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Процедура : 2012/2075(INI)
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Внесени текстове :

A7-0398/2012

Разисквания :

PV 14/01/2013 - 22
CRE 14/01/2013 - 22

Гласувания :

PV 15/01/2013 - 9.3
Обяснение на вота

Приети текстове :

P7_TA(2013)0003

Разисквания
Понеделник, 14 януари 2013 г. - Страсбург Редактирана версия

22. Градското преустройство като фактор, допринасящ за икономическия растеж - Оптимизиране на ролята на териториалното развитие в рамките на политиката на сближаване - Фонд "Солидарност" на Европейския съюз - изпълнение и прилагане - Роля на политиката на ЕС на сближаване за прилагането на новата европейска енергийна политика (разискване)
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PV
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  Presidente. − L'ordine del giorno reca, in discussione congiunta,

- la relazione di Andrea Cozzolino, a norma della commissione per lo sviluppo regionale, sul contributo del riassetto urbano alla crescita economica nella politica di coesione dell'UE (2011/2311(INI)) (A7-0406/2012)

- la relazione di Derek Vaughan, a nome della commissione per lo sviluppo regionale, sull'ottimizzazione del ruolo dell'assetto territoriale nella politica di coesione (2011/2312(INI)) (A7-0421/2012)

- la relazione di Lena Kolarska-Bobińska, a nome della commissione per lo sviluppo regionale, sul ruolo della politica di coesione dell'UE nell'attuazione della nuova politica europea in materia di energia (2012/2099(INI)) (A7-0437/2012)

- la relazione di Rosa Estaràs Ferragut, a nome della commissione per lo sviluppo regionale, sul Fondo di solidarietà dell'Unione europea, attuazione e applicazione (2012/2075(INI)) (A7-0398/2012).

 
  
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  Andrea Cozzolino, relatore. − Signor Presidente, onorevoli colleghi, la relazione si pone l'obiettivo di mettere al centro della futura politica di coesione e della politica europea il tema delle città e della rete urbana europea, come una grande infrastruttura e piattaforma per incrementare lo sviluppo, la crescita e l'occupazione, soprattutto la buona occupazione. La città e la rete urbana e la questione urbana viste anche come grande sfida per il futuro, perché qui misuriamo il calo demografico, l'invecchiamento precoce della popolazione europea, fenomeni di nuova e moderna povertà sociale ed economica; ma la città e la rete urbana europea viste anche come il luogo della creatività, dell'intelligenza diffusa, della ricchezza della convivenza di diverse realtà, di diverse generazioni, diverse etnie.

Per queste ragioni pensiamo a un piano europeo per le città, a un piano europeo per la rete urbana, attraverso un uso intelligente delle nuove risorse della politica di coesione e dei Fondi strutturali. Un piano che ha alcuni obiettivi, che tento di estrapolare dalla relazione, e che punta innanzitutto sul grande tema della riqualificazione delle nostre periferie urbane, a un vero e proprio programma di rigenerazione urbana e sociale e, in secondo luogo, a un maggiore efficientamento energetico degli edifici. Si tratta di quelli civili e di quelli industriali: qui un grande programma può essere messo in campo.

Un piano per la sicurezza del nostro patrimonio urbano e abitativo: si tratta di un grandissimo tema che viene avanti insieme ai mutamenti climatici, al tema del convivere quotidianamente con il rischio di un territorio, quello europeo, segnato molto fortemente da regioni sismiche e da vulcani, e quindi la necessità di mettere in sicurezza interi territori del nostro continente. Un piano per una nuova edilizia pubblica e popolare: è ormai da tempo che i singoli Stati membri hanno abbandonato ogni forma di politica tesa a sostenere un'edilizia pubblica e popolare; anzi, in molti paesi ormai vi è un aperto contrasto e noi non possiamo affidare solo alle politiche di mercato la necessità di offrire nuove opportunità, soprattutto per le fasce più esposte, che spesso corrispondono a fasce giovanili e femminili, e soprattutto a quel nuovo universo che è la composizione familiare a livello europeo.

Vi è un grandissimo tema che incrocia il tema delle città e della rete urbana ed è il tema della mobilità delle persone e delle merci, e su questo si può aprire un grandissimo dibattito, anche dal punto di vista della sostenibilità ambientale. In ultimo, il grande tema della salvaguardia e della tutela del patrimonio storico, immenso nelle nostre città, una vera fonte di ricchezza dal punto di vista della crescita e dello sviluppo. E poi, per affrontare questioni antiche insiste nella nuova sfida, il tema delle zone urbane, suburbane, limitrofe e rurali, con il grandissimo tema che io vorrei segnalare e cioè quello di una politica urbana che punta a diminuire l'uso del territorio e non solo quello agricolo: ne abbiamo consumato troppo in Europa.

Questo è il piano che noi vogliamo presentare e il lavoro che abbiamo svolto. Oltre a ciò, vorrei fare altre due considerazioni finali che, pur non essendo citate nella relazione, ne sono però parte integrante: cioè la necessità che quel 5% di risorse che noi vogliamo destinare sempre di più alle politiche di sviluppo urbano sia incrementato nella programmazione delle future risorse comunitarie e la necessità di strutturare e dare una base giuridica più forte al tema della questione urbana in Europa, al fine di dare davvero sostanza a questa politica.

 
  
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  Derek Vaughan, rapporteur. − Madam President, I am pleased to see that the Commissioner is here.

I was particularly pleased to have been given the chance to do this report because I believe that cohesion policy is vital for all regions of the European Union and, of course, it is vital that we have adequate funding for cohesion policy in the next MFF. But, in addition to funding, it is also vital that we have in place the right regulations for cohesion policy to allow us to create jobs and growth. I therefore particularly welcome the proposals from the Commission on the regulations and particularly welcome the proposals for a common strategic framework for five of the major funds. I believe this will allow improvements to the effectiveness of EU funding, improvements to simplification for applicants and also greater or easier access for applicants to a range of EU funds.

However, it seemed to me at the time the regulations were first proposed that there was a lack of detail on how we could actually create some mechanisms to bring these five funds together. We have got some proposals on a partnership agreement, some proposals on multi-level governance, proposals on a code of conduct, community-led development, joint action plans and integrated territorial investments.

I believe that these are all good ideas and that we should welcome all of them, but we need some mechanisms to allow all these things to happen to bring together the funds, as I explained earlier. Therefore I consulted with a large number of stakeholders from right across the European Union. I held a round-table discussion with stakeholders, practitioners, people from regions and local authorities who deal with Structural Fund programmes on a day-to-day basis, because I believe they know what we should be doing in terms of EU funds for the future.

This round table was particularly useful. At it we were able to explore some mechanisms for bringing together the funds at a local and regional level. One good example was Wales. Of course you would expect me to give that as an example. The intention in Wales is to create a single portal post-2014 where we have a single application, payment and monitoring process, almost a one-stop-shop for applicants and for the managing authority as well.

Another good example was the Netherlands, where funds from a number of programmes are to be devolved to local authorities, allowing them to create packages of EU funds to fund projects in their particular locality.

A third good example is in Greater Manchester in the UK where they have a proposed model for an ITI which will allow integrated funding from a number of EU and other sources, so, for example, they will propose an infrastructure project using ERDF money, while maybe using ESF money to train the people to actually carry out that particular project. Greater Manchester is currently working on that as a proposal for post-2014.

Of course there will be other examples from regions right across the European Union. I believe what we should be doing is collecting these ideas, collecting this good practice and finding some ways of exchanging this good practice right across the European Union.

Therefore, Commissioner, I hope you will take that on board as a firm proposal to come out of this own-initiative report so we can find ways and mechanisms of actually putting these good ideas into place, allowing local authorities and regions to bring these five funds together to fund major projects in the future. I believe that is the best way to use these funds and the best way for us to make sure we reach our Europe 2020 targets. I believe that is the best way for us to improve and increase economic prosperity in our regions right across the European Union.

 
  
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  Lena Kolarska-Bobińska, sprawozdawczyni. − Pani Przewodnicząca! Mamy obecnie bardzo dużą szansę, aby osiągnąć synergię pomiędzy polityką regionalną i polityką energetyczną, mamy okazję, aby realizować jednocześnie cele obu tych polityk, aby optymalizować je. Po raz pierwszy bowiem Komisja Europejska przeznaczyła tak duże zasoby finansowe dla sektora energetycznego w ramach Europejskiego Funduszu Rozwoju Regionalnego. Chodzi więc o to, żeby te fundusze teraz dobrze wykorzystać.

I dlatego w sprawozdaniu podkreśla się, że projekty energetyczne, które będą finansowane z funduszy przeznaczonych na politykę spójności, powinny przede wszystkim wspierać właśnie cele tej polityki spójności, a więc budować rozwój regionalny, zwiększać zatrudnienie i zmniejszać różnice pomiędzy regionami w Europie. Projekty europejskie w zakresie energii mogą bowiem przyczynić się do zdynamizowania tych regionów, które rozwijają się słabo, zostają w tyle, i tych, które chcą inwestować w zdecentralizowane źródła energii.

W sprawozdaniu podkreśla się, że kluczowym celem tej wspólnej polityki energetycznej i polityki regionalnej powinno być z jednej strony inwestowanie w zdecentralizowane źródła energii, z drugiej zaś – w efektywność energetyczną. Bardzo ważny też jest rozwój infrastruktury energetycznej, bo często myślimy i mówimy o rozwoju samych źródeł energii, a nie myślimy, jak przekazać tę energię, jak budować połączenia, jak ma ona dotrzeć do odbiorcy. W sprawozdaniu więc kładzie się też nacisk na rozwój infrastruktury energetycznej finansowany ze środków spójnościowych.

Jednak konieczne jest wzięcie pod uwagę szczególnych potrzeb różnych regionów w Europie, ponieważ nie istnieje jeden wzorzec, który byłby stosowany przez wszystkie regiony. Niektóre regiony chcą inwestować w renowację budynków, kłaść większy nacisk na efektywność energetyczną, w innych znowu brakuje podstawowych sieci przesyłowych Potrzebne są więc różne rodzaje projektów, a będzie je łączyło właśnie to, że są to europejskie cele, że będą realizowały europejską politykę.

I właśnie dlatego, że regiony są tak różne, o tak różnym stopniu rozwoju, sprawozdanie podkreśla dużą rolę władz regionalnych w dyskusji na ten temat. Zwłaszcza przy negocjowaniu porozumień pomiędzy Komisją Europejską i państwami członkowskimi regiony muszą mieć możliwość wyboru tych projektów, w które chcą inwestować, bo to regiony najlepiej ocenią, jak inwestować, w co inwestować, aby te pieniądze nie zostały zmarnowane, o czym często się słyszy. Chodzi więc nie tylko o to, żeby wydawać pieniądze, ale żeby wydawać je w sposób skuteczny i korzystny. Jeśli jakiś region już wyremontował wszystkie swoje szkoły, a Komisja Europejska i państwa członkowskie kierują środki na ten cel, chodzi o to, żeby te pieniądze nie przepadły, a region ten nie został ukarany za to, że już pewne cele zrealizował.

W przyszłej perspektywie finansowej będzie dużo więcej środków na projekty energetyczne, ale nie można postrzegać polityki spójności jako takiej świnki-skarbonki, z której będzie się brało pieniądze na te cele, które należy zrealizować. Polityka spójności nie może być postrzegana jako polityka zastępująca właściwe finansowanie. Musimy podkreślać, że polityka ta musi istnieć, musi realizować swoje cele i może współdziałać z innymi politykami, ale nie może zastępować ich finansowania.

 
  
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  Rosa Estaràs Ferragut, Ponente. − Señora Presidenta, en el año 2002 se creó el Fondo de Solidaridad de la Unión Europea para responder a las catástrofes naturales graves que afectaran a los Estados miembros o a países que estaban en camino de entrar en la Unión Europea. No existía, hasta ese momento, ningún otro elemento ni ningún otro instrumento que pudiera intervenir en caso de catástrofes. Estos diez años han significado un éxito de este Fondo. Han hecho del principio de solidaridad de la Unión Europea un principio que ha cobrado vida y forma.

Pero, en estos diez años, también hemos podido determinar, por experiencia, exactamente en qué fallaba este Fondo. Hemos visto que en las catástrofes naturales graves, las que causan un daño superior al umbral de intervención del Fondo en el país afectado, ha funcionado razonablemente bien.

Pero también hemos podido ver que, en el caso de las catástrofes regionales, aquellas que se dan y que alteran las condiciones en una región determinada y que afectan a la vida diaria de la gente, a sus condiciones de vida, y que tienen repercusiones graves y duraderas, se han hecho muchas peticiones por parte de las regiones que no se han aceptado. Más de un 60 % de las solicitudes estaban relacionadas con este tipo de catástrofes y, como el concepto era un concepto muy vago, con indicadores poco claros, se han creado muchas expectativas por parte de distintas regiones que luego no se han podido ver colmadas.

Eso ha llevado, a la hora de poder redactar este nuevo informe en el día de hoy, a poder corregir esa indeterminación y esa poca claridad en la definición de estas catástrofes. También, durante estos diez años, hemos podido ver que podía agilizarse el Fondo. Porque, desde que se produce la catástrofe hasta que el Estado miembro cobra, pueden pasar de nueve a doce meses, lo que coloca en una situación complicada a los ciudadanos de aquella región. Así que hemos propuesto una agilización, una simplificación en los procedimientos del Fondo y anticipos, pagos por adelantado.

Hemos visto también que, en las catástrofes lentas, como puede ser una sequía, el plazo de diez semanas para presentar a la Comisión una valoración de los daños no puede funcionar y, por lo tanto, hemos pedido que, en el caso de este tipo de catástrofes lentas, se pueda flexibilizar el recurso al Fondo.

En definitiva, hemos pedido una reforma de este Reglamento, pero sin tocar, en ningún caso, los aspectos financieros: ni el gasto ni los criterios de subvencionabilidad. Recordarán ustedes que en el año 2005 se hizo una propuesta, que no fue aceptada por el Consejo porque, precisamente, tocaba el gasto y el Consejo no estaba de acuerdo con ello, ya que, además de catástrofes naturales, podría abarcar otros tipos de catástrofes.

En este caso, eso no ha sido así para que salga adelante, para que la Comisión, el Consejo y el Parlamento den el visto bueno. No se tocan para nada ―como digo― ni el gasto ni los criterios de subvencionabilidad.

Definimos y se proponen, por lo tanto, en el caso de las regiones, criterios como el PIB, el producto interior bruto, intentando que sea un umbral suficientemente adaptado a la región que va a pedir ayuda.

También pedimos una simplificación de todos los procedimientos. En algunos casos, por ejemplo, la Comisión hacía hasta ahora un acto de concesión y luego otro por el que se establecían las condiciones de uso de las subvenciones. Pedimos que ello se haga en un solo acto. En definitiva, proponemos que el Fondo, con los mismos recursos, sea más eficaz, sea más ágil y sea más transparente.

 
  
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  Johannes Hahn, Mitglied der Kommission. − Frau Präsidentin, meine Damen und Herren Abgeordnete! Zunächst möchte ich mich, auch im Namen der gesamten Kommission, bei den Berichterstatterinnen und Berichterstattern für diese hervorragenden Berichte bedanken. Angesichts der gerade laufenden Verhandlungen zwischen Rat und Parlament liefern diese Berichte einen sehr wertvollen Beitrag, um die Herausforderungen der territorialen Zusammenarbeit, der urbanen Räume und der Energiepolitik optimal zu gestalten. Die breite Unterstützung, die Ihre Berichte im Ausschuss bekommen haben, ist ein starkes Signal des Parlaments. Ich freue mich, dass Kommission und Parlament in den wesentlichen Fragen an einem Strang ziehen.

Der territoriale Aspekt der Regionalpolitik ist von zentraler Bedeutung für die neue Regionalpolitik. Herr Cozzolino unterstreicht einmal mehr die zentrale Bedeutung von Städten und urbanen Räumen, aber auch von Umfeldregionen für die erfolgreiche Umsetzung unserer gemeinsamen Europa-2020-Wachstumsziele. Ob wir von Ressourceneffizienz, CO2-armer Wirtschaft oder der Stärkung des Innovationsstandorts Europa sprechen: Städte spielen hier eine herausragende Rolle und müssen mitgenommen werden. Daher ist es für mich auch unerlässlich – und ich möchte nochmals wiederholen, wir werden in den Verhandlungen darauf dringen –, dass im Sinne der multi-level governance die Regierungen auch die regionalen und lokalen Ebenen, aber auch die Nichtregierungsorganisationen, in die Vorbereitung der Programmerstellung mit einbeziehen. Daher, wie gesagt, Planung und Implementierung auf möglichst breiter Basis.

Wir müssen die Betroffenen zu Beteiligten machen. Dafür brauchen Städte aber auch die notwendigen Instrumente. Daher halten wir an dem Vorschlag fest, zumindest 5 % der EFRE-Mittel für integrierte städtische Entwicklungsprojekte zu verwenden, die von den Städten selbst gestaltet werden. Ich möchte ausdrücklich darauf hinweisen: Diese 5 % beziehen sich auf diese integrierten territorialen Initiativen. Natürlich werden darüber hinaus Mittel aus dem EFRE auch in Zukunft für Projekte im urbanen Raum bereitgestellt, wie das gegenwärtig schon der Fall ist.

Der umfassende und integrierte Ansatz wird in mehreren Berichten unterstrichen. Das wird der gemeinsame strategische Rahmen sicherstellen. Das Partnerschaftsabkommen wird dabei eine zentrale Rolle spielen, indem es die komplexen Herausforderungen spezifischer Gebiete darstellt, auf die mit den vorgeschlagenen Instrumenten, etwa den community-led local development-Instrumenten, zielgerichtet und flexibel geantwortet werden kann. Für diese teilweise neuen Instrumente verlangt Herr Vaughan weitere Klarstellungen und Handlungsanleitungen der Kommission. Ich kann Ihnen versichern, dass meine Generaldirektion mit größtem Eifer daran arbeitet, den Mitgliedstaaten und Verwaltungsbehörden so bald wie möglich konkrete Leitfäden in die Hand zu geben.

Ich stimme aber auch mit Ihnen überein, dass wir in der kommenden Periode noch mehr Augenmerk auf den Aufbau administrativer Kapazitäten legen müssen. Hier haben wir eine gemeinsame Verantwortung, mit den Mitgliedstaaten sicherzustellen, dass die Mittel so verwendet werden, dass sie Wachstum und Beschäftigung schaffen.

Dasselbe gilt natürlich auch für die nachhaltige Energiepolitik. Ich danke Frau Kolarska-Bobińska für ihren beeindruckenden Bericht und kann Ihnen versichern, dass ich ihre Sichtweise über die Bedeutung von Kohäsionspolitik für die Energiepolitik teile. Wir brauchen auch in der Energiepolitik maßgeschneiderte Lösungen für spezifische Herausforderungen in den einzelnen Regionen, in der Frage der Energieeffizienz genauso wie bei erneuerbarer Energie.

Erlauben Sie mir abschließend noch einige Worte zum Bericht von Frau Estaràs Ferragut über den Solidaritätsfonds. In den zehn Jahren seines Bestehens konnte 23 Mitgliedstaaten und Kandidatenländern in 49 Katastrophenfällen mit Mitteln in der Gesamthöhe von 3,1 Milliarden Euro geholfen werden. Europa ist eine Solidargemeinschaft, und ich bin froh und dankbar, dass wir mit dem Solidaritätsfonds auch ein entsprechendes Instrument haben. Ich bin aber auch überzeugt, dass wir dieses Instrument noch besser und effizienter gestalten können. Ich danke Frau Estaràs Ferragut für ihren Bericht, der als Reaktion auf die Kommissionsmitteilung vom Oktober 2011 die Position des Europäischen Parlaments zur Reform des Solidaritätsfonds darstellt. Wir werden in naher Zukunft mit einem sehr konkreten Rechtsvorschlag kommen und bitten Sie schon heute um Ihre Unterstützung.

Meine Damen und Herren, ich danke Ihnen nochmals für Ihre Arbeit und für die hervorragende Kooperation. Wachstum und Beschäftigung können zuallererst nur in unseren Betrieben in den Gemeinden und Regionen erwirtschaftet werden. Dafür brauchen wir optimale Unterstützung. Wir müssen daher die Kohärenz zwischen den einzelnen Politikbereichen und Instrumenten weiter optimieren, die Betroffenen zu Beteiligten machen und die lokalen und regionalen Bedürfnisse noch besser berücksichtigen. Wie schon in der Vergangenheit zähle ich auch in der Zukunft auf das Europäische Parlament, auf Sie, als starken Partner bei den weiteren Verhandlungen.

 
  
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  Филиз Хакъева Хюсменова, докладчик по становището на комисията по заетост и социални въпроси. − Г-жо Председател, г-н Комисар, с Договора от Лисабон териториалното сближаване стана основна цел на Европейския съюз. Докладът на г-н Vaughan дава насоки за постигането на целите на политиката по сближаване и тези на стратегия „Европа 2020“, както и Вие споменахте.

Регламентът с общите правила и общата стратегическа рамка са основата за взаимодействие и координация на средствата от европейските фондове. Възможностите за водено от Общността местно развитие и интегрирани териториални инвестиции подкрепят устойчивото въздействие върху местните общности.

Осъществяването на проекти по различни фондове би довело до постигането на по-добър ефект от направените инвестиции. Подходът отдолу нагоре, гарантиращ използването на потенциала на териториите, следва да се прилага активно заедно с участието на всички заинтересовани страни при планирането на политики и стратегии за регионално и местно развитие.

Трябва да се подобри административният капацитет за местните партньори и да се облекчат административните тежести, които са свързани с кандидатстването и изпълнението на проектите.

 
  
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  Ioan Enciu, raportor pentru aviz, Comisia pentru industrie, cercetare şi energie. − Trebuie înţeles faptul că politica de coeziune este fundamentală pentru întreaga Uniune, întrucât succesul ei va face ca zonele mai puţin dezvoltate să fie integrate în circuite economice şi comerciale, spre avantajul tuturor statelor membre. De aceea, sper şi cer în acelaşi timp Consiliului European să nu reducă fondurile alocate politicii de coeziune în viitorul cadru financiar multianual.

În calitate de raportor pentru aviz din partea Comisiei ITRE, susţin că este important ca fondurile structurale să contribuie şi la finanţarea de proiecte energetice şi, mai ales, în zonele mai puţin dezvoltate, în special cele din estul Uniunii. Vreau să insist şi pe nevoia de investiţii în eficienţa energetică, inclusiv în sectorul locuinţelor, ce trebuie susţinută şi la nivel local prin mecanisme financiare precum împrumuturi, granturi sau credite nerambursabile.

De asemenea, trebuie prioritizate marile proiecte de dezvoltare a infrastructurilor energetice şi, în acest sens, este importantă coordonarea între fondurile structurale şi noile instrumente, precum facilitatea „Conectarea Europei”.

 
  
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  Erminia Mazzoni, a nome del gruppo PPE. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio i relatori per il lavoro che hanno svolto. Le relazioni oggetto di questa discussione congiunta hanno un fondamento comune: tutte e quattro hanno l'obiettivo di migliorare le prestazioni della dimensione territoriale nell'ambito della politica di coesione. Sono contenta che il Commissario Hahn abbia definito ottimi tutti e quattro i lavori e che ne abbia anche riconosciuto l'unità di intenti.

Le città vengono poste, con la relazione Cozzolino, al centro del ragionamento della politica di coesione, ma non in maniera isolata bensì inserite in un contesto armonico, che è rappresentato dalle zone suburbane e dalla campagna circostante; le città possono rappresentare un reale motore di sviluppo se su di esse si investe, soprattutto in una logica ecocompatibile, e se all'interno dei programmi di sviluppo urbani si utilizzano strumenti – anche come quello della solidarietà – in maniera mirata e più efficiente, dal momento che, con l'ultima relazione, si chiede che questo strumento possa avere una modalità di utilizzazione più flessibile e meno rigida di quella che ne ha comportato un'utilizzazione parziale negli anni passati.

In particolare, come relatore ombra della relazione Cozzolino, ho concentrato e concentrerò la mia attenzione brevemente sulla finalità di questa relazione. In maniera molto concorde con il relatore, abbiamo ritenuto di dare alla dimensione urbana un'attenzione particolare e nella relazione chiediamo alla Commissione che gli obiettivi dell'agenda urbana siano agganciati agli obiettivi di Europa 2020 e che le città diventino inclusive, intelligenti e sostenibili; che quel 5% contenuto nella proposta della Commissione sia il limite minimo e non il limite massimo di investimento per la politica urbana e, da ultimo, che la programmazione coinvolga gli amministratori locali, in una logica di sviluppo di un modello locale partecipativo, anche nella fase della decisione e non solo in quella della gestione delle risorse.

 
  
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  Constanze Angela Krehl, im Namen der S&D-Fraktion. – Frau Präsidentin, Herr Kommissar, liebe Kolleginnen und Kollegen! Die Kohäsionspolitik ist ja nun wirklich ein breit gefächertes Feld. Das zeigt auch die Debatte hier. Das reicht von städtischer Entwicklung und dem Beitrag der Städte zur Wirtschaft über die territoriale Entwicklung, die territoriale Zusammenarbeit, über Energiepolitik und den Beitrag der Energiepolitik zur Kohäsionspolitik bis hin zum Solidaritätsfonds. Ich könnte leicht noch andere Themenfelder anführen, die dazugehören.

Das ist eigentlich ein sehr positives Bild. Aber wir müssen an der Stelle auch aufpassen. Es ist ganz wichtig, dass wir uns klare Ziele setzen für die Kohäsionspolitik und dass wir die zur Verfügung stehenden Finanzmittel dann auch wirklich auf diese Ziele konzentrieren. Es darf keine Förderung nach dem Gießkannenprinzip geben, wie wir das in der Vergangenheit an der einen oder anderen Stelle durchaus schon erlebt haben. Dieser Neuausrichtung der Kohäsionspolitik folgen wir mit der Formulierung in der zukünftigen Kohäsionspolitik ab 2014.

Aber wir müssen im Zusammenhang mit der neuen Kohäsionspolitik auch ein weiteres Feld betrachten, nämlich unsere eigene Öffentlichkeitsarbeit. Wir sollten Gutes tun und auch darüber reden, dann wird die Akzeptanz europäischer Politik auch deutlich größer.

Das kann uns im Übrigen gelingen, wenn wir das Partnerschaftsprinzip ernst nehmen und die Partner aus den Regionen bei der Vorbereitung der operationellen Programme wirklich gut einbeziehen. Dann werden die Projekte besser laufen, sie werden besser angenommen und gleichzeitig bekannter.

Ein weiterer wichtiger Punkt ist, dass wir die europäischen Politiken untereinander besser koordinieren müssen, innerhalb der Kohäsionspolitik, aber eben auch mit anderen Politiken. Last but not least nützt eine noch so gut entworfene Politik überhaupt nichts, wenn wir nicht die Finanzmittel dafür in ausreichender Menge zur Verfügung bekommen. Wir müssen ein positives Ergebnis bei den MFR-Verhandlungen bekommen, um hinterher auch tatsächlich gute Politik für die Bürgerinnen und Bürger machen zu können.

 
  
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  Ramona Nicole Mănescu, în numele grupului ALDE. – În primul rând, doresc să felicit raportorii pentru munca depusă în realizarea rapoartelor aflate în dezbatere. Măsurile şi acţiunile concrete propuse vizează ca, prin intermediul politicii de coeziune şi al fondurilor structurale, să reuşim ca, măcar în viitoarea perioadă de programare, să revitalizăm economia şi să creştem competitivitatea tuturor statelor membre.

Vreau să salut atenţia acordată oraşelor, cu atât mai mult cu cât zonele urbane au resimţit, poate cel mai pregnant, efectele crizei economice, confruntându-se într-adevăr cu probleme grave, precum şomajul, discriminarea şi sărăcia. Având în vedere rolul-cheie al oraşelor în realizarea obiectivelor strategiei 2020, precum cele economice, sociale şi de mediu, este evident că nu vom putea fi competitivi la nivel global decât dacă vom exploata eficient potenţialul de dezvoltare al regiunilor şi zonelor urbane, prin intermediul politicii de coeziune.

Un aspect deosebit de important se referă la necesitatea promovării investiţiilor în infrastructura energetică şi a acţiunilor care vizează îmbunătăţirea eficienţei energetice, atât de importantă în dezvoltarea regională.

Fondurile structurale au un rol-cheie în realizarea tuturor acestor obiective şi, tocmai de aceea, pentru următoarea perioadă de programare trebuie să ne asigurăm că, atât la nivelul Comisiei Europene, cât şi al statelor membre, se vor lua măsurile necesare pentru a asigura o rată de absorbţie cât mai mare a acestor fonduri, dar şi o alocare corespunzătoare a finanţărilor necesare. Avem nevoie, în primul rând, de proceduri mai simple, mai clare, pentru a reduce birocraţia şi pentru a asigura consolidarea capacităţii administrative şi, în mod necesar, implicarea reală a autorităţilor locale şi regionale în procesul decizional, dar şi o mai mare flexibilitate în alocarea fondurilor europene.

 
  
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  Νικος Χρυσόγελος, εξ ονόματος της ομάδας Verts/ALE. – Κυρία Πρόεδρε, το Ευρωπαϊκό Ταμείο Αλληλεγγύης ξεκίνησε αμέσως μετά τις πλημμύρες του 2002, η κλιματική αλλαγή όμως καθώς και άλλες ανθρώπινες παρεμβάσεις έχουν οδηγήσει σε αύξηση της συχνότητας και της έντασης των φυσικών καταστροφών. Το 2005 το Συμβούλιο μπλόκαρε τις αλλαγές στο Ταμείο. Αυτή τη φορά πρέπει να γίνει δεκτή από το Συμβούλιο η πρόταση της Επιτροπής, με τις τροπολογίες του Ευρωπαϊκού Κοινοβουλίου, ώστε να βελτιωθεί η λειτουργία του Ταμείου με δεδομένη μάλιστα την αύξηση της συχνότητας και της έντασης των φυσικών καταστροφών και στην Ευρώπη.

Από το 1980 έως 2011 οι συνολικές ζημιές στον ευρωπαϊκό χώρο από υδρολογικά, γεωφυσικά και ακραία φαινόμενα έφτασαν τα 455 δισεκατομμύρια ευρώ, ενώ οι φυσικές καταστροφές προκάλεσαν 110.000 θανάτους. Οι ασφάλειες κάλυψαν μόνο το 27% των περιπτώσεων, ενώ δεν καλύπτουν συνήθως πολλά από τα καταστροφικά φαινόμενα. Το Ταμείο λοιπόν πρέπει να παίξει ενεργό ρόλο στην αποτελεσματική αποκατάσταση περιοχών και κοινωνικής ζωής σε περιπτώσεις φυσικών καταστροφών, αλλά η συνεισφορά του Ταμείου πρέπει να γίνεται με τρόπο που θα βελτιώνει τις πολιτικές και πρακτικές πρόληψης των φυσικών καταστροφών καθώς και θα περιορίζει τις συνέπειές τους. Ο καλύτερος τρόπος, φυσικά, και ο πιο οικονομικός για την αντιμετώπιση των φυσικών καταστροφών είναι η πρόληψη. Πρέπει όμως να βελτιωθεί και η διαδικασία. Να είναι πιο ξεκάθαρες οι περιπτώσεις που μπορούν να στηριχθούν από το Ταμείο, επειδή το 60% των αιτήσεων απορρίφθηκε στην προηγούμενη περίοδο. Να απλοποιηθούν οι διοικητικές, γραφειοκρατικές διαδικασίες, να βελτιωθεί ο χρόνος που απαιτείται μέχρι να φτάσουν οι οικονομικοί πόροι από τους ευρωπαϊκούς θεσμούς στα κράτη μέλη, αλλά και από τα κράτη μέλη στους δικαιούχους των αποζημιώσεων στις περιφέρειες.

 
  
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  Oldřich Vlasák, za skupinu ECR. – Vážená paní předsedající, každému je jasné, že diskutovaná témata velmi úzce souvisí s jednáními, která vedeme o legislativním balíčku týkajícím se politiky soudržnosti a víceletého finančního rámce pro období 2014–2020. Konsensus v těchto oblastech musí být přínosem pro všechny, přičemž platí, že pokud není dohodnuto vše, není dohodnuto nic. Zatímco my v Bruselu či Štrasburku detailně vyjednáváme o legislativě, doma se už rodí implementační struktury a pomalu nastavují programy pro využívání evropských fondů pro příští programovací období. To totiž začíná již příští rok.

Ze všech dosavadních jednání vyplývá, že města a městské aglomerace by měly v budoucnu v implementačních strukturách hrát silnější roli. Každému je jasné, že to mohou být pouze ta města, která disponují dostatečnou správní kapacitou a umí hospodařit s významnými objemy finančních prostředků. Proto je třeba tato města více zapojit do implementačních struktur v jednotlivých členských státech a informovat je o možnostech, které jim připravovaná legislativa nabízí. Rád bych na tomto místě vybídl Komisi, aby průběžně informovala o zapojení měst do navrhovaných implementačních struktur a aktivně zvala zástupce měst na vyjednávání partnerských zakázek a operačních programů. Přestože je třeba, aby investice do těchto oblastí, kde mají největší účinek, byly prioritní, nesmíme zapomínat také na menší sídla a venkov. Venkov má navíc složitější situaci při využívání evropských fondů proto, že vedle strukturálních fondů čerpá také z Evropského zemědělského fondu pro rozvoj venkova. Dosud tak čelí problémům z odlišných pravidel při realizaci různých evropských projektů, například nevratná daň z přidané hodnoty u jednoho programu uznatelným výdajem je, jinde zase není. Je proto zcela jistě správné, že budou existovat společná pravidla pro všechny fondy.

Podobně jako zpravodaj jsem také přesvědčen, že menším obcím by dále významně pomohlo jedno kontaktní a informační místo s přístupem k informacím o všech fondech. Pomohl by jim také jednotný přístup pro podávání žádostí, platby, monitorování a hodnocení s cílem celý proces využívání evropských fondů zjednodušit. Komise by proto podle mého názoru měla členské státy motivovat k tomu, aby systém využívání evropských fondů byl co nejjednodušší.

Celý proces je však třeba urychlit. To, že se příští programovací období zpozdí, se dnes jeví, bohužel, jako nevyhnutelná realita. Nedopusťme, aby toto zpoždění bylo stejné či dokonce větší než v roce 2007. V tomto ohledu čeká zejména dánské předsednictví spousta práce a všichni jej musíme podporovat.

 
  
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  Jaroslav Paška, za skupinu EFD. – Úvodom by som chcel oceniť skutočnosť, že sa Európsky parlament po rozsiahlych diskusiách o podpore regiónov, podpore vidieka či podpore ostrovov a málo zaľudnených oblastí dnes konečne venuje aj problematike podpory rozvoja miest, ktoré v Európe predstavujú najväčší potenciál zamestnanosti, výroby a hospodárskeho rastu.

Naše mestá v minulosti vznikali a rozvíjali sa buď ako administratívne, alebo obchodné či priemyselné strediská ich najbližšieho okolia. Dynamický technologický a spoločenský rozvoj však dnes zásadne mení požiadavky obyvateľstva na fungovanie miest a mestských aglomerácií.

Preto je potrebné vytvoriť organizačné aj materiálne predpoklady pre efektívnu reorganizáciu a revitalizáciu mestského prostredia tak, aby zodpovedalo aktuálnym potrebám obyvateľstva. Znamená to počítať s funkčnými premenami budov, so zlepšením ich energetickej účinnosti, so zlepšením dopravnej obslužnosti miest a s investíciami do eliminácie znečistenia a hluku.

Z podpornej politiky pre mestá bude môcť pri jej dobrej aplikácii profitovať asi 80 % obyvateľstva Únie, a preto sa treba, myslím si, tejto oblasti venovať veľmi seriózne.

 
  
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  Younous Omarjee, au nom du groupe GUE/NGL. – Madame la Présidente, Monsieur le Commissaire, en tant que membre de l'équipe de négociation du Parlement sur le règlement général des Fonds, je veux souligner que nous veillons actuellement à ce que les attentes contenues dans ces rapports soient prises en compte et trouvent des possibilités de financement dans les futurs Fonds européens.

Mais il faut bien reconnaître qu'il n'est pas toujours aisé d'obtenir l'adhésion nécessaire des États membres pour que la politique régionale fasse un saut qualitatif. Toutefois, dans cette négociation, le Parlement européen avance uni et déterminé, mais il est vrai que notre tâche est difficile.

Lors de notre dernière rencontre, Monsieur le Commissaire, j'ai eu l'occasion de vous faire part de ma grande inquiétude quant au futur cadre financier pluriannuel. C'est la première fois, en effet, dans l'histoire de la construction européenne, que le budget de la politique de cohésion est proposé à la baisse. Nous devons, je pense, en mesurer tout le sens pour l'avenir de la politique régionale.

 
  
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  Ewald Stadler (NI). - Frau Präsidentin, Herr Kommissar! Alle vier Berichte, die im Ausschuss unstrittig waren und auch von mir unterstützt wurden, bringen zum Ausdruck, dass es einen Anpassungsbedarf des Regelwerks in der Kohäsionspolitik gibt, und es ist dem Herrn Kommissar zu danken, dass man diese Anpassungen in Angriff nimmt. Frau Kollegin Krehl hat schon darauf hingewiesen, dass früher zu viel nach dem Gießkannenprinzip gefördert wurde. Man muss jetzt zielgerichteter fördern. Die vorhandenen Mittel werden nicht zu erhöhen sein, es wird auch keine Erhöhung herauskommen, sondern es wird darum gehen, die vorhandenen Mittel besser einzusetzen. Es kann auch ein Beitrag sein, tatsächliche Arbeitslosigkeit zu bekämpfen, insbesondere – das wurde auch schon gesagt –, wenn es um die neue Kohäsionspolitik in den Ballungsräumen geht.

Der Bericht Cozzolino folgt zum ersten Mal der in der österreichischen und deutschen Kommunalwissenschaft seit vielen Jahrzehnten vertretenen Zentralortetheorie. Das ist wirklich eine Theorie, die an Bedeutung gewinnt. Warum? Weil die Zentralorte und insbesondere die Städte weiter an Bedeutung gewinnen werden. Ob es dann genügt, 5 % der EFRE-Mittel dafür einzusetzen und dort bestimmte Instrumente zu entwickeln, wage ich zu bezweifeln. Ich nehme an, dass man in Zukunft wahrscheinlich mehr Mittel brauchen wird, dass man also hier noch stärker wird umverlagern müssen. Aber es ist vernünftig, jetzt einmal mit den neuen Mitteln, mit neuen Instrumenten zu starten und dann zu schauen, wie es sich entwickelt, und dann eventuell anzupassen und zu erhöhen. Das heißt, es wird hier noch nicht die letzte Anpassung im Bereich der Zentralorte sein.

Letzter Punkt: Frau Präsidentin, gestatten Sie mir, noch auf einen Übersetzungsfehler in Punkt zehn des deutschen Berichtes von Herrn Cozzolino zu verweisen, wo es heißen muss, dass die nachdrücklichen Maßnahmen nicht der Bekämpfung von Energieeffizienz, sondern natürlich der Verstärkung der Energieeffizienz dienen sollen.

 
  
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  Elżbieta Katarzyna Łukacijewska (PPE). - Pani Przewodnicząca! Polityka spójności jest najważniejszym instrumentem mającym wpływ na zmniejszenie różnic regionalnych i pobudzenie harmonijnego rozwoju w całej Unii Europejskiej. Dzięki polityce spójności mamy nadzieję na wyjście z recesji, jaka panuje na starym kontynencie. Dlatego tak ważne jest, aby była ona wystarczająco elastyczna, gdyż tylko wtedy będzie uwzględniała różnice regionalne i terytorialne, oraz aby środki przeznaczone na spójność w nowej perspektywie finansowej były odpowiednio wysokie, bo tylko wtedy uda się zrealizować zakładane cele.

Jako kontrsprawozdawczyni sprawozdania Dereka Vaughana wielokrotnie zwracałam uwagę na to, że aby zachęcić regiony do korzystania z funduszy europejskich i umożliwić ich efektywne wdrażanie, należy uprościć i skrócić związane z tym procedury oraz obciążenia administracyjne. Reguły muszą być zrozumiałe i przejrzyste, aby środki zostały w maksymalnym stopniu wykorzystane. Bardzo ważną kwestią jest również większe zaangażowanie obywateli i zachęcenie ich do korzystania ze środków unijnych między innymi poprzez promowanie rozwoju lokalnego kierowanego przez społeczność jako narzędzia do stymulacji wzrostu, który jest szansą na to, aby uwolnić potencjał, jaki drzemie w społeczeństwie obywatelskim oraz wspólnotach lokalnych. Uważam, że teraz jest dobry moment na dyskusję oraz podjęcie działań, które pozwolą uruchomić mechanizmy współpracy lokalnej na rzecz tworzenia stabilności, miejsc pracy i poprawy warunków życia w swoim najbliższym środowisku, idąc za hasłem irlandzkiej prezydencji, które brzmi „Zapewnienie stabilności i bezpieczeństwa prowadzącego do wzrostu gospodarczego i rosnącego zatrudnienia w Europie”.

Każdy kraj, region oraz obszar Unii Europejskiej, zarówno miejski jak i wiejski, posiada wyjątkowe cechy i aktywa, które czynią go konkurencyjnym. Dlatego musimy podejmować takie decyzje, aby ten potencjał został dobrze wykorzystany, a walory każdego z obszarów Unii Europejskiej podkreślone tak, aby ukierunkować wzrost, wzmocnić innowację oraz zmaksymalizować przepływ wiedzy i dobrych praktyk pomiędzy regionami i krajami, co pozwoli maksymalnie i efektywnie wykorzystać środki unijne.

 
  
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  Wojciech Michał Olejniczak (S&D). - Jako grupa S&D pragniemy zwrócić uwagę na kilka podstawowych kwestii. Po pierwsze, w ramach polityki spójności chcemy położyć szczególny nacisk na zwalczanie ubóstwa, także ubóstwa energetycznego. Zastosowanie konkretnych środków z zasobów polityki spójności powinno przekładać się na równy dostęp obywateli Unii Europejskiej do energii w ich domach i zakładach pracy, oczywiście po korzystnych cenach.

Po drugie, zależy nam, by nie zrezygnować z ambitnych celów polityki klimatycznej. W Unii Europejskiej, a zwłaszcza w jej najsłabiej rozwiniętych regionach, wciąż potrzebujemy nowych rozwiązań opartych przede wszystkim na źródłach odnawialnych, które są przyszłością energetyki oraz podstawą europejskiej konkurencyjności. Równocześnie należy starać się o zwiększenie efektywności generowania energii, ale te dwa cele nie mogą być sobie przeciwstawione.

Wreszcie po trzecie, staramy się, by polityka spójności była polityką możliwie inkluzywną i oferującą szereg rozwiązań dostosowanych do indywidualnych warunków i potrzeb poszczególnych regionów. Popieramy małe, lokalne źródła generacji energii, ale jednocześnie nie chcemy ograniczać finansowania dla dużych zakładów produkujących energię dla źródeł energii odnawialnej. Są one też bardzo potrzebne. Nie chcemy też zamykać drzwi dla takich źródeł energii jak gaz czy biogaz, które mogą i mają szansę zaspokoić lokalne potrzeby w najbiedniejszych regionach, w tym regionach wiejskich. Polityka spójności w jej wymiarze energetycznym powinna więc naszym zdaniem stanowić paletę rozwiązań otwartą na europejską różnorodność.

 
  
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  Riikka Manner (ALDE). - Arvoisa puhemies, hyvä komissaari, kiitokset ensinnäkin mietinnön laatijoille erinomaisista mietinnöistä. Kuten on todettu moneen kertaan, koheesiopolitiikka, niin kuin tämänpäiväinenkin keskustelu osoittaa, on hyvin monisyinen ja -tavoitteinen politiikan lohko. On tärkeää, että me pystymme myös turvaamaan tarvittavan suuren rahoituksen koheesiopolitiikalle tulevalla rahoituskaudella, niin kuin on sanottu.

Tässä on puhuttu paljon energiapolitiikasta ja on tärkeää, että tulevalla kaudella tosiaankin myös näistä koheesiorahoista pystytään panostamaan entistä enemmän energiapolitiikkaan ja nimenomaan uusiutuvaan energiaan, koska se luo työpaikkoja, se luo kasvua monille alueille, myös syrjäisemmille alueille.

Alueellinen yhteistyö on hyvin merkittävässä roolissa myös tämän koheesiopolitiikan osalta, koska alueellisen yhteistyön sisällä voimme vaihtaa parhaita käytäntöjä alueiden ja maiden välillä. Mitä rahoitukseen tulee, erityisesti alueellisen yhteistyön osalta olen hyvin huolestunut neuvoston linjauksista ja siitä, että he ovat leikkaamassa hyvin voimakkaasti tätä alueellisen yhteistyön pakettia jo siitä komissionkin esityksestä. Jos verrataan parlamentin kantaan tässä suhteessa, niin neuvosto on hyvin paljon perässä eikä niin kunnianhimoinen kuin parlamentti. Toivon, että komissio on tiukkana, kun puhutaan myös tästä alueellisen yhteistyön rahoituksesta.

 
  
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  Ana Miranda (Verts/ALE). - Como relatora-sombra da política energética, considero que a política energética europeia deve contribuir para a eficiência, a segurança e a sustentabilidade. Por isso, é necessário harmonizar a política energética com a política de coesão. É certo que não há um modelo energético único na Europa, é certo que há diferenças. No meu país, por exemplo, somos excedentários de energia, energia que é exportada e pela qual pagamos mais que nos restantes Estados e mais que no resto da Europa.

O relatório reconhece que isto deve ser corrigido, porque frequentemente os projetos de energias renováveis de grande dimensão exportam a energia para fora do seu lugar produtor. Por isso, os fundos europeus devem contribuir para a eficiência energética, fomentando fontes renováveis de energia que sejam inclusivas, que tenham preços justos e não preços desproporcionados. E consideramos que não é claro o ponto doze do relatório. O que são fontes transnacionais de energia? É o gás de xisto uma fonte transnacional de energia, como negou a nossa Comissão do Desenvolvimento Regional?

 
  
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  James Nicholson (ECR). - Madam President, may I begin by thanking Parliament’s rapporteurs and all the negotiating teams for their work on this legislative package of cohesion policy which is to come into force, probably not in 2013 and maybe not even in 2014, but whenever billed. But we have to prepare for that.

It is my hope that a new category of transition regions, which would include my own constituency of Northern Ireland, will continue to find support within Parliament. This category would play an incredibly important role alongside the present peace funding that we have at the moment and which was vital to Northern Ireland over the last number of years. In my opinion, the continuation of peace funding continues to be essential for the future of Northern Ireland. I am grateful to Parliament’s negotiators for ensuring that the proposal for a new peace programme has already been agreed between Parliament and the Council within the context of the territorial cooperation dossier.

However, I am still concerned and unclear about the funding as to whether any would be available and what source it would come from. One thing I am very clear on, Commissioner, is that there must be extra funding as it was in the past. It must not be top sliced off the Interreg Fund or the other excellent funds that are doing tremendous work across borders and actively dealing with things. It is true that we always have to prioritise and that the budget is there and has got to be agreed on, but we have got to prioritise within this Parliament and within the regions.

 
  
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  Mara Bizzotto (EFD). - Signor Presidente, onorevoli colleghi, parlerò del Fondo si solidarietà, fondo che è stato più volte usato dal mio paese – ricordo il terremoto in Umbria ma anche, più recentemente, la tragedia in Emilia – ed è stato usato anche dalla mia regione, il Veneto, per affrontare il problema dell'alluvione che l'ha colpita. Ne conosco quindi l'importanza ma ne conosco anche i limiti. Primo fra tutti i tempi, giacché un aiuto che arriva tardi è un aiuto inutile. Le aree colpite da una catastrofe devono poter ricevere soccorsi tempestivi e aiuti flessibili per fronteggiare al meglio tutte le possibili emergenze.

È una questione di buon senso, i cittadini non possono aspettare l'intervento dell'Europa per più di un anno – come è accaduto nel caso dell'alluvione in Veneto – a causa della burocrazia di Bruxelles. Oggi non metto in discussione il ruolo del Fondo di solidarietà ma chiedo con forza, come faccio ormai da due anni, il ripensamento del regolamento che ne disciplina il funzionamento.

È arrivato il momento di riscrivere le regole della solidarietà europea e del suo strumento finanziario: deve essere introdotto un anticipo sull'indennizzo dei danni subiti; deve essere rimossa la distinzione tra catastrofe grave e straordinaria, che di fatto discrimina e penalizza le vittime; deve essere abbassata la soglia minima dei danni subiti che autorizza la sua attivazione. Gli studi purtroppo dimostrano che le calamità naturali aumenteranno nei prossimi decenni d'intensità e frequenza.

L'Europa deve farsi trovare pronta, investendo in strumenti che sappiano essere un valido sostegno per il territorio e per i cittadini quando questi sono purtroppo colpiti dalla catastrofi naturali. Colgo l'occasione per ricordare a noi tutti, però, anche la necessità che l'Europa investa di più nella prevenzione, per scongiurare almeno quelle tragedie che possono e devono essere evitate.

 
  
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  Cornelia Ernst (GUE/NGL). - Frau Präsidentin, meine Damen und Herren! Was wir brauchen, ist eine wirklich deutliche Stärkung der städtischen Dimension, weil Städte Brennpunkte für demografischen Wandel und vor allem für soziale Ungleichheit sind. Es darf auch nicht bloß ein Lippenbekenntnis bleiben, sondern es muss als eine große Herausforderung unserer Zeit betrachtet werden und entsprechend finanziert sein. Da mache ich mir große Sorgen angesichts des Hickhacks, das wir momentan beim mehrjährigen Finanzrahmen durchmachen, wo keiner weiß, was am Ende dabei herauskommt.

Städte haben eine besondere Bedeutung für das ländliche Umland und sind selbst Orte demografischer Entwicklungen. Wir haben Landflucht auf der einen Seite, und wir haben die Ausgrenzung ganzer Bevölkerungsgruppen in Städten auf der anderen Seite, wie z. B. von Roma, die aus Stadtzentren systematisch abgedrängt werden. Das Stigma von Armut und Unterentwicklung zerreißt urbane Gebiete. Sozialer Wohnungsbau, Mobilität für alle und soziale Entwicklung sind wirklich ein Gebot der Stunde. Deshalb will ich ganz klar sagen: Es darf keine Kürzungen im Bereich der Kohäsionspolitik geben!

 
  
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  Andreas Mölzer (NI). - Frau Präsidentin! Wie wichtig gerade in den schwierigen Zeiten der nach wie vor laufenden Krise klare, langfristige und sinnvolle Zielsetzungen sind, zeigt meines Erachtens das Beispiel des einstigen keltischen Tigers, aber auch die geplatzte Immobilienblase in Spanien. Wenn der Rechnungshof in seinem eben veröffentlichten Sonderbericht aufdeckt, dass bei EU-Investitionen zur Steigerung der Energieeffizienz im Rahmen der Kohäsionspolitik die geplante Amortisationsdauer mit durchschnittlich 50 Jahren angesetzt wurde, also für eine Zeitspanne, welche die Lebensdauer der sanierten Komponenten und Gebäude oft um ein Vielfaches übersteigt, wird erneut deutlich, dass es endlich mehr Effizienz braucht. Angesichts der signifikant geänderten wirtschaftspolitischen Rahmenbedingungen muss also umso zielgerichteter gefördert werden. Da ist es höchste Zeit, auszumisten, zu vereinfachen, mehr Qualität zu erzielen, also eine auf brauchbare Resultate ausgerichtete Förderpolitik zu erreichen.

 
  
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  Lambert van Nistelrooij (PPE). - Dit plenaire debat met maar liefst vier verslagen geeft een mooie verdieping van hetgeen wij al hebben vastgelegd in het mandaat waarmee wij nu met de lidstaten, met steun van de Europese Commissie, onderhandelen.

En het geeft in het verslag over het energiebeleid, in het verslag over ruimtelijke ordening en in het verslag over stadsontwikkeling echt de kern aan dat wij een investeringsbeleid met elkaar voeren, investeringsfondsen opzetten en dat wij het ook anders gaan doen. Dat geldt ook voor het Europees solidariteitsfonds, dat bijspringt bij rampen. Die nieuwe opzet - mevrouw Krehl zei het ook al - in de vorm van een nationaal contract, een partnerschapscontract, maakt keuzen in de lidstaten mogelijk voor kennis en innovatie, voor een slimmer en groener Europa, concurrentiekracht en vooral ook mensen aan het werk.

Ik wil in die nieuwe benadering ook de slimme specialisatie noemen waarin wij toppers op verschillende niveaus met elkaar verbinden en die Europese integratie opnieuw een belangrijke impuls geven. Zo komen wij naar mijn idee in Europa in een hogere versnelling. Dat moet ook en dat kan ook. Te veel gebeurt er nog dubbel en wij kunnen veel beter presteren.

Ik denk, dames en heren, dat wij op dit punt in het debat toch nog eens even moeten kijken of wij het voldoende zichtbaar doen met de lidstaten. Ik merk in mijn contacten in de lidstaten, dat men allemaal bezig is, maar dat er verdraaid weinig echte communicatie plaatsvindt met de betrokkenen, bedrijven, universiteiten en andere partners in regio's en steden.

Als wij in 2014 opnieuw naar die burger gaan en zeggen: het grootste budget is dat investeringsbudget van de cohesiefondsen, dan moeten wij er meer kleur en fleur aan geven. Ik roep de commissaris op met een echt communicatieplan te komen, nog vóór de vakantie van dit jaar of anders net daarna, maar met meer dan een gewoon plan. Vijf fondsen vragen om een extra inzet en ik zie er nog veel te weinig van.

 
  
  

VORSITZ: ALEXANDER ALVARO
Vizepräsident

 
  
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  Γεώργιος Σταυρακάκης (S&D). - Κύριε Πρόεδρε, κύριε Επίτροπε, συνάδελφοι, κατ' αρχάς θα ήθελα να συγχαρώ την εισηγήτρια για το Ευρωπαϊκό Ταμείο Αλληλεγγύης και την πολύ καλή έκθεσή της. Θα ήθελα και εγώ με τη σειρά μου να ενώσω τη φωνή μου με όλους όσους υποστηρίζουν ότι το Ταμείο Αλληλεγγύης αποτελεί ένα από τα κύρια και πιο επιτυχημένα μέσα έκφρασης και αλληλεγγύης που διαθέτει η Ευρωπαϊκή Ένωση. Τα τελευταία χρόνια έχει επανειλημμένα γίνει κινητοποίηση του Ταμείου για αρωγή σε πληγέντα από καταστροφές κράτη μέλη. Ωστόσο, έχουν διαπιστωθεί ορισμένα προβλήματα στη διαδικασία κινητοποίησης και εφαρμογής του, με συνέπεια οι διαθέσιμοι πόροι να καθυστερούν να φτάνουν στις πληγείσες περιοχές. Μια καθυστέρηση που δημιουργεί προβλήματα στην παροχή βοήθειας τη στιγμή που η βοήθεια αυτή είναι πιο αναγκαία από οποιαδήποτε άλλη χρονική στιγμή.

Γι’ αυτό το λόγο η σοσιαλιστική μας ομάδα στο Ευρωπαϊκό Κοινοβούλιο υποστηρίζει ένα πιο ευέλικτο, αποτελεσματικό και απλουστευμένο Ταμείο, εύκολο και γρήγορο στην κινητοποίησή του, το οποίο επιτρέπει στην Ευρωπαϊκή Ένωση να ανταποκριθεί καλύτερα στις σοβαρές καταστροφές, παρέχοντας έγκαιρη ανακούφιση για τους πολίτες που την έχουν ανάγκη. Αυτή οφείλει να είναι η ουσία της αλληλεγγύης που προσφέρει η Ένωσή μας στους πολίτες της.

 
  
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  Peter van Dalen (ECR). - Helaas is het zo dat er regelmatig berichten opduiken over onjuist gebruik van subsidies uit de cohesie- en structuurfondsen. Onlangs zijn bijvoorbeeld 150 miljoen euro voor het Poolse midden- en kleinbedrijf bij enkele multinationals terechtgekomen.

Ook werden in Polen langs een autoweg kilometers lang allerlei geluidsschermen geplaatst, maar helaas, achter die schermen woont helemaal niemand! Een kiezer vroeg mij vorige week: ja, gek eigenlijk dat aan allerlei fietspaden en dorpshuizen in het relatief rijke Nederland veel EU-geld wordt besteed. Hoe kan dat nou? Ik vond het een hele goede vraag, want eigenlijk kun je met dit soort flauwekulprojecten Europa niet dichterbij brengen. Dat is niet de manier waarop wij het moeten doen. Hoe dan wel?

Wel, de subsidie uit de verschillende fondsen moet naar de écht arme regio's in Europa toegaan. En de besteding daar moet een meerwaarde hebben voor het dorp of de streek. En natuurlijk is goede controle op de besteding van dat geld is vereist, want helaas hebben wij nog steeds geen goedgekeurde accountantsverklaring. Die komt dan mogelijk wel. Dus dat is absoluut nodig.

 
  
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  Tadeusz Cymański (EFD). - Wielu sprawozdawców i przedmówców wielu zgadza się, że polityka spójności pozytywnie wpływa na wzrost gospodarczy. W ramach negocjacji nad wieloletnimi ramami finansowymi należy więc oddalić propozycję cięć w tych kategoriach budżetu europejskiego. W mojej ocenie także radykalne redukcje w budżetach narodowych stawiają wzrost gospodarczy pod znakiem zapytania. Mam również obawy co do sposobu alokacji funduszy europejskich: jeśli przyjmiemy logikę Komisji Europejskiej, to w przyszłym okresie finansowania na mniej rozwiniętych obszarach Unii połowa zasobów Europejskiego Funduszu Rozwoju Regionalnego zostanie przeznaczona na wspieranie tzw. logiki klimatycznej, czyli bardzo kosztownego dla obywateli i przedsiębiorstw przekształcania gospodarki w niskoemisyjną.

Z perspektywy krajów uzależnionych od kopalnych źródeł energii trudno zgodzić się na ukierunkowanie dotacji jedynie na odnawialne źródła energii. Poszczególne regiony powinny koncentrować się na tych źródłach energii, które najbardziej odpowiadają ich warunkom lokalnym. W przypadku Polski mógłby to być m.in. gaz łupkowy jako paliwo czystsze od węgla. Promowana polityka klimatyczna, jeżeli nie uda się jej zastopować, może mieć dla Europy Środkowej wyniszczające skutki: wzrost cen energii, zamykanie zakładów przemysłowych oraz powstawanie obszarów energetycznego ubóstwa. W związku z powyższym przychylam się do wniosku o uwzględnienie tych zagrożeń w ramach planowanej przyszłej polityki spójności.

Natomiast jeżeli chodzi o Europejski Fundusz Solidarności, można tylko poprzeć sprawozdawczynię w jej postulatach o przedłużenie i zracjonalizowanie tego instrumentu finansowego, który, jak podkreśla autorka, jest jednym z niewielu narzędzi, jakimi dysponuje Unia Europejska, aby okazać solidarność ze społecznościami lokalnymi. Przychylam się również do opinii posła van Dalena, który uważa, że środki należy kierować przede wszystkim do najsłabszych.

 
  
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  Χαράλαμπος Αγγουράκης (GUE/NGL). - Κύριε Πρόεδρε, κοινός τόπος και των τριών εκθέσεων είναι η διάθεση δημοσίου χρήματος στους μεγάλους επιχειρηματικούς ομίλους προκειμένου να κινητοποιήσουν τα συσσωρευμένα κεφάλαιά τους και να ξεπεράσουν την καπιταλιστική κρίση σε βάρος των εργαζομένων.

Συγκεκριμένα καλούν την τοπική διοίκηση να συνάψει εταιρικές σχέσεις με την Ευρωπαϊκή Επιτροπή που θα καθορίζουν την επιλεξιμότητα των έργων και τον τρόπο διάθεσης των κονδυλίων όχι για την ικανοποίηση των αυξημένων λαϊκών αναγκών που είναι ιδιαίτερα μεγάλες σήμερα, όπως οι δημόσιες, δωρεάν συγκοινωνίες, η αντισεισμική και αντιπλημμυρική προστασία, οι υποδομές δημόσιας εκπαίδευσης κλπ., αλλά, αντίθετα, σε νέους κερδοφόρους τομείς για το κεφάλαιο, όπως η διαχείριση απορριμμάτων, η εμπορική εκμετάλλευσης ιστορικών και πολιτισμικών μνημείων, η απελευθέρωση της παραγωγής και διανομής ενέργειας.

Οι εκθέσεις προωθούν την αντιλαϊκή στρατηγική Ευρώπη 2020 που απορροφά ήδη το 63% των κοινοτικών πόρων στην Ελλάδα. Το 40 % των πόρων επιστρέφει στους μεγάλους μονοπωλιακούς ομίλους και το υπόλοιπο 60% πάει στην ελληνική ολιγαρχία για να εντείνει τις καπιταλιστικές αναδιαρθρώσεις.

Η όξυνση των γεωγραφικών και κοινωνικών αντιθέσεων στο καπιταλιστικό σύστημα αποτελεί νομοτέλεια.

 
  
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  Joachim Zeller (PPE). - Herr Präsident, Herr Kommissar, Kolleginnen und Kollegen! Es ist gut, dass angesichts der andauernden Trilogverhandlungen zu den Strukturfondsverordnungen in gleich vier Berichten gezeigt wird, welch großes Spektrum die Kohäsions- und Strukturpolitik abdeckt, und dass sie damit zu den wichtigsten Politikfeldern in der Europäischen Union gehört. Dankbar bin ich dabei besonders für den Bericht des Kollegen Cozzolino, der uns plastisch vor Augen führt, wie wichtig die Fragen der Stadtentwicklung im europäischen Kontext sind.

Ich bin ganz bei Herrn Kommissar Hahn, wenn er sagt, dass alle Ziele der EU-2020-Strategie nur erreicht werden können, wenn sie in den Städten und urbanen Räumen umgesetzt werden, in denen über 70 % der Bevölkerung der EU leben, in denen Wachstum entsteht und in denen soziale Inklusion stattfinden muss. Die Ratsvertreter der EU haben sich bereits in verschiedenen Verlautbarungen dazu geäußert, wie wichtig nachhaltige Stadtentwicklung ist: im Bristol Accord, der Leipzig-Charta, zuletzt in der Erklärung von Toledo. Es ist Zeit, dass sie dem nun auch Taten folgen lassen und die städtische Dimension Bestandteil der künftigen Strukturfondsverordnung bleibt, die Städte und urbanen Räume verstärkt Zugang zu den Strukturfonds erhalten und sie in den Partnerschaftsvereinbarungen gebührend berücksichtigt werden und dabei auch eingebunden sind.

 
  
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  Jens Nilsson (S&D). - Herr talman! På frågan om vilken roll sammanhållningspolitiken kan spela för att implementera energipolitiken är mitt svar väldigt tydligt. Det är att den kan ha en otroligt viktig betydelse, kanske till och med i vissa regioner en avgörande betydelse.

Mina exempel kommer från norra Sverige där vi för sex år sedan inför den här perioden formulerade de regionala strukturfondsprogrammen; bland annat att vi skulle stimulera utvecklingen av hållbara energilösningar. Det fick till resultat en fullkomlig explosion bland småföretag och andra som jobbade med miljöteknik och med energibesparingar; det spred sig som en löpeld, och väldigt många nya jobb skapades i de här små företagen. Att binda ihop det med innovationsarbetet gav också till resultat att innovationer för energibesparingar i skogsnäringen kunde överföras till turistnäringen.

Jag tror absolut att vi kan använda sammanhållningspolitiken för att implementera hållbara lösningar och dessutom skapar det jobb.

 
  
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  Julie Girling (ECR). - Mr President, in these difficult financial times we must make sure that structural and cohesion funds work harder and smarter to deliver results. They are not in place simply for redistribution for the sake of it, but must deliver on our 2020 Strategy objectives. For this reason, I welcome the majority of the Vaughan report and thank the rapporteur for his work. I particularly support the stress on subsidiarity, making it clear that Member States are best placed to define their cities, not the Commission. I am also happy to see a call for flexibility in the very welcome proposal for a results-led programming system.

This, combined with an emphasis on this thematic concentration and rolling out of the identified examples of best practice such as the single portal in Wales, should lead to a more robust and coherent future for Structural Funds. But – there is always a but I am afraid! – I am disappointed to see no real proposal for savings and combating inefficiencies which would enable us to make savings and safeguard spending for where it is really needed. Instead, we see a call for maintaining the budget which is simply not viable in these difficult times.

 
  
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  Iosif Matula (PPE). - Politica de coeziune este un instrument al investiţiilor ce sprijină competitivitatea, stimulează creşterea economică, creează ocupare şi promovează dezvoltarea sustenabilă. Propunerile de reduceri drastice, cu zeci de miliarde, ale finanţărilor politicii de coeziune în cadrul financiar post 2014, dacă se vor produce, vor scădea eficienţa programelor şi ne vor îndepărta de obiectivele stabilite, iar regiunile de convergenţă, inclusiv cele din ţara mea, vor fi cele mai afectate. Cooperarea teritorială, factor esenţial pentru reducerea disparităţilor la nivelul regiunilor europene, va avea, de asemenea, mult de suferit.

Zonele urbane sunt nucleele dezvoltării teritoriale în UE, ele susţin competitivitatea regională şi reprezintă motorul principal al creării locurilor de muncă. Din aceste motive, migraţia înspre centrele urbane este în continuă creştere la nivel global, dar şi european. Pe de altă parte, oraşele sunt cele mai expuse efectelor crizei economice şi procesului rapid al globalizării, cu efecte dezastruoase în plan economic şi social. Ele se confruntă cu provocări precum problema suburbiilor, şomajul, excluderea socială şi, mai nou, schimbările climatice, la care trebuie să identifice un răspuns rapid, cât mai adecvat nevoilor locale.

Politicile Uniunii trebuie să vizeze creşterea capacităţii administrative a autorităţilor de la nivelul oraşelor, sprijinirea actorilor economici şi sociali prin utilizarea eficientă a instrumentelor de inginerie financiară, promovarea reţelelor între oraşe, precum iniţiativa ...

(Preşedintele întrerupe oratorul)

 
  
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  María Irigoyen Pérez (S&D). - Señor Presidente, señor Comisario, cierto que vivimos tiempos de crisis, pero esta no debería complicar hacer más Europa con un proyecto solidario. Los buenos políticos son los que buscan oportunidades en momentos difíciles y aquí estamos para ayudar a paliar los efectos negativos motivados por la recesión.

Hay que evitar el quebranto social con unos presupuestos reducidos, porque la política de cohesión ha demostrado su eficacia como instrumento de cohesión y competitividad. Los informes que hoy debatimos y por los que felicito a los ponentes ponen de manifiesto los nuevos retos: la renovación urbana desde la sostenibilidad social, el refuerzo del objetivo territorial.

Señorías, señor Comisario, trabajemos por una política de cohesión más eficaz y eficiente, más flexible y adaptada a las necesidades de las regiones, sin que ello suponga la desnaturalización, objetivo central de la política de cohesión: la expresión de solidaridad de la Unión Europea con los países y regiones más desarrollados y con los ciudadanos que peor lo están pasando.

 
  
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  Adam Bielan (ECR). - Panie Przewodniczący! Debatując nad sprawozdaniem pani Kolarskiej-Bobińskiej, pamiętajmy, że celem nadrzędnym naszej polityki energetycznej jest dywersyfikacja. Od niej zależy bezpieczeństwo energetyczne państw członkowskich. Niezbędne są zatem działania dwutorowe. Po pierwsze, skuteczna i skoordynowana polityka względem krajów, z których importujemy energię, celem niwelowania różnic cenowych stosowanych wobec poszczególnych odbiorców.

Po drugie, podejmowanie wszelkich czynności inicjujących inwestycje w rodzime źródła energii poprzez rozwój odpowiednich działów gospodarki. Posiadamy bogate zasoby gazu łupkowego, których wykorzystanie może przełożyć się na obniżenie kosztów energii oraz zabezpieczenie interesów całej Wspólnoty. Realizacja polityki energetycznej wymaga wsparcia regionalnych projektów pozyskiwania energii. Niesie to także konieczność dofinansowania tych regionów, gdzie wskutek kryzysu występują trudności w gospodarce energetycznej.

Kwestią o niebagatelnym znaczeniu jest także ścisła współpraca w zakresie energetyki z krajami partnerskimi, szczególnie bezpośrednio sąsiadującymi z regionami Unii. Przypomnę, że Polska już przed dwoma laty osiągnęła wymagany 9,5% udział w energii ze źródeł odnawialnych, a ich rozwój pozostaje jednym z głównych kierunków polityki energetycznej kraju. Nie mniej istotną gałąź polskiej gospodarki stanowi eksport...

(Przewodniczący odebrał mówcy głos.)

 
  
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  Marie-Thérèse Sanchez-Schmid (PPE). - Monsieur le Président, Monsieur le Commissaire, chers collègues, ces quatre rapports, tous basés sur le principe de solidarité financière entre les territoires, nous permettront, je l'espère, d'éclairer nos concitoyens sur les enjeux actuels de la réforme post-2014.

Le Fonds de solidarité a déjà fourni plusieurs millions d'euros à des États membres, lors de 49 catastrophes, depuis 2002. Sa refonte, bloquée au Conseil, est vitale. Les délais d'octroi, beaucoup trop longs, les procédures, trop complexes, les incertitudes juridiques, trop importantes, et les refus, trop nombreux, font naître de légitimes déceptions et ressentiments chez nos concitoyens.

Les sujets évoqués dans les trois autres rapports: réaménagement urbain, mécanisme de coordination des Fonds, impact des crédits européens sur les objectifs énergétiques sont l'occasion pour le Parlement de prendre une position claire sur l'avenir.

La politique de cohésion est un formidable levier d'investissement pour la compétitivité de tous les territoires. Elle permet de financer des projets pour la cohésion sociale dans les villes, la production d'énergie renouvelable en milieu rural, l'efficacité énergétique des bâtiments, le développement des PME, la recherche ou la préservation des ressources naturelles.

Dans sa dernière proposition de compromis budgétaire, M. Von Rompuy a réduit fortement les crédits des régions en transition, des régions développées, et de jusqu'à 27 %, ceux de la coopération territoriale.

L'UE ne trouvera de support et de légitimité auprès de ses citoyens que si son budget est ambitieux, ses actions solidaires et visibles sur nos territoires.

 
  
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  Francesco De Angelis (S&D). - Signor Presidente, onorevoli colleghi, la politica di coesione è uno strumento prezioso per lo sviluppo, per la crescita e per il lavoro: un buon utilizzo di queste risorse. Sono soddisfatto del lavoro perché vedo che importanti passi in avanti sono stati fatti per un maggiore coinvolgimento delle regioni e degli enti locali in tutte le fasi che compongono l'iter dei finanziamenti dell'Unione: dalla loro progettazione alla loro attuazione.

Importante è inoltre l'integrazione dei fondi europei, con la possibilità per i partenariati locali di scegliere, tra le diverse combinazioni, quella che più risponde alle esigenze del territorio e dei cittadini. Necessaria è inoltre l'apertura a fonti di finanziamento alternative, come ad esempio il microcredito, che aprirebbe le porte a finanziamenti a una vasta gamma di attori. L'obiettivo dell'attuazione della governance multilivello deve quindi passare attraverso queste soluzioni, in modo da avvicinare sempre più il cittadino e le sue particolari esigenze all'Europa.

 
  
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  Nuno Teixeira (PPE). - Senhor Presidente, Senhor Comissário, quis o destino que este debate tivesse lugar hoje, dia em que, pela segunda vez, num curto espaço de tempo de apenas três 3 anos, Portugal formalizou junto da Comissão Europeia um pedido de mobilização do Fundo de Solidariedade da União Europeia na sequência da intempérie que assolou a costa norte da Madeira no passado mês de novembro.

A minha experiência pessoal, depois de ter vivido de perto todas as etapas processuais da ativação do Fundo de Solidariedade aquando do temporal que, no passado 20 de fevereiro de 2010, assolou a Madeira, permite-me, com inteira propriedade e com conhecimento de causa, afirmar duas coisas: em primeiro lugar, a incongruência incompreensível, diga-se, de a União Europeia poder, de imediato, com ajuda financeira e material, acorrer em caso de catástrofe natural ocorrida fora das suas fronteiras mas não o poder fazer dentro de portas. Em segundo lugar, e mostrando apenas que o caso concreto da Madeira ocorrido no dia 20 de fevereiro de 2010 demorar um ano e dois meses após os acontecimentos para entregar a ajuda pretendida é incompatível com o conceito de ajuda urgente destinada às necessidades imediatas das populações afetadas.

Perante isto, para as instituições, para nós, o Parlamento Europeu, a Comissão, mas especialmente o Conselho, que tem vindo a bloquear sistematicamente qualquer avanço nesta matéria, há duas opções: ou reformam radicalmente o processo de ativação do fundo ou, persistindo nesta linha, vão transformar a solidariedade numa palavra vã, que vai chegar sempre tarde e mal a quem dela precisa.

 
  
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  Csaba Sándor Tabajdi (S&D). - Tisztelt Elnök Úr, Hahn Biztos Úr. Üdvözlöm, hogy Derek Vaughan jelentése egyértelműen felhívja a figyelmet a kohéziós politika legfontosabb célkitűzésére, a leszakadó régiók felzárkóztatására. Elfogadhatatlan, hogy a rossz helyzetben lévő, illetve a kohéziós régióktól pénzt vegyenek el. 2014-től szinten kellene tartani a kohéziós politika keretében a legrosszabb helyzetben lévő régiók számára elkülönített forrásokat. Magyarország 7 régiójából 6 hátrányos helyzetű. Megengedhetetlen ezért, hogy Magyarországnak a kohéziós politika keretében kapott támogatásai a jelenlegi 7 éves időszakhoz képest 30%-kal csökkenjenek. Kérem Hahn biztos urat és a Házat, hogy megfelelő közösségi megoldást találjanak erre a problémára. Fontos ügyelnünk továbbá arra is, hogy a források felhasználási szabályainak túlzott szigorítása ne lehetetlenítse el a kohéziós források lehívását.

 
  
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  Zofija Mazej Kukovič (PPE). - Evropski solidarnostni sklad je nujno potreben tudi v prihodnosti. Potrebuje boljšo prožnost in hitrejše reakcije. Merila bi morala biti preprostejša. Evropejkam in Evropejcem moramo več sporočati o pozitivnih učinkih sklada.

Slovenski pregovor pravi, kdor hitro da, dvakrat da. Pri naravnih nesrečah je to še kako pomembno.

Mojo domovino so v začetku novembra 2012 prizadele močne poplave. Posledice teh so izrazite na infrastrukturi, izrazite na podeželju, na malih in srednjih podjetjih, hidroelektrarnah. Mnogo ljudi je ostalo odrezanih od sveta.

V času največje ekonomske in socialne krize in v času sprejemanja najpomembnejših reform, so poplave še dodatno prizadele ljudi. Geografska lega Slovenije je velikokrat še en dodaten dejavnik, zaradi katerega so posledice pri poplavah velike.

Ocenjena škoda močno presega vstopni prag za mobilizacijo solidarnostnega sklada. Slovenija je zaprosila za pomoč, pripravljamo resolucijo, zato vas prosim tudi za podporo.

 
  
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  Kerstin Westphal (S&D). - Herr Präsident, Herr Kommissar, liebe Kolleginnen und Kollegen! Stadtpolitik ist Zukunftspolitik. Städte sind in der Tat die Triebfedern eines sozialen, gerechten und vor allem eines nachhaltigen Wachstums. Über 80 % des europäischen BIP wird in den Städten erwirtschaftet. Gleichzeitig müssen wir jedoch auch erkennen, dass die Urbanisierung auch ihre Kehrseiten hat: Städte leiden an Überlastung, an Umweltverschmutzung, an veralteten Infrastrukturen und unter dem demografischen Wandel. Europa braucht daher tatsächlich eine ambitionierte Stadtpolitik, und die europäische Strukturpolitik kann hier einen entscheidenden Beitrag leisten.

Der Bericht des Kollegen Cozzolino beleuchtet meiner Ansicht nach einen wichtigen Aspekt, nämlich: Wie kann Stadtsanierung gleichzeitig bestmöglich das Wirtschaftswachstum fördern, also als eine Art Konjunkturprogramm fungieren? Der EFRE spielt hier eine entscheidende Rolle. Bei den Verhandlungen über die EFRE-Verordnung arbeiten wir im Augenblick an den Verbesserungen, um eine nachhaltige, ökologische und soziale Stadtsanierung zu erreichen. Denn genau das brauchen die Menschen als elementaren Bestandteil und als elementare Bedeutung in den Städten.

 
  
 

Catch-the-eye-Verfahren

 
  
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  Erik Bánki (PPE). - A városrehabilitációról szóló jelentés a kohéziós politika egyik fontos eleme. A jelentés 4. pontjában kéri a kulturális és gazdasági források mozgósítását annak érdekében, hogy a társadalom perifériájára szorult, kiszolgáltatott csoportok társadalmi beilleszkedéséhez és integrációjához megfelelő lehetőségeket teremtsenek. A jelentés 7. pontja hangsúlyozza, hogy a városrehabilitáció új formáira van szükség, melyek középpontba helyezik a közösségi közterek, parkok átalakítása esetén a lakosság szabadidős tevékenységének kultúra és sport iránti igényét. A sport bizonyítottan nagy eredményességgel képes segíteni a társadalmi integrációt, nem beszélve arról, hogy gyermekeinknek olyan elfoglaltságot jelent, ami megvédi őket az alkohol és a drog befolyásától, egészséges életmódra neveli őket. Vissza kell hozni tehát a grundokat, amelyek a mai kor igényeit képesek színvonalasan kiszolgálni, pedagógiai felügyeletet biztosítanak önkéntes és támogatott formában egyaránt. Magyarországon a Máltai Szeretetszolgálat indított egy ilyen programot, amely nagyon sikeres. Kérem, hogy támogassák ezt európai szinten is.

 
  
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  Romana Jordan (PPE). - Govorila bom o poročilu Lene Kolarske-Bobinske, ki je zelo dobro, za kar ji tudi iskreno čestitam.

Energetika je namreč zelo pomembna, saj s cenami vpliva na gospodarstvo, na nova delovna mesta, hkrati pa ima tudi največje izpuste toplogrednih plinov med vsemi sektorji.

Naši okoljski standardi so izredno visoki in zahtevajo vlaganja v trajnostne tehnologije, te pa so seveda dražje. In tovrstne investicije zmore le močno gospodarstvo in države z zdravim finančnim sistemom.

Zato je še toliko bolj pomembno, da s kohezijsko politiko dosežemo, da bodo imele vse države članice enake možnosti za doseganje ciljev skupne energetske in okoljske politike.

Še posebej pozdravljam poudarek na projektih učinkovite rabe energije, posebej pri stanovanjskem sektorju in pri projektih čezmejnih energetskih povezav.

Zelo dobro se mi tudi zdi, da od Komisije zahtevamo, da pripravi strategijo o izboljšanju energetske učinkovitosti za manjše projekte in manjše ... (govor je bil prekinjen)

(Govornik se je strinjal, da bo sprejel vprašanje, postavljeno z dvigom modrega kartončka (člen 149(8)).

 
  
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  Silvia-Adriana Ţicău (S&D), Întrebare „cartonaşului albastru”. – O întreb pe dna Jordan dacă consideră că doar energiile regenerabile ar trebui promovate pentru oraşele sustenabile şi dacă consideră că fondurile alocate până acum pentru eficienţa energetică a locuinţelor, şi anume acea rată de flexibilitate de 4% din Fondul European de Dezvoltare Regională, sunt suficiente. Eu cred că ar trebui să avem minimum 10-15%, astfel încât să putem asigura un transport eficient la nivelul oraşelor şi, mai ales, eficienţa energetică a locuinţelor.

 
  
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  Romana Jordan (PPE), Odgovor na vprašanje, postavljeno z dvigom modrega kartončka. – Če je bil prevod pravilen, ampak rekla bom tako - v tej finančni perspektivi je bil velik poudarek na obnovljivih virih energije in zdi se mi prav naša usmeritev, da v naslednji finančni perspektivi temu namenimo manj pozornosti in je večji poudarek na učinkoviti rabi energije.

Mislim, da bi morali pri pogajanjih z državami članicami imeti velik poudarek prav ti projekti. Stavbni sektor ima veliko zalogo na tem področju in to je bilo pravzaprav tudi moje sporočilo.

 
  
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  Olga Sehnalová (S&D). - Vážený pane předsedající, územní soudržnost je jedním z klíčových principů strategie Evropa 2020. Chceme-li být vůči evropským občanům věrohodní jako společenství solidarity, musíme podporu méně rozvinutých regionů jednoznačně hájit i při vyjednávání podoby politiky soudržnosti pro roky 2014 až 2020. Jako stínová zpravodajka Výboru pro dopravu a cestovní ruch k fondům společného strategického rámce jsem kladla důraz právě na to, aby byl v souladu se zásadami územní a sociální soudržnosti podpořen rozvoj základní dopravní infrastruktury v méně rozvinutých regionech, o čemž hovoří i Bílá kniha o dopravě do roku 2050. To ovšem nebude možné bez zachování alespoň stávající úrovně financování politiky soudržnosti.

Považuji proto za nepřijatelné, aby byly finance, které jsou určeny tzv. kohezním zemím, snižovány ve prospěch soutěže o tyto prostředky stylem „kdo dřív přijde, ten dřív bere“, který navrhuje Komise u nástroje pro propojení Evropy (CEF). Méně rozvinuté regiony musí mít zachovánu možnost za předpokladu, že připraví kvalitní a transparentní projekty, čerpat celkové množství prostředků, které jim bude fondem soudržnosti vyhrazeno.

 
  
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  Luís Paulo Alves (S&D). - As RUP estão excluídas da cooperação transfronteiriça e não deveriam estar. São fronteiras externas da União, como o são os Açores, que se encontram situados no Atlântico Norte, a meio caminho entre a Europa e a América. É por isso que mantém relações próximas e laços profundos com os Estados Unidos, onde vivem hoje quatro vezes mais açorianos e descendentes seus dos que habitam nas ilhas. O acesso ao programa de cooperação transfronteiriço representaria um contributo fundamental para aprofundar as relações já existentes e para abrir novas oportunidades, não só proporcionadas pela vasta comunidade aí residente como, sobretudo, pelo potencial que representa um país como os Estados Unidos para o fortalecimento socioeconómico dos Açores. Isto, ainda mais, num momento em que os Estados Unidos estão a proceder a uma enorme redução da atividade da sua base militar no arquipélago com efeitos socioeconómicos muito significativos. A cooperação transfronteiriça seria um justo contributo que a União Europeia prestava e do qual poderia retirar bons benefícios.

 
  
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  João Ferreira (GUE/NGL). - Senhor Presidente, é de lamentar a opção de incluir num debate conjunto questões que por si só justificariam um debate próprio. Tal não pode deixar de resultar numa menorização da política de coesão, precisamente quando toda a atenção e todo o destaque se justificavam para este tema. São hoje bem evidentes os falhanços da política de coesão, a escassez crónica de meios agravou-se quando se acrescentaram aos objetivos anteriormente existentes novos objetivos sem o correspondente reforço de meios. Insistir na ideia de que é possível promover a coesão sem um reforço muito substancial das verbas disponíveis, ainda para mais num contexto de aprofundamento da integração, é propagandear um enorme logro, um logro desmentido desde logo por diversos estudos da própria Comissão Europeia que nos anos 90 diziam ser necessária, pelo menos, a duplicação do orçamento da União Europeia para se assegurar o objetivo da coesão. De então para cá fizeram-se sucessivos alargamentos e o orçamento reduziu-se e querem reduzi-lo ainda mais ao mantê-lo a níveis de indigência. O resultado, se o fizerem, será inevitavelmente mais divergência e mais desigualdade.

 
  
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  Franz Obermayr (NI). - Herr Präsident! Vielen Dank für Ihre Fairness, vorab anzukündigen, wer noch Redezeit bekommt. Es ist durchaus sinnvoll, die Umsetzung der Strategien dezentraler zu gestalten, also die Akteure vor Ort einzubinden. Jedoch birgt diese Vorgangsweise auch eine höhere Korruptionsgefahr in sich, denn genau an diesen organisatorisch tiefer gestellten Schnittstellen – das wissen wir auch aus dem Rechnungshofbericht – kommt es immer zu Schlampigkeitsfehlern bis hin zu Betrug.

Dazu kommt natürlich auch, dass eine Vereinfachung der Inanspruchnahme von Kohäsionsmitteln angestrebt wird. Das ist eine sinnvolle Maßnahme, man muss dabei aber auch bedenken, dass diese Vereinfachung in Kombination mit einer dezentralen Planung auch mehr Spielraum für Korruption oder Missbrauch zulässt. Es ist daher auch wichtig, Herr Kommissar, bei den geplanten Reformen nicht nur Einzelbetrachtungen vorzunehmen, sondern auch die mögliche negative Wechselwirkung zu bedenken. Denn es kann nicht sein, dass wir uns auch in Hinkunft mit einer Steigerung der Zahl der Missbräuche zufriedengeben. Es sollte unser Ziel sein, auch diese entsprechend zu senken.

 
  
 

(Ende des Catch-the-eye-Verfahrens)

 
  
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  Johannes Hahn, Mitglied der Kommission. − Herr Präsident! Vielen Dank für diese engagierte und sehr breite Debatte. Ich habe Verständnis für den Kollegen Ferreira, der allerdings schon weg ist, dass man die einzelnen Themen eigentlich vertiefter betrachten sollte.

Lewis Mumford, einer der bedeutendsten Kulturhistoriker, hat einmal gesagt, die Stadt ist die kostbarste Erfindung der Menschheit, einzig der Sprache steht sie nach, Kultur zu entwickeln, beziehungsweise zu verbreiten. Dem ist eigentlich nichts hinzuzufügen. Im Grunde genommen ist die Stadt ein 1:1-Labor für gesellschaftliche Entwicklungen, ein Trendsetter im Guten wie im Schlechten, und daher ist es nur angemessen, dass wir uns auf europäischer Ebene ganz intensiv mit der Stadt, mit den urbanen Räumen beschäftigen und hier auch Mittel bereitstellen. Denn viele der 2020-Ziele sind nur erreichbar, wenn wir gerade die Problemstellungen in den Städten ansprechen.

Der territoriale Bereich ist ein ganz wesentlicher, und ich bin dankbar, dass er mit einem eigenen Bericht angesprochen wurde. Wir brauchen hier integrierte, aber – und das ist mit unseren künftigen Regulativen möglich – maßgeschneiderte Ansätze. Darauf gilt es hinzuwirken, auch in den Verhandlungen. Deswegen nochmals der Hinweis auf den multi-level governance Ansatz, den wir als Kommission vorgeschlagen haben, der auch in den regulations überleben wird, soweit ich die Verhandlungen verfolge. Aber entscheidend wird sein, in welcher Art und Weise er dann auch angewandt wird, wobei wir uns darauf konzentrieren werden, das entsprechend zu beobachten.

Ich freue mich, dass dem Thema Energieeffizienz, Energieschaffung im Bereich erneuerbarer Energie solcher Raum eingeräumt wird. Als ich seinerzeit meinen Job angetreten habe, war noch viel Überzeugungsarbeit, insbesondere bei den neuen Mitgliedstaaten, vonnöten, auf diesen Schwerpunkt hinzuarbeiten. Mittlerweile ist das eine weitverbreitete Überzeugung, und ich bin froh über diese Entwicklung und hoffe, dass in den zukünftigen regulations mit minimum allocations diesen Dingen entsprechend Rechnung getragen werden kann.

Kurz noch einige Worte zum Solidaritätsfonds. Auch hier bedanke ich mich für Ihre Unterstützung. Wie ich schon angekündigt habe, werden wir in wenigen Wochen einen entsprechenden Vorschlag vorlegen. In einem muss ich Sie vermutlich heute schon enttäuschen: Es wird uns nicht möglich sein, den Solidaritätsfonds ins Regelbudget zu überführen, sondern es wird nach wie vor eine Regelung sein, dass das außerbudgetär bedient werden muss, mit dem insgesamt notwendigen Prozedere der Evaluierung und der Feststellung über die entsprechenden Größenordnungen, die für die einzelnen Schadensfälle notwendig sind. Was ich Ihnen aber schon ankündigen kann, ist ein Vorschlag, der darauf abzielt, die Beurteilung von Katastrophenfällen vorab zu erleichtern.

Darf ich darum bitten, dass man das Telefonieren etwas leiser gestalten kann?

Wir werden beim Solidaritätsfonds einen Vorschlag unterbreiten, der darauf abzielt, die Beurteilung von Katastrophen vorab so zu erleichtern, dass in der Tat die Wahrscheinlichkeit, dass es zu Refundierungen kommt, wenn Anträge gestellt werden, viel höher ist als das gegenwärtig der Fall ist. Wir wollen hier eine deutliche Vereinfachung, aber auch eine Vereinfachung in der Richtung, dass die Betroffenen eine viel höhere Sicherheit haben, ob es zu Entschädigungszahlungen kommt oder nicht. Das ist auch ein Gebot der Fairness, insbesondere bei so katastrophalen Situationen wie das eben nach Naturkatastrophen der Fall ist.

Das Wort Prävention ist gefallen. Ich möchte darauf hinweisen, dass auch das ein wesentlicher Aspekt ist, auf den wir uns in Zukunft konzentrieren müssen.

Vielen Dank für die verschiedenen Hinweise auf die MFR-Verhandlungen. Dem ist nichts hinzuzufügen. Die Position der Kommission ist klar. Ich bedanke mich auch bei all jenen, etwa bei Frau Krehl, die auf die notwendige thematische Konzentration hingewiesen haben, sowie auf eine notwendige Kommunikationsarbeit, um die Politik bzw. die Effekte, die die Politik erzeugt, entsprechend zu verkaufen. Es ist wichtig, dass wir diese Politik als Investitionspolitik verstehen, als Investition in Menschen, in Regionen, in Strukturen. Das ist kein Widerspruch zum Solidaritätsgedanken. Die Solidarität kommt zum Ausdruck in der Mittelzuteilung und darin, dass über 70 % der Mittel in die 25 % der ärmsten Regionen gehen. Aber wie dann investiert wird, sollte den Gedanken der Investitionsphilosophie folgen.

In Summe und abschließend – auch das ist Teil der Kommunikation, da haben wir auch unsere Hausaufgaben zu leisten – ist es wichtig darzustellen, in welchem Ausmaß gut eingesetzte Kohäsionsmittel geeignet sind, flächendeckend Arbeitsplätze zu sichern und vor allen Dingen zu schaffen.

 
  
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  Andrea Cozzolino, relatore. − Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che la discussione abbia rafforzato due concetti di fondo che abbiamo inserito nella relazione e ringrazio tutti i colleghi per il contributo che hanno voluto apportare alla discussione e alla preparazione della relazione stessa. Da un lato, il ruolo delle città come fattore di crescita, di sviluppo, di nuove occupazioni, nei prossimi mesi e anni; dall'altro, il fatto che abbiamo ottenuto che almeno il 5% delle risorse della programmazione dei nuovi Fondi strutturali possa essere dedicato a un programma di riqualificazione e di rilancio del ruolo delle città.

È un fatto di novità che, credo, debba essere valorizzato dall'attività stessa della commissione, come credo, ovviamente, che a queste considerazioni se ne debba aggiungere almeno una terza, sulla quale sembra essersi concentrata la discussione: cioè il fatto che il tema delle città evoca un tema più generale: se l'Europa è in grado di riprendere il cammino della crescita e dello sviluppo. Attraverso il ruolo delle città è possibile trovare una via d'uscita dal rischio di declino nel quale possiamo trovarci nei prossimi mesi e nei prossimi anni, con l'incedere della crisi.

È dunque un tema di fondo, su cui dobbiamo concentrare maggiormente le attenzioni ed è anche per questo che io credo si debba riflettere per avere più risorse nel nuovo bilancio, come è stato sottolineato nella discussione, sperimentare – per me è incomprensibile il motivo per cui non si possano sperimentare project bond anche per la grande infrastruttura delle città e del tessuto urbano delle città – e poi lavorare – e questo è il tema che vorrei affidare soprattutto alla sensibilità della Commissione e del Commissario – il tema, dicevo, di dare a questa politica una base giuridica più forte. Attualmente così non è ed è difficile per l'Europa, senza una base giuridica, offrire un contributo decisivo su questo terreno.

 
  
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  Derek Vaughan, rapporteur. − Mr President, I will try to be brief with my concluding remarks.

I want to thank the Commissioner for his contribution. I also want to thank colleagues for their contribution in the debate this evening and particularly the shadows and also the Committee on Employment and Social Affairs which gave an opinion on my own-initiative report.

It does seem that there is widespread support for the idea that we should be looking to bring funds together where possible. I do believe however that there is still a lot of work to be done in terms of bringing the rules of the funds together and I think we need to work harder on that in the future. But if we can achieve that I think it would be better for applicants. I also think it would make the EU funds more effective in the future, because, as the Commissioner said, it is important that we try to make sure that funds in the future help us meet the 2020 targets.

But also it is important for applicants that we try to simplify the process. Where possible we need to make sure that the process is as flexible as possible for local authorities and regions so they can meet their own individual needs as well.

I really believe that some of the suggestions in my report about mechanisms to bring funds together can help us achieve that. I know from the discussions I have had that many regions are already working on these mechanisms to bring funds together in the future, but I also know that many regions have not started to do that. We also know that outside the common framework there are still other funds like Horizon 2020 for example. I would hope that the Commission would work with the regions and local authorities to get good practice where we can bring these funds together so they have a much bigger impact in the future. I am sure the Commissioner will want to do that and I am sure regions and local authorities would want to help him do that also.

 
  
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  Lena Kolarska-Bobińska, sprawozdawczyni. − Mówiliśmy tutaj dużo o miastach, które mają się rozwijać i mają być motorem, takim kołem zamachowym rozwoju regionu. Często tak jednak nie jest i regiony rolnicze mają ogromne trudności w pozyskiwaniu nowych inwestycji, dlatego te pieniądze, które będą na rozwój energii w ramach polityki spójności, będą miały ogromne znaczenie. Tu kolega Nilssen opowiedział, jak na północy Szwecji nastąpił rozwój jego regionu właśnie dzięki zdecentralizowanym źródłom energii.

Ja reprezentuję Lubelszczyznę – to jest rolniczy region na granicy Unii Europejskiej, wschodniej granicy – i tam już w tej chwili wszyscy przygotowują się właśnie do tych nowych możliwości, które będą im dane. I chcą inwestować właśnie w różnego typu źródła energii. Źródła energii odnawialne, ale też nie tylko, bo nie zapominajmy, że gaz – gaz naturalny czy gaz łupkowy – to jest potrzebny między innymi dla rozwoju zielonych źródeł energii. Kogeneracja ma w tej chwili ogromne znaczenie.

A więc wszyscy czekamy już na te możliwości, które powstaną, ale tym bardziej wydaje mi się, nie możemy myśleć tylko o pieniądzach, które będą przykrawane do potrzeb regionu. Musimy myśleć też o tych pieniądzach jako przykrawanych do wizji i strategii rozwoju poszczególnych regionów. Regiony muszą mieć swoją koncepcję, bo nie chodzi tylko o to, żeby wydawać, inwestować w poszczególne źródła energii. Trzeba wiedzieć, jak to się wszystko składa: czym ma być ten region, jaki on chce być, jakie widzi koła zamachowe swojego rozwoju i jakie to wszystko ma przynieść efekty. Bo bardzo łatwo jest wydać pieniądze, ale one muszą być wydane efektywnie.

 
  
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  Rosa Estaràs Ferragut, Ponente. − Señor Presidente, señor Comisario, en este último turno de intervención quiero dar las gracias a todos los que han contribuido, tanto dentro como fuera de la Comisión, a la elaboración de este informe, y también del informe de la Comisión. Doy las gracias al Comisario, por ser receptivo a esta petición, deseando que vea la luz y que podamos, de alguna manera, simplificar el procedimiento, como hemos dicho, y obtener mayor claridad, precisión y también transparencia en todo lo relacionado con las definiciones.

Preocupa especialmente, como he comentado antes, la definición de lo que es una catástrofe regional. Hemos hablado de un indicador razonable, que podría ser el producto interior bruto, pero también hablamos de correctores fijos que puedan recoger daños no mensurables, como los daños al paisaje o los daños ambientales, que repercuten, sin duda, en las regiones, en la forma de vida y en los habitantes.

En cualquier caso, creo que, si en el año 2014 podemos tener este Reglamento que está elaborando la Comisión, ello va a ser beneficioso para todos los ciudadanos de la Unión Europea y, especialmente, para cumplir el principio de solidaridad.

Así que, señor Comisario, cuente con el apoyo de este Parlamento.

 
  
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  Der Präsident. − Die Aussprache zu den vier Berichten ist geschlossen.

Die Abstimmung über die Berichte von Herrn Cozzolino, Herrn Vaughan und Frau Estaràs Ferragut findet am Dienstag, 15. Januar, um 12.00 Uhr statt.

Die Abstimmung über den Bericht von Frau Kolarska-Bobińska findet am Mittwoch, 16. Januar, um 12.00 Uhr statt.

Schriftliche Erklärungen (Artikel 149)

 
  
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  Vasilica Viorica Dăncilă (S&D), în scris. – Decizia UE de a simplifica procesul de lansare a Fondului de Solidaritate al Uniunii Europene şi, mai ales, decizia de a acorda un avans din suma destinată sprijinirii autorităţilor locale şi regionale din zonele afectate este benefică pentru statele şi regiunile UE afectate de catastrofe. La rândul lor, ţările Uniunii trebuie şi ele să îşi analizeze modul în care pot fi eliminate blocajele la lansarea procedurii de solicitare a asistenţei pentru regiunile afectate. Pe de altă parte, consider că este în interesul tuturor actorilor implicaţi din regiunile Uniunii să facă cunoscut acest instrument de solidaritate europeană la nivelul comunităţilor din care fac parte, pentru ca solicitarea de ajutor să fie făcută rapid, iar ajutorul să poată veni cât mai repede posibil.

 
  
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  Tamás Deutsch (PPE), írásban. – A kohéziós politika értékes hozzájárulója az Európa 2020 Stratégia célkitűzéseinek. A városi területek, melyek az uniós GDP 80%-át adják, különösen fontosak az Unió új növekedési stratégiájának megvalósításához. A városi területek fejlesztéséhez olyan komplex fejlesztési programokra van szükség, melyek a fenntartható gazdasági fejlődést szolgálják és egyúttal "élhető" városok kialakítását eredményezik. Integrált megközelítésre van szükség, mely rugalmasan megalkotott közösségi szabályozással biztosítható, kellő teret adva a tagállami tervezési szabadságnak. A nagyobb fokú rugalmasság fokozza az uniós alapok hatékonyságát, segíti a régiók igényeire szabott válaszok kialakítását. A rugalmasság szükségességét kell tehát szem előtt tartani, amikor a három régiókategória számára meghatározásra kerülnek az Európai Szociális Alapra fordítandó támogatások. A régiók sajátosságait nem tükröző, rugalmatlan minimális küszöbértékek a források hatékony felhasználásának gátjai. Az Európa 2020 Stratégia energiával kapcsolatos célkitűzései sem érhetőek el a strukturális és kohéziós alapok támogatása nélkül. Energiapolitika területén az ellátásbiztonság és a fenntartható fejlődés céljait kell szem előtt tartanunk. Végezetül az Európai Szolidaritási Alap kapcsán szeretném felhívni a figyelmet, hogy nagyobb rugalmasságot kell biztosítani a jogosultsági küszöb megállapításánál, illetve lehetővé kell tenni, hogy az Alap támogatást nyújtson különleges helyzetekben akkor is, ha a jogosultsági küszöböt nem éri el a kár mértéke.

 
  
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  András Gyürk (PPE), írásban. – Az energetikai hálózatok fontos szerepet töltenek be a regionális versenyképesség fejlesztése és a munkahelyteremtés szempontjából. Az eddigi törekvések ellenére számos elmaradott régióban még mindig hiányzik a megfelelő infrastrukturális összeköttetés, amely jelentős versenyhátrányt jelent az ott élő állampolgárok számára. A Duna-régióban is több olyan térséget találunk, ahol magasak az energiaárak, kiszolgáltatottak a fogyasztók és gyakran ellátásbiztonsági problémák is felmerülnek. 2009 januárjában a gázválság alkalmával a saját bőrünkön is megtapasztalhattuk, hogy a regionális energetikai kihívásokat nem lehet egy központi tervhivatal vagy különutas nemzeti megoldások révén kezelni. A közös problémákra koordinált módon, regionális szintű megoldási alternatívát kell nyújtani. A magyar elnökség alatt elfogadott Duna Stratégia megfelelő keretet biztosít ehhez a közös munkához. A Stratégia keretein belül olyan előremutató regionális kezdeményezések indultak meg, amelyek növelik a Duna-régió ellátásbiztonságát és lehetővé teszik, hogy a közép-európai gázárak a nyugat-európai szintre süllyedjenek. Még több, a Duna Stratégiához hasonló regionális kezdeményezésre lenne szükség ahhoz, hogy az uniós állampolgárok számára a közösségi vívmányok ne csak elvont jogszabályokat, hanem kézzelfogható eredményeket jelentsenek.

 
  
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  Alajos Mészáros (PPE), írásban. – A területi kohéziót a Lisszaboni Szerződés az Európai Unió egyik alapvető célkitűzéseként ismeri el. A kohéziós politika célja, hogy a gazdasági, társadalmi és területi kohézió erősítésével csökkentse az uniós régiók közötti egyenlőtlenségeket. Elmondhatjuk, hogy eddig eredményesen mozdította elő a társadalmi és gazdasági fejlődés révén megvalósuló európai integrációt. A konvergencia irányába tett előrelépések ellenére továbbra is léteznek – egyre nagyobb mértékű – különbségek az uniós régiók között. A területi dimenzió esélyt ad a régiók számára, hogy a kohéziós politika célkitűzéseinek elérésére irányuló munka során hasznosítsák saját területi adottságaikat. A területi fejlesztés szerepe megerősítésének több járható útja van. Az európai támogatási programok tervezése, kidolgozása és végrehajtása terén valamennyi szakaszban hathatós együttműködésre van szükség európai, nemzeti, regionális és helyi szinten is. A nagyobb hatékonyság érdekében ösztönözni kell a támogatási programok közötti fokozott koordinációt. Keretet kell biztosítani az integrált helyi fejlesztés érdekében „a közösség szintjén irányított helyi fejlesztéseknek”, a „közös cselekvési terveknek” és az „integrált területi beruházásoknak”. Pozitív, hogy az előadó példákkal szemléltette az eszközök sikeres alkalmazását az előző támogatási időszakban. A javaslatok bemutatják az európai támogatás lehetséges integrációjának eszközeit, a végrehajtás módjának meghatározása az Európai Bizottságra vár. Fontos, hogy a pénzeszközök felhasználásának ellenőrzése és hatékonyságuk egyensúlyban maradjon, és a megvalósítás adminisztratív terhei csökkenjenek.

 
  
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  Katarína Neveďalová (S&D), písomne. – Európska energetická politika je jedným z kľúčových sektorov európskej ekonomiky. Štrukturálne fondy a Kohézny fond sú mimoriadne dôležité v súvislosti s dosiahnutím krátkodobých a dlhodobých cieľov. To je v súlade so zásadou solidarity medzi členskými štátmi, ktorá je zakotvená v Lisabonskej zmluve, a v súlade s politikou boja proti energetickej chudobe v menej rozvinutých regiónoch Európskej únie a v najzraniteľnejších domácnostiach. Čerpanie finančných zdrojov z vyššie uvedených fondov nebolo nikdy jednoduché. Preto je potrebné zjednodušenie týchto pravidiel a postupov, odstránenie byrokracie a zvýšenie flexibility pri prideľovaní týchto prostriedkov na úrovni únie a aj na vnútroštátnej úrovni. Zjednodušenie prispeje k účinnejšiemu prideľovaniu finančných prostriedkov, menšiemu počtu chýb a kratším dobám vyplácania prostriedkov a umožní chudobnejším členským štátom a regiónom plne využívať tieto finančné nástroje. Je treba rozlišovať medzi cieľmi politiky súdržnosti, ktoré prispievajú k plneniu stratégie Európa 2020, a širšími cieľmi energetickej politiky EÚ. Súhlasím so svojimi kolegami, že osobitné záujmy členských štátov či regiónov by mali byť vzaté v úvahu, ale malo by to byť v súlade s našimi stratégiami a schopnosťou čeliť súčasným i budúcim výzvam.

 
  
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  Rareş-Lucian Niculescu (PPE), în scris. – Fondul de Solidaritate al UE este un instrument care şi-a dovedit eficienţa şi importanţa, în special în intervenţiile pentru înlăturarea efectelor inundaţiilor în unele state membre. Consider totodată că funcţionarea viitoare a Fondului trebuie să acopere o arie mai largă de dezastre naturale şi consecinţe ale acestora, de exemplu urmările grave în domeniul agriculturii ale fenomenelor meteorologice extreme - vânturi puternice, grindină - sau ale secetei. Astfel de evenimente au avut loc pe parcursul anului trecut în state din Estul Europei, precum România, consecinţele fiind grave în planul securităţii alimentare. Arăt că intervenţia Fondului nu ar dubla, aşa cum s-a afirmat, eventuale intervenţii prin intermediul politicii agricole comune, ci doar ar veni în completarea acestora, fapt care este necesar.

 
  
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  Γεώργιος Σταυρακάκης (S&D), γραπτώς. – Η Συνθήκης της Λισαβόνας εισήγαγε την εδαφική διάσταση ως στόχο της Πολιτικής Συνοχής για να αξιοποιηθούν τα πλεονεκτήματα όλων των περιοχών, να γίνει διαχείριση της συγκέντρωσης, να βελτιωθεί η σύνδεση των περιφερειών και να αναπτυχθεί η συνεργασία. Επομένως, ο ρόλος της εδαφικής ανάπτυξης στη Πολιτικής Συνοχής κρίνεται μείζονος σημασίας. Για να ενισχυθεί περαιτέρω ο ρόλος της εδαφικής ανάπτυξης στην μελλοντική Πολιτική Συνοχής είναι απαραίτητοι κοινοί κανόνες και στενή συνεργασία και για τα πέντε ταμεία του γενικού κανονισμού. Επίσης, η εφαρμογή των εδαφικών στρατηγικών θα πρέπει να αποτελεί ευθύνη των τοπικών φορέων και αρχών, με στόχο τη διασφάλιση ότι οι οικονομικές και κοινωνικές ανάγκες ικανοποιούνται στο επίπεδο που βρίσκεται πλησιέστερα προς τον πολίτη. Επιπλέον, η παροχή ευκαιριών στα Κράτη Μέλη, τις περιφερειακές και τοπικές αρχές για να χρησιμοποιήσουν περισσότερα από ένα ευρωπαϊκά προγράμματα χρηματοδότησης για την υποστήριξη των έργων, θα βελτιώσει την αποτελεσματικότητα της ευρωπαϊκής χρηματοδότησης, θα ενισχύσει την απλοποίηση και θα παρέχει στους δυνητικούς δικαιούχους ευκολότερη πρόσβαση στη χρηματοδότηση. Τέλος, οι προτάσεις για Ολοκληρωμένες Εδαφικές Επενδύσεις μπορούν να παράσχουν την ευκαιρία σε πόλεις να καλύψουν τις ιδιαίτερες χρηματοδοτικές ανάγκες τους, ενώ κρίνεται ιδιαίτερης σημασίας το ενδεχόμενο να χρησιμοποιηθεί το μέσο σε μη αστικές περιοχές, εάν καλύπτει τοπικές ανάγκες.

 
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