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Debates
Pirmdiena, 2017. gada 15. maijs - Strasbūra Pārskatītā redakcija

2. Priekšsēdētāja paziņojums
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  Presidente. – Prima di dare la parola agli onorevoli colleghi che l'hanno chiesta per point of order, voglio ricordarvi che oggi celebriamo la Giornata internazionale della famiglia. Questa ricorrenza, istituita nel 1993 dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite, vuole essere l'occasione per promuovere una maggiore sensibilità circa le questioni sociali, economiche e demografiche che riguardano la famiglia.

La famiglia è il nucleo di base della nostra organizzazione sociale, ad essa è affidato, insieme alla scuola, il ruolo fondamentale di formazione dei nostri giovani e della trasmissione dei valori su cui si fonda il nostro vivere comune. Questo Parlamento è sempre stato al fianco della famiglia, in particolare abbiamo sempre sostenuto con forza l'importanza di garantire un maggiore equilibrio tra la famiglia e il lavoro.

In questa giornata, voglio sottolineare che continueremo ad impegnarci con convinzione su questa strada.

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  Peter Lundgren (EFDD). – Mr President, I would like to make a point of order under Rule 11 on an event that took place on 27 April in Brussels outside the plenary. It was a demonstration by one of our Swedish colleagues, Ms Marita Ulvskog, who showed her solidarity with a Palestinian terrorist, Marwan Barghouti. This is a man who has been convicted of three terrorist attacks in which five people were murdered, including a mother of two children, and also of attempted murder, membership of a terrorist organisation and conspiring to commit a crime. He was acquitted of 33 other murders with which he had been charged through lack of evidence. In this House we cannot accept shows of solidarity with convicted terrorists. I demand that you, Mr Tajani, as the President of the European Parliament, take your responsibility seriously and look into this matter.

 
  
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  Rosa D'Amato (EFDD). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rivolgo a Lei e ai colleghi in Aula per denunciare che il Consiglio e ben sette paesi dell'Unione europea stanno di fatto bloccando gli aiuti alle zone terremotate dell'Italia centrale. Si tratta di una proposta che permetterebbe il cofinanziamento al cento per cento della ricostruzione delle zone terremotate.

Ricordo a tutti i colleghi che, a sette mesi dal disastro, la maggior parte dei cittadini vive ancora nelle tende e non ha nemmeno la parvenza di una vita normale. Questi sono i momenti in cui dobbiamo dimostrare che l'Unione europea vuole realmente cambiare e quindi mostrare la solidarietà dell'Unione europea.

Fate presto, bisogna ricostruire subito!

 
  
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  Presidente. – Il relatore naturalmente difenderà la posizione del Parlamento in occasione del trilogo, visto che la posizione del Parlamento è stata su questa vicenda molto chiara, quindi riferirò la Sua posizione al relatore, ma credo che la sappia già molto bene. Comunque, è interesse del Parlamento tutelare la decisione adottata già dal Parlamento su questo argomento.

 
  
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  James Carver (EFDD). – Mr President, on 14 February, in this very Chamber, Mr Papadakis, one of the Non-Attached Members of this Parliament, referred to Israel as a terrorist state during a foreign affairs debate. I objected to that at the time and understand it was referred to the Bureau. I will be writing to you personally, Mr President, asking why no action has been taken.

 
  
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  Presidente. – Voglio essere molto chiaro su questo argomento e su altri argomenti. Non intendo soffocare i dibattiti politici all'interno di questo Parlamento, se per ogni intervento sul quale non si è d'accordo si chiedono sanzioni, a meno che non siano dichiarazioni che violino i principi dell'Unione europea, rischiamo di trasformare il Parlamento in una sorta di censura. Non intendo assolutamente soffocare il dibattito. Si può essere d'accordo o non essere d'accordo, ma se per ogni intervento durante il quale si censura uno Stato, si attacca uno Stato o si criticano delle persone finché non ci sono estremi di violenza, ma si tratta soltanto di attacchi politici, non credo sia giusto intervenire con sanzioni, perché questo discorso vale per una parte e per l'altra, su qualsiasi argomento.

Sono intervenuto quando sono state dette frasi volgari nei confronti di altri colleghi o frasi inaccettabili perché violavano i valori dell'Unione europea, ma per il resto credo non sia giusto intervenire con delle sanzioni. Me ne assumo tutte le responsabilità, essendo mia responsabilità quella di infliggere sanzioni.

 
  
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  Λευτέρης Χριστοφόρου ( PPE). – Κύριε Πρόεδρε, οφείλω να καταγγείλω ότι δύο χώρες μέλη της Ευρωπαϊκής Ένωσης, η Ελλάδα και η Κύπρος, υφίστανται, αυτή τη στιγμή που μιλάμε, την επιθετική και επεκτατική απειλή της Τουρκίας, η οποία παραβιάζει τόσο τα χωρικά τους ύδατα όσο και τις αποκλειστικές οικονομικές ζώνες, επιβάλλοντας και ναυτικούς αποκλεισμούς σε χώρες μέλη της Ευρωπαϊκής Ένωσης. Δεν φτάνει μόνο αυτό, κύριε Πρόεδρε, αλλά η Τουρκία προχώρησε και σε απειλές ενάντια σε ευρωπαϊκές εταιρείες, όπως είναι η ENI και η Total, για την ανόρυξη φυσικού αερίου στην περιοχή. Για μας δεν δοκιμάζονται μόνον αυτές οι δύο χώρες. Δοκιμάζεται και η αξιοπιστία της Ευρωπαϊκής Ένωσης. Παραβιάζονται κυριαρχικά δικαιώματα, όχι μόνο των χωρών αυτών, αλλά και της ίδιας της Ευρωπαϊκής Ένωσης και θεωρώ ότι οφείλουμε να πράξουμε, και να πράξετε, ό,τι θα κάναμε εδώ στο Ευρωπαϊκό Κοινοβούλιο, αλλά και ως Ευρωπαϊκή Ένωση εάν απειλούνταν οποιαδήποτε άλλη χώρα από τα είκοσι επτά κράτη μέλη της Ευρωπαϊκής Ένωσης. Πιστεύω ότι δεν μπορεί μια χώρα να θεωρείται υποψήφια ένταξης στην Ευρωπαϊκή Ένωση - μέχρι και χθες η κυρία Mogherini δέχθηκε τον κύριο Τσελίκ με αιτήματα από την Τουρκία - και την ίδια στιγμή να προσβάλλει και να προκαλεί αρχές και αξίες της Ευρωπαϊκής Ένωσης. Είναι επικίνδυνη αυτή η πρακτική της Τουρκίας, δημιουργεί κινδύνους στην Ανατολική Μεσόγειο και, το σημαντικότερο και το κυριότερο, προσβάλλει και προκαλεί χώρες μέλη της Ευρωπαϊκής Ένωσης. Γι’ αυτόν τον λόγο ζητούμε την αλληλεγγύη, τον σεβασμό αρχών και αξιών και τη λήψη μέτρων ενάντια σε μια χώρα που προκαλεί αστάθεια στην περιοχή, που προσβάλλει τις αρχές της Ευρωπαϊκής Ένωσης και ταυτόχρονα ζητά βοήθεια και στήριξη από την Ευρωπαϊκή Ένωση.

 
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