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 Texto íntegro 
Procedimiento : 2016/2873(RSP)
Ciclo de vida en sesión
Ciclo relativo al documento : O-000102/2016

Textos presentados :

O-000102/2016 (B8-0714/2016)

Debates :

PV 15/09/2016 - 17
CRE 15/09/2016 - 17

Votaciones :

Textos aprobados :


Debates
Jueves 15 de septiembre de 2016 - Estrasburgo Edición revisada

17. Amaño de partidos
Vídeo de las intervenciones
PV
 

President. The next item is the debate on the oral question to the Commission on match-fixing, by Silvia Costa on behalf of the Committee on Culture and Education ((O-000102/2016 – B8-0714/2016) (2016/2873(RSP)).

 
  
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  Silvia Costa, Auteur. – Signora Presidente, onorevoli colleghi, so che il Commissario è in ritardo – non per sua colpa – ma sono certa che ci raggiungerà per la conclusione dei nostri interventi.

Innanzitutto vorrei però esprimere, anche a nome della commissione Cultura, tutta la nostra contrarietà per il fatto che questo dibattito, secondo la nostra richiesta iniziale, doveva tenersi in un orario molto più adeguato questa settimana. Non era stato possibile e avevamo concordato la prima settimana di ottobre. Non è assolutamente fair che invece lunedì, senza avvertire la commissione Cultura, né tantomeno la sottoscritta, si sia deciso da parte della Presidenza di proporre un altro ordine del giorno che vede il nostro dibattito anticipato al pomeriggio di giovedì, non consentendo a molti colleghi della commissione Cultura, come avrebbero voluto, di partecipare. Ho il dovere di dirlo, perché questo non deve più succedere.

Vorrei dire anche, entrando nel merito, che siamo proprio nella settimana europea dello sport, la seconda edizione dopo quella dell'anno scorso. Vorrei ricordare che l'abbiamo inaugurata col Commissario Navracsics e con la Presidenza slovacca il 10 settembre a Košice, ed è giunta appunto ad un passaggio importante perché sta diventando un importante appuntamento per i giovani, le associazioni, tutti gli sportivi europei, ma anche per coloro che sono coinvolti non solo nelle attività sportive ma anche in quelle fisiche e amatoriali. È interessante vedere anche come il motto "Be active" opportunamente scelto, sia stato attivato in molte forme nelle città europee, a partire da quelle coinvolte nella bella esperienza delle capitali e città europee dello sport.

Condividiamo l'annuncio fatto dal Commissario di spostare in avanti dal prossimo anno la data della settimana europea per coinvolgere di più le scuole e fornire maggiore capacità organizzativa, ma dovrà cogliersi di più il dato europeo di quest'iniziativa, e quindi il suo carattere transborder, abituando i cittadini europei a farla con le bandiere nazionali, ma anche con quella europea, come ha fatto efficacemente Elisa Di Francisca, a Rio, nelle Olimpiadi.

Con questo spirito abbiamo promosso molte iniziative, fra cui una qui a Strasburgo, la mostra "Run for art", e poi a settembre, il 27, ci sarà un convegno promosso con molti colleghi, anche preparando la relazione della commissione Cultura del Parlamento del collega Takkula sul linguaggio universale dello sport. Un linguaggio che in questi giorni ci sta dando straordinarie emozioni nei giochi paraolimpici di Rio, con giovani che chiedono di essere visti come atleti, e non come disabili, e con la vittoria di medaglie d'oro, ieri, di grandi atleti, fra cui ricordo Alex Zanardi.

Purtroppo però esiste anche il rovescio della medaglia, c'è un lato oscuro dello sport che il Parlamento ha già affrontato nella prima relazione Fisas del 2011 e che ora, appunto, vogliamo affrontare insieme al tema della good governance, dell'integrità e anche dell'accessibilità nella relazione Takkula. Sappiamo che la manipolazione delle gare sportive, legata alle scommesse illegali, sempre di più online, si sta manifestando in scandali che hanno colpito prevalentemente il calcio – ma purtroppo non solo, anche per esempio il tennis ed altri sport – e costituiscono una vera e propria minaccia all'integrità, alla leale competizione e alla credibilità dello sport nazionale ed europeo.

Ricordo che nel dicembre 2012 la commissione Cultura aveva organizzato un'audizione pubblica proprio su questo tema, sulla lotta agli incontri truccati e sul fair play finanziario, e nel marzo 2013 ha anche approvato una risoluzione in materia. Sono felice che nello stesso anno il Consiglio dei ministri abbia autorizzato la Commissione europea – e questa è una svolta importante del trattato di Lisbona – a partecipare a nome dell'Unione europea al negoziato che poi è andato avanti con un processo che ha portato alla proposta di ratifica della Convenzione del Consiglio d'Europa contro la manipolazione delle competizioni sportive, che è stata aperta nel 2014 alla firma dei singoli Stati membri.

Nella nostra interrogazione cosa chiediamo? Chiediamo alla Commissione di superare queste ultime difficoltà che ci sono, che impediscono di arrivare alla totalità degli Stati membri che firmino e ratifichino questa importante Convenzione, e soprattutto che si facciano quei passi da parte di tutti – io spero molto nella Presidenza slovacca, ma anche nella prossima Presidenza maltese, che è direttamente interessata – perché si arrivi davvero non dico ad un'armonizzazione, ma almeno a delle comuni regole che consentano, di fronte a questo che ormai è un crimine transborder, che va al di là sia dei paesi nazionali, degli Stati nazionali, che della stessa Europa, di poter assumere iniziative comuni, perché ormai appunto questa è la dimensione e dobbiamo assolutamente essere in grado di cogliere questa sfida promuovendo comuni programmi di educazione, prevenzione, investigazione, punire con regole armonizzate gli affari criminali – una vera e propria economia nera – e i reati che hanno creato questo mercato assolutamente illegale delle scommesse illecite.

Credo che quindi a questo punto sia necessario armonizzare anche le regole dell'industria del gioco, che sono uno degli elementi ostativi al fatto che alcuni paesi aderiscano a questa Convenzione. È necessario fare questo passo. Concludendo, ogni azione che il Commissario e la Commissione intraprenderanno in questo ambito, anche sul piano culturale ed educativo, ci troverà sicuramente disponibili ad aiutare e a sostenere queste iniziative. Naturalmente mi auguro che tutti gli Stati membri facciano loro parte.

 
  
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  Bogdan Brunon Wenta, w imieniu grupy PPE. – Pani Przewodnicząca! Na wstępie chciałbym poprzeć to, o czym powiedziała pani przewodnicząca Costa – znajdujemy się w tym miejscu i o tej porze, ale przejdźmy do meritum. Celem konwencji jest zapobieganie ustawianiu wyników zawodów sportowych oraz manipulacji rozgrywkami sportowymi, jak również wykrywanie i zwalczanie tego procederu. Apeluje się w niej do rządów w całej Europie o podjęcie środków zapobiegających konfliktom interesów między operatorami zakładów sportowych a organizatorami sportowymi oraz o zachęcanie organów regulujących zakłady sportowe do nasilenia walki z nadużyciami i nielegalną działalnością bukmacherską.

Doceniamy zaangażowanie Komisji Europejskiej w procesie negocjacyjnym oraz propozycję podpisania konwencji przez Unię Europejską. Niestety jej wejście w życie zostało teraz opóźnione. To bardzo zły sygnał, tym bardziej, że istnieje szerokie poparcie ze strony państw członkowskich dla szybkiego wejścia w życie tej konwencji. Niektóre z państw są już gotowe ją ratyfikować, lecz nie mogą tego uczynić ze względu na unijne wewnętrzne kwestie proceduralne oraz polityczny sprzeciw jednego państwa członkowskiego, o którym wspomniała już pani przewodnicząca – Malty.

Od ponad 4 lat Komisja Europejska odgrywa główną rolę w przygotowaniu i negocjowaniu tego porozumienia. Dlatego teraz jest to czas na podjęcie politycznych kroków i decyzji, które spowodują wyjście z tego impasu i doprowadzą do wejścia w życie właśnie tej Konwencji.

Ustawianie wyników rozgrywek sportowych to poważne zagrożenie, to choroba, która niszczy integralność sportu, poważnie narusza wartości oraz zaufanie kibiców do swoich ulubionych drużyn czy klubów. Ten problem dotyka dzisiaj wielu dyscyplin sportowych, chociaż w większości przypadków to negatywne zjawisko konkretnie dotyczy takich dyscyplin, jak krykiet, piłka nożna czy, wspomniany tutaj, tenis.

Parlament Europejski wielokrotnie podkreślał swoje zaangażowanie w walkę z ustawianiem wyników zawodów sportowych w rezolucjach związanych z hazardem online (z 2009 r. i 2011 r.), ustawianiem meczów i korupcji w sporcie (2013 r.) oraz w rezolucjach o przypadkach korupcji w takiej organizacji, jaką jest FIFA, w 2015 r. Parlament w szczególności podkreślał, że rynek hazardu online „nie jest rynkiem jak każdy inny ze względu na ryzyko w zakresie ochrony konsumentów i zwalczanie przestępczości zorganizowanej”. Dlatego wielokrotnie wzywaliśmy organizacje sportowe do podjęcia polityki zerowej tolerancji dla korupcji i ustalenia „wspólnej definicji korupcji czy oszustwa sportowego”.

Kluczowe znaczenie w walce z tymi problemami ma Konwencja Rady Europy w sprawie zwalczania manipulacji rozgrywkami sportowymi, którą Parlament oczywiście będzie popierał.

 
  
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  Nicola Caputo, a nome del gruppo S&D. – Signora Presidente, onorevoli colleghi, truccare le partite è una vera e propria minaccia allo sport, perché ne mina valori come l'integrità, la lealtà e il rispetto per il prossimo e rischia di allontanare i tifosi e i sostenitori dalle attività sportive organizzate. Le partite truccate sono spesso appannaggio di una criminalità organizzata che opera su scala mondiale. Si tratta di un problema divenuto ormai prioritario per il movimento sportivo e per le autorità incaricate dell'applicazione della legge in tutto il mondo.

Apprezzo molto il fatto che dei fondi europei siano stati assegnati a partenariati pubblico- privati per la realizzazione di progetti volti a individuare i fattori di rischio per le partite truccate e lo sviluppo di strumenti per la loro gestione. Apprezzo anche molto le normative europee in materia di gioco d'azzardo online e la creazione di una piattaforma europea di discussione per i regolatori nazionali del gioco d'azzardo, ma ciò non basta.

L'Unione europea deve avere un ruolo maggiore nella lotta contro le partite truccate. Abbiamo due organizzazioni in Europa che si occupano di cooperazione transfrontaliera di accertamento e perseguimento di reati gravi: Europol ed Eurojust. La Commissione può invitare queste agenzie a cooperare più strettamente con il movimento sportivo e dare maggiore attenzione alle partite truccate. Gli Stati membri dovrebbero attuare misure volte a prevenire i conflitti di interesse tra gli operatori di scommesse e le organizzazioni sportive e ad incentivare i regolatori delle scommesse sportive ad intensificare la lotta contro le frodi e le scommesse illegali.

Il Parlamento europeo ha evidenziato in varie occasioni il proprio impegno contro le partite truccate, ribadendo il suo pieno sostegno nei confronti della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla manipolazione di competizioni sportive, che rappresenta a mio avviso il miglior strumento e quadro giuridico per lottare a livello internazionale contro le scommesse sportive illecite.

Penso sia essenziale che l'Unione europea e i suoi Stati membri siano coinvolti nell'istituzione di un sistema di monitoraggio e nello sviluppo di una cooperazione operativa nel quadro della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla manipolazione di competizioni sportive sin dal momento della sua entrata in vigore. Ricordo che l'articolo 165 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea invita l'Unione e gli Stati membri a favorire la cooperazione con le organizzazioni internazionali nel settore dello sport, in particolare con il Consiglio d'Europa. L'azione dell'Unione europea può contribuire in modo determinante ad affrontare le sfide transnazionali che lo sport deve affrontare in Europa, quali le partite truccate, che richiedono sforzi congiunti e un approccio coordinato.

Uno dei principali obiettivi della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla manipolazione di competizioni sportive è promuovere la cooperazione nazionale e internazionale. Il capo 3 della Convenzione fissa infatti una serie di disposizioni per agevolare lo scambio di informazioni tra tutte le parti interessate. La lotta alle partite truccate richiede una stretta collaborazione tra i movimenti sportivi, i governi, gli operatori delle scommesse, le autorità incaricate dell'applicazione della legge e le organizzazioni internazionali, e una gamma così ampia di parti interessate costituisce di per sé una sfida. L'Unione europea può contribuire a creare unità e assicurare un approccio più coordinato.

Gli Stati membri si trovano in fasi diverse dello sviluppo del contrasto alle partite truccate. La natura transnazionale delle partite truccate comporta verosimilmente la collaborazione tra Stati membri con livelli diversi di esperienza, creando la necessità di condivisione di buone pratiche e sviluppo di competenze. In questo, l'Unione europea gioca un ruolo importante nello sviluppo di capacità come catalizzatore della cooperazione e in definitiva come sostegno all'attuazione della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla manipolazione di competizioni sportive.

Esiste un ampio sostegno degli Stati membri a favorire una rapida entrata in vigore della Convenzione, e alcuni sono pronti a ratificarla ma non hanno potuto semplicemente farlo a causa di questioni procedurali tutte interne all'Unione europea. Vorrei quindi chiedere alla Commissione quali ulteriori passi intende adottare al fine di rompere questo stallo e consentire agli Stati membri che hanno svolto un ruolo fondamentale nella preparazione della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla manipolazione di competizioni sportive di firmarla e ratificarla al più presto.

 
  
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  Emma McClarkin, on behalf of the ECR Group. – Madam President, colleagues, let me begin by thanking the Committee on Culture and Education coordinators for putting together this oral question on illicit match-fixing. I regret that the Commissioner is not here to hear what we have to say this afternoon, and indeed that there are not more Members here. Perhaps a better time could have been found, because match-fixing poses a significant and worrying threat to sport, something that so many of us love.

For fans to follow their sport with a passion that we all want to see, it is necessary that they have the confidence and that any attempts to corrupt sport are cracked down on. They need to know the integrity of sport is there. The ECR are therefore supportive of the Council of Europe Convention and have a strong commitment to tackle match fixing. Match-fixing remains a black mark on sport with around EUR 12 million paid to players, referees, coaches or officials in order to influence matches in 2012 alone. In the last three months, 24 matches were deemed suspicious based on betting patterns across a variety of sports in Europe.

Sport must remain inspirational and a showcase for the very best in human endeavours. we should therefore be doing all that we can to encourage Member States to combat match-fixing, but we should also be pushing for stronger cooperation and partnerships between the sports betting industry and sports governing bodies. It is our collective responsibility and one we must do together. But for this very reason the ECR has not been able to support this oral question because it singles out one nation. It dismisses the concerns of a nation that questions the legal clarity and definition of illegal sports betting. We must work together constructively between nations, between our public and private partners and at all levels within sport from the grassroots to the very top to protect the integrity of sport.

 
  
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  Yana Toom, on behalf of the ALDE Group. – Madam President, I understand I have to speak as slowly as possible to give the Commissioner time to arrive at least by the end of the debate. So I will do my best.

On behalf of the ALDE Group I would like to welcome this very important oral question regarding a serious integrity problem in sports. In modern English, match-fixing is normally understood as the act of arranging the outcome of a match even before it has been actually played. It is obvious that match-fixing is widespread internationally, and this problem also concerns illegal gambling and organised crime. Match-fixing is a way of undermining fair sport. It is also a great temptation for sportspersons and a great threat to those of them who have to resist pressure from criminals.

Chris Eaton, director of sport integrity at the International Centre for Sport Security has said that football is in a disastrous state, with the fixing of matches for the purposes of criminal gambling and fraud absolutely endemic worldwide. It is a daily occurrence. However, this is a problem not only for football, but also for other sports as well.

On the regional level, we would like to highlight the Council of Europe Convention on the Manipulation of Sports Competitions. We call all on all Member States to ratify it immediately, if they have not done so already. Furthermore, Member States should establish match-fixing as specific criminal offence and ensure that match-fixing and corruption in sport are subject to judicial proceedings. We would like also to stress the importance of data sharing between sports bodies, public authorities and licensed betting operators. It is essential to detect, investigate and prosecute all forms of match-fixing.

Last but not least, we believe that it is hard to overestimate the importance of an awareness-raising campaign, which also may assist us to fight match-fixing. We are looking forward to receiving the Commission’s response to this question and a concrete proposal from the Commission on how match-fixing can be tackled efficiently in the Union.

 
  
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  Ernest Maragall, en nombre del Grupo Verts/ALE. – Señora Presidenta, esta pregunta oral la dirigimos a la Comisión, y hay que agradecer la iniciativa a la señora Costa y a los compañeros de la Comisión de Cultura, sin ninguna duda. Parece oportuna y necesaria. La dirigimos a la Comisión, digo, pero podríamos también dirigirla al Consejo y dirigirla a cada Estado miembro, y seguramente dirigírnosla a nosotros mismos. Seguramente también a unos Estados miembros más que a otros, y a uno en particular: Malta.

Deberíamos empezar, pues, de algún modo, por avergonzarnos un poco todos colectivamente por que aún deba plantearse esta cuestión; por que esta pregunta oral sea necesaria y pertinente; por que aún estemos pendientes de la ratificación del Convenio.

Lo sabemos todo, tenemos la información, tenemos un presunto acuerdo político, tenemos la voluntad expresada por todo el mundo, pero no pasa nada y se alegan cuestiones de procedimiento o la cuestión conocida de la oposición de un Estado. Parecen ambas explicaciones del todo inaceptables para detener la ratificación colectiva. Y sabemos además que todo sigue igual o peor, que la realidad es la misma que cuando este Parlamento aprobó una Resolución en 2013 o cuando el Consejo de Europa aprobó el Convenio en 2014. Cabría preguntarse, en ese sentido, si, por ejemplo, los escándalos de la FIFA tienen o no relación, directa o indirecta, próxima o lejana, con lo que estamos hablando.

Las apuestas deportivas ilegales son una rama cada vez menos secundaria del crimen organizado y contaminan cada vez más deportes, como se acaba de decir. Este tema — créanme— es un agujero negro en nuestra responsabilidad colectiva. Hemos trabajado en evasión fiscal, hemos trabajado en la investigación sobre Luxleaks y ahora sobre los papeles de Panamá, preparamos Directivas sobre el blanqueo de capitales, y también sabemos que esta actividad, este negocio, este crimen organizado sería imposible sin la actividad necesaria de entidades financieras y servicios de telecomunicación que deben facilitar los medios de pago necesarios para hacerlo posible.

Es hora de que entremos en ello a fondo, y creo además que deberíamos, para acabar, añadirle una dimensión, de la que no hemos hablado y que, desde luego, no es parte de la pregunta y no tiene por qué serlo, aunque quizá esta sea una oportunidad para considerarla, que es el aspecto fiscal asociado al sector de las apuestas deportivas.

¿Sabemos de qué volumen de negocios estamos hablando? ¿Esta Unión Europea, esta Comisión, no debería tener una estimación realizada de lo que eso supone y del coste fiscal para el conjunto de la Unión Europea derivado de la falta de regulación del sector? ¿No podríamos incluir un primer esfuerzo en la respuesta de la Comisión, en la respuesta activa de estimación de ese volumen de negocio de las apuestas online y del rendimiento fiscal que cada país y el conjunto de Europa debería esperar? Entonces podríamos, quizá, proponer un trato fiscal adecuado, que solo puede plantearse, por cierto, en el ámbito, como mínimo, de la Unión Europea.

Acabo, Presidenta. Si no hacemos todo esto, me temo que, aun si consiguiéramos la ratificación universal del Convenio, todo seguiría o podría seguir más o menos igual. Ayer tuvimos la oportunidad de felicitar a la Comisaria Vestager por su decisión sobre el caso Apple. El volumen del fraude fiscal asociado al sector de las apuestas online y del movimiento de dinero que de él se deriva quizá, probablemente, supere las de aquel caso.

Esperamos que la respuesta de la Comisión a la pregunta que hoy le formulamos sea el primer paso efectivo en la dirección correcta.

 
  
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  Isabella Adinolfi, a nome del gruppo EFDD. – Signora Presidente, onorevoli colleghi, mi spiace dover constatare per l'ennesima volta che manca una volontà reale di cambiamento e che si tende come sempre a procrastinare qualsiasi cosa, anche quando essa è la più necessaria.

Ritardare l'entrata in vigore della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla manipolazione delle competizioni sportive appare ai miei occhi un'occasione mancata per restituire ai cittadini la fiducia persa nel mondo dello sport, in particolar modo in un momento in cui si susseguono, quasi quotidianamente, scandali nella stragrande maggioranza delle discipline sportive.

Circa un anno fa in questo stesso Parlamento, noi del Movimento 5 Stelle abbiamo denunciato lo scandalo che ha investito il mondo del calcio, nel quale, come ricorderete, erano coinvolti i massimi esponenti della Federazione internazionale calcio. Già allora chiedemmo un'inversione di rotta, qualcosa che riportasse il mondo dello sport alla sua reale e basilare vocazione, cioè quella di aggregare, di unire, un ritorno alla cultura dello sport, che incarnasse quei valori di eguaglianza, lealtà e integrazione sociale che sono alla base della società civile.

Negli ultimi anni, l'accresciuta commercializzazione degli eventi sportivi e la loro esposizione mediatica hanno favorito un consistente incremento degli interessi economici, trasformando ogni competizione sportiva in un mero mezzo per raggiungere guadagni sempre maggiori. Le organizzazioni criminali, naturalmente, hanno fiutato la possibilità di guadagno e hanno iniziato ad agire, prima a livello nazionale, poi a livello transnazionale, rendendo di fatto la vigilanza qualcosa di estremamente complesso.

Dai recenti scandali si può dedurre in maniera incontrovertibile che gli sforzi e le misure portati avanti finora non hanno sortito gli effetti sperati e la motivazione è da ricercare nella mancanza di cooperazione tra i diversi paesi. Per evitare, come don Chisciotte, di continuare a combattere contro i mulini a vento, abbiamo bisogno di un lavoro di squadra che si basi sulla condivisione delle informazioni e delle best practice. Sono stata informata dal presidente dell'Intergruppo rugby di un'iniziativa degna di nota: si chiama Keep Rugby Onside e consiste in un portale di informazioni on-line per educare e proteggere i giocatori, gli allenatori, gli ufficiali di gara dai pericoli delle scommesse e delle partite truccate.

Chiedo quindi alla Commissione, quando arriverà, che faccia quanto in suo potere affinché si superi questa impasse e si giunga ad una rapida entrata in vigore della Convenzione, che si presenta come il primo vero passo verso una più marcata collaborazione nella lotta alla manipolazione delle gare sportive.

Mi preme ricordare che la mancata ratifica delle convenzioni internazionali per opposizione di uno o più Stati membri in Consiglio, in casi meritevoli come questo, è un vero e proprio insulto ai 500 milioni di cittadini che noi rappresentiamo. In quest'Aula vengono infatti fatte enormi pressioni e chiesti enormi sacrifici in nome di un generico interesse dell'Unione, ma stranamente quando gli interessi in questione sono quelli dei cittadini europei troppo spesso quest'Aula tace. L'assordante silenzio di molti nel caso della vergognosa, per esempio, mancata ratifica del trattato di Marrakech è solo uno dei tanti esempi che si aggiunge e si ripete ancora oggi con la convenzione sulla manipolazione sportiva.

 
  
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  Michaela Šojdrová (PPE). – Paní předsedající, položili jsme tuto otázku na řešení boje proti manipulaci s výsledky sportovních zápasů, protože chceme zastavit zneužívání sportu pro individuální i organizované nezákonné obohacování. Tím dochází k ohrožení sportovních soutěží, ve kterých mají vyhrávat ti nejlepší. Sport není jen zábava, ale je to činnost, která je prospěšná individuálně, ale také společensky. Korupce a manipulace s výsledky sport poškozují, protože demotivují sportovce, demotivují fanoušky, kteří mohou ztrácet důvěru a také ztrácet ochotu podporovat sport.

Manipulace s výsledky je tedy aktuálním a palčivým problémem a s tím také souvisí nezákonné praktiky při sázení, kterým je třeba čelit. Potřeba očistit sport od těchto neduhů, které jdou proti principu sportovní etiky a boří základní hodnoty, na nichž je sport vystaven, je tedy v tuto chvíli na místě. Úmluva Rady Evropy o boji proti manipulaci se sportovními soutěžemi je vhodným nástrojem k tomu, abychom se mohli těmto problémům postavit čelem a mohli je efektivně řešit. Match fixing je mezinárodní problém a je tedy na místě, že ho řešíme také na úrovni Evropského parlamentu. Velmi vítám práci Komise a možnost, aby se také Evropská unie svým podpisem připojila k této úmluvě Rady Evropy. Zdůrazňuji, že většina členských států již vyjádřila podporu a blízký vstup této úmluvy v palatnost je tedy připraven. Ovšem znepokojující je situace v přístupu Malty, která brání zatím zdárnému ukončení tohoto procesu.

Důrazně tedy apeluji na to, aby proces přistoupení k úmluvě nebyl brzděn, aby byly činěny takové kroky, aby tato úmluva byla v co nejkratší době Evropskou unií podepsána a mohla být aplikována. Chtěla bych říci, že přestože tady pan komisař není, tak vím o jeho osobním zájmu a pozitivním přístupu ke sportu, protože on osobně se zasazuje o financování sportu pro všechny a řadu prospěšných sportovních aktivit na úrovni EU.

Já zde mám takovou připomínku akce, kterou jsme tady měli v červnu v Evropském parlamentu. Byla to výstava Zlatého míče Josefa Masopusta, který byl fenoménem českého fotbalu, džentlmenem, osobností, která vždycky prosazoval fair play. Proto bych i dnes chtěla připomenout, že takové příklady fair play hry máme a ty by měly být příkladem toho, jak se má sport uskutečňovat i pro budoucnost.

 
  
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  Andrejs Mamikins (S&D). – Priekšsēdētājas kundze! Godātie kolēģi! Es gribēju teikt “godātais komisārs”, bet skatos, ka komisāra uz vietas vēl nav. Vispār tāda prakse, kad komisārs ierodas zālē diskusijas vidū, neiztur nekādu kritiku. Īstenībā tāda attieksme pret šeit, Parlamentā, debatējamiem jautājumiem, es nezinu... es varu uzdot tikai retorisku jautājumu... vai komisāram nospļauties vienkārši par to, par ko sāp sirds deputātiem.

Runājot par šo tēmu, varu pateikt, godātie kolēģi, ka nelegālu un legālu derību slēgšanas bizness daudziem sportistiem un treneriem rada kārdinājumu nevis nodarboties ar sportu, bet iesaistīties krāpniecībā ar sarunātiem sporta sacensību rezultātiem un ar to pelnīt naudu. Šis process ir ārkārtīgi bīstams daudzu iemeslu dēļ. Pirmkārt, pati par sevi krāpniecība ir noziegums, kura rezultātā materiāli cieš iedzīvotāji. Otrkārt, šāda darbība grauj sabiedrības uzticību valsts iestādēm, jo tās nevar efektīvi novērst šo noziedzības veidu. Treškārt, tas diskreditē sportu kā tādu. Viena no svarīgākajām sporta funkcijām ir veselīga dzīvesveida propaganda, it īpaši jauniešu vidū, un, ja krāpniecība sasniedz lielus apjomus un sporta sacensības kļūst par ķīmiķu sacensībām, kas izgudro jaunus dopinga veidus, vai sacensību rezultāts kļūst pats par sevi par preci, sports jauniešu acīs var būt neatgriezeniski diskreditēts, un tā pozitīvais potenciāls ievērojami samazināts.

Šādu noziegumu īpašība ir tas, ka tiem parasti ir starptautisks raksturs. Tieši tāpēc Eiropas Savienībai ir pienākums iesaistīties cīņā pret šo noziedzības veidu. Bez koordinācijas vai bez vienotas pieejas nevar sasniegt ievērojamu rezultātu. Jau izstrādāts labs instruments – Eiropas Padomes Konvencija pret manipulācijām ar sporta sacensībām, kurai Eiropas Savienība varētu pievienoties.

Konvencija paredz noteiktu standartu ieviešanu starptautiskā līmenī, kas skar valsts institūcijas, sporta organizācijas un azartspēļu operatorus, kā arī starptautiskas struktūras izveidošanu efektīvai uzraudzībai. Šai dokumentā apkopota starptautiskā prakse, pasaules valstu pieredzē balstīti secinājumi, kā cīnīties ar šādiem pārkāpumiem sportā, un ir arī ieteikums valstu tiesiskajā regulējumā par smagākiem noziegumiem paredzēt kriminālatbildību. Diemžēl konvencijas stāšanās spēkā tagad ir atlikta. Daudzas Eiropas Savienības valstis gatavas ratificēt konvenciju, taču šo procesu apgrūtina Eiropas Savienības iekšējās procedūras jautājumi un dažas valsts pozīciju atšķirības.

Gribētos, komisāra kungs, lai Eiropas Komisija aktīvāk iesaistītos šī jautājuma risināšanā. Skaidrs, ka ne viss ir atkarīgs no Komisijas, jo dalībvalstis arī spēlē svarīgu lomu šajā procesā. Bet es gribētu aicināt izdarīt visu, kas ir Komisijas spēkos, lai pozitīvas izmaiņas tomēr notiktu. Un, godātais komisāra kungs, ja jūs tiešām kavējat sēdes Eiropas Parlamentā, varbūt jums ir vērts padomāt, kā aiziet no šī posteņa, demisionēt, ja šis darbs un šīs debates jums nav interesantas.

 
  
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  Ангел Джамбазки (ECR). – Уважаема г-жо Председател, уважаеми г-н Комисар, уважаеми колеги, за съжаление проблемът с уреждането на резултати за спортни срещи е широко разпространен не само на нашия континент, но и далеч отвъд него. Заедно с допинга той се нарежда като един от най-сериозните проблеми на нашето време. Според данни на Интерпол само за периода от една година между юни 2012 г. и май 2013 г. е имало данни за уредени резултати в 70 държави, и то само в сферата на футбола.

Международната футболна асоциация представи данни, според които организираната престъпност печели над 13 милиарда евро от този тип дейност, и го разглежда като по-безопасната алтернатива на търговията с наркотици, проституцията и трафика на хора. Според Интерпол спортните залагания привличат около един трилион евро годишно, като близо три четвърти от тази сума са заложени на футбола.

Въпреки че футболът и тенисът са най-често засегнатите спортове, в последните години за съжаление се наблюдават подобни практики и в бокса, баскетбола, хандбала и волейбола. Уреждането на спортни резултати подкопава доверието в спорта и може сериозно да накърни спортните ценности.

Смятам, че Конвенцията на Съвета на Европа относно манипулирането на спортни състезания има потенциала да се превърне в един от важните, ако не един от най-важните документи и инструменти в тази сфера. За тази цел обаче трябва да се предприемат мерки за нейното подписване и ратифициране от страните членки. Смятам, че трябва да се положат усилия за преодоляването на съществуващите спънки по нейното ратифициране, за да се борим ефективно с тази вредна практика, а не просто да четем декларации.

 
  
  

PRZEWODNICTWO: RYSZARD CZARNECKI
Wiceprzewodniczący

 
  
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  Ivan Jakovčić (ALDE). – Gospodine predsjedniče, otkada je natjecanja – otada je i namještanja rezultata. A pogotovo je namještanja rezultata otkada se počelo s klađenjem. Ali, to je počelo još u antičko doba. Dakle, namještanje rezultata postoji još od antičkih olimpijada. Otada do danas čovječanstvo nije uspjelo riješiti taj problem. A kako ćemo ga riješiti danas, kada se vrti toliko novca u tom prljavom poslu? Nisam siguran da ćemo to jednostavno riješiti i možda će to potrajati još nekoliko stotina ili tisuća godina.

Naime, danas je evidentno da imamo još uvijek prisutnih niz skandala u sportovima koje svi volimo. Naravno da će svatko od nas spomenuti nogomet. Neću nikada zaboraviti jednu utakmicu koja je bila 1982. godine između tadašnje Zapadne njemačke i Austrije kada su se namještanjem rezultata te dvije države, te dvije reprezentacije, ustvari dogovorile da na taj način spriječe Alžir da bi išao dalje u svjetskom natjecanju. Navijač Njemačke je palio njemačku zastavu, Alžirci su bacali novac u teren i pokazivali što misle o takvom namještanju rezultata.

Već je poznato na US Openu u tenisu ili na Australian Cupu. Poznat je jedan dobar primjer, primjer tenisača Novaka Đokovića koji kada mu je ponuđen novac da namjesti jedan teniski rezultat to prijavio poreznim organima, prijavio je policiji i pokazao da postoji i fair play u sportu, da postoje oni koji ne žele pod svaku cijenu novac i da nisu podmitljivi i takvih na sreću u odnosu i na ove lopove s kojima se borimo ima isto tako jako puno.

Međutim, nemojmo zaboraviti da je pitanje namještanja rezultata u raznim sportovima od vrha, kao što sam rekao od reprezentacija, od Bundeslige, od Premiershipa, od svih velikih liga svjetskoga nogometa do onih najmanjih, do onih malih liga koje se igraju, da tako kažem, u pojedinim malim regijama unutar Europske unije ili svijetu. Svugdje postoje namještanja rezultata. A da ne kažem da je bilo i stravičnih situacija – poznato je kada su tri libanonska suca svojedobno bila osuđena jer su tražili seksualne usluge za svoje namještanje rezultata u nogometu. I toga je bilo.

Dakle, ono što sam htio ovim govorom naprosto naglasiti je da imamo pred sobom jednu veliku neman koju neće biti lako obuzdati i uvjeren sam da naša poruka mladima i naša poruka navijačima mora biti ista. Mi želimo koliko god je moguće smanjiti to zlo, a naravno preduvjeti su za to angažman Europske komisije, angažman država članica, potpisivanje konvencije Vijeća Europe i vjerodostojnost u svemu tome.

 
  
 

President. Thank you Mr Jakovčić, I also remember this Austria v. Germany match very well. It was a great scandal, yes it is true.

 
  
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  Seán Kelly (PPE). – Go raibh maith agat a Uachtaráin, fáilte romhat, a Choimisinéir, déarfainn go raibh cuid de na feisirí beagáinín ródhian ort. Is féidir le gach duine a bheith déanach, agus gan dabht tá leithscéal maith agat. Ach, fáilte romhat. Tá a fhios agam go bhfuil fíorshuim agat i gcúrsaí spóirt agus sin é an rud is tábhachtaí. Gan dabht, freisin, bíonn caimiléireacht ag baint le gach gné de ghníomhaíochtaí an chine daonna, agus tá sé ag éirí níos measa de réir dealraimh, i gcúrsaí spóirt agus sin é an fáth go bhfuil an díospóireacht seo againn um thráthnóna agus go bhfuil gá rud éigin a dhéanamh faoi, más féidir linn.

Madam President, the Lisbon Treaty has given us certain competences in sport, and we would like to put emphasis on promoting sport. Sports week is a good example of that, and I compliment the Commission and everyone involved in trying to promote it. But there is the downside, which we are discussing now, especially in relation to match-fixing. It came as a surprise to me, and maybe to my colleagues too, when we had the Sport Intergroup meeting here a couple of months back dealing with this issue, when tennis was seen as the game there was most afflicted by this.

In some respects it is not surprising because it is much easier to fix a match involving two people then involving 22, as would be the case in a soccer match. But the same time, there is a good image of tennis, and of course we must look at the reasons, and in some respects of course it is easier to fix it. If I was playing Jim Nicholson in tennis and he was clearly a better player than me, he could allow me to win and take a package. But of course he would not do that.

But you can see the point I am making and for that reason, I think there is a need for rules, especially in relation to banning gambling on games you are involved in yourself, on games involving minors and on what I call in-play betting. All those things have to be looked at. There is also need for proper governance, and I think we should ask the forthcoming Maltese Presidency of the Council to try and look at this so that we can get the convention adopted. That would be a good help.

We have to have, of course, codes of conduct, and we do not have to look much further than recently, when in the middle of the Olympics, rather strangely, referees were stood down by the boxing authorities. Now that is rather strange, but it just shows you again that there was a lot of controversy prior to that regarding the results. There are all sorts of opportunities, not necessarily to fix matches but certainly to give wrong results, etc. We have a huge task ahead to try and come to grips with it, but at least today we trying to have a debate here in the European Parliament and then we can progress from there under the guidance of the Commissioner, I also look forward to seeing the Maltese Presidency, especially, doing something about it.

 
  
 

President. Thank you very much indeed Mr Kelly, one important explanation. Commissioner Navracsics was late because his flight from Brussels to Strasbourg was cancelled. I know about it very well because it is also my flight and, by the way the reason for my delay. Mr James Nicholson of the ECR, one and a half minutes, take the floor please. A potential tennis partner for Sean Kelly.

 
  
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  James Nicholson (ECR). – Mr President, I think as a Member of this Parliament for 27 years that is the first time I have ever been told that I can have so much speaking time. Even though it is on a Thursday afternoon I certainly enjoy it.

We are all rightly proud of the achievements of our athletes from across the different sporting codes and disciplines. I was delighted to join the thousands of others from Northern Ireland recently to watch our national football team play in the European championships with great honour. It was also a great pleasure also to watch the Olympic success of Team GB this summer who were quite astonishing from my point of view.

However, all too often we see the bodies purportedly governing sports and others tarnish the integrity and reputation of their sport through various forms of corruption. I wish the newly-elected President of UEFA well, and I certainly hope his appointment sets football’s governing bodies back on the right direction after recent controversies.

Match-fixing, wherever it may be found, is a blight on our sporting communities, as has already been outlined here this afternoon. In Europe and across the world and at every level, action must be taken to root it out. For the sake of the future of sport, all corruption, including match-fixing, must be tackled in the strongest and most measured way possible. I am therefore supportive of the Council of Europe Convention on the Manipulation of Sports Competitions.

The Commission should take a consistent and fair approach to all Member States in relation to this. I also agree with colleagues that any review of this should call the Commission to embed such principles into the funding criteria for any programme related to sport.

We should also note the good work that has been done in tackling this by the sporting bodies themselves. I certainly welcome the initiatives of the rugby world such as Keep Rugby Onside and the integrity programmes, which have been widely praised by authorities such as the UK’s Gambling Commission. I did not make the three minutes but I did my best to get there, but anything I have left I am sure Ms Tomašić can use up!

 
  
 

President. Mr Nicholson, thank you and, by the way, congratulations on the very good result of your national team during Euro 2016. It was one of the biggest surprises during this championship, and congratulations to you personally on your one-and-a-half minute speech!

 
  
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  Ruža Tomašić (ECR). – Mr President, thank you, but I told my colleague that he can have my minute because I am only going to speak for about 40 seconds, so we divided this up well!

Gospodine predsjedniče, namještanje utakmica, od najniže do najviše lige, pogotovo u nogometu, traje desetljećima. O tome se uvijek pričalo. Netko ponekad prijavi, bude istraga i u većini je slučajeva sve zataškano. Zašto? Zato što oni koji namještaju utakmice imaju zaštitu u svojim vladama. Koliko znam, većina vlada država članica EU-a ne troše previše ni vremena, a ni novca da promoviraju sport i takmičenja kao nešto zdravo, pošteno, fer i da to bude dobar primjer za mlade.

Kada bi bilo političke volje, match fixing mafia bi se brzo razbila, a sport bi se vratio tamo gdje mu je mjesto, a to je zdravo, pošteno, fer natjecanje.

 
  
 

Catch-the-eye procedure

 
  
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  Karol Karski (ECR). – Panie Przewodniczący! W sytuacji, w której mamy do czynienia z działalnością międzynarodowych organizacji sportowych oraz organizacją wielkich wydarzeń sportowych, stykamy się też z takimi wydarzeniami i sytuacjami, gdy organizacja sportowa jako jeden z warunków przeprowadzenia imprezy w danym kraju czy przyznania imprez danemu krajowi stawia warunek określonej zmiany prawa wewnętrznego tego kraju tak, że prawo danego kraju staje się towarem, jednym z towarów, który jest oferowany. Zmienia się tutaj warunki, na jakich taka organizacja może w danym państwie funkcjonować, zmienia się także zasady finansowe, przyznając czasem nieuzasadnione przywileje finansowe.

W związku z tym chciałbym zasygnalizować ten problem i poprosić o rozważenie, czy Komisja Europejska nie mogłaby monitorować takich sytuacji, aby nie dochodziło do takiego nieuzasadnionego dumpingu poprzez, z jednej strony, wymuszanie określonych przywilejów w państwach goszczących imprezy sportowe, a po drugie, poprzez oferowanie tego typu dumpingowych warunków.

 
  
 

(Koniec pytań z sali)

 
  
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  Tibor Navracsics, Member of the Commission. – Mr President, let me remind you about the history of the ratification of the Convention, which was declared open for signature in September 2014. The proposal for the signature by the EU of the Convention has been one of the priorities of the new Commission, and a matter of particular importance to me.

On 2 March 2015 the Commission submitted a proposal for the signing of the Convention on behalf of the EU. This proposal took the form of two Council decisions, one with regard to matters related to substantive criminal law and judicial cooperation in criminal matters, and one on other matters, such as cooperation between sports organisations, betting operators and state administrations.

Under the Latvian and Luxembourg Presidencies in 2015, discussions took place within the Council on these proposals for signature. While the contents of the proposals were agreed at Coreper in November 2015, the proposals were blocked as the Council requested confirmation of a common accord by all Member States before proceeding to a vote. This allows one Member State to continue blocking the process.

The Commission disagrees with this approach. The applicable procedure and voting is clear: the Treaty clearly stipulates qualified majority voting for this kind of Council decision. The Court of Justice has also confirmed in a recent judgment that the rules regarding the manner in which the EU institutions arrive at their decisions are laid down by the Treaties and are not at the disposal of the Member States or of the institutions themselves. However, this viewpoint was not shared during the discussions in Coreper in November 2014 when the Presidency refused to proceed to a vote. This is a question which the Council and the Presidency must find a solution to. Despite the efforts of the Dutch Presidency, they were unable to find a compromise which would enable a breakthrough.

The Commission regrets the current stalemate. The Commission is fully aware of the benefits of the Convention, and we would like it to enter into force as soon as possible. For the Convention to come into force, five signatories must ratify it and three of those five have to be Council of Europe Members. To date, there are two such ratifications. If there is no agreement in the Council, the Convention will enter into force without the EU and most EU Member States being on board. That would be a regrettable situation.

Given the nature of the Convention, which links matters of national competence with EU competence, including exclusive EU competence, the Commission considers that a coordinated approach to the signature and ratification of the Convention by Member States remains necessary in accordance with the principle of sincere cooperation.

The Commission adds its voice to the call by the honourable Member for all parties to continue to seek a solution. The Commission, for its part, will continue its efforts to convince all Member States to support the signature and ratification process. We will use all opportunities to underline the importance of EU participation in this Convention.

We fully support the Convention as a valuable tool in the fight against match-fixing. For the states that choose to ratify it, it will be the first legally binding international tool to fight match-fixing – representing a solid basis for ensuring pan-European coordination and cooperation in the fight against match-fixing.

The Commission needs your support in trying to find a breakthrough. I would like to thank you for the positive contributions you made during the debate. It is not an easy task to fight complex issues like match-fixing. The Convention is, indeed, an important tool but we must continue to look at match-fixing from all angles. In the Commission, colleagues dealing with sport, betting, organised crime and corruption will continue to work closely in this field. We will continue to finance projects to fight against match-fixing and to raise awareness about the problem.

There is also an EU-funded pilot project which supports four major activities, including one preparing Member States for the entry into force of the Convention. We count on your support to help the Council find a way to overcome the current stalemate and enable the Member States and the EU to sign and ratify the Convention as soon as possible.

 
  
 

President. Commissioner, thank you for your very interesting speech, and thank you also for today’s very interesting conversation about the history of my country. Your knowledge about it is extensive.

 
  
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  Dominique Bilde (ENF), par écrit. – Tennis, football, basket-ball, boxe: tant de sports sont salis par les mafias qui organisent des matches truqués pour s’enrichir. Récemment, Europol, l’office européen de police, révélait l’existence de la plus grande enquête de tous les temps sur des matches truqués présumés. Il soupçonne un réseau criminel, basé en Asie, avec des connexions en Europe, d’avoir truqué 380 matches de football joués entre 2008 et 2011, à travers 15 pays.

Au départ, si la plupart des grandes organisations criminelles de la planète ont mis le nez dans les paris sportifs, c’est pour blanchir l’argent de la drogue, de la vente d’armes ou de la prostitution. Le monde du crime sait que pour rendre l’argent propre, il faut accepter de perdre 30 à 40% de son argent sale. Le blanchir par les paris sportifs permet de réduire les risques.

Il est nécessaire pour les États membres de l’UE participer à la mise en place du système de suivi et au développement de la coopération opérationnelle dans le cadre de la convention dès son entrée en vigueur. Pour ces raisons, pour l’esprit du sport, ratifions et signons les textes permettant de lutter contre le fléau des paris truqués dans les meilleurs délais.

 
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