Torna al portale Europarl

Choisissez la langue de votre document :

  • bg - български
  • es - español
  • cs - čeština
  • da - dansk
  • de - Deutsch
  • et - eesti keel
  • el - ελληνικά
  • en - English
  • fr - français
  • ga - Gaeilge
  • hr - hrvatski
  • it - italiano (selezionato)
  • lv - latviešu valoda
  • lt - lietuvių kalba
  • hu - magyar
  • mt - Malti
  • nl - Nederlands
  • pl - polski
  • pt - português
  • ro - română
  • sk - slovenčina
  • sl - slovenščina
  • fi - suomi
  • sv - svenska
 Indice 
 Testo integrale 
Discussioni
Lunedì 12 giugno 2017 - Strasburgo Edizione rivista

Stato degli stock ittici e situazione socio-economica del settore della pesca nel Mediterraneo (discussione)
MPphoto
 

  Nicola Caputo (S&D). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, il livello complessivo delle risorse ittiche pescate in eccedenza nel Mediterraneo è considerato doppio rispetto al livello del massimo rendimento sostenibile. Ma il Mar Mediterraneo è soggetto anche ad altre minacce, quali l'inquinamento, il traffico marittimo, il cambiamento climatico e l'estrazione di petrolio e gas. Il Mediterraneo va protetto attraverso una gestione pluriennale delle risorse in modo sostenibile, con attrezzi di pesca più selettivi, il rispetto della taglia minima, un maggior controllo sull'attività di pesca illegale e, ove e se gli studi scientifici lo richiedono, anche il fermo biologico.

Nello stesso tempo, però, va garantito ai pescatori europei un reddito dignitoso. Gli Stati membri dovrebbero creare un fondo di compensazione del reddito stabile proprio per coprire i periodi di blocco della pesca. La mancanza di un quadro normativo comune per le flotte dell'Unione europea e dei paesi terzi che operano nel Mediterraneo provoca una concorrenza sleale a scapito dei nostri pescatori. Va dunque assolutamente favorita una maggiore cooperazione con i paesi terzi che si affacciano sul Mar Mediterraneo.

 
Avvertenza legale - Informativa sulla privacy