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Discussioni
Lunedì 21 ottobre 2019 - Strasburgo Edizione rivista

Tempeste in Europa, in particolare le piogge torrenziali in Spagna e l'uragano nelle Azzorre (Portogallo) (discussione)
MPphoto
 

  Marco Dreosto, a nome del gruppo ID. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, esprimiamo innanzitutto la nostra vicinanza alle famiglie delle vittime e alle popolazioni colpite da questa tragedia, che ha coinvolto sicuramente la Spagna, il Portogallo, ma anche altre regioni del nostro continente.

Solo un anno fa, lo voglio ricordare, la tempesta Vaia ha fatto in Italia danni quantificati in oltre 6 miliardi di euro e milioni di alberi abbattuti, poi l'Unione europea ha riconosciuto con il fondo di solidarietà 247 milioni.

Non possiamo non riconoscere che è in atto un importante cambiamento climatico che genera sempre più spesso eventi meteo intensi ed estremi. E poi non possiamo non evidenziare che questo cambiamento climatico è in parte condizionato dallo sviluppo antropologico del riscaldamento globale e quindi dall'inquinamento.

Gli impegni presi dalla futura Commissione europea, dagli Stati membri e da questo Parlamento sul Green Deal confidiamo possano essere messi in pratica al più presto e possano soprattutto generare i risultati attesi. Ma per i primi risultati attesi, che poi abbiano efficacia anche sugli effetti climatici ci vorranno forse decenni. Nel frattempo i fenomeni estremi continueranno e forse saranno ancora più intensi di quelli attuali. E ad aggravare la situazione ci sono poi l'elevato rischio idrogeologico a cui sono sottoposte alcune aree, la mancanza di manutenzione e la cementificazione.

Dopo il cordoglio, si pensa ai danni e quindi ai fondi straordinari e di solidarietà, giusti, ma non possono bastare. È infatti necessario che gli Stati, con il supporto dell'Unione sviluppino progetti di ampio respiro, favorendo la ricostruzione degli habitat naturali in favore della cementificazione e rafforzino gli argini dei fiumi e combattano laddove esista l'abusivismo, che poi evidentemente si trasforma, come in questo caso, in tragedia. Un vero e proprio piano di salvaguardia idrogeologico per fronteggiare quelli che, purtroppo, per i prossimi decenni non saranno più eventi straordinari.

 
Ultimo aggiornamento: 9 dicembre 2019Avvertenza legale - Informativa sulla privacy