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Discussioni
Martedì 12 settembre 2017 - Strasburgo Edizione rivista

Adesione dell'UE alla convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (A8-0266/2017 - Christine Revault d'Allonnes Bonnefoy, Anna Maria Corazza Bildt)
MPphoto
 

  Eleonora Forenza (GUE/NGL). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, io volevo innanzitutto chiedere di richiamare quest'Aula al rispetto di verità fondamentali e acclarate: la negazione, o potremmo dire forse il negazionismo, di un fenomeno accertato, acclarato e di dimensione globale, come la violenza maschile e di Stato contro le donne, non dovrebbe poter essere negata in quest'Aula, ed è per questo che, a maggior ragione, rivendico il mio voto a favore del progetto di risoluzione.

Sottolineo la gravità del fatto che ancora 13 Stati membri non abbiano ratificato la convenzione di Istanbul, a fronte del fatto che, invece, nel 2030 è previsto l'obiettivo, tra quelli di sviluppo sostenibile, della parità e l'uguaglianza tra uomini e donne. Credo che non sia un caso che quello contro la violenza maschile e di Stato contro le donne e sulle donne sia un movimento globale, che è partito l'Argentina, che si chiama "Non una di meno", proprio perché i casi di femminicidio ormai non sono casi che riguardano la cronaca – anzi non lo sono per niente – sono questioni culturali, politiche, materiali e simboliche, sono questioni di civiltà.

Vorrei soltanto dire che, come femminista e come parlamentare europea, parteciperò il 28 settembre alla Giornata mondiale per il diritto all'autodeterminazione sessuale e riproduttiva.

 
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