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Procedura : 2016/0298(NLE)
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Teksty złożone :

A8-0232/2017

Debaty :

PV 04/07/2017 - 18
CRE 04/07/2017 - 18

Głosowanie :

PV 05/07/2017 - 8.3
CRE 05/07/2017 - 8.3
Wyjaśnienia do głosowania

Teksty przyjęte :

P8_TA(2017)0296

Debaty
Wtorek, 4 lipca 2017 r. - Strasburg Wersja poprawiona

18. Zawarcie Umowy o dialogu politycznym i współpracy UE-Kuba (zalecenie) - Zawarcie Umowy o dialogu politycznym i współpracy UE-Kuba (rezolucja) (debata)
zapis wideo wystąpień
PV
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  Przewodniczący. – Kolejnym punktem porządku dnia jest wspólna debata nad:

– zaleceniem sporządzonym w imieniu Komisji Spraw Zagranicznych w sprawie projektu decyzji Rady w sprawie zawarcia, w imieniu Unii, Umowy o dialogu politycznym i współpracy między Unią Europejską i jej państwami członkowskimi, z jednej strony, a Republiką Kuby, z drugiej strony (12502/2016 - C8-0517/2016 - 2016/0298(NLE)) (sprawozdawca: Elena Valenciano) (A8-0232/2017) oraz

– sprawozdaniem sporządzonym przez Elenę Valenciano w imieniu Komisji Spraw Zagranicznych zawierającym projekt rezolucji nieustawodawczej w sprawie projektu decyzji Rady w sprawie zawarcia, w imieniu Unii Europejskiej, Umowy o dialogu politycznym i współpracy między Unią Europejską i jej państwami członkowskimi, z jednej strony, a Republiką Kuby, z drugiej strony (2017/2036(INI)) (A8-0233/2017).

 
  
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  Elena Valenciano, ponente. – Señor presidente, quisiera comenzar agradeciendo al Consejo la decisión de 2014 de dar instrucciones al Servicio Europeo de Acción Exterior para iniciar negociaciones que culminaran en un acuerdo con Cuba. Europa se había autolimitado en sus relaciones con la isla, en diciembre de 1996, con la llamada Posición Común. La Unión Europea en realidad se autoimpuso un bloqueo para esa relación, pero realmente aislar a Cuba no era una buena decisión.

En el plazo de dos años se ha trabajado y se ha concluido una negociación modélica y, en diciembre de 2016, se firmó el Acuerdo de Diálogo Político y de Cooperación entre la Unión Europea y sus Estados miembros y Cuba.

La señora alta representante merece el reconocimiento de este Parlamento por haber promovido el cambio de decisión, por haber impulsado este Acuerdo y por haber dirigido políticamente la negociación.

Vamos a conseguir cerrar, en parte, el mapa de las relaciones políticas entre la Unión Europea y América Latina y el Caribe.

Cuba deja con este Acuerdo de ser la excepción, y creo que esa es una buena noticia. Así se suma al resto de naciones latinoamericanas y caribeñas con las que la Unión Europea va a cooperar.

También quiero felicitar a Cuba por este paso. De la eficaz negociación que se ha producido, ha resultado un Acuerdo político internacional tan adecuado como sofisticado y a la altura de las necesidades de una relación que será compleja, seguramente, y muy sensible.

Es un Acuerdo modélico del que hay mucho que destacar. Pido al Parlamento que mañana conceda su aprobación a este Acuerdo de diálogo político con Cuba, como ha hecho nuestra Comisión de Desarrollo, por unanimidad; como ha hecho nuestra Comisión de Comercio Exterior, prácticamente por unanimidad; como ha hecho la Comisión de Asuntos Exteriores de nuestra Cámara por una amplísima mayoría.

Las tres comisiones han trabajado mucho y también me han dado mucho trabajo, pero creo que el resultado es bueno. Los grupos decidieron también tramitar una Resolución; yo presenté un texto, que creo que era equilibrado, y lo difícil vino después.

Compromiso tras compromiso, hemos destilado las posiciones mayoritarias de este Parlamento y acepto reconocer que tengo que agradecer a todos mis colegas que hayan aceptado mis límites.

Hemos decidido no plantear exigencias, sino objetivos políticos para el diálogo. No ponemos condiciones, sino que establecemos retos a una cooperación política que ahora se inicia, y siempre desde el respeto a la soberanía y a la independencia de Cuba.

Aun así, prefiero que miren más al Acuerdo que a la Resolución: les invito a conocerlo con detalle, merece la pena. Me gustaría que todos los acuerdos que firme de ahora en adelante la Unión Europea fueran tan claros y tan bien estructurados como este, y también que estuviera tan claro el modo en el que la Unión Europea y la contraparte van a trabajar en materia de derechos humanos —por cierto, un diálogo sobre derechos humanos que está siendo muy positivo, como ha asegurado aquí, en el Parlamento, el representante especial de la Unión Europea para los Derechos Humanos, el señor Lambrinidis, cuya tarea es siempre excelente— .

Con el Acuerdo ganaremos todos: Cuba y nosotros. No tengo duda alguna de que a la Unión le interesa cooperar con la isla. Así lo han demostrado los países centrales de la Unión en estos últimos dos años: el presidente de la República francesa, el vicecanciller alemán... todos han viajado a Cuba con el mismo objetivo y, próximamente, lo harán el presidente del Gobierno de España y el rey de España, que preparan visitas oficiales para los próximos meses.

Nos ha interesado siempre la relación con Cuba. Todos los Estados miembros prácticamente tenían acuerdos bilaterales firmados con la isla, a pesar de la Posición Común, y en estos años la Unión Europea se ha colocado como primer cliente y primer proveedor de la isla.

Para mí ha sido una gran responsabilidad ser ponente en este importantísimo paso que Cuba y la Unión Europea están dando. Europa tiene la gran oportunidad de demostrar a los Estados Unidos, que pretenden retroceder, que es posible mantener el máximo nivel de exigencia con el máximo nivel de cumplimiento también.

 
  
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  Federica Mogherini, vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza. – Signor Presidente, onorevoli deputati, vorrei innanzitutto ringraziare Elena Valenciano, ma anche tutti i membri di questo Parlamento, per un eccellente lavoro fatto in accompagnamento a questi due anni, due anni e mezzo, di negoziato, che sono stati difficili, importanti, coraggiosi, da parte nostra e da parte della nostra controparte cubana, e che ci hanno portato oggi, con il voto di domani, a un passaggio molto importante.

Condivido con Elena Valenciano la valutazione sul fatto che il segnale politico, direi quasi il segnale culturale, di questo passaggio è estremamente importante, non soltanto per i rapporti tra l'Unione europea e l'isola, ma anche come segno forte di un impegno totale dell'Unione europea nella nostra partnership con l'America latina tutta e il Caribe.

È un impegno che si concretizza in molti aspetti, con relazioni bilaterali con paesi molto diversi tra loro: a volte facciamo l'errore di pensare che l'America latina e il Caribe siano un unico blocco coerente, mentre ci sono situazioni estremamente diverse. La forza dell'Europa, la forza dell'Unione europea – credo che in quest'Aula lo sappiate molto bene – sta nel fatto di riuscire a costruire rapporti di impegno, di dialogo e anche di cooperazione e di partenariato, in alcuni casi, con tutta l'America latina e il Caribe, in un senso e in uno spirito di franchezza, di amicizia aperta, anche affrontando i temi difficili con un senso di cooperazione che deriva da legami molto forti: legami culturali, legami storici, legami anche economici e politici, in alcuni casi, che l'Europa ha sempre mantenuto, incluso con Cuba.

Sono stati due anni di percorso coraggioso, esemplare, come diceva Elena Valenciano, in alcuni casi, che hanno testimoniato di un impegno vero dell'Unione europea per il dialogo. Abbiamo compiuto una parte di questo percorso insieme all'Amministrazione americana, in parallelo. Credo che sia ancora più fondamentale, oggi che a Washington alcuni investono più in un cambio di passo, di nuovo, riaffermare che l'Unione europea non cambia idea, non cambia il corso della propria politica e procede in modo coraggioso, aperto, senza tabù, convintamente sulla strada dell'impegno, del dialogo, della cooperazione con Cuba e con tutti i cubani.

Perché la nostra amicizia, il nostro accordo ci consentiranno di accompagnare tutta l'isola, tutti i cittadini cubani, nel processo di modernizzazione sociale, economica e politica che è stato avviato dal 2008 dalle autorità dell'isola. Un processo che sicuramente sarà difficile, complesso, in cui l'Unione europea li potrà accompagnare non soltanto con il dialogo, ma anche con una competenza tecnica: in alcuni settori può essere estremamente utile. L'accordo non è soltanto un accordo di dialogo politico, ma è anche un accordo di cooperazione che apre la possibilità di lavorare insieme su molti settori fondamentali anche per l'Unione europea, dalla cooperazione sui temi globali nei forum internazionali alla cooperazione sui temi regionali. Non sottovalutiamo il ruolo che Cuba può avere nel contribuire a risolvere o a capire alcune delle crisi della regione che sono fondamentali anche per l'Unione europea – penso al Venezuela, primo tra tutti.

È un accordo che ci consente di avviare dialoghi e cooperazione settoriale in settori molto importanti, dalla protezione del patrimonio artistico, alla cooperazione culturale, all'energia, alle migrazioni, al settore dell'ambiente, della cooperazione scientifica e molti altri, compreso il dialogo sui diritti umani.

Elena Valenciano lo diceva molto bene: questo dialogo che abbiamo avviato e di cui so – il nostro Rappresentante speciale per i diritti umani, Stavros Lambrinidis, ha fatto rapporto a questo Parlamento – è possibile esattamente perché l'Unione europea ha voltato pagina, si è impegnata in un dialogo rispettoso, riconoscendo le differenze che ci sono in termini di sistema politico, anche di valori in alcuni casi, ma anche i punti di convergenza di alcuni valori.

Credo che questo dialogo aperto, franco, costruttivo e rispettoso possa essere una base estremamente utile, anche per questo Parlamento, nel momento in cui andiamo avanti con l'entrata in vigore provvisoria dell'accordo, con la ratifica da parte degli Stati membri, in un approccio estremamente pragmatico ma anche trasparente, che porta dei frutti. E credo che questo impegno, questo modo di impegnarci da pari a pari, senza avere lezioni da dare, ma mettendo a disposizione la nostra esperienza e affermando un'amicizia con il popolo cubano, innanzitutto, possa essere una strada utile da percorrere.

Vorrei ringraziare sinceramente non soltanto Elena Valenciano, ma anche tutti voi e le commissioni che sono state coinvolte in questo percorso, che so essere stato particolarmente intenso. Vorrei condividere con voi la soddisfazione che ho vissuto a dicembre dell'anno scorso, quando con il ministro degli Esteri cubano abbiamo firmato l'accordo a Bruxelles, con la chiara e netta sensazione di aver voltato una pagina storica.

Credo che sia fondamentale per la credibilità dell'Unione europea nella regione, ma anche nel mondo, che questo diventi il modo in cui affrontiamo situazioni che per anni sono state difficili: con rispetto, senza nasconderci i problemi che abbiamo e che continueremo ad avere, ma con la volontà ferma di lavorare per il dialogo, per l'apertura, per la cooperazione, per accompagnare il processo di modernizzazione che è stato avviato, con tutte le sue contraddizioni, con tutte le sue difficoltà, senza nascondercele, ma anche senza cadere costantemente in trappole di ideologia che appartengono al secolo passato. Non è questa l'Europa che i nostri cittadini ci chiedono di avere, e credo che insieme – Parlamento e istituzioni tutte – siamo riusciti ad offrire una bella pagina di impegno internazionale dell'Unione europea.

Vorrei anche ringraziare in questa occasione – poi farò delle conclusioni molto brevi – le nostre controparti cubane, che si sono impegnate con grande apertura, anche mentale, con grande sforzo negoziale nel corso di tutti questi anni di negoziato, con un grande senso di rispetto per le differenze e anche per le difficoltà, ma sempre cercando una soluzione. E credo che abbiano mostrato veramente una grande capacità di incontro. Mi viene qui da ricordare le parole che Papa Francesco ha usato nella sua ultima visita a Cuba, quando ha detto che l'isola può essere la capitale di un crocevia, di un ponte, di tanti mondi: nord, sud, est e ovest.

Credo che questo nostro accordo, il vostro voto di domani, renda in qualche modo onore a questa idea dell'isola come ponte con il quale l'Unione europea, l'Europa tutta, ha deciso di costruire un impegno.

 
  
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  Frank Engel, rapporteur pour avis de la commission du développement. – Monsieur le Président, en me limitant aux questions de développement, parce que tel a été mon rôle, je voudrais simplement dire que cet accord constitue certainement une bonne nouvelle. Il encadrera désormais utilement l’aide et le soutien que l’Union européenne fournit à la population cubaine.

Sur le plan du développement, nous nous focaliserons toujours sur les aspects de l’autosuffisance alimentaire, qui est essentielle, et de la production durable d’énergie, qui est un secteur d’avenir pour Cuba. Le seul écueil est que Cuba est dorénavant classée comme un pays à revenus intermédiaires élevés et que, dès lors, l’instrument de coopération au développement de l’Union européenne pourrait bientôt ne plus lui être applicable.

Il s’agira de tenir compte de cela quand nous réviserons cet instrument, car il serait dommage que l’effort de coopération que nous entretenons avec Cuba – une enveloppe de 50 millions d’euros jusqu’en 2020 – vienne simplement à s’arrêter parce que nous classons ce pays dans une catégorie de revenus spécifiques.

Pour terminer, je dirai encore que nous espérons tous qu’à travers plus d’échanges, également économiques, nous contribuerons graduellement mais efficacement à instiller des changements socio-économiques, sociaux et politiques à Cuba qui iront dans la direction de notre dialogue sur les droits de l’homme.

 
  
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  Luis de Grandes Pascual, en nombre del Grupo PPE. – Señor presidente, señora Mogherini, señorías, empezaré por decir que no tengo dudas, y mi Grupo tampoco, sobre la conveniencia y la oportunidad que representa que el Parlamento Europeo se pronuncie mañana en favor tanto del Acuerdo como de la Resolución que lo acompaña. Y no porque la Unión Europea se extralimitara en ningún momento con la Posición Común, sino para superar la parálisis de un régimen afortunadamente terminal.

La Unión Europea hace una apuesta valiente y los Estados Unidos también, en la esperanza de que se inicie un tiempo nuevo para las nuevas generaciones cubanas. Y nosotros, señorías, debemos acompañar ese esfuerzo.

Ha sido la Resolución el sitio adecuado para que el Parlamento Europeo se expresara con mayor libertad y el momento de los matices y las fórmulas de encuentro.

En la Resolución hemos puesto de relieve los compromisos que la República de Cuba está asumiendo con la Unión Europea y la responsabilidad y disposición de ambas partes a cumplir los términos del Acuerdo.

La Unión Europea insta al Gobierno cubano a alinear su política de derechos humanos con las normas internacionales definidas en las cartas, las declaraciones y los instrumentos internacionales de los que Cuba es signataria o debe serlo.

El papel de la Unión Europea es ayudar a la transición económica y política en Cuba, fomentando la evolución hacia normas democráticas y electorales que respeten los derechos básicos de todos los ciudadanos y que impulsen el comercio en la región, así como la cooperación económica.

Nuestro Grupo demanda a las autoridades cubanas que abran un proceso democrático que incluya el pleno respeto de los derechos humanos, la libertad de los medios de comunicación, el derecho de libre expresión, de reunión y asociación, y el acceso a la información en todas sus formas, y que culmine en unas elecciones libres.

Agradezco a la ponente en que, en la medida de lo posible, se abriera a la opinión de los demás, mediante compromisos que unen a muchos. La unanimidad no siempre es posible, pero hay coincidencia en temas importantes. Así hemos podido mejorar el informe inicial.

Confío en que este Acuerdo sirva para una Cuba mejor y, lo que es más importante, para la vida de los cubanos. Es una oportunidad que no podemos perder: el tren de la esperanza, señorías, pasa para el pueblo cubano y debe tomarlo. Esperamos, deseamos que todo esto conduzca inequívocamente a una democracia sin apellidos, basada en la voluntad del pueblo cubano expresada por todos, por los presos políticos y en la calle, para decidir sobre sus temas políticos, económicos, sociales y culturales, y que triunfe la libertad.

 
  
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  Pier Antonio Panzeri, a nome del gruppo S&D. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel ringraziare per l'ottimo lavoro svolto da Elena Valenciano, sottolineo che con questa risoluzione si scrive un nuovo capitolo della storia della relazione tra Cuba e l'Unione europea.

Non si tratta tuttavia del capitolo finale, in quanto il lavoro più importante prende il via proprio adesso, da questo testo. Il documento di cui discutiamo oggi deve essere assunto come un punto di partenza per approfondire il dialogo e la cooperazione con l'isola, anche per quanto riguarda i diritti umani. È necessario che Cuba si adoperi per eliminare le numerose e varie forme di discriminazione che ancora affliggono la sua società e che non permettono il rispetto dei principi fondamentali dell'uomo. È imprescindibile che questo paese aumenti il ritmo della sua corsa verso l'adempimento di questi diritti, e siamo convinti che l'accordo potrà essere utile a tutto questo e che potrà offrire ai suoi cittadini le condizioni per una vita più dignitosa.

È opportuno anche che l'Unione europea individui strumenti efficaci nella misurazione dei parametri per la buona implementazione degli accordi tra Europa e Cuba. È compito di entrambi valutare i progressi, se vogliamo che Cuba possa compiere questo percorso importante e possa generare, come auspichiamo, buoni frutti.

 
  
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  Anders Primdahl Vistisen, for ECR-Gruppen. – Hr. formand! Cuba er et land, som vi hverken har stor strategisk eller handelsmæssig interesse i fra EU’s side, og derfor bør en aftale som den indgåede kun gennemføres på den præmis, at den medfører signifikante fordele for den cubanske befolkning, der i årtier har levet under kommunistisk diktatur. Derfor er det vigtigste for ECR-Gruppen i denne sammenhæng, at de garantier og de aftaler, der er indgået på områderne for forbedring af menneskerettighederne, de individuelle rettigheder og arbejdsmarkedsrettigheder og særligt forholdet omkring religiøst og politisk forfulgte, bliver fulgt op af handling fra Kommissionens side. Ellers giver det ikke meget mening at indgå samarbejdsaftaler med kommunistiske diktaturstater, der ligger langt fra EU, og som vi i øvrigt ikke har nogen umiddelbare strategiske interesser i.

 
  
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  María Teresa Giménez Barbat, en nombre del Grupo ALDE. – Señor presidente, señorías, en el Grupo político ALDE mantenemos una postura firme sobre la situación de los derechos humanos en Cuba y, por ello, quisimos acompañar este voto de consentimiento con una Resolución donde expresar nuestras preocupaciones. Además, no podemos olvidar que la defensa y promoción de los derechos humanos es una de nuestras prioridades en política exterior.

En el marco de este Acuerdo, se han llevado a cabo diálogos sobre derechos humanos con Cuba y no se ha avanzado. Todavía, a día de hoy, el Gobierno cubano sigue reprimiendo el disenso y la crítica política; sigue teniendo prisioneros políticos y de conciencia —como el señor Cardet, líder del Movimiento Cristiano de Liberación— en sus cárceles, donde reciben un trato deplorable, o el caso de Daniel Llorente, opositor acusado de desorden público y resistencia, que ha sido encerrado en un psiquiátrico.

La libertad de movimiento todavía sigue siendo restringida: justo el mes pasado, impidieron viajar a Saily Navarro, Dama de Blanco, a quien habíamos invitado oficialmente a un evento en este Parlamento.

En el Acuerdo se establece una cláusula de suspensión para el caso de que se produzcan violaciones de derechos humanos. Este Parlamento y la Unión Europea no pueden pasar por alto la involución de libertades básicas en Cuba y, por ello, es su deber monitorizar la situación y el respeto a los derechos humanos en la isla.

Para terminar, quiero pedir prestadas unas palabras a la artista y activista cubana Tania Bruguera, quien en este Parlamento, con ocasión de ese mismo evento, dijo: «Espero que podamos ver a Cuba no solo como un lugar de inversión, sino también como un país donde los ciudadanos puedan ser libres». Comparto el mismo deseo y también espero que la Unión Europea no le dé la espalda a la sociedad civil cubana.

 
  
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  Javier Couso Permuy, en nombre del Grupo GUE/NGL. – Señor presidente, celebramos la próxima firma del Acuerdo de Diálogo Político y de Cooperación entre la Unión Europea y la República de Cuba, un acuerdo bilateral construido con un diálogo franco, respeto entre las partes, y abierto a todos los temas: así entendemos las relaciones internacionales.

Además, celebramos este Acuerdo porque supone el enterramiento definitivo de la infame Posición Común que promovió el «figurante de las Azores» tratando de emular, como una mala copia, la política de agresión que Estados Unidos ha sostenido contra Cuba para lograr un Gobierno sumiso a sus intereses.

Votaremos a favor de la Recomendación que concede la aprobación de este Acuerdo. Por contra, no haremos lo mismo con el informe de la propuesta de Resolución no legislativa. Hay que señalar —y es de justicia— que la primera versión que elaboró la ponente, la señora Valenciano, era equilibrada, era ponderada, y todos los grupos la hubiéramos podido suscribir. Pero como el diablo está en los detalles, determinados grupos han convertido este informe, que tiene cosas buenas, en algo que pervierte el Acuerdo, que parece una Resolución que examina a Cuba, que pretende tutelarla para llegar a una transición al gusto neoliberal.

Algunos en esta Cámara deberían aprender las lecciones de la historia: si por más de cincuenta años la mayor potencia no ha conseguido doblegar a una isla pequeña en población, pero grande en dignidad y soberanía, poco podrá hacer la versión del disfraz blando que bebe, en el fondo, del extremismo de Miami.

 
  
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  Ernest Urtasun, en nombre del Grupo Verts/ALE. – Señor presidente, mañana es un día importante, vamos a validar el Acuerdo.

En primer lugar, quiero agradecer al Servicio Exterior y a la alta representante por la celeridad y el buen hacer de estas negociaciones. Creo que ha sido un éxito diplomático que es sobre todo suyo, señora Mogherini. Así que muchísimas gracias y felicidades. También deseo felicitar a la ponente por un buen trabajo.

Como ha dicho la alta representante, pasamos página de la historia. Abrimos una nueva etapa y mañana empezamos a andar en un nuevo camino.

Lo único que tengo que lamentar es que algunos grupos de esta Cámara en el texto de la Resolución nos hayan metido elementos que son más propios del pasado, de la Posición Común, que del futuro. Y la Posición Común no fue una buena herramienta en relación con la isla: fue torpe, fue ineficaz, fue dogmática y, afortunadamente, la hemos dejado atrás.

Y la alta representante lo ha dicho: el nuevo contexto con la Administración Trump plantea interrogantes, y es aquí donde la Unión Europea tiene que hacerse fuerte y tiene que apuntalar el nuevo escenario que abrió el presidente Obama y que ahora tenemos la responsabilidad de ayudar a seguir impulsando.

 
  
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  Ignazio Corrao, en nombre del Grupo EFDD. – Señor presidente, hay pocas veces en estos años que, como eurodiputado, me sentí orgulloso de esta Unión Europea. El Acuerdo de Diálogo Político y de Cooperación entre la Unión Europea y Cuba hoy me hace un ciudadano europeo orgulloso. Agricultura sostenible, seguridad alimentaria, apoyo para el mejor uso de los recursos naturales, vitales para el desarrollo sostenible, y la apuesta por la modernización económica y social inclusiva: esto es música para nuestros oídos y para el bienestar de nuestra alma y de la conciencia humana.

Espero que este Acuerdo represente para Cuba un paso firme hacia la conquista de sus plenos derechos, como pueblo soberano, y de las libertades civiles y democráticas. Además, es oportuno señalar el camino que ha conducido a este Acuerdo: la voluntad de tener un encuentro de diálogo respetuoso, fundado sobre la soberanía y la independencia de Cuba y la de la Unión Europea.

La Resolución que se votará no solo representa un acuerdo de cooperación para el desarrollo y el diálogo político entre Europa y Cuba, sino que representa un modelo ejemplar para ser replicado en otras realidades y por todos los países en desarrollo del mundo.

 
  
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  Κωνσταντίνος Παπαδάκης (NI). – Κύριε Πρόεδρε, το απαράδεκτο ψήφισμα που προωθεί η Ευρωπαϊκή Ένωση και το Ευρωκοινοβούλιο αποτελεί οργανωμένο σχέδιο διείσδυσης των ευρωπαϊκών μονοπωλίων και συγκρότησης αντιδραστικών μηχανισμών μη κυβερνητικών οργανώσεων στην Κούβα. Τόσο το εμπάργκο των Ηνωμένων Πολιτειών όσο και οι επεμβάσεις της Ευρωπαϊκής Ένωσης στρέφονται κατά του κουβανικού λαού.

Η Ευρωπαϊκή Ένωση και οι κυβερνήσεις της των ιμπεριαλιστικών πολέμων και επεμβάσεων, των 20 εκατομμυρίων επίσημα ανέργων και των δεκάδων εκατομμυρίων που ζουν κάτω από τα όρια της φτώχειας κουνούν το δάχτυλο περί ανθρωπίνων δικαιωμάτων στον κουβανικό λαό που για δεκαετίες εξάλειψε την ανεργία και εξέφρασε την αναγκαιότητα της κατάργησης της εκμετάλλευσης ανθρώπου από άνθρωπο. Σε μια χώρα που, παρά τις κυρώσεις, είχε επιτεύγματα άπιαστα για τις καπιταλιστικές χώρες της Λατινικής Αμερικής και της Καραϊβικής.

Καταδικάζουμε τον πολύχρονο αποκλεισμό του αμερικανικού ιμπεριαλισμού και τις επεμβάσεις της Ευρωπαϊκής Ένωσης κατά της Κούβας. Στεκόμαστε αποφασιστικά στο πλευρό του κουβανικού λαού και εκφράζουμε την αλληλεγγύη μας στην κουβανική επανάσταση.

 
  
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  José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra (PPE). – Señor presidente, señora alta representante, señorías, mañana el Parlamento otorgará, por una amplia mayoría, su aprobación al Acuerdo de Diálogo Político y de Cooperación con Cuba. El Parlamento ha querido que a esta aprobación la acompañe una Resolución.

No deja de sorprender que algunos grupos políticos se hayan opuesto a esta Resolución, pero sorprende más todavía que aquellos grupos políticos que han defendido incondicionalmente al Gobierno de Cuba sean los que, en una pirueta difícilmente justificable, se opongan al acuerdo con Canadá.

Resulta muy difícil desde una perspectiva de defensa de la libertad, en la que se sitúa siempre este Parlamento, que se oponga uno a una Resolución que solamente tiene tres constataciones: primero, que, en una jerarquía de valores, la Unión Europea basa sus acuerdos en una cláusula democrática, en este caso como en el resto de los casos. En segundo lugar, la situación en la que vive la disidencia, los pacíficos disidentes, periodistas independientes y defensores de los derechos humanos; y tercero, una Resolución que recuerda a los valerosos cubanos que fueron galardonados con el Premio Sájarov: Guillermo Fariñas, las Damas de Blanco y, desde luego, Oswaldo Payá, cuyas palabras resuenan en este hemiciclo, diciendo que no tenía odio en el corazón, pero que no se le iba a dominar por el miedo.

Señora alta representante, se ha referido usted a las palabras del papa Francisco. Creo que uno de los diagnósticos más sagaces que se ha hecho sobre la situación de Cuba es el que hizo el papa Juan Pablo II: que el mundo se abra a Cuba y que Cuba se abra al mundo. La Unión Europea se está abriendo hoy a Cuba, pero, desgraciadamente, Cuba todavía no se ha abierto al mundo y, por eso, deseo, espero, y le pedimos que este Acuerdo sirva, por lo menos, para que el hostigamiento, la persecución y el encarcelamiento a la oposición cubana, finalicen.

 
  
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  Ramón Jáuregui Atondo (S&D). – Señor presidente, yo me sumo a las felicitaciones, señora Mogherini, señora Valenciano. Creo que es muy importante para la Unión Europea ocupar este espacio político que nos abre la puerta de la relación con Cuba. Por supuesto, es importante acabar con la Posición Común, que no dio resultados, y es sobre todo importante aprovechar lo que en geopolítica llamamos «el espacio que deja la Administración americana», que parece querer dar vuelta atrás a las posiciones de Obama.

Pero creo que también es importante para Cuba porque la democracia y los derechos humanos en Cuba —que yo creo que es un objetivo que tenemos todos— van a favorecerse con este Acuerdo. Porque esto va a ayudar a las fuerzas reformistas que hay en Cuba. Hay fuerzas reformistas, dentro del régimen y fuera de él, que van a aprovechar esta apertura y este Acuerdo para favorecer la democracia.

Hemos comprobado lo contrario: que la hostilidad refuerza el inmovilismo. Por eso es importante este Acuerdo y por eso hemos dado un paso justo e inteligente en esta ocasión.

 
  
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  Bas Belder (ECR). – De Cubaanse Commissie voor Mensenrechten en Nationale Verzoening meldde in januari 478, in februari 482, in maart 432, in april 475 en in mei 373 politiek gemotiveerde en arbitraire aanhoudingen. Veelzeggend genoeg klonken er van EU-zijde geen publieke protesten tegen deze vrijheidsbeperkingen. Een Europese veroordeling van het Castro-regime zou op basis van deze feiten passend, noodzakelijk en gerechtvaardigd zijn geweest. Door haar zwijgen legitimeert de EU de vrijheidsbeperking van Cubaanse dissidenten. Dat kan toch geenszins het doel zijn van de beoogde politieke dialoog tussen Brussel en Havana!

Van groot belang is ook de dominante invloed van het Cubaanse leger op ‘s lands economie. Graag verneem ik hoe de EU met dit evidente gegeven omgaat in de relatie met Cuba.

Tot slot vraag ik uw steun voor mijn amendement dat oproept de Cubaanse kerken de volle vrijheid te geven om sociale en economische hulp te bieden aan alle noodlijdende burgers en ook zelf hulp te ontvangen uit Europa en elders ter wereld. Wie kan nu tegen deze volop humanitaire handreiking zijn? Ook u niet, mevrouw de rapporteur, zoals u wel in de commissie deed. Bezin u!

 
  
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  Pavel Telička (ALDE). – Mr President, let me start, Madam Vice-President, by saying that ALDE and myself will vote in favour of the agreement and the resolution exactly because the resolution sends out a clear message on what we expect from the implementation.

May I say that we have a person that has been in prison in Cuba for 16 years that is one of the key representatives of the Cuban opposition, and in his presence I would like to read out a message that we are getting from them:

‘We are Encuentro Nacional Cubano, an open assembly representing more than 60 independent entities, civil and political organisations, both from Cuba and from the Cuban community in exile. We take note of the decision of the European Union to start a new chapter of relationship with Cuba by concluding a new treaty of cooperation with the current Cuban Government.

We understand and appreciate the role of the European Parliament for taking an active stance for the defence of human rights in the process of its ratification and having this important debate.

But having said that, we would like to remind you, referring to the fundamental values and elementary principles the European Union itself is based upon: it is the Cuban people and not just those in power right now who must be an essential and indispensable party to this treaty.

We call on you to insist that the application must not be adjusted just to the wishes of the current power holders, a totalitarian military junta whose only is just to keep themselves in power and preserve their privileges to the detriment of the Cuban people.

We appeal to you to express your support clearly to the just demands of the freedom-loving Cubans who observe today’s debate, united in a common goal to bring their beloved country peacefully from the current misery to the path of democracy, the respect for undeniable human rights and economic prosperity.

Last sentence.

We ask you to urge the EU institutions not only to assist Cuba on the path of economic recovery and development, but at the same time to help materially the emerging bodies of the Cuban independent civil society.

...

(Interrupted by the President)

 
  
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  Σοφία Σακοράφα (GUE/NGL). – Κύριε Πρόεδρε, κύριοι συνάδελφοι, έχω επανειλημμένα εκφράσει την πεποίθησή μου ότι η συμφωνία συνεργασίας και πολιτικού διαλόγου αποτελεί ισχυρό πλαίσιο ανάπτυξης ισότιμων σχέσεων μεταξύ των λαών της Ευρώπης και της Κούβας. Έχω τονίσει ότι αυτή η κοινή προσπάθεια πρέπει να διέπεται από τις αρχές της αμοιβαιότητας και της συνεργασίας, χωρίς όρους αλλά και χωρίς διακρίσεις. Το γεγονός ότι χρειάστηκαν μόλις δύο χρόνια για την ολοκλήρωση των διαπραγματεύσεων, δεδομένων των διαφορετικών απόψεων, οφείλεται στο ότι και οι δύο πλευρές επέδειξαν αμοιβαία εμπιστοσύνη, σεβάστηκαν τις πολιτικές δεσμεύσεις και εργάστηκαν με την απαραίτητη προσήλωση.

Αντιθέτως, παρά τη μεγάλη προσπάθεια της εισηγήτριας, είναι λυπηρό ότι ορισμένες πολιτικές ομάδες προσπάθησαν να μετατρέψουν το ψήφισμα του Κοινοβουλίου σε ψήφισμα για τα ανθρώπινα δικαιώματα. Αυτό δεν έχει ξαναγίνει και οι πολιτικές σκοπιμότητες είναι προφανείς. Πιστεύω όμως ότι η έγκριση της συμφωνίας από το Ευρωπαϊκό Κοινοβούλιο και η γρήγορη ολοκλήρωση της επικύρωσης από τις αρμόδιες αρχές των κρατών μελών θα είναι αναντίρρητα προς το συμφέρον όλων.

 
  
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  Cristian Dan Preda (PPE). – Monsieur le Président, l’accord que nous allons signer avec Cuba doit servir en priorité deux objectifs: faire avancer la transition démocratique du pays et améliorer la situation économique des citoyens cubains.

Il ne s’agit pas d’une carte blanche donnée aux autorités cubaines. Nous devons rester vigilants car, malgré l’apparente ouverture du système cubain, la situation des droits de l’homme demeure très inquiétante et le dialogue sur les droits de l’homme établi avec ce pays n’a pas encore porté ses fruits.

Je pense notamment aux journalistes et défenseurs des droits de l’homme qui souffrent de persécutions, y compris le lauréat du prix Sakharov 2010, Guillermo Fariñas. Je pense également aux prisonniers politiques et d’opinion qui sont détenus pour avoir exercé leur liberté d’expression et de réunion.

Le manque d’indépendance de la justice et le déni de la liberté de circulation pour la grande majorité des Cubains sont des éléments sur lesquels l’Union européenne doit faire preuve de la plus grande fermeté.

 
  
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  Norbert Neuser (S&D). – Herr Präsident, Hohe Vertreterin, liebe Elena! Wir waren gemeinsam vor einem Jahr in Havanna und haben gesehen, welch gute Arbeit unsere EU-Delegation macht. Jetzt gibt es ein Abkommen – das ist gut, notwendig und war überfällig. In Fragen der Einhaltung der Menschenrechte können wir jetzt mehr erreichen. Aber Trump und die US-Regierung drohen, die sich entwickelnden Beziehungen wieder zurückzufahren. Wir müssen uns deshalb gemeinsam dafür stark machen, dass dieses Embargo der USA nicht erneut verschärft wird und dass es keine Auswirkungen auf die EU hat.

Es kann nicht sein, dass seitens der USA gegen europäische Unternehmen oder europäische Banken Strafzahlungen verhängt werden, weil die USA Handel und Investitionen zwischen Kuba und der EU torpedieren. Betroffene europäische Unternehmen und unsere Banken müssen besser geschützt werden, um eine nachhaltige Entwicklung Kubas zu gewährleisten.

 
  
  

VORSITZ: ULRIKE LUNACEK
Vizepräsidentin

 
  
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  Lars Adaktusson (PPE). – Madam President, the Political Dialogue and Cooperation Agreement (PDCA) is an opportunity to bring hope to a nation in need of freedom and democracy. We all know that the EU could make a difference. We have a unique negotiating position but also a moral obligation to stand up for the oppressed and abused people of Cuba.

However, any normalisation of relations with a dictatorship needs to include conditions for democratic reform and respect for human rights. Regretfully, that is not the case with Cuba. The PDCA establishes a dialogue on human rights. At the same time, no specific demand on the regime is presented by the Commission, a fact that has been described as a political victory for the communist regime.

The brave men and women of the political opposition in Cuba have advised us, the European Parliament, not to support the Treaty. Personally, I will follow that advice and, dear colleagues, I urge you to do the same.

 
  
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  Francisco Assis (S&D). – Senhora Presidente, Senhora Alta Comissária, saúdo o acordo do diálogo político e cooperação com Cuba, que considero uma opção correta do ponto de vista da política externa da União Europeia dada a importância e o relevo que toda a região da América Latina tem para a Europa. Por isso, desse ponto de vista estritamente da política externa, parece-me uma boa opção que foi feita e, felizmente, que se chegou a uma conclusão bastante razoável.

Relembro também que, nos considerandos iniciais do Acordo, os Estados da União Europeia e Cuba afirmam o seu respeito pelos direitos humanos tal como estipulado na Declaração Universal dos Direitos Humanos e recordam o seu compromisso para com os reconhecidos princípios da democracia, do bom governo e do Estado de direito. Acontece que temos assistido, nos últimos meses, a situações flagrantes de desrespeito pelos direitos humanos, em Cuba: aumento das detenções arbitrárias de opositores, intimidação de ex-prisioneiros de consciência, estudantes universitários que são expulsos das suas universidades por defenderem a pluralidade doutrinária.

Por isso termino dizendo que este acordo deve ser saudado. Mas nós não podemos, em nenhuma circunstância, esquecer aqueles que, em Cuba, resistem em nome da liberdade.

 
  
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  Tunne Kelam (PPE). – Madam President, relations with non-democratic states must be based on a clear balance between economic interests and respect for basic values. This balance is not yet there because the present approach is more based on good hopes that the repressive regime can become more humane and respectful of human rights. The Cuban Ladies in White have sent a different message. They complain that there is a deafening silence from Western governments on continued human rights violations in Cuba, and they expect that the EU should take first of all the side of the Cuban people, not the regime. At this point, trade relations and its investments will not necessarily serve the Cuban people, but rather the ruling elites, enabling them to survive longer.

There is a role to play for the EU, because the EU is the largest investor and main trade partner. We are in a position to pressure the Cuban government more to open up. However, trade volumes with Cuba have doubled, but the human rights situation remains a source of concern. Hence the EU’s policy toward Cuba must remain conditional on genuine opening-up of the respect of human rights and democratic changes there.

 
  
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  Javi López (S&D). – Señora presidenta, en el Parlamento Europeo aprobaremos el Acuerdo de Diálogo Político y de Cooperación con Cuba, que va a normalizar las relaciones entre la isla y la Unión y, además, que va a permitir reanudarlas por completo. Pone punto final a veinte años de Posición Común, veinte años de paternalismo y bloqueo, que simplemente no han sido útiles, eficaces, para influir en la isla y el futuro de los cubanos.

Para llegar hasta aquí ha sido necesario el trabajo durante meses, incansable, de nuestra alta representante, Federica Mogherini, y de la ponente del Parlamento Europeo, Elena Valenciano, a quien quiero felicitar. Pero, sobre todo, el Acuerdo es un instrumento para el diálogo, la cooperación y el entendimiento mutuo; un instrumento que tiene que ser capaz de marcar contraste con los Estados Unidos y la nueva Administración Trump y ocupar el enorme espacio que deja libre; un instrumento para influir de forma efectiva en la isla, para mejorar la vida de los cubanos, para mejorar nuestros lazos políticos, comerciales y económicos; y, sobre todo, para ganar interlocución y presencia en América Latina, una región estratégica para la Unión en su política exterior.

 
  
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  Francisco José Millán Mon (PPE). – Señora presidenta, el Acuerdo de Diálogo Político y de Cooperación pretende normalizar plenamente las relaciones de la Unión con Cuba, pues la isla era uno de los escasos países que no tenía un acuerdo de este tipo con la Unión Europea.

Cuba se encuentra en una etapa decisiva, que creo que puede marcar su futuro. Continuará pronto el relevo en los liderazgos históricos de la isla. En Cuba soplan vientos de cambio y conviene que la Unión pueda desarrollar allí todo su potencial, lo que ocurrirá gracias a este Acuerdo.

Espero que contribuya no solo a la modernización política, sino también a la modernización económica y a la prosperidad de un pueblo cubano con un nivel de vida muy bajo.

El Acuerdo no significa que abdiquemos de nuestros principios y valores en materia de derechos humanos, democracia pluralista y respeto a las libertades fundamentales. El Acuerdo, y la Resolución que mañana probaremos —apartados 7 a 14—, insisten en estos principios.

Quiero subrayar los apartados 7 y 12, sobre los defensores de los derechos humanos y la necesaria liberación de los presos políticos. Y también quiero destacar el hecho de que el Acuerdo recoja —creo que tengo un minuto y medio, presidenta— un diálogo institucionalizado en materia de derechos humanos...

(La presidenta interrumpe al orador)

 
  
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  Jarosław Wałęsa (PPE). – Madam President, after quite an unexpected change in the Cuba-US relations, I was hoping that there is a chance for a better future for the Cuban people. Unfortunately, from the information we have received, the oppressions have got even worse. This seems to be also confirmed by the number of arbitrary detentions in the recent months and a letter from the Damas de Blanco to the President Trump administration.

In order to be able to proceed with this agreement, in my opinion, the European Parliament, which stands for the protection of human rights and is the Parliament which condemns exercising any sort of pressure of governments on their people, I think we should demand respect for human rights, especially considering the fact that Sakharov Prize winners still have the problems with leaving Cuba and returning safely to their homeland.

I believe the economic implications cannot be treated as more important than the respect for human life and wellbeing of the citizens.

 
  
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  Laima Liucija Andrikienė (PPE). – Manau, kad galime teigiamai vertinti ES ir Kubos politinio dialogo ir bendradarbiavimo susitarimą. Jis nėra tobulas, kaip visada, tai – politinis kompromisas, kurį šalims pavyko pasiekti. Jis atspindi mūsų pragmatišką požiūrį, kad bent tai, kas užfiksuota susitarime, bus įgyvendinta. Pabrėšiu, kad ES ir Kubos santykių pažanga turi būti grindžiama tolesniu Kubos visuomenės demokratizavimu ir pagarba žmogaus teisėms. ES turėtų taikyti daugiau už daugiau, more for more, principą: atsižvelgti į pažangą Kubos viešajame gyvenime, piliečių teisės rinkti ir būti išrinktiems įgyvendinimą, užtikrinant daugiau vietos pilietinei visuomenei ir privačiam verslui. Žmogaus teisių garantijos turi būti nekvestionuojamos, antraip mūsų susitarimas su Kuba pavirs garbės nedarančiu sandoriu.

 
  
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  Antonio López-Istúriz White (PPE). – Señora presidenta, no sé si yo y mi generación veremos una verdadera unión política europea; no sé si veremos el final de los desajustes sociales que parte de la globalización está produciendo; no sé si mi generación y yo veremos el final de la atracción fatal de una parte de nuestras sociedades por los regímenes autoritarios, producto de nuestras inseguridades provocadas por esta globalización.

Lo que sí sé que mi generación y yo veremos es el final de la dictadura y es la llegada de la libertad y la democracia para nuestros hermanos cubanos. Ese es mi deseo, que es absolutamente compatible con cualquier acción que se lleve a cabo para poder mejorar esa transición pacífica en la isla hacia la democracia.

Creo que la tarea que está llevando a cabo nuestra vicepresidenta Mogherini y muchos diplomáticos europeos es digna de seguirse en ese diálogo y cooperación que quieren llevar a cabo, desde luego, y como toda acción cuyo último fin sea facilitar el futuro democrático del pueblo cubano, entonces la respeto, la deseo y la apoyo.

Sí me dirijo a la izquierda europea, a la izquierda democrática y les digo: no añadan un ladrillo más al muro de Berlín cubano.

 
  
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  Die Präsidentin. – Wir kommen nun zum Catch-the-eye-Verfahren, und ich werde von jeder Fraktion, von der sich jemand gemeldet hat, eine Person nehmen. Es haben sich nur von drei Fraktionen Redner gemeldet.

Catch-the-eye-Verfahren

 
  
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  Karol Karski (ECR). – Pani Przewodnicząca! Szanowni Państwo! Przykład Kuby pokazuje, że dla państwa najważniejsze jest nie to, aby przestrzegało praw człowieka, aby było państwem demokratycznym, a najważniejsze jest to, aby było państwem stabilnym. Jeśli to państwo się utrzymuje, jeśli jego rząd się utrzymuje, to w końcu te stosunki z nim zostają nawiązane. I w tym przypadku dochodzi do jakby pewnego aktu realizmu. Natomiast chciałbym tylko o jedną rzecz zaapelować – bo ta umowa jak widać zostanie zawarta – aby w jej treści, a także przy dalszym wykonywaniu, znalazło się choć najbardziej ogólne odniesienie do konieczności przestrzegania praw człowieka. Wielokrotnie – gdy byliśmy z wizytą, chociażby jako komisja DROI w różnych państwach – to nawet takie najogólniejsze odniesienia pozwalały nam pytać o te podstawowe zagadnienia z zakresu praw człowieka i dawały tytuł instytucjonalny, prawny, aby jednak uzależniać wykonywanie umowy od stanu przestrzegania praw człowieka.

 
  
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  La presidenta. – Señor Millán Mon, quiero solamente explicarle que a nosotros nos llegó la información de que al señor Preda le deberíamos dar 30 segundos más y 30 segundos menos a usted; por eso, para usted solamente había un minuto. Lo siento, esa es la información que nos llegó. No hay discusión. Lo siento, no puedo discutir esto ahora.

 
  
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  Maria Lidia Senra Rodríguez (GUE/NGL). – Señora presidenta, desde mi Grupo apoyamos el Acuerdo Unión Europea-Cuba que supone la normalización de las relaciones. Vamos a votar en contra de la Resolución que se propone por injerencista.

Rechazamos el Instrumento Europeo para la Democracia y los Derechos Humanos que tiene como fin financiar la oposición e impulsar un cambio de régimen en Cuba. Las relaciones y el diálogo con Cuba tienen que partir del escrupuloso respeto de sus decisiones, sin injerencias y sin intentar imponer cambios que el pueblo cubano no decida.

El bloqueo que impone Estados Unidos sobre Cuba limita el desarrollo de su pueblo y los vínculos con la Unión Europea y, en cuanto a los derechos humanos —ayer lo he dicho en otra intervención—, arreglemos primero nuestra casa, porque en el Estado español hay sindicalistas encarcelados por ejercer el derecho a la huelga, se ponen trabas e impedimentos a los y las periodistas y el delegado del Gobierno en Galicia reconoce que controlan, hacen seguimiento e investigan a personas que asisten regularmente a manifestaciones. Y todavía nos atrevemos a dar lecciones de derechos humanos a los demás.

 
  
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  Fabio Massimo Castaldo (EFDD). – Signora Presidente, onorevoli colleghi, con il voto di domani ci lasceremo definitivamente alle spalle la posizione comune che norma le relazioni con Cuba adottata nel lontano 1996. Si tratta di un'occasione storica e unica per rilanciare un processo con un paese che sicuramente presenta criticità importanti sul fronte del rispetto dei diritti umani, ma che ha anche immensamente sofferto per un assurdo embargo che ha messo in ginocchio un intero popolo dal punto di vista sociale e sanitario.

Limitarsi a puntare il dito evidenziando solo le mancanze dei nostri partner, chiudersi in scontri ideologici superati dalla storia: questo volevano alcuni, che peraltro usano metri molto diversi con altri partner. Ma sarebbe inutile per il popolo cubano e non degno dell'Unione che dobbiamo essere.

Inizia domani, invece, un cammino sicuramente impegnativo ma imprescindibile per un partenariato di amicizia e di sviluppo sostenibile, per far voltare pagina alle nostre nazioni e anche all'intero popolo cubano. E noi questo cammino vogliamo percorrerlo insieme al popolo cubano.

 
  
 

(Ende des Catch-the-eye-Verfahrens)

 
  
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  Federica Mogherini, vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza. – Signora Presidente, onorevoli deputati, vorrei innanzitutto dire che apprezzo l'unità di questo Parlamento, perché è vero che abbiamo avuto – avete avuto – toni diversi, accenti diversi, ma una grande determinazione è stata espressa già nei voti delle commissioni competenti sulla necessità di voltare pagina e di fare in modo che la nostra Unione possa essere, come deve essere, credo, non uno degli attori nel nostro lavoro con l'isola e con l'America latina tutta, ma l'attore chiave per le relazioni con tutto il popolo cubano.

Ricordo molto bene l'ultima volta che abbiamo avuto un dibattito in quest'Aula su Cuba, credo che fosse all'incirca un anno e mezzo fa: molti di voi lamentavano un certo ritardo, una certa assenza dell'Unione europea, che vedeva gli Stati Uniti d'America, tradizionalmente, economicamente, politicamente, socialmente e culturalmente meno vicini ed impegnati in un dialogo con l'isola, essere invece gli apripista di un'apertura – come si è detto giustamente – un'apertura reciproca, sulla quale bisogna fare ancora moltissimi passi da tutte e due le parti.

Oggi siamo decisamente in un altro post, oggi siamo decisamente di fronte ad un cambio di passo in cui l'Unione europea rappresenta per l'isola, per il resto dell'America latina e del Caribe, ma anche per il resto del mondo, per un certo concetto di relazioni internazionali e di relazioni nelle regioni del mondo, e anche per il sistema multilaterale rappresentato dalle Nazioni Unite, il punto fermo su cui si può contare. La nostra strada è sempre questa: dialogo, impegno franco, costruttivo, sincero, senza nascondere nessuno degli elementi difficili e faticosi del nostro confronto, ma sempre e comunque dialogo, apertura e impegno, guardare avanti e non guardare indietro.

Pochi punti: c'è un'importanza politica dell'accordo – è stato ricordato qui – compreso per le dinamiche regionali, c'è un'importanza economica, dato l'impegno di investimenti e di rapporti commerciali tra l'Europa e Cuba, c'è un'importanza sociale, data la possibilità e la responsabilità che l'Unione europea ha per accompagnare il processo di modernizzazione dell'isola. Vorrei sottolineare il fatto che la posizione dell'Unione europea e di questo Parlamento è, e resta, quella di una contrarietà all'embargo e ai suoi effetti extraterritoriali.

C'è una dimensione relativa alla democrazia e ai diritti umani. Vorrei sottolineare il fatto, che ha ricordato qualcuno di voi in quest'Aula, che è esattamente la società civile cubana che sostiene questo accordo, che ci chiede di implementarlo in tutte le sue parti, esattamente perché rappresenta un canale di dialogo, di partenariato, di cooperazione, e inviterei i colleghi che non lo hanno fatto almeno a leggere l'accordo, perché è evidente che la parte sul dialogo dei diritti umani è parte integrante e fondamentale dell'accordo. Ed è grazie a questo impegno politico che abbiamo avviato, che abbiamo avviato un dialogo anche sui diritti umani, franco, difficile, ma costruttivo con Cuba.

Credo che oggi, domani, inizi poi il lavoro più importante, cioè l'implementazione dell'accordo in tutte le sue parti, e conto sull'appoggio e sull'accompagnamento di questo Parlamento, in tutte le sue commissioni competenti, per poterlo fare nel migliore dei modi.

 
  
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  Elena Valenciano, ponente. – Señora presidenta, muchas gracias, señora Mogherini, por sus palabras y por su compromiso. Le voy a pedir un pequeño favor: dígale al señor Juncker que estamos trabajando hasta muy tarde hoy en el Parlamento.

Bueno, yo creo que en el camino del diálogo político con Cuba vamos a ir viendo si se alcanzan los resultados que todos esperamos. Yo creo que sí.

En el trabajo de preparar la aprobación, el Acuerdo, he visto que hay una amplia mayoría en la Cámara a favor. Es cierto que la Resolución ha sido muy conflictiva, porque donde los grupos políticos ponen lo principal de su ideología, como se ha visto, la distancia es enorme.

Cuba es Cuba, es un actor internacional muy importante, como ha demostrado en muchísimas ocasiones; sin ir más lejos, en el importantísimo diálogo por la paz en Colombia. Y hay muchas cosas que querríamos cambiar de Cuba, como de muchos de los países con los que mantenemos relaciones —claro que sí—, pero les toca a los cubanos y a las cubanas hacer ese camino, como lo hicimos los españoles y las españolas, o los polacos, o todos los pueblos de Europa. Les toca a ellos hacer el camino. A nosotros nos corresponde dialogar, cooperar desde la defensa de nuestros valores, desde luego, y tratando de entender al otro.

Quiero agradecer a todos mis colegas sus intervenciones y, muy particularmente, a los ponentes alternativos de este informe, a Javier Couso, del GUE; a Ernest Urtasun, de los Verdes; a Teresa Jiménez, de ALDE; y a Luis de Grandes, del Partido Popular Europeo. Como ven, un elenco de eurodiputados españoles. Para nosotros la respuesta a si la relación entre Cuba y la Unión Europea es profunda es clarísima. Lo es. Para España lo es y, por lo tanto, para Europa también debe serlo.

Cuando en política algo es difícil, solamente el rigor, la generosidad, la flexibilidad y unas cuantas dosis de paciencia consiguen encontrar la solución óptima. Les pido que, como Parlamento, permitamos que la Unión Europea y sus Estados miembros acompañen a Cuba en su futuro, en el camino que ellos decidan, porque es su pueblo quien debe hacerlo, siempre basándose en la soberanía, la independencia y la libertad, que son también nuestros valores.

 
  
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  Die Präsidentin. – Die gemeinsame Aussprache ist geschlossen.

Die Abstimmung findet morgen, Mittwoch, 5. Juli 2017, statt.

Schriftliche Erklärungen (Artikel 162 GO)

 
  
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  Theodor Dumitru Stolojan (PPE), în scris. – Salut încheierea acestui acord cu Cuba. Acest acord nu este însă un acord de comerț și promovare a investițiilor. Orice pas viitor în această direcție va trebui să găsească o soluție pentru reglementarea datoriilor vechi ale Cubei față de unele țări foste socialiste, între care și România, făcute în perioada de funcționare a Consiliului de Ajutor Economic Reciproc (CAER). La data desființării acestuia, România avea o creanță asupra Cubei de circa 1,3 miliarde ruble transferabile, provenită din comerțul cu produse și servicii dintre cele două țări respectivă. Este de precizat că România, în deceniile 6 și 7 ale secolului trecut, când a vrut să restabilească relațiile normale de comerț și cooperare cu țările din Vest, prima condiție a fost ca România să-și recunoască datoriile vechi angajate de către statul român și anulate de către regimul comunist venit la putere după cel de Al Doilea Război Mondial. Ultima reglementare de datorii vechi a avut loc cu Suedia , în anii 2001-2004. Orice țară care recunoaște statul de drept nu poate să-și anuleze pur și simplu datoriile publice. Dacă are dificultăți, există mecanisme și practici internaționale pentru reglementarea acestora. Aceasta este lecția învățată de către România, încă din timpul regimului socialist.

 
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