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Discussioni
Lunedì 23 ottobre 2017 - Strasburgo Edizione rivista

Politiche volte a garantire il reddito minimo come strumento per combattere la povertà (breve presentazione)
MPphoto
 

  Laura Agea, relatrice. – Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, cittadini, oggi è chiaro a tutti che la povertà è un problema europeo, causato proprio dalle politiche che questa Unione europea ha perpetrato per anni.

L'ultima speranza per mettere un freno all'emergenza della povertà è la volontà da parte di tutti i paesi di adottare un reddito minimo che restituisca vita e dignità ai quasi 120 milioni di cittadini europei che non riescono più ad arrivare alla fine del mese e lottano per sopravvivere.

Con questo documento l'Europa non potrà più girarsi dall'altra parte con indifferenza quando si parla della sofferenza dei suoi cittadini. L'Europa non deve più restare sorda di fronte alle richieste di aiuto che le famiglie e le imprese le rivolgono da anni. La Commissione europea affronti senza indugio la questione del reddito minimo, presentando quanto prima la proposta di una direttiva vincolante.

Oggi, secondo l'Osservatorio sociale europeo, diverse forme di sostegno al reddito esistono già in 26 Stati membri, e con rammarico devo aggiungere che nel mio paese non esiste un reddito minimo.

Noi vogliamo che l'Europa intervenga immediatamente con un quadro comune di norme che permetta l'armonizzazione dei diversi regimi vigenti con criteri di accesso comuni e validi per tutti come, ad esempio, basare il calcolo del reddito da erogare sulla soglia di povertà, che Eurostat fissa al 60 % del reddito medio nazionale. Non esistono cittadini di serie B, tutti devono poter beneficiare allo stesso modo dei regimi di reddito minimo.

Le parole non bastano più, bisogna mettere a disposizione le linee di bilancio del Fondo sociale europeo e del Programma europeo per l'occupazione e l'innovazione sociale per aiutare gli Stati membri a implementare regimi di reddito minimo. Si tratta di un approccio strategico e di visione, che consenta una vera e propria integrazione sociale. Non si tratta solo di soldi: i cittadini non chiedono elemosina, ma politiche di dignità.

Se si trovano i soldi per salvare le banche, tanto più pretendo che si trovino risorse per i figli di quest'Europa che è vittima, troppo spesso, di interessi scellerati. Questo nostro continente deve ritrovare il suo volto umano, assicurando assistenza sanitaria, alloggio, istruzione e dignità attraverso politiche economiche espansive a beneficio di tutti.

Vorrei concludere ringraziando il Commissario e i colleghi relatori, ma anche dicendo che questo lavoro, questo documento, porta la mia firma, porta la firma del Movimento 5 Stelle, ma racchiude i nomi di tutti i 120 milioni di cittadini europei per i quali è stato scritto. Il nostro impegno, la nostra dedizione e il nostro lavoro sono stati, sono e saranno sempre rivolti ai cittadini.

 
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