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Discussioni
Mercoledì 15 gennaio 2020 - Strasburgo Edizione provvisoria

Posizione del Parlamento europeo sulla conferenza sul futuro dell'Europa (discussione)
MPphoto
 

  Marco Zanni, a nome del gruppo ID. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi sembra che sia il Parlamento, dall'inizio di questa legislatura, sia la nuova Commissione abbiano puntato molto sull'organizzazione di questa conferenza, facendo percepire che questo sarà un pilastro del programma dei prossimi cinque anni, un pilastro di una riforma dell'Unione europea di cui, con composizioni e outcome ovviamente diversi, tutti i partiti e tutti i gruppi ravvisano la necessità.

Io però non credo che questo esercizio sia utile a dare risposte a quello che i cittadini ci hanno comunicato in questi anni e soprattutto con le elezioni di maggio. I cittadini non ci hanno chiesto di organizzare conferenze, di organizzare dibattiti, di organizzare agorà, ma sono anni che ci chiedono risposte concrete, che ci chiedono azioni. Allora il problema non è ascoltare i cittadini, sappiamo quello che vogliono, il problema è politico. Il problema è che queste istituzioni non sono state in grado, in questi anni, di dare risposte concrete, di fare politica, di rispondere ai tre grandi problemi che i cittadini europei oggi stanno affrontando, ovvero quello della crisi economica, quello della sicurezza interna e quello dell'immigrazione, che è un tema che a mio avviso manca anche nella risoluzione del Parlamento e che non può essere ignorato.

Io credo che questo tipo di esercizio possa aver senso se, prima di fare proposte, quest'Aula e queste istituzioni saranno in grado di fare una profonda autocritica su quello che hanno sbagliato in questi anni, perché di errori ne sono stati commessi e sono stati errori gravi, che hanno portato il continente a sprofondare, a non contare più nulla sullo scenario politico internazionale.

Se non capiamo che le riforme e la politica portata avanti negli ultimi vent'anni non hanno fatto altro che indebolire gli Stati, indebolire il nostro continente, rendere i nostri cittadini più poveri, qualsiasi proposta che andremo a discutere sarà solo un esercizio di marketing che non avrà nessun senso.

Io credo che l'obiettivo sia capire dove si è sbagliato (e purtroppo le istituzioni, ancora oggi, non hanno fatto una profonda autocritica), capire che, al contrario di quanto diceva il mio collega dei Verdi, il tema non è creare uno Stato federale – quello che non vogliono i cittadini, quello su cui i cittadini, quando sono stati chiamati a esprimersi, si sono sempre detti contrari – ma che si debba ripartire dalle nostre identità, che si debba ripartire dalla consapevolezza che senza gli Stati, senza le nostre nazioni, senza i nostri popoli, l'Europa non esiste.

 
Ultimo aggiornamento: 20 febbraio 2020Avvertenza legale - Informativa sulla privacy