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Процедура : 2010/2308(INI)
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Етапи на разглеждане на документа : A7-0143/2012

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A7-0143/2012

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PV 21/05/2012 - 17
CRE 21/05/2012 - 17

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PV 22/05/2012 - 6.2
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P7_TA(2012)0207

Разисквания
Понеделник, 21 май 2012 г. - Страсбург Редактирана версия

17. Стратегия за вътрешна сигурност на Европейския съюз (кратко представяне)
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  Elnök. − A következő pont a Rita Borsellino által az Állampolgári Jogi, Bel- és Igazságügyi Bizottság nevében készített jelentés az Európai Unió belső biztonsági stratégiájáról (2010/2308(INI)) (A7-0143/2012)

 
  
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  Rita Borsellino, relatrice. − Signora Commissario, signor Presidente, onorevoli colleghi, mi accingo a presentare la mia relazione d'iniziativa sulla sicurezza interna dell'Unione europea con una certa emozione. Ricorre infatti in questi giorni, e precisamente il 23 maggio, il ventennale dell'uccisione del giudice Falcone, di sua moglie e della sua scorta.

Proprio a tutte le vittime delle mafie, della criminalità organizzata e del terrorismo desidero dedicare l'approvazione di questa relazione e in particolare a Melissa Bassi, la giovane vittima dell'attentato di sabato scorso in una scuola di Brindisi, dove sono state ferite anche altre sei ragazze. Il movente dell'atto è ancora ignoto ma è evidente che si innesta in un clima crescente di tensione e di insicurezza determinato dalla crisi, che organizzazioni o singoli possono essere tentati di sfruttare a fini di eversione violenta. Un pensiero va anche alle vittime del terremoto in Emilia Romagna, perché anche le calamità naturali sono oggetto della sicurezza interna dell'Unione.

Il testo che domani voteremo sottolinea l'importanza di una strategia coerente dell'Unione in materia di sicurezza e per questo desidero ringraziare la Commissione europea per l'importante sforzo compiuto nella sua elaborazione.

Come abbiamo a più riprese evidenziato nella relazione, la sicurezza deve essere sempre garantita nel pieno rispetto dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali, che sono parte integrante e inscindibile di questa strategia. Anche per questa ragione assume particolare importanza il ruolo che le Istituzioni dell'Unione europea devono avere nella definizione e nell'attuazione della strategia, in particolare nel quadro post Lisbona.

In questo quadro è necessario un ruolo appropriato del Parlamento europeo, sia in fase di elaborazione delle priorità della strategia che in fase di valutazione. Si tratta di un ruolo derivante dal potere di legislatore a pieno titolo che il Parlamento ha assunto in materia di sicurezza. Ma si tratta anche di un elemento essenziale per assicurare un adeguato controllo democratico che il Parlamento europeo deve avere insieme ai parlamenti nazionali. Proprio per questo ci impegneremo per istituire un rapporto regolare tra il Parlamento europeo e i parlamenti nazionali – un ciclo politico parlamentare legato alla relazione annuale della Commissione in questa materia e che termini proprio con una relazione parlamentare annuale sullo stato di attuazione della strategia di sicurezza interna.

Pensiamo che sia necessario che l'Unione abbia chiara l'entità delle minacce alla sicurezza interna, cosa che oggi non è. Chiediamo quindi che Europol, con il sostegno delle Istituzioni e delle altre agenzie, possa svolgere un'analisi globale delle minacce da affrontare a livello di Unione, basandosi su una metodologia più solida e trasparente e sul contributo di informazione degli Stati membri.

Con riferimento ai cinque obiettivi prioritari individuati dalla Commissione europea, sosteniamo che non si debba trattare di una lista esaustiva e che probabilmente l'ordine delle priorità avrebbe potuto essere meglio strutturato. La lotta contro il terrorismo, la criminalità organizzata e le mafie sono e devono rimanere per noi priorità chiave di una strategia di sicurezza interna. L'Unione deve però non solo saper reagire, ma anche prevenire e interpretare cosa si muove in Europa: ce lo hanno dimostrato i fatti di Utøya, ce lo dimostrano i fatti di Brindisi. Dobbiamo saper individuare in fase precoce i segnali di radicalizzazione violenta dell'imbarbarimento del clima sociale e dell'estremismo violento.

La cooperazione giudiziaria è la grande assente della strategia di sicurezza delineata dalla Commissione e occorre colmare questa lacuna. L'azione congiunta delle magistrature è vitale in Europa per contrastare la criminalità e il terrorismo e potenziarla è una priorità, così come sono prioritarie anche la lotta alla corruzione e alla criminalità ambientale, economica e aziendale.

Pur condividendo l'accento posto sulla lotta contro la criminalità informatica, non ci è però parsa giustificata la scelta della Commissione di inserire la tutela dei diritti di proprietà intellettuale fra le priorità della sicurezza. Come insegna il caso ACTA, si tratta di un tema non puramente securitario, molto complesso, che riguarda i diritti delle persone e che necessita di un dibattito più approfondito.

Concludo ringraziando tutti i relatori ombra che hanno contribuito alla stesura di questa relazione, oltre ai funzionari dei gruppi politici e la mia assistente personale.

 
  
 

„Catch the eye” eljárás

 
  
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  Jaroslav Paška (EFD) - Vnútorná bezpečnosť Európskej únie je atakovaná mnohými hrozbami, ktoré sa vďaka našej politike otvorených hraníc rýchlo šíria po celej Európe. Asi najväčším aktuálnym problémom vnútornej bezpečnosti Únie je stále sofistikovanejšia organizovaná trestná činnosť. Masívny prílev ekonomických emigrantov z chudobných krajín Ázie či Afriky, ale aj veľké rozdiely v životnej úrovni niektorých regiónov Únie generujú využiteľný potenciál pre organizovanie nelegálneho trhu s čiernou prácou, prostitúciou či rozsiahlymi podvodmi na sociálnych systémoch bohatších krajín. Nemôžeme teda prehliadať previazanosť vnútornej bezpečnosti s politickými a bezpečnostnými turbulenciami v našom okolí, a preto by sme mali sa usilovať o komplexnú bezpečnostnú politiku Európskej únie a mali by sme formulovať tento systém tak, aby v ňom boli obsiahnuté zjavné súvislosti medzi zahraničnými impulzmi a vnútornými dôsledkami pre bezpečnosť Európskej únie. Myslím, že taký komplexný prístup je základnou podmienkou pre úspešnú bezpečnostnú politiku vo vnútri Európskej únie.

 
  
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  Elena Băsescu (PPE). - Crearea unui spaţiu de libertate, de securitate şi de justiţie se numără printre obiectivele principale ale Uniunii. Pentru realizarea sa este nevoie de măsuri concrete, care să asigure un grad sporit de siguranţă individuală pentru fiecare cetăţean. Comunicarea Comisiei reprezintă un prim pas în acest scop prin identificarea celor cinci domenii-cheie şi prin acţiunile specifice pe care le propune, însă este nevoie de eforturi suplimentare pentru combaterea crimei organizate şi a infracţionalităţii în general. De multe ori, în spatele unor infracţiuni minore în aparenţă, cum ar fi furtul din buzunare sau din maşini, de care sunt afectaţi atâţia cetăţeni, se poate afla o reţea criminală internaţională. În acest context, susţin implicarea mai mare a Europol în analiza şi gestionarea principalelor riscuri de securitate internă conform articolului 6.

 
  
 

(A „catch the eye” eljárás vége)

 
  
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  Cecilia Malmström, Member of the Commission. − Mr President, I would like to join Mrs Borsellino in fiercely condemning this weekend’s atrocities in Brindisi. This is something that we can never defend. Whatever the causes behind this, the great symbolism that it was the school named after Mrs Falcone is of course something that we must reflect upon. The girl came from a village that I visited only two weeks ago, to learn how the community works against the Mafia and works to confiscate the goods of organised crime. This is a barbaric act that we must all condemn.

Let me also thank you for your report. I think you have done excellent work. I would also like to thank the shadow rapporteurs. It really contributes to the development of the Internal Security Strategy. We fully share your view that the Internal Security Strategy should be a shared agenda for all the institutions and the agencies, with clear roles and responsibilities and a common goal. The security of citizens is at the heart of all our efforts.

The Internal Security Strategy provides the best platform to respond to security threats, encompassing both policy-setting and operational cooperation, which is now taking shape in a cycle on serious and organised crime. In this context, we very much welcome the idea of the ‘parliamentary policy cycle’, involving the European Parliament, as well as national parliaments, in a joint debate on the state of play with regular reports from the Commission. The Commission is currently working on the second implementation report of the Internal Security Strategy, which will be published by the end of the year.

Implementing the Internal Security Strategy is about keeping promises on the five objectives. There is no ranking between those objectives, which are fighting and preventing serious and organised crime, terrorism and cybercrime, management of our external borders, and building resilience to natural and man-made disasters.

We have achieved quite a lot since the first publication: for instance the report on confiscation of goods, the establishment of the radicalisation awareness network, the proposal on EU PNR, and the proposal to establish a cyber centre. We are also preparing, for the end of this year, reforms of Cepol, Europol and Eurojust, which would – as you call for – improve the cooperation between police agencies, but also on a national level. We will also present proposals on improving our protection against critical infrastructure and by the end of the year we will hold a conference gathering our experience and building on one year of the establishment of the radicalisation awareness network, with some ideas and policies presented from that network.

This second report will assess the state of play of the previously promised actions, including the policy cycle, but we are also looking at the opportunities that security can offer in responding to the economic and financial crisis, because of course this is also key in establishing an environment where people, investors and companies feel safe and secure.

I believe that Mrs Borsellino’s report is a very valuable milestone in Parliament’s involvement in the Internal Security Strategy and I look forward to working with you on this matter.

 
  
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  Elnök. − A vitát lezárom.

A szavazásra 2012. május 22-én, kedden kerül sor.

Írásbeli nyilatkozatok (149. cikk)

 
  
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  Ágnes Hankiss (PPE), írásban. Mint a belbiztonsági stratégia árnyék-jelentéstevője köszönetet kell mondanom Borsellino asszonynak azért a nyitottságért és rugalmasságért, amellyel a néppárti felvetéseket fogadta. Sikeres kompromisszumaink bizonyítják, hogy ha szakmai alapon, előítéletek nélkül foglalkozunk a belbiztonság problémáival és kihívásaival, akkor képesek vagyunk közös nevezőt találni, és a politikai ellentétek fölé emelkedni.

A belbiztonsági stratégia fontos eszköz a bűncselekmények számos formája elleni hatékony fellépéshez. Fókuszában áll a nemzetközi szervezett bűnözés különböző formái elleni küzdelem, úgymint a maffia-típusú vagy a „fehérgalléros” bűnözés és pénzmosás elleni küzdelem, valamint az európai terrorelhárítás megerősítése.

Elengedhetetlen a közös fenyegetettségértékelési rendszer kidolgozása, valamint a kritikus informatikai infrastruktúrák hatékony védelméhez szükséges tagállami gyakorlatok jobb összehangolása. Az EU kiberbiztonságának szavatolásához nélkülözhetetlen az unión belüli állami és magánszektor, valamint a polgári és katonai szereplők közötti együttműködés. Ezt a célt szolgálja a megalakuló kibervédelmi központ is. Sürgető feladat az európai kritikus infrastruktúrák meghatározásának befejezése. A külső határok védelme, nem utolsósorban a természeti és ember okozta katasztrófák megelőzése és elhárítása is közös fellépést igényel.

Az említett célok eléréséhez megkerülhetetlen, hogy arányos költségvetési forrásokat rendeljünk hozzájuk, törekedni kell arra, hogy a 2014–2020-as költségvetésben megfelelően szerepeljenek a belbiztonsági stratégiában foglalt intézkedések.

 
  
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  Petru Constantin Luhan (PPE), în scris. În prezent, securitatea internetului reprezintă una din cele mai importante priorităţi politice pentru Uniunea Europeană. În mod evident, internetul este o infrastructură critică, iar perturbarea sa ar putea duce la pierderi substanţiale şi riscuri privind siguranţa cetăţenilor.

Tocmai de aceea consider că Directiva 2008/114 ar trebui să îşi extindă domeniul de aplicare, prin includerea tehnologiilor informaţiilor şi comunicaţiilor şi recunoaşterea lor ca sector critic. Consider ca fiind urgentă crearea, la nivel european, a reţelei de alertă privind infrastructurile critice şi includerea în sistemul de avertizare a serviciilor financiare, a sistemelor de sănătate, alimentaţie şi furnizare a apei, cercetarea nucleară şi industrie.

 
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