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Discussioni
Martedì 10 marzo 2015 - Strasburgo Edizione rivista

Progressi in materia di uguaglianza tra donne e uomini nell'UE nel 2013 (A8-0015/2015 - Marc Tarabella)
MPphoto
 
 

  Enrico Gasbarra (S&D), per iscritto. – Desidero esprimere il mio voto favorevole e il mio sostegno all'approvazione della relazione sulla parità tra uomini e donne nell'Unione europea presentata dal collega Tarabella: un programma a 360 gradi di forte sostegno all'equivalenza di diritti personali, sociali e professionali che sancisca e rafforzi quanto già ratificato nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, tutelandone maggiormente alcuni aspetti del trattamento delle donne, purtroppo oggi ancora non sufficientemente acquisiti o garantiti.

Ancora oggi, un terzo delle donne anziane nei nostri Paesi non ha diritto alla pensione e anche coloro che ne dispongono si vedono riconoscere in media il 39% in meno rispetto all'ammontare di quelle maschili. Identica sproporzione per le donne in merito alla percentuale di laureate: il 60%, rispetto al mero 33% che ritroviamo in ruoli dirigenziali e comunque con circa il 16% di retribuzione in meno rispetto agli stipendi dei colleghi uomini. Purtroppo stereotipi e discriminazioni sono ancora pericolosamente perduranti nella nostra società: ma si tratta di tristi, ultimi strascichi di meccanismi disdicevoli e sbagliati che non possiamo più tollerare.

L'Europa, garante dei diritti umani, adotti ogni metodo in suo possesso per sostenere la promozione della partecipazione femminile al mercato del lavoro garantendo parità di opportunità e trattamento con un reale rispetto della Direttiva 2006/54/CE tuttora non applicata in 26 Paesi. Uno studio OCSE del 2012 rivela che il PIL UE potrebbe crescere del 12% grazie ad una paritaria partecipazione femminile al mondo del lavoro: questo significa che un mercato inclusivo, aperto, paritario ed integrato significherebbe per tutti noi crescita e lotta all'esclusione sociale.

L'Europa rafforzi le politiche sociali e fiscali per tutelare le fragilità delle donne anziane, delle mamme sole, delle vittime di abusi, delle lavoratrici che hanno difficile accesso ai servizi minimi o che non si vedono riconoscere il diritto alla maternità e andando troppo spesso incontro al precariato, alla disoccupazione o alla triste scelta tra la maternità e la possibilità di continuare a vivere dignitosamente. L'Europa sia davvero la casa garante della dignità e dell'uguaglianza umana.

 
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