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Discussioni
Martedì 9 giugno 2015 - Strasburgo Edizione rivista

Diritti di proprietà intellettuale: piano d'azione dell'UE (A8-0169/2015 - Pavel Svoboda)
MPphoto
 
 

  Enrico Gasbarra (S&D), per iscritto. – Ringrazio il collega Svoboda per la sua relazione in merito al rispetto della proprietà intellettuale. Auspichiamo tutti che questa legislatura porti finalmente all'introduzione di riforme lungamente attese in materia di agenda digitale e copyright. È una necessità economica, è un bisogno culturale sempre crescente.

Credo che ogni proposta normativa per una riforma del settore, come giustamente fa la relazione che il collega Svoboda ci ha presentato, debba partire dal riconoscimento assoluto e legittimo della proprietà intellettuale, della giusta remunerazione per gli artisti, della promozione dell'alto valore sociale e culturale che il copyright assume come istituzione giuridica. Tentare di relativizzare tali principi fondamentali non potrà portare beneficio all'economia europea né sostenere la promozione di una cultura giuridica e civica più matura e consapevole. Sottolineo questo aspetto perché condivido, come scritto nella relazione, la mancanza di informazione e percezione da parte di cittadini e consumatori, specie quelli più giovani, su quali siano gli usi consentiti dei prodotti culturali online.

Campagne di informazione e sensibilizzazione sono fondamentali, ma non bastano: come legislatori dobbiamo saper cogliere la sfida di dare vita a una legislazione in grado di anticipare il futuro, a un impianto di norme che possano essere compatibili con le successive evoluzioni tecnologiche e con i mutamenti sociali. Ritengo dovremmo fare in modo che il contesto generale dell'agenda digitale stimoli investimenti per l'innovazione e per l'introduzione di nuovi modelli e forme di fruizione culturale. Sono persuaso che, per quante norme potremo introdurre per combattere pirateria e contraffazione, la soluzione migliore rimanga sempre l'allargamento dell'offerta legale attraverso un nuovo e più semplice (ma più certo) quadro giuridico nel settore.

Invito i colleghi pertanto a considerare le riforme del copyright europeo nel loro approccio complessivo e aperto alla sintesi tra più istanze, senza rivendicazioni ideologiche di posizione ma con un'impostazione concreta, che miri a facilitare soluzioni anche su altri attesi provvedimenti in grado di aumentare l'offerta e la disponibilità transfrontaliera dei contenuti digitali, come ad esempio nuove normative in materia di protezione dei consumatori, lo sviluppo del commercio elettronico, l'avvicinamento delle aliquote IVA, il potenziamento delle reti digitali.

 
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