Torna al portale Europarl

Choisissez la langue de votre document :

  • bg - български
  • es - español
  • cs - čeština
  • da - dansk
  • de - Deutsch
  • et - eesti keel
  • el - ελληνικά
  • en - English
  • fr - français
  • ga - Gaeilge
  • hr - hrvatski
  • it - italiano (selezionato)
  • lv - latviešu valoda
  • lt - lietuvių kalba
  • hu - magyar
  • mt - Malti
  • nl - Nederlands
  • pl - polski
  • pt - português
  • ro - română
  • sk - slovenčina
  • sl - slovenščina
  • fi - suomi
  • sv - svenska
 Indice 
 Testo integrale 
Discussioni
Giovedì 31 maggio 2018 - Strasburgo Edizione rivista

Risposta alle petizioni riguardanti la lotta alla precarietà e all'abuso dei contratti a tempo determinato (discussione)
MPphoto
 

  Laura Agea (EFDD). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, i nostri cittadini oggi stanno pagando, ed evidentemente a caro prezzo, gli ultimi dieci anni di riforme strutturali che l'Europa ci ha chiesto, e che hanno provocato soltanto l'aumento del precariato, delle disuguaglianze e della povertà.

In Italia due milioni e mezzo di lavoratori hanno un contratto a tempo determinato. Negli ultimi tre anni gli occupati precari sono cresciuti dell'8,5 % a causa dei danni provocati dal "jobs act" e dalla "buona scuola". Solo nell'ultimo anno è stato creato un milione di contratti di lavoro, ma solo 27 000 sono a tempo indeterminato. Il resto appartiene alla giungla dei contratti non standard, come quelli a zero ore, che sono addirittura aumentati del 124,7 %.

Queste nuove forme di occupazione stanno inoltre rendendo meno netti i confini tra lavoro dipendente e lavoro autonomo, portando a un peggioramento della qualità del lavoro e all'aumento del lavoro autonomo fittizio. Oggi abbiamo sentenze che certificano l'assenza di tutele efficaci per chi è vittima di abusi della contrattazione a termine, in violazione della normativa europea sul lavoro a tempo determinato.

Oggi, in buona sostanza, certifichiamo il fallimento delle riforme attuate nel nostro paese, su richiesta dell'Europa, poiché, come sempre ricordiamo, imporre riforme strutturali senza una valutazione ex ante è veramente deleterio.

 
Ultimo aggiornamento: 18 settembre 2018Note legali - Informativa sulla privacy