Index 
 Précédent 
 Suivant 
 Texte intégral 
Procédure : 2013/2009(INI)
Cycle de vie en séance
Cycle relatif au document : A7-0164/2013

Textes déposés :

A7-0164/2013

Débats :

PV 10/06/2013 - 24
CRE 10/06/2013 - 24

Votes :

PV 11/06/2013 - 12.2
CRE 11/06/2013 - 12.2
Explications de votes

Textes adoptés :

P7_TA(2013)0247

Débats
Lundi 10 juin 2013 - Strasbourg Edition révisée

24. Mobilité éducative et professionnelle des femmes (brève présentation)
Vidéo des interventions
PV
MPphoto
 

  Der Präsident. − Als nächster Punkt der Tagesordnung folgt die Aussprache über den Bericht von Licia Ronzulli im Namen des Ausschusses für die Rechte der Frau und die Gleichstellung der Geschlechter über ausbildungsbezogene und berufliche Mobilität von Frauen in der EU (2013/2009(INI)) (A7-0164/2013).

 
  
MPphoto
 

  Licia Ronzulli, relatrice. − Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Commissario, sono onorata e orgogliosa di presentare il frutto di mesi di intenso lavoro e negoziazioni e ringrazio tutti i colleghi che hanno contribuito ad arricchire il testo finale con i loro spunti e le loro proposte.

Il Parlamento europeo prende iniziative e si pronuncia sui temi più importanti e delicati per il rilancio del mercato del lavoro, la formazione, l'occupazione e la mobilità. Proprio dalla valorizzazione di questi tre elementi, bisogna ripartire per rilanciare concretamente l'occupazione femminile.

Questa deve realizzarsi seguendo nuove strade con ampio respiro europeo, dove le esperienze personali e professionali vengono valorizzate appieno, stimolando la libera circolazione dei cittadini, su cui si fonda l'esistenza stessa dell'Unione europea. Non possiamo permetterci nuovi passi falsi e dobbiamo aumentare gli sforzi per raggiungere l'obiettivo fissato dalla strategia Europa 2020.

Signor Commissario, abbiamo in mano gli strumenti per rendere il mercato del lavoro sempre più accessibile e dinamico e questo ci investe di una responsabilità eccezionale: il progetto Europa non sarà ultimato fino a quando tutti i paesi membri non avranno gli strumenti adeguati per promuovere l'uguaglianza di genere, combattere ogni forma di sfruttamento sul mercato del lavoro e porre la tutela dei diritti previdenziali al centro del sistema di protezione sociale.

Troppo spesso ci sentiamo ripetere che queste riforme sono troppo costose per i bilanci nazionali e a questo proposito mi permetto di sottolineare come la proposta del congedo di maternità votata dal Parlamento il 20 ottobre 2010 sia ancora bloccata dal Consiglio, ostaggio di vili egoismi nazionali. Adottare misure per la conciliazione della vita familiare con quella professionale ci permetterebbe invece di rilanciare definitivamente il mercato del lavoro.

Per raggiungere l'obiettivo, dobbiamo partire dal nucleo primordiale della società europea: la famiglia, il motore attorno al quale si sviluppa la crescita sociale, culturale ed economica del nostro continente.

Il mercato comune offre opportunità e vantaggi che purtroppo non vengono ancora sfruttati adeguatamente; troppo spesso infatti, la mobilità dei lavoratori è ostacolata da barriere come la mancanza di informazioni, l'eccesso di burocrazia nel riconoscimento dei titoli professionali e la mancanza di protezione sociale. Cambiare lavoro nel 2013 significa anche modificare il proprio stile di vita e questo soprattutto per una donna rappresenta una scelta molto delicata.

Se poi si tratta anche di cambiare paese, lingua e abitudini, allora ci rendiamo conto di quali difficoltà concrete le lavoratrici devono affrontare. Il talento femminile è l'elemento su cui puntare con convinzione, per percorrere la strada delle riforme di cui abbiamo bisogno per uscire dalla palude economica in cui ci siamo intrappolati.

Creare le condizioni affinché una donna consegua la propria realizzazione professionale significa permetterle di sfruttare appieno tutte le risorse umane e culturali di cui dispone; renderla più efficiente sul piano lavorativo e generare un capitale umano ed anche economico eccezionale. Questo meccanismo se adeguatamente innescato e sostenuto è l'unico in grado di permettere una crescita sostenibile della società.

Colgo l'occasione per esprimere il mio disappunto e il mio profondo rammarico per la decisione del mio gruppo politico di non assumere una posizione netta e chiara sul tema delle quote rosa. Su un punto di così grande importanza – e mi permetto di dire anche investimento – è necessario un maggior coraggio e determinatezza.

Signor Commissario, auspico che l'adozione di questa relazione non rappresenti l'ennesimo esempio di buoni propositi che restano incompiuti. Non nascondiamoci dietro il paravento dei costi da sostenere per attuare le riforme proposte, adottare leggi in grado di tutelare le donne non è più sufficiente! Oggi più che mai bisogna diffondere una nuova educazione culturale, strettamente legata alla figura femminile. Mi avvio a concludere: questo processo deve rilanciare l'immagine e il ruolo della donna nella società.

Se vogliamo che l'Europa si accrediti come il protagonista indiscusso nel sostegno della mobilità educativa e professionale delle donne, dobbiamo sapere adottare decisioni forti e concrete ed abbandonare ogni posizione e interesse di parte.

 
  
 

Catch-the-eye-Verfahren

 
  
MPphoto
 

  Seán Kelly (PPE). - A Uachtaráin, is dóigh liom gur ceart go bhfuilimid ag plé an ábhair seo arís: comhionannas do mhná. Is minic a bhíonn an t-ábhar seo á phlé againn sa Pharlaimint agus, cé go bhfuil comhionannas idir fir agus mná ann go hoifigiúil, níl sé ann ó thaobh cleachtais de. Anocht, táimid ag caint faoi ghluaiseacht do mhná trasna na hEorpa ó thaobh oideachais agus gairm bheatha de.

This is a very important point, because there is no point in having equality which is officially and legally enshrined but which is not actually a reality; all the evidence points to this being the case. In terms of education in particular, there is a need to help and encourage women to become qualified in what are typically seen as male-orientated jobs: science, engineering, maths, etc.

We have to work hard at this and we will keep going until we obtain it.

 
  
MPphoto
 

  Vasilica Viorica Dăncilă (S&D). - Mobilitatea educaţională şi profesională reprezintă un obiectiv important al politicilor europene. Studii recente ne arată că există diferenţe semnificative de gen în ceea ce priveşte mobilitatea lucrătorilor în Uniunea Europeană, care favorizează prezenţa stereotipurilor şi încurajează discriminarea de gen pe piaţa muncii.

În contextul crizei economico-financiare actuale, posibilitatea femeilor de a se deplasa liber pe teritoriul UE şi de a alege un loc de muncă a fost grav afectată, rata şomajului în acest caz fiind de 10,7%, respectiv 22,7%, în cazul femeilor sub 25 de ani. Având în vedere că femeile sunt expuse mai mult decât bărbaţii la riscurile sociale pe tot parcursul vieţii, consider că politica de mobilitate educaţională şi profesională trebuie să fie concepută şi aplicată în contextul politicilor sociale integrate de ocupare a forţei de muncă la nivel european, având ca obiectiv principal combaterea discriminărilor legate de sex, rasă, origine, religie, vârstă sau starea sănătăţii.

 
  
MPphoto
 

  Ildikó Gáll-Pelcz (PPE). - Először is szeretném megköszönni a jelentéstevőnek a munkáját, és egyetértek ezzel a jelentéstervezettel tartalmát illetően. A nők oktatáspolitikájára, a nők mobilitására és a nők szakképzettségére való odafigyelés rendkívül fontos, sőt, továbbmegyek, gazdasági előnyhöz juttathatja a tagállamot, és az Európai Uniót is, azonban vannak problémák, amiket kezelni kell.

Ilyen probléma például, amikor a nők külföldre mennek dolgozni, és ott szeretnének beilleszkedni, ugyanakkor a szociális jogaik csorbulnak. Nagyon fontosnak tartom a jelentéstervezetben megjelenő integrációs programokat, fontosnak tartom a pszichológiai tanácsadást, valamint fontosnak tartom annak a kérdésnek is a mielőbbi kezelését, ami a nemek közötti bérezési különbségben, jövedelemkülönbségben jelenik meg.

Hogyha ezekre a kérdésekre megnyugtató választ adunk, akkor úgy gondolom, hogy az egyre növekvőbb mobilitási problémát is részben kezeltük. Ehhez azonban hozzájárulhat az is, hogyha a tagállamok kormányai kiemelt prioritásként kezelik ezt a kérdést.

Magyarország kormánya ezt tette a 25 év alatti nők és az 50 év fölötti nők esetében, aminek eredményeképpen a foglalkoztatási eredmények a 92-es évhez hasonló szintet értek el.

 
  
MPphoto
 

  Mojca Kleva Kekuš (S&D). - Tudi sama bi se želela zahvaliti poročevalki za to odlično poročilo in poudariti, da v demokratični družbi 21. stoletja bi morala biti enakopravnost spolov tista beseda, o kateri se ne bi bilo več potrebno vedno ponovno pogovarjati v teh poročilih. Zato upam, da je prihodnost tega poročila nekoliko bolj pozitivna kot marsikaterega, ki smo ga sprejeli, predvsem iz odbora FEMM.

Mobilnost je v času, mobilnost žensk v izobraževanju je po mojem mnenju ne samo ena od tistih tem, ki res spada na politično agendo, ne samo Evropske unije ampak vseh naših držav članic, je pa pomembna zaradi tega, ker ima velik gospodarski pomen.

Ženske v 21. stoletju smo pač bolje izobražene kot moški in problem je v tem, da vsa ta visoka izobraženost potem z leti nekje izgine, zaradi tega ker nimamo dobro urejenega usklajevanja poklicnega in družinskega življenja. Jaz mislim, da na tem predelu, na teh točkah bi bilo treba še veliko narediti.

Bi pa res rada opozorila, tako kot je poročevalka rekla, na direktivo o materinskem dopustu, ki stoji že od oktobra 2010 in se ne premakne.

 
  
MPphoto
 

  Elena Băsescu (PPE). - Mobilitatea profesională a femeilor este afectată de situaţia economică dificilă prin care trece Uniunea. Această stare de fapt are un efect puternic negativ: creează premisele unei discriminări de gen. Femeilor li se oferă locuri de muncă slab remunerate, lipsite de prestigiu şi care nu ajută la dezvoltarea competenţelor proprii. În plus, femeile se mai lovesc de încă un obstacol: reconcilierea vieţii de familie cu cea profesională, care ştim cu toţii cât este de dificilă.

Femeile din România au o problemă suplimentară, pentru că, în continuare, au restricţii pe piaţa muncii din nouă state membre. Este necesară o abordare unitară în sensul recunoaşterii diplomelor şi calificărilor profesionale la nivelul statelor membre. Avem nevoie şi de o strategie pentru consilierea profesională a femeilor, dar şi de armonizarea legislaţiilor naţionale privind protecţia socială a femeilor cu copii.

 
  
MPphoto
 

  Katarína Neveďalová (S&D). - Myslím si, že dnes nemusíme diskutovať o tom, či treba v Európskej únii počas krízy využiť 50 % populácie a jej hodnotu, alebo netreba. Samozrejme, že áno. Pri tejto príležitosti chcem poďakovať pani Ronzulliovej, ktorá bola veľmi výbornou spravodajkyňou. Ja som bola tieňovou spravodajkyňou za našu frakciu socialistov a demokratov. Spolupráca bola veľmi dobrá. Som rada, že táto správa bola prijatá veľmi veľkým konsenzom v rámci nášho výboru.

V čom je podľa mňa taký najdôležitejší moment, ktorý treba spomenúť k tejto správe? Všetci sme sa zhodli na tom, že ak hovoríme o pracovnej a vzdelávacej mobilite žien alebo všeobecne všetkých pracovníkov v rámci Európskej únie, najdôležitejšia je, samozrejme, informovanosť, aby ľudia vedeli, aké majú práva, povinnosti, aké majú možnosti. Samozrejme, často sa stretávame s tým, že ľudia, ktorí chcú migrovať, ktorí chcú využívať mobilitu, nemajú jazykovú vybavenosť. Napríklad niektorí, ako je prípad žien, často nasledujú svojich manželov alebo svojich partnerov do zahraničia. Treba možno viacej informovať o tom, že majú právo na rôzne jazykové zručnosti, ktoré môžu získať v rôznych kurzoch, ktoré môžu získať práve v zahraničí. Čo je veľmi dôležité povedať pri vzdelávacej mobilite žien, je naozaj to, že máme 60 % žien absolventiek vysokých škôl, ale musíme ich viacej podporovať v tom, aby išli aj na tie ďalšie pozície, aby sme mali viacej žien aj vo vedení vysokých škôl a ďalších vzdelávacích inštitúcií.

 
  
MPphoto
 

  Zita Gurmai (S&D). - Mr President, educational and occupational mobility is a very important issue, yet it is often overlooked, especially when it comes to women. Increased mobility and qualifications can only strengthen the single market, increasing women’s participation in the labour market while allowing European citizens to make full use of this right. I welcome this report and would like to thank the rapporteur for her work.

The right to live and work in another country is a fundamental freedom and should therefore be available to all citizens of the EU. As women face gender-based segregation and inequalities on the labour market, special attention should be paid to their social and legal protection. We should thus support efforts to facilitate the transfer of pensions and social benefits from one Member State to another, and to develop tools and facilities to reconcile working and private life.

Moreover, the Commission and the Member States should in particular monitor the situation of the most fragile categories of women, such as those working in care and home services, seasonal workers and agricultural or migrant women. These workers often lack social protection and proper contracts. If we want to be serious about giving equal rights and protection to our citizens, we should act now.

 
  
 

(Ende des Catch-the-eye-Verfahrens)

 
  
MPphoto
 

  Algirdas Šemeta, Member of the Commission. − Mr President, I wish to thank the rapporteur Ms Ronzulli and Mr Sógor for their comprehensive proposal dealing with two topics that the Commission considers to be key issues: mobility and gender policy.

Gender issues are at the core of the Europe 2020 strategy. The Commission shares the view that fostering the educational and occupational mobility of women can support the attainment of the Europe 2020 headline target, i.e. to raise the employment rate for women and men to 75 %. Enhancing the labour market participation of women is vital if we are to reach this target. In the framework of the European Semester, the Commission is closely monitoring the progress of Member States with regard to enhancing female labour market participation. The country-specific recommendations submitted by the Commission on 29 May reflect this priority.

Moreover, improving jobseekers’ mobility between Member States can be part of the solution to the current levels of unemployment, which are unacceptably high. With a view to enhancing mobility, in November 2012 the Commission adopted a decision to modernise and improve the EURES service. The EURES reform aims to make it easier for jobseekers to contact employers who are looking for particular skills, to focus on sectors and occupations with skills shortages, and to support targeted mobility schemes for young people.

Next year, in the context of the 2014 European Year for Reconciling Work and Family Life, we shall have many opportunities to discuss and to consider initiatives supporting the participation of woman in the labour market.

Please let me comment on some particular aspects of the report as regards the regulatory framework on the gender pay gap. In line with Treaty provisions, the directive of 2006 provides that for the same work, or for work to which equal value is attributed, direct and indirect discrimination on grounds of sex with regard to all aspects and conditions of remuneration shall be eliminated. The Commission is continuously monitoring the correct application and enforcement of the equal pay provisions of this directive. The Commission is currently preparing a report on application of the directive, focusing on assessing the implementation of equal pay provisions in practice.

In order to achieve the objectives of the Europe 2020 strategy for growth, and in order to ensure the prosperity of Europe in the future, we have no choice but to use the potential of highly qualified women in full. To that end, on 14 November 2012 the Commission adopted a proposal for a directive on improving the gender balance among non-executive directors in companies listed on stock exchanges. When adopted, this ambitious and balanced directive will help to break the glass ceiling that limits highly qualified women’s access to the highest positions in listed companies.

Finally, on Erasmus. Since 1987, Erasmus alone has enabled 3 million students to be mobile within the EU. Women’s participation in Erasmus is very high (around 60% of all mobile Erasmus students). For the 2014-2020 period, the Commission has proposed a significant increase in the budget for the new education, training and youth programme ‘Erasmus for All’. The new programme will continue to support a high number of women students and education professionals.

 
  
MPphoto
 

  Der Präsident. − Die Aussprache ist geschlossen.

Die Abstimmung findet am Dienstag, 11. Juni, um 11.30 Uhr statt.

Schriftliche Erklärungen (Artikel 149 GO)

 
  
MPphoto
 
 

  Nessa Childers (S&D), in writing. – Often women are the ones who have to make the sacrifice of taking a career or educational break in order to follow their partner abroad to work. Furthermore, given the economic crisis, the female unemployment rate has risen and wage differences between men and women have increased. Professional and occupational mobility should therefore be made easier for women and the conditions more favourable to enable women to want to take up these opportunities. Women can make a positive contribution to the economy and it is important that jobs are accessible to all and this means no inequality in the labour market. As the report highlights, there are several obstacles still facing women and women should be represented more in senior positions and on boards and there should be a reduction of ‘brain-waste’ amongst women due to under-use of qualifications possessed by women moving abroad. An additional point which I welcome and which is stressed in the report is that professional mobility should not disadvantage women with regard to social rights. The continuation and transfer of rights under the social security system between countries should be guaranteed. I wholeheartedly agree with the contents of the report and voted in favour.

 
  
MPphoto
 
 

  Joanna Katarzyna Skrzydlewska (PPE), na piśmie. – Mobilność kobiet związana z podejmowaniem pracy zawodowej oraz możliwością kształcenia się jest jednym z elementów służących polepszeniu przez kobiety swojej sytuacji życiowej. Jest to szczególnie ważne w obliczu niebezpieczeństwa wzrostu bezrobocia wśród kobiet oraz ciągle powszechnie stosowanej przez pracodawców dyskryminacji kobiet w zakresie niższego wynagradzania ich w porównaniu z mężczyznami za tą samą pracę na tych samych stanowiskach. Bezrobocie i dyskryminacja w wynagradzaniu ze względu na płeć powodują coraz większe zagrożenie ubóstwem i wykluczeniem społecznym znacznego odsetka kobiet w całej Europie z przyczyn gospodarczych. Dlatego ważne jest, by wspierać mechanizmy służące mobilności kobiet oraz ułatwianiu im zmiany miejsca pracy i zamieszkania. Udział w szkoleniach oraz dokształcaniu zawodowym, a także pomoc w integracji społecznej w nowym miejscu zamieszkania to tylko niektóre elementy sprzyjające mobilności kobiet, bardzo często wymuszonej koniecznością poprawy warunków pracy i zatrudnienia.

Dlatego apeluję do Komisji, by w porozumieniu z państwami członkowskimi opracowała program pomocy kobietom, które, poszukując lepszych warunków życia i pracy, zmieniły kraj zamieszkania, by mogły one korzystać z możliwości dokształcania się i tym samym szybciej integrowały się ze społecznością państwa przyjmującego.

 
Avis juridique - Politique de confidentialité