advenham desse contacto.
José Manuel Fernandes (PPE), por escrito. − A presente proposta de resolução do Parlamento Europeu (PE) versa sobre um acordo de comércio livre entre a União Europeia (UE) e a Índia. As relações comerciais entre a UE e a Índia são significativas, sendo aquela o principal parceiro comercial da Índia e o seu maior investidor estrangeiro. Por sua vez, a UE é o principal destinatário do investimento indiano no estrangeiro, pelo que deve continuar a dar prioridade a um sistema de comércio multilateral que privilegie os países em desenvolvimento. Aliás, a Índia é o maior beneficiário do Sistema de Preferências Generalizadas. Se tivermos em conta a importância das relações estratégicas UE-Índia e que as questões relacionadas com a agricultura, o respeito pelos direitos humanos (nomeadamente a questão do trabalho infantil), a preservação ambiental, o cumprimento das recomendações da Organização Internacional do Trabalho em relação às questões sociais e o respeito pelos direitos de autor se encontram salvaguardadas, estão reunidas as condições para votar favoravelmente a presente proposta de resolução.
João Ferreira (GUE/NGL), por escrito. − Este Acordo de Livre Comércio – o mais amplo até à data negociado pela UE –, para além do seu conteúdo concreto, remete-nos necessariamente para uma discussão mais vasta sobre o livre comércio, o seu papel, os seus objectivos e as suas consequências.
O livre comércio é um dos pilares do neoliberalismo, emergindo nos anos 70 do século passado, no âmbito do chamado consenso de Washington, como um dos eixos da resposta do sistema capitalista à crise estrutural que então (como agora), uma vez mais, dava sinais de si. Significou uma forma de as potências com ambições imperialistas alargarem o seu domínio de mercados e forçarem novas e mais intensas formas de exploração dos trabalhadores – pondo em competição a força de trabalho de países e regiões do mundo muito diferentes, e forçando, por essa via, um nivelamento por baixo das condições de vida e de trabalho. Com isto, procuraram ganhar renovadas condições para prosseguir o processo de acumulação capitalista. E assim continua sendo.
As consequências são visíveis: para além da pressão sobre os trabalhadores e seus direitos, a competição entre sistemas produtivos com grau de desenvolvimento muito diverso tende a acentuar diferenças, ou seja, a fortalecer os fortes e a enfraquecer os fracos.
Com este acordo não será diferente.
Ilda Figueiredo (GUE/NGL), por escrito. − A liberalização e desregulação do comércio mundial causou profunda debilitação do aparelho produtivo das economias mais débeis da UE, como Portugal, conduzidas de acordo com os interesses dos grandes grupos económicos das potências europeias.
Em face do desastre visível causado por este caminho, a UE, em lugar de arrepiar caminho, continua a dar sinais de querer forçar uma fuga em frente.
Por isso, é neste contexto que devemos analisar este acordo – o mais amplo até à data negociado pela União Europeia.
Ora, o que se impõe é uma urgente e profunda modificação das políticas comerciais vigentes para ter em conta as especificidades de cada Estado-Membro da União Europeia, orientando o comércio internacional para a complementaridade e não para a competição; para o estabelecimento de relações económicas justas e equitativas, mutuamente vantajosas, ao serviço do desenvolvimento dos povos e dos países e não apenas de alguns grupos económicos e financeiros.
A crise multiforme que enfrentamos exige uma nova racionalidade económica, social, energética e ambiental e a defesa do direito de cada país a produzir, de forma sustentável – algo que o livre comércio, um dos pilares do neoliberalismo, claramente inviabiliza.
Bruno Gollnisch (NI), par écrit. – Comme vous le rappelez si souvent, la politique extérieure commune doit respecter les objectifs globaux de l'Union européenne définis notamment à l'article 3 du traité, et où figure en bonne place l'élimination de la pauvreté. Or, depuis des années que vous signez des accords de libre-échange avec tous les pays du monde, notamment ceux qui pratiquent systématiquement le dumping social, monétaire ou environnemental, vous ne faites que créer de la pauvreté pour toutes les victimes des délocalisations ou des fermetures d'entreprises directement liées à cette concurrence déloyale. Avec cet accord avec l'Inde, vous allez encore plus loin: exit le plombier polonais, bienvenue à l'informaticien ou au comptable indien!
Vous comptez en effet ouvrir le marché européen de nombreux services au mode 4 de l'AGCS (accord général sur le commerce des services), terme barbare pour désigner la version mondiale de la directive Bolkestein. Comme le soulignait le prix Nobel français d'économie Maurice Allais, il n'y a de libre-commerce mutuellement profitable qu'entre pays de niveaux de développement comparables, et encore, ajouterais-je, dans des domaines ciblés préservant les secteurs stratégiques de chaque pays. Sinon, le jeu n'est jamais gagnant-gagnant. Il a même, depuis longtemps, un seul perdant: l'Europe.
Juozas Imbrasas (EFD), raštu. − Pritariau dokumentui, nes ES - didžiausias Indijos tiesioginių užsienio investicijų šaltinis. Abi šalys tikisi turėti didelės naudos iš tarifų panaikinimo, prekybos paslaugomis, įmonių steigimo liberalizavimo ir patvirtina savo įsipareigojimą mažinti tarifus ir toliau liberalizuoti įmonių steigimą ir prekybą paslaugomis. Patekimą į rinką varžo tokios netarifinės prekybos kliūtys kaip sveikatos ir saugos reikalavimai, techninės kliūtys, kiekybiniai ribojimai, atitikties procedūros, prekybos apsaugos mechanizmai, muitinės procedūros, vidaus mokesčiai, nesugebėjimas priimti tarptautinių normų ir standartų. ES ir Indijos turi įsipareigoti paspartinti derybas dėl LPS ir pasiekti esminę bei veiksmingą pažangą siekiant greitai sudaryti plataus užmojo ir suderintą įvairialypės prekybos ir investavimo susitarimą. Abi šalis turi dėti visas pastangas, kad iki 2011 metų būtų sudarytas išsamus, plataus užmojo ir suderintas LPS. Susitarime turi būti atsižvelgiama į jautrius aspektus, susijusius su prekyba žemės ūkio produkcija, tačiau tokiu būdu neturėtų būti kliudoma rinkų atvėrimui viena kitą papildančiose srityse. Komisiją turėtų deramai atsižvelgti į bet kokį neigiamą poveikį Europos žemės ūkiui, ypač tokiose srityse, kaip rinkų atvėrimas, GMO, pieno sektorius, jautienos sektorius, intelektinės nuosavybės apsauga ir kilmės žymėjimas. Taip pat Komisija turėtų derėtis dėl veiksmingų ir skaidrių viešųjų pirkimų sistemų,o Indiją taikyti skaidrias ir sąžiningas procedūras sudarant viešąsias sutartis ir Europos įmonėms sudaryti galimybes naudotis viešųjų pirkimų sistemomis.
Elisabeth Köstinger (PPE), schriftlich. − Die Verhandlungen zu einem Handelsabkommen zwischen der EU und Indien schreiten konstruktiv voran. Das Europäische Parlament hat heute, mit der Annahme des Entschließungsantrages seine Prioritäten definiert. In der Landwirtschaft hat das Parlament auf sensible Bereiche hingewiesen, die sanitäre und phytosanitäre Maßnahmen (SPS) thematisiert und sich für effektive Schutzklauseln ausgesprochen. Im Bereich des geistigen Eigentums gilt es allerdings noch Fortschritte zu erzielen.
David Martin (S&D), in writing. − I voted for this Resolution. Any free trade agreement the EU signs with India must in no way limit India’s ability to produce generic medicines. If it did, it would not only damage India but harm the poor in Africa and elsewhere who depend on cheap medicine from India.
Jean-Luc Mélenchon (GUE/NGL), par écrit. – Ce texte a le mérite de tenir compte des possibles conséquences négatives des OGM. Mais il pousse à la libéralisation du commerce des services entre l'Union européenne et l'Inde. Il ne laisse d'ailleurs aux États que le droit de "réglementer" les services publics qu'une telle libéralisation condamne pourtant. Il demande aussi la libéralisation des services juridiques et comptables, l'ouverture du marché des banques et des assurances, et l'assouplissement des possibilités d'investissement. L'oligarchie est servie en Europe comme en Inde. Je vote contre ce texte.
Nuno Melo (PPE), por escrito. − A UE é o principal parceiro comercial da Índia, sendo que o comércio de bens e serviços em 2009-2010 contabilizou aproximadamente 84 mil milhões de euros e que a UE é responsável por 20,15 % do total das exportações da Índia e por 13,32 % do total das suas importações, mas que, por outro lado, a Índia é responsável por 2,6 % do total das exportações da UE e por 2,2 % do total das suas importações. Por este facto, não podemos deixar de ter em consideração que os objectivos da política comercial comum devem ser plenamente coordenados com os objectivos globais da União Europeia e que, segundo o Tratado sobre o Funcionamento da União Europeia, a política comercial comum da União deve ser conduzida de acordo com os princípios e objectivos da acção externa da União, deve contribuir, nomeadamente, para o desenvolvimento sustentável, a erradicação da pobreza e a protecção dos direitos humanos. Assim sendo, é muito importante que nestas negociações não fiquem esquecidos o recurso ao trabalho infantil e o incumprimento de normas sociais e ambientais internacionais, o que constitui uma forma de dumping prejudicial para as empresas e os trabalhadores europeus. É assim essencial que a Comissão esclareça estes pontos antes de concluir um acordo comercial.
Alexander Mirsky (S&D), in writing. − Given the size of India’s market (more than 1 billion inhabitants) and its impressive growth rates (averaging over 7% a year since 2000), coupled with high levels of protection, India is one of the EU’s obvious partners for concluding one of the new generation of EU FTAs launched as part of the Global Europe strategy in 2006. The EU-India Summit on 10 December in Brussels instructed both sides to speed up the negotiating process to pave the way for the conclusion of negotiations in 2011. It is necessary to take into account the dumping aspect of the relationship with India; if there were no point related to this I would vote ‘against’.
Claudio Morganti (EFD), per iscritto. − Signor Presidente, ritengo che questa risoluzione riguardante l'accordo di libero scambio con l'India sia da respingere. In essa non vengono denunciati in alcun modo i problemi che questo accordo recherà al settore tessile in Europa, e nel Nord Italia in particolare; vengono citati altri settori, per i quali si prevedono delle clausole, ma il tessile viene totalmente ignorato.
La risoluzione sottolinea, allo scopo di mostrare la validità dell'accordo, come le due economie, indiana ed europea, siano complementari: la realtà dei fatti non è proprio questa, poiché ci sono diversi settori, tra cui appunto il tessile, in cui non vi è affatto una complementarietà, ma piuttosto una concorrenza, spesso sleale, portata avanti dalla controparte asiatica. Per questi motivi ho deciso di dare il mio voto negativo alla risoluzione.
Maria do Céu Patrão Neves (PPE), por escrito. − Votei favoravelmente a presente resolução sobre o estado das negociações relativas à celebração do Acordo de Comércio Livre UE-Índia. As negociações entre a União Europeia e a Índia para a celebração de um Acordo de Comércio Livre sofreram uma evolução significativa. A Índia está a assumir uma nova posição no contexto geopolítico internacional, tendo passado de país beneficiário da ajuda ao desenvolvimento a país doador. O presente acordo reveste particular importância. Na verdade, se a cooperação entre a UE e a Índia, que agora se negoceia, se basear num sistema de valores universais partilhados, poderá servir de modelo para a cooperação com outros países. Destaco do âmbito destas negociações a ênfase atribuída à protecção do sector das PME na Índia, sugerindo-se que todos os programas de cooperação para o desenvolvimento entre a UE e a Índia tenham como objectivo fortalecer as PME com medidas de ajuda ao financiamento de projectos locais orientados para o mercado. Na Índia, como nos países da União, as PME são um motor de crescimento económico e, consequentemente, de criação de postos de trabalho.
Paulo Rangel (PPE), por escrito. − Atendendo aos benefícios significativos que ambas as partes poderão alcançar, faço votos para que as negociações entre a UE e a Índia possam prosseguir, tendo em vista a rápida conclusão de um Acordo de Comércio Livre ambicioso, equilibrado e abrangente.
Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), in writing. − We voted in favour. The EP is very much divided on the Free Trade Agreement with India. The first compromise (by EPP, ECR and ALDE) was adopted with 390 in favour, 276 against, and 10 abstentions. The hope of sending a strong message to the negotiators to conclude the FTA with India failed. The EPP, ECR and ALDE resolution recommending rushing into a complete opening of the Indian market at all levels, without binding language on human and labour rights, CSR, environmental dumping etc. did not get the overwhelming majority it needed if it wanted to be a recommendation for the negotiators. The ‘counter-resolution’ by the Greens/S&D and GUE, which did not come to a vote, had solid support and will certainly be read by the negotiators. The very worst in the EPP, ECR and ALDE compromise was avoided.
Oreste Rossi (EFD), per iscritto. − Siamo fortemente contrari agli accordi di libero scambio tra l'UE e l'India in quanto pur considerando che quel Paese sta facendo passi in avanti per la tutela e la salute dei lavoratori e nella lotta alla contraffazione dobbiamo considerare che é ancora un concorrente sleale per le nostre imprese. Ad esempio l'India che come stato ha subito un richiamo dal WTO sui dazi del 500% che applicava ai vini europei ha girato l'ostacolo slealmente facendo imporre gli stessi dazi dai singoli stati membri. Dobbiamo anche considerare l'impatto economico negativo che avrebbe una liberalizzazione ulteriore degli scambi commerciali con l'India in quanto l'UE esporta 1,9% dei suoi servizi verso l'India e viceversa l'India esporta l'11,6%. È evidente che ciò significa agevolare di 10 volte l'India rispetto l'Europa.
Marc Tarabella (S&D), par écrit. – J'ai voté, avec mes collègues socialistes, contre la résolution sur l'état des négociations dans le cadre de l'accord de libre-échange entre l'Union européenne et l'Inde parce qu'elle ne prend pas suffisamment en compte les normes sociales à respecter pour tous les accords commerciaux.
Selon l'ONG indienne "Sauver l'enfance", 60 millions d’enfants travailleraient dans les champs, dans des restaurants ou des usines en Inde. Je déplore que la majorité conservatrice du Parlement européen ait refusé de reconnaître cette réalité en rejetant un amendement qui mettait en lumière la préoccupation du Parlement européen face au recours au travail des enfants, souvent exploités dans des conditions dangereuses et insalubres. Nous demandions également à la Commission d'aborder ce problème lors des négociations sur l'accord de libre-échange et invitions le gouvernement indien à faire le maximum pour éradiquer les causes profondes de ce phénomène et y mettre fin.
En rejetant cette position, la majorité de droite du Parlement européen a placé les intérêts commerciaux indiens et européens devant la protection des droits des enfants, et je ne saurais cautionner cette position intolérable.
Marie-Christine Vergiat (GUE/NGL), par écrit. – J'ai voté contre la résolution du Parlement européen sur l'état des négociations dans le cadre de l'accord de libre-échange UE-Inde. Ce rapport s'inscrit dans la ligne droite des politiques des libéralisations accrues, notamment dans le secteur des services publics, et des normes ayant des effets néfastes non seulement sur l'approvisionnement des médicaments, mais aussi sur le développement de la recherche.
Il s'agit toujours de l'ultralibéralisme que l'UE cherche à imposer à l'ensemble de ses partenaires. C'est le plus large accord jamais conclu par l'UE dans ce domaine, qui vise davantage à protéger les intérêts des grandes multinationales qu'à engager un partenariat équilibré de toutes les parties prenantes et contribuer au développement économique et social de ce grand pays.
Non, cet accord ne constitue pas une initiative "gagnant-gagnant" comme le prétend cette résolution.
Luís Paulo Alves (S&D), por escrito. − Aprovo a presente proposta de resolução, considerando que é fundamental procurar o justo equilíbrio entre acordos multilaterais, bilaterais e plurilaterais. Em particular, o Japão é a terceira maior economia do mundo em termos de PIB. Neste sentido é importante levantar as questões do investimento e comércio de serviços em todos os debates comerciais com o Japão, garantindo que uma maior abertura do mercado não comprometa a capacidade nem da UE nem do Japão para adoptar medidas a favor do interesse geral e não prejudique as suas disposições em matéria de protecção dos serviços públicos e da diversidade cultural. Entendo que o sistema multilateral de comércio, representado pela OMC, continua a constituir, de longe, o quadro mais eficaz de consecução do comércio justo e equitativo a nível mundial; reitero o meu firme apoio a uma conclusão bem sucedida das negociações da Agenda de Doha, considerando preocupante que as negociações bilaterais perturbem a consecução desse objectivo. Por último, saliento insistentemente que devem estar disponíveis mecanismos de salvaguarda eficazes se, como resultado da possível liberalização do comércio entre a UE e o Japão, as importações aumentarem a ponto de causarem ou ameaçarem causar prejuízos à indústria europeia.
Laima Liucija Andrikienė (PPE), raštu. − Balsavau už šią svarbią rezoliuciją dėl ES ir Japonijos prekybos santykių. ES ir Japonija yra svarbios partnerės ir investuotojos į viena kitos ekonomiką, jų bendras tiesioginių užsienio investicijų dydis 2009 m. sudarė 200 mlrd. eurų. Japonija yra šešta pagal dydį ES prekybos partnerė, o ES – trečia pagal dydį Japonijos partnerė. Pritariu nuostatai, jog atėjo laikas sudaryti ES ir Japonijos laisvosios prekybos susitarimas (LPS), tačiau prieš pradedant derybas, Japonija turi rimtai įsipareigoti pašalinti netarifines kliūtis, kurios apriboja Europos įmonių galimybes patekti į rinką, t.y prieigos prie viešųjų pirkimų kliūtys, nepakankamas tarptautinių standartų, taikomų medicinos prietaisams, pripažinimas ir palankesnių sąlygų sudarymas nacionaliniams lyderiams finansinių paslaugų srityje Dėl netarifinių kliūčių neigiamo poveikio ES ir Japonijos dvišalės prekybos apimtis yra mažesnė negu didžioji dalis ES prekybos su kitais pagrindiniais prekybos partneriais. Palaikau rezoliucijos nuostatą, jog ES ir Japonijos LPS gali būti naudingas abiems šalims ir jų ekonomikai.
Kader Arif (S&D), par écrit. – En prévision du sommet UE-Japon qui se tiendra à la fin du mois, le Parlement a adopté cette résolution exprimant ses positions sur les relations commerciales entre les deux partenaires. Contre une droite européenne qui s'est exprimée très fortement en faveur du lancement de négociations en vue de parvenir à un accord de libre-échange, j'ai défendu une approche plus prudente. Le Japon est une puissance commerciale qui appelle à la prudence lorsqu'il s'agit de libéralisation des échanges. C'est pourquoi mon groupe s'est opposé au texte présenté par la droite européenne, en soulignant qu'il fallait lancer des études d'impact précises, évaluant les conséquences d'un renforcement des relations commerciales sur tous les secteurs concernés (en particulier l'automobile) et sur l'emploi en Europe, avant de lancer de quelconques négociations. En parallèle, nous avons insisté sur le problème des barrières non tarifaires, qui bloquent l'accès des entreprises européennes aux marchés publics japonais. Il n'est en effet pas acceptable que l'Union européenne, région la plus ouverte du monde en termes d'investissements étrangers, ne soit pas en capacité d'intervenir dans des conditions équitables chez ses partenaires industrialisés.
Vilija Blinkevičiūtė (S&D), raštu. − Balsavau dėl šio pranešimo, nes visiškai sutinku, kad, po Japoniją neseniai ištikusios didžiausios šalies istorijoje gaivalinės nelaimės, ES gali ir turi prisidėti prie spartesnio šios šalies ekonomikos atkūrimo. Pranešime Komisija yra raginama parengti specialią sistemą pagal kurią ES per įvairius tarptautinės prekybos aspektus, galėtų ir ateityje prisidėti prie šalių, nukentėjusių nuo gamtinių nelaimių. Konkrečiai Japonijos atveju Europos Parlamento rezoliucijoje yra siūloma išnaudoti tarptautinių viešųjų pirkimų ir paslaugų rinkų teikiamas galimybes, juolab, kad yra pastebimas išaugęs ES ir jos valstybių narių susidomėjimas šiomis sritimis. Daug kliūčių viešiesiems pirkimams ir prekybos paslaugoms vis dar kyla dėl teisėto nacionalinio reglamentavimo, ir pranešimu siūloma tokias kliūtis šalinti dedant pastangas suprasti abipusio reguliavimo sistemų metodus. Visgi pranešime yra atkreipiamas dėmesys, kad diskusijose dėl prekybos su Japonija turi būti keliami investicijų ir prekybos paslaugomis klausimai siekiant užtikrinti, kad tolesnis rinkos atvėrimas neprieštarautų nei Europos, nei Japonijos taisyklėms dėl viešųjų paslaugų bei aplinkos apsaugos ir kultūrinės įvairovės.
Vito Bonsignore (PPE), per iscritto. − Ho votato positivamente alla proposta di risoluzione congiunta sulle relazioni commerciali UE-Giappone. Nel 2009 l'Unione europea e il Giappone hanno rappresentato circa il 20% dell'economia mondiale e nel 2010 l'importo degli scambi commerciali bilaterali ha raggiunto 120 miliardi di euro. Alla luce di tali numeri, ritengo urgente e necessario avviare i negoziati per gli accordi di libero scambio per incoraggiare una più stretta collaborazione tra i due partner commerciali e offrire la possibilità di affrontare insieme sfide comuni, come la crisi economica mondiale e l'incessante ascesa politica ed economica della Cina.
Il presupposto per l'avvio dei negoziati e per il rafforzamento delle relazioni commerciali rimane l'obbligo, per il Giappone, della rimozione degli ostacoli non tariffari e degli ostacoli relativi all’accesso agli appalti pubblici giapponesi. In questa fase preliminare, sarebbe opportuno che la Commissione si concentrasse, inoltre, sulla rimozione delle barriere che ostacolano le PMI europee.
George Sabin Cutaş (S&D), în scris. − În cadrul voturilor referitoare la relațiile comerciale dintre UE și Japonia, am decis să votez în favoarea rezoluției depuse de grupul politic din care fac parte. Această rezoluție sublinia nevoia eliminării barierelor non-tarifare la care este supusă piața japoneză și a liberalizării accesului la piața japoneză a achizițiilor publice, înainte de a încheia un acord de liber schimb cu această țară.
Diogo Feio (PPE), por escrito. − As relações comerciais entre os países europeus e o Japão remontam a vários séculos e têm-se intensificado desde o fim da Segunda Guerra Mundial.
O Japão protagonizou um dos mais notáveis casos de sucesso e de recuperação económica e social da História mundial, sendo hoje em dia um Estado respeitado e merecedor de admiração. Os trágicos acontecimentos que se abateram sobre o país convocam a nossa solidariedade para com os nossos parceiros. A tenacidade e coragem que o seu povo vem evidenciando, ante as dificuldades, deveriam ser inspiradoras para uma Europa que parece estar demasiado instalada e nem sempre suficientemente atenta ao que se passa fora das suas fronteiras.
Creio que ambas as partes poderiam ter a ganhar com um acordo de comércio livre que estreitasse ainda mais o seu relacionamento comercial e removesse as barreiras que, injustificadamente, entravam esse mesmo relacionamento. Lamento que semelhante objectivo ainda aparente estar longe e faço votos de que a Europa e o Japão perseverem nos esforços tendentes a alcançá-lo.
José Manuel Fernandes (PPE), por escrito. − A presente proposta de resolução do Parlamento Europeu (PE) versa sobre um acordo de comércio livre entre a União Europeia (UE) e o Japão, a terceira maior economia do mundo em termos de PIB. As relações comerciais entre a UE e o Japão são, não só importantes, mas também fundamentais para as economias respectivas (em 2009, representaram mais de um quarto do PIB mundial e mais de 20 % do comércio mundial). Além disso, a UE é o terceiro maior parceiro comercial do Japão. Pelo exposto, aprovo o presente relatório, embora concorde com o relator no que respeita à necessidade de a UE exigir que o Japão, entre outros aspectos, remova as barreiras não tarifárias e os obstáculos no acesso aos concursos públicos antes de iniciadas as negociações. Entendo ainda que o PE deve dar um sinal positivo na sequência do tsunami que devastou parte da costa japonesa com enormes perdas de vidas e de bens (já para não falar da central nuclear de Fukushima).
João Ferreira (GUE/NGL), por escrito. − A resolução é bem elucidativa da visão que a enforma logo nos considerandos iniciais. Ao considerar que o sistema de comércio multilateral instaurado pela Organização Mundial do Comércio (OMC) representa o quadro mais adequado para regulamentar e promover um comércio aberto e justo e, ao mesmo tempo, a velar por que a ronda de Doha seja concluída.
Trata-se de uma visão do comércio, dito livre, como um instrumento de classe ao serviço dos grandes grupos económicos e financeiros, promovendo uma crescente exploração dos trabalhadores e dos povos, com o dumping social, a que se associa a destruição das forças produtivas e a degradação do ambiente, com o dumping ambiental.
Esta política comercial e os acordos que lhe dão expressão concreta carecem, cada vez mais, de legitimidade democrática. Quase sempre, são negociados com o maior secretismo, nas costas dos cidadãos, procurando ocultar os seus impactos económicos, sociais e ambientais, fugindo ao debate informado e ao esclarecimento.
A opção pelo lucro dos grandes grupos económicos, em detrimento da satisfação das necessidades das populações e dos trabalhadores, e mesmo da indústria dos países de economias mais frágeis da UE, não pode ser senão condenada e merecer a nossa viva oposição.
Ilda Figueiredo (GUE/NGL), por escrito. − As negociações com o Japão, tendo em vista aprofundar relações comerciais, não podem ser utilizadas como um instrumento de classe ao serviço dos grandes grupos económicos e financeiros, promovendo uma crescente exploração dos trabalhadores e dos povos, a destruição das forças produtivas e a destruição do ambiente.
Carece cada vez mais de legitimidade democrática uma UE rebocada pela direita e pela social-democracia, que negoceia acordos comerciais de forma secreta e totalmente de costas voltadas para as soberanias dos povos e dos Estados-Membros, procurando esconder os enormes impactos económicos e sociais que estes terão, sem informar, esclarecer, debater e ter em conta a opinião dos povos.
A opção pelo lucro dos grandes grupos económicos, em detrimento da satisfação das necessidades dos trabalhadores e das classes populares e mesmo da indústria dos países de economias mais frágeis da União Europeia, continua a gerar a perda de direitos, desemprego e pobreza e a afectar, igualmente, pequenos e médios agricultores, pescadores e PME, todos eles suas vítimas.
Esta opção cega pelo lucro limita a democracia e a soberania, cria maior dependência em países que, como Portugal, necessitam de criar emprego, produzir e criar riqueza para gerar melhores condições de vida e não mais desindustrialização, menos produção agrícola e menos pescas.
Juozas Imbrasas (EFD), raštu. − Pritariau dokumentui, nes 2009 m. ES ir Japonija kartu sukūrė daugiau negu ketvirtadalį pasaulio BVP ir buvo atsakingos už daugiau negu 20 proc. pasaulio prekybos, taip pat Japonija ir ES yra svarbios investuotojos į viena kitos ekonomiką. Taryba ir Komisija yra pažymėjusios, kad Japonijos gebėjimas pašalinti reguliavimo kliūtis prekybai - išankstinė sąlyga tam, jog būtų pradėtos derybos dėl ES ir Japonijos laisvosios prekybos susitarimo (LPS) siekiant skatinti glaudesnę dviejų strateginių prekybos partnerių ekonominę integraciją. PPO principais grindžiama daugiašalė prekybos sistema yra pati veiksmingiausia priemonė siekiant atviros ir sąžiningos prekybos visame pasaulyje. Manau, kad Europos Sąjunga ir Japonija turėtų prisidėti siekiant sėkmingos Dohos vystymosi darbotvarkės derybų pabaigos. Sudarius ES ir Japonijos LPS ne tik būtų galima pasinaudoti išaugusia dvišale prekyba prekėmis ir paslaugomis, bet taip pat būtų skatinamas bendradarbiavimas ES horizontaliųjų prioritetų, pvz., bendradarbiavimo inovacijų srityje, bendradarbiavimo reguliavimo srityje ir kovos su piktnaudžiavimu rinka, taip pat bendradarbiavimo sprendžiant plataus masto aplinkosaugos problemas, ir kitais klausimais.
David Martin (S&D), in writing. − If Japan demonstrates a real willingness to eliminate non-tariff barriers, I believe the EU should enter into negotiations with Japan with a view to signing a free trade agreement.
Jean-Luc Mélenchon (GUE/NGL), par écrit. – À peine quelques semaines après la catastrophe naturelle et nucléaire au Japon, la droite européenne se sent bien inspirée de menacer le gouvernement japonais. Il est ici question d'obliger le Japon à supprimer les obstacles à l'accès des entreprises européennes à ses marchés publics. Pas un mot sur la catastrophe nucléaire. Pas de proposition de coopération pour sortir de cette situation. À peine une ligne de solidarité suite à la seule catastrophe nucléaire japonaise. Honte à la droite européenne!
Nuno Melo (PPE), por escrito. − Em 2010, o montante total do comércio bilateral entre a UE e o Japão, a terceira maior economia do mundo em termos de PIB, elevou-se a 120 mil milhões de euros, sendo o Japão o sexto maior parceiro comercial da UE e a UE o terceiro maior parceiro comercial do Japão. Há, no entanto, um grande potencial de comércio por explorar, pelo que é necessária uma grande determinação para reforçar as relações comerciais entre a UE e o Japão, centrando-se na remoção das barreiras não tarifárias ao comércio e ao investimento, incluindo numerosas normas restritivas e medidas reguladoras para o acesso ao mercado japonês de empresas europeias. Neste sentido, o ACL UE-Japão encerra grande potencial de vir a ser benéfico para ambas as economias.
Alexander Mirsky (S&D), in writing. − Since the EU and Japan are close economic partners they represent more than 20% of world trade but bilateral trade volumes are not as large as they could be. EU exports to Japan, as a ratio of Japan’s GDP, are less than 2%, considerably below the ratio in the EU’s other main markets (the US, China, Korea and India). There is therefore a considerable unrealised economic potential that could be explored by reinforcing trade ties between the two blocs. Negotiations should implement bilateral movement. It is unacceptable to have unequal commodity turnover between the EU and Japan. I voted ‘in favour’.
Wojciech Michał Olejniczak (S&D), na piśmie. Szanowni Państwo! W dniu dzisiejszym Parlament Europejski przyjął rezolucję w sprawie stosunków handlowych UE-Japonia. Dokument ten zwraca uwagę na to, że Unia Europejska i Japonia są dla siebie bardzo ważnymi partnerami w dziedzinie wymiany handlowej. Brane są tutaj pod uwagę postanowienia Międzynarodowej Organizacji Handlowej oraz fakt, iż Japonia i UE m.in. w roku 2009 wypracowały wspólnie ¼ światowego PKB, w 2010 roku natomiast wartość wymiany handlowej między tymi regionami wyniosła 120 mld euro.
W dokumencie zaznaczono także, że UE jest jak najbardziej otwarta na zawarcie umowy o wolnym handlu z Japonią, ale aby tak się stało, Japonia musi znieść bariery pozataryfowe oraz usunąć wszelkie przeszkody stojące na drodze rozwoju współpracy. Zaznaczono też, co uważam za bardzo ważny aspekt tej współpracy, kwestię zwracania uwagi na ochronę środowiska w procesie wymiany handlowej oraz promocję przeciwdziałania zmianom klimatu i propagowania norm środowiskowych oraz norm dotyczących społeczeństwa. Ponadto zwrócono uwagę na kwestię niedawnej katastrofy nuklearnej, która jeszcze nie została całkowicie opanowana. W związku z tym stopień kryzysu, który już dotknął Japonię, nie może być jeszcze w pełni oszacowany i przyspieszenie negocjacji w kwestii umowy o wolnym handlu jest bezzasadne. W tej chwili bowiem Japonii potrzebne są prawdziwe środki pomocy.
Maria do Céu Patrão Neves (PPE), por escrito. − O sistema de comércio multilateral, assente em regras, instaurado pela Organização Mundial do Comércio (OMC), representa o quadro mais adequado para regulamentar e promover um comércio aberto e justo, e a UE é favorável à integração dos países em desenvolvimento no sistema de comércio internacional. Os acordos bilaterais, como o que agora se analisa, são mecanismos específicos que podem, paralelamente, contribuir para a prossecução dos objectivos acima referidos. Votei favoravelmente a presente resolução sobre as relações comerciais UE-Japão por estar convicta de que o Acordo de Comércio Livre UE-Japão encerra o potencial para vir a ser benéfico para ambas as economias. De facto, a existência de um comércio aberto e justo constitui um poderoso instrumento para gerar mais crescimento e bem-estar social, tirando partido das vantagens comparativas de cada economia e das sinergias potenciais de uma maior integração económica e de novos contributos para uma economia do conhecimento. Trata-se de potenciar um mercado, UE-Japão, que já representa, no seu conjunto, mais de um quarto do PIB mundial e mais de 20 % do comércio mundial.
Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), in writing. − Our Group did not sign or support this resolution, and we presented our own where we stated, among other things, the following: ‘1. Expresses its utmost sympathy for the courage and determination with which the Japanese people are confronting the catastrophes of 11 March and their terrible aftermath and calls on the Commission and Member States to help Japan with all means to rebuild its social and economic life; 2. Believes that the continuation and deepening of current trade relations between the EU and Japan can play an important role in this regard and calls on the Commission to concentrate all efforts on assuring this; 3. Regards the multilateral trading system, embodied in the WTO, as by far the most effective framework for achieving fair and equitable trade rules on a global basis.’
Oreste Rossi (EFD), per iscritto. − Il testo sulle relazioni commerciali tra UE-Giappone ci vede favorevoli in quanto pur essendo un paese terzo, il Giappone garantisce tutela e rispetto dei lavoratori e dell'economia globale. Ridurre e semplificare le regole, rendendo più semplici scambi commerciali aperti ed equi, non può che migliorare i rapporti con l'Europa. Gli investimenti reciproci fra le due economie sono pari a 200 miliardi di euro l'anno: l'UE é il terzo partner commerciale per il Giappone e il Giappone é a sua volta il sesto partner per l'UE. Nella relazione si chiede anche di valutare l'eventuale impatto negativo che tali scelte potrebbero comportare, ma sicuramente si considera che la rimozione degli ostacoli agli scambi e agli investimenti non possa che essere positiva. Il nostro voto é quindi favorevole al testo di relazione.
Νίκη Τζαβέλα (EFD), γραπτώς. – Υπερψήφισα την προφορική ερώτηση για τις Εμπορικές σχέσεις μεταξύ ΕΕ και Ιαπωνία, μιας και η Ιαπωνία αποτελεί έναν από τους κυριότερους επενδυτές στην Ευρωπαϊκή Ένωση. Πέραν αυτού η Ιαπωνία είναι ο 7ος κατά σειρά προορισμός των ευρωπαϊκών εξαγωγών. Η συνέχιση του διάλογου που έχουμε με την Ιαπωνία μόνο ως θετική μπορεί να θεωρηθεί. Η μείωση διαφορών που έχουμε θα συνείσφερε σημαντικά και στις δυο οικονομίες. Επιπρόσθετα, θα πρέπει να επικεντρωθούμε στο να μειώσουμε τους δασμούς και τα ρυθμιστικά μέτρα που τα συνοδεύουν.
Jarosław Leszek Wałęsa (PPE), na piśmie. − Zdecydowanie popieram rozwinięcie współpracy handlowej pomiędzy Unią Europejską a Japonią, które powinno prowadzić do zawarcia bilateralnej umowy o wolnym handlu. Fakt, że łączna wartość umów handlowych pomiędzy UE a Japonią w roku 2010 wyniosła 120 mld EUR świadczy o tym, jak niezmiernie ważnymi parnerami są dla siebie obie strony. Japonia jest szóstym co do wielkości partnerem UE, natomiast UE trzecim dla Japonii. Obie strony są także ważnymi inwestorami, jako że wartość bezpośrednich inwestycji zagranicznych wyniosła w 2009 roku 200 mld EUR. Warto również zwrócić uwagę, że szybki wzrost gospodarczy krajów rozwijających się (BRIC), spowolnienie gospodarcze wynikające ze światowego kryzysu finansowego, paląca potrzeba uzyskania dostępu do surowców oraz odnawialnych źródeł energii są bardzo istotnymi wyzwaniami wspólnymi dla obu podmiotów, co czyni negocjacje jeszcze pilniejszymi.
W opinii w sprawie projektu, zarówno Rada jak i Komisja stwierdziły, że wstępnym warunkiem do rozpoczęcia negocjacji jest zniesienie przez Japonię handlowych barier regulacyjnych, a zwłaszcza barier pozataryfowych, stanowiących istotne ograniczenie w dostępie do rynku japońskiego dla przedsiębiorców europejskich. Uważam, że należy przyspieszyć procedury na najwyższym szczeblu decyzyjnym, co doprowadziłoby do zacieśnienia relacji handlowych pomiędzy tymi dwoma strategicznymi partnerami.
Artur Zasada (PPE), na piśmie. − Gotowość Japonii do otwarcia dwustronnych rozmów o strefie wolnego handlu z Unią Europejską stanowi okazję do wypracowania ściślejszych stosunków politycznych oraz zwiększenia korzyści gospodarczych tak dla UE, jak i Japonii. Zważywszy na fakt, że Japonia jest dopiero szóstym co do wielkości partnerem handlowym Unii Europejskiej, potencjał współpracy Japonii ze Wspólnotą w zakresie handlu i inwestycji pozostaje wciąż niewykorzystany. Główną przeszkodę w dużej mierze utrudniającą europejskim przedsiębiorstwom dostęp do rynku japońskiego stanowią bariery pozataryfowe. Jako członek Komisji TRAN jestem przekonany, że przemysł lotniczy jest jedną z branż, w której współpraca na poziomie handlowym oraz w zakresie badań i rozwoju przyniosłaby obopólne korzyści tak dla europejskiej, jak i japońskiej gospodarki. Wierzę, że sektor aeronautyki może stać się jednym z modelowych przykładów współpracy pomiędzy Wspólnotą a Japonią.
Luís Paulo Alves (S&D), por escrito. − Aprovo a presente proposta, uma vez que a amplitude das ameaças e a área total de florestas da UE exigem o aumento do financiamento das florestas através do segundo pilar da PAC, subordinado à existência de PFN e de planos de gestão operacional que integrem a estratégia de biodiversidade da UE, bem como prazos longos para projectos de silvicultura no âmbito da GFS. A elegibilidade deve ser alargada a agentes públicos e grupos de produtores, passando por uma remuneração de base territorial e incluindo medidas de conservação. Uma GFS deve ser claramente integrada, ter prioridade na investigação e na prática, bem como ter em conta a propriedade pública de 40 % das florestas da UE. A preservação das espécies e as práticas de tratamento devem alargar-se a espécies microbianas e de fungos associadas. Deve ser activamente estimulada a investigação in situ da simbiose micorrízica. Os pagamentos por serviços ecossistémicos (PSE) devem ser formalizados, tendo em vista as próximas perspectivas financeiras, com base no sucesso de projectos relativos às florestas e à água. Aquando da criação de um fundo de adaptação da UE, há que prestar especial atenção à adaptação da floresta e à resiliência.
Laima Liucija Andrikienė (PPE), raštu. − Balsavau už šią rezoliuciją dėl Komisijos žaliosios knygos „Europos Sąjungos miškų apsauga ir informavimas apie juos. Miškų rengimas klimato kaitai“. Europos Parlamentas pritarė šioje Žaliojoje knygoje išdėstytoms nuostatoms, tačiau būtina ES miškų strategiją sustiprinti ir šio stiprinimo tikslas turėtų būti miškų valdymo ir saugojimo gerinimas, kad ši strategija turėtų būti nukreipta tiek į miškų apsaugą, tiek į tvarų medienos išteklių naudojimą, nes miškai suteikia galimybių spręsti su klimato kaita susijusias problemas. Reikia pažymėti, jog pagal subsidiarumo principą už miškų strategiją turėtų ir toliau būti visų pirma atsakingos valstybės narės, tačiau Europos Sąjunga turėtų aktyviau remti, koordinuoti ir papildyti su miškininkystės politika susijusius valstybių narių veiksmus, atsižvelgdama į skirtingas sąlygas regionuose. Ši politika turi būti vykdoma siekiant užtikrinti tvarų miškininkystės sektoriaus vystymąsi ir prisidėti gerinant Europos piliečių gyvenimo lygį ir skatinti kaimo vietovių plėtrą.
Elena Oana Antonescu (PPE), în scris. − Pădurile sunt principalul depozit de carbon și joacă un rol esențial în combaterea schimbărilor climatice. Un procent de 42% din suprafața Uniunii Europene este acoperită de păduri și de terenuri împădurite. Pădurile alcătuiesc biosfere care stochează carbonul şi sunt deosebit de importante pentru conservarea mediului natural și protecția împotriva dezastrelor naturale. Toate aceste elemente sunt esențiale pentru calitatea vieții cetățenilor europeni, dar şi pentru agricultură şi dezvoltarea rurală. Doresc să subliniez faptul că gestionarea durabilă a pădurilor constituie o componentă esențială în atingerea obiectivelor Uniunii Europene în materie de climă și în captarea dioxidului de carbon din atmosferă.
De asemenea, industriile forestiere oferă două milioane de locuri de muncă, contribuind la creșterea economică, la ocuparea forței de muncă. Am votat în favoarea acestui raport, deoarece consider că este esențial ca Uniunea Europeană să-și consolideze strategia de îmbunătățire a gestionării și conservării durabile a domeniului forestier.
Liam Aylward (ALDE), i scríbhinn. − Is slí bheatha do na milliúin duine san AE, idir fiontraí, feirmeoirí agus 16 milliúin úinéir foraoise, í earnáil na foraoiseachta. Faoi láthair, tá 2 milliún duine fostaithe ag earnáil na foraoiseachta san AE, i ngnóthais bheaga agus mheanmhéide don chuid is mó, agus gnóthaíonn an earnáil €300 billiún sa bhliain. Meastar go bhfuil 16,000 duine fostaithe ag earnáil na foraoiseachta in Éirinn amháin. Cuireann na tionscail foraoiseachta leis an bhfás geilleagrach, cruthaíonn siad deiseanna fáis agus fostaíochta i gceantair tuaithe, agus spreagann siad an fhorbairt tuaithe trí mheán na dtionscal áitiúil agus deiseanna turasóireachta. Is acmhainn luachmhar don earnáil talmhaíochta, don chomhshaol agus don bhithéagsúlacht iad na foraoisí, go háirithe ó thaobh na n-éiceachóras atá iontu agus ó thaobh thorthúlacht na hithreach agus an chosaint in aghaidh an chreimthe ithreach. Tá deiseanna suntasacha forbartha i gceist le hearnáil foraoiseachta na hEorpa, ó thaobh ceapaidh carbóin agus linnte CO2 de. Fearaim fáilte roimh an méid atá sa Tuarascáil maidir le haitheantas a thabhairt do thábhacht na foraoiseachta ó thaobh na socheacnamaíochta agus an chomhshaoil de agus roimh an iarratas ar an gCoimisiún cur chuige soiléir a chur i bhfeidhm chun cabhrú leis an earnáil a lánchumas a bhaint amach.
Zigmantas Balčytis (S&D), raštu. − Balsavau už šį pranešimą. Miškai ir miško žemė apima 42 proc. ES teritorijos. Miško pramonės apyvarta viršija apie 300 mlrd. eurų, joje sukuriama daugiau nei 2 mln. darbo vietų, daugiausia kaimo vietovėse, taip prisidedama prie ekonomikos augimo, darbo vietų ir gerovės kūrimo teikiant medieną ir sudarant turizmo galimybes. ES miškams yra iškilusios didelės grėsmės dėl klimato kaitos, naujų kenkėjų, padidėjusios gaisrų rizikos (ypač Viduržemio jūros regione) ir žmogaus veiklos (didėjanti medienos biomasės paklausa energetikos sektoriuje), kas sukelią jų nykimą. Pritariu, kad Komisija ir valstybės narės turi dėti daugiau pastangų kad būtų pasiekti Miškams skirto ES veiksmų plano, kurio įgyvendinimas šiuo metu atsilieka, aplinkos ir gyvenimo kokybės tikslai. Taip pat reiktų atnaujinti ES miškininkystės strategiją ir miškams skirtą ES planą siekiant į juos įtraukti klimato kaitos aspektą ir platesnius miškų apsaugos klausimus.
Jean-Luc Bennahmias (ALDE), par écrit. – Réussir à concilier les politiques forestières du sud et du nord de l'Europe pour avoir une approche cohérente dans l'Union européenne, un défi qui est loin d'être évident. Mais en adoptant ce rapport, nous avons mis l'accent sur le besoin d'un engagement plus fort pour la protection de l'environnement dans la politique forestière. Nous mettons aussi l'accent sur le défi que constitue le changement climatique pour les forêts. Si je ne suis pas sûr que nous ayons besoin d'une initiative législative visant à interdire la construction sur les terrains dévastés par des incendies, je suis en revanche pour la réflexion sur des solutions fermes et durables qui permettraient d'endiguer le terrible phénomène des feux de forêts criminels ayant pour but de libérer du terrain constructible.
Vilija Blinkevičiūtė (S&D), raštu. − Balsavau dėl šio pranešimo, nes jame pateikiama Europos Parlamento reakcija į Komisijos publikuotą žaliąją knygą, skirtą pradėti viešas konsultacijas dėl miškų apsaugos ir jų parengimo klimato kaitai visoje Europos Sąjungoje. Pranešime Parlamentas pritaria Komisijos žaliajai knygai bei ragina atnaujinti ES miškininkystės strategiją, tuo pat metu tinkamai atsižvelgiant į subsidiarumo bei proporcingumo principų taikymą bei įtraukiant klimato kaitos aspektą ir kitus platesnius miškų apsaugos klausimus. Parlamentas taip pat dar kartą patvirtina savo nuomonę, kad miškų apsaugos priemonėms reikia skirti daugiau lėšų pagal Bendrosios Žemės Ūkio politikos kaimo plėtros ramstį, ypač atsižvelgiant į naujus iššūkius dėl klimato kaitos. Tarp kitų galimų finansavimo šaltinių pranešime taip pat siūloma apsvarstyti galimybę nustatyti mokėjimus įmonėms už atliekamas ekosistemų funkcijas, kuriomis šios prisideda prie biologinės įvairovės išsaugojimo ir miškų apsaugos. Tarp daugelio kitų priemonių, tokių kaip koordinavimo ES lygiu ir apsikeitimo informacija tarp valstybių narių stiprinimas, Komisija taip pat yra raginama apsvarstyti galimybę teisės aktais įtvirtinti draudimą statyti tose vietose, kuriose buvo įrodyta, kad miškas buvo padegtas tyčia.
Sebastian Valentin Bodu (PPE), în scris. − Planul de acţiune pentru păduri adoptat în 2006 şi-a stabilit patru obiective importante, cărora, însă, nu li s-a dat suficientă atenţie în mod egal, după cum au arătat evaluări intermediare ale implementării acestuia. Deficienţele principale vizează sporirea protecţiei şi conservarea biodiversităţii şi arată că 66% dintre habitatele forestiere sunt într-o stare nefavorabilă. Practic, concluziile arată că în timp ce s-a acordat atenţie îmbunătăţirii competitivităţii pe termen lung, obiectivele de îmbunătăţire a mediului înconjurător, contribuţia la îmbunătăţirea calităţii vieţii şi promovarea coordonării şi comunicării au fost destul de slab implementate. Pădurile oferă mijloace de existenţă pentru milioane de lucrători, antreprenori şi 16 milioane de proprietari forestieri. Industriile forestiere din UE furnizează peste 2.000.000 de locuri de muncă, majoritatea în IMM-uri, şi au o cifră de afaceri de 300.000.000.000 euro. Gestionarea forestieră angajează, la rândul său, peste 350.000 de persoane.
Din aceste perspective, este importantă urmărirea obiectivelor stabilite în cadrul strategiilor forestiere. Acest lucru, combinat cu schimbările climatice, reprezintă suficiente motive pentru a mobiliza toate statele membre ale UE şi a depune eforturi egale şi unitare pentru a administra pădurile Uniunii. Acest lucru trebuie coroborat cu adaptarea politicilor privind energia, industria, comerţul, cercetarea şi coeziunea, inclusiv politica regională şi fondul de solidaritate.
Maria Da Graça Carvalho (PPE), por escrito. − A grande superfície florestal presente na Europa é criadora de um considerável volume de negócios e número de postos de trabalho dentro da União. Tendo isto em conta, e não esquecendo a importância destes espaços verdes a nível ambiental, considero capital a tomada de medidas para combater os efeitos negativos das alterações climáticas que se têm verificado nos últimos tempos a nível global, a fim de salvaguardar as florestas europeias e todas as externalidades positivas com estas relacionadas. Congratulo-me, portanto, com esta iniciativa da Comissão, que se traduz num Livro Verde de informação para a protecção florestal, pois para actuar de forma eficiente é preciso, antes de mais, conhecer os danos sofridos ultimamente pelas nossas florestas devido à nova conjuntura climática global, nomeadamente no que se relaciona com tempestades, aumento de risco de incêndio, pragas e doenças fúngicas.
Carlos Coelho (PPE), por escrito. − As florestas e zonas arborizadas cobrem 42 % da superfície da UE. Apesar de desaparecerem anualmente cerca de 500 000 hectares de floresta, em consequência de incêndios florestais e da exploração madeireira ilegal, a tendência para o aumento da cobertura florestal no território da UE parece ser estável a longo prazo.
Sendo a política florestal da competência primordial dos Estados-Membros, cabe, no entanto, à UE coordenar e complementar as iniciativas e programas florestais dos Estados-Membros, proporcionando-lhes um valor acrescentado, definindo uma estratégia comum e um plano de acção da UE. Deverá fazer parte das estratégias da UE e dos Estados-Membros o reforço da protecção das florestas, especialmente tendo em conta a proliferação de fenómenos extremos relacionados com o clima, como os fogos, as inundações, os desabamentos e a desertificação.
Apoio, assim, a criação de novos instrumentos e um reforço do financiamento das medidas de protecção das florestas da UE, nomeadamente para fazer face aos novos desafios colocados pelas alterações climáticas. As informações sobre os recursos florestais, o estado das florestas e o impacto das alterações climáticas são, igualmente, essenciais para assegurar que as decisões tomadas em relação às florestas proporcionem os maiores benefícios possíveis em termos socioeconómicos e ecológicos.
Vasilica Viorica Dăncilă (S&D), în scris. − Importanţa pădurilor din punct de vedere economic, social şi de mediu în context internaţional, european, regional şi naţional este în general bine cunoscută şi legitimizată, în parte, în acordurile internaţionale şi programele de cooperare şi finanţare relevante. Schimbările climatice au un impact foarte mare asupra pădurilor din toate regiunile Europei, însă cu intensitate diferită. O reformă a abordării politicilor Uniunii Europene cu privire la păduri nu trebuie să se reducă doar la provocările schimbărilor climatice, ci trebuie să ia în considerare toate aspectele legate de contribuţia pădurilor la dezvoltarea durabilă la nivel regional, european şi internaţional. Un alt aspect este cel al instrumentelor şi schemelor de sprijin pentru sectorul forestier la nivelul Uniunii, iar acestea sunt mult subdimensionate comparativ cu cele aplicabile altor sectoare de activitate şi cu contribuţia prezentă şi de perspectivă a pădurilor la atingerea obiectivelor de dezvoltare durabilă. Totuşi, o reformă a abordării politicilor Uniunii Europene cu privire la păduri nu trebuie să se reducă doar la provocările schimbărilor climatice, ci trebuie să ia în considerare toate aspectele legate de contribuţia pădurilor la dezvoltarea durabilă (a mediului, a economiilor rurale, etc.) la nivel regional, european şi internaţional.
Christine De Veyrac (PPE), par écrit. – Le rapport Arsenis démontre l'intérêt que le Parlement européen accorde à la politique forestière. Son contenu met l'accent sur la nécessité de prévoir, pour l'avenir, des moyens financiers suffisants et ambitieux en faveur de la forêt et de la filière bois. Je soutiens donc l'adoption de ce texte, tout en renouvelant mon soutien à l'adoption d'un instrument financier spécifique pour la protection des forêts de l'Union.
Anne Delvaux (PPE), par écrit. – Les forêts couvrent plus de 42 % du territoire de l'Union. La filière bois totalise plus de deux millions d'emplois, principalement dans des PME, et un chiffre d'affaires de 300 milliards d'euros. La gestion des forêts emploie 350 000 personnes. Le rapport volume abattu/accroissement est stable dans l'Union, se situant aux alentours de 60 %, mais des projections prévoient que ce rapport progressera au-delà de 100 % dans plusieurs pays, provoquant une diminution des réserves de bois sur pied après 2020!
Je suis convaincue que la gestion durable des forêts est indispensable au maintien de la capacité des forêts de l’Union à remplir des fonctions économiques, écologiques et sociales. C'est pourquoi j'ai appelé la Commission à présenter des propositions visant à compléter le règlement n° 995/2010 concernant le bois afin de garantir que le bois et ses produits dérivés mis sur le marché européen proviennent tous de forêts gérées de manière durable. Il faut que la Commission et les États membres rendent obligatoire la mise en œuvre de la gestion durable des forêts au sein de l’Union.
Edite Estrela (S&D), por escrito. − Votei favoravelmente o relatório sobre preparar as florestas para as alterações climáticas. Tendo em conta o potencial das florestas para a atenuação e a adaptação às alterações climáticas, bem como o seu valor económico, social e ambiental, é necessário reforçar as políticas europeias no domínio do desenvolvimento sustentável e da conservação das florestas, designadamente a legislação relativa à prevenção e gestão de riscos de incêndios florestais.
Diogo Feio (PPE), por escrito. − Actualmente, 42 % da superfície da UE é coberta por floresta e demais áreas arborizadas, sendo que a floresta representa 2 milhões de empregos, sobretudo em PME, e um volume de negócios de 300 mil milhões de euros. Estes números são o espelho de uma necessidade fundamental de boas políticas europeias para a floresta e do seu aproveitamento e sustentabilidade, não apenas ambiental, mas também como recurso económico fundamental.
Numa lógica de protecção da floresta, como recurso económico e ambiental fundamental, não posso esquecer, como português, que o combate aos incêndios florestais – com os quais o meu país tem sido fustigado – deve ser uma prioridade absoluta para qualquer política europeia nesta área.
Quanto aos programas florestais nacionais (PFN), apoiando totalmente a sua elaboração, chamo apenas a atenção para que a existência de um PFN não chega. Este tem que sair do papel e chegar mesmo até às áreas de floresta para que seja verdadeiramente eficaz, como pretendemos que seja.
José Manuel Fernandes (PPE), por escrito. − O presente relatório incide sobre o Livro Verde da Comissão intitulado A Protecção das florestas e a informação florestal na UE: preparar as florestas para as alterações climáticas. Mais de 42 % da superfície da UE são zonas arborizadas ou de floresta, o que constitui uma importante fonte de rendimento, gerando mais de 300 mil milhões de euros anuais e proporcionando mais de 2 milhões de empregos. Além disso, as florestas são essenciais para todos nós e fazem parte da nossa identidade. Nos últimos tempos, temos assistido a catástrofes e intempéries que ameaçam as florestas. Sem as florestas, as consequências das alterações climáticas seriam muito mais gravosas. Não obstante a sua importância, não têm sido objecto do financiamento devido.
Saúdo, pois, a aprovação deste relatório que chama a atenção para o menosprezo a que este sector tem sido votado, apelando ao reconhecimento e valorização da diversidade das espécies existentes na UE, bem como para a necessidade de implementar uma política florestal moderna e actuante que saiba tirar partido de uma nova gestão no domínio da biomassa, créditos de carbono, além das actividades tradicionais.
João Ferreira (GUE/NGL), por escrito. − As florestas e demais zonas arborizadas abrangem mais de 42 % da superfície da UE, representando um meio de subsistência para milhões de trabalhadores. A conservação do património florestal representa um contributo importante para o bem-estar das populações e a criação de emprego nas zonas rurais, devendo ser indissociável da prevenção de incêndios florestais, catástrofe que dizima extensas áreas de floresta anualmente, no Sul da Europa e nomeadamente em Portugal. Seria importante dar seguimento às recomendações sobre a prevenção de catástrofes naturais aqui recentemente aprovadas.
O relatório faz uma abordagem abrangente da problemática florestal, focando alguns aspectos que nos parecem importantes. Mas importa passar do papel à prática, em especial no que respeita à mobilização de recursos financeiros suficientes, através de programas e medidas de apoio comunitárias, que permitam uma monitorização do estado ecológico e fitossanitário das florestas e, sempre que necessário, a sua requalificação, incluindo acções de reflorestação.
Imprescindível é também dotar a Rede Natura 2000 – tendo em conta que muitas áreas florestais estão nela incluídas – de meios financeiros adequados à sua gestão e à efectiva prossecução dos seus objectivos. Importa também reconhecer a diversidade de ecossistemas florestais que ocorrem na Europa e valorizar a multifuncionalidade de muitos deles – como é o caso, por exemplo, do montado mediterrânico.
Ilda Figueiredo (GUE/NGL), por escrito. − Este relatório aborda, de forma abrangente, a problemática florestal, focando alguns aspectos que nos parecem importantes. Mas importa passar do papel à prática, em especial no que respeita à mobilização de recursos financeiros suficientes, através de programas e medidas de apoio comunitárias, que permitam uma monitorização do estado ecológico e fitossanitário das florestas e, sempre que necessário, a sua requalificação, incluindo acções de reflorestação. Imprescindível é também dotar a Rede Natura 2000 de meios financeiros adequados à sua gestão e à efectiva prossecução dos seus objectivos.
As florestas e demais zonas arborizadas abrangem mais de 42 % da superfície da UE, representando um meio de subsistência para milhões de trabalhadores. A sua conservação representa um contributo importante para o bem-estar das populações e a criação de emprego nas zonas rurais, devendo ser indissociável da prevenção de incêndios florestais, catástrofe que dizima extensas áreas de floresta no Sul da Europa, nomeadamente em Portugal. Seria importante dar seguimento às recomendações sobre a prevenção de catástrofes naturais recentemente aprovadas.
Importa também reconhecer a diversidade de ecossistemas florestais que ocorrem na Europa e valorizar a multifuncionalidade de muitos deles, como é o caso, por exemplo, do montado mediterrânico.
Monika Flašíková Beňová (S&D), in writing. − Forests and other wooded land account for more than 42% of EU territory, providing a livelihood to millions of workers and entrepreneurs and 16 million forest owners. Forest sector industries provide more than 2 million jobs, and forestry employs 350 000 people. Among the common policies with an impact on forest protection are environmental policy, energy, industry and trade policies, as well as policy coherence, including regional policy and the Solidarity Fund. Given the scale of the threats and the total area of forests in the EU, the financing should increase, eligibility to receive assistance should be extended to public bodies and producer groups, and contributions should be paid on an area basis and should cover protective measures.
Pat the Cope Gallagher (ALDE), i scríbhinn. − An tseachtain seo caite in Éirinn, rinne dóiteáin foraoise – a bhí ar scála nár facthas le tamall fada roimhe sin – ollscrios ar fhearainn i nDún na nGall, Sligeach agus réigiúin eile na tíre.
Is faoi na húdaráis áitiúla, le tacaíocht ón rialtas náisiúnta, atá sé freagracht a ghlacadh as eachtraí dá leithéid. Is ceist choimhdeachta í seo. Ó thaobh na ndóiteán in Éirinn de a tharla le déanaí, ní mór do Rialtas na hÉireann meastachán iomlán a dhéanamh ar an damáiste a rinneadh d’fhonn cúnamh a thabhairt dóibh siúd a buaileadh. Ní foláir plean éigeandála, cosúil leis an gceann atá i bhfeidhm cheana do thimpistí bóthair agus do thuilte, a chur i bhfeidhm do dhóiteáin foraoise d’fhonn a chinntiú go dtabharfaí freagra níos fearr ar a leithéid de chás amach anseo.
Mar fhocal scor, ní foláir breis maoinithe a thabhairt do Chomhairle Chontae Dhún na nGall chun na costais eisceachtúla a bheidh i gceist a íoc.
Elisabetta Gardini (PPE), per iscritto. − Egregio Presidente, onorevoli colleghi, il 42% dell'intera superficie dell'Unione Europea è coperta da foreste e terreni boschivi. Le industrie della filiera silvicola, con un fatturato superiore ai 300 miliardi di euro, offrono lavoro a circa 2 milioni di persone. Questi sono i dati che dobbiamo tenere presente per capire l'importanza di una strategia europea per una gestione forestale sostenibile e una protezione più efficace di questo considerevole patrimonio europeo. Dobbiamo ricordare sia l'importante ruolo delle foreste nella fornitura di servizi socio-economici sia il loro fondamentale contributo nella lotta contro i cambiamenti climatici. Diventa quindi urgente migliorare la nostra capacità di prevenzione degli incendi boschivi che continuano a distruggere più di 400000 ettari di foreste ogni anno. A tal fine sarebbe opportuno migliorare la raccolta delle informazioni sulle foreste, aumentare la ricerca e soprattutto incoraggiare lo scambio di conoscenze e esperienze fra gli Stati membri, iniziando dall'ambito transfrontaliero. Mi preme a questo proposito sottolineare il valore del compito svolto dal sistema europeo d'informazione sugli incendi forestali (EFFIS) e soprattutto l'importanza del programma GMES che consente la necessaria sorveglianza e mappatura delle zone boschive.
Françoise Grossetête (PPE), par écrit. – Le Parlement européen a transmis un message politique fort pour souligner à quel point la gestion durable des forêts est indispensable. Il est nécessaire et urgent de mettre en pratique les recommandations relatives à la prévention des catastrophes. Les incendies constituent en effet l'une des menaces les plus importantes que connaissent les forêts européennes et leurs écosystèmes.
La protection des forêts contre le changement climatique contribue également à préserver l'industrie forestière et sa compétitivité. Avec un chiffre d'affaires de plus de 300 milliards d'euros, la filière bois en Europe pourvoit plus de deux millions d'emplois et constitue un réservoir de croissance important.
Enfin, il est primordial que les débats sur l'avenir de la PAC après 2013 tiennent compte du rôle des forêts. Les producteurs ruraux et les organes publics doivent être éligibles aux mesures forestières du second pilier de la PAC: l'UE doit soutenir la plantation de forêts dans le cadre des programmes nationaux de développement rural.
Roberto Gualtieri (S&D), per iscritto. − La determinazione di una strategia europea per la protezione delle foreste rientra nell'impegno generale dell'UE nella lotta ai cambiamenti climatici. Particolarmente positivi, nella realzione approvata, sono la proposta di una regolamentazione specifica sul divieto di costruire su terreni distrutti da incendi dolosi, e la richiesta di un adeguato finanziamento per le strategie forestali, che al momento resta esiguo. Infine, è rilevante la richiesta di opportuni criteri di sostenibilità nella produzione di biomassa a fini energetici. Incitiamo dunque la Commissione europea a proseguire su questa strada, attraverso la presentazione di un Libro Bianco sulla protezione delle foreste che affronti questi temi.
Juozas Imbrasas (EFD), raštu. − Pritariau dokumentui, nes ES miškų ir kitos miško žemės plotas sudaro daugiau nei 42 proc. ES teritorijos. Miškai yra milijonų darbuotojų, verslininkų ir 16 mln. miško savininkų pragyvenimo šaltinis. Miškų ūkio sektorius suteikia daugiau nei 2 mln. darbo vietų, daugiausia MVĮ. 350 000 žmonių dirba miškotvarkos srityje. ES miško kirtimo ir prieaugio santykis stabiliai yra apytikriai 60 proc. Planuojama, kad keliose valstybėse narėse šis santykis didės iki daugiau nei 100 proc., todėl po 2020 m. mažės bendras medyno tūris. Europos miškai ir miškininkystė valdomi pagal įvairius regioninius ir nacionalinius modelius, sugrupuotus pagal jų gamybinę ir apsauginę orientaciją. Miškai atlieka tiek išteklių, tiek ekosistemų funkcijas. Yra siūloma parengti privalomas programas. Taip pat parama turi būti teikiama tikslingai, t.y. susieta su klimato kaita. Siūlymai apima: ilgalaikį konkurencingumo didinimą, aplinkos gerinimą ir saugojimą, gyvenimo kokybės gerinimą, koordinavimo ir ryšių skatinimą. Turime dėti visas įmanomas pastangas, kad išsaugotume ir tausiai naudotume šį išteklių, kad ir mūsų ateinančios kartos galėtų juo naudotis, taip pat prisidėtume prie aplinkos užterštumo mažinimo.
Peter Jahr (PPE), schriftlich. − Die Wälder und die Forstwirtschaft leisten bereits heute einen wichtigen Beitrag zur Erzeugung einheimischer Rohstoffe, bieten einen Erholungsraum für viele europäische Bürger und sind wichtig für den Klimaschutz. Kaum ein anderer Bereich zeichnet sich durch eine so enge Verflechtung von ökologischen, ökonomischen und sozialen Funktionen aus. Dennoch stehen die Wälder vor großen Herausforderungen. Eine der wichtigsten davon ist der Klimawandel. Die Aufgabe der Mitgliedstaaten ist, mit Unterstützung der Europäischen Kommission den Wald für die kommenden Generationen weiterzuentwickeln und zu sichern, sodass er auch in Zukunft seinen Beitrag für unseren Lebensraum, unsere Gesellschaft und Wirtschaft leisten kann. Dazu gehört, dass wir den Beitrag des Waldes zum Klimaschutz verstetigen und steigern, aber auch die wirtschaftliche Grundlage der Forst- und Holzwirtschaft sichern, damit auch zukünftig eine ausreichende Versorgung mit Holz gewährleistet ist.
Eija-Riitta Korhola (PPE), in writing. − Today it was an easy task to vote for the report on forest protection and information in the EU: preparing forests for climate change. The EU forests are now facing more pressure than ever before, not necessarily because of climate change but rather because of some of the decisions made in the EU to combat it. The fact that we now have requested within this report legally binding sustainability criteria on energy-creating biomass is an important initiative. The EU biofuel legislation, along with legislation for renewables, has driven our forest use in an unsustainable direction. If we consider forests solely as a source of renewable energy, we totally have missed the point of combining sustainable industry and environment protection. Forests are an important source of livelihood and well-being within our borders, therefore this valuable natural source should be used for production rather than short-sighted energy. One should also remember that the wood products themselves tie carbon during their whole life cycle, therefore we should avoid any corner-cutting in trying to reach our renewable goals.
Elisabeth Köstinger (PPE), schriftlich. − Die Europäische Forstwirtschaft ist nachhaltig wie kaum ein anderer Wirtschaftszweig, die europäischen Waldbesitzer halten sich bereits seit Generationen an strengste Forst- und Naturschutzgesetze. Der vom Umweltausschuss vorgelegte Bericht zum Grünbuch 'Waldschutz und Waldinformation' offenbart aber eine ungezügelte Regulierungswut ohne die Bedeutung des Waldes als Arbeitsplatz- und Wirtschaftsmotor zu erkennen. In übertriebener Weise werden Nachhaltigkeitskriterien zur Waldbewirtschaftung in der EU eingefordert ohne Rücksicht auf die Regionalität und die Länderkompetenz zu nehmen. Die essentiellen Punkte, die die Kompetenz der nationalen Forstpolitik überschreiten und den Wirtschaftsfaktor schwächen betreffen vor allem Bestimmungen für Holzlieferungen innerhalb von Europa - der Begriff "Nachhaltigkeit" ist nach wie vor noch nicht definiert. Ein weiterer Punkt den ich ablehne ist die Unterstellung, dass Holzbiomasse nicht nachhaltig wäre. Ich bin der Meinung, man sollte die vielseitige Schutz- und Nutzfunktion des Waldes beleuchten und nicht einseitig vorgehen. Die EU sollte sich besser dafür einsetzen, dass die gelebte nachhaltige Waldbewirtschaftung in Europa als Vorbild für andere Länder dient.
Petru Constantin Luhan (PPE), în scris. − Datorită contribuției importante a pădurilor la rezolvarea crizei climatice, gestionarea durabilă a pădurilor are o importanță majora pentru ca UE să-și atingă obiectivele în materie de climă. UE trebuie să-și consolideze strategia de combatere a factorilor care provoacă degradarea pădurilor, cum ar fi defrișările necontrolate, incendiile și poluarea aerului. Totodată, asigurarea biodiversității, protecția împotriva dezastrelor naturale și captarea CO2 din atmosferă sunt vitale pentru îmbunătățirea calității vieții cetățenilor noștri şi pentru conservarea mediului înconjurător. Astfel, consider că protecția pădurilor în UE trebuie să vizeze furnizarea unei garanții că pădurile își vor îndeplini și în viitor toate funcțiile productive, socio-economice și ecologice.
David Martin (S&D), in writing. − I voted for this important report. EU forests and other wooded land cover more than 42 % of the EU’s surface area. Forests provide livelihoods for millions of workers, entrepreneurs and 16 million forest owners. The forest-based industries (FBIs) provide more than 2 million jobs, mostly in SMEs, and have an EUR 300 billion turnover. 350 000 people are employed in forest management. In addition, 40% of EU forests are state-owned. The EU ratio of felling to increment is stable at around 60%. This ratio is projected to increase in several countries to over 100%, causing a decline in growing stock after 2020. Measures to protect forests are vital. European forests can be grouped in five bioclimatic zones: the Boreal, Temperate Oceanic, Temperate Continental, Mediterranean and Mountain zones (5), compatible with the EEA’s forest typology, developed to guide policy decisions (6).
Véronique Mathieu (PPE), par écrit. – J'ai voté en faveur du rapport sur le Livre vert de la Commission intitulé "La protection des forêts et l'information sur les forêts dans l'Union européenne; préparer les forêts au changement climatique". Les forêts doivent être considérées comme un élément fondamental dans la lutte contre le changement climatique. Il est crucial que l'Union européenne renforce sa stratégie pour lutter contre les phénomènes qui détériorent les forêts, comme les incendies et la pollution atmosphérique. Contre ces menaces, la capacité des forêts à récupérer un développement normal face aux répercussions du changement climatique dépend de la biodiversité, non seulement des arbres, mais aussi de tous les autres organismes qui y vivent, en particulier des animaux sauvages. Ainsi, les espèces sauvages qui colonisent naturellement les habitats privilégiés que sont les forêts méritent une attention particulière de la part des propriétaires car elles contribuent au maintien de la biodiversité.
Jean-Luc Mélenchon (GUE/NGL), par écrit. – La préservation des forêts est un enjeu fondamental pour l'intérêt de l'humanité tout entière. Quel dommage qu'elle serve une fois de plus de prétexte à la valorisation du marché carbone. Le capitalisme vert européen est une impasse. Capitalisme et écologie sont incompatibles.
Nuno Melo (PPE), por escrito. − A UE tem uma superfície florestal de 42 %, sendo uma indústria que incorpora cerca de 2 milhões de empregos, representando um volume de negócios de 300 mil milhões de euros. Face a estes números, são necessárias políticas europeias para a floresta para que esta se torne sustentável em termos ambientais e também económicos. Só assim é possível protegê-la dos vários atentados de que é alvo, nomeadamente os incêndios, os principais responsáveis pela sua destruição, principalmente nos países do Sul da Europa, nomeadamente o meu país, Portugal, onde todos os anos muitos milhares de hectares de floresta são destruídos.
Louis Michel (ALDE), par écrit. – Le changement climatique et les forêts sont indissolublement liés. Dans la lutte contre le changement climatique, la protection des forêts est essentielle. Les forêts pourraient être mieux utilisées dans cette lutte, non seulement en empêchant l’abattage mais aussi par des programmes de boisement et de reboisement.
Du fait du changement climatique, chaque type forestier et le secteur forestier sont exposés à des menaces spécifiques et imprévisibles comme les tempêtes, les sécheresses ou les incendies. Il est dès lors crucial que l'Union européenne renforce sa stratégie pour lutter contre ces phénomènes. La gestion durable des forêts doit tendre à concilier les aspects relatifs à la production et ceux ayant trait à la protection des forêts. La gestion durable des forêts est indispensable au maintien de la capacité de celles-ci à remplir des fonctions économiques, écologiques et sociales.
Il est primordial de prêter davantage attention au maintien, à l'équilibre et au renforcement des services rendus par les forêts. La préservation de la biodiversité doit constituer une des priorités de notre action politique.
Alexander Mirsky (S&D), in writing. − It is known that the report stresses the fact that forests should be seen as a major contributor to climate change mitigation and adaptation, rendering necessary the reinforcement of the EU strategy for combating the factors causing their deterioration, e.g. pests, forest fires, etc. Moreover the report focused on establishing a general context concerning forest protection, namely subsidiarity, diversity of threats according to different forest types, the central role of Sustainable Forest Management and the importance of forests for competitiveness and employment. I voted ‘in favour’.
Andreas Mölzer (NI), schriftlich. − Das europaweite Waldsterben zieht sowohl ein ökologisches Problem in Bezug auf Lebensraum und Klima als auch ein wirtschaftliches Problem nach sich. Schließlich sorgen fünf Millionen Arbeitnehmer und Unternehmer sowie 16 Millionen Waldbesitzer für einen jährlichen Umsatz von 300 Milliarden Euro. Die derzeitigen Umweltbedingungen verändern die europäischen Wälder. So ist davon auszugehen, dass Buchen aus dem Mittelmeerraum à la longue komplett verschwinden sowie Nadelwälder in ganz Kontinentaleuropa zurückgehen werden. Hinzukommen wird eine neue Form des Schädlingsbefalls, deren Auswirkungen noch nicht abgeschätzt werden kann, sowie ein deutlicher Anstieg des Waldbrandrisikos.
ICP Forests und die EU betreiben eines der weltweit größten Biomonitoring-Netzwerke, um diese Veränderungen zu quantifizieren und um zum Verständnis der Ursache-Wirkung-Beziehungen beizutragen. Ich habe mich meiner Stimme enthalten, da in dem Bericht meiner Meinung nach nur unzureichende Maßnahmen in Hinblick auf die Fragen vorgeschlagen werden, inwieweit die einzelnen Mitgliedstaaten in die Verantwortung genommen und in welchem Ausmaß sie mit einbezogen werden.
Rareş-Lucian Niculescu (PPE), în scris. − Am votat împotriva unei părţi din paragraful 36 pentru că prevederea conţinută este cel puţin nerealistă. Nu cred că trebuie să interzicem construcţiile pe terenuri forestiere care au fost afectate de incendii, pentru că unele din aceste terenuri sunt efectiv imposibil de folosit în alte scopuri. Nu cred că trebuie să prezentăm unele cazuri de abuzuri drept regulă generală şi să afectăm dreptul de proprietate al deţinătorilor de păduri care au fost deja afectaţi de un incendiu forestier. Acceptabilă, însă, este ideea de la paragraful 37, care propune instituirea unei interdicţii în cazul unui incendiu dovedit premeditat. Şi în această situaţie, însă, consider că ne putem confrunta cu consecinţele negative care ar rezulta: nu este obligatoriu ca autorul incendierii să fie titularul dreptului de proprietate şi nu înţeleg de ce acesta din urmă ar trebui sancţionat.
Maria do Céu Patrão Neves (PPE), por escrito. − O relatório sobre o Livro Verde da Comissão intitulado A protecção das florestas e a informação florestal na UE: preparar as florestas para as alterações climáticas apresenta as preocupações do Parlamento Europeu nesta matéria.
As florestas na União Europeia abrangem mais de 42 % da superfície da UE e representam 16 milhões de proprietários florestais, proporcionando mais de 2 milhões de empregos directos, principalmente em PME, e representando um volume de negócios de 300 mil milhões de euros, para além do seu impacto positivo e essencial em matéria de combate às alterações climáticas devido à sua capacidade de fixação do dióxido de carbono e libertação de oxigénio.
Os números apontados revelam a importância das florestas para todos os Estados-Membros da UE, nomeadamente para Portugal, que possui uma floresta com características bastante específicas e que desempenha um papel fundamental no ordenamento do território e combate aos fogos florestais.
Votei favoravelmente o presente relatório por considerar que as medidas preconizadas neste relatório contribuem para o combate da destruição das florestas, designadamente por incêndios, pragas, fragmentação da floresta, mudanças na composição das espécies e crescente procura de biomassa lenhosa.
Phil Prendergast (S&D), in writing. − I welcome the Commission’s Green Paper on forest protection and information in the EU. Since forests are the main absorber of carbon, sustainable forest management is key to achieving the EU’s climate change goals. We need to bring protection and production together in the management of our forests in order to ensure the viability of their environmental, social and economic functions. The EU has a role to play in promoting best management practice that suits the needs of local actors and communities, and in incentivising forestation efforts compatible with local conditions and native species.
Paulo Rangel (PPE), por escrito. − Votei favoravelmente o presente relatório, por considerar que é absolutamente essencial reforçar as políticas europeias tendo em vista a conservação e gestão sustentável das florestas, cujo inestimável valor económico, social e ambiental importa preservar.
Britta Reimers (ALDE), schriftlich. − Ich habe gegen §36 (split 2) und gegen §37 gestimmt, da Fragen der Raumordnung zu den regionalen/nationalen Aufgaben gehören, mithin die regionalen/nationalen Parlamente hier entscheiden müssen. Jeder Eingriff auf EU-Ebene wäre m. E. ein Eingriff in die Subsidiarität und würde damit zu weit gehen.
Frédérique Ries (ALDE), par écrit. – Nul besoin de préciser que la protection des forêts est un enjeu environnemental essentiel. Bien entretenues, les forêts constituent le principal puits de carbone et jouent un rôle primordial dans la lutte contre le changement climatique. À l'opposé, soumises au déboisement intensif, elles représentent 25 % de toutes les émissions de CO2, un gaz à effet de serre dû aux activités humaines. C'est dire si l'Union européenne, dont la Suède et la Finlande, qui abritent à elles seules 33 % des forêts européennes, mais aussi les pays du pourtour méditerranéen, a tout intérêt à renforcer sa stratégie pour lutter contre les phénomènes qui détériorent les forêts, comme la pollution atmosphérique et les incendies.
À ce titre, je me félicite, dans le cadre du vote sur le Livre vert intitulé "Préparer les forêts au changement climatique", de l'adoption du paragraphe 38 du rapport Arsenis, qui "invite instamment la Commission à présenter une proposition législative pour la protection des forêts contre les incendies" et envisage en particulier "d’interdire toute construction pendant trente ans sur les sols ayant subi un feu de forêt". C'est un bon moyen de contrecarrer la pratique répandue des incendies criminels à des fins de promotion immobilière.
Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), in writing. − This is a good report with good proposals, which include recognising the generally positive trend in terms of carbon storage in forests in Europe, but also the fact that carbon storage still remains far below natural capacity, and that the forest sector could reverse to a source, due to pressures; calling for Commission proposals to complement the Timber Regulation, in order to ensure that all timber or timber products placed on the European market are sourced from sustainably managed forests; urging the Commission to study options for payment for ecosystem services; and calling for a legislative proposal on forest fire prevention, including consideration of a 30-year ban on building on land where there has been a forest fire.
Oreste Rossi (EFD), per iscritto. − Sono favorevole alla relazione in quanto le foreste, che coprono più del 42% della superficie dell'Unione europea, forniscono un sostentamento a molti di lavoratori e di imprese del settore silvicolo. È opportuno creare un quadro di orientamenti della Commissione, introdurre criteri di sostenibilità vincolanti, compresa l'obbligatorietà dei programmi forestali nazionali, formalizzare i pagamenti dei servizi ecosistemici, rafforzare le politiche di protezione delle foreste reintroducendo il regolamento sulla prevenzione degli incendi. Di particolare valore e d'impatto è stata l'approvazione dell'emendamento che impedisce la speculazione edilizia su terreni risultanti da incendi boschivi dolosi. In Italia esiste già tale norma che prevede il divieto di costruire distrutto da incendio doloso.
Daciana Octavia Sârbu (S&D), in writing. − Forests provide us with many essential eco-services, ranging from regulating the water cycle to preventing soil erosion and sequestering carbon. The environmental and economic benefits of forests require that they be afforded urgent, continuing and long-term protection, and this is especially important in the context of climate change, in terms of both mitigation and adaptation. This report covers a wide range of issues and is the result of much hard work and fruitful negotiation involving all the main political groups. I sincerely hope the Commission and the Member States will act on its constructive suggestions.
Dominique Vlasto (PPE), par écrit. – Je salue l'adoption de ce rapport sur le Livre Vert sur la forêt présenté par la Commission. Les forêts font partie de nos paysages, de notre patrimoine, et sont indispensables à notre bien-être. Alors que les menaces sont de plus en plus sérieuses, une meilleure protection de ces ressources naturelles exceptionnelles est indispensable. En effet, les conséquences du changement climatique sur les forêts sont connues de tous, mais l'inertie pour y remédier hypothèque gravement leur préservation. Or, ce sont des écosystèmes fragiles, une biodiversité inestimable et une filière économique stratégique qu'il nous appartient de préserver. Je me félicite donc du message politique fort envoyé par notre Parlement en cette Année internationale de la forêt. Les mesures d'adaptation au changement climatique que nous devons prendre ne peuvent souffrir aucun attentisme. Il faut également renforcer la Réserve tactique européenne contre les feux de forêt, étant entendu que dans ce domaine, la prévention est aussi importante que la réaction. Si nous voulons préserver la forêt telle que nous la connaissons et l'aimons, nous devons être à la pointe du combat pour garantir une gestion durable des espaces forestiers et les protéger contre les menaces qui pèsent sur eux.
Luís Paulo Alves (S&D), por escrito. − Aprovo a presente proposta, tendo em conta que o relatório conseguiu uma abordagem equilibrada para os assuntos mais importantes da organização e das actividades do Serviço para a Acção Externa Europeu e para os assuntos-chave da Política de Segurança e Defesa. O equilíbrio foi conseguido através de uma cooperação militar e civil na resolução das interacções UE-NATO. Considero que as alterações propostas, apresentadas pelo S&D e aprovadas em sede de comissão, contribuem para uma definição mais inclusiva, abrangendo a liberdade religiosa, de fé e da expansão da lista de minorias que necessitam de protecção internacional.
Laima Liucija Andrikienė (PPE), in writing. − I voted in favour of the resolution on the EP’s annual report on the CFSP. It gives an overview of the strategic role that the EU should play outside its borders, in particular as regards the contribution to the development of democracy and respect for human rights. With this resolution the European Parliament reaffirms its prerogatives: key player and holder of the function of management and budgetary control of European civilian and military missions. We, Members of the European Parliament, once again stressed our main objective of a strong and decisive Parliament in foreign policy, particularly now having in mind the provisions of the Lisbon Treaty. Also important is the EU multilateralism issue, and the need to be always well represented in the different strategic contexts, taking advantage in particular of the new EEAS, the European diplomatic corps that has finally become a reality.
Χαράλαμπος Αγγουράκης (GUE/NGL), γραπτώς. – Οι Εκθέσεις για την ΚΕΠΠΑ της ΕΕ και το ρόλο της στη διεθνή σκηνή, που υπερψηφίστηκαν από το μεγάλο συνασπισμό των πολιτικών εκπροσώπων του κεφαλαίου –Συντηρητικούς, Σοσιαλδημοκράτες και Φιλελεύθερους– στο Ευρωπαϊκό Κοινοβούλιο αναδεικνύουν τον βαθιά αντιδραστικό χαρακτήρα του, τον αντιλαϊκό του ρόλο. Άλλωστε, δεν πρέπει να ξεχνάμε ότι το Ευρωκοινοβούλιο, με το σχετικό ψήφισμά του, αποτέλεσε τον προπομπό και επεδίωξε να νομιμοποιήσει τον πόλεμο ΕΕ-ΗΠΑ-ΝΑΤΟ ενάντια στη Λιβύη, για την λεηλασία των πλουτοπαραγωγικών πηγών αυτής της χώρας και τον έλεγχο των εξελίξεων στην ευρύτερη περιοχή, εν μέσω σκληρών ιμπεριαλιστικών ανταγωνισμών. Το πολιτικό προσωπικό της αστικής τάξης στο Ευρωκοινοβούλιο απαιτεί την ισχυροποίηση του ιμπεριαλιστικού χαρακτήρα της ΕΕ, την ενίσχυση της στρατιωτικοποίησής της και την ανάπτυξη των στρατιωτικών δυνατοτήτων της και του ευρωστρατού, ιδίως των «ευέλικτων» σχηματισμών μάχης και των δυνάμεων ταχείας αντίδρασης –όπως αυτές που προετοιμάζει με την EUFOR Libya για χερσαίες επιχειρήσεις στη Λιβύη με καθοριστική συμμετοχή και της Ελλάδας που ηγείται του Βαλκανικού σχηματισμού μάχης–battlegroup. Προωθεί τη στρατηγική συμμαχία της ΕΕ με το ΝΑΤΟ, καταστρώνει σχέδιο ιμπεριαλιστικών επεμβάσεων και πολέμων της ΕΕ σε ολόκληρο τον πλανήτη, με το πρόσχημα της «αντιμετώπισης κρίσεων», της «ανθρωπιστικής βοήθειας», της «πάλης ενάντια στην τρομοκρατία», με προτεραιότητα την κατάκτηση θέσεων στον οξύτατο ενδοϊμπεριαλιστικό ανταγωνισμό που μαίνεται στη ευρύτερη περιοχή της Βόρειας Αφρικής και Μέσης Ανατολής.
Liam Aylward (ALDE), in writing. − I voted to oppose the measures in this report relating to the Mercosur Trade deal. The Mercosur Trade deal has the potential to seriously undermine European agriculture and the work of European farmers in delivering public goods and high-quality, safe food. A quota of the size demanded by Mercosur would completely undermine Ireland’s beef production. It is estimated that an EU/Mercosur deal could reduce Irish beef prices by 30% which would inflict losses of up to EUR 500 million in Ireland alone. The Irish agri-food sector accounts for 60% of exports from Irish-owned companies, valued at EUR 8 billion per year, and provides up to 250 000 jobs. This deal would result in major job losses at farm and industry level across rural areas in Ireland and the EU as a whole.
Zigmantas Balčytis (S&D), raštu. − Balsavau už šį pranešimą. Lisabonos sutartis suteikė ES didelių galių , kurioms ES turėtų plėtoti savo užsienio politikos siekius ir ginti savo interesus visame pasaulyje vadovaudamasi bendru tikslu prisidėti prie taikos, saugumo, solidarumo skatinimo, konfliktų prevencijos, demokratijos skatinimo, žmogaus teisių apsaugos, pagarbos tarptautinei teisei ir kt. Siekdama daryti įtaką tarptautiniu mastu, ES taip pat turi imtis labiau koordinuotų veiksmų. Sąjungos gebėjimas daryti įtaką tarptautinei bendrijai priklausys ne tik nuo darnios jos politikos, veikėjų ir institucijų sąveikos, bet ir nuo ES užsienio politikos strateginės koncepcijos, kurios tikslas turi būti suvienyti visas valstybes nares ir įtikinti jas vadovautis tais pačiais prioritetais bei tikslais, kad tarptautinėje arenoje jų balsas būtų vieningas ir svarus.
Слави Бинев (NI), в писмена форма. − Уважаеми колеги, подкрепяйки годишния доклад на Съвета до Европейския парламент относно главните аспекти и основни решения в областта на общата външна политика и политика на сигурност (ОВППС), която е една от най-важните политики на Европейския съюз, изразявам одобрението си за политиката, която Европейския съюз води на международно ниво. С приемането на този годишен доклад, ние даваме израз на силната позиция и роля на Европейския съюз в сферата на международните отношения.
Mara Bizzotto (EFD), per iscritto. − La relazione Albertini contiene spunti condivisibili, ma c'è un problema di fondo. L'impostazione di base è quella per cui progressivamente l'UE dovrebbe ottenere una posizione preminente, nel campo della politica estera e di difesa, rispetto ai singoli governi nazionali. Questo significa che gli Stati Membri dovrebbero cedere ulteriori rilevanti quote di sovranità nella politica estera a favore degli organi comunitari, incaricati di pervenire ad una posizione comune da rappresentare nel consesso internazionale e in tutti i fori multilaterali. Non posso essere d'accordo con questa prospettiva: gli Stati Membri non potrebbero più definire una loro politica estera in base a interessi nazionali ritenuti prioritari.
Siamo d'accordo che l'UE deve sforzarsi, in determinati ambiti, di parlare con una sola voce per avere più forza, sul piano globale, e rappresentare le istanze comuni a tutti gli Stati Membri; ma questo non può avvenire a scapito dell'autonomia degli Stati nella formulazione della loro politica estera. Inoltre, la relazione invita l'UE a riprendere con decisione la strada dell'adesione della Turchia all'Europa, punto su cui tradizionalmente non mi trovo affatto d'accordo. La Turchia deve restare fuori dalla nostra organizzazione, non è e non sarà mai Europa. Il mio voto alla relazione è contrario.
Vilija Blinkevičiūtė (S&D), raštu. − Balsavau dėl šio pranešimo, kadangi Tarybos metiniame pranešime nuosekliai apžvelgiamos bendrosios užsienio ir saugumo politikos (BUSP) kryptys bei veiksmai. Labai svarbu, kad Taryba ir toliau skirtų ypatingą dėmesį regioniniams konfliktams ir aktyviai į juos reaguotų. Tačiau šiame Tarybos pranešime pasigendama galimų šių konfliktų ir problemų sprendimo būdų. Taryba turėtų siekti, kad pranešimas būtų daugiau negu įvairių šalių įvykių ir pokyčių suvestinė. Taigi, šiame dokumente turėtų būti sprendžiamas Europos Sąjungos užsienio politikos ir priemonių užtikrinimo ir įgyvendinimo klausimas. Be to, Taryba į pranešimą turėtų įtraukti BUSP bei kitų Europos Sąjungos išorės politikos sričių koordinavimo bei derinimo vertinimus. Taip pat reikėtų pateikti strategines bei organizacines rekomendacijas ateičiai, remiantis BUSP srityje atliekamų veiksmų vertinimu. Norėčiau atkreipti dėmesį į tai, kad metinis pranešimas dėl bendrosios užsienio ir saugumo politikos turėtų būti priemonė glaudesniam tarpinstituciniam dialogui užtikrinti, siekiant įvertinti jos veiksmingumą ir apibrėžti būsimas šios politikos kryptys.
Maria Da Graça Carvalho (PPE), por escrito. − Saúdo o relatório anual do Conselho e congratulo-me com os esforços realizados no sentido de desenvolver uma política externa europeia. Considero capital a adopção de uma posição harmoniosa relativamente às relações externas por parte dos Estados-Membros, pois tal coesão contribuirá para a paz, segurança, solidariedade e prevenção de conflitos a nível internacional, bem como para o desenvolvimento sustentável e a capacidade da UE para influenciar a ordem internacional. Incentivo assim a continuação do bom trabalho para a formação de uma frente unida que melhore as relações entre a Europa e as outras potências mundiais, que promova uma resposta mais eficaz em situações de crise internacional e que reforce a posição da Europa no palco mundial.
Christine De Veyrac (PPE), par écrit. – Je n'ai pas voté en faveur du paragraphe 85 du rapport Albertini se félicitant de la reprise des négociations relatives à un accord d'association avec le Mercosur. Un tel accord, visant à libéraliser les échanges, doit être envisagé avec la plus grande prudence afin de ne pas fragiliser un peu plus l'agriculture communautaire. Les productions du Mercosur ne sont pas soumises à des normes environnementales et sociales comparables à celles de l'agriculture européenne. Un risque fort de concurrence déloyale existe dans ces conditions. Il est important de s'en préserver.
Edite Estrela (S&D), por escrito. − Votei favoravelmente este relatório por defender que o relatório anual do Conselho faculta um panorama claro das políticas e acções no campo da política externa e de segurança comum e contribui para um diálogo interinstitucional reforçado.
Diogo Feio (PPE), por escrito. − O relatório deste ano é semelhante em estrutura ao relatório de 2009 da PESC. Um capítulo especial é dedicado à aplicação do Tratado de Lisboa. Tal como anteriormente, exige mais diálogo com o Conselho sobre os principais objectivos da PESC.
O relator sublinha, e eu subscrevo, a necessidade de se passar de uma mera descrição das actividades da PESC para mais diálogo com uma abordagem estratégica. E exorta o Conselho a considerar as posições do Parlamento Europeu na elaboração das suas decisões.
Creio ser necessária uma maior discussão sobre o quadro estratégico da política externa da União e um maior conhecimento do âmbito da PESC e dos mecanismos para a sua condução, à disposição dos diversos actores políticos. O elevado número de alterações apresentadas denota o crescente interesse dos deputados por estas questões.
José Manuel Fernandes (PPE), por escrito. − O presente relatório visa o relatório anual do Conselho ao Parlamento Europeu (PE) sobre os aspectos principais e as opções fundamentais da Política Externa e de Segurança Comum (PESC) em 2009, apresentado ao Parlamento Europeu nos termos do ponto 43 da Parte II-G do Acordo Interinstitucional de 17 de Maio de 2006. Trata-se de um relatório baseado no quadro institucional criado pelo Tratado de Lisboa e, em função da sua reestruturação, apresenta-se mais transparente na apresentação das políticas externas e de segurança comum. Aborda a situação em várias partes do mundo onde os países e as regiões estão em crise, como os Balcãs Ocidentais, países vizinhos da Europa Oriental, Ásia Central, Rússia, Turquia, Médio Oriente, a região do Mediterrâneo, Ásia, África e América Latina. Embora reconheça a possibilidade de introdução de melhorias, nomeadamente na pormenorização dos acontecimentos por país, na descrição dos meios necessários à consecução dos objectivos da política externa da UE, bem como numa apreciação mais qualitativa desta política com a inclusão de recomendações estratégicas e organizativas para o futuro, saúdo a elaboração deste relatório e faço votos de que a UE continue a desenvolver um multilateralismo eficaz, que é uma das marcas da preocupação geoestratégica da UE.
João Ferreira (GUE/NGL), por escrito. − Mais um relatório de apoio ao desenvolvimento da política externa e de segurança e defesa comum da União Europeia. Os argumentos repetem-se, fastidiosamente. Assim, reiteramos a oposição e as razões que a fundamentam: estamos perante a defesa, por meios diversos, incluindo militares e diplomáticos, de interesses económicos e geoestratégicos das potências europeias, em convergência com os EUA e a NATO. Não é demais lembrar a folha de serviços destas instituições e as suas consequências dramáticas: Iraque, Afeganistão, Balcãs, Líbia, com outros países também na lista.
A política de cooperação e de ajuda ao desenvolvimento – que no actual contexto internacional deveria constituir um dos principais pilares, se não o principal, de uma política externa e de segurança – é relegada para um secundaríssimo papel.
É também já clássica e repetitiva a postura hipócrita que protege os interesses económicos das empresas europeias produtoras de armamento, que ganharam milhões com a venda de armas a ditadores que as usam para massacrar os seus povos ou povos vizinhos. Esta e outras questões continuam sem a resposta que se impunha: a necessária rectificação da política.
O apoio à política de agressão e de ocupação de Israel, ao incumprimento de resoluções da ONU por este país, e outros como Marrocos, são mais exemplos que aqui denunciamos.
Ilda Figueiredo (GUE/NGL), por escrito. − Este é mais um relatório que também reafirma, no fundamental, o apoio às políticas externa e de segurança e defesa comum da União Europeia. São sobretudo políticas de defesa de interesses económicos e geoestratégicos das potências europeias, cada vez mais em convergência com os EUA e a NATO, deixando para segundo plano a cooperação e a ajuda ao desenvolvimento. Os seus resultados são, de um modo geral, catastróficos, como é claro no Afeganistão, Palestina, Iraque, Líbia e outros países.
Sabemos como predomina uma política de dois pesos e duas medidas, que protege os interesses económicos das empresas europeias produtoras de armamento, que ganharam milhões com a venda de armas a ditadores que, depois, as usaram para massacrar os seus povos ou povos vizinhos.
Por isso, continuam sem a resposta necessária questões tão importantes como os negócios de venda de armas, a política expansionista e belicista de Israel e o não cumprimento sistemático das resoluções da ONU sobre o Sara Ocidental e a Palestina.
Daí o nosso voto contra.
Monika Flašíková Beňová (S&D), in writing. − The report was adopted in the Committee on Foreign Affairs by an overwhelming majority. It has achieved a balanced approach to the most pressing issues concerning the organisation and activities of the European External Action Service (EEAS) and to key issues for the common foreign and security policy (CFSP), such as promotion of the values of democracy, human rights and the rule of law, promotion of gender equality and energy security, the situation in Iran and in Afghanistan, the EU response to the democratic changes in the Southern Mediterranean region, and relations with major players such as Russia, China, Japan and India. The report strikes a balance on civilian-military cooperation in crisis resolution and on EU-NATO interaction: on the one hand, it avoids relegating the EU exclusively to trade, development and humanitarian issues, the course pursued by the ECR Group, and, on the other, it rejects the GUE/NGL Group’s insistence on excluding any military component from the CFSP.
Lorenzo Fontana (EFD), per iscritto. − Gentile Presidente, onorevoli colleghi, la proposta del collega Albertini non può trovare il mio voto favorevole perché ci sono troppi punti, sui quali non possiamo essere d’accordo. Uno di questi è quello che prevede la coerenza di politica estera dell’Unione Europea. Concetto impeccabile ma che, vista la crisi del nord-Africa di quest’anno e la crisi libica in atto dimostra come questo non sia possibile. Troppi i distinguo fatti da Paesi diversi dell’UE. Un altro punto sul quale poi non possiamo essere d’accordo è l’invito ad aumentare gli sforzi per l’entrata in Europa della Turchia. Per questo il mio voto sarà contrario.
Bruno Gollnisch (NI), par écrit. – Le vrai choix fondamental de la PESC, en 2009, a été celui de la haute représentante. Il faut bien avouer qu'il n'est pas le meilleur. Force est de constater que Mme Ashton est plus douée pour les communiqués de presse moralisateurs de dame patronnesse que taillée pour les enjeux diplomatiques auxquels vous souhaitez la voir se confronter au nom des 27. Grâce à elle, l'Union européenne a été absente, ou présente à contretemps ou à contre-courant, dans tous les évènements importants. En revanche, comme à l'habitude en période de crise, une poignée d'États a pris l'initiative, bonne ou mauvaise, s'est organisée et a agi. Le reste a suivi ou râlé, puisqu'il était sommé d'avoir une opinion.
De fait, la politique extérieure de l'Union consiste essentiellement à distribuer des fonds et à commercer, le plus souvent en contradiction avec les principes politiques qu'elle affiche. Et c'est logique: la diplomatie relève des fonctions régaliennes des États. Elle est le produit de l'histoire, des intérêts économiques ou géopolitiques, et des moyens de chacun. Les intérêts de l'Union ne sont ni une synthèse, ni une addition de ceux de ses membres. Ils lui sont propres et sont souvent contradictoires avec les intérêts nationaux. Il est totalement illégitime qu'ils puissent primer sur eux.
Juozas Imbrasas (EFD), raštu. − Pritariau dokumentui, nes siekiama, kad nacionalinės gynybos sistemos atitiktų ES gynybos sistemas. Taip pat būtų derinamos strategijos su svarbiausiais pasaulio veikėjais, tokiais kaip JAV, Rusija, Kinija, Turkija ir Arabų šalimis. Pabrėžiama ir siekiama skatinti mirties bausmės moratoriumą. Taip pat nurodomos kryptys ir tikslai bendradarbiavime su kitomis šalimis. Veiksminga daugiašalė politika turėtų būti pagrindinis Sąjungos strateginis interesas ir kad šiomis aplinkybėmis ES turėtų imtis pagrindinio vaidmens tarptautinio bendradarbiavimo srityje, remti tarptautines institucijas, lengvinti tarptautinį susitarimą ir pažangius veiksmus pasauliniu lygmeniu. Būtina skubiai spręsti visų ES piliečių susirūpinimą keliančius visuotinius klausimus, pvz., dėl kovos su terorizmu, organizuotu nusikalstamumu, pandemijomis ir klimato kaita, dėl elektroninės erdvės saugumo, Tūkstantmečio vystymosi tikslų siekio ir skurdo panaikinimo, energetinio saugumo užtikrinimo, masinio naikinimo ginklų neplatinimo, taikaus konfliktų sprendimo ir nusiginklavimo, migracijos valdymo bei žmogaus teisių ir pilietinių laisvių skatinimo, atkreipiamas dėmesį į tai, kad reikia geriau stebėti ES lėšų naudojimą pagal Europos Audito Rūmų specialią ataskaitą Nr. 15/2009. Laikomasi nuomonės, kad ES, siekdama labai sustiprinti ES ir NATO partnerystę, turėtų pasinaudoti priimta naująja NATO strategine koncepcija, kartu plėtojant ES užsienio ir gynybos politiką. Manau, kad reikia sukurti bendrus organizacinius santykius.
Krzysztof Lisek (PPE), na piśmie. − Glosowałem za przyjęciem rocznego sprawozdania dotyczącego głównych aspektów wspólnej polityki zagranicznej i bezpieczeństwa (WPZiB) w 2009 r. Jest to dobrze napisany raport o kluczowym znaczeniu, szczegółowo omawiający aspekty Wspólnej Polityki Zagranicznej i Bezpieczeństwa. Ze szczególnym zadowoleniem przyjmuję fakt, że w treści raportu znajduje się zgłoszona przeze mnie zaproponowana przeze mnie poprawka dotycząca Gruzji. Zależało mi na tym, by podkreślić, jak istotne jest wywieranie stałego i konsekwentnego nacisku politycznego na Rosję, aby wprowadziła w życie wszystkie postanowienia umowy z 2008 roku w tym, w szczególności, umożliwiła dostęp do terytoriów okupowanych misji obserwacyjnej Unii Europejskiej EUMM. Mam nadzieję, że Wysoka Przedstawiciel Catherine Ashton weźmie pod uwagę nasze rekomendacje.
David Martin (S&D), in writing. − I voted for this report and take the view that, in order to be consistent with the EU’s own values, EU foreign policy and external action must give priority to promoting democracy and the rule of law, good governance and fair societies, given that a rule-based democratic society is the basis for upholding human rights as well as for enhancing stability. Reiterating the position that human rights need to be firmly mainstreamed into EU foreign policy, I believe that the new institutional structure of the EU, with particular reference to the EEAS and its dedicated department, offers an opportunity to enhance the EU's coherence and effectiveness in this area; urge the VP/HR to proactively pursue, through bilateral relations with third countries and active participation in international fora, the engagement of third countries in respecting human rights as well as to speak up against human rights abuses and not to refrain from taking adequate measures if they are violated; considering the growing grave violations of freedom of belief, call upon the Commission to conduct a thorough evaluation and to mainstream freedom of belief into the EU human rights policy.
Mario Mauro (PPE), per iscritto. − La relazione Albertini, sulla relazione annuale 2009 del Consiglio al Parlamento europeo sugli aspetti principali e le scelte di base della politica estera e di sicurezza comune (PESC), rappresenta un crocevia importante per il futuro della politica estera dell’Unione. Serve davvero che il Parlamento si esprima unanime chiedendo al Consiglio di non limitare l'ambito della relazione annuale sulla PESC ad una mera descrizione delle attività della stessa ma, come è giustamente riportato nella relazione, “a farne uno strumento politico orientato all'elaborazione di soluzioni”. Dobbiamo inoltre sottolineare che “la relazione dovrebbe fornire più di un semplice elenco di eventi e sviluppi in base al paese e dovrebbe altresì affrontare la questione dell'efficacia della politica estera UE e dei mezzi necessari per perseguire gli obiettivi dell'azione esterna dell'Unione”.
Nuno Melo (PPE), por escrito. − A UE deve continuar a desenvolver os seus objectivos de política externa e promover os seus valores e interesses à escala mundial, com o propósito genérico de contribuir para a paz, a segurança, a solidariedade, a prevenção de conflitos, a promoção da democracia, a protecção dos direitos humanos, a igualdade de géneros, o respeito do direito internacional, o apoio às instituições internacionais, o multilateralismo eficaz e o respeito mútuo entre as nações, o desenvolvimento sustentável, o comércio livre e justo e a erradicação da pobreza. Estes objectivos só serão concretizados com uma Política Externa e de Segurança Comum eficaz e partilhada por todos os Estados-Membros da UE.
Louis Michel (ALDE), par écrit. – Comme vous le savez, je suis un fervent défenseur de l’adhésion de la Turquie à l’UE. Je suis d’ailleurs convaincu que l’Europe a un intérêt au moins aussi grand que la Turquie à son adhésion. La Turquie à la chance d’être à la frontière de deux mondes. Elle a un double regard, à la fois sur l’Occident européen et sur l’Asie. Comme l’a dit Jacques Chirac: "l’Union européenne et la Turquie ont une communauté de destin". L'adhésion de la Turquie est la preuve que le dialogue entre l’Orient et l’Occident est possible, constructif, pacificateur, innovant et inventif. L’Europe ne compte-t-elle pas entre quinze et vingt millions de musulmans? La Turquie est membre fondateur du Conseil de l’Europe et de l’OSCE, membre de l’OTAN et de l’Union de l’Europe Occidentale (UEO). Elle vient d'être élue en tant que membre non permanent du Conseil de sécurité. Enfin, sa présence au sein du G20 montre l’importance et le rôle géostratégique qu’elle peut jouer dans le concert des nations. Il faut rétablir la confiance entre nos gouvernements et concrétiser l’espoir soulevé par la population et la jeunesse. Il faut mettre à profit les années qui viennent pour réaliser cette intégration.
Alexander Mirsky (S&D), in writing. − The report was adopted in the Committee on Foreign Affairs by an overwhelming majority where I voted ‘in favour’ too. It has achieved a balanced approach to the most pressing issues of the organisation and activities of the European External Action Service and key issues of common foreign and security policy, such as the promotion of the values of democracy, human rights and the rule of law, promotion of gender equality, energy security, the situation in Iran and Afghanistan, the EU’s response to the democratic changes in the Southern Mediterranean, and relations with major players, such as Russia, China, Japan and India.
Andreas Mölzer (NI), schriftlich. − Ich bin ein Befürworter einer gemeinsamen europäischen Außen- und Verteidigungspolitik, wobei dem Wort „europäisch“ die größte Bedeutung zukommt. Europa muss sich nicht nur wirtschaftlich, sondern auch außenpolitisch von den USA emanzipieren und selbständiger werden, um in der Welt auch als ein eigenständiger und starker Akteur wahrgenommen zu werden. Bis dato sind aber keinerlei Anzeichen in diese Richtung zu erkennen, im vorliegenden Bericht wird vielmehr die Anbindung an die USA, insbesondere über die NATO, befürwortet und festgeschrieben. Nach Meinung gewisser Kreise sollte diese sogar noch verstärkt werden. Dies ist für die Zukunft der EU jedoch höchst kontraproduktiv und erschwert in wichtigen Fragen die Abstimmung auf eine gemeinsame europäische Linie oder Haltung, wie man am Beispiel der Libyen-Krise sehen konnte. Ich habe daher gegen den vorliegenden Bericht gestimmt.
Maria do Céu Patrão Neves (PPE), por escrito. − A Política Externa da UE sofreu um forte incremento após a entrada em vigor do Tratado de Lisboa. A União Europeia necessita de uma estratégia de política externa coerente, assente nos objectivos e princípios consagrados no artigo 21.º do TUE. A acção da União na cena internacional assenta nos princípios que presidiram à sua criação, desenvolvimento e alargamento, sendo seu objectivo promover em todo o mundo: a democracia, o Estado de direito, a universalidade e indivisibilidade dos direitos do Homem e das liberdades fundamentais, o respeito pela dignidade humana, os princípios da igualdade e solidariedade e o respeito pelos princípios da Carta das Nações Unidas e do direito internacional.
Votei favoravelmente o presente relatório sobre o relatório anual do Conselho ao PE sobre os principais aspectos e as opções fundamentais da Política Externa e de Segurança Comum em 2009 por concordar com a maioria das observações feitas pelo PE. Destaco o facto de o relatório não propor eventuais abordagens para a resolução dos conflitos e questões que tão transparentemente apresenta. Neste sentido, acompanho o relator no pedido ao Conselho para que não circunscreva o âmbito deste relatório a uma mera descrição das actividades desta política, mas o transforme num instrumento político centrado em soluções.
Paulo Rangel (PPE), por escrito. − Votei favoravelmente a presente resolução que, a pretexto do relatório anual do Conselho sobre a PESC de 2009 – cuja transparência saúda –, põe a tónica na necessidade de a União Europeia continuar a desenvolver os seus objectivos de política externa e promover os seus valores e interesses à escala mundial, com o propósito genérico de contribuir para a paz, a segurança, a solidariedade, a prevenção de conflitos, a promoção da democracia, a protecção dos direitos humanos, a igualdade de género, o respeito do direito internacional, o apoio às instituições internacionais, o multilateralismo eficaz e o respeito mútuo entre as nações, o desenvolvimento sustentável, o comércio livre e justo e a erradicação da pobreza.
Teresa Riera Madurell (S&D), por escrito. − Estamos ante el informe anual de la PESC, en este caso el relativo a 2009. Mi voto positivo se fundamenta en el acierto de este informe, que no solo recoge las innovaciones del Tratado de Lisboa en temas de política exterior y de seguridad, sino que también hace un llamamiento a una mejor coordinación entre el recién instaurado Servicio Europeo de Acción Exterior, los Estados miembros y la Comisión. La UE debe consolidarse como un actor fuerte y creíble en la escena internacional y para ello necesitamos avanzar hacia un mensaje inequívoco en la promoción de nuestros valores, como la democracia o los derechos humanos, en nuestras relaciones exteriores, pero también en la persecución de nuestros intereses, como los relacionados con la seguridad energética.
Valores e intereses no deben ser términos excluyentes sino compatibles en nuestra acción exterior. Visto desde una óptica socialista, el informe recoge nuestras principales demandas en sus recomendaciones temáticas y geográficas. Creo que acierta en su concepción de las relaciones transatlánticas, y en concreto de la UE-OTAN, o al subrayar la necesidad de la cooperación civil y militar en la gestión de crisis.
Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), in writing. − Three of our six amendments were adopted: the one calling for separate budget lines on common security and defence policy missions, the one calling on the Council and the Vice-President of the Commission/High Representative of the Union for Foreign Affairs and Security Policy to overcome the imbalance between civilian and military planning capabilities, and the one on the urgency of addressing water management issues in Central Asia. As for Syria, the S&D Group amendment was adopted, causing our amendment calling for the resignation of Assad to fall. In the end, the report was adopted with an overwhelming majority. Our group abstained.
Oreste Rossi (EFD), per iscritto. − La relazione pone l'accento sul ruolo guida dell'Unione europea quale attore globale efficace sulla scena internazionale. Per farlo sono necessarie un'azione esterna più strategica e una politica estera unica che unisca tutti gli Stati. Mi sembra un'utopia all'alba dei continui fatti in Medio Oriente e nei Paesi del Mediterraneo. Ho espresso voto contrario in quanto la relazione vuole limitare il potere nazionale, creando nuove agenzie e affrontando nuove operazioni militari, il che implicherebbe un incremento della spesa, e intende inoltre dare un maggiore impulso ai negoziati di adesione della Turchia.
Viktor Uspaskich (ALDE), raštu. − Gerbiami kolegos, šį mėnesį Lietuva mini septynerių metų įstojimo į ES sukaktį. Kai mes stojome, dauguma lietuvių svajojo apie demokratiją ir tai, ką Europa galėtų duoti. Deja, praėjus septyneriems metams, dauguma jų lūkesčių nepasitvirtino nei Lietuvos, nei Europos lygmeniu. Vienas iš jų yra užsienio politika. Neseniai keletas Europos lyderių suskubo švęsti demokratijos triumfą bei Arabijos pasaulio diktatorių žūtį – europietiškų vertybių pergalę. Deja, tai toli gražu ne tiesa. ES pastangos suvienyti savo užsienio politiką nėra labai sėkmingos.
Lisabonos sutartis turėjo padėti Europai atrasti vieningą balsą užsienio politikos srityje, tačiau praeitą savaitę mes pamatėme dar vieną ES užsienio politikos sanglaudos trūkumo įrodymą: po to, kai praeitos savaitės pirmadienį buvo nužudytas Osama bin Ladenas, ES aukščiausi lyderiai per 24 valandas išplatino ne mažiau kaip penkis atskirus pareiškimus. Jei Europa nori išlikti rimtu žaidėju pasaulio scenoje, turime kalbėti vienu balsu. ES taip pat turi teisingai pasirinkti savo užsienio politikos prioritetus: dėmesio sutelkimas į Pietus apleidžiant mūsų rytines sienas nėra tvari politika.
Dominique Vlasto (PPE), par écrit. – Définir les grandes orientations de la politique européenne de défense commune (PESC) constitue une exigence de l'UE, à la lumière de l'instabilité mondiale croissante. Je me félicite que ce rapport insiste sur la nécessité d'y associer le Parlement. Représentant les intérêts des peuples européens, nous devons jouer un rôle dans l'élaboration d'une politique de défense européenne. L'un des objectifs fondamentaux de l'Union européenne est la défense des valeurs de paix, des Droits de l'Homme et de la démocratie. Il faut que la promotion de nos principes repose sur une stratégie ambitieuse en matière d'action extérieure et de diplomatie. Le Traité de Lisbonne a permis de donner une voix à l'Union avec la Haute Représentante / Vice-Présidente. Notre PESC ne peut laisser de place à la division. Ce vote est donc un appel à une meilleure coordination de tous les acteurs institutionnels: Service Européen d'Action Extérieure, Commission européenne, États membres et évidemment le Parlement européen. Dans un monde qui change, notre Union doit être plus qu'économique. Nous avons une responsabilité historique d'en faire une Union politique. La PESC doit être un vecteur pour y parvenir. C'est le message que notre Parlement a tenu à envoyer, et la position que je soutiens.
Angelika Werthmann (NI), schriftlich. − Ich habe dem Bericht zugestimmt. Um den Einfluss der EU auf globaler Ebene zu stärken, und damit indirekt auch den Einfluss der einzelnen Mitgliedstaaten, bedarf es weiterhin der Einsicht und des Willens zur verstärkten Zusammenarbeit und Abstimmung zwischen den Ebenen. Damit der EAD seinem Gründungsgedanken auch entsprechen kann, darf seine Arbeit nicht unnötig behindert werden. Auch habe ich dem Abänderungsantrag zugestimmt, der gleichzeitig die Hohe Vertreterin andererseits auffordert, ihre Befugnisse in vollem Umfang zu nutzen. Es bedarf der aktiven Mitarbeit beider Seiten, um aus dem nun bestehenden EAD einen Erfolg zu machen. Als Mitglied des Haushaltsausschusses und Verfechterin der weitestgehenden Transparenz habe ich natürlich auch dem Änderungsantrag zugestimmt, welcher eine getrennte Haushaltslinie je Mission fordert.
Luís Paulo Alves (S&D), por escrito. − Aprovo a presente proposta e recomendo que se tomem medidas para obviar à dificuldade em encontrar profissionais para as missões civis que constituem a forma de intervenção mais utilizada. Recomendo ainda que, no quadro de integração da perspectiva de género, em sintonia com a Resolução 1325 do CSNU e para uma maior eficácia das missões civis e militares, o pessoal feminino seja associado de forma adequada a todos os níveis da gestão da crise; friso a necessidade de as mulheres serem incluídas em cargos de tomada de decisão a nível superior, de consultas regulares da sociedade civil e de reforçar a capacidade de abordagem das questões de género nas missões; devem instituir-se procedimentos adequados de queixa pública no contexto das missões da PCSD; exorto a VP/AR a incluir um relatório detalhado sobre as mulheres, a paz e a segurança na avaliação semestral das missões da PCSD; considero que tal permitiria tirar partido da experiência adquirida sob os pontos de vista político, estratégico, técnico, jurídico e operacional e, a longo prazo, poderia fornecer uma base para melhorar as intervenções em curso e aplicar critérios às crises emergentes, possibilitando um melhor equilíbrio entre os interesses estratégicos e os recursos disponíveis.
Laima Liucija Andrikienė (PPE), in writing. − I voted in favour of the resolution on the development of the common security and defence policy following the entry into force of the Lisbon Treaty. It is important to stress that the new CSDP introduced by the Lisbon Treaty provides a firm political statement about the Union’s intention to act as a force for stability in the world. I support the position that current economic austerity and the provisions of the Lisbon Treaty may help Member States towards smarter spending on defence by pooling and sharing a larger proportion of their defence capabilities, budget and requirements while achieving more security for their citizens, although the reality is that the economic and financial crisis affects EU national defence budgets, programmes and force structures and therefore, more than one year after the entry into force of the Lisbon Treaty, there are not yet clear signs of a post-Lisbon EU holistic approach enabling traditional procedural and institutional barriers to be overcome. Therefore, it is important that Member States find appropriate means for the implementation of the CSDP as the Lisbon Treaty provides a framework for upgrading cooperation on defence whilst achieving economies of scale, maintaining strategic relevance and providing security for the Union’s citizens.
Elena Oana Antonescu (PPE), în scris. − Într-o perioadă de criză economică și financiară, Uniunea Europeană este chemată să-și consolideze autonomia strategică pentru a-și susține valorile și a-și proteja cetățenii, prin dezvoltarea unei viziuni comune asupra principalelor provocări și amenințări și prin alinierea resurselor și capacităților sale pentru a oferi un răspuns adecvat în acest sens. Consider că noile dispoziții privind politica de securitate și apărare comună introduse de Tratatul de la Lisabona reprezintă o expresie politică fermă a intenției Uniunii de a acționa ca o forță stabilizatoare în lume și oferă un cadru juridic clar pentru consolidarea capacității sale de a-și urma politica externă și de securitate, printr-o abordare cuprinzătoare, fundamentată pe toate instrumentele aflate la dispoziția Uniunii și a statelor membre, pentru a preveni și a gestiona crizele și conflictele, precum și pentru a construi o pace de durată. Am votat în favoarea acestui raport.
Cred că Uniunea Europeană are nevoie de o politică de securitate și apărare puternică și eficientă pentru a preveni conflictele, pentru a proteja securitatea cetățenilor săi, pentru a-și afirma valorile fundamentale, aducându-și contribuția în sprijinul dreptului internațional, al promovării respectării drepturilor omului și al valorilor democratice în întreaga lume.
Zigmantas Balčytis (S&D), raštu. − Tarptautinė sistema sparčiai ir iš esmės keičiasi. Šiuos pokyčius lemia tai, kad didesnę jėgą įgyja kylančios ekonomikos tarptautiniai veikėjai, vis labiau didėja tarpusavio priklausomybė, susijusi su ekonomikos ir finansų problemomis, aplinkos būklės blogėjimu ir klimato kaita, mažėjančiais energijos ir kitais ištekliais ir tarpusavyje susijusiais saugumo uždaviniais. Pritariau šiam svarbiam pranešimui. Nestabilioje pasaulio aplinkoje ekonomikos ir finansų krizės sąlygomis Europos Sąjunga turi stiprinti savo strateginę autonomiją, puoselėti savo vertybes, ginti savo interesus ir saugoti savo piliečius. Turi būti sukurti bendra pagrindinių uždavinių ir grėsmių vizija, sutelkti pajėgumai ir ištekliai šiems uždaviniams tinkamai spręsti ir taip prisidėti prie tarptautinės taikos ir visuotinio saugumo išsaugojimo.
Elena Băsescu (PPE), în scris. − Am votat pentru raportul de faţă deoarece reprezintă un pas important în direcţia implementării Tratatului de la Lisabona. Modificările propuse în acest document vor îmbunătăţi flexibilitatea capacităţilor militare europene. Reamintesc aici faptul că diversificarea ameninţărilor la nivel global cere o adaptare a politicii comune de securitate şi apărare. Atacurile informatice, fluxurile migratorii ilegale şi terorismul sunt doar câteva dintre acestea. Iar Uniunea a devenit o ţintă preferată a criminalităţii internaţionale. Ţin să subliniez şi importanţa resurselor financiare care susţin această politică. Consider că revizuirea mecanismului ATHENA de către preşedinţia poloneză va clarifica problema bugetară. Astfel se va stabili mai simplu contribuţia statelor membre la costurile comune ale operaţiunilor militare europene. Dizolvarea Uniunii Europei Occidentale şi introducerea în tratat a clauzei de apărare reciprocă marchează o evoluţie a politicii de apărare comune.
Jean-Luc Bennahmias (ALDE), par écrit. – Lorsque l'on parle d'Europe politique, d'un numéro de téléphone européen, ou encore de faire parler l'Europe d'une seule voix, on oublie régulièrement de préciser que ceci ne peut réellement exister qu'à la condition qu'existe une politique européenne de défense. Les derniers évènements libyens n'ont fait que démontrer l'ampleur du chantier à ce niveau. Dans un contexte de difficultés financières, la mise en commun de nos moyens n'est pas seulement politiquement souhaitable, c'est impératif.
Mara Bizzotto (EFD), per iscritto. − La politica di difesa è uno tra gli ambiti più gelosamente custoditi dagli Stati Membri. L'impressione che si ha analizzando questa relazione, come del resto altre sullo stesso argomento o comunque in materia di politica estera, è che si intenda spingere l'UE a fare in modo che questa prenda via via il sopravvento sugli Stati nell'elaborazione della politica estera e di difesa. Oltre alle obiezioni di principio che si possono formulare a questa impostazione, non si capisce come si possa pensare che l'UE riesca a parlare ad una voce su argomenti così delicati, in cui gli interessi dei singoli Stati spessissimo sono differenti, quando non addirittura apertamente contrastanti. Basti osservare quanto successo nel caso della Libia e dell'intervento umanitario.
È pressoché impossibile che gli Stati trovino un accordo e una posizione unica e concordata su eventi di questa portata, e se anche succedesse, questo andrebbe per forza di cose a scapito dell'autonomia decisionale dei governi e degli interessi ritenuti prioritari dalle diplomazie nazionali. Il mio voto alla relazione è contrario.
Vilija Blinkevičiūtė (S&D), raštu. − Balsavau dėl šio pranešimo, kadangi Europos Sąjunga ir toliau turėtų stiprinti savo saugumo strategiją, puoselėti vertybes, ginti interesus ir saugoti savo piliečius ir prisidėti prie tarptautinės taikos bei visuotinio saugumo išsaugojimo. Naujos bendros saugumo ir gynybos politikos (BSGP) nuostatos, įtvirtintos Lisabonos sutartyje, nustato aiškesnį teisinį pagrindą, stiprinant užsienio ir saugumo politikos įgyvendinimą, panaudojant visas Europos Sąjungos ir jos valstybių narių turimas priemones krizių ir konfliktų prevencijai užtikrinti, jiems valdyti ir ilgalaikei taikai kurti. Įgyvendinant užsienio ir saugumo politiką Europos Sąjungoje, svarbu užtikrinti, kad įvairios jos išorės veiksmų sritys, išorės ir vidaus politikos kryptys derėtų viena su kita ir būtų nuoseklios. Norėčiau pabrėžti, kad patikimai išorės saugumo politikai yra reikalingos glaudesnis valstybių narių bendradarbiavimas, tarpusavio pasitikėjimas ir solidarumas.
Jan Březina (PPE), písemně. − Jsem znepokojen, že více než rok po vstupu Lisabonské smlouvy v platnost ještě neexistují jasné známky komplexního přístupu EU k zahraniční a bezpečnostní politice, v jehož rámci by bylo možno překonat tradiční procedurální a institucionální překážky omezující akceschopnost EU. Mrzí mě neochota členských států EU definovat společný postoj ke krizi v Libyi, k rezoluci Rady bezpečnosti OSN č. 1973 a ke způsobům, jak ji provádět. Za nebezpečné považuji úvahy o vytváření ad hoc koalic zemí jako možné náhrady za společnou bezpečnostní a obrannou politiku, neboť v prostředí 21. století nemá žádný evropský stát reálnou šanci být významným hráčem v oblasti bezpečnosti a obrany. Chci v této souvislosti připomenout, že Lisabonská smlouva poskytuje možnost svěřit provádění operací pro řešení krizí skupině členských států, avšak pouze v rámci rozhodnutí Rady, jež definuje cíle, rozsah a podmínky jejich provádění. Společná reakce na vývoj v Libyi je nezbytná pro vytvoření nového důvěryhodného přístupu k politice sousedství s jižními zeměmi. Stejně tak je třeba klást důraz i na rozvoj a prohlubování Východního partnerství, v jehož rámci nedávno začalo působit parlamentní shromáždění tvořené poslanci EP a poslanci zúčastněných států. V této souvislosti bychom měli vytrvat v tvrdém a zásadovém postoji vůči režimu běloruského prezidenta Lukašenka.
Reinhard Bütikofer (Verts/ALE), schriftlich. − Ich habe aus verschiedenen Gründen für den Bericht Gualtieri gestimmt. Der Berichterstatter hat mit meiner Fraktion sehr gut zusammengearbeitet. Viele unserer Änderungsanträge wurden in Kompromisstexte übernommen. 21 von 29 Änderungsanträgen der Grünen/EFA wurden somit Teil des Berichtes. Schließlich finden sich in dem Bericht darüber hinaus viele von uns unterstützte und geforderte Positionen. Sehr kritisch sehe ich die Forderung nach der Aufnahme der Rüstungsforschung in das gemeinsame strategische Rahmenprogramm für Innovation und Forschung. Unangemessen ist der Vorschlag für den Einsatz der so genannten Battle Groups im Falle von Naturkatastrophen. Die ausführliche Erwähnung des US Department for Homeland Security als Beispiel für eine angemessene Anti-Terrorpolitik ist bestenfalls irritierend.
Sehr positiv sind die sehr offene und realistische Bewertung einzelner GSVP-Missionen, Aussagen zu Frauen und Sicherheit, zur Abrüstung, zur Menschenrechtsklausel bei Anti-Terrormaßnahmen sowie der klare Hinweis auf den Verzicht der Vermischung von zivilen und militärischen Ansätzen. Schließlich ging der Berichterstatter auch auf eine grundsätzliche Forderung ein: den Verzicht auf absolute strategische Autonomie als Finalität der GSVP.
Maria Da Graça Carvalho (PPE), por escrito. − Considero capital a adopção de uma posição harmoniosa relativamente às relações externas por parte dos Estados-Membros, pois tal coesão conduzirá à paz, à segurança, à solidariedade e à prevenção de conflitos a nível internacional, bem como ao desenvolvimento sustentável e à capacidade da UE para influenciar a ordem internacional. Incentivo assim a continuação do bom trabalho para a formação de uma frente unida que melhore as relações entre a Europa e as outras potências mundiais, que promova uma resposta mais eficaz em situações de crise internacional e que reforce a posição da Europa no palco mundial.
Giovanni Collino (PPE), per iscritto. − Il Trattato di Lisbona dovrebbe rappresentare un nuovo modello politico in Europa, sia per quanto riguarda la necessità di mettere in comune le risorse degli Stati per ottenere il massimo dei risultati, sia per lavorare a strategie e operazioni comuni che facciano dell'Europa quell'Unione anche politica che già i suoi padri fondatori sognavano. Stiamo festeggiando questa settimana la Festa dell'Europa, in cui si ricorda la dichiarazione Schuman, che parla di un'Europa che "sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto". Al momento però è proprio questa solidarietà a mancare, soprattutto nell'espressione di una forte volontà politica comune a tutti gli Stati che servirebbe non soltanto a proteggere meglio i nostri confini ma anche a rendere più credibile la nostra economia. La relazione Gualtieri sottolinea chiaramente quanto le forze armate europee siano inadeguate sia all'edificazione di una difesa comune europea che al raggiungimento degli obbiettivi contenuti nel Trattato di Lisbona e che riguardano la sicurezza interna ed esterna dell'Unione. Senza una capacità militare credibile la politica di sicurezza e di difesa comune europea rimarrà soltanto sulla carta e nelle parole di chi non ha gli strumenti necessari ad una sua effettiva implementazione.
Mário David (PPE), por escrito. − O Tratado de Lisboa foi um passo em frente para a UE. Trouxe um maior envolvimento político e institucional às relações entre os Estados-Membros, aproximando-os ainda mais em políticas fundamentais e em estratégias de actuação interna e externa.
Votei favoravelmente este relatório, pois entendo que a análise que nele é desenvolvida é de extrema relevância no que concerne ao desenvolvimento da Política Comum de Segurança e Defesa (PCSD). O documento apresentado maximiza o papel da UE, potenciando as sinergias entre os Estados-Membros e destes com as Instituições comunitárias. O desenvolvimento da PCSD é ainda mais pertinente, dado o actual momento de crise económica/financeira, o que aconselha a partilha de meios entre os Estados-Membros de forma a assegurar eficazmente a segurança dos cidadãos, a gestão de crises/conflitos e a construção de um cenário de paz duradoura. Mais valor acrescenta pela observação da estrutura legal que é apresentada, procurando clarificar as barreiras institucionais que se verificam no período pós-Tratado de Lisboa e tentando objectivar soluções legislativas para os problemas encontrados. Lisboa exige uma PCSD! Sinto que os cidadãos europeus a desejam. A realidade será mais racional, mais sinergética, mais europeia!
Diogo Feio (PPE), por escrito. − A ideia subjacente à presente resolução é a de que a Política Comum de Segurança e Defesa, após a entrada em vigor do Tratado de Lisboa, prevê a intenção política firme da União de agir como uma força de estabilidade no mundo e dispõe de um quadro jurídico claro para o reforço das suas capacidades de perseguir os seus objectivos.
Não obstante, ainda não existem sinais claros de uma abordagem pós-Lisboa suficientemente holística, permitindo que os tradicionais obstáculos processuais e institucionais sejam superados e tenham presente a segurança e defesa dos cidadãos e dos Estados europeus. Faço votos para que a presente austeridade económica ajude os Estados a gastar recursos de modo mais inteligente e possam ser capazes de cooperar mais efectivamente.
José Manuel Fernandes (PPE), por escrito. − O presente relatório avalia o desenvolvimento da Política Comum de Segurança e Defesa na sequência da entrada em vigor do Tratado de Lisboa. Trata-se de um relatório baseado no novo quadro institucional criado pelo Tratado de Lisboa, segundo o qual a União Europeia (UE) deve falar a uma só voz, e, em função da sua reestruturação, apresenta-se mais transparente na apresentação das políticas externas e de segurança comum. Todavia, reconhece-se que ainda não foi possível uma abordagem global da UE pós-Lisboa que ultrapasse os tradicionais obstáculos institucionais e processuais. Torna-se, pois, necessária uma avaliação realista da política externa, com uma intervenção mais musculada das forças da UE, não deixando a intervenção militar apenas ao cuidado da França e da Inglaterra. Embora reconheça a necessidade de um debate público sobre segurança externa e defesa em ordem à definição de uma política futura do PE nesta matéria, saúdo a elaboração deste relatório e formulo votos para que a UE continue a desenvolver um multilateralismo eficaz, que é uma das marcas da sua preocupação geoestratégica.
João Ferreira (GUE/NGL), por escrito. − São, sob diversos prismas, inquietantes alguns dos conteúdos deste relatório. No essencial, eles confirmam muitos dos avisos e alertas que fizemos aquando da discussão e entrada em vigor do Tratado de Lisboa: está em curso um iniludível processo de militarização da União Europeia, que se procura agora que seja acelerado e intensificado. A militarização da UE, obviamente, não serve a paz, não serve os interesses dos povos. A transformação da UE no pilar europeu da NATO, como preconizado no Tratado de Lisboa, insere-se no processo de disputa de zonas de influência à escala mundial, no quadro (ainda) de uma concertação com os EUA, que assumem a liderança neste processo de afirmação de uma hegemonia imperial, que lhes garante o controlo de mercados e de recursos, alguns deles progressivamente mais escassos.
Como afirmavam as propostas de alteração do GUE/NGL, as intervenções militares desenvolvidas para, alegadamente, estabilizar determinados países ou regiões são o caminho errado. Em lugar de estabilizar, desestabilizam. Em vez de os resolver, aprofundam os problemas. A situação na Líbia é um exemplo mais, que se soma ao Afeganistão e ao Iraque. O desenvolvimento da Política Comum de Segurança e Defesa serve os interesses do complexo industrial-militar da UE, mas não os interesses dos povos nem a paz.
Ilda Figueiredo (GUE/NGL), por escrito. − Tal como temos vindo a alertar, e aqui está este relatório a consolidar esse caminho, com a entrada em vigor do Tratado de Lisboa, a militarização da União Europeia será acelerada de forma ainda mais acentuada e a um ritmo mais rápido.
Tal como salientavam as alterações apresentadas pelo nosso grupo, as intervenções militares ou uma abordagem militar para resolver os conflitos para, alegadamente, estabilizar determinados países ou regiões, são o caminho errado, que, em vez de os resolver, antes os aprofunda, como nos demonstra a actual situação na Líbia, no Afeganistão, no Iraque.
A militarização da UE não serve a nenhum povo. A transformação em curso da UE em pilar europeu da NATO faz parte de um processo de divisão internacional de zonas de influência, com a liderança dos EUA, na procura de garantir uma maior exploração da força de trabalho e o acesso e controlo sobre recursos naturais, cada vez mais escassos, nomeadamente hidrocarbonetos, e o controlo sobre os mercados.
O desenvolvimento da Política Comum de Segurança e Defesa é uma ameaça para a paz, um elemento de aprofundamento da política de ingerência, um contributo para a corrida aos armamentos, incluindo nucleares, para promover lucros fabulosos ao complexo industrial-militar da UE.
Monika Flašíková Beňová (S&D), in writing. − This report, which is in five parts – headed respectively Security and foreign policy, Security and defence, External and internal security, Security through operations and Security in partnership – provides a clear vision of how the EU should pursue its common security and defence policy in order to become an autonomous strategic player and to act as a force for security and stability in Europe and the world.
Lorenzo Fontana (EFD), per iscritto. − La crisi libica ha messo in luce quelli che sono stati i limiti dell’azione esterna dell’UE, sia dal punto di vista diplomatico, sia per quanto riguarda il profilo militare. Al momento, l’unità d’intenti di cui tanto si parla sembra sia vanificata da quelle che sono le giuste aspirazioni degli Stati membri di mantenere le proprie prerogative in materia di politica di sicurezza. Non mi ritengo d’accordo con il fatto che venga invocato un bilancio più adeguato per questa politica, senza che vi sia una reale condivisione da parte dei governi nazionali circa l’utilizzo di questi fondi. Ritenendo che questo tipo di politiche debbano rientrare nel novero delle competenze nazionali, ritengo di esprimere voto negativo nei confronti di questa relazione.
Juozas Imbrasas (EFD), raštu. − Pritariau šiam pranešimui, nes tarptautinė sistema sparčiai ir iš esmės keičiasi, šiuos pokyčius lemia tai, kad didesnę jėgą įgyja kylančios ekonomikos tarptautiniai veikėjai, vis labiau didėja tarpusavio priklausomybė, susijusi su ekonomikos ir finansų problemomis, aplinkos būklės blogėjimu ir klimato kaita, mažėjančiais energijos ir kitais ištekliais ir tarpusavyje susijusiais saugumo uždaviniais. Nestabilioje pasaulio aplinkoje ekonomikos ir finansų krizės sąlygomis Europos Sąjunga raginama stiprinti savo strateginę autonomiją, puoselėti savo vertybes, ginti savo interesus ir saugoti savo piliečius – sukurti bendrą pagrindinių uždavinių ir grėsmių viziją, sutelkti savo pajėgumus ir išteklius šiems uždaviniams tinkamai spręsti ir taip prisidėti prie tarptautinės taikos ir visuotinio saugumo išsaugojimo, įskaitant veiksmingo daugiašališkumo principo laikymąsi. Strateginės autonomijos saugumo srityje stiprinimas ES reiškia gebėjimą susitarti dėl bendrų politinių tikslų ir strateginių gairių, sudaryti strategines partnerystes su atitinkamomis tarptautinėmis organizacijomis, įskaitant NATO, ir valstybėmis, surinkti reikiamą informaciją ir parengti bendras analizes ir vertinimus, pažaboti ir, jei reikia, sutelkti finansinius, civilinius ir karinius išteklius, planuoti ir vykdyti veiksmingas krizės valdymo operacijas vykdant plačiau taikomas Pėtersbergo tipo misijas, nustatyti ir įgyvendinti bendrą gynybos politiką, dedant pirmuosius konkrečius pamatus bendrai gynybai kurti. Būtina panaudoti visas ES ir jos valstybių narių turimas priemones krizių ir konfliktų prevencijai užtikrinti, jiems valdyti ir ilgalaikei taikai kurti.
Krišjānis Kariņš (PPE), rakstiski. − Es atbalstīju ziņojumu par kopējās drošības un aizsardzības politikas attīstību pēc Lisabonas līguma stāšanās spēkā, taču uzskatu, ka līdz pilnvērtīgai kopīgai drošības un aizsardzības politikai vēl tāls ceļš ejams. Nav pieļaujams, ka atsevišķas dalībvalstis iesaistās darījumos, kas apdraud citas dalībvalsts drošību. Francija ir iesaistījusies karakuģu darījumā ar Krieviju, kura vēl nesenā pagātnē karadarbības laikā okupēja Gruzijas teritorijas. Tāpat Krievija ir veikusi izaicinošus militārus manevrus Baltijas valstu tuvumā, kuras ir paudušas savas bažas par iepriekšminēto darījumu. Lai gan baltieši vairākkārtīgi ir pauduši savas bažas, Eiropas Savienības iestādes un amatpersonas nav nekādi reaģējušas, lai apturētu Francijas iesaistīšanos militārā darījumā ar Krieviju.
Ir saprotamas Francijas politiķu rūpes par savu ekonomiku un darbavietām kuģu būvētavās, tomēr kādas valsts ekonomikas izaugsme Eiropas Savienībā nevar tikt panākta uz citas valsts drošības rēķina. Šāda darbība ir pretrunā Eiropas Savienībā pastāvošajam solidaritātes principam. Šim principam nedrīkst būt izņēmumi, un tas ir attiecināms gan uz lielām, gan uz mazām valstīm. Tikai tad, kad dalībvalstis būs patiesi solidāras, pastāvēs pilnvērtīga kopējā drošības un aizsardzības politika.
Tunne Kelam (PPE), in writing. − I voted in favour of the Gualtieri report. However, I underline once again the need for enhanced cooperation between the EU and NATO. My original amendment to paragraph 87 aimed to confirm, rather than merely recognise, NATO’s role as the bedrock for collective defence – a role which is not just ‘still continuing’ but should be seen as the only option for the foreseeable future. In addition, NATO’s role cannot be deemed to concern only its member states, as the Gualtieri report states: it creates security for the EU’s non-NATO members too.
NATO has been, and is going to be, the foundation of collective defence, so that has to be stated in strong, affirmative language. This morning, the Vice-President of the Commission/High Representative of the Union for Foreign Affairs and Security Policy, Baroness Ashton, declared that the EU and NATO are, for the first time, sharing information and data on Libya. This is an encouraging example for further similar cooperation. It sends a clear signal that, if there is a will, the way to meaningful cooperation will be always open.
Jacek Olgierd Kurski (ECR), na piśmie. − Ostatnie wydarzenie w Afryce Północnej oraz Azji wskazują na potrzebę wzmocnienia Unii Europejskiej w zakresie jej polityki zagranicznej i sojuszy, w których partycypuje. Wciąż realne zagrożenie atakami terrorystycznymi wskazuje na konieczność wzmocnienia europejskich norm bezpieczeństwa. Jednak niektóre zapisy zaproponowane w sprawozdaniu posła Roberto Gualtieri są nie do przyjęcia. Kłócą się one z dotychczas budowaną strategią tworzenia międzynarodowych sojuszy opartej w głównej mierze na przewodniej roli Sojuszu Północnoatlantyckiego. Proponowane wzmocnienie Europejskiej Agencji Obrony nie oznaczałoby tak naprawdę wzmocnienia bezpieczeństwa UE, a jedynie rozwój kolejnego biurokratycznego monstrum, niezdolnego do realizacji zapisanych zadań. Kto bowiem miałby decydować o użyciu europejskich sił zbrojnych? Czyje interesy realizowałyby jej jednostki? Jaka siłę głosu miałyby nowe państwa europejskie? Czy doszłoby do zmiany siedziby EAO? Pojawiają się również obawy instytucjonalne: czy rozwój EAO nie doprowadziłby do zmniejszenia armii w niektórych państwach europejskich oraz czy nie kolidowałby z zakresem obowiązków i celami Europejskiej Służby Działań Zewnętrznych? Jak wynika z poprzednich raportów, mimo znacznych nakładów finansowych oraz bardzo dobrej logistyki i zarządzania siły europejskie nie radzą sobie w prostych misjach o charakterze policyjnym w Kosowie i Bośni. Zastanówmy się może, jak usprawnić ich działanie zanim zechcemy podnieść ich obowiązki do akcji wojskowych.
David Martin (S&D), in writing. − I voted for this report and particularly welcome calls for increased controls of private security companies through their regulation, licensing, and monitoring.
Mario Mauro (PPE), per iscritto. − Il mio voto concernente la relazione “sullo sviluppo della politica di sicurezza e di difesa comune a seguito dell'entrata in vigore del trattato di Lisbona” è favorevole. Il nostro ruolo nel Mediterraneo, in Medio oriente e quindi in tutto il globo acquisterà sempre più importanza. Gli sconvolgimenti in atto, che aumenteranno dopo la morte di Osama Bin Laden, devono essere affrontati adempiendo pienamente alle indicazioni del Trattato di Lisbona. La chiave per il futuro sarà il rafforzamento della nostra capacità politica di definire strategie ed obiettivi comuni in maniera sempre più coordinata e tempestiva.
Jean-Luc Mélenchon (GUE/NGL), par écrit. – Ce texte soutient, à l'instar du traité de Lisbonne, que l'OTAN est le fondement de la défense collective des États membres de l'Union européenne. Il salue la volonté de partenariat renforcé affichée par les deux organisations. Il veut accroître le rôle de la Commission européenne et de la très atlantiste lady Ashton en matière de défense. Non content de se soumettre ainsi aux États-Unis, il prône la mise en œuvre rapide des mesures de libéralisation du marché de l'armement. Je vote contre ce texte.
Nuno Melo (PPE), por escrito. − O Tratado de Lisboa veio trazer responsabilidades acrescidas ao Parlamento Europeu no que respeita à política externa e de segurança. Assim sendo, temos que fazer todos os esforços para que esta promova os seus valores e interesses à escala mundial, com o propósito genérico de contribuir para a paz, a segurança, a solidariedade, a prevenção de conflitos, a promoção da democracia, a protecção dos direitos humanos, a igualdade de género, o respeito do direito internacional, o apoio às instituições internacionais, o multilateralismo eficaz e o respeito mútuo entre as nações, o desenvolvimento sustentável, o comércio livre e justo e a erradicação da pobreza. Só assim serão concretizados os objectivos que nos propomos.
Louis Michel (ALDE), par écrit. – Aujourd'hui nous assistons à un basculement spectaculaire du cadre géopolitique de la région du Sud de la Méditerranée. Ignorer cette formidable et belle aspiration, ce serait prendre le risque que ces révolutions pour le meilleur soient instrumentalisées par d’aucuns pour le pire. Il faut montrer aux populations de ces pays que l'UE soutient leur désir de changement. Dès le début du conflit libyen, j'ai suggéré que la communauté internationale soutienne par tous les moyens le renversement du régime Kadhafi. Le devoir de protéger les êtres humains où qu'ils vivent et quels qu'ils soient est un droit et un devoir universels consacrés. Que signifie l'autodétermination quand elle résulte de pratiques dictatoriales ou qu'elle conduit à justifier l'innommable? L'autodétermination comme, du reste, une majorité absolue n'autorisent aucun régime à nier les valeurs universelles. Le retard apporté, les hésitations et les arguties sémantiques sur le niveau d'intervention ont permis à ce régime d'affaiblir cette révolte citoyenne. Il est urgent que l'UE établisse une approche crédible pour la dimension méridionale de notre politique de voisinage.
Alexander Mirsky (S&D), in writing. − I have scrutinised the report very attentively. The report is divided into five parts: security and foreign policy, security and defence, external and internal security, security through operations and security in partnership. The report provides a clear vision of how the EU should implement its general security policy and defence policy in order to become the strongest autonomous strategically acting player, with the aim to provide security and stability in Europe and the world. I voted ‘in favour’.
Claudio Morganti (EFD), per iscritto. − Signor Presidente, la relazione in esame oggi contiene al suo interno aspetti apprezzabili ed altri meno, rappresentando al meglio (o al peggio) le contraddizioni tipiche che l'Unione europea dimostra nelle suo agire esterno. Si auspica ad esempio una maggiore integrazione ed una comune gestione nelle situazioni di crisi: nella recente vicenda della Libia si è dimostrato come l'Europa agisca in ordine sparso, con alcuni Stati membri direttamente impegnati, altri che si sono tirati fuori e praticamente solo un Paese, l'Italia, a gestire le conseguenze dirette della crisi libica e nordafricana in genere, ovvero un massiccio flusso migratorio. Bisogna quindi decidere come l'Europa si debba comportare: o sempre "uniti", con le conseguenze del caso, oppure si deve lasciare sempre libertà agli Stati, ed in questo caso però l'Unione europea si deve poi adeguare.
Mi lascia perplesso l'enfasi posta sulla necessità di aumentare il potere e le risorse delle azioni comuni e dell'Agenzia europea per la difesa: non vorrei che, considerando le premesse, diventasse anche questa un inutile carrozzone fine a se stesso, e le azioni totalmente inefficaci. Per questi motivi ho deciso per un'astensione di voto, in attesa di capire cosa voglia fare veramente "da grande" l'Unione europea.
Мария Неделчева (PPE), в писмена форма. − Гласувам в подкрепа на доклада на г-н Gualtieri. Този доклад допринася за утвърждаването на ЕС като фактор на стабилност в световен мащаб и е необходима стъпка за изграждане на истински общоевропейски подход във външната политиката и политиката на отбрана. Вярвам, че по-доброто синхронизиране на вече съществуващите инструменти и намирането на консенсус за стратегическите цели на общата политика за сигурност и отбрана в духа на Договора от Лисабон, са от първостепенна важност. Осланяйки се на съществуващите финансови, граждански и военни ресурси, Европа може да предприема още по-решителни действия в случай на природни и причинени от човека бедствия, и да бъде още по-ангажирана в предотвратяването и управлението на кризи, конфликти и установяването на траен мир в трети държави. Освен това, европейската политиката на сигурност и отбрана и европейската политиката на сътрудничество за развитие са двете страни на една и съща монета. Силно подкрепям доклада, който настоява за по-доброто им съгласуване. Организирането на редовни заседания на съвет за управление на кризи, който да съдейства на ЕСВД, е от съществено значение за това. Предложенията на доклада за по-находчиво и синхронизирано използване на средствата за програми за отбрана на ЕС, и споделянето на военния капацитет в ЕС ще допринесе за постигане на целите на тази политика.
Justas Vincas Paleckis (S&D), raštu. − Balsavau už šį pranešimą, nes jame pateikiama viziją, kaip ES galėtų tapti savarankiška strateginė saugumo ir stabilumo jėga Europoje ir pasaulyje. Lisabonos sutartis ES saugumo ir gynybos politikai suteikė daugiau galimybių. Ši politika tapo labiau integruota į ES užsienio politikos dalis. Išorės veiksmų tarnyba labai prisideda prie ES saugumo užtikrinimo.
Rengiant pranešimą mūsų socialdemokratų frakcija gavo daugumos frakcijų paramą dėl to, kad ES turi tapti savarankiška saugumo veikėja, kad būtina peržiūrėti kovinių grupių sampratą ir struktūrą ES mišriose civilinėse ir karinėse misijose. Mūsų frakcija taip pat sulaukė visuotinio pritarimo ragindama ES skubiai pagerinti humanitarinės pagalbos misijų planavimo procesą.
Maria do Céu Patrão Neves (PPE), por escrito. − Votei favoravelmente o presente relatório sobre o desenvolvimento da Política Comum de Segurança e Defesa, na sequência da entrada em vigor do Tratado de Lisboa. A Política Comum de Segurança e Defesa é parte integrante da Política Externa e de Segurança Comum. Ambas as dimensões foram inseridas no quadro institucional, juridicamente vinculativo, dos princípios da UE (democracia, Estado de direito, universalidade e indivisibilidade dos direitos humanos e das liberdades fundamentais, respeito pela dignidade humana, princípios de igualdade e solidariedade, respeito pelos princípios da Carta das Nações Unidas e pelos princípios do direito internacional, incluindo a responsabilidade de protecção), tendo sido os seus objectivos fundidos com os objectivos gerais da acção externa da UE.
Neste domínio acompanho o relator na sua proposta de que se intensifique a cooperação com os parlamentos nacionais da UE no controlo democrático da PESC e da PCSD, no intuito de reforçar a influência mútua nas escolhas políticas tomadas pelas outras instituições europeias e pelos Estados-Membros, respeitando plenamente as prerrogativas dos parlamentos nacionais em matéria de defesa. No quadro de valores e princípios da UE, é essencial que a sua política comum de segurança e defesa seja conduzida por um processo transparente e democrático.
Paulo Rangel (PPE), por escrito. − A afirmação da União Europeia no contexto internacional só se consegue por via de uma acção concertada dos Estados-Membros e dos órgãos da União. Neste contexto, uma Política Comum de Segurança e Defesa capaz de responder aos desafios que se lhe colocam ergue-se como um objectivo de primeiro grau. Na verdade, só por via de instrumentos de defesa próprios e suficientes é possível garantir, no plano internacional, uma voz activa da União. Votei, por isso, favoravelmente o presente relatório.
Teresa Riera Madurell (S&D), por escrito. − El Tratado de Lisboa sienta las bases para que la UE se consolide como un actor creíble e influyente en la escena internacional. De ahí mi apoyo a un informe necesario para evaluar los avances que se han producido en la política común de seguridad y defensa tras la entrada en vigor del Tratado de Lisboa e identificar las posibilidades de mejora. Como miembro de la Subcomisión de Seguridad y Defensa, he seguido de cerca este informe. Personalmente he incidido en la necesidad de cooperación entre los Estados miembros en materia de I+D+i en temas de defensa. Vivimos inmersos en una crisis económica, por lo que debemos sumar esfuerzos para reducir gastos y aumentar la interoperabilidad de las capacidades militares de nuestros Estados.
Todo ello resultará no solo en una reducción del gasto destinado a defensa, sino también en una mayor autonomía de la UE en la escena internacional. Creo que este punto de vista ha quedado bien recogido en este informe, que supone un paso en la buena dirección para avanzar hacia una política común de seguridad y defensa más efectiva, coordinada y coherente con el resto de políticas de la UE y de sus Estados miembros.
Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), in writing. − I decided to abstain at the final vote because we lost Amendment 1 on reference to NATO, Amendment 3 against a nuclear dimension in the common security and defence policy, Amendment 4 against flexible use of Battlegroups, Amendment 5 against using Battlegroups for mixed civilian-military tasks, Amendment 6 deleting a provision on defence research, Amendment 7 deleting a provision on defence research, Amendment 8 deleting reference to the US Department of Homeland Security, Amendment 9 deleting reference to CSDP cooperation with Frontex in the Mediterranean, and despite the fact that we won Amendment 2 on European External Action Service/Commission permanent working structures and Amendment 1 saying no to NATO developing civilian capabilities.
Licia Ronzulli (PPE), per iscritto. − La relazione delinea la necessità che l'Unione europea si inserisca nel contesto mondiale come forza stabilizzatrice, adoperandosi per il mantenimento della pace, il rafforzamento della sicurezza internazionale e la gestione delle situazioni di crisi. Ho votato a favore di questa relazione per unirmi al coro di disappunto del Parlamento verso la mancanza, da parte dell'Unione europea, di un vero e proprio approccio globale e uniforme post Lisbona in materia di politica di sicurezza comune. Sistemi e competenze militari credibili e affidabili sono una condizione imprescindibile per lo sviluppo di una politica di sicurezza e di difesa autonoma. Ritengo tuttavia che per rafforzare la capacità dell'Unione europea di rispondere alle crisi, assicurandone al contempo l'autonomia strategica, sia necessario adottare una volontà politica comune di lungo periodo.
Oreste Rossi (EFD), per iscritto. − La relazione in oggetto indica gli sviluppi della politica di difesa europea dopo l'entrata in vigore del Trattato di Lisbona. Ho espresso voto contrario in quanto a seguito degli ultimi avvenimenti in Libia, é palese che l'Unione Europea non abbia agito in modo compatto e condiviso. È mancata la solidarietà nella gestione della crisi migratoria, rendendo evidente che quando sono in gioco gli interessi nazionali, l'UE dimentica i concetti nobili disinteressandone.
Traian Ungureanu (PPE), in writing. − I voted in support of our common foreign and security policy report, with the hope that such a policy would take shape at last. Up to now our common foreign and security policy is a collection of disagreements and misguided initiatives. The recent Euro-row over action in Libya and the subsequent German opt-out made it clear to the rest of the world that the EU is still not able to project a real common foreign and security policy. Moreover, the French initiative aiming at consolidating the financing of the southern neighbourhood at the expense of the eastern neighbourhood sent a disastrous message to our eastern partners. This is even more sensitive at a time when other quintessential European projects are in doubt, if not in crisis. The euro is under constant pressure and the problem is, in part, generated by the same lack of European ambition and coherence. The Schengen Area is rolled back on a daily basis and national barriers re-emerge as the European spirit and legislation are ignored or broken by fellow Member States. A non-existent common foreign and security policy assisted by a huge External Action Service would seriously undermine European credibility in the world.
Luís Paulo Alves (S&D), por escrito. − Aprovo a presente proposta, pois sugere o reforço do papel da UE no sistema multilateral. É inteiramente justo que a UE tenha uma representação mais eficaz nas organizações internacionais e que essa representação seja valorizada, na medida em que a UE é a organização que mais contribui para a ajuda ao desenvolvimento. Os princípios e valores da UE que promovem uma acção multilateral que seja melhor e mais preventiva devem colocar a UE como importante actor internacional no mundo interpolar que emerge. Em particular, a UE deve encetar esforços para que deixe de ser um mero observador em diversos programas e conferências da ONU. Por outro lado, deve também reforçar a sua posição nos órgãos internacionais no domínio da economia e da estabilidade monetária e financeira, em conformidade com o seu papel como uma das principais potências económicas a nível mundial. Aprovo também as indicações do relatório no sentido de se procurar reforçar o papel da UE nas organizações multilaterais de segurança, no G-8, no G-20, entre outras.
Laima Liucija Andrikienė (PPE), in writing. − I voted in favour of María Muñiz De Urquiza’s report on the EU as a global actor and its role in multilateral organisations. I would like to stress once again the need to better coordinate actions of the EU Member States in the UN and, in particular, in the UN Human Rights Council. We consider that the new institutional structure of the EU and establishment of the Directorate for Human Rights and Democracy in the EEAS system and Brussels-based COHOM Office offer good opportunities to increase the coherence, visibility and credibility of the EU actions in the UNHRC. Finally, in the EP we welcomed the recommendation by the UNHRC and subsequent decision by the UN General Assembly to suspend Libya’s membership of the UNHRC. Following efforts and actions made by some Member States in the HRC, today Syria has stated that it is withdrawing its candidacy to become a member of the UNHRC. Taking into account these examples and our common experience in the past with the UN Human Rights Commission and since 2006 with the UN Human Rights Council, we suggest that clear membership criteria should be introduced in the UNHRC, and the EU should stand firmly behind this initiative.
Elena Oana Antonescu (PPE), în scris. − Tratatul de la Lisabona consolidează capacitatea UE de a adera la diverse organizații internaționale, conferindu-i o gamă mai largă de competențe în domeniul acțiunii externe și oferindu-i posibilitatea de a adopta o poziție unică, mai clară și mai fermă, la nivel mondial. De asemenea, Tratatul încurajează cooperarea cu organizații internaționale și regionale și cu grupuri de state relevante și îi oferă Uniunii posibilitatea de a deveni un actor eficace la nivel global.
Angajamentul UE față de multilateralismul eficace este principiul director al acțiunii externe europene. Consider că Uniunea Europeană, pe baza experienței sale interne în materie de cooperare între națiuni și instituții, are o responsabilitate mondială pe care ar trebui să o susțină în continuare. Prin urmare, am votat în favoarea acestui raport.
Zigmantas Balčytis (S&D), raštu. − Balsavau už šį pranešimą. Globalizacijos procesai suteikia daug galimybių, tačiau sukelia pasaulinio valdymo problemų ir grėsmių. Visuotinės problemos, kaip finansų rinkos, energetinis saugumas, kova su skurdu, klimato kaita, žmogus teisių pažeidimai reikalauja bendrų ir koordinuotų veiksmų. Lisabonos sutartimi Europos Sąjunga įgijo juridinį statusą, kas sustiprino ES galimybes dalyvauti įvairiose tarptautinėse organizacijose ir suteikė galimybę užimti tvirtesnę ir įtakingesnę poziciją pasaulyje. Iki šiol atstovavimas ES ir valstybėms narėms tarptautinėse organizacijose buvo nenuoseklus, kas neleido ES kalbėti vienu balsu tarptautinėje arenoje. ES turi tapti įtakinga pasaulinio masto veikėja ir sugebėti apginti savo poziciją. Norint tai pasiekti, būtina stiprinti koordinavimą ES viduje, o tai pareikalaus stiprios politinės valstybių narių valios ir jų lankstumo susijusio su jų atstovavimu.
Elena Băsescu (PPE), în scris. − Am votat în favoarea raportului redactat de doamna María Muñiz De Urquiza, deoarece prezenţa Uniunii în cadrul organizaţiilor multilaterale este una dintre principalele direcţii ale politicii sale externe. Astăzi, UE dispune de personalitate juridică, ceea ce îi asigură o vizibilitate mai bună pe plan mondial. Mai mult, Uniunea a devenit prin tratat un participant cu drepturi depline la politica internaţională. Tratatul de la Lisabona a îmbunătăţit instrumentele de acţiune externă, în special în cadrul ONU. În acest sens, doresc să atrag atenţia asupra articolului 12 al raportului - primul pas către o acţiune coordonată şi eficientă a statelor membre în Consiliul de Securitate. Subliniez faptul că, în momentul de faţă, ONU se află în plin proces de reformă a structurilor sale, ceea ce permite şi o reorganizare a reprezentării UE în acest spaţiu.
Dominique Baudis (PPE), par écrit. – Je me suis exprimé en faveur de cette résolution car je suis convaincu que l'Union européenne a toute légitimité à accroître sa présence au sein des organisations internationales. Les peuples européens, à travers nos gouvernements, ont donné une personnalité juridique et des compétences propres à l'Union. La construction européenne s'est faite à partir d'un ensemble de valeurs fondamentales qui ne cesse de s'élargir. Nous avons vocation à coordonner notre action et à promouvoir la singularité de notre unité, comme nous le faisons déjà auprès de l'Organisation mondiale du commerce. Du chemin reste encore à parcourir.
Mais il existe des signes encourageants. L'Union essaie de se donner les moyens de sa politique étrangère (nomination d'une haute représentante, création du service européen pour l'action extérieure). Le statut avancé dont vient de bénéficier l'Union va lui permettre d'exprimer ses positions au sein de l'Assemblée générale des Nations unies.
Jean-Luc Bennahmias (ALDE), par écrit. – Nous sommes dans un monde où les crises se succèdent de plus en plus vite. Face à cette nouvelle donne, les responsables politiques sont chargés autant de prévoir que de réagir de manière réactive et efficace. Or, à ce niveau, il n'y a pas de magie. Lorsque l'UE n'est pas capable de coaliser ses forces, de prévoir les procédures et de parler d'une même voix, elle est régulièrement dépassée. Au sein de l'ONU, au cœur du FMI notamment, l'UE a à faire valoir ses intérêts. L'UE peut être le garant des intérêts européens, et donc de fait le garant des intérêts des Etats membres. Il faut donc s'organiser. Il est urgent de s'organiser. C'est le sens et le vœu de ce rapport.
Слави Бинев (NI), в писмена форма. − Уважаеми колеги, за мен е от изключително значение Европейският съюз да играе ключова роля в международните организации. Според мен решенията, вземани в сферата на международната политика, не трябва да нарушават суверенитета на отделните страни-членки. Също така аз съм против омаломощаването на ролята, която всяка една държава в Европейския съюз играе отделно в международните организации. В миналото сме били свидетели на разногласия във външните политики на държавите-членки и ако Европейския съюз получи място в Съвета на сигурност на ООН, подобен конфликт може да има много негативен ефект върху имиджа на Европейския Съюз. Поради тази причина, аз съм „против“ както член 20, така и целия доклад.
Mara Bizzotto (EFD), per iscritto. − Questa relazione è completamente sbilanciata su posizioni favorevoli ad una prospettiva in cui, in futuro, nell'ambito delle organizzazioni multilaterali globali e regionali, l'UE si trovi in posizione quantomeno equivalente a quella degli Stati Membri. Questo significherebbe la fine, in sostanza, dell'autonomia nell'azione diplomatica da parte degli Stati Membri -considerando che gli Stati membri dovrebbero adeguare le proprie posizioni in modo da non risultare in evidente contrasto con quelle di un'eventuale rappresentanza comunitaria-, e l'incapacità conseguente per i governi nazionali di far valere i proprio interessi in maniera adeguata nei fori internazionali.
Se si può essere d'accordo che in determinate materie, come la politica monetaria, la posizione prevalente venga rappresentata dall'UE nei competenti organismi multilaterali, è d'altra parte difficile da accettare l'idea che il servizio di azione esterna si faccia carico di rappresentare nel mondo una posizione condivisa da parte degli Stati membri, quando molto spesso gli interessi dei Paesi europei sono differenti al punto da rendere impossibile il raggiungimento di una posizione comune. Con il mio voto contrario intendo quindi manifestare la mia opposizione ad una relazione che propone uno scenario futuro in cui la diplomazia nazionale verrebbe sostanzialmente superata da quella comunitaria, con danno dell'autonomia diplomatica degli Stati Membri.
Vilija Blinkevičiūtė (S&D), raštu. − Balsavau dėl šio pranešimo, nes pasaulyje labai išaugo politinių ir humanitarinių krizių skaičius, dėlto reikia geresnių ir labiau į prevenciją orientuotų daugiašalių Europos Sąjungos veiksmų. ES turėtų vis geriau taikyti savo užsienio politikos priemones, kad užtikrintų savo vaidmenį daugiašalėse organizacijose ir imtųsi aktyvesnių veiksmų, kovojant su dabartinėmis ir būsimomis pasaulio krizėmis. Be to, reikia labiau įtraukti nevalstybinius subjektus į daugiašalės politikos formavimą, taip pat skatinti ir palengvinti geresnį pilietinės visuomenės organizacijų ir socialinių partnerių konsultavimą būsimoje tarptautinių organizacijų valdymo struktūroje. Europos Sąjunga, stiprindama bendradarbiavimą, tobulindama institucijas ir įtraukdama visas suinteresuotąsias šalis, turėtų vaidinti aktyvų ir vadovaujamą vaidmenį pasaulinio valdymo reformoje. Tokiu būdu bus galima užtikrinti, kad tarptautinės institucijos ir organizacijos būtų labiau teisėtos, veiksmingos ir griežčiau vykdytų bendrus įsipareigojimus. Atsižvelgiant į tai, kad ES yra viena pasaulio ekonomikos lyderių, reikėtų peržiūrėti susitarimus, susijusius su ES atstovavimu tarptautinėse institucijose ekonomikos, pinigų ir finansinio stabilumo srityse.
Sebastian Valentin Bodu (PPE), în scris. − Mecanismele utilizate de UE pentru a ajunge la consens şi a adopta măsuri concertate fac din Uniune un model pentru o ordine internaţională bazată pe norme. De aceea, UE trebuie să coopereze cu principalele puteri regionale şi să participe în mod activ la edificarea şi îmbunătăţirea unui mediu internaţional care să îi permită să îşi promoveze valorile şi interesele. Momentul este cu atât mai propice, cu cât se constată o creştere bruscă a numărului crizelor politice şi umanitare la nivel mondial, ceea ce înseamnă că Uniunea Europeană trebuie să facă uz de instrumentele de politică externă pentru a îşi pune mai bine în practică influenţa în cadrul organizaţiilor internaţionale şi a îşi asuma în mod eficient un rol conducător în soluţionarea actualelor şi viitoarelor crize de pe plan internaţional.
Pe de altă parte, şi procesele de globalizare oferă o gamă largă de oportunităţi, provocări şi ameninţări pentru guvernanţa mondială, scoţând la iveală lacune şi eşecuri sociale, inclusiv cele din domeniile pieţelor financiare, securităţii energetice, combaterii sărăciei, politicii privind schimbările climatice şi încălcării drepturilor omului. Iar UE trebuie să îşi consolideze rolul de actor global şi să fie un factor decident la nivel mondial.
Maria Da Graça Carvalho (PPE), por escrito. − Congratulo-me com os esforços realizados no sentido de melhorar a acção multilateral da Europa, sublinhando a importância de um papel activo e de liderança levado a cabo pela UE na reforma da governação mundial. Esta é uma boa oportunidade para que a União Europeia faça uso dos seus instrumentos de política externa e assuma a liderança na abordagem mais eficaz às crises internacionais actuais e futuras. Louvo por isso a atenção focalizada na posição da UE no sistema das Nações Unidas, nas instituições financeiras internacionais e nas restantes instituições multilaterais, concordando com as propostas de reformas e reforço das várias posições por nós tomadas.
Mário David (PPE), por escrito. − O repetido jargão anão político, mas gigante económico, ganha um novo sentido quando analisamos a presença da UE nas organizações internacionais/outras organizações regionais das quais faz parte. Urge mudar esta realidade! Por isso considero que em boa hora surgiu este relatório de iniciativa, que apoio genericamente. O presente relatório examina o papel da UE como actor global junto dos organismos internacionais. E a este respeito, considero, tal como a relatora, que ainda há muito a fazer no caminho da credibilidade, coerência e visibilidade da acção externa da UE, pois não existe uma estratégia europeia para cada organização da qual os Estados-Membros ou a UE fazem parte. A complexidade cada vez maior que caracteriza o sistema internacional obriga a que as relações entre Estados-Membros e entre Estados-Membros e a UE sejam objectivamente coordenadas nos diversos palcos onde interagimos. Para isso aprovámos o Tratado em Lisboa! E já há um exemplo de boas práticas, a nossa presença na OMC! Urge por isso que a UE esteja representada a uma só voz nos diversos organismos internacionais. E julgo que a elaboração de um Livro Branco sobre esta matéria, como proposto no relatório, poderia ser um bom início do fim desta tão bizarra realidade!
Philippe de Villiers (EFD), par écrit. – Avec ses rapports sur la politique étrangère de l'UE, le Parlement reste une nouvelle fois dans l'aveuglement le plus total.
Bruxelles cherche à imposer des politiques de sécurité et de défense et une diplomatie européennes, mais cela ne fonctionne pas, non pas par manque de moyens mais par persévérance dans une idéologie et des postulats erronés.
Tout d'abord, personne n'entend la voix de l'UE dans le monde. Seuls quelques partisans d'un Europe fédérale souhaiteraient l'entendre, mais c'est la diversité et la coopération des diplomaties qui fait justement la richesse de l'Europe aux Nations unies ou ailleurs.
Ensuite, personne n'entend les murmures inaudibles et incohérents des dirigeants européens sans mandat et surtout sans légitimité.
Quand l'Europe parle d'une seule voix, c'est pour ne rien dire!
Anne Delvaux (PPE), par écrit. – Je me réjouis de l'adoption de ce rapport qui demande un renforcement du rôle de l'Union européenne dans le système des organisations multilatérales (système des Nations unies, institutions financières internationales, OTAN, OSCE, OMC...).
Début mai 2011, l'Assemblée générale de l'ONU a accordé à l'UE le statut de "super-observateur", lui permettant dorénavant de prendre la parole et d'exercer un droit de réponse à l'Assemblée au même titre que les autres États membres de l'Organisation. Il s'agit là d'une première étape qu'il convient de poursuivre et de renforcer.
Un autre élément important est la réforme du Conseil de sécurité. Il faut renforcer sa légitimité par une réforme de la représentation régionale. Ce rapport invite, et j'y tiens beaucoup, la haute représentante / vice-présidente de la Commission à rechercher des positions communes de l'Union sur les questions devant être tranchées au sein du Conseil de sécurité, afin que ces positions soient mises en œuvre par la pratique d'un vote commun et que les divergences du passé ne se reproduisent plus.
Edite Estrela (S&D), por escrito. − Votei favoravelmente este relatório por defender o reforço do papel da UE na paz, segurança e regulação a nível mundial. Para a afirmação definitiva da União no que toca à política externa, e à luz dos objectivos traçados pelo Tratado de Lisboa, é necessário continuar a trabalhar para que um dia a UE tenha um lugar permanente no Conselho de Segurança da ONU.
Diogo Feio (PPE), por escrito. − Nesta resolução o Parlamento debruça-se sobre o papel da União Europeia no sistema das Nações Unidas, nas instituições financeiras internacionais, organizações multilaterais de segurança, diplomacia de cimeiras, e outras organizações multilaterais e apela a um reforço do seu papel a nível multilateral.
É evidente a necessidade de coordenar melhor a acção da União, enquanto tal, com as dos Estados-Membros. Creio que a União deve desempenhar um papel activo e de liderança na reforma da governança global de modo a tornar as instituições e organizações internacionais e organizações mais legítimas, eficazes e propícias à responsabilidade compartilhada.
Não ignoro as múltiplas dificuldades que uma revisão radical do actual regime de representação institucional da União nos organismos multilaterais acarretaria, em particular no tocante a um eventual reforço da posição da UE no seio da ONU. A insistência da câmara na necessidade de uma reforma global do Conselho de Segurança das Nações Unidas e a necessidade de reforçar a sua legitimidade, representatividade regional e eficácia mediante a atribuição de um lugar de membro permanente à União permanece, por isso, no plano dos objectivos dificilmente concretizáveis a curto prazo.
José Manuel Fernandes (PPE), por escrito. − O presente relatório da responsabilidade da colega María Muñiz De Urquiza versa o desempenho da União Europeia (UE) como actor mundial e o seu papel nas organizações multilaterais. Actualmente, o mundo vive um processo de grande crescimento em termos de globalização, sobretudo com as revoluções e transição para a democracia de países tradicionalmente fechados e governados por regimes totalitários, o que constitui um conjunto de oportunidades que a UE não deve descurar. Por sua vez, um multilateralismo eficaz constitui o princípio orientador da política externa da UE, conforme o compromisso plasmado na Estratégia Europeia de Segurança de 2003. A personalidade jurídica conferida à UE pelo Tratado de Lisboa, segundo o qual a União Europeia (UE) deve falar a uma só voz, reforça a sua capacidade para intervir, como voz autorizada, nas várias organizações internacionais onde as questões da política externa de segurança e defesa são discutidas. Embora defenda um reforço da cooperação e da ajuda ao desenvolvimento por parte da UE, concordo com as propostas da relatora cujo relatório voto favoravelmente.
João Ferreira (GUE/NGL), por escrito. − A UE não tem a legitimidade que lhe procuram atribuir. Apenas os Estados e os seus povos a têm.
Neste relatório, procura-se legitimar e consolidar um caminho que vem sendo feito, paulatinamente, nas costas dos povos, afrontando a sua soberania, as soberanias nacionais e a sua legitimidade. O objectivo é garantir a representação da UE nas organizações multilaterais (NATO, FMI, OSCE, Banco Mundial) como se de um (super)Estado se tratasse, procurando substituir os Estados e desvirtuando assim o espírito de órgãos como a Assembleia Geral da ONU, onde cada país e o seu povo ainda têm o mesmo peso, independentemente da sua dimensão.
O relatório propõe também o reforço dos meios, nomeadamente através do Serviço para a Acção Externa, colocados ao serviço de uma agenda política e diplomática cujo objectivo passa pelo reforço do peso e influência da UE em diversos fóruns e organizações, tendo em vista a sua instrumentalização. Estamos perante uma tentativa de subversão da actual ordem internacional, substituindo-a por uma nova, menos democrática, que garanta melhores condições aos grupos económicos e financeiros para a prossecução das suas ambições, na permanente competição por mercados e por recursos.
Ilda Figueiredo (GUE/NGL), por escrito. − A maioria do PE procura consolidar um caminho e uma política que passa por cima dos órgãos de soberania nacional e da soberania dos povos, apresentando a UE com uma legitimidade que apenas os Estados e os seus povos têm, por muito que tal lhes custe.
Pretendem legitimar a UE nas organizações multilaterais (NATO, FMI, OSCE, Banco Mundial) procurando substituir os Estados pelas organizações de integração regional, como na Assembleia Geral da ONU, onde cada país e o seu povo ainda têm o mesmo peso, independentemente da sua dimensão.
Propõem o reforço dos meios, nomeadamente através do Serviço para a Acção Externa, para aplicar uma agenda política e diplomática cujo primeiro objectivo é reforçar o seu peso e influência nessas organizações com vista à sua instrumentalização. Os objectivos são claros: estabelecer uma nova ordem internacional menos democrática, para garantir melhores condições para a competição permanente entre grupos económicos e financeiros, na luta por mercados e pelo domínio de recursos naturais no mundo, para a qual necessita de uma maior militarização da UE e de uma cooperação integrada e permanente com a NATO, sob a liderança dos EUA e das grandes potências da UE.
Daí o nosso voto contra.
Monika Flašíková Beňová (S&D), in writing. − The EU is the largest contributor of development aid and the most important trade bloc but representation of the Union, as such, in multilateral organisations remains fragmented. On the other hand, the EU Member States are over-represented in all multilateral organisations with the exception of the World Trade Organization. This over-representation – particularly in the Bretton Woods institutions – often results in dissonance among the European voices and is perceived as hugely problematic by the emerging powers, which consider the status quo to be unfair. It would be appropriate that, in areas of exclusive competence, the EU should be the pre-eminent actor, with full membership, while the Member States might also – but not necessarily – be present as members, without, in most cases, an independent role.
Lorenzo Fontana (EFD), per iscritto. − Gli effetti del Trattato di Lisbona implicano necessariamente una revisione del ruolo svolto dall’UE in seno alle organizzazioni internazionali. Tuttavia, come troppo spesso ultimamente abbiamo constatato, la cosiddetta voce unica con la quale l’Europa dovrebbe approcciarsi alle questioni multilaterali risulta sovente lesiva di quelle che sono le prerogative e le autonomie decisionali degli Stati membri. Perciò, ritengo di presentare un voto di astensione, in quanto la relazione presenta degli aspetti positivi, i quali sono però vanificati dalle considerazioni espresse poc’anzi.
Juozas Imbrasas (EFD), raštu. − Pritariau pranešimui, nes ES narystė daugiašalėse organizacijose duoda papildomos naudos tose srityse, kuriose ji turi išimtinę ar pasidalijamąją kompetenciją: ekonomikos ir prekybos, aplinkos politikos, vystymosi pagalbos, saugumo ir gynybos politikos srityse. Lisabonos sutartimi įvedus Sąjungos juridinį statusą sustiprinamos ES galimybės dalyvauti įvairiose tarptautinėse organizacijose, jai pavedami didesni įgaliojimai išorės veiksmų srityje, t. y. sukuriama Komisijos pirmininko pavaduotojo ir Sąjungos vyriausiojo įgaliotinio užsienio reikalams ir saugumo politikai pareigybė ir Europos išorės veiksmų tarnyba (EIVT), Sąjungai suteikiamas aiškesnis ir stipresnis balsas pasaulyje ir skatinamas visų rūšių abipusiškai naudingas ES bendradarbiavimas su svarbiomis tarptautinėmis ir regioninėmis organizacijomis bei valstybių grupėmis ir kadangi pagal šią sutartį Sąjungai suteikiama teisė pačiai save organizuoti taip, kad taptų veiksminga pasauline veikėja. Manau, kad iki šiol atstovavimas ES ir jos valstybėms narėms daugiašalėse organizacijose, neoficialiuose viršūnių susitikimuose ir tarptautiniuose režimuose yra nenuoseklus, dažnai neveiksmingas ir iki šiol labai skirtingas. Taip pat manau, kad ES valstybės narės turėtų labiau pasikliauti ES kaip galią stiprinančiu veiksniu joms siekiant savo tikslų, kurie negalėtų būti pasiekti savarankiškai, ir kad kalbėjimas vienu balsu ne tik padidina jų sėkmės galimybes pasiekti joms svarbių rezultatų, bet ir stiprina ES, kaip svarbios tarptautinės veikėjos besiformuojančiame daugiapoliame pasaulyje, teisėtumą ir patikimumą, aišku, neprarandant savo identiteto.
Giovanni La Via (PPE), per iscritto. − Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho votato a favore di questa relazione perché il ruolo dell'UE nell'ambito del multilateralismo venga ancora più rafforzato negli anni futuri. Ciò anche in ossequio al Trattato di Lisbona che, conferendo personalità giuridica all'Unione, ne potenzia le capacità di aderire non solo alle varie organizzazioni internazionali ma anche a quelle regionali e ai Gruppi di Stati pertinenti. Tali rapporti potranno risolvere questioni di ordine economico e commerciale ma anche di tipo ambientale. Il contributo dell'Unione europea deve costituire un valore aggiunto anche in quelle organizzazioni multilaterali o nei vertici in cui non tutti i suoi membri sono rappresentati. Purtroppo recenti ma anche attuali crisi politiche e umanitarie nel mondo hanno richiesto una pronta e decisa azione da parte dell'UE. Spesso non è facile ma i paesi colpiti da tali crisi guardano ad un rapido intervento dell'UE non solo attraverso strumenti di politica estera ma anche di primo aiuto nelle emergenze.
Petru Constantin Luhan (PPE), în scris. − Angajamentul Uniunii Europene față de multilateralismul eficace este deosebit de important. Uniunea trebuie să ia în considerare reprezentarea consolidată a sa și a statelor membre în organizațiile multilaterale. Este îngrijorătoare creșterea rapidă a numărului crizelor politice și umanitare în prezent, fapt ce indică necesitatea implementării unei astfel de strategii în ceea ce privește UE. Deocamdată, Uniunea nu își îndeplinește în mod corespunzător rolul său ca actor global și consider că întărirea și importanța rolului ei în cadrul organizațiilor multilaterale este un progres real în ceea ce privește stabilizarea importanței sale la nivel mondial.
David Martin (S&D), in writing. − I voted against paragraph 20 because I do not believe that the time is yet ripe for the EU to have a single seat on the United Nations Security Council.
Barbara Matera (PPE), per iscritto. − Occorre rafforzare la dimensione esterna dell'UE poiché l'articolo 21 del Trattato UE promuove un sistema internazionale basato su una cooperazione multilaterale rafforzata in cui gli Stati membri assicurino che l'Unione possa affermare i suoi interessi e i suoi valori sulla scena internazionale. Con il Trattato di Lisbona sono state create nuove strutture permanenti per la rappresentanza esterna dell'UE ma tale nuova dimensione non permette ancora all'Unione di partecipare in modo unitario e a pieno titolo ai lavori in seno a numerosi organismi internazionali. In tal modo si rischia di compromettere l'impegno dell'Unione verso un multilateralismo efficace, limitando la sua capacità di decisione e indebolendo la sua credibilità.
Proprio a causa dell'aumento delle crisi politiche e umanitarie nel mondo l'UE dovrebbe sfruttare al meglio i propri strumenti di politica estera, in modo da garantire un migliore uso della sua capacità di leva in seno alle organizzazioni multilaterali e la sua capacità di assumere la guida nell'affrontare le crisi internazionali attuali e future. La promozione della democrazia e dei diritti umani, in particolar modo i diritti delle donne e dei bambini, la libertà di espressione e lo Stato di diritto dovrebbero essere al centro di tutte le azioni esterne dell'UE.
Jean-Luc Mélenchon (GUE/NGL), par écrit. – Chaque État membre a le droit de s'exprimer en son nom au sein des instances internationales. Les gouvernements sont élus, contrairement à Madame Ashton, à la Commission européenne et à la BCE, que ce texte veut imposer comme nos seuls et uniques représentants. Je vote contre cette tentative de mise à mort de l'égalité souveraine des États sur la scène internationale.
Nuno Melo (PPE), por escrito. − A UE não pode esquecer o seu papel de actor principal no espectro mundial em todas as vertentes. Assim sendo, tem que reforçar o seu papel em todas as organizações multilaterais, com principal destaque para a ONU, onde o seu papel tem que ser cada vez mais activo, no seguimento do início da actividade do Serviço Europeu para a Acção Externa (SEAE).
Louis Michel (ALDE), par écrit. – Face aux grands défis de notre époque, les nations sont impuissantes à agir seules. Seule l’action multilatérale est capable de donner aux Etats une prise sur les défis auxquels le monde est confronté. Les crises économique, financière, climatique et alimentaire et les conflits nous ont fait prendre conscience de l’urgence de mettre en place une gouvernance mondiale ou, comme le dit Jacques Attali, un « Etat monde ». L’Europe a bien sûr un rôle à jouer dans ce nouvel espace politique de dimension planétaire, car c’est une puissance globale et douce qui s’appuie sur la norme, la règle et l’exemple. Avec le Traité de Lisbonne, elle a les bases nécessaires pour s’imposer non plus seulement au niveau économique mais aussi sur le plan politique.
Wojciech Michał Olejniczak (S&D), na piśmie. Szanowni Państwo! Parlament Europejski przyjął rezolucję dotyczącą roli, jaką Unia Europejska powinna pełnić w organizacjach wielostronnych. Jako ogólną zasadę przyjęto wzmacnianie roli UE w systemie wielostronnym. Dzięki osiąganym porozumieniom i wspólnym działaniom Unia Europejska staje się wzorem dla funkcjonowania porządku światowego, opartego na prawie międzynarodowym.
Dlatego podkreślono konieczność współpracy UE z naczelnymi regionami i aktywne jej uczestnictwo w tworzeniu środowiska międzynarodowego. Ponadto współpraca państw członkowskich i wypracowywanie wspólnego stanowiska, m.in. w kwestii oszczędności i cięć budżetowych, jest koniecznością. Jeśli chodzi o rolę UE w systemie ONZ, wymaga się od UE i państw członkowskich działań na rzecz zwiększenia roli UE i wzmacniania jej pozycji (zmiana wsparcia dla ONZ, szczególnie jeśli chodzi o politykę i pomoc humanitarną oraz kwestię rozwiązywania konfliktów).
W ramach współpracy z międzynarodowymi instytucjami finansowymi, UE musi znaleźć rozwiązanie kwestii zewnętrznej reprezentacji gospodarczej i finansowej, która ogranicza wpływy UE. W kwestii roli UE w wielostronnych organizacjach bezpieczeństwa wyrażono opinię, iż należy usprawnić regulacje, które umożliwiają Unii Europejskiej korzystanie ze środków NATO. W ramach porozumienia pomiędzy UE a OBWE należy przemyśleć kwestię przejęcia przez UE większej odpowiedzialności i skuteczniejszej aktywności w realizacji wspólnych celów (prowadzenie wspólnego dialogu, ustalenie wspólnych działań oraz ich koordynacja etc.)
Maria do Céu Patrão Neves (PPE), por escrito. − O presente relatório sobre A UE como actor mundial: o seu papel nas organizações multilaterais apresenta uma visão de conjunto do papel da UE. Votei favoravelmente o presente relatório por concordar com a visão que apresenta e com a sua ambição de uma UE forte na cena internacional. Para além do valor de cada Estado-Membro de per se, a EU, como organização, pode aportar à comunidade internacional a sua experiência organizativa. De facto, os mecanismos da UE para a construção do consenso e a adopção de medidas concertadas fazem da União um modelo exemplar para uma ordem internacional assente em regras. Neste sentido, é de fomentar a cooperação com as grandes potências regionais, a fim de que a UE participe activamente na instauração e na melhoria de um ambiente internacional que lhe permita promover os seus valores e interesses, tal como exigido pelo Tratado. Neste sentido, é essencial, no que diz respeito à aspiração da UE de ser um actor global, o reforço da coordenação interna para falar a uma só voz. Só assim poderá ser dada forma à cooperação multilateral e se responderá aos desafios internacionais, designadamente aqueles que decorrem da responsabilidade de proteger e da necessidade de reforçar a segurança global.
Paulo Rangel (PPE), por escrito. − No contexto actual, é muito importante que a UE possa afirmar-se como um actor global, capaz de responder eficazmente aos exigentes desafios que se colocam à escala mundial. Neste sentido, deverá apostar-se no reforço da coordenação interna, por forma a que a UE possa falar a uma só voz, aumentando assim não apenas as perspectivas de êxito da sua actuação, mas também a sua legitimidade e credibilidade no quadro internacional.
Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), in writing. − Among other things, this text establishes that Parliament notes that the EU’s mechanisms for building consensus and taking concerted action make it a model for a rules-based international order. It therefore stresses the need for the EU to cooperate with leading regional powers and actively participate in the building and improvement of an international environment that enables the EU to promote, as required by the Treaty, its values and interests. In particular in those fields where it has exclusive or shared competences, it considers essential, with regard to the EU’s aspiration and need to be an effective global actor and to safeguard its position, a strengthening of the internal coordination necessary to speak with one voice, the ability to shape multilateral cooperation and lead collective action in addressing international challenges, namely those arising from the responsibility to protect, and the need to enhance human security as a means of achieving global security.
Licia Ronzulli (PPE), per iscritto. − Il testo finale di questa relazione rafforza il ruolo strategico dell'Ue nell'ambito delle organizzazioni internazionali. Per fare questo bisogna innanzitutto promuovere una partecipazione che sia attiva e concreta, e che permetta un rafforzamento sia della cooperazione interna che di quella esterna. Questa deve essere la via maestra per rafforzare la legittimazione delle decisioni prese, garantendo altresì una piena condivisione delle responsabilità. Gli Stati Membri devono infine coordinarsi in seno al Consiglio dei diritti dell'uomo, in modo da stabilire criteri d'accesso chiari e rigorosi, specialmente per i Paesi in cui le violazioni dei diritti umani sono all'ordine del giorno.
Catherine Stihler (S&D), in writing. − I support the UK retaining membership of UNSC.
Nuno Teixeira (PPE), por escrito. − A União Europeia é hoje um verdadeiro actor no palco mundial. O seu papel nas organizações internacionais multilaterais é visivelmente crescente e tem-se revelado cada vez mais importante. Neste sentido, a União Europeia deveria ter um papel mais activo e de primeiro plano na reforma da governação mundial. Falo em particular da necessidade de reformar o sistema das Nações Unidas de forma a atribuir um lugar à União Europeia e, nomeadamente, da sua representação no seio do Conselho de Segurança das Nações Unidas.
Tal implica uma exigente coordenação de posições entre os Estados-Membros, mas resultaria numa maior coerência, maior visibilidade e credibilidade das acções da UE à escala internacional. A União Europeia deveria inspirar-se no modelo que segue no âmbito da OMC e, para uma maior coerência e uma melhor cooperação integrada, ter um estatuto de observador da NATO, uma coordenação mais estreita com o Conselho da Europa e participar plenamente nas actividades do G7/G8 e G20.
Νίκη Τζαβέλα (EFD), γραπτώς. – Στο συγκεκριμένο ψήφισμα, ενισχύονται οι ρόλοι της ΕΕ στο πολυμερές σύστημα. Συγκεκριμένα διευκρινίζονται οι ρόλοι της ΕΕ στα διεθνή χρηματοπιστωτικά ιδρύματα, στο σύστημα των Ηνωμένων Εθνών, σε πολυμερείς οργανισμούς ασφαλείας καθώς και σε άλλους πολυμερείς οργανισμούς, όπως Παγκόσμιος Οργανισμός Εμπορίου, Συμβούλιο της Ευρώπης, Οργανισμός Οικονομικής Συνεργασίας και Ανάπτυξης) γενικότερα. Τέλος αποσαφηνίζεται ο ρόλος της ΕΕ στην "διπλωματία των συνόδων κορυφής". Λαμβάνοντας υπόψη πως η ευρωπαϊκή συνεργασία δεν συνιστά επιλογή αλλά αναγκαιότητα, υπερψήφισα την πρόταση ψηφίσματος του Ευρωπαϊκού Κοινοβουλίου με τίτλο "ΕΕ ως παγκόσμιος παράγων: ο ρόλος της σε πολυμερείς οργανισμούς".
Dominique Vlasto (PPE), par écrit. – Depuis l'adoption du Traité de Lisbonne, le fonctionnement diplomatique de l'Union européenne a été renforcé afin d'améliorer la visibilité de l'Europe sur la scène internationale. Je me félicite de l'adoption de ce rapport qui appelle à une meilleure représentation des institutions communautaires dans les organisations mondiales. L'Europe des 27 est aujourd'hui plus forte. L'entrée de nouveaux pays dans l'Union a conforté son poids économique et démographique. Mais dans une Europe élargie, l'équilibre et la coordination entre les Etats membres ont été bouleversés. Le message européen a changé, il est devenu plus riche et plus complexe. La recherche du consensus doit à mon sens être un préalable indispensable à l'amélioration de la représentation de l'Union européenne dans les organisations multilatérales. Je me félicite du soutien de l'Union à la stratégie de l'ONU, notamment concernant sa politique dans le domaine humanitaire et la résolution des conflits. L'Europe et l'ONU ont un grand nombre d'objectifs et d'intérêts en commun, ce qui justifie selon moi une coopération plus étroite et une synergie des moyens. Dans cette optique, je souhaite que la place de l'Europe soit renforcée au sein de l'ONU, particulièrement lors de ses Assemblées Générales annuelles.
Angelika Werthmann (NI), schriftlich. − Ich habe dem Bericht zugestimmt. Die EU muss ihre Eigenständigkeit stärken und ihren Dialog zu Drittländern ausbauen. Sie muss mit starker und einheitlicher Stimme sprechen und wesentlich rascher reagieren, um ein vertrauensvoller und zuverlässiger Partner sein zu können.
Zbigniew Ziobro (ECR), na piśmie. − Sytuacja międzynarodowa w ostatnim okresie zmienia się coraz szybciej. Wzrost znaczenia gospodarczego Azji, ruchy rewolucyjne w Afryce, wzmożone zagrożenie terrorystyczne, potrzeba budowania wspólnych, zrównoważonych, europejskich strategii surowcowych oraz coraz częstsze przypadki łamania praw człowieka to tylko niektóre problemy, z jakimi dziś się zmaga unijna dyplomacja. Jak pokazuje praktyka, w wielu przypadkach jest ona bezradna. Polityka zagraniczna Unii Europejskiej wydaje się być nie do końca przemyślana i źle skoordynowana. Ponadto idea wspólnej zrównoważonej polityki europejskiej przegrywa niejednokrotnie z interesami największych państw tzw. „starej” Unii. Doskonałym tego potwierdzeniem jest brak reguły równości geograficznej przy obsadzie stanowisk Europejskiej Służby Działań Zewnętrznych. System ten wymaga zmiany. Dlatego nie poparłem sprawozdania Pani Marii Muñiz De Urquiza. Uważam, iż wskazuje ona ważne warunki, jakie Unia i państwa członkowskie powinny spełnić, aby móc lepiej realizować wyznaczone w traktacie lizbońskim zadania. Jednak nie powinniśmy dążyć do zastąpienia NATO nową unijną armią, lecz skoncentrować się na odpowiednim podziale obowiązków w czasie międzynarodowych kryzysów. Unia mogłaby odgrywać rolę w pomocy humanitarnej, gdy Sojusz Północnoatlantycki koordynowałby pomoc militarną. Taki rozkład zadań mógłby pozwolić również na wzmocnienie współpracy z najważniejszym unijnym partnerem handlowym i militarnym, jakimi są Stany Zjednoczone Ameryki.