Torna al portale Europarl

Choisissez la langue de votre document :

  • bg - български
  • es - español
  • cs - čeština
  • da - dansk
  • de - Deutsch
  • et - eesti keel
  • el - ελληνικά
  • en - English
  • fr - français
  • ga - Gaeilge
  • hr - hrvatski
  • it - italiano (selezionato)
  • lv - latviešu valoda
  • lt - lietuvių kalba
  • hu - magyar
  • mt - Malti
  • nl - Nederlands
  • pl - polski
  • pt - português
  • ro - română
  • sk - slovenčina
  • sl - slovenščina
  • fi - suomi
  • sv - svenska
 Indice 
 Testo integrale 
Discussioni
Giovedì 15 marzo 2018 - Strasburgo Edizione rivista

Piano d'azione sulle infrastrutture per i combustibili alternativi (discussione)
MPphoto
 

  Dario Tamburrano, a nome del gruppo EFDD. – Signora Presidente, onorevoli colleghi, signor Commissario, oggi vorrei osare e andare un pizzico out of the box, un po' avanti e po' indietro nel tempo.

Quasi ottant'anni fa, in Europa già operava una soluzione di trasporto merci senza emissioni, alimentata ad energia rinnovabile. Gli italiani nel 1938 avevano difficoltà di approvvigionamento di combustibili e svilupparono pertanto una filovia che trasportava materiali grazie a dei filocarri elettrici modificati (i "trolley truck") di derivazione Fiat. La Filovia dello Stelvio raggiunse gli ottanta chilometri di estensione. Era alimentata ad energia idroelettrica. Venne dismessa nel 1956.

Oggi il governo svedese, Siemens e Volvo Scania stanno sperimentando da anni tale soluzione. I risultati sono ottimi, i progressi tecnologici hanno migliorato l'affidabilità del sistema rendendo possibile il trasporto merci elettrico a lunga distanza, altrimenti difficile con il solo accumulo elettrochimico.

I costi al chilometro sono relativamente contenuti e recuperabili con l'esercizio grazie all'efficienza della trazione elettrica. Si innesta su infrastrutture esistenti, è possibile una logistica flessibile senza soluzione di continuità verso i centri urbani raggiungibili muovendosi fuori dalle linee elettrificate: per brevi percorsi con l'energia accumulata in batterie durante i tragitti autostradali, con generatori elettrici di bordo o con classici motori endotermici alimentati a combustibili alternativi. È un'innovazione che non stravolge gli equilibri occupazionali di guidatori e compagnie di trasporto.

Il Parlamento europeo si espresse già nel giugno 2016 a favore di questa soluzione, ma servono visione e coordinazione a livello UE, fondi per avviare le infrastrutture. Queste sono le grandi opere che vorremmo lasciare alle generazioni che verranno.

 
Ultimo aggiornamento: 16 luglio 2018Note legali - Informativa sulla privacy