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Discussioni
Martedì 13 marzo 2018 - Strasburgo Edizione rivista

Preparazione della riunione del Consiglio europeo del 22-23 marzo 2018 (discussione)
MPphoto
 

  Laura Agea, a nome del gruppo EFDD. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente Juncker, membri del Consiglio, le proposte del prossimo Consiglio europeo sono come sempre tante e mirabolanti, ma il nostro timore è che ancora una volta siano solo grandi annunci che difficilmente si tradurranno in qualcosa di concreto per i nostri cittadini.

Cominciamo dalle priorità del semestre europeo. Per noi le politiche economiche dell'area euro non possono in nessun modo continuare secondo la ricetta sbagliata di questa Commissione, basata esclusivamente su austerity e rigore, ai quali noi ci opponiamo senza se e senza ma, perché solo attraverso investimenti in settori ad alto ritorno e politiche espansive sarà possibile creare vera occupazione sostenibile nel medio-lungo periodo.

Per garantire crescita e competitività ci vuole un impegno concreto del Consiglio nel permettere il rispetto del principio di reciprocità, sia nei mercati sia negli appalti pubblici, monitorando gli investimenti esteri e mettendo in atto regole vincolanti di sviluppo sostenibile, manovre che dovrebbero rientrare in tutti gli accordi commerciali e che invece vengono spesso sacrificate.

Per questo motivo vogliamo sapere cosa sta facendo di concreto il Consiglio in merito, e come sta garantendo che i nostri partner stiano rispettando i nostri standard, evitando così una guerra commerciale che rischierebbe di danneggiare le nostre imprese e il "made in", che ci aspettiamo torni ad essere una priorità per l'Europa, per la Commissione e per il Consiglio.

Anche sul mercato digitale troppo spesso è mancato coraggio a questa Commissione. Ad inizio legislatura era stato annunciato il completamento del mercato unico digitale attraverso 16 iniziative: molte di queste, però, sono rimaste a metà, come il geo-blocking, dove dal campo di applicazione sono stati esclusi gli audiovisivi, l'area dove i blocchi geografici basati sulla nazionalità sono più evidenti.

L'obiettivo prioritario è uscire dalla spirale recessiva dove siamo piombati, e in questo contesto diventa evidente la priorità che assume l'attuazione dei principi e dei diritti definiti nell'ambito del pilastro europeo dei diritti sociali. E un elemento fondamentale del pilastro sociale è l'attuazione negli Stati membri di politiche di reddito minimo di cittadinanza, così come richiesto da questo stesso Parlamento che ha approvato al riguardo, a larghissima maggioranza, la risoluzione del Movimento 5 Stelle.

Il voto in Italia è la riprova che i cittadini chiedono di tornare ad essere protagonisti, tutelati e difesi dalle istituzioni, e il Movimento 5 Stelle rappresenta oggi la possibilità per l'Italia di tornare ad essere voce forte, autorevole e credibile all'interno delle istituzioni europee.

 
Ultimo aggiornamento: 5 giugno 2018Note legali - Informativa sulla privacy