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Discussioni
Mercoledì 12 settembre 2018 - Strasburgo Edizione rivista

L'Europa in movimento: un'agenda per il futuro della mobilità nell'Unione europea (discussione)
MPphoto
 

  Daniela Aiuto, a nome del gruppo EFDD. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, signora Commissario, il tema del futuro della mobilità in Europa è strettamente correlato alla visione che abbiamo di città, dei nuclei urbani, e di come intendiamo metterli in relazione tra loro, ma anche di come immaginiamo il futuro della logistica in Europa, lo scambio delle merci interne e l'approvvigionamento di quelle esterne.

Sempre più cittadini europei vivono nelle aree urbane, che sono sempre più congestionate e che spesso sono state progettate in epoche lontane, senza tener conto ovviamente delle esigenze moderne legate alla mobilità. Queste esigenze oggi sono profondamente cambiate e cambieranno ancora.

Occorre, tuttavia, essere coraggiosi e permettere ai cittadini europei di riappropriarsi delle proprie città, di renderle più vivibili, più fluide, più facilmente percorribili. Questo significa fare scelte importanti a favore dei trasporti pubblici, della loro implementazione, ma anche scelte per migliorare la qualità dell'aria che si respira nelle aree urbane, attraverso l'agevolazione della mobilità sostenibile, a zero emissioni inquinanti, e implementando l'uso del mezzo collettivo a discapito di quello privato. Solo così potremo mettere in campo iniziative degne di ridisegnare un futuro vivibile per i cittadini europei.

Per quanto riguarda la mobilità delle merci, in commissione per i trasporti abbiamo elaborato un testo di cui sono stata relatrice, e che presto spero andrà in negoziazione con il Consiglio, per rilanciare ad esempio il trasporto merci combinato, ossia per trasferire più merci possibili dalla gomma al ferro.

Ma il futuro della mobilità significa anche maggiore sicurezza nelle infrastrutture, con un deciso aumento delle risorse economiche per monitorare lo stato delle reti europee, soprattutto in punti sensibili dal punto di vista strutturale come viadotti, tunnel e tratti particolarmente a rischio.

Occorre avere maggiori disponibilità finanziarie, magari scorporate dai vincoli di bilancio, soprattutto per Stati come l'Italia, per esempio, con caratteristiche geografiche che impongono infrastrutture ardite come ponti e tunnel, per operare una frequente manutenzione sulle infrastrutture esistenti, per implementarne, per esempio, la resilienza nei confronti di eventi sismici, o in ogni caso per prolungare la vita di esercizio e far sì che i cittadini ne possano usufruire in completa sicurezza.

Il futuro della mobilità in Europa, cari colleghi, passa anche da Genova, da una città colpita da una disgrazia che è diventata un simbolo al quale tutti dobbiamo guardare per capire quanto sia importante avere infrastrutture sicure e di qualità, pensando prioritariamente a quelle esistenti, prima ancora di cantierare grandi opere che mobilitano milioni di euro.

 
Ultimo aggiornamento: 13 novembre 2018Note legali - Informativa sulla privacy