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Debates
Wednesday, 13 November 2019 - Brussels Revised edition

16. Order of business
Video of the speeches
PV
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  Presidente. – Onorevole Rivière, Lei chiede la parola per quale motivo? Qual è il motivo per cui chiede la parola?

 
  
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  Jérôme Rivière (ID). – Monsieur le Président, je vous saurais gré de m’écouter un instant. Je vous ai demandé cet après-midi, par l’intermédiaire de votre cabinet, de faire en sorte que notre assemblée s’honore d’un moment de silence pour les victimes, il y a quatre ans... (Le Président retire la parole à l’orateur)

 
  
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  Presidente. – Mi scusi, abbiamo già ricordato questo fatto gravissimo, lo abbiamo ricordato in maniera solenne.

No, io non Le do la parola.

L’Aula e tutti i deputati e i nostri amici ospiti sanno quanto affetto tutti noi abbiamo dimostrato per le vittime del Bataclan e lo abbiamo fatto in seduta solenne, e credo che questo dimostri quanto il Parlamento e il Presidente sia attento a questa questione.

La ringrazio e Le tolgo la parola.

* * *

*

Il progetto definitivo di ordine del giorno, fissato dalla Conferenza dei presidenti, ai sensi dell'articolo 157 del regolamento, è stato distribuito.

A seguito di consultazioni con i gruppi politici, desidero sottoporre all’Aula la seguente proposta di modifica del progetto definitivo di ordine del giorno.

Mercoledì

Le dichiarazioni del Consiglio e della Commissione sui diritti del bambino in occasione del 30° anniversario della Convenzione sui diritti del fanciullo sono anticipate come primo punto, dopo l’approvazione dell’ordine del giorno.

Vi sono obiezioni?

Tale modifica è approvata in assenza di obiezioni.

Giovedì

L’obiezione relativa all’immissione in commercio dei prodotti che contengono colza T45 o che sono prodotti a partire da colza T45 geneticamente modificata è stata ritirata e sarà pertanto ritirata dalle votazioni.

La commissione giuridica ha approvato una relazione dell’on. García del Blanco su un’immunità. Conformemente all’articolo 9, paragrafo 9, del regolamento, la relazione sarà posta ai voti durante il turno di votazione di giovedì.

Mercoledì

Ho ricevuto dal gruppo GUE/NGL la richiesta che il titolo della dichiarazione del Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza sulla situazione in Bolivia sia cambiato in “Situazione in Bolivia dopo il colpo di Stato”.

 
  
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  Manu Pineda, en nombre del Grupo GUE/NGL. – Señor presidente, cuando la derecha propuso un debate titulado «Situación en Bolivia», aún no se había ejecutado el golpe de Estado que culminó el pasado domingo. Un golpe de Estado promovido por la policía y los militares y que ha derrocado al presidente electo Morales. Nosotros, como demócratas, apoyamos la decisión soberana del pueblo boliviano, pero habrá honorables miembros de este Parlamento que apoyarán el golpe de Estado llevado a cabo por los militares y los policías. Lo que creo es que coincidiremos todos en ha habido un golpe de Estado y en que, en esta situación, es necesario cambiarle el título. Por lo tanto, proponemos que se titule «La situación tras el golpe de Estado en Bolivia».

 
  
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  Pilar del Castillo Vera (PPE). – Señor presidente, estamos en contra de que se cambie el título —la denominación a la que están haciendo ahora alusión— del debate sobre Bolivia y, por tanto, vamos a votar en contra.

 
  
 

(Il Parlamento respinge la richiesta)

Mercoledì (seguito)

 
  
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  Presidente. – Ho ricevuto dal gruppo PPE la richiesta di concludere la discussione sulla dichiarazione della Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza sulla Situazione in Bolivia con la presentazione di proposte di risoluzione, che sarebbero poste in votazione durante la prossima tornata.

 
  
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  Leopoldo López Gil, en nombre del Grupo PPE. – Señor presidente, no hubo golpe de Estado. No hay ningún golpe de Estado. El único responsable de la situación que acontece en Bolivia es Evo Morales. En 2016 Morales perdió un referéndum para amparar su reelección. Se saltó la Constitución, que no le dejaba presentarse a nuevas elecciones. Obvió el estado de Derecho en su país. Organizó en 2005 las elecciones supervisadas por la OEA, le pidió la supervisión a la OEA. El 10 de noviembre, la OEA hizo públicas las conclusiones de su auditoría al proceso electoral. Declaró ese proceso con nulidad por fraude. Debemos llamar a las cosas por su nombre para evitar que se distorsionen las realidades. Las alegaciones de que solo se produjeron fallos en el sistema electoral constituyen una falta de respeto a la sociedad boliviana. Nos encontramos ante una acción planificada con el único objetivo de permanecer en el poder en contra de la voluntad soberana. Han triunfado los esfuerzos de la sociedad boliviana y la comunidad internacional que piden nuevas y verificables elecciones. Bolivia necesita una salida constitucional de su crisis. Para ello necesita garantías. Se requiere, si las condiciones son las adecuadas, que la Unión Europea asista y colabore mediante el envío de una misión de observación electoral, como lo estableció la señora Mogherini.

 
  
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  Presidente. – Onorevole, mi scusi, Lei deve spiegare perché ha fatto questa richiesta di inserire la questione della Bolivia e che si concluda con una risoluzione da votare a novembre II.

Chi è contrario? C’è un intervento che vuole manifestare la sua contrarietà?

 
  
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  Mick Wallace (GUE/NGL). – Mr President, I would be against it, given the nature of what it will end up being like. I also was in La Paz for the election. This is a coup d’état. When the military tell the elected President that he has to go, it is called a coup d’état. This is an abuse of the electoral system. It’s an abuse of international law. It’s an abuse of human rights. This House is forever talking about all three, and interference in elections, but when it happens in this case, they actually like it. This House needs to make up its mind what it likes and what it doesn’t. We will oppose the resolution.

 
  
 

(Il Parlamento approva la richiesta)

Mercoledì (seguito)

 
  
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  Presidente. – Ho ricevuto dai gruppi S&D e GUE/NGL la richiesta di inserire una dichiarazione del Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza sulla situazione in Cile, come quarto punto dopo la discussione sulla situazione in Bolivia.

Inoltre ho ricevuto dal gruppo GUE/NGL la richiesta di concludere la discussione con una risoluzione che sarà votata nella seconda tornata di novembre.

 
  
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  Kati Piri, on behalf of the S&D Group. – Mr President, I think we’re all concerned about the developments during the last weeks in Chile, where not only have we seen, regretfully, loss of life, but we also see peaceful demonstrators on the street and therefore my Group would like to propose to, at least, have a debate on this issue today here in plenary.

 
  
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  Leopoldo López Gil (PPE). – Señor presidente, ciertamente, es totalmente distinta la situación de Chile; no es la misma situación que acabamos de ver en Bolivia. Lo que estamos encontrando es un desorden ⸺que el presidente Piñera está tratando de organizar⸺ por la reforma constitucional. Les ha ofrecido soluciones a las personas que se manifiestan, incluso ha llegado a ofrecer un cambio de la Constitución mediante la creación de una asamblea constituyente.

Creo que no es conveniente, en este momento, manifestarse sin darle el apoyo al presidente Piñera, que está trabajando bajo la Constitución chilena.

 
  
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  Presidente. – E quindi Lei è contrario. Quindi mettiamo ai voti la richiesta con votazione per appello nominale, però io direi di fare una votazione unica se voi siete d’accordo. Non siete d’accordo?

 
  
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  Miguel Urbán Crespo, en nombre del Grupo GUE/NGL. – Señor presidente, en el Grupo GUE/NGL estamos de acuerdo con la propuesta de celebrar un debate en el Pleno sobre Chile. Es lo mínimo, hay muertos encima de la mesa. La diferencia con Bolivia es que el Gobierno de Evo Morales no ha sacado al ejército a la calle y no ha matado a nadie: esa es la diferencia. Nosotros lo que estamos pidiendo es que haya un debate al menos. Que haya un debate y, si se aprueba el debate, que luego votemos una resolución. Eso es lo que está pidiendo el Grupo GUE/NGL. Entonces, votemos primero si hay debate… (el presidente interrumpe al orador).

 
  
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  Presidente. – No, mi scusi, però ascoltiamoci. Io ho chiesto di fare un voto unico, se siete d’accordo, dove c’è il dibattito con la risoluzione. Lei mi sembra che è d’accordo per la risoluzione?

 
  
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  Miguel Urbán Crespo, en nombre del Grupo GUE/NGL. – Señor presidente, nosotros estamos pidiendo dos votos; eso es lo que hemos mandado: dos votos separados.

Estamos diciendo: primero, votemos resolución, y, si hay resolución, votemos si hay... (palabras inaudibles).

 
  
 

(Il Parlamento approva la richiesta dei gruppi S&D e GUE/NGL)

(Il Parlamento respinge la richiesta del gruppo GUE/NGL)

Mercoledì (seguito)

 
  
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  Presidente. – Ho ricevuto dal gruppo ID la richiesta di inserire una dichiarazione della Commissione sul settore siderurgico dell’Unione europea, come proteggere i lavoratori domestici e la catena produttiva, come secondo punto dopo la discussione sui diritti dei bambini.

 
  
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  Paolo Borchia, a nome del gruppo ID. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei sensibilizzare i colleghi sull'importanza di tenere un dibattito sulle dinamiche di un settore che in questo momento sta vivendo un momento molto particolare, un settore, tra l'altro, impegnato con diversi investimenti nel migliorare la sostenibilità dei processi produttivi.

Ecco, a suffragio di questa richiesta, alcuni dati, alcune statistiche relative al primo semestre 2019: innanzitutto l'Europa ha perso altre quote di mercato, dopo averne perse nel 2018; tra i 10 produttori mondiali, tra i primi 10, abbiamo soltanto un paese dell'Unione europea, prima erano 2; la quota di mercato della Cina è aumentata dal 51 al 53 %, il recente caso dello stabilimento Ilva di Taranto, con le implicazioni anche sui siti di Genova e di Novi, quindi, stiamo parlando di 10 000 posti di lavoro, fanno sì che la drammaticità del momento faccia sì che le scelte non siano più differibili.

 
  
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  Simona Bonafè (S&D). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi riteniamo opportuno che si faccia un dibattito sul settore dell'acciaio, che oggi presenta situazioni di crisi in tutta Europa, con migliaia di posti di lavoro a rischio.

Chiediamo però che all'ordine del giorno sia messo con il titolo "How to protect the european workers and the steel sector".

 
  
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  Presidente. – La proposta è anche accolta dall’on. Borchia?

Così facciamo una votazione unica.

 
  
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  Paolo Borchia (ID). – Nessuna obiezione.

 
  
 

(Il Parlamento approva la richiesta)

Mercoledì (seguito)

 
  
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  Presidente. – Ho ricevuto dal gruppo ID una richiesta di inserire una dichiarazione del Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza sulla situazione in Kashmir, come quarto punto dopo la discussione sulla situazione in Bolivia. La discussione dovrà concludersi con una risoluzione da votare nella seconda tornata di novembre.

 
  
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  Bernhard Zimniok, im Namen der ID-Fraktion. – Herr Präsident! Ich möchte heute alle meine Kollegen im Parlament auffordern, einen Vorstoß für den Frieden in Kaschmir zu unternehmen.

Helfen wir mit, die Beteiligten wieder an den Verhandlungstisch zu bringen. Wir sollten daran denken, dass die beiden Parteien ja auch Atomwaffen haben. Wir müssen diese Spannungen entschärfen, denn die Folgen eines bewaffneten Konflikts wären unter Umständen unabsehbar, sowohl für die Menschen als auch für die Umwelt. Ich bin überzeugt, dass zwischen den Konfliktparteien derzeit vorsichtig ein Fenster aufgemacht wird.

Ich glaube, man möchte miteinander sprechen, man kann es aber nicht. Helfen wir, gemeinsam diese Lage zu entschärfen. Unterstützen wir diese Gespräche, ergreifen wir die Initiative, ergreifen wir keine Partei, seien wir ehrliche Makler und bieten unsere Hilfe an.

Ich appelliere, nein, ich bitte inständig meine Kollegen hier im Parlament, kurz unsere politischen Differenzen beiseitezulegen. Unterstützen Sie diese Entschließung, unterstützen Sie den Frieden! Helfen Sie den Menschen in Kaschmir und der ganzen Region!

 
  
 

(Il Parlamento respinge la richiesta)

Mercoledì (seguito)

 
  
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  Presidente. – Ho ricevuto dal gruppo ID la richiesta di iscrivere, come ultimo punto del pomeriggio, prima degli interventi di un minuto su questioni di rilevanza politica, una dichiarazione della Commissione sulle violenze contro le donne e la situazione delle donne rifugiate. La discussione si concluderebbe con la presentazione di proposte di risoluzione, che sarebbero poste in votazione durante la prossima tornata.

 
  
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  Christine Anderson, im Namen der ID-Fraktion. – Herr Präsident! Ich beantrage die Erweiterung der Tagesordnung um folgenden Punkt: Gewalt gegen Frauen – Situation in Frauenhäusern.

Bedauerlicherweise werden Frauen in zunehmendem Maße Opfer von häuslicher Gewalt und Opfer sexueller Ausbeutung durch grenzüberschreitenden Menschenhandel. In ihrer verzweifelten Lage suchen sie Schutz in Frauenhäusern. Nicht selten jedoch machen sie die Erfahrung, dass sie den erhofften und verzweifelt benötigten Schutz aufgrund erschöpfter Aufnahmekapazitäten nicht finden. Wir lassen diese Frauen buchstäblich im Regen stehen. Wir dürfen ihre Schicksale nicht nur in Ausschüssen betroffen verfolgen – wie zum Beispiel in der Anhörung der Ausschüsse LIBE und FEMM, wo ich von einer jungen Osteuropäerin erfuhr, die unter falschem Vorwand nach Italien gelockt, dort zwangsprostituiert wurde, nur vorübergehenden Schutz in einem Frauenhaus fand, bevor man sie schließlich in die Obdachlosigkeit entlassen musste. Nein, dieses Thema müssen wir einer größtmöglichen Öffentlichkeit, nämlich hier im Plenum, zugänglich machen. Ich bitte Sie deshalb um die Unterstützung dafür, diesen Punkt der Tagesordnung hinzuzufügen.

 
  
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  Alice Kuhnke (Verts/ALE). – Mr President, my group, of course, agrees with the fact that we need to do more to end all violence against women. There’s no doubt about that.

However, on this specific request from the ID Group, we suggest voting against and instead adding a resolution to the debate on EU accession to the Istanbul Convention as well as other measures to combat gender-based violence.

The debate is scheduled for the next plenary session in November in Strasbourg.

Let us make sure that we, as a Parliament, use this resolution in November II to take a clear stance against any form of violence against women.

 
  
 

(Il Parlamento respinge la richiesta)

(L’ordine dei lavori è così fissato)

 
  
  

IN THE CHAIR: MAIREAD McGUINNESS
Vice-President

 
Last updated: 7 February 2020Legal notice - Privacy policy