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Discussioni
Mercoledì 11 marzo 2015 - Strasburgo Edizione rivista

Processo di integrazione europea del Kosovo (B8-0214/2015)
MPphoto
 
 

  Enrico Gasbarra (S&D), per iscritto. – Poco più di 15 anni fa l'opinione pubblica europea guardava sbigottita l'esplodere di un nuovo conflitto all'interno del continente. Oggi il Kosovo, dopo una serie ininterrotta di tensioni e sedimentazioni storiche di rivalità nazionaliste, sembra finalmente, seppur con lentezza, avviarsi verso una strada di pacificazione, anche grazie all'intervento e all'aiuto dell'Europa. La relazione Lunacek – che ho sostenuto pienamente – ha il merito di ricostruire con completezza lo stato delle situazione politica in Kosovo e di indicare gli elementi cruciali su cui l'azione europea dovrà concentrarsi per contribuire a ulteriori progressi democratici nel Paese.

Gli eventi elettorali degli ultimi mesi hanno comportato un rallentamento nel ritmo dei negoziati tra Kosovo e Serbia, che è ovviamente lo scenario principale da analizzare per valutare il procedere del giovane paese balcanico verso la democrazia e la pacificazione. La relazione osserva tale situazione ma accoglie anche con favore la ripresa dei colloqui tra Belgrado e Pristina, avvenuta proprio nel mese di febbraio 2015 a Bruxelles. Il mio auspicio è che la relazione del Parlamento europeo possa esortare il nuovo governo del Kosovo a proseguire sul cammino europeo, dando realizzazione compiuta, sotto il piano normativo, a una serie di questioni prioritarie, tra cui il rafforzamento e l'affermazione dello Stato di diritto, la definizione di un modello giudiziario basato sui principi di indipendenza, professionalità ed efficacia, nonché una lotta sistematica ed efficace contro la corruzione e la criminalità organizzata.

 
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