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 Texto íntegro 
Procedimiento : 2019/0192(COD)
Ciclo de vida en sesión
Ciclo relativo al documento : A9-0045/2019

Textos presentados :

A9-0045/2019

Debates :

PV 16/12/2019 - 18
CRE 16/12/2019 - 18

Votaciones :

Explicaciones de voto

Textos aprobados :

P9_TA(2019)0085

Debates
Lunes 16 de diciembre de 2019 - Estrasburgo Edición revisada

18. Ayuda macrofinanciera a Jordania (debate)
Vídeo de las intervenciones
PV
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  Der Präsident. – Als nächster Punkt der Tagesordnung folgt die Aussprache über den Bericht von Luisa Regimenti im Namen des Ausschusses für internationalen Handel über den Vorschlag für einen Beschluss des Europäischen Parlaments und des Rates über eine weitere Makrofinanzhilfe für das Haschemitische Königreich Jordanien (COM(2019)0411 – C9-0116/2019 – 2019/0192(COD)) (A9-0045/2019).

 
  
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  Luisa Regimenti, Relatore. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Commissario, prendere la parola in questa illustre sede della plenaria in qualità di relatrice per questo importante dossier è per me un onore.

Sono molto soddisfatta del riscontro avuto in commissione INTA e del voto all'unanimità sulla relazione che ho presentato e con cui ho raccomandato la concessione di un terzo aiuto macrofinanziario di 500 milioni di euro al Regno hascemita di Giordania.

Per giungere a tale valutazione, è stato necessario analizzare con attenzione la situazione economica e sociale della Giordania e prendere atto dei lodevoli sforzi fatti da questo paese riguardo all'accoglienza dei profughi e alla lotta contro il terrorismo islamico nonché nel ripianare i precedenti prestiti contratti con l'Unione europea nei termini previsti.

Difatti, dalle valutazioni effettuate sull'attuazione dei precedenti programmi di aiuto macrofinanziario concessi alla Giordania, risulta che i fondi accordati, resi disponibili sotto forma di prestiti a basso interesse a lungo termine, hanno contribuito a preservare la stabilità macroeconomica del paese e hanno avuto soprattutto un impatto sociale positivo. I programmi sono stati inoltre attuati in modo efficiente e in stretto coordinamento con le autorità giordane.

Di fronte alla crescita rimasta debole e agli investimenti in calo, l'11 luglio 2019, le autorità giordane hanno chiesto ulteriori fondi all'Unione europea per far fronte al maggiore fabbisogno del paese in termini di finanziamenti esterni e di bilancio, in parte connesso alle condizioni di instabilità della regione, tra le quali vi è la presenza in Giordania di un numero elevato di rifugiati siriani.

Il 6 settembre 2019, la Commissione ha adottato una proposta per un terzo programma di aiuti fino a un massimo di 500 milioni di euro.

Ritengo che, considerati gli sforzi della Giordania rispetto alla crisi migratoria subita e alla lotta contro il terrorismo, e constatando gli innegabili sviluppi circa il livello di tutela dei diritti umani e della democrazia, tale terzo prestito rappresenti un valore aggiunto per l'Unione europea, aiutando un paese del vicinato di crescente rilevanza geopolitica a gestire problemi economici e sociali pressanti.

Come è difatti a tutti tristemente noto, il conflitto siriano ha portato a ricadute economiche negative in Giordania a causa dell’interruzione del commercio regionale, della riduzione delle entrate dal turismo, del deteriorarsi della fiducia degli investitori e alla diminuzione degli afflussi di capitale nella regione.

La pressione esercitata sui servizi pubblici giordani, soprattutto in materia di sanità, accesso ai beni essenziali e istruzione, è stata difficilmente sostenibile dal paese del quale, tuttavia, bisogna riconoscere lo sforzo lodevole nell'assicurare un'accoglienza dignitosa ai profughi che soggiornano per lo più in ambiente urbano e per i quali, nonostante le numerose difficoltà, è attualmente garantito l'accesso a un'assistenza sanitaria pubblica a prezzi accessibili e al mercato del lavoro.

Inoltre, ritengo sia importante considerare gli sforzi della Giordania nella lotta contro il terrorismo islamico, priorità dell'Unione europea e dei suoi Stati membri. La Giordania si rivela un partner strategico dell'Unione europea nella cooperazione in materia di tratta di esseri umani e traffico di armi da fuoco, nonché di scambio di dati personali tra Europol e le competenti autorità giordane per contrastare i fenomeni del terrorismo.

Il Regno di Giordania continua poi a progredire nell'affermazione dei principi democratici, a promuovere la coesistenza religiosa pacifica e a sostenere la libertà di religione e di credo, oltre a compiere significativi passi in avanti dal punto di vista sociale e umano sui diritti delle donne e protezione dei minori.

Non da ultimo, grazie alla progressiva liberalizzazione dei reciproci mercati, la presenza di un partner estero stabile è motivo di garanzia anche per le imprese dell'Unione europea per cui si configurano migliori opportunità per il commercio, l'imprenditoria e gli investimenti in Giordania.

Ribadisco in questa sede che è fondamentale assicurarsi che l'assistenza finanziaria concessa sia effettivamente mirata a incoraggiare lo sviluppo degli investimenti imprenditoriali e dei progetti del paese. Altrettanto necessario è che si garantisca con tutti gli strumenti a nostra disposizione un adeguato controllo dei fondi in loco, al fine di vigilare sul corretto e trasparente utilizzo del prestito erogato.

Tanto premesso, ritengo sia necessario mostrare con questo aiuto il sostegno dell'Unione europea ad un paese come la Giordania ed auspico che il prestito possa essere messo a disposizione in tempi brevi.

Di conseguenza, mi auguro che il voto di domani permetta la concessione dell'aiuto finanziario al Regno hascemita di Giordania.

 
  
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  Der Präsident. – Danke, Frau Berichterstatterin. Ich muss Ihnen nur mitteilen, dass Sie bereits eine Minute dreißig Ihrer Schlussbemerkungen in Anspruch genommen haben, sodass Sie am Ende der Debatte nur mehr 20 Sekunden zur Verfügung haben.

 
  
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  Paolo Gentiloni, Member of the Commission. – Mr President, let me thank the rapporteur, Ms Regimenti, and the Committee on International Trade (INTA) for the valuable work on the report, and for the spirit of cooperation. I would also like to thank the Committee on Budgets and the Committee on Foreign Affairs for their support.

It is worth recalling where Jordan is coming from. Since 2011 the Jordanian economy has been significantly affected by regional unrest, notably in neighbouring Iraq and Syria, which led to unforeseen economic shocks even if some of its structural weakness and lack of competitiveness predates 2011. This regional unrest has taken a heavy toll on growth, external receipts, and has strained public finances. The Syrian conflict has also impacted Jordan by causing a large inflow of around 1.3 million Syrians into the country. This large inflow of Syrian refugees increased pressure on Jordan’s fiscal position, public services and infrastructures.

In these difficult circumstances Jordan has so far managed to preserve macroeconomic stability, thanks to a broadly appropriate policy response and international support. With this in mind, and upon the request of the Jordanian authorities, the Commission adopted on 6 September a proposal for a new programme of macro-financial assistance to Jordan in the amount of EUR 500 million in loans. Building on the two previous macrofinancial assistance programmes successfully implemented, the new financial assistance will help Jordan to enhance the sustainability of its debt thanks to attractive terms of the loans, as well as to promote further structural reforms necessary to strengthen growth and the resilience of the economy. The programme is part of a wider international effort to support Jordan.

Of course this assistance will be conditional on a set of structural reform measures to be agreed in a memorandum of understanding, and also on the existing and successful reviews of the IMF programme. The programme is a concrete expression of the EU’s sustained commitment to supporting Jordan, which faces an adverse and complex economic situation in a region marked by a persistently challenging and volatile environment.

The European Parliament’s support for this proposal will send a clear and encouraging signal that the European Union lives up to its commitments and continues standing by Jordan and all the people living in that country.

 
  
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  David McAllister, im Namen der PPE-Fraktion. – Herr Präsident, Herr Kommissar, meine sehr verehrten Damen, sehr geehrte Herren, liebe Kolleginnen und Kollegen! Gestatten Sie mir als Vorsitzendem des Ausschusses für auswärtige Angelegenheiten einige wenige Anmerkungen zu diesem Thema. Wir haben es eben gerade sowohl von der Berichterstatterin wie auch vom Herrn Kommissar gehört – Jordanien steht vor enormen Herausforderungen: Die Wachstumsrate sinkt, die Staatsverschuldung wird größer, und die Arbeitslosenquote insbesondere unter jungen Menschen steigt. Viele äußere Umstände haben zu dieser Entwicklung beigetragen. Als Nachbarland von Syrien und als Nachbarland von Irak ist Jordanien unmittelbar von den schrecklichen bewaffneten Konflikten in der Region betroffen. Laut jordanischen Angaben – Kommissar Gentiloni hat diese Zahl gerade eben bestätigt – befinden sich derzeit rund 1,3 Millionen – 1,3 Millionen! – Syrer in Jordanien. Trotz der enormen Belastung für Staat und Gesellschaft ist der Umgang des Landes mit dieser schwierigen Situation vorbildlich.

Deshalb ist es so wichtig, dass wir als Europäische Union dem Ersuchen Jordaniens um eine makrofinanzielle Hilfe in Höhe von 500 Millionen Euro geschlossen zustimmen. Ich werde selber am 4. und 5. Januar in Jordanien vor Ort sein. Herr Kommissar Gentiloni, ich kann Ihnen nur zustimmen, dass wir als Europäisches Parlament dem Vorschlag der Kommission folgen sollten, um unserem Partner und unserem Verbündeten Jordanien weiterhin unter die Arme greifen zu können.

 
  
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  Jérémy Decerle, au nom du groupe Renew. – Monsieur le Président, Monsieur le Commissaire, au nom du groupe Renew, je tiens à apporter mon soutien au versement de cette troisième aide macrofinancière à la Jordanie. Nous pensons effectivement qu’elle pourra contribuer à soutenir ce pays dans ses efforts pour faire face à l’instabilité créée par le gouvernement syrien dans la région.

Nous rappelons également, à cette occasion, notre attachement à la politique de voisinage de l’Union européenne, essentielle aussi à la stabilité de notre territoire. Cependant, si, sur le fond, notre soutien à cette demande est total, nous regrettons qu’elle puisse être entre les mains, au Parlement européen, d’un rapporteur issu du groupe d’extrême droite Identité Démocratie.

Au nom du groupe Renew, composé d’Européens engagés et convaincus, nous tenons à réaffirmer haut et fort, dans cet hémicycle, notre rejet des idées eurosceptiques destructrices véhiculées par l’extrême droite. Nous dénonçons aussi le manque de cohérence consternant dont fait preuve cette famille politique en réhabilitant, d’un côté, Bachar El Assad et, de l’autre, en acceptant de venir en aide à ceux qui sont finalement ses principales victimes.

 
  
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  Thierry Mariani, au nom du groupe ID. – Monsieur le Président, permettez-moi tout d’abord de saluer la grande qualité du travail de notre collègue, Luisa Regimenti, qui a présenté ce rapport tout à l’heure. Elle précise avec raison combien le conflit syrien a désorganisé une société jordanienne déjà exposée à des défis importants: l’accueil des populations originaires de Palestine et la maîtrise de l’influence des Frères musulmans, notamment.

La Jordanie fait partie des pays les plus sérieux de la région, économiquement parlant. Sa monnaie est préservée et le pays travaille activement à l’épanouissement de son activité touristique. Luisa Regimenti évoque, avec pertinence d’ailleurs, la forte croissance économique dont Amman avait bénéficié jusque-là. J’ajoute que, fervent défenseur des chrétiens d’Orient, le roi de Jordanie a eu une attitude exemplaire envers les chrétiens jordaniens.

Le pays doit donc bénéficier d’une solution internationale concertée au profit des chrétiens irakiens et des Mandéens, qui ont fui l’organisation «État islamique» et doivent désormais trouver un endroit où reconstruire leur vie. Ce «paquet» de 500 millions d’euros de prêts, nous allons l’octroyer à la Jordanie, car ce pays porte le fardeau d’une crise internationale que personne ne veut résoudre. La frontière entre la Jordanie et la Syrie est ouverte depuis des mois, désormais. Comment expliquer qu’aucun plan international de réinstallation des réfugiés syriens ne soit établi?!

Chers collègues, nous avons l’occasion de renouveler la politique européenne au Levant, d’opter pour une politique stratégique; elle est nécessaire et, bien sûr, nous sommes tout à fait favorables au rapport présenté.

 
  
 

Spontane Wortmeldungen

 
  
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  Tudor Ciuhodaru (S&D). – Domnule președinte, domnule comisar, sunt Tudor Ciuhodaru, medic de urgență în Iași, România, la Spitalul Clinic de Urgență „Nicolae Oblu” și apreciez faptul că astăzi, Parlamentul European ia soluția corectă.

Sănătatea și viețile oamenilor nu trebuie să aibă culoare politică și, dacă vorbim despre valori europene, trebuie făcut orice, de către oricine, indiferent de culoarea politică, pentru ca aceste lucruri să fie susținute. Chiar dacă raportorul are o anumită culoare politică, sincer să fiu, este mai puțin important.

Cei din Iordania au nevoie de acest împrumut pentru a-și asigura sănătatea, pentru a putea supraviețui și noi, ca Parlament European, trebuie să ne arătăm, încă odată, cu deschiderea pentru cei care sunt cu adevărat partener în respectarea valorilor europene. Voi vota cu două mâini acest raport și apreciez activitatea Comisiei Europene.

 
  
 

(Ende der spontanen Wortmeldungen)

 
  
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  Paolo Gentiloni, Member of the Commission. – Mr President, I just wanted to underline the fact that the Council has already confirmed that it will approve the European Parliament position if Parliament adopts its position on the first reading immediately. In such a case, the process will be on track to be completed less than four months after the Commission presented the proposal. I think that such swift decision-making on a crisis instrument like macro-financial assistance is very relevant in general, and is absolutely needed for Jordan. So thank you to the rapporteur and to Parliament for this commitment.

 
  
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  Luisa Regimenti, Relatore. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, vi ringrazio per i vostri interventi e ringrazio in particolare il collega medico perché sono medico anch'io.

L'importanza e l'urgenza di questo dossier merita un'analisi che vada oltre le divisioni tra gruppi parlamentari. Mi auguro dunque che si possa confermare il voto positivo unanime espresso in commissione INTA.

Ci tengo a sottolineare che la validità e la necessità del voto positivo a questo dossier dovrebbe richiamare tutta l'Aula ad esprimersi secondo coscienza e soddisfacendo il dovere ultimo di tutti noi deputati di fare gli interessi degli Stati che rappresentiamo.

Per questi motivi, auspico che si possa giungere ad un voto positivo su questo dossier, che merita di essere valutato autonomamente, lasciando da parte dinamiche di gruppo e pregiudizi spesso infondati, sorti sul mio gruppo.

 
  
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  Der Präsident. – Die Aussprache ist geschlossen.

Die Abstimmung findet am Dienstag, 17. Dezember 2019, statt.

 
Última actualización: 7 de mayo de 2020Aviso jurídico - Política de privacidad