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Discussioni
Mercoledì 16 luglio 2014 - Strasburgo Edizione rivista

Escalation della violenza tra Israele e Palestina (discussione)
MPphoto
 

  Fabio Massimo Castaldo, a nome del gruppo EFDD. – Signora Presidente, onorevoli colleghi noi del Movimento 5 stelle non siamo qui per sostenere ciecamente una fazione o per appiccicare sul nostro petto un'etichetta per interesse. Ci schieriamo unicamente a favore di due popoli, quello palestinese e quello israeliano, che reclamano entrambi il diritto all'esistenza e a una vita normale per i loro figli. Ci schieriamo in difesa dei civili innocenti, dei più deboli che troppo spesso hanno l'unica colpa di avere ereditato una storia dolorosa, di vivere vicino a un confine contestato, di attraversare la strada sbagliata al momento sbagliato. Ci schieriamo ancora con chi crede che gli atroci crimini commessi su quattro ragazzi – Eyal, Gilad, Naftali e Mohammed – chiedano giustizia e non un'infinita quanto inutile vendetta. Occhio per occhio e tutto il mondo diventa cieco. Parole sagge, parole di un uomo illuminato, parole del Mahatma Gandhi.

Mentre vi sto parlando continuano i bombardamenti da una parte e il lancio di missili dall'altra. Le azioni di pochi estremisti vengono pagate con la disperazione di intere famiglie. È inutile celebrare processi, ma la disproporzione delle forze in campo è evidente. Più di 200 morti e oltre 1.400 feriti, tra loro anche donne, disabili e bambini. Quattro bambini morti sono perché giocavano a calcio. Certe bombe le chiamano intelligenti ma di sicuro non provano alcuna pietà.

La Striscia di Gaza è abbandonata a se stessa. Il rischio di un dramma umanitario per quasi due milioni di persone è nuovamente dietro l'angolo. I suoi abitanti dipendono orami quasi unicamente dagli aiuti dell'ONU per cibo e medicine. Decine di migliaia di sfollati sono in fuga senza meta perché i valichi verso l'Egitto sono aperti solo per i feriti più gravi.

Potremmo voltare lo sguardo altrove, fare valutazioni di mera opportunità politica, pensare che il Mediterraneo, il mare che circonda il mio paese, sia sufficiente a separarci da quelle terre sventurate. Ma se l'Unione europea ambisce ad essere un attore globale sulla scena internazionale, allora è proprio questa l'occasione per dimostrare che con un'unica voce può e vuole essere all'altezza delle sue ambizioni, perché il Mediterraneo non è il fossato di un castello medievale, ma da millenni un ponte fra civiltà.

Vi chiedo quindi di usare tutto il nostro coraggio per impedire che l'agenda dei negoziati sia dettata dagli opposti estremismi, perché l'unico estremismo che possiamo accettare è quello del dialogo ad ogni costo, è quello della pace fondata su eguali diritti e eguali dignità. Trovare l'accordo tra le parti, partendo dalla proposta egiziana per una tregua duratura, e poi contribuire a disegnare un futuro in cui due popoli liberi di due Stati indipendenti convivranno finalmente in armonia. Questi, a mio parere, dovrebbero essere i nostri due obiettivi, come Parlamento che ha l'onere di rappresentare la democrazia in Europa. Questo è quello che milioni di persone in tutto il mondo si aspettano da noi, che possiamo per una volta accantonare la ragion di Stato e abbracciare con convinzione lo stato della ragione.

(L'oratore accetta di rispondere ad una domanda "cartellino blu" (articolo 162, paragrafo 2 del regolamento))

 
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