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Discussioni
Mercoledì 8 giugno 2011 - Strasburgo Edizione GU

Mandato d'arresto europeo (discussione)
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  Claude Moraes, a nome del gruppo S&D.(EN) Signor Presidente, per il nostro gruppo la situazione è chiara. Il Consiglio ci ha detto che, se il mandato d’arresto europeo è usato correttamente e in modo efficiente e non per quei casi minori di cui abbiamo sentito parlare, i vantaggi sono di gran lunga superiori rispetto agli svantaggi.

La Commissione ha preparato una relazione credibile e seria, secondo cui, se sapremo risolvere il problema del ricorso al mandato per i casi minori, vale a dire della proporzionalità, e quello delle garanzie procedurali, il mandato d’arresto europeo può ancora essere uno strumento utile per combattere i reati gravi e la criminalità organizzata. Non dimentichiamo questa cifra, i 12 000 mandati d’arresto eseguiti. Proprio nella mia circoscrizione elettorale, a Londra, sono stati arrestati gli organizzatori degli attentati del luglio 2005, un fatto che mi sta particolarmente a cuore. Nel momento in cui sapremo comprendere quanto simili casi possano avere un effetto importante e simbolico, allora il mandato d’arresto europeo potrà e dovrà funzionare.

Per il nostro gruppo, l’interrogazione orale di cui parliamo quest’oggi è molto semplice. Stiamo per passare dalle parole ai fatti e abbiamo di fronte a noi due problemi spinosi. Il primo, la mancanza di proporzionalità, non potrà essere risolto dal giorno alla notte. A tal proposito, vorrei complimentarmi con il Commissario, e parlo in particolare della formazione giuridica, per aver espresso l’intenzione di risolvere il problema del ricorso al mandato per casi di scarsa rilevanza, che sta andando a intaccare la credibilità del mandato d’arresto europeo. Il Consiglio, e non parlo solo della presidenza ungherese ma degli Stati membri in generale, deve, però, aiutarci a portare avanti anche il fascicolo delle garanzie procedurali e a risolvere il problema dell’eccessivo protrarsi della custodia cautelare nel mio paese.

Queste situazioni creano difficoltà a uno strumento che, se applicato correttamente, può rivelarsi efficace. Il problema più difficile da risolvere, però, è quello delle pari condizioni in merito ai diritti procedurali della difesa. Per questo motivo il mio gruppo, che ha chiesto l’introduzione della cosiddetta letter of rights, prende molto seriamente non solo la qualità ma anche i tempi per l’approvazione della legislazione necessaria affinché il mandato d’arresto europeo possa diventare, così come dovrebbe essere, uno strumento efficace nella lotta ai reati gravi e alla criminalità organizzata e la sua credibilità non sia messa a rischio dai numerosi casi minori in cui è impiegato e dalla mancanza di pari condizioni.

Questi sono gli auspici del nostro gruppo. A nostro parere, l’impegno per realizzarli non manca. Particolare attenzione, però, va prestata agli Stati membri, che, da un lato, chiedono che il mandato d’arresto europeo sia efficace e, dall’altro, non ci aiutano ad approvare gli atti normativi necessari a creare pari condizioni.

(L'oratore accetta di rispondere a un'interrogazione presentata con la procedura del cartellino blu ai sensi dell'articolo 148, paragrafo 8)

 
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