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Discussioni
Martedì 13 marzo 2018 - Strasburgo Edizione rivista

Orientamenti sulle future relazioni tra l'Unione europea e il Regno Unito (discussione)
MPphoto
 

  Roberto Gualtieri, a nome del gruppo S&D. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, la risoluzione che ci apprestiamo a votare dimostra che esiste una larga unità nel Parlamento e tra le istituzioni sui punti fondamentali di questo difficile negoziato e a sostegno dell'azione di Michel Barnier e del suo team, a cui vorrei rendere omaggio per il lavoro straordinario e l'alta sensibilità istituzionale.

Siamo ora a un passaggio decisivo di questo sforzo titanico volto a garantire un ritiro ordinato del Regno Unito e a ridurne al massimo l'impatto negativo. E come è sempre stato, noi saremo costruttivi ed esigenti.

In primo luogo, l'accordo di dicembre va tradotto giuridicamente affinché i diritti dei cittadini siano pienamente salvaguardati e ciò deve valere anche per le categorie più vulnerabili: non spetta a loro, ma alle autorità del Regno Unito, garantire che non un solo cittadino sia privato ingiustamente dei propri diritti. Sotto questo aspetto la bozza di trattato, che noi apprezziamo, andrebbe ulteriormente rafforzata. Altrettanto importante è evitare ogni irrigidimento della frontiera in Irlanda. Non si può criticare la soluzione responsabilmente delineata dalla Commissione: spetta al governo britannico presentare proposte convincenti, e ciò non è ancora avvenuto.

In secondo luogo, la transizione deve prolungare tutto l'acquis comunitario, e quindi nessuna discriminazione verso i cittadini è accettabile. Noi non consentiremo di trattare le merci meglio delle persone.

In terzo luogo, per il futuro, noi vogliamo tra Unione europea e Regno Unito una partnership la più stretta e la più ampia possibile, e proponiamo che essa sia definita dalla cornice di un accordo di associazione. Ma questa relazione dovrà vedere un adeguato equilibrio tra diritti e doveri, e dovrà garantire l'integrità del mercato unico, la piena autonomia dell'ordine giuridico dell'Unione, la tutela della stabilità finanziaria.

Prendiamo atto con rammarico che Theresa May abbia escluso il mercato unico e anche l'Unione doganale. E se il Governo britannico rivedrà questa posizione, saremo pronti a discutere una relazione economica più stretta. Se così non sarà, lavoreremo per un accordo commerciale che riduca al minimo le barriere, in particolare alla circolazione delle merci, ma che non potrà eliminarle completamente. È bene chiarire che l'Unione non può delegare ad altri il controllo delle proprie frontiere doganali, e che fuori dal mercato unico non esiste il mutuo riconoscimento delle regole. Altra cosa è la cooperazione regolamentare, e per quel che riguarda i servizi finanziari, un utilizzo intelligente del sistema attuale di equivalenza.

In ogni caso noi non accetteremo forme di dumping sociale, ambientale e fiscale: l'Unione europea deve essere una forza che contrasta il protezionismo, ma che protegge i cittadini, i lavoratori, l'ambiente. È questa la sfida a cui ci chiama la globalizzazione, e noi saremo coerenti con tale visione anche nel negoziato con il Regno Unito.

 
Ultimo aggiornamento: 5 giugno 2018Note legali - Informativa sulla privacy