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Trešdiena, 2019. gada 16. janvāris - Strasbūra Pārskatītā redakcija

2. Priekšsēdētāja paziņojums
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  Presidente. – Signori deputati, ieri il Parlamento britannico si è espresso a grande maggioranza contro l’accordo che è stato negoziato nel corso degli ultimi due anni con l’Unione europea. Prendiamo atto di questo voto, sia pure non senza rammarico, e lo rispettiamo perché è l’espressione della volontà della maggioranza delle forze politiche presenti alla Camera dei Comuni.

Questo voto tuttavia va letto in maniera corretta, non ci sfugge come queste diverse forze abbiano votato contro l’accordo, però per motivi diametralmente opposti, taluni preoccupati dal “Brexit backstop”, altri auspicando un rapporto più stretto con l’Unione europea in futuro, per esempio tramite la permanenza nell’unione doganale. Credo sia troppo presto per valutare le conseguenze di questo voto, ma certo non siamo ancora in uno scenario “no deal”, del resto, a Westminster, non vi è una maggioranza nemmeno a favore di questa ipotesi.

Comprendiamo, infatti, che al parlamento britannico si registrano due maggioranze negative, l’una contro l’accordo e l’altra contro l’eventualità di un’uscita dall’Unione senza accordo, ma non vi è alcuna maggioranza positiva. Auspichiamo quindi che si cominci a lavorare per costruire al più presto una maggioranza a favore di una soluzione condivisa e attendiamo di sapere come il governo britannico intenda procedere.

Noi dal canto nostro siamo pronti ad essere ambiziosi circa le nostre relazioni future con il Regno Unito, se anche il governo britannico vorrà esserlo e deciderà di modificare le “red lines” che si era imposto. Il Parlamento europeo ha piena fiducia nel negoziatore Michel Barnier, che ha condotto con moderazione, intelligenza e sapienza il negoziato con il Regno Unito. Se non sarà possibile essere più ambiziosi ci confronteremo con un’uscita senza accordo, che avrebbe però effetti negativi sotto ogni punto di vista per tutti.

Dovremo certamente continuare i preparativi per fare fronte anche ad un’ipotesi di uscita senza accordo, pensando, come credo sia giusto e questa è la linea del Parlamento europeo, innanzitutto ai cittadini dell’Unione europea che vivono nel Regno Unito, e a quelli britannici che vivono sul continente. Cittadini che, più di chiunque altro, soffrono dell’incertezza e che sarebbero le prime vittime di un’uscita disordinata.

Dobbiamo continuare a seguire con attenzione il problema irlandese, non dobbiamo lasciare da sola l’Irlanda, dobbiamo fare in modo che la frontiera tra Irlanda del Nord e Repubblica d’Irlanda sia una frontiera flessibile, ma che nello stesso tempo siano garantiti gli interessi della salute, dell’agricoltura e dell’agroindustria europea.

Naturalmente dobbiamo continuare a mantenere, in questo frangente, quella unità tra Stati membri e istituzioni che siamo riusciti a costruire nel corso di questi lunghi e difficili negoziati. Unità che dimostra che l’Unione, nelle situazioni difficili, esiste ed è in grado di avere una linea politica coesa.

 
Pēdējā atjaunošana: 2019. gada 28. maijsJuridisks paziņojums - Privātuma politika