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Procedimiento : 2018/0169(COD)
Ciclo de vida en sesión
Ciclo relativo al documento : A8-0044/2019

Textos presentados :

A8-0044/2019

Debates :

PV 12/02/2019 - 7
CRE 12/02/2019 - 7

Votaciones :

PV 12/02/2019 - 9.10
Explicaciones de voto

Textos aprobados :

P8_TA(2019)0071

Debates
Martes 12 de febrero de 2019 - Estrasburgo Edición revisada

7. Requisitos mínimos para la reutilización del agua (debate)
Vídeo de las intervenciones
PV
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  La Présidente. – L’ordre du jour appelle le débat sur le rapport de Simona Bonafè, au nom de la commission de l’environnement, de la santé publique et de la sécurité alimentaire, sur la proposition de règlement du Parlement européen et du Conseil relatif aux exigences minimales requises pour la réutilisation de l’eau (COM(2018)0337 – C8-0220/2018 – 2018/0169(COD)) (A8-0044/2019).

 
  
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  Simona Bonafè, Relatore. – Signora Presidente, onorevoli colleghi, per prima cosa voglio ringraziare gli shadow rapporteur per il loro contributo alla discussione importante di questi mesi di lavoro.

Io partirei da un dato: nel solo 2017 i prelievi globali di acqua sono stati di circa 6 000 chilometri cubi, e si stima che possano raddoppiare entro la fine del secolo. È evidente che si pone un problema di crescente competizione globale per l'approvvigionamento e l'utilizzo della risorsa idrica, che avrà effetti sull'economia, sulle comunità e sugli ecosistemi da cui queste comunità dipendono.

Da una parte, quindi, l'aumento della domanda, dall'altra gli effetti del cambiamento climatico, sempre più evidenti, ci pongono davanti alla possibilità che le aree con problemi di siccità possano aumentare. Ecco perché sta diventando sempre più pressante il tema di una corretta ed efficiente gestione dell'acqua, che giustamente viene sempre più considerata un bene prezioso ma scarso.

Intendiamoci: l'Europa non è un continente arido, ma la sicurezza dell'approvvigionamento rappresenta attualmente un fattore di preoccupazione per almeno la metà della popolazione dell'Unione europea. Anche qui, perdonatemi se vi cito qualche dato. La carenza idrica è un fenomeno che già oggi riguarda almeno l'11 % della popolazione europea e il 17 % del territorio dell'Unione europea. Dal 1980 il numero dei casi di siccità in Europa ha registrato un aumento e un aggravarsi degli episodi che hanno comportato costi stimati in 100 miliardi di euro, appunto, negli ultimi trent'anni.

La sola siccità dell'estate del 2017 ha messo in evidenza una volta di più le dimensioni delle perdite economiche di cui stiamo parlando. Queste, come sottolineato dall'impact assessment della Commissione per il solo settore dell'agricoltura italiana, per esempio, sono state pari a circa 2 miliardi di euro. Questa tendenza è destinata a proseguire. La scarsità di acqua non è infatti più confinata a un esiguo numero di aree del continente, in particolare del Sud, ma costituisce una preoccupazione per l'intero territorio dell'Unione. Sta a noi trovare soluzioni adeguate a livello europeo per mantenere elevato il benessere dei cittadini e chiaramente preservare l'ambiente.

Il punto di partenza deve essere quello di estendere i principi dell'economia circolare, su cui abbiamo impostato il nuovo modello di sviluppo in Europa, anche alla risorsa idrica, favorendone in primo luogo il risparmio e il riutilizzo attraverso uno strumento legislativo specifico in grado di creare quella stabilità normativa che favorisce gli investimenti in questo settore, che sono importantissimi per efficientare il sistema. Esiste già la direttiva quadro sulle acque, che menziona il riutilizzo di acque reflue urbane come misura supplementare per un'efficiente gestione della risorsa idrica.

Tuttavia, dobbiamo dircelo chiaro che mancano una legislazione precisa e regole certe per poter sfruttare appieno i benefici derivanti da questa attività. Secondo i dati forniti dalla Commissione europea, il potenziale complessivo di riutilizzo dell'acqua entro il 2025 è di 6,6 miliardi di metri cubi rispetto agli attuali 1,1 miliardi di metri cubi all'anno. Sono dati impressionanti, che ci dimostrano le potenzialità che abbiamo davanti.

Per questa ragione, la commissione ENVI ha supportato a larghissima maggioranza il regolamento come proposto dalla Commissione e inserito nel contesto del piano d'azione sull'economia circolare. La proposta della Commissione, appunto, mira a raggiungere gli obbiettivi dell'economia circolare attraverso la definizione di norme armonizzate a livello di Unione europea che creino le stesse elevate condizioni di sicurezza alimentare per i prodotti agricoli commercializzati nel mercato interno dell'Unione.

Come commissione ENVI abbiamo condiviso l'impianto generale della Commissione, che valorizza l'esperienza derivante da legislazioni nazionali specifiche come quella italiana, quella francese e anche quella spagnola. Tuttavia, come Parlamento, abbiamo ritenuto necessario intervenire con alcune modifiche per rendere maggiormente chiara questa legislazione, in particolare sulle definizioni, sui ruoli e le responsabilità dei vari soggetti coinvolti e sulle principali attività di gestione del rischio.

Entrando brevemente nello specifico, abbiamo ritenuto importante definire con maggior precisione i principali soggetti coinvolti nelle operazioni di recupero delle acque reflue urbane. Per tale ragione, accanto al gestore dell'impianto di trattamento, al gestore dell'impianto di recupero e all'utilizzatore finale, vengono inseriti il gestore della rete di distribuzione e l'operatore per l'accumulo delle acque recuperate.

Relativamente alle prescrizioni minime sulle acque recuperate abbiamo condiviso i parametri proposti dalla Commissione, basati sullo studio del JRC, ma abbiamo ritenuto necessario inserire ulteriormente il parametro "salmonella" per garantire ancora una maggiore sicurezza alimentare per i cittadini.

Particolare attenzione dovrà poi essere posta sulla necessità di misure di sensibilizzazione che mettano in luce, per prima cosa, come sia importante risparmiare l'utilizzo dell'acqua e, secondariamente, come il riutilizzo delle acque reflue urbane non vada a danno della salute umana e animale.

Con il voto di oggi il Parlamento chiuderà la sua prima lettura. Sono certa che il Consiglio riuscirà in breve tempo a trovare una posizione comune che permetterà al nuovo Parlamento di aprire il prima possibile i negoziati e vedere approvata questa legislazione importante.

 
  
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  Karmenu Vella, Member of the Commission. – Madam President, I would like, first and foremost, to thank Ms Simona Bonafè and the shadow rapporteurs for the very hard work done on the proposal setting minimum requirements for water reuse. The European Parliament’s work will be instrumental. It is very important in taking this important dossier forward in the forthcoming negotiations.

As Simona already mentioned, water is a very precious resource. It is indispensable for all of us, whether it’s for industry, for agriculture or the many other uses. However, it is also an increasingly scarce resource. Today, one-third of the European Union territory already suffers from water stress all year round. As the summer of 2018 has dramatically shown, water stress is becoming a concern for many Member States, even for those that are not usually associated with water scarcity, even Member States that are not even associated with drought. These problems are likely to worsen, mainly due to climate change. Together with water savings and water efficiency measures, water reuse can play an important part in addressing such problems, also, in the framework of the integrated water management policy.

The proposal on water reuse, which we are debating today, promotes treated urban wastewater as a reliable alternative water supply for agricultural irrigation. It seeks to extend the lifecycle of water, turning a waste product into a resource and is fully in line with the circular economy concept that this Commission is actively promoting. The objective is to facilitate the uptake of water reuse for agricultural irrigation wherever this is relevant, wherever this is safe and wherever this is cost effective, in order to alleviate water stress whilst preserving the health of consumers and protecting the environment.

Moreover, the setting of harmonised minimum parameters will facilitate the smooth functioning of the internal market for agricultural produce and create new business opportunities for operators and also for technology providers.

The European Commission thanks the European Parliament for their engagement and for the swift progress made in the preparation of their opinion and the European Commission looks forward to a fruitful discussion.

 
  
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  Marijana Petir, izvjestiteljica za mišljenje odbora DEVE. – Poštovana predsjedavajuća, gospodine povjereniče, cilj je ovog zakonodavnog prijedloga popuniti prazninu u zakonodavstvu Europske unije. Voda je naš najvrjedniji resurs koji se nalazi pod pritiskom, kako zbog ljudskih aktivnosti, tako i zbog klimatskih promjena. Potrebno je zato povezati pročišćavanje otpadnih voda i njihovu ponovnu uporabu u okviru provedbi politika Unije, poput primjerice politike kružnog gospodarstva. Opseg izvorno predviđene ponovne uporabe vode proširen je, osim u poljoprivredi, i u druge svrhe.

Kao izvjestiteljica Odbora za poljoprivredu i ruralni razvoj podsjećam da su poljoprivrednici već sada dužni primjenjivati stroga pravila propisana Uredbom o općim pravilima za subjekte u poslovanju s hranom. Ova Uredba treba osigurati poljoprivrednicima da dobiju obnovljenu vodu iz sustava za pročišćavanje vode i postrojenja za ponovnu uporabu vode u skladu s kriterijima koje moraju ispuniti za svoje potrebe u poljoprivredi, kako bi mogli jamčiti sigurnost svojih poljoprivrednih proizvoda.

Provedba Uredbe u državama članicama, osim što donosi brojne koristi, ne bi smjela dovesti do dodatnih troškova za naše poljoprivrednike.

 
  
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  Francesc Gambús, en nombre del Grupo PPE. – Señora presidenta, señor comisario, en primer lugar, quiero agradecer a la señora Bonafè el trabajo realizado en este informe y la buena colaboración que hemos tenido entre todos los ponentes alternativos.

El Reglamento que hoy votaremos no solo debe servir para avanzar en una gestión sostenible del agua, sino también para abordar un nuevo aspecto de la economía circular. Aunque el Reglamento está limitado a los usos agrícolas del agua, debemos tener claro que la ampliación de los usos de agua reutilizada debe empezar a contemplarse en otros ámbitos que hacen un consumo exhaustivo de agua, como es la industria.

En este sentido, quiero resaltar la cofinanciación, a través de un programa Life, de un proyecto de reutilización de agua en usos industriales en el complejo petroquímico de Tarragona. Y como este, otros proyectos a nivel de la Unión deben desarrollarse teniendo en cuenta, como bien decía el comisario, que las estimaciones nos dicen que en 2030 la mitad de la población europea sufrirá de escasez hídrica.

Por ello, aunque hoy en algunos Estados miembros pueda no parecer un problema, hago un llamamiento al Consejo para que entienda que lo que nos afecta hoy a los países del sur de Europa, mañana nos afectará a todos los europeos. Por ello, creo necesario que, en el futuro, la Comisión plantee reformar, transformar lo que hoy es un Reglamento en una Directiva para que, por una vez, no actuemos en reacción a algún problema, sino que lo hagamos con anticipación y previsión.

 
  
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  Inés Ayala Sender, en nombre del Grupo S&D. – Señora presidenta, quisiera dar las gracias más encarecidas a la ponente, a la señora Bonafè, cuya sabiduría como experta, tal como nos ha planteado en su texto sobre economía circular, realmente es de agradecer en este momento, en el ámbito de la reutilización de las aguas usadas.

En el caso de España nos encontramos precisamente con una larga historia de necesidad de agua. Somos el país con la mayor reutilización de las aguas, pero al mismo tiempo somos conscientes de cuán frágil es precisamente la necesidad de que la regulación pueda ser flexible, sobre todo teniendo en cuenta que las cuencas españolas son muy diferentes y con necesidades muy diversas. De ahí que también agradezcamos la disponibilidad de la señora Bonafè para acercarse precisamente a esas necesidades.

Este Reglamento va a ser muy importante. Necesitamos esa flexibilidad. Pero en todo caso, señor Vella, necesitamos también una Directiva sobre suelos contaminados. ¿Para cuándo una Directiva sobre suelos contaminados en Europa?

El problema del agua empieza en los suelos. ¿Para cuándo, señor Vella?

 
  
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  Jan Huitema, namens de ALDE-Fractie. – Dank u wel, voorzitter. Beste commissaris, geachte collega's, dit is een belangrijk verslag. Zoals we afgelopen zomer hebben gezien, is zoet water geen vanzelfsprekendheid en hebben grote gebieden van de Europese Unie te maken gehad met droogte.

Vandaar dat ik het ook interessant vind om te kijken naar alternatieven voor irrigatie, naast grondwater en oppervlaktewater. Hergebruik van gezuiverd afvalwater kan daartoe een belangrijke bijdrage leveren. Tot 6,6 miljard kubieke meter is er wellicht beschikbaar als we gezuiverd afvalwater kunnen gaan gebruiken.

Voor mij is het heel belangrijk dat we goede criteria hebben om de voedselveiligheid en de volksgezondheid te garanderen. In het teken van duurzaamheid lijkt het mij belangrijk om te kijken of we reststromen, zoals bijvoorbeeld ook water, kunnen gaan hergebruiken.

Daarnaast is er nog een ander indirect effect, namelijk dat er op dit moment al lidstaten zijn die gezuiverd afvalwater gebruiken. In het kader van de interne markt is het belangrijk dat we daarvoor Europese regels hebben. De producten die die landen nu al met dat gezuiverd afvalwater produceren, liggen ook in de supermarkten van andere lidstaten die nog geen gezuiverd afvalwater gebruiken. Ik vind het dan ook belangrijk dat we dit Europees aanpakken om te voorkomen dat er problemen met de volksgezondheid en problemen met een verstoorde concurrentiepositie ontstaan. Dank u wel.

 
  
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  Maria Lidia Senra Rodríguez, en nombre del Grupo GUE/NGL. – Señora presidenta, en principio no estamos en contra de la reutilización del agua, pero esta propuesta de la Comisión presenta varios problemas.

En primer lugar, el tratamiento de regeneración de las aguas va a estar en manos de operadores privados —tal y como ha dicho el comisario, es una nueva oportunidad de negocio— que, evidentemente, velarán por sus negocios y no por nuestra salud. Por lo tanto, creemos que una actividad tan sensible tiene que estar en manos públicas, igual que todo el ciclo del agua.

En segundo lugar, se reconoce que no van a poder utilizarse todas las aguas regeneradas para regar todos los cultivos. Entonces, mi pregunta es: esas aguas que no se van a utilizar para un cultivo determinado y sí para otros, ¿cómo se va a garantizar que no van a contaminar los acuíferos?

Tercero. Creo que no podemos continuar con la lógica de esconder todos nuestros residuos en el medio rural. Todo lo que va a la tierra vuelve a nosotros en forma de alimentos, agua o aire. Por lo tanto, creo que hay que trabajar en otros modelos de desarrollo.

 
  
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  Davor Škrlec, u ime kluba Verts/ALE. – Poštovana predsjedavajuća, poštovani povjereniče Vella, poštovani kolegice i kolege, prije svega želim zahvaliti zastupnici Bonafè na odlično održanom poslu na ovom izvješću. Zajedničkim naporima postigli smo izbalansirano i kvalitetno izvješće.

Namjensko ponovno korištenje otpadnih pročišćenih voda ima neminovni utjecaj na naš okoliš. Pogrešnim i neplaniranim korištenjem lako možemo dovesti u pitanje vodno obnavljanje uobičajenih vodnih tokova. Drago mi je da izvješće prepoznaje upravo ove izazove.

Klimatski utjecaji počinju imati sve snažniji utjecaj na naš okoliš i povećani stres, izazvan sve jačim sušama, posebno se odražava na poljoprivrednu proizvodnju koja može imati najviše koristi od pametnog korištenja pročišćenih otpadnih voda, pogotovo na našim otocima.

Posebnu pažnju trebamo posvetiti mogućim neželjenim i po ljudsko zdravlje iznimno opasnim kontaminacijama naših zemljišta i poljoprivrednih proizvoda. Posebno ovdje želim istaknuti problem mikroplastike i jednokrilnih prekidača koji mogu biti u sustavu naših otpadnih voda.

 
  
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  Sylvie Goddyn, au nom du groupe EFDD. – Madame la Présidente, le rapport de Mme Bonafè est un rapport important car il apporte des solutions concrètes au grave problème de la rareté de l’eau et à la multiplication des sécheresses au sein de l’Union européenne.

Ce phénomène particulièrement inquiétant, imputable au réchauffement et au changement climatique, touche des territoires entiers du sud de l’Europe, territoires confrontés chaque année à des crises d’approvisionnement en eau et à des stress hydriques intenses. Les agriculteurs sont alors les premiers à payer le prix de ces crises lorsque les systèmes d’irrigation se tarissent.

Je suis donc largement favorable à la multiplication des bonnes pratiques de collecte des eaux usées et à la réutilisation de ces eaux, notamment à des fins d’irrigation.

En revanche, il faut être très ferme sur la qualité de ces eaux et durcir les exigences sur les plastiques et les micropolluants. À cette condition, nous pourrons répondre à cette triple exigence: protéger la santé humaine et animale, protéger l’environnement et garantir nos approvisionnements en eau.

 
  
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  Joëlle Mélin, au nom du groupe ENF. – Madame la Présidente, cette proposition de règlement relative à la réutilisation des eaux usées et traitées, d’origine domestique, industrielle ou agricole, porte sur un sujet majeur et, à nos yeux, pour trois raisons principales. Ce qui constitue, pardon, Madame la rapporteure, la réelle infox, c’est l’affirmation selon laquelle la sécheresse ou le stress hydrique toucherait déjà un tiers de la surface de l’Union européenne. Il s’agit d’un constat fallacieux qui ne porte pas sur le manque d’eau stricto sensu mais sur l’insuffisance de structures de sa gestion.

C’est d’ailleurs pourquoi nous soutenons le projet porté par ce rapport, qui ouvre bien la porte à la gestion de la totalité de la chaîne de l’eau, du stockage, de la distribution et du retraitement. Inutile d’affoler les populations pour proposer un projet qui aurait dû se faire depuis longtemps, dans la foulée des grands travaux du XIXe siècle.

La rareté de l’eau pour justifier la disparition des éleveurs et agriculteurs et imposer peu à peu la nourriture artificielle – eldorado futur des géants de l’agrochimie – et enfin la marchandisation authentique de l’eau qui, devenant un bien rare et donc cher, va pouvoir faire l’objet de toutes les spéculations financières ou politiques.

Aussi vital que le CO2, H2O deviendra l’alpha et l’oméga de tous les enjeux et spéculations de la mondialisation.

 
  
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  Peter Liese (PPE). – Frau Präsidentin, liebe Kolleginnen und Kollegen! Aus gutem Grund haben wir für Trinkwasser sehr, sehr strenge Regeln. Ich glaube, dass man nicht für alle Anwendungen, für die man Wasser braucht, die gleich strengen Regeln braucht. Deswegen ist es sinnvoll, dass wir hier eine abgestufte Möglichkeit haben.

Wasserknappheit ist ein Thema – nicht nur in Südeuropa. Ich komme aus einer Gegend, da regnet es normalerweise sehr viel. Und es gibt einen lustigen Spruch: Willst du im Urlaub keinen Sonnenbrand, dann fahr ins Sauerland – weil dort eher Regen als Sonne ist. Wir sind das Wasserreservoir für das Ruhrgebiet: Acht Millionen Einwohner werden mit Wasser aus meiner Gegend versorgt.

Dieses Jahr hatten wir aber einen so trockenen Sommer, dass die Talsperren, die wir dort haben, praktisch komplett leer waren. Das heißt, die Mitgliedstaaten und Regionen, die sagen, Wassermangel wird niemals ein Problem und deswegen brauchen wir hier auch keine Regelung, die sollten ein bisschen vorsichtig sein. Wir sind im Klimawandel, und da kann man sich schon darauf einstellen, dass wir vielleicht mit diesem kostbaren Gut noch vorsichtiger umgehen. Deswegen halte ich den Text, den der Ausschuss beschlossen hat, für einen richtigen Ansatz.

Die EVP würde gerne eine Richtlinie haben – nicht eine Verordnung – damit man ein bisschen flexibler auf die Wünsche der Mitgliedstaaten eingehen kann. Aber es ist grundsätzlich gut, dass wir für Wasser, das zum Beispiel zur Bewässerung genutzt wird, andere Auflagen – strenge, angemessene Auflagen – haben, aber nicht unbedingt die gleichen wie für Trinkwasser.

Vielen Dank an alle, die mitgearbeitet haben, und die EVP wird den Text unterstützen.

 
  
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  Daciana Octavia Sârbu (S&D). – Doamnă președintă, deficitul de apă afectează 11 % din populația europeană și 17 % din teritoriul Uniunii Europene. Utilizarea rațională a apei este crucială, din motive evidente: avem nevoie de apă pentru a produce alimente, energie și bunuri de consum. Pentru a proteja această resursă trebuie construite soluții adecvate în plan european. Directiva - cadru privind apa menționează reutilizarea apei uzate urbane ca măsură suplimentară pentru gestionarea eficientă a resurselor, însă oportunitatea nu este încă pe deplin exploatată în lipsa unor acte legislative clare.

Din păcate, propunerea Comisiei se limitează la apa recuperată, utilizată pentru irigații agricole. Se impune extinderea domeniilor și modalităților de utilizare a apelor uzate epurate, evident, în condiții de maximă siguranță.

Susțin poziția raportoarei privind necesitatea unui regulament pentru stabilirea unor criterii armonizate la nivelul Uniunii Europene pentru activitățile de reutilizare a apelor uzate urbane.

 
  
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  Danilo Oscar Lancini (ENF). – Signora Presidente, onorevoli colleghi, dobbiamo impegnarci per la tutela della salute dei cittadini e dell'ambiente. Abbiamo il dovere di lasciare un mondo più pulito e migliore alle future generazioni. Ma questo va fatto con soluzioni ponderate a lungo termine, senza ricorrere a sporadiche battute di caccia alle streghe e a facili scorciatoie che non risolvono il problema e danneggiano solo la competitività delle nostre aziende.

Un terzo del territorio dell'Unione europea è soggetto a condizioni di stress idrico. Il riutilizzo dell'acqua non è ovviamente la soluzione a tutti i problemi, ma è un primo passo in questa direzione. Si può arrivare ad un riutilizzo di acque per uso irriguo di circa 6,6 miliardi di metri cubi all'anno.

Il settore agricolo, fondamentale per l'Europa e l'Italia necessita di nuove misure e azioni per garantire la futura sostenibilità senza che ci siano aggravi di costi per gli agricoltori. Dobbiamo agire in maniera preventiva, affinché la legislazione in materia di riutilizzo delle acque fornisca regole uniformi per tutti i paesi e criteri armonizzati a livello UE. Bisogna garantire la sicurezza dei cittadini ed una maggiore diffusione dell'attività di recupero.

 
  
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  Eleonora Evi (EFDD). – Signora Presidente, onorevoli colleghi, il territorio dell'Unione europea è soggetto a stress idrico per via delle attività umane e dei cambiamenti climatici. Solo nel 2003 la siccità ha causato all'economia europea perdite per almeno 8,7 miliardi di euro, e tra gli anni Ottanta e gli anni Duemila il numero di persone colpite da siccità è aumentato di quasi il 20 %, determinando costi totali che hanno raggiunto la cifra astronomica di 100 miliardi di euro.

Non solo, come è stato detto anche dai colleghi, questo accade nella stagione secca e nei paesi mediterranei, ma la siccità estrema, che è intensificata sempre di più dai cambiamenti climatici, colpisce sempre di più anche il Nord Europa. È quindi indubbio che l'acqua come bene comune e risorsa preziosa deve essere gestita in modo più efficiente e che il risparmio idrico deve diventare una priorità ad ogni livello. Per questo norme comuni per stimolare il riutilizzo dell'acqua nell'ambito dell'economia circolare non possono che essere accolte positivamente e il regolamento sul riutilizzo dell'acqua si presenta quindi come una occasione che l'Europa non deve sprecare.

Abbiamo partecipato alla definizione delle prescrizioni minime per la qualità delle acque recuperate enfatizzando la necessità di garantire il loro riutilizzo sicuro. Per noi non ci deve essere mai nessun rischio per i suoli e per le colture, nessuno spazio per microplastiche ed interferenti endocrini. Su questo abbiamo proposto un'azione decisa, perché queste dovrebbero essere assenti, tanto dalle acque che si riversano nei fiumi e nei mari, per porre fine una volta per tutte a quello che è l'enorme danno alla biodiversità che stiamo perpetrando globalmente, quanto ovviamente alle acque recuperate che sono l'oggetto di questo regolamento, affinché appunto il loro riutilizzo possa essere consentito.

Infine voglio menzionare le sostanze tossiche e pericolose come le PFAS. Queste non dovrebbero mai e poi mai trovarsi nell'acqua riversata nei campi, né quindi entrare nella catena alimentare mettendo a repentaglio la salute dei cittadini.

Quindi, in conclusione, ringrazio la relatrice e i correlatori ombra per questo importante regolamento. In due parole: sì al riutilizzo dell'acqua, no a fattori di rischio per la salute e per l'ambiente.

 
  
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  Angélique Delahaye (PPE). – Madame la Présidente, Monsieur le Commissaire, chers collègues, dans le cadre de la logique d’économie circulaire, ce rapport est particulièrement important et je souhaite remercier la rapporteure, Mme Bonafè, ainsi que mes collègues pour le travail accompli.

Au-delà de la question de la transparence, de la responsabilité et de la nécessité d’accompagner la recherche et l’innovation, j’aimerais mentionner un point particulièrement important à mes yeux: l’état sanitaire des cultures ne doit pas être impacté par la qualité de l’eau usée retraitée.

En effet, pour garantir une utilisation efficace des ressources en eaux urbaines résiduaires traitées, il est nécessaire d’informer les agriculteurs afin que ces derniers utilisent ces eaux recyclées de manière optimale sur leurs productions et ne risquent pas d’impacter ces dernières sur le plan sanitaire.

Il en va ainsi, aussi, de l’acceptation par les consommateurs de cette réutilisation dans la chaîne alimentaire. La clé, pour moi, est donc la sécurité, l’information et la formation des acteurs, et je remercie la rapporteure d’avoir pris en compte ces aspects.

 
  
 

Interventions à la demande

 
  
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  José Inácio Faria (PPE). – Senhora Presidente, Senhor Comissário, desde 2008 que o Parlamento Europeu definiu que o desafio da escassez de água e das secas na União Europeia tem que ter uma abordagem sistémica da gestão dos recursos hídricos, que inclua menos consumo de água potável sobretudo para fins em que não é necessária.

Mais recentemente, através do Plano de Ação para a Economia Circular, voltámos a tocar este ponto, mas que urge dar seguimento através de um Plano 2.0 por parte da Comissão, para que mantenha os recursos hídricos como um dos domínios prioritários de intervenção.

A reutilização de águas recuperadas devidamente tratadas para fins de irrigação tem de ter por condição o respeito pelo ambiente e pela saúde humana e animal. Por isso fica patente que a água a reutilizar não pode conduzir à eutrofização dos solos e de águas subterrâneas e de superfície, o que seria disruptivo para os ecossistemas e contribuiria para a redução da biodiversidade.

É de destacar ainda o papel das autoridades competentes em cooperação com os utilizadores finais para promover a reutilização de águas.

Finalmente, é urgente a renovação das infraestruturas de distribuição de águas que estão antigas e em más condições, resultando, diariamente, em perdas significativas e noutros prejuízos como recursos financeiros investidos.

 
  
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  Seán Kelly (PPE). – Madam President, while water itself is cyclical in its formation – it falls from the sky, flows into the sea, evaporates, vaporises and falls again – it is not an infinite resource. We have seen instances of drought from Australia indeed to my own country, which is renowned as a place for a lot of rainfalls. Last summer water had to be rationed, while at the same time in places like Dublin up to 50% of our pipe water is leaking. This is something that is being addressed, but will take some time to address in the future.

That’s why the reuse of water, where practical, is so important and I welcome the proposals here today. Simona Bonafè, Marijana Petir and Angélique Delahaye all referred to the circular economy and reuse of water is part of that circular economy. Therefore it is absolutely important that, when we can do so, we reuse water in terms of irrigation, agriculture, urban waste etc. because it is vital for us and we have to take care of it. A good proposal which, as Peter Liese said, we will be delighted to back.

 
  
 

(Fin des interventions à la demande)

 
  
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  Karmenu Vella, Member of the Commission. – Madam President, once again I would like to congratulate the rapporteur, Ms Bonafè, on her success in drafting this report, and also to welcome the support and the ideas expressed by the Members of this House. The Commission has closely followed the discussion and will examine in detail Parliament’s proposals with a view to the next steps in the legislative process.

I would like, however, to make two or three points. With regard to the issue of polluted soil, we do have the Nitrates Directive to protect our soil, and the Commission is following the implementation of this directive very closely. It is, at least for me, hard to justify, or even to understand, how bad agricultural practices are still harming the very resources that sustainable agriculture depends on.

Another point I would like to make is that I feel we are, at times, underestimating the problem when we say that the EU is facing water scarcity. It is the whole planet which is facing this problem, and that makes the necessity to act now even more urgent.

With regard to the scope of the proposed law – whether it’s limited to agricultural irrigation – I would point out that, of the various possible areas for water reuse, agricultural irrigation is the most widely used worldwide. As demonstrated in the impact assessment undertaken, water reuse for agricultural irrigation also has great potential in the European Union but it is currently underutilised. While the Commission agrees on the desirability of using reclaimed water for other purposes, the proposed rules do not exclude the possibility of Member States’ using reclaimed waters for other purposes as well.

We are confident that an agreement on the new rules can be found and that it will be possible swiftly to complete the legislative process for this very important proposal. Once it has entered into force, the new instrument will facilitate the uptake of water reuse, helping to fulfil the largely untapped potential of this practice and also to alleviate the pressure of abstraction on surface and groundwater bodies – thus benefitting farmers, consumers and the industry.

The Commission looks forward to the forthcoming negotiations and stands ready to support the co—legislators in this process. I count, as I have always done, on your support in the vote, and I thank you once again for your commitment to this proposal.

 
  
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  Inés Ayala Sender (S&D). – Madame la Présidente, je voudrais juste demander si M. Vella peut nous dire aujourd’hui où en est la directive sur les sols contaminés. Je lui ai posé la question hier, mais il n’a pas répondu; c’était un autre sujet, qui n’avait rien à voir avec l’environnement, mais aujourd’hui, je voudrais bien avoir une réponse.

 
  
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  La Présidente. – Madame Grapini, personne ne vous a vue alors que vous êtes une habituée des interventions à la demande. Comme cette phase est terminée, je vous propose de verser par écrit votre intervention.

 
  
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  Karmenu Vella, Member of the Commission. – Madam President, yes, I think the honourable Member has a point. I think various attempts were made to produce some sort of proposal on the way forward. We have been discussing this possibility. Unfortunately, so far, we have not reached a conclusion, but I promise that I will give it another try. I think the honourable Member is quite right on this.

 
  
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  Simona Bonafè, Relatore. – Signora Presidente, onorevoli colleghi, vorrei innanzitutto ringraziare il Commissario per le parole di attenzione a questo tema che ha pronunciato oggi, ma devo dire che ha pronunciato anche nei mesi scorsi e fin dal suo mandato. Un grazie anche ai colleghi che sono intervenuti, non solo per il lavoro fatto in questi mesi, ma anche perché le loro parole oggi testimoniano un sostegno, mi pare di poter dire, pressoché unanime o comunque molto ampio, alla proposta di cui stiamo discutendo.

Perché non è sfuggito a nessuno che l'acqua è un bene prezioso, anzi preziosissimo, e noi non possiamo permetterci di sprecarne nemmeno un metro cubo. Bene, quindi, l'estensione dei principi dell'economia circolare su cui noi abbiamo basato il modello di sviluppo in Europa, anche alla risorsa idrica. Voglio ricordare che i principi dell'economia circolare stabiliscono, prima di tutto, che ci debba essere risparmio nell'utilizzo della risorsa idrica, ma poi anche il riutilizzo. Riutilizzo in agricoltura, riutilizzo per usi civili – penso alla pulizia delle strade – ma riutilizzo anche per usi industriali. Certo, certo, tenendo conto e tenendo ben presente il rispetto dei criteri per la salute umana.

Quindi abbiamo davanti il fenomeno del cambiamento climatico che, se non agiremo in fretta e con determinazione, ci porrà grandi problemi e serie difficoltà anche per il nostro sistema economico. Quindi, avanti con l'uso efficiente della risorsa idrica, con norme chiare come quelle che vogliamo approvare il prima possibile, ma anche con investimenti nel settore, perché l'uso efficiente dell'acqua ha bisogno anche di investimenti importanti.

 
  
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  La Présidente. – Le débat est clos.

Le vote aura lieu mardi, le 12 février 2019.

Déclarations écrites (article 162)

 
  
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  Maria Grapini (S&D), în scris. – Calitatea și cantitatea apei trebuie monitorizate cu atenție pentru că resursele sunt limitate. Utilizarea sustenabilă a apei este o necesitate. Redistribuirea apei uzate trebuie să se facă cu responsabilitate, de aceea este nevoie să se stabilească clar, pe tot lanțul de distribuție - de la operatorul instalației de recuperare până la utilizator - responsabilități concrete și măsuri de verificare a modului de aplicare. În zonele industriale și agricole, în mod deosebit acolo, unde poluarea este mai mare, trebuie să existe un control riguros. Autoritățile naționale din domeniul apei trebuie să organizeze cursuri de specialitate pentru angajați și să informeze toți angajații despre pericolul și efectele nocive ale nerespectării regulilor stabilite. Viața oamenilor depinde și de modul gestionării apei reutilizate și, de aceea, este nevoie nu numai de reglementări precise, dar și de control și de măsuri de sancționare în cazul încălcării regulilor stabilite.

 
  
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  Laurenţiu Rebega (ECR), în scris. – Apa este o resursă finită. Oamenii par să devină conștienți de validitatea acestei afirmații doar în fața calamitaților și secetelor, care devin din ce în ce mai aspre și mai dese. Salut demersurile de într-ajutorare în urma secetelor de anul trecut, întreprinse de statele membre și la nivel UE. Au fost acțiuni care au demonstrat că solidaritatea europeană funcționează.

Salut și acest raport și opinia AGRI, pentru care am fost raportor din umbră. Totuși, știm că Europa este diversă, iar volumul resurselor de apă, cât și managementul apelor diferă de la un stat la altul. Avem, într-adevăr, nevoie de recomandări europene referitoare la reutilizarea apei, însă trebuie avute în vedere diferențele dintre regiunile și statele membre. Europa este diversă și când vine vorba de nivelul de educație și conștientizare a necesității și siguranței reutilizării apei. Cred, deci, că trebuie găsit un just echilibru între ambițiile de la Bruxelles, pe de o parte, și realitățile din regiunile periferice mai sărace. Impunerea bruscă a unor condiții drastice de reutilizare a apei poate să genereze, în anumite regiuni, efecte dramatice de polarizare socială și, pe termen lung, evoluții contrare intențiilor lăudabile de astăzi.

 
  
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  Ivan Jakovčić (ALDE), napisan. – Pitanje dobrog i učinkovitog upravljanja vodnim resursima postaje sve važnije. Voda je dragocjeni i oskudni resurs, a sve veća globalna konkurencija u pogledu njene uporabe donosi sve veći rizik za gospodarstvo, zajednice i ekosustave koji o njima ovise. Svake se godine događa rast potražnje, zajedno s učincima klimatskih promjena i posljedičnim povećanjem prosječnih temperatura, znak je za uzbunu jer bi se broj područja koja se suočavaju s nestašicom vode mogao povećati.

Upravo zato glasao sam za Izvješće o Prijedlogu uredbe Europskog parlamenta i Vijeća o minimalnim zahtjevima za ponovnu uporabu vode jer se u zakonodavstvu EU-a, osobito u Okvirnoj direktivi o vodama (2000/60/EZ), razradio plan ponovne uporabe komunalnih otpadnih voda kao dodatne mjere za učinkovito upravljanje vodama.

Međutim, prednosti koje proizlaze iz te aktivnosti još nisu u cijelosti iskorištene zbog nedostatka jasnih zakona i konkretnih pravila. Prema podacima Europske komisije, ukupni potencijal za ponovnu uporabu vode do 2025. iznosi oko 6,6 milijardi m3 u usporedbi s trenutačnih 1,1 milijardi m3 godišnje. Prijedlogom Komisije nastoje se postići navedeni ciljevi utvrđivanjem usklađenih pravila na razini Unije kako bi se izbjeglo da različiti zahtjevi u državama članicama negativno utječu na ravnopravne uvjete i prouzroče prepreke pravilnom funkcioniranju unutarnjeg tržišta.

 
  
  

(La séance est suspendue à 12 h 17 dans l’attente de l’heure des votes)

 
  
  

Puhetta johti HEIDI HAUTALA
varapuhemies

 
Última actualización: 28 de junio de 2019Aviso jurídico - Política de privacidad