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Debates
Wednesday, 11 May 2016 - Strasbourg Revised edition

21. Hydroelectric sector in Europe (debate)
Video of the speeches
PV
 

Przewodniczący. – Kolejnym punktem porządku dnia jest oświadczenie Komisji w sprawie sektora hydroelektrycznego w Europie (2016/2701(RSP)).

 
  
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  Vytenis Povilas Andriukaitis, Member of the Commission. – Mr President, I would like to thank you for giving the Commission the opportunity to have an exchange on a highly important issue: hydroelectric power. First and foremost, with 40% of all renewable electricity generation, hydropower is Europe’s largest renewable energy resource. Hydropower will continue to play a key role within the European Energy Union as it will contribute to the delivery of the three priority objectives of security, sustainability and competitiveness.

The Commission aims to give all electricity generators equal access to hydropower concessions. The granting of equal access will have a positive impact on investments, on local communities, thanks to higher fees paid by concession holders, on the integration of hydropower in the electricity market and ultimately, on consumers.

The Commission is well aware of the economic, legal, social and environmental aspects of hydropower generation. Member States remain, in principle, free to design their models for the exploitation of hydroelectric plants. We do not question the Member States’ competence to impose relevant obligations on hydropower operators when granting hydropower concessions. In this way, Member States can strike a balance between competition requirements and other legitimate interests. However, Member States must respect the relevant European Union law, for instance when a Member State decides to exploit those plants via concessions, European Union public procurement rules need to be respected. This ensures not only an adequate level of competition but also equal treatment and transparency among the economic operators. In this context, European Union public procurement rules are infringed when the initial duration of a hydroelectric concession is extended to the benefit of the incumbent concession holder without due justification.

The applicable European Union law may be different depending on the approach chosen, but that does not necessarily exclude the operation of hydropower generation from the scope of European Union law. Where applicable, national hydroelectric concession regimes should respect European Union energy rules, such as the Electricity Directive, as well. Indeed, competitive procedures for hydropower concessions and fair treatment of economic operators are important for a well-functioning energy market.

Finally, when granting hydropower concessions, the EU Member States may be subject to EU competition rules, namely antitrust and state aid. A Member State that grants hydropower concessions to a dominant public company may infringe antitrust rules when this has anti-competitive consequences by creating unequal conditions of competition allowing the dominant public company to maintain or strengthen its dominant position on the relevant electricity market.

The granting of hydropower concessions may qualify as state aid if several conditions are met: if state resources are involved, a selective advantage has been granted to certain companies in the relevant electricity market and there is an effect on trade and a distortion of competition. First, state resources have to be involved, for example, in the form of state revenues or fees that could be foregone. Second, a selective advantage has to be granted to certain companies over their competitors in the relevant electricity market. Third, there must an effect on trade and a distortion of competition, which is likely to be the case since electricity is sold across Member States on competitive markets.

 
  
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  Antonio Tajani, a nome del gruppo PPE. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Commissario, il settore idroelettrico è fondamentale per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione e completare il mercato unico dell'energia. Purtroppo in Europa la situazione dei regimi concessori non è omogenea. Ci sono infatti paesi con concessioni senza scadenza, altri con possibilità di rinnovo e altri ancora che stanno liberalizzando il proprio mercato. Questo in realtà impedisce un vero e proprio level playing field per gli operatori; ne consegue una perdita di competitività delle nostre imprese. Quindi è evidente la necessità di promuovere un quadro normativo uniforme se davvero si vogliono creare condizioni di parità nell'accesso ai mercati sulla base di una concorrenza aperta e leale.

Con l'interrogazione orale all'origine di questo dibattito, signor Commissario, noi vi chiediamo in che modo la Commissione intenda promuovere una maggiore convergenza nel settore idroelettrico europeo, tenendo conto delle differenze per quanto riguarda i regimi e le procedure di concessione. Quindi vi chiediamo di svolgere un ruolo più attivo in questo settore, non soltanto di preoccuparvi del rispetto delle regole della concorrenza. Infatti l'esistenza di troppi diversi sistemi di concessione nel settore idroelettrico rappresenta l'ennesima prova che è giunto il momento di cambiare le regole della concorrenza a livello europeo. Queste regole vanno concepite e sviluppate al servizio e nell'interesse delle imprese, soprattutto delle piccole e medie imprese, e non inseguendo astratti processi burocratici che finiscono col mettere a rischio l'occupazione e la crescita in Europa, ma anche la competitività del nostro sistema produttivo nel mondo.

Quindi, signor Commissario, mi rendo conto che lei non è responsabile del settore, e so bene –per averlo fatto tante volte – che i Commissari di turno in Aula non sono responsabili, però le chiedo di farsi parte proattiva di un'iniziativa più forte da parte della Commissione, perché soltanto un'azione per controllare il rispetto delle regole non è sufficiente se noi vogliamo veramente sostenere il settore idroelettrico.

 
  
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  Patrizia Toia, a nome del gruppo S&D. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, non mi dilungherò sull'importanza di questo settore, sul suo valore economico (basti pensare che il suo contributo economico è pari al PIL della Slovenia), perché l'ha già richiamata lei, signor Commissario, questa importanza. Però le voglio dire con tutta franchezza che le cose che lei ci ha detto sono assolutamente astratte e non corrispondono alla realtà di questo settore, ai problemi e alle esigenze di intervento.

Come è stato detto, ci sono ostacoli da rimuovere. Il primo è la diversità, nei diversi paesi, dei regimi concessori e di tutta la procedura per l'utilizzo della risorsa idroelettrica: questo produce un effetto distorsivo e ha un impatto molto squilibrante sotto il profilo competitivo, sulla certezza degli investimenti e sulla possibilità di utilizzare questa fonte.

Secondo ostacolo: la Commissione ha diversi e contrapposti approcci, direzione per direzione, non day-by-day, ma direzione per direzione. La direzione competition fa una cosa, quella ambientale ne fa un'altra, e diversi paesi si vedono oggetto di minacce o di avvio di infrazioni totalmente diverse e casuali. Le dirò di più: se non c'è un approccio coordinato si arriva al paradosso attuale: alcuni paesi, come il mio, vengono penalizzati, c'è un inizio d'infrazione perché non si è proceduto molto velocemente a tutta la liberalizzazione; altri paesi, che hanno regimi novantennali, senza limiti di tempo e senza procedure competitive per le concessioni, non hanno nessun richiamo, nulla.

Dico questo, signor Commissario, perché le chiedo anch'io un intervento molto preciso – non toccherà a lei, ma toccherà a qualcuno nel Collegio – per avere un quadro normativo omogeneo, senza il quale non ci saranno vera competizione e vero mercato (le cose di cui lei ci ha parlato), e per avere anche un approccio diverso e globale sulle infrazioni. L'Europa fa brutta figura se nei diversi paesi si sente di quest'avvio di procedure e ogni direzione è sovrana e contrapposta all'altra. Io credo che in questo modo noi aiuteremo anche il mercato unico dell'energia.

 
  
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  Jasenko Selimovic, för ALDE-gruppen. – Herr talman! Sedan EU-kommissionen lade fram strategin att skapa en energiunion i februari 2015 har syftet varit att alla i Europa skulle få tillgång till säker, grön, hållbar och konkurrenskraftig energi.

Vattenkraften har en särskilt viktig roll att spela för hur vi lever upp till energiunionens mål, eftersom 16 % av den energi som i 2013 producerades i EU kommer just från vattenkraft. 2006 var det enbart 10 %.

Dock kan inte EU:s ökande energibehov enbart mötas genom att bättre reglera existerande resurser. Vi måste också titta på hur vi kan använda oanvända hydro-energitillgångar. En oerhörd potential finns på Balkan för vattenkraft, till exempel i Bosnien, Serbien, Kroatien och Albanien. Den potentialen är långt från att bli utnyttjad fullt ut. I Bosnien beräknas enbart 37 % av den energin användas idag. I Albanien är det 35 %.

Så, herr talman, låt mig vara tydlig och upprepa: det är inte bara genom att koppla samman och bättre reglera existerande resurser, utan vi måste också titta på vårt grannskap för att nå energiunionens mål. Det är kärnan i EU:s samarbete som vi har grundat de senaste 70 åren – att vi blir starkare genom att göra saker tillsammans. Det behöver det också göras när det gäller hydroenergi och energiförsörjningen. Tack!

 
  
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  Paloma López Bermejo, en nombre del Grupo GUE/NGL. – Señor Presidente, me alegra tener esta oportunidad para el debate, porque en las dos ocasiones que he preguntado por escrito sobre las concesiones a las hidroeléctricas españolas, la Comisión alegó falta de información en su respuesta.

Me preocupan las cuestiones ligadas a la competencia. Los pagos regulados a las centrales hidroeléctricas han superado, con mucho, el coste de las inversiones y se registran varios casos de abusos, como son los retrasos en las cesiones de reserva o el retorno de las concesiones al sector público.

Me gustaría una respuesta específica sobre esta situación, porque me sorprende que la Comisión —tan activa en otros ámbitos— parezca ignorar el daño a los consumidores por parte de las compañías activas en el sector. Y no solo en lo que respecta a las concesiones o los costes regulados. Las multas producidas en España, por ejemplo, por el uso táctico de las hidroeléctricas para manipular el precio marginal ponen de relieve la necesidad de considerar que la regulación eléctrica en España está favoreciendo a los grandes productores. Es lo que venimos denunciando.

Lo pregunto desde el convencimiento de que la energía hidroeléctrica juega un rol relevante en la transición energética, especialmente por su capacidad de ajustar la producción frente a la mayor intermitencia de otras renovables. Es por ello que su actividad debe estar bien regulada y responder al interés general. Y para ello, se debería considerar también su impacto ambiental y paisajístico y su compatibilidad con la preservación de los ecosistemas y la actividad agrícola.

Son cuestiones delicadas y sería deseable, en este sentido, una mejor coordinación entre las diferentes agencias y las direcciones responsables. Nos gustaría saber qué piensa hacer la Comisión también en esta dirección.

 
  
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  Michèle Rivasi, au nom du groupe Verts/ALE. – Monsieur le Président, les barrages hydrauliques constituent un véritable patrimoine pour chaque pays européen. Ils permettent, certes, de produire l'électricité, mais pas seulement: ils ont aussi façonné les paysages, modifié des vallées et altéré les débits des cours d'eau. Les enjeux ne sont donc pas seulement énergétiques, ils sont aussi stratégiques et sécuritaires pour les bassins de population qui se sont adaptés au tracé des rivières.

Dans le cas du renouvellement des concessions, la question n'est pas de savoir si l'opérateur doit être public ou privé, puisque, de toute façon, il s'acquittera des mêmes redevances. La question est plutôt de savoir quelle valeur ajoutée apportera un nouveau concessionnaire et, surtout, comment les concessionnaires travailleront ensemble pour gérer les vallées communes.

Un grand danger se profile avec le renouvellement des concessions et leur mise en concurrence. La fragmentation des concessions et le manque d'approche globale pourraient menacer la bonne gestion d'une ressource aussi vitale que dangereuse. Les accidents sont rares mais sont évitables, à condition de bien coordonner l'activité des barrages, d'amont en aval, grâce à un regroupement des barrages dans une même concession.

Ma question est alors simple: la Commission va—t—elle favoriser les contrats de concession par barrage ou suivra—t—elle la logique aussi évidente que nécessaire du regroupement par vallée?

 
  
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  Roger Helmer, on behalf of the EFDD Group. – Mr President, I have often argued in this Chamber against wind and solar power, so it is refreshing to find a renewable technology which I can support wholeheartedly.

Hydro is predictable. It is reliable. It is controllable. It is affordable. It takes relatively little maintenance, and it operates without subsidies. In fact, in every respect, it is the polar opposite of the solar and wind that we have wasted vast resources on in recent years, driving up energy prices and forcing energy—intensive businesses to move out of the European Union altogether. The problem, of course, is that availability of hydropower is restricted by the availability of suitable locations and suitable topography. We are now facing calls for the harmonisation of rules for licensing hydropower projects.

We, in my party, will oppose any such moves for European harmonisation. Hydro resources in my country, the UK, are a national asset and we will take a very dim view of attempts to control these assets from Brussels.

 
  
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  Krišjānis Kariņš (PPE). – Priekšsēdētāj! Iedomājamies — noskan zvans, boksa laukumā iznāk divi bokseri — viens pacēlis abas rokas, otrs pacēlis vienu roku, jo otra roka viņam ir sasieta aiz muguras. Šādā situācijā mēs visi tūlīt kliegtu — tā nav godīga konkurence! Bet, draugi mīļie, kas mums ir šobrīd elektrības tirgū? Elektroenerģijas tirgū faktiski, tieši, kas saistās ar hidroenerģiju.

Mums dažādās valstīs ir dažādi noteikumi, kas attiecas tieši uz šo elektrības ražošanu. Tā grūtība ir, ka elektrība brīvi plūst pāri valstu robežām, bet konkurence tiek kropļota, jo noteikumi dažādi. Tad mums ir dažādas subsīdijas — varbūt mazām hidroelektrostacijām vai lielām ir vai nav —, katrā valstī atšķirīgas. Atļauju sistēmas mums atšķiras, investīciju prasības mums atšķiras, vai tur vajadzīgi zivīm ceļi, vai nav vajadzīgi, un tā tālāk, bet elektrība plūst pāri valstu robežām. Tās ir tā kā bokseris, kas cīnās ar vienu roku, otra roka sasieta, bet otram nav rokas sasietas.

Tātad, ja mēs gribam veidot godīgu un konkurētspējīgu elektroenerģijas tirgu Eiropā, mums ir jāveido vienādi spēles noteikumi visiem, mums ir jāatsien bokseriem abas rokas.

 
  
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  Jean-Paul Denanot (S&D). – Monsieur le Président, par cette question orale sur le secteur de l'hydroélectricité en Europe, j'ai souhaité attirer l'attention de la Commission sur le rôle très important de l'hydroélectricité: d'abord, parce qu'elle constitue une source d'énergie renouvelable et stockable et contribue à la fois à la décarbonisation de notre économie, à la sécurisation de nos systèmes d'approvisionnement ainsi qu'à l'autonomie et à l'indépendance européennes en matière énergétique; ensuite, parce que le secteur hydroélectrique et l'exploitation des différents barrages participent de l'aménagement du territoire et du maintien de l'emploi local.

Il y a derrière chaque ouvrage hydroélectrique des réalités bien concrètes. Les centrales et leur exploitation ont un impact sur de nombreux secteurs – comme l'agriculture, l'alimentation en eau potable, la navigation, les activités touristiques, le soutien d'étiage, la gestion des crues – et participent à différents titres à la cohésion et au développement territorials.

Je voudrais donc à mon tour attirer l'attention de la Commission sur la nécessité de clarifier la situation du secteur hydroélectrique en Europe et de tenir compte des organisations et des réglementations plurielles des États membres, fruit de leur histoire et de leur géographie, comme l'a récemment montré l'étude de la Florence School of Regulation. L'ouverture précipitée des concessions hydroélectriques à la concurrence – comme il en est question dans certains États membres, alors qu'il n'y aurait pas d'impact sur d'autres – risque de déstabiliser durablement cet écosystème.

C'est pourquoi j'invite la Commission à engager une réflexion rapide sur cette question, tout en lui adressant une mise en garde: celle de ne pas ouvrir la porte à une politique du "deux poids, deux mesures", qui serait très préjudiciable à l'Union de l'énergie en Europe.

 
  
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  Izaskun Bilbao Barandica (ALDE). – Señor Presidente, señor Comisario, Europa es una de las regiones del mundo con mayor aprovechamiento hidroeléctrico, aunque buena parte de las instalaciones, por su antigüedad, presentan oportunidades de mejora tecnológica en la potencia instalada, pero ya en sí mismas son una oportunidad.

Esta renovable es especialmente útil por su capacidad de almacenamiento, lo que aporta estabilidad al mercado en momentos en que otras fuentes viven picos de inactividad. Por eso, apostar por el sector hidroeléctrico debería ser un objetivo prioritario para la Unión.

Este empeño encalla en la dispersión normativa dentro de la propia Unión, lo que afecta a los procedimientos de acceso, concesión y renovación para poder utilizar el agua con fines hidroeléctricos, los regímenes de cooperación y así un largo etcétera. Por ello necesitamos generar condiciones legales y administrativas que garanticen la convergencia y la seguridad jurídica y financiera de las inversiones.

En algunos países, como España, los emprendedores están atrapados en un procedimiento sobre el régimen de ayuda a las renovables, que es un ejemplo de los efectos que la ausencia de una estrategia europea produce en operadores y en usuarios, y de cómo lastra la aportación de las renovables a la oferta de la energía. Por eso, señor Comisario, quisiera saber en qué plazo puede despejarse esta incertidumbre y cómo se está trabajando con los operadores y los emisores de concesiones para poder plantear unos estándares europeos en este sector.

 
  
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  Françoise Grossetête (PPE). – Monsieur le Président, avec 16 % de la production électrique mondiale, l'hydroélectricité constitue la troisième source mondiale de production d'électricité, et cela est particulièrement important parce que c'est une énergie vitale pour nos territoires, qui représente des milliers d'emplois non délocalisables. Elle s'intègre parfaitement à son environnement humain et naturel, que ce soit en zone urbaine, rurale ou de montagne.

La réhabilitation de moulins, de sites abandonnés, ainsi que les barrages, contribuent d'ailleurs à la sauvegarde du patrimoine architectural, tout en assurant une source complémentaire de revenus énergétiques locaux. Ensuite, c'est une énergie décarbonée – on l'a déjà dit – qui s'inscrit pleinement dans les objectifs énergétiques et environnementaux européens.

Mais l'hydroélectricité n'est pas seulement un gisement d'énergie renouvelable, c'est aussi l'un des rares secteurs qui permet le stockage. Or, la libéralisation des concessions hydrauliques entreprise au niveau européen ne doit pas se faire d'une manière brutale et précipitée. De nombreux pays, dont la France, ont fourni de gros efforts dans ce domaine. Malheureusement, on ne veut pas en tenir compte.

Nous devons éviter à tout prix de freiner les investissements dans ce secteur. Le signal envoyé aujourd'hui par la Commission européenne aux investisseurs n'a pas été suffisamment positif. Alors même que la concurrence est impossible, ou très difficile, dans certains États membres de l'Union européenne à forte production hydraulique, ceux qui ont fait des efforts dans ce domaine ont parfois été injustement pointés du doigt.

Dès lors, comment la Commission entend—elle accompagner l'évolution de ce secteur si particulier – et je dois dire qu'il y a énormément d'inquiétude dans les territoires de montagne à ce sujet?

 
  
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  Seán Kelly (PPE). – Mr President, I am very pleased that we are having this discussion – albeit late at night – on this very important area, renewables. In hydroelectricity, we have a sector that boasts 100 years of knowledge and experience, the highest level of efficiency of any electricity—generating technology, at between 80% and 95%, and a clean energy source that can play a massive role in helping us to meet our climate and energy targets. With 380 terawatts of hydroelectric power installed in the European Union, it is one of the most significant contributors to our energy mix. This equates to around EUR 24 billion per year of savings in fossil—fuel imports, and therefore 100 million tons of carbon emissions avoided.

The EU is moving to deploy more renewable energy, not only in response to climate change, but also to lower our EUR 400 billion yearly bill for fossil fuel imports. Hydroelectricity is an ideal complement to the variability of renewables, as when the sun shines or the wind blows reservoir levels can be allowed to increase to prepare for a time when there is no wind or sunshine. Let us remember also, at a time when more and more resources go into developing effective energy storage, that hydropower is the only large—scale and cost—efficient energy storage technology available today. Hydroelectricity offers cost—effective flexibility and firm dispatchable storage. So what’s the outlook? It all depends on prices, and we have to use the new electricity market design to give it significant value in recognition of the flexibility that hydroelectricity offers.

 
  
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  Massimiliano Salini (PPE). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, faccio due considerazioni molto concrete (l'orario mi costringe ad essere molto pratico e semplice). In Europa – la Commissione deve saperlo – vi sono molti modi di assegnare le concessioni idroelettriche: vi sono paesi che non fanno gare, come è stato detto da alcuni colleghi, vi sono paesi che fanno gare, ma a seguito di queste gare la concessione poi si prolunga senza termini, quindi senza essere sostituita da altre gare. E poi vi sono anche paesi dove le gare si fanno regolarmente, per cui, al termine del periodo di concessione, vi è una successiva gara.

In questi paesi c'è un problema giuridico-economico che, a quanto pare, la Commissione non ha considerato adeguatamente, perché se l'ammortamento degli investimenti dura di più della concessione è normale che al termine della concessione vi sia un ammortamento residuo. Pertanto, chi vincerà la gara dovrà pagare l'ammortamento residuo al precedente concessionario. È un concetto economico e giuridico semplicissimo. Ecco, la Commissione non lo ha capito e quindi è intervenuta punendo i paesi che applicano questa regola, che è una regola di trasparenza e di concorrenza.

Allora, secondo me è giusto sostenere chi fa investimenti, ma è anche giusto sostenere chi, attraverso una libera competizione, decide di garantire agli investitori le normali regole di mercato. È bene che la Commissione se ne renda conto.

 
  
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  Giovanni La Via (PPE). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Commissario, oggi dibattiamo di un tema di estrema importanza. A Parigi abbiamo concordato un impegno complessivo a livello globale per una forte riduzione dei cambiamenti climatici. E per fare questo abbiamo la necessità di avere energie nuove, energie alternative, energie a basso impegno di emissione di carbonio.

L'idroelettrico è una di queste, è la principale, è quella che ci consente anche una maggiore flessibilità nel processo produttivo. Ma l'idroelettrico in Europa è fortemente minato, perché rischiano di non esserci più nuovi investimenti, rischia di non esserci il rimpiazzo degli investimenti esistenti per l'assenza di un quadro normativo omogeneo.

Qualche collega ha parlato di condizioni non eque di concorrenza: è la realtà, è il problema più grave, anche perché non è possibile che nello stesso mercato – in quel mercato unico dell'energia che vogliamo in Europa – ci sia qualcuno che conserva posizioni di privilegio, godendo delle opportunità uniche che ha sul mercato nazionale, e che ha la possibilità poi di andare sugli altri mercati, mentre per altri il mercato nazionale è di fatto aperto ma non hanno la possibilità di andare fuori.

Allora, signor Commissario, per questo abbiamo bisogno di un quadro normativo nuovo e omogeneo, che metta tutti sullo stesso piano, garantisca la concorrenza e favorisca gli investimenti.

 
  
 

Pytania z sali

 
  
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  Michel Dantin (PPE). – Monsieur le Président, Monsieur le Commissaire, un barrage sert à produire de l'électricité, mais c'est aussi un outil d'aménagement du territoire, c'est aussi un outil d'attractivité des territoires. Le devenir de barrages est donc un sujet qui concerne les populations locales.

Les divergences qui existent aujourd'hui entre les directions de la Commission européenne ne peuvent plus durer. Nous avons besoin d'un discours unique, nous avons besoin d'une mise en cohérence de la politique énergétique, d'une part, et de la politique de la concurrence, d'autre part.

Le paysage des régimes d'exploitation hydraulique en Europe est divers. Nous avons besoin d'un nouveau texte qui fixe un cadre qui soit compréhensible par tous, qui soit applicable par tous et qui contribue à faire, en matière hydraulique, là aussi, une Europe de l'énergie.

 
  
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  Νότης Μαριάς ( ECR). – Κύριε Πρόεδρε, ο υδροηλεκτρικός τομέας παράγει 15% με 20% του ρεύματος, τόσο στην Ελλάδα όσο και στην Ευρωπαϊκή Ένωση συνολικά, απασχολώντας περί τους 80.000 εργαζόμενους. Είναι, και θα παραμείνει για αρκετά χρόνια, η πρώτη από τις ανανεώσιμες πηγές ενέργειας και, συνεπώς, διαδραματίζει καθοριστικό ρόλο στην υλοποίηση των στόχων του Horizon 2030. Δεν είναι τυχαίο λοιπόν ότι στο ξεπούλημα της ΔΕΗ στην Ελλάδα, που επιχειρεί η τρόικα και οι μνημονιακές κυβερνήσεις, τα υδροηλεκτρικά φράγματα αποτελούν πρώτης τάξεως φιλέτα για τους υποψήφιους επενδυτές. Ο υδροηλεκτρικός τομέας ωστόσο έχει ανάγκη τις απαραίτητες επενδύσεις για να διατηρηθεί ανταγωνιστικός: επενδύσεις στην καινοτομία, καθώς και για τη βελτίωση της αποδοτικότητας του υπάρχοντος δυναμικού, αλλά και στη διαχείριση και πρόληψη των περιβαλλοντικών επιπτώσεων των υδροηλεκτρικών φραγμάτων. Αυτές οι επενδύσεις δεν θα γίνουν ποτέ από τους ιδιώτες που προσβλέπουν στο άμεσο και βραχυπρόθεσμο κέρδος. Τα ελληνικά υδροηλεκτρικά φράγματα πρέπει λοιπόν να παραμείνουν υπό δημόσιο έλεγχο, μακριά απ το χέρι της τρόικας και των δανειστών, με μόνο γνώμονα το όφελος του ελληνικού λαού και την ευημερία του.

 
  
 

(Koniec pytań z sali)

 
  
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  Vytenis Povilas Andriukaitis, Member of the Commission. – Mr President, I would like to thank Members for this very useful debate. Hydropower is a key renewable energy source and the hydroelectric sector is an important area within the European Union. But the diversity of the national regulatory regimes in this area has to be acknowledged.

As stressed, it is important that national regimes on hydro concessions fully respect applicable EU law. The Commission will continue to oversee that EU rules are observed. This is in line with the aims of the Energy Union to ensure, inter alia, an integrated energy market where energy security is guaranteed.

The Commission is currently looking into hydroelectric authorisations and concessions in a number of Member States. It has already launched infringement procedures and it may open more if it appears that there has been an infringement of EU law, including the concessions directive, the services directive and competition laws.

Some have mentioned that in the Commission you see a lack of cooperation. No, there is good cooperation between DGs and cooperation between DG GROW, the DG for Energy and the DG for Competition. There is also no unequal treatment of Member States and the Commission is already now looking at several national hydroelectric regulatory regimes and will act where necessary to ensure compliance with applicable European Union rules.

 
  
 

Przewodniczący. – Zamykam debatę.

 
  
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  Csaba Molnár (S&D), írásban. – A megújuló energiák, köztük a víz- és geotermikus energia kiemelt szerepet játszanak Európa energiaellátásában a következő években. A megújuló energia az uniós tagállamok energiafüggetlenségének és biztonságának kulcsa. Ez kifejezetten fontos az EU esetében, amely naponta egy milliárd euró értékben vásárol energiahordozókat, vagy Magyarország esetében, amely majdnem teljes egészében kiszolgáltatott az orosz földgáznak és nukleáris fűtőanyagnak. Az EU többé-kevésbé jól halad a 2020-as célok elérése felé, jelenleg 16%-os a megújuló energiák részesedése a teljes energiafelhasználásból. Van azonban néhány tagállam, amelyek sajnálatos módon nem fordítanak kellő figyelmet a jövő energiájára. Ide tartozik a szénerőműveket újra leporoló Lengyelország, vagy a megújulók helyett a paksi atomerőmű-bővítést választó Magyarország.

Magyarországon annak ellenére nem fejlődik a megújulóenergia-termelés 2010 óta, hogy Izland után Európában messze a legjobb adottságokkal rendelkezik például geotermikus energia terén. Magyarországon a geotermikus potenciál kihasználtsága csupán 6%-os annak ellenére, hogy négy darab paksi atomerőmű-blokknak megfelelő villamosenergia-termelésre lenne alkalmas. Ezért kiemelten fontos, hogy a megújulóenergia-célszámok betartását számon lehessen kérni a tagállamokon, amelyek gyakran az energiaszuverenitás köntösébe bújtatva ellenzik a fejlődést. A megújuló energiák fejlesztése a 21. századi modern gazdaságok egyik legfontosabb ügye. Remélem, ezt mihamarabb felismerik a kétkedők is.

 
  
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  Ricardo Serrão Santos (S&D), por escrito. – O setor hidroelétrico é fundamental para manter e reforçar a relativa independência energética da União Europeia. Este é um tipo de energia que não usa combustíveis fósseis e baseia-se num recurso renovável: o ciclo da água.

Ao reconhecer o que mencionei e outras vantagens, tenho também que salientar que não é uma panaceia e há impactos ambientais não negligenciáveis. Por exemplo, a alteração dramática das bacias hidrográficas acarreta a cobertura de vastos territórios, o que tem implicações patrimoniais ao nível da cultura das povoações aí existentes e ao nível da existência de espécies e respetivos habitats.

Em Portugal, houve grandes lutas pelo património cultural e que, em última análise, levaram à alteração de planos de construção ou a perdas de valor incalculável.

Mais recentemente, tem sido salientado que este setor dificulta ou impede mesmo a migração de peixes e invertebrados, causando a diminuição das suas populações e afetando algumas atividades, como a pesca de rio, seja ela profissional ou lúdica.

Mais do que dar um conselho que sirva para qualquer caso, quero alertar para o problema e salientar a importância dos estudos de impacto ambiental abrangentes, sérios e consequentes. Apenas assim poderemos construir uma Europa melhor!

 
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