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Forhandlinger
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Torsdag den 26. marts 2020 - Bruxelles Foreløbig udgave
1. Genoptagelse af sessionen
 2. Åbning af mødet
 3. Godkendelse af protokollen fra foregående møde: se protokollen
 4. Kalender over mødeperioder
 5. Udvalgenes og delegationernes sammensætning: se protokollen
 6. Anmodning om ophævelse af immunitet: se protokollen
 7. Undertegnelse af retsakter vedtaget efter den almindelige lovgivningsprocedure (forretningsordenens artikel 79): se protokollen
 8. Gennemførelsesforanstaltninger (forretningsordenens artikel 112): se protokollen
 9. Meddelelse om Kommissionens reaktion på Parlamentets udtalelser og beslutninger: se protokollen
 10. Andragender (jf. protokollen)
 11. Afgørelse om at udarbejde initiativbetænkninger: se protokollen
 12. Ændringer i udvalgshenvisninger (forretningsordenens artikel 56): se protokollen
 13. Modtagne dokumenter: se protokollen
 14. Bevillingsoverførsler og budgetafgørelser: se protokollen
 15. Arbejdsplan: se protokollen
 16. Afstemning om anmodninger om uopsættelig forhandling (forretningsordenens artikel 163)
 17. Genoptagelse af mødet
 18. Erklæring fra formanden
 19. En koordineret europæisk indsats over for covid-19-udbruddet (forhandling)
 20. Bekendtgørelse af resultatet af afstemningen om anmodningerne om uopsættelige forhandling (forretningsordenens artikel 163)
 21. Genoptagelse af mødet
 22. Afstemning om ændringsforslag
 23. Genoptagelse af mødet
 24. Bekendtgørelse af resultatet af afstemningen om ændringsforslagene
 25. Endelig afstemning
 26. Genoptagelse af mødet
 27. Bekendtgørelse af resultatet af den endelige afstemning
 28. Stemmeforklaringer: se protokollen
 29. Stemmerettelser og -intentioner: se protokollen
 30. Delegerede retsakter (forretningsordenens artikel 111, stk. 2): se protokollen
 31. Godkendelse af protokollen fra dette møde og fremsendelse af vedtagne tekster: se protokollen
 32. Tidspunkt for næste møde: se protokollen
 33. Hævelse af mødet
 34. Afbrydelse af sessionen


PRESIDENZA DELL'ON. DAVID MARIA SASSOLI
Presidente

1. Genoptagelse af sessionen
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  Presidente. – Con la tornata straordinaria di oggi dichiaro ripresa la sessione del Parlamento europeo interrotta martedì 10 marzo 2020.

 

2. Åbning af mødet
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(La seduta è aperta alle 10.00)

 

3. Godkendelse af protokollen fra foregående møde: se protokollen
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4. Kalender over mødeperioder
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  Presidente. – In considerazione della gravità della situazione e del significativo aumento dei casi di Covid-19 nell'Unione europea, la Conferenza dei presidenti ha deciso, giovedì 19 marzo, su proposta del Presidente di modificare ulteriormente il calendario delle attività del Parlamento del 2020, per motivi di forza maggiore e come misura di sicurezza e di tutela della salute pubblica.

In vista dello svolgimento di una tornata straordinaria oggi, giovedì 26 marzo, è annullato lo svolgimento delle tornate precedentemente previste per il 1° e 2 aprile, il 22 e 23 aprile, il 3 e 4 giugno a Bruxelles. La tornata inizialmente prevista dall'11 al 14 maggio a Strasburgo, si svolgerà il 13 e 14 maggio a Bruxelles; la tornata inizialmente prevista dal 15 al 18 giugno a Strasburgo, si svolgerà il 17 e 18 giugno a Bruxelles; la tornata inizialmente prevista dal 6 al 9 luglio a Strasburgo, si svolgerà l'8 e il 9 luglio a Bruxelles.

La situazione sarà naturalmente riesaminata dalla Conferenza dei presidenti alla luce dell'evoluzione della pandemia di Covid-19. Il calendario provvisorio rivisto è disponibile sulla pagina web della plenaria.

 

5. Udvalgenes og delegationernes sammensætning: se protokollen
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6. Anmodning om ophævelse af immunitet: se protokollen
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7. Undertegnelse af retsakter vedtaget efter den almindelige lovgivningsprocedure (forretningsordenens artikel 79): se protokollen
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8. Gennemførelsesforanstaltninger (forretningsordenens artikel 112): se protokollen

9. Meddelelse om Kommissionens reaktion på Parlamentets udtalelser og beslutninger: se protokollen

10. Andragender (jf. protokollen)

11. Afgørelse om at udarbejde initiativbetænkninger: se protokollen

12. Ændringer i udvalgshenvisninger (forretningsordenens artikel 56): se protokollen

13. Modtagne dokumenter: se protokollen

14. Bevillingsoverførsler og budgetafgørelser: se protokollen

15. Arbejdsplan: se protokollen
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16. Afstemning om anmodninger om uopsættelig forhandling (forretningsordenens artikel 163)
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  Presidente. – Il primo punto all'ordine del giorno reca la votazione sulle richieste di applicazione della procedura d'urgenza, avanzate dalla Commissione in base all'articolo 163 del regolamento.

Voteremo su tre richieste:

– assegnazione di bande orarie negli aeroporti della Comunità: norme comuni;

– misure specifiche volte a mobilitare gli investimenti nei sistemi sanitari degli Stati membri e in altri settori delle loro economie in risposta all'epidemia di COVID-19 (Iniziativa di investimento in risposta al coronavirus);

– assistenza finanziaria agli Stati membri e ai paesi che stanno negoziando l'adesione all'Unione europea pesantemente colpiti da una grave emergenza di salute pubblica.

Prima della votazione possono essere ascoltati soltanto l'autore della richiesta, un oratore contro e il presidente o il relatore della commissione competente.

Qualcuno in Aula desidera prendere la parola?

(Nessun deputato desidera intervenire)

Le informazioni relative allo svolgimento della votazione sono state distribuite lunedì per mail a tutti i deputati. Due votazioni di prova hanno già avuto luogo lunedì e ieri per dare modo a tutti i deputati di familiarizzarsi con la procedura.

Il turno di votazioni sulle procedure d'urgenza sarà aperto dalle 10.00 alle 11.00.

Tutte le votazioni della giornata odierna saranno per appello nominale. I deputati potranno verificare la loro votazione e i risultati stessi della votazione nel documento che sarà pubblicato oggi sul sito della plenaria.

Ricordo ai deputati le istruzioni per la votazione:

I deputati riceveranno adesso dalla casella di posta elettronica "plenaryvote@europarl.europa.eu" la scheda per la votazione sulla procedura d'urgenza ai sensi dell'articolo 163.

I deputati sono invitati a:

– stampare la scheda di voto;

– scrivere il loro nome e indicare il loro voto (favorevole, contrario o astensione) sulla scheda (vi saranno tre votazioni sulla stessa scheda, una per ciascuna proposta messa in votazione);

– firmare la dichiarazione solenne sulla scheda di voto;

– effettuare una scansione o una fotografia della scheda;

– inviare la scansione o la fotografia della scheda firmata alla casella di posta elettronica plenaryvote@europarl.europa.eu.

Se i deputati non sono riusciti a procurarsi una stampante, sono invitati a chiedere al loro assistente locale di stampare la scheda di voto e di consegnargliela, in modo che i deputati possano firmarla e inviarla.

Solamente nel caso in cui ciò sia impossibile, i deputati possono copiare a mano la scheda di voto in modo chiaro e leggibile, compresa la dichiarazione solenne che si trova in calce alla stessa, indicare chiaramente il loro nome e firmarla.

Solo le schede di voto inviate dall'indirizzo ufficiale del Parlamento del deputato e che recano il nome del deputato e il voto in forma leggibile con relativa firma saranno considerate voti espressi.

Saranno prese in considerazione soltanto le schede di voto ricevute nella casella di posta elettronica entro la chiusura della votazione (alle ore 11.00).

I deputati che saranno presenti nell'emiciclo voteranno secondo le stesse modalità degli altri deputati, vale a dire a distanza.

La votazione è aperta. Vi invito a votare entro e non oltre il termine delle 11:00.

I risultati delle votazioni sulle richieste di procedura d'urgenza saranno comunicati alle 12.30.

Le dichiarazioni di voto potranno essere presentate per iscritto. Eccezionalmente, saranno accettate dichiarazioni di voto di un massimo di 400 parole.

(La seduta è sospesa alle 10.10)

 

17. Genoptagelse af mødet
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(La seduta è ripresa alle 10.33)

 

18. Erklæring fra formanden
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  Presidente. – Care colleghe e cari colleghi, signora Presidente, benvenuta in Aula. Vi rivolgo il mio saluto in questo momento così difficile e delicato per l'Europa e per i nostri cittadini. Mi auguro che voi, le vostre famiglie e i vostri cari siate tutti in buona salute.

Stiamo vivendo una situazione straordinaria e inaspettata, che ci ha condotto in queste settimane a prendere delle decisioni senza precedenti, anticipando spesso la rapida evoluzione delle circostanze, con l'obiettivo di proteggere la salute del nostro personale e dei deputati e, allo stesso tempo, garantire la vita democratica della nostra Istituzione.

Abbiamo dovuto rallentare, certo, ma nessuno si è fermato e credo che questo sia il segnale più importante, perché la democrazia non può essere sospesa, soprattutto nel mezzo di una crisi così drammatica.

È nostro dovere, anzi, proprio in questi tempi così difficili, essere al servizio dei nostri cittadini che tanto stanno soffrendo; dare loro una guida e una speranza per affrontare questo momento buio e i momenti che verranno. Come legislatori noi abbiamo i mezzi, la possibilità e il dovere di essere utili.

Oggi siamo qui vicini, seppur lontani, riuniti con questo formato inedito del Parlamento europeo, straordinario, ma determinati tutti a dare il nostro contributo nella lotta a questa pandemia, garantendo la nostra funzione democratica e la continuità dei lavori del Parlamento, perché è solo così che possiamo rendere un servizio alle persone, alle nostre comunità, ai nostri Paesi, al personale sanitario che si sta sacrificando nelle corsie dei nostri ospedali in tutta Europa.

Qualche giorno fa questo orribile virus ci ha colpito molto da vicino, portandosi via anche una giovane vita: un ragazzo che lavorava proprio qui con noi al Parlamento europeo. Alla famiglia del caro Giancarlo vanno le nostre più sentite condoglianze, così come vanno alle famiglie di tutte le persone che hanno perso la vita a causa della Covid-19.

Voglio rivolgere un pensiero a tutte le persone che questo virus lo combattono quotidianamente con coraggio e determinazione, alle persone malate, prima di tutto, al personale medico che in tutta Europa lavora senza sosta, e un saluto a tutti i nostri cittadini che, con il loro comportamento responsabile e disciplinato, saranno decisivi per debellare questa pandemia.

C'è bisogno di tutta la nostra forza, di tutta la nostra energia e collaborazione e di anche un po' di pazienza, naturalmente, per far sì che questa giornata di plenaria straordinaria del Parlamento, così particolare e atipica, si possa svolgere serenamente, perché con le nostre decisioni potremmo dare ossigeno a chi in questo momento è in prima linea nell'affrontare quest'emergenza.

 

19. En koordineret europæisk indsats over for covid-19-udbruddet (forhandling)
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  Presidente. – Care colleghe e cari colleghi, l'ordine del giorno reca "Dichiarazioni del Consiglio e della Commissione: risposta coordinata europea all'epidemia di Covid-19 (2020/2610(RSP)).

Ricordo agli onorevoli deputati che per questa discussione non sono previste le consuete procedure del catch-the-eye o del cartellino blu.

Vi informo che la Presidenza del Consiglio, non potendo partecipare ai nostri lavori, mi ha trasmesso una dichiarazione scritta che provvederò a inviare a tutti i deputati.

Dò il benvenuto alla Presidente della Commissione europea, la signora von der Leyen, a cui dò subito la parola.

 
  
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  Ursula von der Leyen, présidente de la Commission. – Monsieur le Président, Mesdames et Messieurs les députés, je tiens tout d'abord à remercier tous ceux qui ont rendu possible cette séance extraordinaire, dans ces conditions tout aussi extraordinaires.

Il est difficile de réaliser à quel point et de quelle façon le monde a changé depuis notre dernier rendez-vous. En un clin d'oeil, un virus qui apparaît à l'autre bout du monde devient une pandémie tueuse aux conséquences tragiques ici aussi en Europe.

D'un jour à l'autre, nos modes de vie ont changé. Nos rues se sont vidées. Nos portes se sont fermées. Et nous sommes passés de la routine quotidienne au combat de notre vie. Pendant ce temps, nous avons vu la fragilité de la vie mise à nu sous nos yeux. Et nous avons vu une tragédie au cœur de l'Europe, d'une ampleur inimaginable il y a quelques semaines encore.

Je suis de tout coeur avec toutes les victimes et tous leurs proches et nos pensées, nos meilleurs vœux vont à ceux qui luttent pour leur vie en ce moment ou qui sont malades chez eux.

Mais si le virus frappe fort, les citoyens européens sont aussi puissants. Je tiens à rendre hommage aux hommes et aux femmes qui mènent ce combat. Je pense aux infirmières, aux médecins et aux aides-soignants en Italie, en Espagne, dans toute l'Europe, qui ont couru vers le danger sans se poser la moindre question. Ces héros qui mettent tout en jeu jour après jour pour sauver nos parents, pour sauver nos grands-parents, les amis et les collègues, les voisins et les étrangers.

L'Europe vous doit à tous une dette de gratitude. Aux remplisseurs de rayons et aux ramasseurs de poubelles, aux assistants funéraires et aux assistants d'éducation, aux camionneurs et aux nettoyeurs, aux ouvriers et aux boulangers, à tous ceux qui aident notre monde à tourner, l'Europe vous doit à tous une dette de gratitude.

But what is unique about this fight is that every single one of us has a role to play. Every single one of us can help repay that debt – by keeping our distance, we can slow down the spread of the virus.

The numbers in the last few days have shown that we can bend the trend, but only if we all do our share. Yes, it is painful to stay away from our family, especially when we are worried about their physical and their mental health. And, yes, it is painful for those for whom home is not a happy or a safe place to be. It is painful for those who have plans put on hold, or things they worked so hard for, cast into doubt.

But this is why I am convinced that while we may be sitting further apart than usual, we must work closer together than ever before. We must look out for each other. We must pull each other through this because if there’s one thing that is more contagious than this virus, it is love and compassion.

And, in the face of adversity, the people of Europe are showing how strong that can be. Small acts of kindness, compassion, solidarity are helping to spread hope through all Europe.

From volunteering, to balcony singing; from sending postcards, to the lonely to shopping for the elderly; from hotels offering their beds for free, to restaurants donating their food; from luxury perfumes and vodka producers making sanitising gel; to car makers and fashion houses producing masks.

This is the example that the European Union must follow. By each doing our little bit, we can truly help each other a lot. And our role as Europe’s institutions, policy-makers and leaders is to show that same trust, that same unity and that same leadership. We all share this responsibility. None of us can do it alone. And, certainly, no Member State can handle this crisis on their own. Because in this crisis, and in our Union more generally, it is only by helping each other, that we can help ourselves.

But the story from the last few weeks is partly a painful one to tell. When Europe really needed to be there for each other, too many initially looked out for themselves. When Europe really needed an ‘all-for-one’ spirit, too many initially gave an ‘only-for-me’ response. And when Europe really needed to prove that this is not only a fair-weather union, too many initially refused to share their umbrella.

But it was not long before some felt the consequences of their own uncoordinated action and this is why over the last few weeks, we took exceptional and extraordinary measures to coordinate and enable the action that is needed. Since then, things are improving, and Member States are starting to help each other to help themselves.

Europe is now really stepping up, but the people of Europe are watching what happens next. And we all know what is at stake.

What we do now matters for today, as well as for the future. The outbreak of the Corona virus is first and foremost a public-health emergency and we will stop at nothing to save lives. To do that, we are lucky to have, and to be able to rely on, the best health-care professionals in the world – from Milan to Madrid and beyond. They are producing miracles every single day. But as we have seen, both there and elsewhere, the scale of the outbreak is stretching them to breaking point.

They urgently need equipment, the right equipment, they need the right amount of it and they need it right now. But instead of that, what we saw was crucial equipment stuck in bottlenecks or at borders for days, and this is why we had to take matters into our own hands, as far as we could, to relieve these blockades.

This is why we are creating the first ever European stockpile of medical equipment, such as ventilators, masks and lab supplies. The Commission will finance 90% of this stockpile through rescEU. This is why we launched several joint procurement with Member States for testing kits, ventilators and protective equipment.

Twenty-five Member States joined the latter and there: good news. Since Tuesday, we know that their demands for masks, gloves, goggles and face shields can be matched by the producers. The first deliveries should start in the coming weeks. And because knowledge saves lives in a pandemic, we set up a European team of scientists – experts to help us come up with coordinated measures that we all can follow.

I personally chair these discussions twice a week. Doing so has only deepened my conviction that we will need to draw on all that makes us strong to get through this together and then to get back on our feet again. We have no stronger asset for this than our unique single market.

A successful European response can only be coordinated if our internal market and our Schengen Area work the way they should. A crisis without borders cannot be resolved by putting barriers between us. And yet, this is exactly the first reflex that many European countries have. This simply makes no sense, because there is not one single Member State that can meet its own needs when it comes to vital medical supplies and equipment. Not one.

The free movement of goods and services is therefore our strongest and, frankly, our only asset to ensure supplies can go where they are needed most. It makes no sense that some countries unilaterally decided to stop exports to others in the internal market. And this is why the Commission intervened when a number of countries blocked exports of protective equipment to Italy.

It is why we issued guidelines for border measures to protect health and keep goods and essential services available. It is why we are calling for priority green lanes for transport of goods. These will ensure that crossing the border takes no more than 15 minutes, and they will help ensure that goods and supplies can go where they are needed, and we all can avoid shortages.

It pains me that we had to do this, but our coordinated approach is now bearing fruit. The internal market is already functioning better, and we all welcome the news that hospitals in Saxony and took patients from Lombardy while others from the Grand-Est in France are now being treated in the Grand Duchy of Luxembourg. This only goes to prove that it is only by helping each other that we can help ourselves.

The whole set of measures that we have taken reflects the unprecedented situation we’re all in. But as I said earlier, the people of Europe are watching what happens next. And they, of course, want us to do everything we can to save as many lives as we can, but they are also thinking about the day after.

They are thinking about what job will they have to go back to, what will happen to their business and to their employers? What will happen to their savings and their mortgage? They will worry about their parents, their neighbour, their local community. They will know that their governments had to make difficult decisions to save lives, yes.

But they will also remember who was there for them and who was not. And they will remember those that acted and those who did not. And they will remember the decisions that we take today, or those we will not. The point is that sometime soon there will be a day after. And our job is to make sure, that on that day, and on all that follow it, the European Union is there for those who need it.

What do we do now really matters and this is why we launched the Corona virus response investment initiative to help direct EUR 37 billion to mitigate the impact of the crisis, to save lives, jobs and businesses. This is why we adopted the most flexible ever temporary rules on state aid: to enable Member States to give a lifeline to their businesses.

The first cases were approved in record time within a matter of hours. This is why, for the first time in our history, we have activated the general escape clause in the Stability and Growth Pact. That means that Member States can use all the firepower they have to support those in work, or those out of work, to support businesses, small and big, and to support people through these tough times.

Meine Damen und Herren Abgeordneten! Das ist das Europa, an das sich die Menschen am Tag danach erinnern sollen: ein Europa, das im Schnelldurchlauf arbeitet, wenn es sich so anfühlt, als hätte die ganze Welt auf Pause gedrückt. Ein Europa, das für seine Menschen und Mitgliedstaaten da ist, wenn sie es dringend brauchen. Ein Europa, das Einfühlungsvermögen hat und Mitgefühl über alles andere stellt. Ein Europa, das in Zeiten der Not widerstandsfähig und selbstlos zugleich ist. Das ist das Europa, das ich mir wünsche.

Es ist exakt jenes Europa, von dem unsere Gründungsväter und Gründungsmütter in der Asche des Zweiten Weltkriegs träumten. Als sie diese Union aus Menschen und Nationen schufen, stand ihnen schmerzlich vor Augen, wohin Selbstsucht und übertrieben nationales Denken führen können. Es ging ihnen darum, ein Bündnis zu schmieden, in dem aus gegenseitigem Vertrauen gemeinsame Stärke wächst – das war ihr großer Gedanke, aus dem binnen Jahrzehnten eine einzige Gemeinschaft in Freiheit und Frieden entstand: unsere Europäische Union.

Und heute, angesichts eines unsichtbaren Feindes, werden diese Grundwerte unserer Union auf die Probe gestellt. Wir müssen uns alle aufeinander verlassen können! Wir müssen uns wieder alle gegenseitig durch die harten Zeiten helfen. Im Augenblick ist es unsere allererste Pflicht und Priorität, das Leben und die Existenzgrundlagen der Europäerinnen und Europäer zu retten. Aber der Tag wird kommen – und ich hoffe, in nicht allzu ferner Zukunft –, an dem wir nach vorne blicken und gemeinsam den Aufschwung gestalten müssen. Und dann werden wir Lehren ziehen und entscheiden müssen, was für eine Europäische Union wir künftig wollen.

Und wenn wir das tun, dann sollten wir uns nicht auf die falsche Debatte einlassen, ob wir mehr oder ob wir weniger Europa brauchen. Wir sollten uns lieber darauf konzentrieren, wie wir diesen Sturm nutzen können, um sicherzustellen, dass wir dem nächsten besser standhalten können. Denn der Wunsch nach einer widerstandsfähigen und einer lebenswerten Heimat Europa eint uns doch alle – ob Nord oder Süd oder Ost oder West. Und seien wir uns bewusst: Die Entscheidungen, die wir heute treffen, die werden lange in Erinnerung bleiben, und sie werden das Fundament unserer Europäischen Union von morgen prägen.

Wir stehen an einer Weggabelung: Wird uns dieses Virus endgültig in Arm und Reich spalten, in die Wohlhabenden und die Habenichtse, oder werden wir ein starker Kontinent bleiben, ein ernst zu nehmender Akteur auf dieser Welt? Können wir aus dieser Lage vielleicht sogar stärker und besser herauskommen? Können wir unsere Gemeinschaften angesichts der Krise näher zusammenrücken lassen? Können unsere Demokratien an Ansehen gewinnen?

Und wenn man sich die vielen Akte der Zuwendung, der Freundlichkeit und des menschlichen Anstands in ganz Europa anschaut, dann sieht man, dass wir allen Grund haben, optimistisch in die Zukunft zu schauen. Unser Europa hat alles in der Hand, was nötig ist. Und wir sind bereit, alles zu tun, was nötig ist, um diese Krise zu meistern!

Verehrte Abgeordnete, in den letzten Tagen haben viele von Ihnen das Zitat von Jean Monnet über das Schmieden Europas in den Zeiten der Krise verwendet, und das gilt auch heute! Aber es gibt ein weiteres Zitat von einem anderen Gründungsvater, das meiner Meinung nach ebenfalls zusammenfasst, wo wir heute stehen. Konrad Adenauer sagte: „Geschichte ist auch die Summe der Dinge, die man hätte vermeiden können.“ Liebe Freundinnen und Freunde, die Geschichte schaut auf uns. Lassen Sie uns gemeinsam das Richtige tun, mit einem großen Herzen und nicht mit siebenundzwanzig kleinen! Lang lebe Europa! Vive l´Europe! Long live Europe!

 
  
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  Presidente. – Come vi dicevo, era previsto l'intervento della Presidenza del Consiglio che però non ha potuto partecipare ai nostri lavori. La Presidenza mi ha trasmesso una dichiarazione scritta che provvederò a inviare a tutti i deputati.

Permettetemi naturalmente di rivolgere anche un saluto agli amici croati che sono stati colpiti dal terremoto: a loro la nostra solidarietà, la nostra amicizia e la nostra vicinanza.

 
  
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   Statement by Nikolina Brnjac, President-in-Office of the Council, on behalf of the Council of the European Union at the extraordinary Plenary Session of the European Parliament

(in writing)

President, Honourable Members, first, I wish to thank the European Parliament for this extraordinary session today so that important measures can be adopted.

I regret that I cannot be with you in person on such an important occasion, and I would like to thank President Sassoli for granting me this opportunity to address you in writing from Zagreb during this extraordinary plenary.

Allow me to begin with a few words about the terrifying earthquake of 5.5 magnitude on the Richter scale, which hit my capital Zagreb and its surroundings this Sunday. It was the strongest earthquake in this area in the last 140 years. Our homes, hospitals and churches, even the Cathedral, sustained extensive material damages.

Newborn babies and their mothers with masks were carried into the freezing hospital yards, people were physically injured and traumatized with fear and uncertainty, and most tragically, one young life was lost.

Since then, Zagreb and its surroundings have been hit by more than 80 smaller earthquakes and aftershocks; we had strong winds and snow showers. Zagreb could not stay at home even in the midst of the COVID-19 epidemic.

I would like to use this opportunity to praise our citizens who exhibited incredible feats of courage, solidarity and togetherness, our public services, our military and police, our firemen and engineers and our media who all worked tirelessly and patiently to assist and inform people in these terrible circumstances.

I also wish to thank everybody for their messages of support, solidarity and friendship, as Zagreb witnessed these two simultaneous emergencies.

Our fight against COVID-19 pandemic continues, and strict measures introduced to contain its spread and slow down the epidemiological curve remain our priority in Zagreb and the whole of Croatia.

Moreover, we remain aware of our responsibilities as the Presidency of the Council of the European Union in these difficult moments and we shall keep performing them to the best of our abilities.

Allow me therefore another comment outside the designated subject :

I am proud that in these exceptional circumstances, we have managed to reach a true Enlargement policy milestone, by deciding to open accession negotiations with the Republic of Albania and the Republic of North Macedonia.

Coming back to our main subject: The coronavirus is a global crisis. But right now, that crisis is hitting hardest in Europe and the situation has been worsening by the hour. For the moment, we are the continent that has the biggest number of people that are infected and the highest number of fatalities.

Before I continue, I would like to pay tribute to the victims, in Europe and elsewhere, and express my deepest sympathy with their relatives and loved ones. I also wish to acknowledge and praise the outstanding efforts and hard work by the healthcare services throughout Europe and the world in these difficult times. They are on the front line, tirelessly fighting the spread of the virus.

I also wish to express our solidarity with all those who are ill, in intensive care or in quarantine. And we should not forget those who are doing their utmost to ensure we continue to have the basic goods and services that we all need in our everyday life. We must help and support each other throughout this pandemic and I believe we will come out of it stronger.

The coronavirus is not only an unprecedented health crisis, but it is also a serious threat to the EU economy and society, which build on free movement. In response, the members of the European Council have identified five key priorities for the EU and its Member States.

These are: limiting the spread of the virus, measures to secure access to medical equipment, promoting research, tackling socio-economic consequences and helping EU citizens stranded abroad to return home.

As regards public health, our focus has been and will continue to be on minimizing human suffering, people falling ill and dying. We need to reduce the number of active cases as much as possible so that our health care systems have a sufficient number of places for treatment, including intensive care.

This is why the EU and its Member States took very drastic measures to achieve social distancing. These have been difficult decisions aimed at reducing the infection rate, but although necessary and justified, they have immense impact on our citizens, their private, professional and social life. Since those measures were introduced some 10 days ago, we hope soon to see the number of daily new cases diminish.

The free movement of goods is in normal times the cornerstone of our prosperity and growth. In this time of crisis, swift and undisrupted access to essential goods must also be guaranteed. To this aim the internal market must function properly.

It is time now to show solidarity with those who are at this point in time the most affected and in need of life-saving equipment. We therefore welcome the concrete measures that the European Commission has taken in cooperation with Member States to ensure the supply of medicines and medical equipment.

We support the Commission’s efforts to improve the situation as regards access to Personal Protective Equipment, through joint public procurement initiatives, engagement with the industry and purchases via the Civil protection framework.

In order to be able to tackle cross-cutting issues, the Croatian Presidency is also making full use of the Integrated Political Crisis Response (IPCR), which provides for efficient information exchange between Member States, including at ministerial level whenever needed.

It is impossible to overstate the significant impacts that this health crisis will have throughout the globe on many sectors of our economy. Given the interconnectedness of our economies, close coordination of fiscal and monetary policies will be key to tackling this crisis. We stand ready to act if the situation worsens, always keeping in mind the need to ensure proportionality and flexibility in our response.

Over the years, we have built robust yet flexible rules in domains such as fiscal policy, financial regulation and state aid. Staying within the boundaries of such frameworks, while exploiting their flexibility to the full extent, will allow us to provide the adequate immediate relief, while at the same time ensuring credibility and sustainability in the long term.

In concrete terms, with the support of Member States, the Commission will use the general escape clause of the Stability and Growth Pact, allowing Member States to undertake measures to deal adequately with the crisis, while departing from the budgetary requirements that would normally apply under the European fiscal framework.

Then, in order to minimise the damage on the productive fabric of our societies, also linked to the necessary containment measures taken in these weeks, massive liquidity support for firms have been announced by many Member States, amounting to exposures of several percentage points of GDP.

In parallel, our financial regulators have already expressed their willingness to provide the maximum flexibility to banks and credit institutions to channel and complement public support, while the Commission has announced a temporary relaxation of state aid rules to ensure and expedite approval of public support schemes for enterprises facing difficulties, especially in sectors and regions most directly affected by the crisis.

Finally, all Member States have announced important social measures to support the employment status and income of affected workers, in the form of reinforced automatic stabilisers and ad hoc measures to ensure the widest coverage of the measures taken.

Furthermore, beyond creating the framework of regulatory conditions to allow Member States to implement these targeted support policies, EU institutions have also set up important Europe-wide initiatives. I would mention the Commission's Corona Response Investment Initiative; the EIB's announcements on working capital lending for European firms and catalysing additional investments in SMEs and midcaps; and the ECB Governing Council's announcement of a €750bn Pandemic Emergency Purchase Programme (PEPP).

Honorable members, as you know, the formal Council meetings had to be postponed due to the rapid spread of the COVID-19 pandemic. The Croatian Presidency, in an effort to ensure the necessary continuation of the Council's work, initiated changes to the Council's Rules of Procedure which enable the use of a written decision-making procedure within the Council, as well as regulating the issue of holding and preparing video conferences, which entered into effect on March 23rd.

A number of informal ministerial meetings were held via video conferences in the last weeks.

On March 18th, the EU transport ministers debated the implications of COVID-19 on transport and agreed cooperation to ensure a smooth flow of goods (food, medicines, medical equipment) with an emphasis on safeguarding freedom of movement across borders; as well as health and safety measures for transportation workers.

On 19th March, an exchange of views of EU social and employment ministers took place on the impact of COVID-19 on social policy and employment across 3 topics: i.) possible reallocation of EU funds to new "corona" initiatives; ii.) measures to mitigate the impact of COVID-19 on SMEs and the self-employed; iii.) alternative childcare solutions (for working parents), and other vulnerable groups.

On 20th March, an informal high-level videoconference of Ministers responsible for Internal Market and EU Competitiveness was held on the impact of COVID-19 on the EU economy, with an exchange of views on: i.) ways to ensure a sufficient level of production capacity for medical equipment to meet the needs of all MS ; ii.) measures taken regarding the economic consequences of the pandemic; iii.) ways of enabling free movement of the functionality.

On 23 March a teleconference of EU Ministers of Economy and Finance was held, with a focus on: i.) the economic impact of the COVID-19 crisis; ii.) the flexibility of the Stability and Growth Pact; iii.) the impact of COVID-19 on the European Semester 2020. They took stock of the situation and proposed additional targeted measures as necessary.

A teleconference of foreign ministers was held on March 23, discussing: i. repatriation of EU citizens; ii.) international cooperation; iii.) public diplomacy and misinformation issues; and iv.)geopolitical and economic implications of repatriation, especially for EU citizens who are not residents of third countries (students, tourists, etc.). The ministers also discussed the medical equipment issues and inaction among MS, which creates fertile ground for the intervention of third countries.

COVID crisis was also discussed at video conferences of Ministers for European Affairs on March 24th and Ministers of Agriculture on March 25th, and will be discussed at the upcoming meeting of Ministers responsible for Regional and Cohesion Policy on March 27th.

The key message expressed by the Council, is that above all we need to strengthen the solidarity between Member States, cooperation and exchange of information.

Moreover, the Council mandates for the proposals on Corona Investment Initiative Regulation and for a proposal to amend the European Solidarity Fund Regulation, as well as for the proposal amending the Slot Regulation, were urgently discussed and adopted on March 18th and 20th, respectively.

There is thus an impressive set of national and Europe-wide initiatives with a significant amount of resources mobilised, in the context of an adjusted regulatory framework to ensure a smooth deployment of the instruments.

To conclude, we are constantly monitoring the situation, to be able to react as swiftly as needed. We are now in the epicentre of the crisis, and it is only through solidarity, unity, and close cooperation among all of us that we can contribute to diminish the impacts of this global outbreak in the most efficient way.

Today, the members of the European Council will follow-up, by video-conference, on the EU's response to the crisis. They will focus on the main strands of action, notably: limiting the spread of the virus; the provision of medical equipment; promoting research, and tackling the socio-economic consequences of the outbreak.

In the face of this unprecedented challenge, we are determined to continue the joint work of the European institutions and the Member States in a coordinated, swift, responsible and united manner to find effective solutions to address many serious problems that now arise.

I would like to thank the European Parliament for taking the steps that will allow our two institutions to act quickly on the Commission proposals in the light of these exceptional circumstances, and for its good cooperation on these proposals, on which you will vote later today.

I wish you a fruitful debate and I extend to you my heartfelt desire that you and your loved ones stay safe.

I look forward to addressing you at the plenary as soon as the situation permits.

 
  
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  Esteban González Pons, on behalf of the PPE Group. – Mr President, we welcome your resolution to get things done, like the joint procurement of personal protective equipment. Those are positive steps. Now we need to go further.

In the short term we need a lot more resources in health-care industry to fight against the Corona virus. We need to guarantee the free flow of goods and medicines across borders. We need to guarantee pensions and salaries. No one must be left behind. We need to secure the functioning of our critical services, both physical and digital.

In the long term, we need a relaunch of the industrial production of medical equipment in Europe. We need to invest more in medical research and in the fight against diseases, and we need to address the economic impact of the crisis. We want our economies to survive the crisis. Our workers and our small and medium-sized enterprises, our fishermen, our farmers must survive this crisis.

I will continue in my mother tongue.

En Italia, en España, en Francia muchos se están preguntando dónde está Europa. En estos tiempos se considera desleal criticar a los Gobiernos nacionales o regionales, pero sigue siendo aceptable criticar al Gobierno europeo, como si la Comisión no fuera también el Gobierno de cada uno de nosotros.

Yo quiero aclarar, primero, que la Comisión está haciendo todo lo que le permiten las competencias; y, segundo, que ningún Gobierno nacional le ha pedido que haga nada más que lo que le permiten las competencias.

Frente a un único problema, los Estados miembros europeos han dado veintisiete respuestas diferentes, más de cincuenta si se tienen presentes las regiones con competencias en Sanidad, como si el virus se detuviera ante cada frontera. No están fallando las instituciones europeas, está fallando la solidaridad entre los Gobiernos europeos. No falla la Unión Europea, falla el europeísmo de los líderes nacionales europeos.

La Organización Mundial de la Salud ha tratado el virus como lo que es, una pandemia, una enfermedad contagiosa de alcance planetario. Pero los Gobiernos europeos lo siguen tratando como si se tratara de veintisiete infecciones nacionales diferentes, incluso de infecciones regionales.

Hoy el virus se está cebando con Italia, España y Francia, pero no sabemos cómo evolucionará mañana. No sabemos si se va a extender igual por otros países europeos y cuándo. No sabemos si volverá en otoño y por dónde. No sabemos si explotará en África, Oriente Próximo o Rusia, y qué consecuencias tendrá entonces para nosotros. La verdad es que no sabemos qué va a pasar.

Por eso es preciso tener presente que la solidaridad que hoy demos es la solidaridad que mañana recibiremos. De eso va ser europeos.

Hoy contemplamos dos Europas diferentes, la del Consejo —que se reúne esta tarde— y la que cada noche, a las ocho, sale a los balcones a aplaudir a los médicos y enfermeras de Europa. Este Parlamento debe ser de la Europa que, pese a estar confinada, habla el mismo idioma de balcón a balcón, y no de esa otra Europa que, pese a tener traductores, es incapaz de entenderse. Este Parlamento no debe cerrar durante la crisis, porque el Parlamento es la casa de la esperanza.

En mi país, con menos de cincuenta millones de habitantes, llevamos más muertos que en China, que tiene más de mil millones de habitantes. Estamos viviendo un infierno. En mi país, más de cinco mil médicos, enfermeras, auxiliares y personal de ambulancias se han contagiado. En mi país, muchos hospitales están desbordados. En mi país, los pacientes de coronavirus mueren solos, sin un familiar que les cierre los ojos. Y se les entierra solos.

Esto no es una guerra. Esto es una epidemia. Los médicos no nos piden medallas al valor ni arcos de triunfo, nos piden presupuesto en Sanidad. No nos piden discursos de sangre, sudor y lágrimas, nos piden cosas más sencillas, como piedad y mascarillas, como dignidad y respiradores, como consuelo y test del virus. ¿De verdad no podemos compartir eso entre los europeos? ¿De verdad no vamos a ayudarnos unos a otros cuando pase la enfermedad?

La generación que más está sufriendo el virus es la de los padres de Europa. El virus está atacando a la generación que nació en la posguerra; está atacando a la generación que construyó la economía europea; está atacando a la generación que generalizó la sanidad pública y la educación pública; está atacando a la generación que devolvió la democracia a España, Portugal y Grecia; está atacando a la generación que derribó el muro de Berlín; está atacando a la generación que renunció al franco y al marco en favor del euro. El virus está atacado a la generación de los padres de Europa, y lo mínimo que se merecen es que nosotros les demostremos que Europa está ahí cuando ellos la necesitan. Y que sea verdad.

Me uno a la presidenta Ursula von der Leyen y termino diciendo: ¡Viva Europa!

 
  
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  Javier Moreno Sánchez, a nome del gruppo S&D. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, signora Presidente, oggi è una sessione un po'strana: quest'Aula è quasi vuota ma la nostra casa della democrazia europea, come Lei ha ben detto, Presidente, continua e continuerà la sua attività al servizio di tutti i cittadini europei.

Oggi dobbiamo tutti adottare le misure proposte e continuare il nostro lavoro.

Quiero dirigir mis primeras palabras en nombre de todo el Grupo S&D, de su presidenta, y especialmente de la delegación española, a todas las personas que han perdido a seres queridos. Nuestro más sincero pésame. También nuestro deseo de una recuperación rápida para aquellas personas afectadas por la enfermedad.

Quiero también que, desde esta Cámara, como lo hacemos —lo decía Esteban— todas las tardes desde nuestros balcones, aplaudamos al personal sanitario en agradecimiento por su combate sin descanso contra la pandemia mundial. Y que aplaudamos también a todos los ciudadanos y las ciudadanas que siguen trabajando para que en la medida de lo posible la vida siga su curso, haciéndola más llevadera a los demás. Junto con el comportamiento ejemplar de la ciudadanía, son la mejor arma para ganar la guerra a esta pandemia. Solo unidos y coordinados a nivel europeo venceremos al virus y recuperaremos la vida normal. También el crecimiento de nuestras economías.

Necesitamos una estrategia conjunta para hacer frente a la evolución escalonada de la epidemia. Las decisiones que tomemos hoy son un primer paso para encauzar positivamente y con esperanza el futuro de nuestras sociedades y de la Unión. Tenemos que actuar a corto, medio y largo plazo pensando exclusivamente en el bienestar y el futuro de la ciudadanía.

Los ciudadanos esperan una respuesta comunitaria coordinada que refuerce nuestro sistema sanitario y resuelva las necesidades urgentes de material, que garantice la distribución de alimentos y bienes esenciales y, sobre todo, que acuda al rescate para mitigar los efectos negativos de las medidas extraordinarias que están adoptando los Gobiernos para contener el virus y que afectan ya negativamente a nuestras economías y especialmente a los trabajadores, que están muy preocupados por su empleo.

Hoy votamos un paquete de medidas urgentes que garantizan la utilización de los Fondos Estructurales y los instrumentos disponibles del presupuesto de 2020 para que los Estados miembros puedan ayudar con la flexibilidad necesaria a las regiones más afectadas.

También tenemos que suspender temporalmente las reglas sobre la asignación de las franjas horarias y acabar con los llamados «vuelos fantasma», que tienen un elevado coste económico y medioambiental.

Estas primeras medidas se unen a las anunciadas por el Banco Central Europeo, las de la Comisión Europea y las del BEI para asegurar una cierta relajación de las normas de estabilidad presupuestaria y para lo más importante en estos momentos —y la presidenta lo ha dicho—: la compra conjunta de material sanitario urgente para combatir la pandemia y salvar vidas.

Pero necesitamos medidas más ambiciosas, en particular en materia de política fiscal, para apoyar los esfuerzos nacionales y garantizar la solidaridad financiera. Por eso, los socialistas europeos, en consonancia con la iniciativa lanzada por el presidente Pedro Sánchez, hemos pedido a los líderes europeos y a la Comisión la aprobación de un plan con veinticinco medidas urgentes para combatir la crisis social y económica generada por el COVID-19. Una hoja de ruta que no deje a nadie atrás y que incluya a los más vulnerables.

Por eso, reclamamos un nuevo plan Marshall de inversión europea común, financiado con un instrumento de deuda común que contemple la emisión de eurobonos y la activación del Mecanismo Europeo de Estabilidad, con una línea específica de crédito sin condiciones macroeconómicas adicionales.

También pedimos que se ponga en marcha un seguro europeo de desempleo, que se combine con un sistema europeo temporal de renta mínima, para proteger a todos los tipos de trabajadores y trabajadoras, especialmente en los sectores del campo y de la pesca.

Por último, y entre otras medidas, pedimos una mejor coordinación e intercambio de información entre los Estados miembros respecto al cierre de fronteras y las restricciones. Tenemos que salir de esta hibernación económica y productiva sin perder ni empresas ni capital humano por el camino.

 
  
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  Dominique Riquet, au nom du groupe Renew. – Monsieur le Président, laissez-moi d'abord, au nom du groupe Renew, exprimer notre solidarité pour tous les Européens touchés par l'épidémie et notre soutien aux soignants qui assument leur mission dans des conditions souvent difficiles.

Je veux d'abord m'exprimer comme médecin et député européen pour souligner que, si l'Europe est une solidarité économique et monétaire, combien plus nécessaire est la solidarité sanitaire. Les égoïsmes nationaux, le désordre, voire la discorde, sont non seulement condamnables, mais ils sont pires, contre-performants. La pandémie n'est pas comme les nationalismes, elle ignore les frontières et se nourrit de nos discordances.

En tant que membre de la commission des transports et rapporteur pour les slots, je vous demande de bien vouloir soutenir, en urgence et sans amendements, la proposition de la commission telle qu'amendée et modifiée par le Conseil. La suspension de la règle des 80/20 permettra d'éviter des vols à vide pour une durée nécessaire, de façon à éviter toute altération environnementale et économique dans un mode de transport dramatiquement touché par cette épidémie et dont l'avenir même, d'ailleurs, est en jeu.

Permettez-moi d'ajouter que toutes les chaînes d'approvisionnement, de logistique, nécessaires pour soutenir, par tout mode de transport, et pour assurer à la population son approvisionnement, au monde sanitaire les capacités de lutter contre l'épidémie, aux forces de sécurité les moyens d'assurer une stabilité sociale, que toutes ces chaînes doivent être consolidées, facilitées, et qu'elles représentent non seulement un moyen de stabiliser l'Europe, mais bien sûr de lutter contre la maladie.

Pour conclure, juste un mot pour dire que je souhaite que s'applique à nous, à l'Europe et à chacun de ses citoyens, ainsi qu'à tous leurs représentants ici présents, le vieil aphorisme qui dit: tout ce qui ne nous tuera pas nous rendra plus forts.

 
  
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  Nicolas Bay, au nom du groupe ID. – Monsieur le Président, gouverner c’est prévoir, disait le député français Émile de Girardin. En l’occurrence, l’épidémie de Covid-19 a permis aux institutions européennes de s’illustrer de manière plus spectaculaire encore que d’habitude par une succession d’errements, de lacunes et d’échecs.

Beaucoup, ici, et plus encore au sein de la Commission européenne, voient l’Union européenne non pas seulement comme un supermarché, mais comme un super-État. Évidemment, ils prétendent que ce serait un échelon plus efficace que les nations pour répondre aux grands défis et aux grands enjeux. Eh bien, nous avons là un grand défi et vous êtes absents.

Incapables, d’abord, d’analyser les informations pourtant disponibles. Depuis décembre, Bruxelles n’a cessé de minimiser les risques liés au virus. Vous-même, Madame von der Leyen, vous avez reconnu avoir – je cite – sous-estimé cette crise. Vous maniez l’euphémisme à merveille.

Incapables, ensuite, d’anticiper une telle crise qui est pourtant un risque majeur dans une économie que vous avez voulue ouverte et mondialisée. L’Union européenne n’a jamais constitué les stocks de masques, de tests et de produits nécessaires pour faire face à l’urgence.

Incapables aussi de concevoir une vision de puissance et d’établir une stratégie industrielle, l’Union européenne a laissé se délocaliser nos savoir-faire. 80 % des principes actifs de nos médicaments viennent aujourd’hui de Chine.

Incapables, enfin, de dépasser ses dogmes, l’Union européenne a, jusqu’au bout, refusé, le contrôle de nos frontières, jusqu’au bout, refusé de remettre en cause la sacro-sainte libre circulation, de suspendre les vols en provenance de Chine, par exemple, ou des autres régions à risque. Elle ne s’y est résolue qu’une fois la décision prise par les nations.

Un virus n’a pas de passeport, disaient-ils comme des moutons, Macron en tête d’ailleurs. Mais les personnes contaminées, avec ou sans passeport, peuvent entrer et circuler librement dans nos pays. Madame von der Leyen, le 13 mars, et encore il y a quelques minutes, vous avez fustigé ceux qui font des contrôles aux frontières, ce qui est une mesure absolument évidente et de bon sens. Vos carences et votre aveuglement idéologique sont des causes directes de la situation actuelle. En refusant d’appliquer des principes de précaution élémentaires, vous avez mis les Européens en danger.

Avec cette crise, la prétendue solidarité européenne est apparue pour ce qu’elle est: un mantra que vous scandez pour vous convaincre de son existence. L’Union européenne n’a même pas été capable de renforcer ou de coordonner l’action de ses États membres. La réalité démontre que seuls les États, avec souvent bien des défaillances et bien des retards, ont fini par agir.

Vous n’avez même pas l’excuse d’avoir été trop concentrée, par exemple, pour répondre à l’invasion migratoire lancée par la Turquie. Ici aussi, l’Union européenne a été absente, laissant la Grèce seule. Elle a été soutenue humainement, matériellement par d’autres nations, mais sans l’aide de Bruxelles.

Pareillement, la Russie ou la Suisse, et même – c’est presque humiliant – la Chine aident plus l’Italie et la France ou l’Espagne dans cette crise sanitaire que ne le fait l’Union européenne. L’Europe, la vraie, une civilisation commune faite de nations immortelles, s’est animée pendant que Bruxelles restait sonnée et sclérosée, tout juste bonne à ouvrir des négociations d’adhésion en catimini avec un État mafieux et islamisé comme l’Albanie.

Les peuples vous jugeront sur votre sens des priorités. L’épidémie de Covid-19 est un clou de plus, peut être le dernier, dans le cercueil d’une bureaucratie supranationale et impotente. Car l’heure du bilan viendra et avec elle, celle, pour les décideurs, de rendre des comptes. Gouverner, c’est prévoir, disait Émile de Girardin, en ajoutant: ne rien prévoir, c’est courir à sa perte.

 
  
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  Ska Keller, on behalf of the Verts/ALE Group. – Mr President, in these dire times, my sympathy and that of all my Group – and I’m sure all this House – goes to the victims of COVID-19 and to their families. Our thanks and gratitude go to all the workers on the front lines for tackling this crisis and for ensuring the basic functioning of our society, even in times of a lockdown.

Thanks and gratitude are, however, not enough. This crisis makes clear how much we all depend on the tremendous work of often underpaid and overworked people, be it in hospitals, shops or care facilities. We must reflect our gratitude by ensuring the improvement of their pay and of their working conditions. In times of crisis, we need solidarity among neighbours, among citizens and also among EU Member States and it took a long time before solidarity started to appear. First, there were acts that were the opposite – export bans for medical equipment, and border closures that left people desperately trying to get home, stranded at borders for hours and days in very unsafe sanitary conditions. Luckily, this has finally changed. Now countries are starting to learn from each other – sending medical supplies and treating patients from different countries. This is what European solidarity looks like, and we urge all Member States with available capacities to support such actions and relieve those hardest hit.

What is more, European solidarity must not stop at EU borders. In particular, support, including financial, technical and medical, should be extended to the countries that are working to join the EU in the future. In these dark times, the EU must stand in solidarity with the Western Balkans.

While many of the measures necessary right now fall under national competence, there’s quite a lot of things that the EU can and should do at this moment, including coordinating the response actions of Member States, as well as pooling best practices in supporting those groups most impacted by the corona crisis. The single market must reinforce the efforts to tackle the crisis. Intense cooperation must exist between the EU institutions and Member States to ensure that medical supplies, food and other essential goods can move freely across borders to meet needs across the EU.

The economic consequences will be very serious. The EU and the Member States have to think outside of their self-imposed limits and be courageous and be creative in finding and delivering the medical, social and economic means to overcome COVID-19. This includes using every financial instrument at our disposal to support the millions of people who lost their job or lost their income because of this crisis. To help the hardest-hit countries, we need common bonds like the corona bonds, so that Italy, but also other countries, can get back on their feet and further economic turmoil in the eurozone can be prevented.

Extraordinary times need extraordinary measures and, to fight the spread of the virus, restrictions have been put into place. However, restrictions on fundamental rights to fight this outbreak must be as limited as possible. They must be effective, necessary and proportionate. We must not allow this crisis to be used as a pretext for undermining democratic checks and balances. Governments need to remain accountable to democratically elected parliaments and to the people that they serve, especially in times of crisis. Solidarity means that we have a responsibility not to forget the most vulnerable groups in our societies, such as women and children who are not safe at home, homeless people, people living in extreme poverty, but also refugees, who often live in overcrowded facilities. It is especially worrying to see the situation in many Greek islands, where refugees live in unbearable conditions without any or much access to sanitary facilities or to medical support. Those islands need to be evacuated immediately before a big humanitarian catastrophe happens as a result of COVID-19 spreading to camps, where sanitation and isolation is impossible. Many towns and many communities all over Europe are very ready to accommodate refugees. Member States should finally allow them to help.

Together, with solidarity, we will overcome this crisis one day, but when the immediate threat is lowered, there will still be things to do. We will have to help the economy to recover from the severe shock with an investment plan that is also geared towards a social and ecological transition. We will have to draw the lessons from the crisis.

While today is not the day for us to see all the consequences and all the lessons that we should draw from this, there are some lessons that are very obvious already, for example, that people who do work that is of absolute importance to all of us – like health workers, cleaners, supermarket workers, etc. – need to be valued according to their importance, not just by applauding them, but also by paying them fairly, i.e. much, much better. Our health system should not be subject to austerity and should not have to aim to gain profits. Hospitals, doctors and nurses are what we ultimately all depend on, and they need to be able to perform their tasks and have capacities and reserves. As I myself come from a medical family, both the daily struggles of the health system as well as the risks doctors and nurses are taking in these extraordinary times, strike close to home. The deep appreciation of medical care these days needs to continue post-crisis and to enable a better resourced medical system.

This crisis is testing us all – as citizens, as Member States, as Europe – and while we have to physically stand apart, we can see a growing common spirit among people in Europe. All of Europe is mourning the victims of the virus. All of Europe is applauding the front—line workers. This crisis has brought Europeans together in their hearts. Now let’s also make sure we are uniting Europe in our answers to this crisis, and we will prevail.

 
  
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  Derk Jan Eppink, on behalf of the ECR Group. – Mr President, on behalf of the ECR Group, I want to express my sympathy with all citizens and companies affected by this pandemic. Firstly, I would like to welcome the emergency package of nearly EUR 40 billion from current funds in the EU budget.

Let us, ladies and gentlemen, put pragmatism first. The Commission should radically restructure the Multiannual Financial Framework still under negotiation. Money assigned to climate policy has to be mobilised to address the Corona pandemic. We need more money for Corona and less for the climate law which Mr Timmermans presented here some time ago.

To those pushing for the creation of eurobonds – now called ‘Corona bonds’ – through the European Stability Mechanism, I would like to say it is not an effective way to revitalise the European economy. Setting up mutualised bonds for monetary financing of national debt would require significant hurdles to overcome, not least in Germany, where these transfers would require the consent of the German Parliament.

Again, pragmatism first: companies and people urgently need cash. The best way to proceed is to urge national central banks to provide credit at a zero interest rate. Bonds go to banks, but we need credit going straight to citizens and companies.

Ms von der Leyen, perhaps I can ask you a question: because you invoked Konrad Adenauer, a Chancellor I very much respect, about what could we have done better – what went wrong? And perhaps we have to ask the question and come to the conclusion that the EU was too late to take this crisis seriously. The United States took action. You criticised the United States for cutting the aviation connections with Europe. Later on the EU did the same.

So were we too much focused on climate change and too little on the Corona crisis and therefore we were too late to take action? These are lessons we have to study, we have to discuss also in this Parliament, because this is the question that Konrad Adenauer would have asked right now.

 
  
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  Manon Aubry, au nom du groupe GUE/NGL. – Monsieur le Président, je souhaite d’abord adresser, au nom de notre groupe de la Gauche unitaire européenne, toutes nos pensées aux victimes et à leurs proches que l’épidémie a frappés. Je les adresse également à celles et ceux dont le travail, constamment dénigré, s’avère aujourd’hui vital pour tous.

Chers collègues, nous nous trouvons à la croisée des chemins, alors qu’une crise sanitaire sans précédent nous frappe et qu’une crise économique et sociale nous guette.

Une Europe qui protège, une Europe unie dans la diversité, une Europe solidaire, voici les slogans dont l’Union européenne s’est targuée. Soit nous leur donnons enfin un sens concret, soit ils seront balayés et l’Union s’effondrera avec eux.

Une Europe qui protège d’abord veillerait sur ses travailleurs essentiels. En France, une infirmière en EHPAD a relayé le cri du cœur de milliers de soignants européens. Elle dit: «On veut des masques, des putains de masques!». Faute de protection, nos grands-parents meurent par centaines dans les EHPAD des Vosges, de l’Île-de-France, de Madrid ou de Milan. Avant d’applaudir les soignantes, les caissières et tous ceux dont nos vies dépendent, aidons-les. N’attendons pas le bon vouloir des entreprises, réquisitionnons et produisons les protections sanitaires dont nous avons besoin.

Une Europe unie, ensuite, doit assurer une réponse sanitaire coordonnée. Mais quand l’Italie cesse toutes les productions non essentielles, le gouvernement français, lui, menace les entreprises qui souhaitent suspendre leur activité. Résultat: livreurs Deliveroo, techniciens Airbus, ouvriers du bâtiment, nombreux sont aujourd’hui les salariés qui continuent d’aller bosser la boule au ventre dans des secteurs qui sont pourtant non indispensables, même jusqu’ici, les jardiniers du Parlement européen que j’ai croisés ce matin.

Quand l’Espagne confine, les Pays-Bas jouent la carte de l’immunité collective. Quand l’Allemagne, elle, teste massivement sa population conformément aux recommandations de l’OMS, d’autres États attendent passivement les malades aux portes de leurs hôpitaux. Viktor Orbán, lui, en profite de son côté pour s’attribuer les pleins pouvoirs dans un silence assourdissant de l’Union européenne. La République tchèque et l’Italie, quant à elles, vont même jusqu’à se disputer des livraisons de masques.

Voici le triste visage d’une Europe profondément désunie que nous montrons aujourd’hui face à une crise qui n’épargnera aucun État membre. La solidarité des peuples devrait pourtant donner une raison d’être à l’Europe que la concurrence n’a jamais unie.

Mettons en place une planification sanitaire commune, listons les industries indispensables et protégeons les autres travailleurs. Partageons notre production de matériel sanitaire, définissons enfin des consignes claires et une stratégie commune pour anticiper la levée du confinement dans l’ensemble des États européens.

Voilà comment nous pourrons envisager une sortie de la crise sanitaire sur notre continent si interdépendant. Faute de quoi, l’épidémie reviendra comme un boomerang.

Une Europe solidaire, enfin, mettrait dès aujourd’hui tout en œuvre pour protéger les moins fortunés et les plus vulnérables face à la crise économique qui s’annonce. La mise en place immédiate d’un fonds d’urgence grâce au travail de la commission REGI, que je voudrais ici saluer, va dans la bonne direction. La suspension du Pacte de stabilité et de croissance fait vaciller l’obsession de l’austérité, mais bien d’autres tabous devront tomber, en commençant par la politique monétaire, qui doit servir les États et les citoyens plutôt que les banques.

Les recettes usées du néolibéralisme ne doivent pas survivre au virus. Ce ne sont pas ces vieux dogmes que nous devons protéger, mais bien les peuples européens, quoi qu’il en coûte.

 
  
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  Esther de Lange (PPE). – Voorzitter, deze ongekende situatie stelt ons allemaal eigenlijk voor dezelfde keuze: dragen we ons steentje bij, zorgen we voor elkaar, zien we naar elkaar om, of staan we aan de zijlijn en proberen we ons gelijk te halen, gaan we puur voor ons eigenbelang?

Now, dear colleagues, is not the moment for political grandstanding or for point-scoring. Now is the moment to fight this together. And now is not even the moment to have a debate about national versus European competences.

No matter how frustrating we find it that those who always fight strong competences for the European Union, those who always resisted a strong Europe, are now screaming the loudest: ‘where is the European Commission?’

No matter how frustrating we find that, now is not the moment for that debate. Now is the moment to fight together.

[...] en het steentje dat wij hier vandaag bijdragen is heel erg klein. We stellen geld beschikbaar uit de Europese begroting, we zetten de slots-wetgeving buiten werking, maar Esteban González Pons heeft namens de EVP-Fractie al gezegd wat er nog meer moet gebeuren. Allereerst het in de benen houden van ons midden- en kleinbedrijf, de ruggengraat van deze Europese Unie. Meer medisch materiaal, op welke manier dan ook. Wat mij betreft hebben we dus volgende maand weer een urgente procedure, bijvoorbeeld om de Verordening medische hulpmiddelen buiten werking te zetten. Nu is niet het moment om nieuwe wetgeving los te laten die potentieel verhindert dat er nieuwe mondkapjes et cetera op de markt komen. Dus wat mij betreft komen die collega’s weer bij elkaar om ervoor te zorgen dat dat materiaal daar waar mogelijk beschikbaar komt.

De echte bijdrage wordt geleverd door de schoonmakers, door de bakker die elke ochtend weer zijn zaak opendoet, en door al het medisch personeel. Ik kom uit een gezin van drie dochters van wie ik absoluut de minst belangrijke baan heb op dit moment. Mijn zussen werken beiden in de medische sector. De ene is verpleegkundige en hoofd van een afdeling. Zij heeft haar ziekenhuis de afgelopen week op drie manieren moeten omvormen om maar om te kunnen gaan met deze crisis. De andere is operatieassistent en heeft zich vrijwillig gemeld om ingezet te worden in de strijd tegen deze uitbraak. Zij zijn de helden van deze crisis, niet wij. Wij dragen een heel klein steentje bij. Strakjes komt de grote discussie waarbij wij onze bijdrage weer moeten leveren, en die gaat over de langere termijn. Willen wij zo afhankelijk zijn als we zijn van andere delen van de wereld als het gaat om fundamentele medicijnen? Als India de knop omdraait, hebben wij geen paracetamol meer. En als de Zwitserse medicijnengigant Roche, die zelf geen testen kan leveren, weigert om de receptuur van zijn testvloeistof beschikbaar te stellen, dan vraag ik mij in deze crisis af: “Wie is hier de baas, de farmaceutische industrie of de mensen die hier werken aan een betere samenleving?” En net zoals voor de lange termijn ziekenhuizen permanent protocollen hebben om met nieuwe situaties om te gaan, moet straks ook de Europese Unie protocollen hebben en een crisisunit om toekomstige uitbraken te managen.

Ik sluit af. De oudere generatie zegt tegen mij: “De huidige omstandigheden doen ons denken aan de Tweede Wereldoorlog.” Je kan niet gaan en staan waar je wilt en er zijn tekorten in winkels. Onnodige tekorten, trouwens, maar ze zijn er in sommige winkels. De jongere generatie – mijn zoon is negen – zal zich deze tijd nog herinneren als een tijd waarvan we dachten dat hij nooit zou aanbreken. De puinhopen zullen weliswaar niet zo groot zijn als na de Tweede Wereldoorlog, maar wij zullen na deze crisis puin moeten ruimen. En dan is de grote vraag: wil je bij degenen horen die verbinden, die omzien naar elkaar en die zorgen voor elkaar, of bij de gelijkhebbers die roepen aan de zijlijn? Ik heb mijn keuze gemaakt en ik dank de voorzitter van de Europese Commissie dat zij ook bij de verbinders en de bouwers wil horen. Ze heeft daarbij onze steun.

 
  
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  Brando Benifei (S&D). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente von de Leyen, ci troviamo forse dinanzi alla crisi più grave dalla Seconda guerra mondiale: l'epidemia della Covid-19 si è diffusa con una rapidità spaventosa e ha fatto migliaia di vittime in Europa e nel mondo.

Esprimo innanzitutto, anche a nome della delegazione del Partito democratico al Parlamento europeo, la mia vicinanza ai malati, alle famiglie e a tutti coloro che hanno perso i propri cari e ringrazio i medici, gli infermieri e gli operatori sanitari che stanno combattendo in prima linea.

Solo alcune settimane fa, in quest'Aula, noi eurodeputati italiani avvertivamo della gravità di quanto stava accadendo in Italia, il primo Paese europeo colpito. Il governo, per far fronte alla situazione, ha dovuto introdurre misure sempre più rigide, chiedendo alla popolazione la collaborazione per debellare il virus e abbassare la curva dei contagi. Misure considerate esagerate da alcuni, ma che sono state poi invece adottate da tutti gli altri Paesi europei.

Si tratta di misure che hanno però avuto un costo altissimo per le nostre economie e per la vita di migliaia di persone, che in queste settimane hanno visto il loro reddito e la loro libertà ridursi. Penso a coloro ai quali è stato chiesto di restare a casa, in particolare al mondo del commercio, del turismo, dell'imprenditoria, con grandissime perdite economiche e rischi per i posti di lavoro. Penso a coloro che al lavoro invece devono andare, oltre al citato personale medico e sanitario, a tutti coloro che tengono in piedi il Paese e l'Europa in queste settimane difficili: gli autotrasportatori, gli operai, chi lavora nei supermercati, le forze dell'ordine.

Per questa ragione ho sottoscritto e sostengo convintamente l'appello dei sindacati europei, affinché ogni decisione presa oggi, in sede europea e nazionale, venga presa tenendo al centro il mondo del lavoro.

La Commissione europea ha varato buone misure per fornire liquidità immediata ai Paesi dell'Unione: le voteremo oggi, molti miliardi di fondi comunitari anche per il mio Paese, l'Italia, e un aiuto per il settore aereo europeo.

La BCE, inoltre, ha introdotto un programma di acquisti estremamente significativo – 750 miliardi – che si aggiunge a programmi precedenti. Il patto di stabilità è stato sospeso, lo sappiamo. Adesso serve però un piano straordinario in vista della ricostruzione, dunque una condivisione ancora maggiore dei costi a livello europeo.

Come Partito democratico ci stiamo battendo per chiedere che questa risposta europea sia all'altezza della sfida, come chiedono i cittadini e le organizzazioni con tante richieste e petizioni in queste ore. Ad esempio quelle di Science for democracy e di HUMANS; l'appello degli accademici guidato da Roberto Castaldi e Daniel Innenarity, che stanno raccogliendo, insieme a tanti alti appelli e richieste dai cittadini, moltissime adesioni.

Lo ha detto bene la Presidente von der Leyen: questa è una crisi europea, non dei singoli stati, e come tale va affrontata. Il suo costo, quindi, deve essere condiviso.

Insieme al gruppo dei Socialisti e Democratici abbiamo lanciato un piano d'azione fondato su 25 proposte nel breve e nel lungo periodo: bisogna creare eurobond, introdurre un'indennità di disoccupazione europea, delineare uno schema temporaneo di reddito minimo europeo.

Sul fronte sanitario occorre centralizzare a livello comunitario la ricerca sul vaccino e gli acquisti di materiale sanitario. Ma è ormai necessaria una riforma anche delle competenze in campo sanitario e delle regole fiscali, dimostratesi non all'altezza dell'emergenza, oltre ad estendere il sistema delle risorse proprie, per superare l'estenuante negoziato degli Stati membri e per aumentare i fondi per rispondere alle sfide che abbiamo davanti.

Il Presidente italiano Conte, insieme al Presidente Macron, al Presidente Sanchéz, al Presidente Costa e ad altri cinque capi di Stato e di governo, ha inviato una lettera agli altri omologhi europei, affrontando molti di questi temi. Oggi tutti insieme questi leader si riuniranno e il Parlamento europeo deve lanciare loro un messaggio chiaro: affrontate questa situazione con la serietà e la determinazione necessarie, come europei, per lottare per una causa comune, come ha scritto in queste ore il presidente Mario Draghi.

Fallite e avrete sulle spalle il vostro fallimento e il fallimento di tutta la nostra storia, rappresentata da quest'Aula, quel miracolo che proprio qualche settimana fa Liliana Segre qui ci ha ricordato, il miracolo dell'Europa unita.

Combattiamo dunque insieme questa crisi, come europei impegnati in una lotta comune. Se falliamo, questa crisi e questa emergenza non ci daranno un'altra possibilità.

 
  
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  Frédérique Ries (Renew). – Monsieur le Président, Monsieur le Commissaire, quelle émotion pour nous de prendre la parole ce matin dans cet hémicycle, si semblable et pourtant si différent de celui, familier, que nous connaissons. Nos premières pensées ce matin vont bien évidemment aux victimes et à leurs familles et nos remerciements infinis aux soignants et à tous les autres qui sont au front, qui sont en première ligne, bien souvent au péril de leur propre vie. Merci, mille fois merci, et merci aussi au nom de tous mes collègues qui n'ont pas pu, pour cause de confinement, être avec nous ce matin.

La Commission a donc pris des mesures fortes pour faire face à une crise sanitaire et à un tsunami économique et social sans précédent – je ne vais pas revenir sur les mesures annoncées par la présidente von der Leyen. C'est bien, c'est essentiel, mais ce ne sera pas assez. C'est un plan Marshall européen dont nous avons besoin, avec très probablement la levée des tabous que cela impliquera. On sait tous – on l'a dit, on l'a répété – les compétences étriquées qui sont celles de l'Union en matière de santé. Mais le monde entier est en train de se réinventer aujourd'hui. Face à la pandémie, l'Union européenne et les États membres ont tardé et ont avancé en ordre dispersé. J'ai entendu la présidente nous dire que depuis mardi, la demande en masques, gel et respirateurs est satisfaite. Mais cette cacophonie tragique – à laquelle ont fait front tous les personnels soignants, dans tous les hôpitaux, dans toutes les maisons de retraite, tous ceux qui sont en première ligne et qui le sont toujours – ne peut plus se répéter, jamais.

J’en viens au point dont je voulais vous parler ce matin: les médicaments. Quatre molécules sont testées en ce moment par les chercheurs de sept États membres, rassemblés sous la bannière européenne: la validation des résultats est prévue dans six semaines. On fait quoi en attendant? Les États-Unis et l'Inde avancent et font des OPA massives sur l’hydroxychloroquine. C'est l'une des quatre pistes qui sont étudiées: utilisée déjà en Chine et en France par le professeur Raoult, une vieille molécule efficace contre la malaria qu'il s'agit maintenant de valider contre le Covid-19. En attendant, avec elle, on sauve des vies. Il y a des problèmes de déontologie, mais je vous le dis, on sauve des vies. À mon sens, la Commission doit prendre langue avec les labos pharmaceutiques et s'assurer que les stocks seront disponibles si et quand le traitement sera validé. Que ce soit cette piste-là ou l'une des trois autres. C'est un principe de précaution, purement et simplement. Sauf à se dissoudre, donc, car c'est aussi, et on ne l'a pas dit encore, une crise existentielle que nous traversons ici. Ne nous y trompons pas, cette bataille-là, nous devons la gagner parce que le grand danger qui nous guette, ce serait le jour d'après de reprendre business as usual comme le jour d'avant. Ça, c'est un no way.

Je suis confiante que l'Europe sortira réinventée et plus forte de cette crise.

 
  
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  Marco Campomenosi (ID). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo cominciare con una sua citazione. Lei a luglio disse: "È un virus da tenere a bada" e si riferiva a noi, al mio partito, al mio gruppo politico. Ecco, forse nell'entusiasmo del suo nuovo ruolo, si poteva permettere di scherzare sul tema relativo ai problemi che può causare un virus.

Ma perché cito questa sua frase? Non per attaccarla ma per farle capire quanto, in un processo come quello che sta accadendo in queste settimane, sia importantissimo accettare il contributo di tutti. Noi è da diversi mesi che segnaliamo, come italiani, la gravità della situazione in corso. Molti minimizzavano. Io rappresento un partito che è all'opposizione qui e a Roma ma che è invece al governo proprio in quelle regioni che per prime in Europa hanno subito questo attacco. Quindi io conosco benissimo la situazione di persone, anche a me vicine, che sono in una situazione grave in ospedale.

Oggi in Spagna, in Francia vediamo una situazione simile. Le misure che l'Italia ha adottato, coinvolgendo maggioranza e opposizione in un dibattito spesso aspro e duro, dovrebbero essere le stesse. Ecco, il metodo del coinvolgimento delle opposizioni deve estendersi anche a livello di Bruxelles, perché comunque io non parlo soltanto a nome mio e del mio gruppo, ma parlo anche a nome di rappresentanti che, nelle istituzioni locali, ci rappresentano. Quindi quando avevamo delle proposte per migliorare i testi di oggi – sì, le abbiamo ridotte al minimo alla fine – tali proposte servivano proprio perché si potesse giungere a una soluzione più chiara e completa di questi problemi.

So che la Commissione europea ha offerto un'interpretazione più flessibile possibile; so che alle regioni del Nord Italia che hanno chiesto un intervento più incisivo sono state date rassicurazioni. Ma qui – e torno al tema politico – il problema è quello di regole che erano alla base della vostra costruzione europea e che stanno venendo meno una ad una: Schengen, Patto di stabilità, normative sugli aiuti di Stato. Ed è la stessa globalizzazione ad essere in crisi oggi. Oggi scopriamo che non sappiamo e non possiamo più produrre certi beni che sono essenziali per la nostra salute.

Quindi quello che sta avvenendo in Italia è grandissimo: ci sono imprese che stanno convertendo la loro produzione per poter approvvigionare i nostri ospedali. Ci sono Paesi che sono nemici della nostra Istituzione – Russia, Cina, Cuba, Stati Uniti – che stanno aiutando l'Italia. Se arriverà anche una risposta dall'Europa, ben venga! Ma certe condizionalità previste dal MES non hanno alcun senso e significano che non ci si rende conto del fatto che l'Italia, quando c'è stato bisogno di aiutare gli altri Paesi, ha versato 60 miliardi nei vari anni. Quello che abbiamo ottenuto in cambio dalla Commissione fra il 2011 e il 2018 sono 63 richieste agli Stati membri di tagliare la sanità e di privatizzarla.

Ecco, è il momento di cambiare tutto questo.

 
  
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  Ангел Джамбазки (ECR). – Уважаеми г-н Председател, уважаеми колеги, няма никакво съмнение, европейските институции, както обикновено, проспаха тази криза и закъсняха със своята реакция. Наложи се националните държави да вземат мерки и да защитават живота и здравето на своите граждани. Ако не бяха взети мерки на национално ниво, вероятно заболяването щеше да се разпространи много повече и проблемите щяха да бъдат много по-големи.

Но сега не е време за този разговор, сега не е време за политика. Ще го водим след като свърши кризата и ще ви се караме след като свърши кризата. Сега, уважаеми, от нас се очаква едно единствено нещо – адекватни, смислени, навременни мерки за защита на икономиките. Ако искате този Съюз да продължи да съществува, трябва да се възстанови Единният общ пазар. Ако искате този Съюз да продължи да работи, трябва да продължат да работят производството, търговията и транспорта.

Тук ще обърна внимание само на два аспекта от това, което ние трябва да направим следващите месеци, и да вземем бързи решения, каквито очакват от нас нашите избиратели. Разбирам изкушението всеки да е специалист по медицина, вирусолог, но нашите избиратели са ни изпратили тук да взимаме смислени икономически мерки.

На първо място – транспорт. Забравяте веднага за пакета „Мобилност“, късате го и го хвърляте в кошчето. Ако този пакет беше влязъл в сила, ако бяха уволнени и изгонени източните шофьори, български, полски, чешки и т.н., сега магазините в Белгия щяха да са празни и всички ние щяхме да хрупаме тревица и да гоним катеричките в парка – нещо, което – както видяхте от Китай – не е добра идея. Пакетът „Мобилност“ се изтрива. Трябват спешни мерки за превозвачите, да бъдат компенсирани. Дали ще е на камион, дали ще е на работно място, дали ще е по някакъв друг начин – трябва да се вземат тези мерки, защото без превоза няма да има икономика, няма да има нищо в магазините в целия Европейски съюз.

На второ място – „Зелената сделка“. Късате я и я слагате при пакета „Мобилност“. Сега живеем в „Зелената сделка“, уважаеми. Самолети не летят, производство не работи, въздухът е чист, птичките чикчирикат и хората нямат работа. Трябва да се наложи незабавен мораториум върху въглеродните емисии. Този спекулативен данък – той краде от икономиките и ги дава на банките. Само за България това са 350 млн. евро на година. Искам тези пари да останат в икономиката, както българската, така на всеки един от вас, вашите икономики.

Това са мерките, които трябва да бъдат взети веднага от Европейската комисия, без офлянкване, без увъртане, без губене на време и без оби чайните бюрократични забавяния.

Благодаря ви за вниманието. Бъдете здрави, бъдете спокойни, пазете лична хигиена и внушавайте сигурност. Това се иска от нас в този момент, да бъдем на работното си място.

 
  
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  Marc Botenga (GUE/NGL). – Merci Monsieur le Président, merci à la Commission européenne. Vous venez de remercier le personnel soignant. Je pense que c'est important, mais je pense que vous auriez aussi dû vous excuser. Vous auriez dû vous excuser parce que l'austérité, c'était clairement une erreur. Vous auriez pu l'assumer. Vous auriez pu dire oui, c'est vrai, ces coupes, ces économies dans la santé publique, aujourd'hui elles tuent.

J'ai vu un slogan sur un hôpital français qui disait: «Vous avez compté les sous, nous on compte les morts!». Parce qu'aujourd'hui, il y a des gens en Europe qui meurent parce qu'il n'y a pas assez de lits, pas assez de respirateurs, pas assez de masques. Et ça, ce n'est pas dû à un manque de marchés, c'est dû à l'austérité. Et cette politique, il ne faut pas la suspendre, il faut y mettre un terme définitivement.

Ik hoor vandaag nog steeds zeggen dat de Europese Unie alles zal doen om de euro te redden. Ik denk dat het tijd is om de mensen te redden. Ik denk dat we moeten zeggen: “Whatever it takes voor ons publiek gezondheidssysteem, whatever it takes voor de gezondheid van de mensen”. Want mensen zijn belangrijker dan winsten. Mensen moeten boven besparingen staan. Stap alstublieft af, nu en voorgoed, van die besparingsdogma’s.

 
  
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  Siegfried Mureşan (PPE). – Mr President, I am watching with great concern what happens to Italy and what happens to Spain, because my country, Romania, has almost one million Romanian citizens living in Spain, and more than one million Romanian citizens living in Italy.

I am watching with concern what happens to them, but I am watching with equal concern what happens to the people of Spain and to the people of Italy. And I’m watching with the same concern what happens in every single European country.

We should all be concerned with what happens in every single corner of Europe, and the answer to this crisis is solidarity. The important question is: how can we achieve solidarity in this crisis?

And my answer is: we can achieve solidarity through concrete measures. If the people of Europe, if the countries of Europe, see that we have concrete ideas at European level, ideas which help them, then they will follow us, then the countries of Europe and the people of Europe will stick together.

The good news is that the European Commission proposed concrete actions less than two weeks ago, and we will adopt these. Two out of the three proposals which we will adopt today are linked to the budget of the European Union. And as Vice-President of the EPP Group responsible for budget, I say: our group will approve these proposals today. We will not make any amendments and we will reject any other amendments made which would delay the entry into force of these proposals. We will approve them today, and we want them to enter into force immediately.

More can be done, there are still EUR 4.1 billion unused in the budget of the European Union of this year. And I call upon the European Commission to mobilise these resources, new resources, fresh resources, in the fight against coronavirus. We can allocate it to finance research to find a vaccine against coronavirus. We can allocate it to buy medical equipment. The President of the Commission has described that she has now the mechanism in place to do this. We can allocate it to help those in need, to help small and medium-sized enterprises.

We should also prepare for the future. When we will be voting on the budget of the European Union for the next seven years, it should contain a reserve, a consistent reserve for a similar crisis in the future. Because in the next several years we will again face crises, which we cannot anticipate today, like we also could not anticipate the virus. So we need for the next several years a sufficient buffer to react to crises.

To conclude: Europe means travelling, Europe means meeting people, Europe means visiting new countries, Europe means learning, Europe means listening to people, Europe means shaking hands, embracing each other. In order to be able to return to this as soon as possible, we need now to stop doing this for a limited period of time also, out of respect for the medical personnel, who are overcoming this crisis.

We as a Parliament transmit a clear message, whenever needed in the future, we are ready to be back to work, to take concrete measures which help the people of Europe overcome this crisis.

 
  
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  Pedro Marques (S&D). – Senhor Presidente, aqui estamos: o Parlamento Europeu pronto a trabalhar e a decidir. Outra vez a crise do século, apenas 10 anos depois. Antes, a ganância, agora, mais grave, o inimigo silencioso que nos ataca. A primeira palavra tem que ser para os milhares que sofrem e para as suas famílias, mas também para os heróis que protegem a nossa saúde e a nossa vida, todos os dias durante esta crise.

Por isso, investir nos sistemas de investigação, de saúde e proteção é prioridade absoluta, custe o que custar. Mas apoiar as empresas para salvar empregos também. Apoiar a manutenção de empregos é correto, assegurar que há uma economia, que há transportes que possam funcionar no fim da crise.

Por tudo isto, suspender as regras orçamentais europeias foi correto. E, por isso, disponibilizar fundos europeus e de solidariedade aos países afetados é justo e terá hoje o nosso apoio. Mas os países não podem ser deixados sozinhos, a resposta tem que ser conjunta e coordenada. E é chocante ver que, outra vez, tantos avançam sozinhos, em particular os que têm margem orçamental, e a solidariedade europeia não se vê. Ao menos numa crise de saúde como esta podemos e vamos clamar por mais Europa.

As instituições europeias podem e devem fazer muito. Precisamos das coronabonds, precisamos do seguro europeu de desemprego, precisamos de políticas europeias nesta crise, porque o vírus não conhece fronteiras, nem o desemprego que ele provocará. Precisamos de uma resposta europeia para que os países e os cidadãos não tenham que escolher entre sofrer do mal ou da cura. Não seria aceitável impor austeridade em troca do financiamento para a resposta à crise, a não ser que nada tenhamos aprendido com os erros de há uma década.

É preciso mais. O papel do BCE é decisivo, mas a transmissão da política monetária é lenta e, por isso, as economias e os empresários precisam de respostas e resultados na procura do consumo, agora! Por isso é preciso atuar na política orçamental para gerar mais procura e mais confiança na economia. Utilizar os instrumentos fiscais junto das empresas para que salvaguardem empregos e não acionistas. Apoiar de forma extraordinária os rendimentos das famílias, dos pensionistas, dos desempregados, dos que menos têm. Apoiar e agilizar investimento público, um grande plano de investimento para a Europa que ajude a economia e as pessoas. A economia precisa e as pessoas merecem.

Vamos salvar a Europa. Os europeus não esperam nada menos do que isso de nós. Esta crise transformará a Europa, a nossa vida em sociedade, demorará a passar. Agora, descemos as escotilhas para deixar passar a tempestade, mas, assim que pudermos, vamos mesmo ter que abrir as velas muito rápido em direção ao futuro.

Esperam isso de nós os empresários, que querem saber se podem manter empregos, esperam também os nossos cidadãos, que querem ter saúde, trabalhar, viver em família e ser felizes.

Vamos unir-nos para derrotar este inimigo, para voltar a ver o sol depois destes dias cinzentos e fechados.

 
  
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  Dragoş Pîslaru (Renew). – Domnule Președinte Sassoli, dragi colegi, cu toții ne dorim un răspuns puternic, solidar și decisiv al Uniunii Europene în această criză. Pandemia Covid-19 testează capacitatea și flexibilitatea Uniunii Europene de a răspunde cu măsuri urgente, care să salveze vieți și locuri de muncă. Astăzi nu este însă doar un test legat de sănătate publică sau de impact socioeconomic. Astăzi este pus la test spiritul european, fibra noastră socială. Noi, cetățenii, guvernele naționale, societatea civilă, decidenții la nivel european, toți suntem capabili de mai multă solidaritate, de a arăta forța reală a spiritului și a valorilor europene, a unității în diversitate.

La nivel european, am făcut deja un lucru: am alocat până la 37 de miliarde de euro, prin Inițiativa pentru investiții, răspunsului la coronavirus și am extins Fondul de solidaritate al Uniunii Europene. Și este bine și trebuie să spunem oamenilor, dar trebuie să ne asigurăm că aceste resurse ajung la cetățeni și că cetățenii beneficiază de ele, că antreprenorii și toate categoriile de antreprenori, fără discriminare, incluzând profesioniștii independenți, ONG-urile ce oferă servicii, beneficiază de aceste lucruri, că angajații și toate categoriile de angajați și de persoane ocupate, lucrătorii pe cont propriu, lucrătorii în agricultură, zilierii beneficiază de aceste lucruri, că nu există birocrație și blocaje financiare.

La nivel european, solidaritatea este despre cine este responsabil față de persoanele vulnerabile și, în acest sens, pe lângă acțiunea la nivelul statelor membre, vreau să nu uităm cel mai loial aliat al nostru: societatea civilă, ONG-urile ce susțin eforturile noastre prin campanii de peste tot în comunități. De aceea, solicit crearea unui Fond european de solidaritate pentru ONG-uri, care să ofere rapid finanțarea proiectelor ce pot fi scalate la nivel european și, nu în ultimul rând, mobilizarea Corpului european de solidaritate, care trebuie să fie în prima linie și să arate, într-adevăr, valorile europene: iubire, compasiune, speranță.

Aș vrea să închei prin a transmite condoleanțe, din partea mea și a Grupului Renew, pentru familiile victimelor, de a transmite recunoștință lucrătorilor din sănătate, voluntarilor și asistenților sociali și, nu în ultimul rând, să ne dorim tuturor putere pentru momentele grele ce vor urma. Împreună vom reuși!

 
  
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  Laura Huhtasaari (ID). – Arvoisa puhemies, maailma on polvillaan tämän pandemian edessä. Tästä viruksesta ei saa tulla pysyvä kiertolainen, tämä virus tulee torjua. Se tulee torjua yhdessä, se tulee torjua kansallisvaltiotasolla, Euroopan tasolla ja maailmanlaajuisesti.

Olemme aikaisemminkin maailman historiassa pystyneet torjumaan viruksia niin, että olemme päässeet niistä eroon. Tästä on myös päästävä eroon, koska se on ainoa keino, millä tavalla me voimme oikeasti palata takaisin normaaliin päiväjärjestykseen.

Valitettavasti koronavirus tulee aiheuttamaan jälleen uuden eurokriisin. Haluaisinkin kysyä entiseltä EKP:n puheenjohtajalta Mario Draghilta, mitä hän on oikein ajatellut viimeiset kymmenen vuotta, kun hän on elvyttänyt? Meillä on ollut silloin nousukausi. Hän on elvyttänyt. Nyt eväät on syöty ja keinot on kaluttu loppuun.

Maailmanhistoriassa yksikään valuuttaunioni ei ole pysynyt eikä kestänyt ilman liittovaltiorakenteita, ilman liittovaltiota. Nyt puhutaan koronabondeista. Tätä kriisiä ei saa käyttää verukkeena sille, että viimeistelemme nyt niin sanotusti Eurostoliiton, meille tulee yhteinen valtiovarainministeri ja meille tulee oikeasti liittovaltio, mistä kansallismieliset ovat pitkään sanoneet, että se ei ole kansallisvaltioiden etu. Se ei ole!

Olemme huomanneet, että mitä enemmän eurossa on integraatiota, se lisää kollektiivista kärsimystä. Jokaisen kriisin jälkeen meidän valtiomme ovat vain enemmän velkaisia. Nyt on aika luoda exit-mekanismi eurolle. Päästetään kukoistamaan oman valuuttansa avulla ne kansallisvaltiot, joille euro ei sovi. Maailma tulee olemaan erilainen tämän kriisin jälkeen. Globalismista kansallismielisyyteen, koska vain kansallisvaltio pystyy toimimaan tehokkaasti oman kansallisen etunsa puolesta.

 
  
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  Johan Van Overtveldt (ECR). – Voorzitter, ik kan mij niet aan de indruk onttrekken, en met mij denk ik heel veel burgers, dat de Europese Unie de voorbije periode niet echt aanwezig was in deze moeilijke tijden. En dan heb ik het niet over bevoegdheden, maar wel over de coördinerende en de faciliterende rol die de Unie moet kunnen spelen.

Wat de lidstaten betreft, die zou ik willen oproepen om het uiterste te doen, echt het uiterste, om het sociaaleconomisch weefsel overeind te houden, om jobs te redden, om koopkracht intact te houden en ook vooral – overkoepelend – om de onzekerheid, die al zo groot is, toch te reduceren. Om deze maatregelen kracht bij te zetten, kan de Europese Unie, moet de Europese Unie steun bieden door geen administratieve of budgettaire hindernissen op te werpen en door maximale flexibiliteit toe te staan op het vlak van die nationale initiatieven. Dit geldt niet in het minst ook voor de meerjarenbegroting die, zoals we allemaal weten, in de steigers staat. De onderhandelingen hierover – dat is denk ik toch wel duidelijk nu – zullen voor een heel groot stuk geheroriënteerd moeten worden. De meerjarenbegroting en de onderhandelingen zullen maximaal, flexibel en wendbaar moeten zijn om het hoofd te bieden aan deze crisis en aan de gevolgen van deze crisis. Ik ga er trouwens ook van uit dat iedereen nu wel inziet dat we ook een contingency plan voor deze situatie moeten hebben.

Tot slot wil ik oproepen tot een maximale focus op het bedwingen van deze crisis en haar gevolgen. En als dat dan betekent dat andere programma’s, zoals ook de Green Deal, bijgestuurd moeten worden, wel so be it. De urgentie, de prioriteit en de ambities moeten nu elders liggen.

 
  
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  Mick Wallace (GUE/NGL). – Mr President, medical staff all across Europe have been the heroes of this crisis, but a report published last month found that the European Commission made at least 63 demands on Member States to cut spending on health-care provision from 2011 to 2018 to meet the arbitrary debt and deficit targets of the Stability and Growth Pact. These rules have hollowed out public services across Europe, including health services.

The President said that the Stability and Growth Pact and state aid rules will be relaxed but they should be abolished for good. The Commission proposes to use EUR 37 billion, drawn from various funds, but these funds and projects will be needed more than ever when the crisis ends.

The crisis will cost Ireland at least EUR 15 billion. Will the citizens of Ireland will be paying for years to come? You printed money for the banks, will you print it for the people?

President von der Leyen said the Commission will mobilise all existing budget resources, so will you reallocate military spending to fight COVID-19? The President says we must help each other. She said history is looking at us. Well, history will damn our lack of solidarity. Italy got more solidarity from China and Cuba than it got from Europe. It will damn us for failing to do enough to challenge US sanctions against countries like Iran and Venezuela. We have condemned them to die.

Capitalism has failed the people. We cannot go back to where we were.

 
  
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  Daniel Caspary (PPE). – Sehr geehrter Herr Präsident! Mit dem Ausbruch der Corona- Pandemie erleben wir in diesen Wochen eine globale Herausforderung biblischen Ausmaßes.

Ich bin schockiert von den Bildern und Filmen aus den Krankenhäusern, finde das ausgebremste öffentliche Leben fast gespenstisch und habe in den vergangenen Tagen mit vielen gesprochen, die sich Sorgen um ihre persönliche Gesundheit, ihren Arbeitsplatz, ihre Firma und ihre Familie machen.

So langsam müssten es doch wirklich alle verstanden haben: Globale Herausforderungen kann man nicht durch Mauern, Grenzen und nationale Alleingänge lösen, globale Herausforderungen löst man am besten gemeinsam.

Wir brauchen europäische Solidarität und keinen Nationalismus. Wenn sich letzte Woche an der deutsch-polnischen Grenze ein 60 km langer Stau bildet und wichtige Ersatzteile, Lebensmittel und Produkte blockiert sind, dann hilft das niemandem. Wenn benötigte Fachkräfte wegen der Grenzschließungen nicht an ihre Werkbänke kommen, Pfleger nicht zur Arbeit können und Erntehelfer in der Landwirtschaft fehlen, dann hilft das niemandem. Wenn in einigen Medien in diesen Tagen Stimmung gegen Bürger anderer EU-Staaten gemacht wird, dann hilft das niemandem.

Aber es gibt auch Lichtblicke: Wenn sich die Menschen jeden Tag besser an die Einschränkungen halten, sich den neuen Herausforderungen stellen und in Familie und Beruf ihren persönlichen Beitrag leisten, dann ist das Europa. Wenn der europäische Katastrophenfonds Geld zur Verfügung stellt und Mittel aus Regional- und Strukturförderung für den Kampf gegen das Coronavirus und seine Folgen aktiviert werden, dann ist das Europa. Wenn Patienten aus Italien und Frankreich in Krankenhäuser nach Deutschland verlegt werden, in denen heute noch Platz ist, dann ist das Europa. Wenn Schutzausstattung und Beatmungsgeräte dorthin abgegeben werden, wo die Not am größten ist, dann ist das Europa. Wenn Forscher auch mit europäischen Geldern grenzüberschreitend an Tests, Impfstoffen, Medikamenten und Behandlungsmöglichkeiten forschen, dann ist das Europa. Wenn sich in diesen Tagen viele Menschen bis zur Selbstaufgabe einbringen und ihren Beitrag leisten, dann ist das Europa.

Liebe Kolleginnen und Kollegen, dieses Europa der Gemeinsamkeit, der Solidarität und des Mitgefühls, das wollen wir alle gemeinsam leben. Von Herzen danke ich allen, die sich – egal wann und wo – in diesen schwierigen Tagen ihrer Verantwortung stellen.

 
  
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  Tonino Picula (S&D). – Poštovani predsjedavajući, hvala svima koji su odgovorno radili na ovim prijedlozima da bi Europski parlament u ovako limitiranim uvjetima već danas mogao raspraviti.

Riječ je ponajprije o 37 milijardi eura raspoloživih odmah kako bi se umanjili efekti pandemije korona virusa na zdravlje građana i gospodarstva. Naš prvi cilj mora biti zaustavljanje širenja virusa i zaštita života. Podržavam dodjelu 50 milijuna eura za rescue i zajedničku nabavku opreme te 37 i pol milijuna eura europskim znanstvenicima. Oni će udruženi raditi na pronalasku cjepiva. Kada se radi o proizvodnji lijekova i medicinske opreme, nova industrijska strategija mora osigurati stratešku autonomiju jer Europska unija očito presudno ovisi o uvozu. Nažalost, posljedice ove krize bit će znatno veće od krize 2008. godine. Primijenimo naučene lekcije, ojačajmo socijalna ulaganja i ublažimo posljedice za najugroženije skupine. Ovo je dobar, ali prvi korak. Potrebne su posebne mjere za srednja, mala i mikro poduzeća, nositelje europskog gospodarstva. Njih čak 95 posto u Hrvatskoj već je izloženo posljedicama krize. Gašenje turističkog sektora ove godine ugrozit će održivost proračuna članica poput Hrvatske koja gotovo četvrtinu proračuna generira od prihoda od turizma a turizam povezuje i druge sektore poput prijevoza i poljoprivrede. Hitne dodatne potpore i realokacija sredstava unutar Fonda za ribarstvo potrebni su za spas ribarstva i akvakulture radi osiguranja nastavka opskrbe. Ohrabruje najava o izvanrednom programu kupnje zajedničkih obveznica u iznosu od 750 milijardi eura te aktivacija dodatnih 500 milijardi eura iz Europskog stabilizacijskog mehanizma. Osobito trebamo socijalne mjere za osiguravanje minimalnih naknada onima koji će ostati bez prihoda. Valja pružiti garancije svima s hipotekom na jedinu nekretninu. Ključnu ulogu imat će strukturni i kohezijski fondovi. Uvijek su bili jedan od glavnih izvora javnih investicija i neophodan alat gospodarskog i socijalnog oporavka. Nema cjelovite strategije Europske unije za suzbijanje pandemije ako ta strategija ne uključuje i zemlje Zapadnog Balkana. Zato pozdravljam odluku Komisije da odobri paket izravne pomoći zdravstvenim sustavima zemalja Zapadnog Balkana u vrijednosti 38 milijuna eura uz realokaciju 373 milijuna eura za društveni i ekonomski oporavak. Važno je financijski pomoći zemljama koje zemljopisno pripadaju Europi i okružene su zemljama članicama. Ovo je politička poruka koja govori o budućnosti procesa proširenja i to u tjednu kada su Sjeverna Makedonija i Albanija konačno dobile suglasnost za početak pregovora. Na kraju želim zahvaliti svim članicama koje su pomogle Hrvatskoj i gradu Zagrebu nakon razornog potresa u nedjelju. U teškim vremenima borbe s posljedicama dvije krize odjednom, vaša solidarnost je najbolji podsjetnik na zajedničke vrijednosti unije: ujedinjeni u različitosti, ali ujedinjeni u solidarnosti.

 
  
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  Sophia in ‘t Veld (Renew). – Mr President, I am very pleased that Parliament is in session today, showing that democracy functions even in times of crisis. Of course, we will all keep a safe distance today so that together we can beat this monster.

To those who say that the EU has done nothing, that’s not true: the EU has acted. Today, we’re voting on a package for financial assistance – on relief for airlines. The Commission has been creating green lanes at borders and giving money to researchers to develop a vaccine, and the European Central Bank has taken out its extra big EUR 750 billion bazooka.

But at the same time, people are understandably disappointed to see 27 different lockdown regimes, long queues at closed borders and governments bickering over masks and test kits. They see how Europe turns to China and the Russian army for medical supplies and to American tech giants for teleworking and social media.

And even at a time like this, unfortunately, nationalist reflexes get the upper hand. No solidarity, no unity. A divided intergovernmental Europe is a weak Europe, and a minimal, technocratic Europe is unable to give the political responses needed to fight the virus.

Of course, our first priority is to fight this crisis now and ensure health and safety for all Europeans. But we also have to draw the lessons: the choices we make today will determine the readiness of the European Union for the new post-corona world order, and if we don’t care to think about that now, I can tell you that the United States, Russia and China will. Once normal life resumes, Parliament should take the lead. As we did after the financial crisis, we should invite the government leaders to come to this plenary and debate with us how to fundamentally – not reform, but transform – the European Union and make it ready for the new post-corona world order.

 
  
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  Maximilian Krah (ID). – Herr Präsident, meine Damen und Herren! Was uns die Corona-Krise gezeigt hat, ist, dass es Dinge gibt, die in der Krise funktionieren, und Dinge, die nicht funktionieren.

Es ist keine Einbildung nur meiner Fraktion, dass die Europäische Union in der Krise nicht das Heft des Handelns in der Hand hatte, sondern dass die Nationalstaaten es waren, die agiert haben. Sie haben Aktion gezeigt, wo es notwendig war, und wir hier sind es, die hinterherlaufen. Auch der Finanzplan, über den wir heute abstimmen, ist nur ein Tropfen auf den heißen Stein im Vergleich zu dem, was jetzt an Notprogrammen in den Nationalstaaten aufgelegt wird.

Und das ist auch völlig richtig so. Denn in den Nationalstaaten und in den Regionen, da wissen die Leute, wo der Schuh drückt, und da kennen auch die Bürger ihre Politiker, weil es nahe ist und weil die Demokratie da funktioniert, wo eine Rückkopplung von der Macht zu denjenigen stattfindet, die sie gewählt haben.

Deshalb stellt sich in dieser Krise die Frage, was wir an lieb gewonnenen politischen Projekten infrage stellen müssen, die eben nicht krisenfest sind und die keinen Realitätsbezug haben. Wir werden jetzt – nach diesem shutdown – einen enormen Bedarf haben an Hilfsprogrammen, um die Wirtschaft wieder zum Leben zu erwecken. Wir werden uns die Frage stellen müssen: Ist nicht diese konkrete Hilfe wichtiger als ein Grüner Deal? Ist es nicht an der Zeit zu überlegen, ob dasjenige, was uns hier so lieb und teuer ist – vom Klimanotstand bis zur Gender-Strategie –, ob das nicht weniger wichtig ist als die konkrete Hilfe? Und damit eben auch, ob nicht dasjenige, was politisch an Strukturen konkret ist – weil es die Menschen kennen und weil es demokratisch legitimiert ist –, wichtiger ist als der nächste europäische Arbeitskreis und die nächste föderale Idee, die wir hier aussinnen?

Insofern ist die Krise der Weckruf, uns zurückzubringen zur Realität, wegzukommen von Ideologie und hinzukommen zur Realpolitik. Und dafür stehen wir, und wenn die EU eine Chance haben will, sollte sie sich diesem Trend anschließen. Sie sollte wieder realistisch werden und aufhören, einem Wolkenkuckucksheim nachzulaufen, das niemand braucht und das in der ersten Krise zusammenbricht.

 
  
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  Helmut Geuking (ECR). – Herr Präsident! Nichts wird mehr so sein, wie es mal war. COVID-19 hat die Welt, Europa, Länder und seine Menschen verändert. Meine Gedanken sind bei den Opfern und ihren Angehörigen, und ich rege dafür auch eine Schweigeminute an. Wir müssen nachhaltige Antworten finden zur Bekämpfung des Virus und um den volkswirtschaftlichen Schaden zu händeln. Wir sollten nun das Subsidiaritätsprinzip in ein Solidaritätsprinzip umwandeln. Denn diese Krise können wir nur gemeinsam unterstützend und solidarisch bewältigen. Um entsprechende Rechtsgrundlagen zu schaffen, sollten wir auch den Notstand ausrufen.

Unsere EU braucht nun einheitliche, verbindliche Rahmenbedingungen in vielen Bereichen. Wir sind eine Staatengemeinschaft und sollten diese nun auch leben, um für die Schwächsten da zu sein. Ich bin zuversichtlich, dass wir das Virus eindämmen. Die Auswirkungen insgesamt werden uns jedoch über Jahre beschäftigen. Menschen erwarten Lösungen und das fordert uns voraussichtlich in den nächsten sechs bis sieben Jahren ganz besonders. Ein komplettes Umdenken, um neue Wege zu erschließen, ist dabei nötig.

Die parlamentarische Arbeit muss unbeirrt fortgesetzt werden. Abstand halten und Hygienemaßnahmen zum Schutz sind doch möglich. COVID-19 ist und darf dafür kein Hindernis sein. Weiße Wochen halte ich für einen fatalen Fehler. Gerade in dieser Zeit sind wir ganz speziell gefordert. Wir haben keine Zeit zu verlieren und sollten sogar darüber nachdenken, diese Legislaturperiode zur Planungssicherheit bis 2026 auszudehnen. Der Höhepunkt der anstehenden Regulierungen wird 2024/2025 anstehen. Wahlkampf und Neuordnung des Parlaments wären dabei absolut kontraproduktiv. Ich bitte daher, darüber einmal nachzudenken.

Bei der Bekämpfung von COVID-19 und den Folgen darf es keine Denkverbote geben. Wir müssen entschlossen, schnell und nachhaltig agieren und uns darüber hinaus Planungssicherheit verschaffen, um die Lebenssituation der Menschen in Europa wieder zu ordnen und nachhaltig zu verbessern. Wir tragen Verantwortung, der wir nun gerecht werden müssen. Zusammen, gemeinsam und solidarisch bekommen wir das auch hin, da bin ich mir ganz sicher.

 
  
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  Herbert Dorfmann (PPE). – Sehr geehrter Herr Präsident, liebe Kolleginnen und Kollegen! Ich komme aus Italien, einem Land, das ganz besonders von dieser Krise des Coronavirus betroffen ist. Wir versuchen auch in meiner Region, so gut wie möglich damit umzugehen.

Ich glaube, es ist gut, dass wir heute hier über europäische Maßnahmen für diese Krise sprechen und diese wohl hoffentlich auch beschließen werden, denn diese Krise braucht eine europäische Antwort. Ich glaube, die Menschen haben diese europäische Antwort bis heute zu wenig gespürt. Wenn es nämlich darum geht, jetzt das Nötigste zu haben, also medizinisches Material, Schutzmasken, Schutzanzüge, dann brauchen wir Solidarität in Europa.

Den Staaten ist am Anfang leider nichts Besseres eingefallen, als Grenzen hochzufahren und so zu tun, als ob dieses Virus vor Binnengrenzen haltmachen würde, so wie wir schon vor ein paar Jahren gemeint haben, dass Flüchtlinge und Migranten an Binnengrenzen haltmachen würden. Auch das war nicht der Fall.

Leider trifft dieses Virus jetzt gerade wieder jene Regionen und Teile der Europäischen Union, die so sehr unter der Wirtschaftskrise und später auch unter der Migrationskrise gelitten haben. Das sind auch Teile der Union, die auch damals sehr selten europäische Solidarität gespürt haben.

Ich denke, wir müssen auch darüber nachdenken, wie die Menschen genau in diesen Regionen – in Spanien, in Italien, im Mittelmeerraum – nun eine nicht solidarische Union erleben. Wenn sie also nicht erleben, dass die Union jetzt agiert, werden sie sich abwenden von der Union. Das ist letztendlich existenziell für die Union selbst. Deswegen ist es auch ganz existenziell eine politische Frage. Deswegen müssen wir handeln. Wir brauchen eine agierende Kommission, wir brauchen einen agierenden Zivilschutz. Wir können ruhig Dinge, die jetzt nicht dringend notwendig sind, auf den Herbst verlegen.

Ich bin auch der Meinung, wir brauchen jetzt nicht unbedingt einen Grünen Deal, wir brauchen jetzt nicht unbedingt eine Strategie „Vom Hof auf den Tisch“, wir brauchen jetzt nicht unbedingt eine Biodiversitätsstrategie. Daran wird die Union nicht scheitern, wenn wir das im Herbst machen, das können wir dann machen.

Aber die wichtigen Entscheidungen, die jetzt zu treffen sind, müssen wir jetzt treffen. Ich glaube, das ist eine ganz besondere Zeit, die braucht ganz besondere Antworten, und die sollten wir liefern.

 
  
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  Alessandra Moretti (S&D). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, la pandemia del coronavirus è una tragedia umana di proporzioni potenzialmente bibliche. Dopo molti anni di pace, progresso e benessere sociale, l'Europa sta vivendo un fenomeno nuovo e pericoloso, con conseguenze drammatiche. Il coronavirus non conosce confini, né classi sociali: colpisce miseria e nobiltà allo stesso modo e nessuno ne uscirà più forte degli altri, nessuno si salverà da solo.

Siamo in guerra e una guerra richiede una mobilitazione collettiva, ed è per questo che appare oggi urgente riformare l'Europa per farla diventare davvero "Stati Uniti d'Europa", secondo il disegno dei padri fondatori. Non possiamo più tollerare l'egoismo di alcuni; da questa crisi ne usciremo solo se uniti e solidali e se l'Europa sarà regista delle strategie da adottare.

L'Italia è stato il primo Paese europeo ad affrontare l'emergenza e so che potete capire la mia emozione di parlare oggi in quest'Aula: parlare con orgoglio del mio Paese, che è diventato, suo malgrado, un modello per tutti gli altri Stati.

Lo dico con impresso nel cuore e nella mente il numero dei morti, che ogni giorno cresce. E allora non possiamo non ringraziare medici, infermieri, operatori sanitari, forze dell'ordine e tutti i lavoratori delle filiere dei beni essenziali, che continuano a recarsi al lavoro; gli autotrasportatori, che provvedono alla consegna delle merci tra mille difficoltà e ostacoli.

Questo maledetto virus ha evidenziato in tutta la sua forza la fragilità di un'Europa dei nazionalismi, dove tutti i governi, chi più chi meno, negli ultimi quarant'anni, hanno tagliato risorse ai settori strategici come la ricerca e la sanità, non sapendo oggi garantire la sicurezza dei medici in corsia. Un'Europa che non ha saputo realizzare un consorzio sulla ricerca sui vaccini.

Allora è adesso che dobbiamo fare tesoro degli errori compiuti. Mario Draghi, un grande italiano e un grande europeo, non a caso ieri, alla vigilia di questa giornata così importante, ha ammonito gli Stati europei con queste parole: "In questa crisi è necessario un cambio di mentalità, come ai tempi di guerra. Lo choc che stiamo affrontando non è ciclico, la perdita di reddito non è colpa di nessuno di coloro che ne soffre. Il costo dell'esitazione può essere irreversibile! Non esitate, Stati – ci dice Draghi – perché una crisi eccezionale richiede misure eccezionali e immediate, tante risorse e tanta liquidità da mobilitare, evitando ritardi burocratici. Perché è nostro dovere politico e morale salvare le imprese, il lavoro e le famiglie: questa deve essere la nostra ossessione, colleghi!

Non siate pavidi, non siate modesti governi nazionali, perché così facendo cadrete nel tranello dei sovranisti, che vogliono un'Europa debole, impaurita e non all'altezza di una sfida globale. Concludo, dicendo che questo è il tempo del coraggio, non della timidezza e dell'ipocrisia, per tutti i governi nazionali, per maggioranze e opposizioni: tutti, nessuno escluso!

 
  
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  Jordi Cañas (Renew). – Señor presidente, también quería dar las gracias a los trabajadores de este Parlamento por permitirnos hacer este Pleno.

Mientras debatimos hoy aquí, miles de europeos se debaten entre la vida y la muerte en hospitales colapsados, con falta de materiales básicos, con unos profesionales desbordados que se juegan la vida por combatir esta terrible enfermedad. Mientras debatimos aquí, millones de europeos están confinados en sus casas con miedo por sus vidas, las de sus seres queridos, con miedo a perder a aquellos que más quieren y no poder volver a verlos ni despedirse de ellos. Y mientras debatimos aquí, centenares y miles de empresas, de pequeñas y medianas empresas, de autónomos debaten sobre si van a poder sobrevivir o van a tener que cerrar y despedir a sus trabajadores. Una situación terrible.

Pero también en estos momentos de oscuridad vemos cómo, mientras debatimos aquí, nuestros ciudadanos nos demuestran los grandes valores que forjan nuestras sociedades: la generosidad, el compromiso y la solidaridad. Y es este contexto de compromiso, generosidad y solidaridad el que tiene que guiar nuestras decisiones como legisladores. Estamos en ese momento, en ese grave momento, en ese gran momento de estar a la altura de donde nuestras sociedades nos han llevado.

No tenemos vacunas para nuestros ciudadanos o para evitar o atenuar la enfermedad, como tampoco tenemos vacunas para evitar la infección en nuestra economía. Pero sí que estamos a tiempo de aprobar medidas que permitan atenuar su efecto y evitar que destruya el tejido sano de nuestra economía, que destruya empresas y empleos.

Las medidas adoptadas por la Comisión van en la buena dirección. Estamos tomando decisiones que ayudarán a nuestros sistemas sanitarios, y hemos habilitado mecanismos que permitirán a nuestros países hacer frente financieramente a la crisis. Pero no es suficiente, tenemos que ir más allá. Tenemos que ser valientes, porque el desafío al que nos enfrentamos es si la recesión se va a transformar en una depresión, y esto nos obliga a tomar las decisiones valientes y firmes que nuestros ciudadanos necesitan.

He estado escuchando estos días una palabra, un concepto que se acuñó en la recesión de 2008: el «riesgo moral». El riesgo moral que tenemos y al que nos enfrentamos es si vamos a cargar sobre nuestras espaldas y nuestra conciencia la muerte de nuestros ciudadanos. El riesgo moral de dejar morir a miles de empresas, el riesgo moral de dejar que millones de nuestros conciudadanos pierdan su empleo. Ese es el verdadero riesgo moral al que nos enfrentamos y al que tenemos que dar solución.

Para finalizar, creo que tenemos que lanzar un mensaje claro: que vamos a hacer todo lo posible y lo imposible para que esto no pase. Porque de no hacerlo, si no somos capaces de demostrar con hechos que nuestros ciudadanos no están solos y que en esta crisis nadie se va a quedar atrás, este virus no solo amenazará nuestras vidas, nuestros empleos, nuestro futuro y nuestras esperanzas, sino que habrá infectado letalmente nuestra democracia. Y no nos lo podemos permitir. Eso no pasará. Hemos comprobado que divididos somos más débiles, que solos somos más débiles y que juntos somos más fuertes. Debemos hacer lo necesario. Lo debemos hacer por nuestros ciudadanos. Ese será nuestro compromiso.

 
  
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  Jessica Stegrud (ECR). – Herr talman! För inte så länge sedan stod jag här i samma kammare och ställde följande frågor: Är det verkligen rimligt att spendera större delen av EU:s budget på en klimatomställning? Finns det inte också annat vi behöver fokusera på för att rusta oss för framtiden? Är det här detta ledarskap som vi behöver? I dag har vi svaret. Vi befinner oss nu i en kris vars konsekvenser – mänskliga, sociala och ekonomiska – vi i dagsläget inte kan överblicka.

Den självklara prioriteringen är nu att minska smittspridningen, ge vården tillräckliga resurser och lindra de ekonomiska konsekvenserna. Men kris innebär också möjlighet till förändring, och jag tar för givet att det nu kommer att ske en tillnyktring. Jag hoppas att denna svåra situation kommer att leda till omprioriteringar, så att vi framöver prioriterar våra medborgares hälsa, säkerhet, ekonomi och framtid före annat, och att vi får ett nytt ledarskap som kan lyfta blicken, utvärdera och se till konsekvenser av redan fattade beslut innan det är för sent.

 
  
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  Andreas Schwab (PPE). – Herr Präsident, Herr Kommissar, liebe Kolleginnen und Kollegen! Ich möchte heute – wie viele andere hier auch schon – mein Mitgefühl und meine Solidarität mit all den Menschen überall in Europa zum Ausdruck bringen, die von diesem Virus direkt oder indirekt betroffen sind. Ich glaube, die Botschaft des Parlaments heute, Herr Präsident, ist klar: Wir denken hier an diese Menschen. Und es ist ein trauriger Moment, der uns hier vereint, und wir wissen von vielen Kollegen, die auch gerne dazugekommen wären, es aber unter den gegenwärtigen Umständen nicht konnten.

Und deswegen ist es auch eine Botschaft von uns allen, die zeigt, dass es heute darum geht, echte Solidarität zu zeigen und nicht in alte Forderungen zurückzufallen, die wir schon früher in anderen Situationen gleichermaßen erhoben haben. Echte Solidarität – die Kollegen Esteban González Pons und Caspary haben schon darauf hingewiesen – bedeutet, dass wir heute diejenigen in den Mittelpunkt stellen, die Menschen aus anderen Ländern in ihren Krankenhäusern aufnehmen – ich bin außerordentlich dankbar, dass in meinem Wahlkreis eine Vielzahl von Patienten aus Frankreich und Italien aufgenommen wird –, dass wir nicht nur die Menschen in den Mittelpunkt stellen, die in Krankenhäusern und auf den Straßen helfen, sondern auch die, die auf Balkonen singen oder für die Großeltern einkaufen gehen, dass wir aber auch die europäischen Maßnahmen positiv sehen, die getroffen wurden, entlang der Zuständigkeitsgrenzen, die sich eben bieten.

Und echte Solidarität, liebe Kolleginnen und Kollegen, bedeutet eben auch, dass jetzt jeder und jede die eigene Verantwortung dafür wahrnimmt, dieser Krise zu begegnen. Das bedeutet, Abstand halten; es bedeutet aber für die Zuständigkeitsverteilung in Europa auch, dass jedes Land, jede Region, die Europäische Kommission und jeder Bürger an seiner Stelle seine Verantwortung wahrnehmen muss und nicht die Schuld auf andere abladen sollte. Wenn uns das gelingt, glaube ich, dass in dieser Krise auch eine Chance für Europa liegt.

 
  
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  Jan-Christoph Oetjen (Renew). – Herr Präsident! Wir beweisen heute, wie schnell und unbürokratisch die Europäische Union sein kann. Mit der Neufassung der Slot—Regeln verhindern wir, dass in der Corona-Krise Flugzeuge ohne Passagiere fliegen müssen, nur um Start- und Landerechte nicht zu verlieren. Die Luftfahrt- und Tourismusbranche ist dramatisch betroffen – diese Neuregelung hilft. Aber wir brauchen daneben auch Maßnahmen, die die Passagierrechte und die Pauschalreiserichtlinie betreffen. Hier muss die Kommission aus meiner Sicht dringend nachlegen.

Liquidität ist für die Unternehmen im Moment das größte Problem. Das gilt insbesondere auch für die mittelständische Wirtschaft. Die Menschen haben Angst vor dem Virus, aber sie haben auch Angst um ihren Arbeitsplatz – um ihr Unternehmen. Wir müssen hier unterstützen, damit Strukturen nicht wegbrechen. Das Maßnahmenpaket, das wir heute beschließen, ist dafür ein richtiger Schritt. Für den Fischereisektor greifen die Maßnahmen allerdings zu kurz. Insbesondere hier sind weitere Werkzeuge notwendig. Ich möchte die Kommission bitten, uns über die weiteren Pläne zu berichten.

Diese Krise – die Corona-Krise – ist ein Stresstest für unsere liberale Demokratie. Die Einschränkung von bürgerlichen Freiheiten ist kaum zu ertragen. Aber um die Ausbreitung des Virus zu stoppen, scheint sie notwendig. Es gelten für uns aber zwei Maßstäbe, die wir an diese Maßnahmen anlegen: Das ist erstens die Verhältnismäßigkeit – und ich möchte hier klar sagen, dass die Maßnahmen, die in Ungarn getroffen worden sind, nicht verhältnismäßig sind –, und zweitens müssen die Maßnahmen temporär sein. Nach der Krise müssen alle Einschränkungen wieder aufgehoben werden, und das gilt insbesondere auch für die Reisefreiheit im Schengen-Raum.

Herr Präsident, verehrte Damen und Herren! Ich bin sicher: Wir werden diese Krise meistern, und wenn wir es richtig anfangen, werden wir als Europäer, werden wir als Europäische Union gestärkt aus dieser Krise hervorgehen.

 
  
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  Maroš Šefčovič, Vice-President of the Commission. – Mr President, let me start also by expressing clear solidarity with all families, all Europeans, who are going through this terrible ordeal. I would also like to express my gratitude to the heroes of the day: the doctors, medical personnel – first and foremost – but also the police, soldiers, shopkeepers and people working in critical areas so that we can actually telework from home.

I would like to thank the European Parliament, all of you who are here, and also those who are looking at us through their teleworking stations and are participating in our work by this new way of remote voting. I think it’s extremely important to send the signal to European citizens that the institutions are working, that we have found a way to operate under these difficult conditions and that we can, and know how to, adopt the decisions which are so crucial for our citizens.

I really would like also to thank Mr Gonzáles Pons, Mr Moreno Sánchez, Ms De Lange and Mr Benifei – who realise that we are in a completely new set—up and that we in the European Commission are really doing our utmost, in close cooperation with you, to find the best responses to this unprecedented situation.

To Mr Bay and Mr Dzhambazki, I would say that the whole world was not prepared – just look at how we are all struggling. But I think that we really mobilised very quickly and we found a way how best to share our responsibilities, because you know what the Treaty says about responsibility for the health sector. I mean this is not a blame—game. This is not about shifting responsibilities. We simply have to work together. I’m very pleased also that the predominant tone in the discussion today was how we can do this better. I’m very glad that we are hearing the same echoes coming from our Member States.

I would like to reassure Mr Botenga that our model for acting under these difficult circumstances is ‘let’s do whatever it takes’ to tackle the crisis and to emerge from this traumatic situation stronger. We are working on the very concrete measures that Madame Ries, Madame Aubry, and Mr Mureșan were asking for, because we are fully realising that through concrete measures we can show that we are operational, we can deliver, and that cooperation at European level brings much better results than individual actions by Member States.

The President of the Commission has highlighted a few of the measures, but to give you more concrete figures from yesterday’s college discussions:

First, what we needed to do is actually to map out how much of this medical equipment we need. How many masks? How many respirators do we need for our operations? To give you the preliminary conclusions of these analyses: we need 200 million masks, we need 30 million respirators, weekly, for at least 3 months.

The good news is that this joint procurement has worked and we will be able to have them for a reasonable price and we will be able to distribute them to the Member States very soon.

The same goes for the ventilators. We need at least 15 000 for the next three months. Unfortunately, we have something like half of that. But again, yesterday, we had very thorough discussions with the producers, exporters and importers of this equipment and we are pretty sure that very soon we will be able to help our Member States also with this crucial technology.

The first lesson we learned from this crisis was that our civic mechanism is not working if none of our Member States is in a position to help because of limited stockpiles. I think that we need to learn from that and therefore we are establishing the strategic reserve for this medical equipment, which will be open within days – we already have medical supplies worth EUR 10 million – and which would be under our jurisdiction, so it would not mean a request to the Member State that supplies the equipment, but it will be our decision to supply those Member States, those sectors, which would need it the most. I think that this idea, as Ms in ‘t Veld was suggesting, should be developed further as we need these strategic reserves for all sensitive equipment for the future, for when we need it.

On top of this current situation, we are working on two strands. The first is of course all the measures which we need to tackle the health aspects of the crisis, but at the same time we are also working on the economic aspect, which I think will be with us for quite a few months to come.

First and foremost, we want to make sure that all this sensitive medical equipment will be manufactured predominantly here in Europe so we will not be so dependent on imports from third countries. We talked to the industry and we have been encouraged by the positive response. We believe that within three to four months we should be able to produce this sensitive equipment here in Europe so we can be much more autonomous in our decision taking.

Then, of course, we need to take care of the macroeconomic situation. Here our focus is on making sure that it would provide enough liquidity for our financial systems. To respond to Mr Wallace, this is not for banks, but for businesses, for SMEs, so they can keep their operations open, and to protect jobs because we are fully aware that once a job is lost it is very difficult to recreate it. So we are working on making sure that as few people as possible will lose their jobs because of the coronavirus crisis.

Several of you mentioned the bazooka from the European Central Bank. I would just add that in addition to the EUR 750 million there are another EUR 2 billion euros and some other programmes offered by the ECB, so all together the response just from the ECB is in the area of EUR 1 trillion. We are working very closely with the EIB, and thanks to our financial contribution the EIB is developing a programme worth EUR 200 billion in loans especially aimed at SMEs because we know that they are the main employer in the European Union. We are also, of course, looking into ways to help big industries as well.

If I may, I will use this opportunity to call on the governments in central and eastern Europe to talk to the European Commission, to develop their crisis schemes, just as other countries in western and southern Europe already have done, which we – in an express manner, thanks to the great work of Vice—President Vestager – approved as legal State aid. We discussed yesterday how we can help them to develop these programmes, these schemes. We are ready to do that in the European Commission. I hope that also the governments from these countries will come to us so that we can together develop recovery plans, which are needed for every single Member State.

Concerning vaccines and concerning coronavirus response systems, we have already allocated some quite substantial sums of money and we are working very closely – in a very special advisory group working with our President – to see where the leading epidemiologists and virologists are to develop the vaccine. We are also ready to make sure that we protect our critical industries in these times of a stock exchange rollercoaster, were they to be faced with hostile takeovers. We simply won’t let this happen, and I believe that the European Parliament will help us in that effort.

When I was here a few weeks ago, my last intervention in this Chamber was on the multiannual financial perspective. I agree totally with Mr Eppink that now is the time to decide. We need the budget. We need seven years’ financial perspective so we can plan the recovery of Europe and we can tackle better the emergencies of today.

I would just remind the general public in the European Union that we are in the last year of the seven—year budget and we are very much limited by financial constraints as to how much we can do. So I hope that the video conference of the leaders this afternoon, which should be very much focused, naturally, on tackling the coronavirus, will also be tackling the issue of how we are going to tackle this virus from the economic and financial point of view. For that we need the MFF, and I hope that this crisis will make it crystal clear to our leaders that we need good progress at that level.

To conclude, Mr President, I would finish on the point made by Ms in ‘t Veld. I think that history teaches us that the best responses to post—crisis development have been prepared during crises. Of course, now we have to focus on the daily management, on how to tackle this crisis and how to make this nightmare go away as quickly and with as few victims as possible.

But at the same time we need to start reflecting on what will be next – how the world will change, how Europe will change, what our position will be on this new global map and how we will make sure that Europe emerges stronger via a strong recovery plan, by more technological autonomy, by greater strategic sovereignty. As you know, I’m responsible for foresight in the European Commission, and I would like to assure you that these are exactly the ideas we are working on. Once we have something more concrete it will be my pleasure to share it with this House as well.

Thank you very much, Mr President, and thank you all for coming here or for supporting us from your teleworking stations. Thanks to the interpreters and to all the staff from Protocol and to the technical operators who have made our session today possible.

 
  
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  Presidente. – La discussione è chiusa.

Dichiarazioni scritte (articolo 171)

 
  
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  Alex Agius Saliba (S&D), in writing. – The COVID-19 pandemic hit Europe and the rest of the world like a devastating tornado - quickly, unpredictably and in a deadly manner.

Covid-19 is a litmus test for Europe to show that it can rise up to the challenges ahead. But, to do that we need a comprehensive European strategy that will coordinate actions with the EU institutions, also with authorities at national, regional and local levels, as well as cooperation with our global partners.

The strategy needs to set short, mid and long term measures to protect people’s health, jobs, and well-being, and prepare for a different - sustainable and resilient - future for all.

We need more and quicker tests available for everyone. Covid-19 does not discriminate between rich and poor, famous and powerful and so neither should we discriminate in our testing and treatment. We need to address and solve the shortage of medical and protective equipment, especially for hospitals, doctors and people at the frontline in fighting this pandemic.

We also need clear measures from European institutions and Member States on how to proceed after lockdowns are lifted and on tackling different socio-economic challenges and to communicate clear and real solutions for all European citizens.

 
  
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  Marc Angel (S&D), in writing. – A diverging approach between Member States would not be the right response to the COVID-19 crisis. Therefore, I strongly urge the Member States to follow the Commission’s guidelines for border management measures and to apply internal border controls in a justified and proportionate manner, to facilitate the provision of professional services, especially in the healthcare, childcare or elderly care sectors in cross-border regions.

Also in order to prevent the shortage of essential goods, including food, pharmaceuticals, medical supplies and personal protection equipment all across Europe, the Commission should ensure the effectiveness of the monitoring mechanisms. I welcome the efforts to launch joint procurement for specific medical supplies needed as well as flexibility to allow fast-track purchases of medical equipment and devices. I also find crucial that the Commission and national authorities should proactively monitor the market during the crisis and to share information about malpractices. I also strongly support the idea of Eurobonds as a financial tool to counter any economic downturn the virus might cause. I would also urge Member States guaranteeing social protection (such as access to health care at affordable cost / preserve decent wage for workers) for all the European families particularly affected by the crisis.

 
  
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  Атидже Алиева-Вели (Renew), в писмена форма. – Кризата, породена от бързото разпространение на коронавируса COVID-19, засегна по безпрецедентен начин света, което категорично показва, че мерките в отговор на пандемията трябва да бъдат глобални и добре координирани между държавите.

Приветствам предложените мерки за мобилизиране на инвестиции. Бързото насочване на европейските инвестиции в размер на 37 милиарда евро в секторите, изпитващи най-голямо затруднение в този тежък момент, е от жизненоважно значение. Епидемичният взрив в някои държави поставя здравните и социалните системи в безизходица и много МСП в ЕС са на ръба на оцеляването. Това налага необходимостта от незабавни и конкретни мерки, като се започне с мобилизиране на всички налични ресурси на равнище ЕС и на национално ниво.

Докато епидемичната криза в някои държави членки ескалира, то други тепърва се подготвят за пика на заразата. Тази ситуация изисква незабавна ликвидност на средства и предоставянето на по-голяма гъвкавост на държавите при прилагането на правилата за разход на средствата, предвидени в оперативните програми, както и да се предвиди опростена процедура. От своя страна държавите членки следва да гарантират, че средствата ще достигнат то тези, които най-много се нуждаят от тях, като здравните заведения, работниците в риск да изгубят доходите си, самонаетите лица в нужда, МСП, земеделските производители, НПО, ангажирани в помощ на населението.

 
  
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  Pablo Arias Echeverría (PPE), por escrito. – La UE afronta la mayor crisis desde su creación. Todos los días, puntualmente, los europeos, salimos cada tarde, a aplaudir a nuestros profesionales de la sanidad. Profesionales que están en primera línea de defensa, a los que estaremos eternamente agradecidos por enfrentarse a esta pandemia en condiciones extremas. Dicho esto, querría hacer referencia a “los otros héroes”. Me refiero a aquellos que acuden diariamente a sus puestos de trabajo: fuerzas de seguridad, cajeros, farmacéuticos, transportistas y camioneros, entre otros. Nuestros transportistas y camioneros son los que garantizan el abastecimiento y el funcionamiento del Mercado Único. Se merecen la garantía de poder contar con los medios de protección sanitaria adecuados, de poder satisfacer sus necesidades básicas en ruta dignamente y poder acceder a las instalaciones necesarias. Además, quiero resaltar la importancia de salvar las empresas de transporte: tenemos que pensar especialmente en su protección. El día que acabe esta crisis, estas empresas deben seguir operando si queremos una pronta recuperación. Es el momento de trabajar juntos por encima de nuestras diferencias. Debemos demostrar que el proyecto europeo es útil para todos y cada uno de los que lo formamos, y remar todos en la misma dirección sin dejar a nadie atrás.

 
  
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  Adam Bielan (ECR), in writing. – First of all, my thoughts are with all families who lost their loved ones due to COVID-19 all over the world. I would also like to praise the efforts of health workers fighting the virus.

Today we are voting on three urgent legislative proposals aimed at tackling the effects of the pandemic. It will support SMEs, national short-term employment schemes and reinforce Coronavirus-related health expenditure within Member States.

I would like to welcome the emergency package. We need to guarantee measures that will protect our society and our economy. I would also like to underline the importance of speeding up the legislative process so that funds can be channelled as soon as possible to diminish the social and economic impact. Fast reactions are crucial to deal with the consequences of the crisis, to maintain jobs, to guarantee safety and security. Coordination at EU level is vital to ensure a unified response to the crisis and to able Member States to take all the appropriate measures in this challenging context.

 
  
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  Dominique Bilde (ID), par écrit. – Au-delà de la tragédie, la crise sanitaire majeure que nous traversons a jeté une lumière crue sur les insuffisances de l’Union européenne. Que dire quand l’Italie ou la France en sont réduites à se reposer sur la Chine, à l’origine de ce drame sanitaire, pour l’approvisionnement en masques – il est vrai, dans un juste retour des choses?

Du reste, le libre-échange débridé, au cœur du modèle européen, n’est-il pas la cause fondamentale de cette crise? On ne peut que s’associer pleinement aux mesures de soutien en faveur des petites et moyennes entreprises. Ainsi, on nous propose de modifier les règles d’attribution des Fonds structurels, notamment du FEDER et du FEAMP, afin de permettre aux États de financer certaines dépenses urgentes en faveur des entreprises, pour un engagement financier total de 37 milliards d’euros – mais seulement huit milliards de liquidités.

Ce montant semble d’autant plus dérisoire quand on le compare à ceux déployés par les États membres individuellement. Ce soutien excessivement faible est une preuve supplémentaire de l’inadéquation d’une Union européenne incapable de se montrer à la hauteur des enjeux. Et, au lieu d’être une addition de forces, elle est une addition de faiblesses.

 
  
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  Milan Brglez (S&D), pisno. – Pozdravljam nabor ukrepov Evropske komisije kot prvi nujni odgovor EU na pandemijo koronavirusa.

Nujno je, da so ukrepi čim prej sprejeti, s čim širšo podporo, kot znak zmožnosti hitrega in enotnega ukrepanja EU v kriznem času. Zame sta zlasti pomembni uredba glede pospeševanja naložb v podporo zdravstvenim sistemom članic ter malim in srednjim podjetjem, kot tudi uredba za razširitev področja Solidarnostnega sklada EU, za katero mislim, da bi že od samega začetka morala vključevati tudi primere izrednih zdravstvenih situacij. Seveda podpiram tudi uredbo o spremembi skupnih pravil dodeljevanja slotov na letališčih. Upam, da bo pomagala preprečiti izgube delovnih mest ter zavarovati pravice delavcev v sektorju letalstva. Trenutna kriza potrjuje nujnost usklajenega delovanja držav članic ob globalnih izzivih ter krepitev EU kot socialne unije.

Predlagani izredni ukrepi kažejo, da je, če obstaja politična volja, mogoče narediti korake k socialni uniji tudi brez spremembe temeljnih pogodb.

 
  
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  Joachim Stanisław Brudziński (ECR), na piśmie. – Znaleźliśmy się w sytuacji nadzwyczajnej, której jeszcze kilka tygodni temu nikt z nas nie byłby w stanie sobie wyobrazić. Zmusza to nas do zweryfikowania naszych dotychczasowych priorytetów. W naturalny sposób nasze siły i działania muszą skoncentrować się na walce z rozprzestrzenianiem się tego śmiercionośnego wirusa. Musimy jak najszybciej opanować sytuację w naszych krajach, by po zażegnaniu kryzysu w Europie móc powrócić do kwestii, którymi zajmowaliśmy się jeszcze na ostatniej sesji plenarnej, jak np. wydarzenia na zewnętrznych granicach Unii Europejskiej, de facto również niezmiernie zagrożonych w związku z obecną pandemią.

Jako Parlament Europejski powinniśmy maksymalnie wesprzeć obecne wspólne działania pomagające w walce z aktualnym zagrożeniem, jak i z jego skutkami. Nad najważniejszymi z nich będziemy głosować w dniu dzisiejszym, by maksymalnie przyspieszyć prace PE dotyczące tej kwestii. Wyrażam jednocześnie nadzieję, że Parlament jak najszybciej rozpocznie prace nad pakietem pomocy i wsparcia finansowego dla państw i podmiotów gospodarczych, które szczególnie ucierpiały w wyniku aktualnej sytuacji.

Jesteśmy wdzięczni wszystkim, którzy stają codziennie na pierwszej linii walki z epidemią: pracownikom służby zdrowia, funkcjonariuszom policji, wojska, służb granicznych i porządkowych. Solidaryzujemy się z wszystkimi osobami, u których wirus COVID-19 spowodował chorobę, szczególnie zaś z rodzinami ofiar tej choroby.

 
  
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  Markus Buchheit (ID), schriftlich. – Geschätzte Abgeordnete, die Lage ist ernst. Die meisten von uns haben nie etwas Vergleichbares erlebt. Ein gesamter Kontinent steht still, Grenzen und Flughäfen sind geschlossen, ganze Länder haben Ausgangssperren verhängt. Und auch wenn man die wirtschaftlichen Folgen noch nicht genau beziffern kann, so spüren wir, dass die Einschläge näherkommen. Volkswagen schließt seine Werke, ganze Fluggesellschaften bleiben am Boden, die Börsengewinne der letzten Jahre wurden binnen Wochen vernichtet. Man muss angesichts dieser Meldungen also kein Pessimist sein, um zur Überzeugung zu gelangen, dass wir vor der einschneidendsten Wirtschaftskrise seit Ende des Zweiten Weltkriegs stehen. Es wäre also geboten, dass wir gemeinsam Strategien entwerfen, um den mittelständischen Betrieben, dem Rückgrat unserer Wirtschaft, durch diese Krise zu helfen. Es wäre geboten, dass hier in Brüssel wieder echte Industriepolitik betrieben wird, die sich die Frage stellt, wie wir abgewanderte Industrieproduktion nach Europa zurückholen. Leider ist das Gegenteil der Fall. Die Kommission hält nach wie vor am sogenannten „Green Deal“ fest, einem Programm, welches auch ohne die Corona-Krise verheerend für die europäische Industrie gewesen wäre. Daher fordere ich: Schluss mit diesem Wahnsinn, das Geld wird an anderer Stelle dringender benötigt! Betreiben wir wieder Industriepolitik, die diesen Namen verdient!

 
  
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  Caterina Chinnici (S&D), per iscritto. – La pandemia di Covid-19 dimostra, nella sua drammaticità, che in un contesto globalizzato le emergenze sanitarie non si arrestano ai confini nazionali.

L'UE e gli Stati membri devono quindi adottare una risposta comune e coordinata. Anche se alcuni paesi risultano più colpiti di altri non possiamo certo illuderci che il problema riguardi soltanto i primi. Occorre proteggere la salute dei cittadini, assicurando le migliori cure e prevenendo al massimo ulteriori contagi. Le misure che l'Italia (primo Paese colpito dall'epidemia) è stata costretta ad adottare rappresentano un modello, come evidenziato anche dall'OMS.

L'UE deve quindi dotarsi di un centro comune per l'acquisto e la distribuzione di medicinali e dispositivi di protezione e deve investire nella ricerca di trattamenti e vaccini per il nuovo virus.

Sono poi necessari, nel breve e lungo periodo, interventi finanziari per arginare l'impatto economico ed occupazionale, sostenendo tutte le categorie di lavoratori e imprese e in particolare le medio-piccole, nonché investimenti nelle politiche sociali: ogni strumento a disposizione deve essere usato ed adattato alla situazione attuale.

È il momento di concretizzare la solidarietà di cui all'articolo 2 del TUE perché, come ribadito dalla Presidente della Commissione, nessuno Stato membro può uscire da questa crisi da solo.

 
  
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  Josianne Cutajar (S&D), in writing. – We are facing a public health crisis unprecedented in recent history. We have taken strong measures, unnatural to us, limiting to the strictest levels, the movement of people. Despite its noble intentions, this is a direct blow to the whole tourism ecosystem and to the aviation industry. Big players in the market but especially smaller national airlines have been dealt a serious blow and had to resort to emergency actions to safeguard employment. These amendments to the Slots Regulation are necessary to help airlines weather the crisis with the least possible impact. They are also timely and crucial to prevent unnecessary pollution caused by the operation of ghost flights.

It is not yet clear when restrictions on travel will be eased, however we all know it will take time for airlines to be able to return to their full capacity even in the aftermath of COVID-19. For this reason, whilst I reiterate the need for a Rescue Plan for the tourism industry, in the interest of all workers in the aviation industry, their families and the sustainability of the European aviation industry, we should be prepared for the applicability of such temporary amendments to be extended after October 24th.

 
  
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  Miriam Dalli (S&D), in writing. – The health crisis provoked by COVID-19 is taking its toll on human lives, economies and the very social foundations of our societies. To resist the dire effects of this pandemic, bold public policy action is needed to protect our economies, social structures, and well-being of our citizens. Governments must take all necessary action to safeguard their citizens’ health. The EU must ensure the supply of medical equipment. Although, the Commission is addressing the supply of personal protective equipment, this must be extended to medical equipment such as ventilators so that no country is left behind. As this virus reaches its peak, pressure on our healthcare systems will increase and proper equipment will be of paramount importance.

Second, we must limit the immediate and the long-term economic and social impact of this crisis. We need strong support measures such as back-up guarantees for companies, direct financing and cash flow support, particularly for SMEs and self-employed persons. We must also guarantee income support for workers in technical unemployment or in part-time positions. Finally, we need a joint, coordinated, European answer to fight back, combined with strong financial assistance from European instruments, in particular the European Social Fund and the European Globalisation Fund.

 
  
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  Johan Danielsson (S&D), skriftlig. – Den pågående krisen berör alla människor och ekonomiska sektorer. En välfungerande transportsektor är avgörande för att transportera de livsnödvändiga mediciner, skyddsutrustningar och livsmedel vi behöver för att ta oss igenom krisen. Vi måste säkerställa nödvändiga transporter för att ta oss igenom den direkta hälsokris som pågår just nu, samtidigt som vi skyddar transportarbetares hälsa och säkerhet. Men vi måste också säkerställa att vi har en hållbar och välfungerande transportsektor i det längre perspektivet. Det är nödvändigt för att få både samhället och ekonomin på banan igen. Coronakrisen skapar en enorm osäkerhet för hela transportbranschen. Därför är det viktigt att vi beslutsfattare skapar tydliga förutsättningar för att underlätta för transportsektorn i denna svåra situation. Jag är därför glad att vi idag kan snabbehandla EU-regler så att flygbolag inte längre behöver flyga tomma plan för att inte bötfällas eller förlora framtida flygmöjligheter. Med de nya tillfälliga reglerna kommer vi inte bara minska på tomma flyg och därmed onödiga utsläpp, utan även skapa tydliga riktlinjer för flygbranschen, dess arbetstagare och konsumenterna. Det är också viktigt för turismsektorn, som sysselsätter inte mindre än 25 miljoner människor i EU.

 
  
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  Margarita de la Pisa Carrión (ECR), por escrito. – España está en estado crítico. El sistema sanitario está colapsado en algunas ciudades. Debemos resolver cuatro puntos cruciales a los que el Gobierno, por dejadez o incompetencia, no ha sabido dar respuesta y que contribuyen al aumento del número de contagios y muertos: - falta de equipos de protección individual para evitar contagios entre personal sanitario y pacientes; - falta de instrumental de soporte vital, como respiradores. Los suministros están siendo repartidos injustamente y muchos pacientes mueren sin esta asistencia; - falta de tratamientos farmacológicos, limitados a pacientes ingresados, lo que impide actuar en la primera fase; - falta de test y seguimiento de contagios.

España lo necesita hoy, agilicemos las gestiones y reduzcamos la farragosa burocracia. Europa debe coordinar, apelando a la solidaridad. ¡Actuemos unidos ya! También pido que se comparta la información existente sobre el uso de medicamentos, pues nos enfrentamos a una enfermedad nueva. La hidroxicloroquina, cuya capacidad antiviral parece demostrada, es segura y ampliamente utilizada en algunos países europeos, incluso como profilaxis contra el SARS COVID-19. Su uso puede repercutir positivamente en la salud de los ciudadanos, sobre todo en las etapas tempranas. Hoy en España está limitada al uso hospitalario. Que la situación empeore significa perder vidas, significa cerrar negocios, significa dolor. ¡Significa que TODOS perdemos!

 
  
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  Andor Deli (PPE), írásban. – A járvány kirobbanása előtt természetesnek vettük, hogy repülővel olcsón és gyorsan eljuthatunk Európa bármely szegletébe. A járvány terjedésével azonban egyértelművé vált, hogy még jó ideig nem számíthatunk arra, hogy a régi rend gyorsan visszaáll. A hatályos szabályozás következtében a légitársaságoknak abba a tarthatatlan helyzetbe kényszerültek, hogy akár üresen is a meglévő járataikat működtetniük kellett.

Egy ilyen állapot nem csak a légitársaságok működését és munkahelyek ezreit veszélyezteti, hanem fokozottan káros a környezetre is. Ezért természetes, hogy az sürgősségi eljárásban tárgyaljuk az Európai Bizottság javaslatát, amely véget vet ennek a kártékony jogi helyzetnek. Úgy gondolom, hogy nem ez lesz az utolsó olyan jogszabály, amelynek célja a légitársaságok megsegítése, ugyanakkor fontosnak tartom kihangsúlyozni, hogy a légitársaságok mellett figyeljük az ágazat többi szereplőjére is, a légi irányításra, repterekre, a kiszolgáló személyzetre, hiszen mindannyian ugyanabban a cipőben járnak.

De igaz ez az egész közlekedési szektorra, és itt külön ki szeretném emelni a közúti fuvarozókat és sofőröket, akik a rendkívül nehéz munkakörülmények dacára, minden tőlük telhetőt megtesznek annak érdekében, hogy a lakosság és az egészségügyi intézmények ellátása biztosított legyen. A magyar néppárti delegáció támogatni fogja az Európai Bizottság által javasolt sürgősségi intézkedéseket, és arra kérek mindenkit, hogy tegyen hasonlóan.

 
  
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  Klára Dobrev (S&D), írásban. – Valóban, generációkig visszamenően előzmények nélküli időket élünk. Mindannyian látjuk, hogy a koronavírus-járvány milyen óriási terhet ró valamennyi uniós tagországra. Nem csupán az egészségügyi vészhelyzet kíván hatalmas erőfeszítéseket, hanem az emberek mindennapi megélhetésének biztosítása, a vállalkozások életben tartása is komoly kihívások elé állítanak mindannyiónkat. Jó látni, hogy ebben a harcban nem vagyunk egyedül.

Az Európai Unió teszi a dolgát és cselekszik. 37 milliárd euró EU-s fejlesztési forrás elérését teszi lehetővé az egészségügyi és gazdasági vészhelyzet kezelésére. Támogatjuk, hogy tagállamok az EU fejlesztési támogatásait egészségügyi rendszerek sürgős megerősítésére is elkölthessék. Mi, a Demokratikus Koalíció EP-képviselői támogatni fogunk minden olyan intézkedést, ami már rövid távon is érdemi segítséget biztosít a kis- és közepes vállalkozásoknak a válság túlélésére. Egyetértünk azzal is, hogy az Európai Szolidaritási Alapot kiterjesszük a közegészségügyi veszélyekből eredő válsághelyzetekre, és hogy megemeljük az ilyen katasztrófák esetén adható szolidaritási előleget. Tudjuk, hogy a válság legyőzéséhez mindenkire szükség lesz.

A vírus sok mindent megbénít, de az Európai Unió ilyen rendkívüli helyzetben is tudja bizonyítani, mire képes a szolidaritás. Európa erős, és nem hagyja cserben állampolgárait. Polgáraink egészsége és anyagi biztonsága a tét, nem csekély. Az ezeket fenyegető vírus globális és egységes. A védekezésben nekünk is egységesebbnek kell lennünk, mint valaha!

 
  
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  Laura Ferrara (NI), per iscritto. – La pandemia causata dalla Covid-19 sta avendo gravi ripercussioni non solo sulla salute pubblica e sui nostri sistemi sanitari, ma anche in termini economici e sociali.

L'Unione europea, nel contrastare i devastanti effetti di un virus che non conosce confini e da cui nessuno Stato membro è immune, è chiamata a fronteggiare una delle sfide più grandi della sua storia. Solo una risposta europea condivisa, forte ed immediata consentirà di affrontare una condizione comune che non può ammettere egoismi, contrasti od ostacoli.

Le misure che il Parlamento europeo si appresta a votare sono un primo passo. Abbiamo necessità di individuare risorse più consistenti e strumenti nuovi, di avere una maggiore coordinazione e cooperazione nella lotta contro un comune nemico. Di questo e di molto altro avremo bisogno per assicurare a tutti i cittadini, e in particolar modo alle persone più vulnerabili, il diritto alla salute e a ricevere cure adeguate, così come per dare idoneo sostegno a famiglie, imprese e lavoratori.

Tutti devono sentirsi coinvolti nel raggiungere questo obiettivo: l'Unione europea, gli Stati membri, le regioni, i comuni, chi ha ruoli istituzionali e i cittadini. Solo insieme e in sinergia usciremo da questa emergenza.

 
  
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  Carlo Fidanza (ECR), per iscritto. – Il problema coronavirus è stato ampiamente sottovalutato... si pensava fosse un problema esclusivamente italiano!

Solo 200 milioni per tutta l'UE come stanziamento iniziale per l'emergenza sanitaria, l'assenza di un protocollo comune per verificare contagiati e vittime, blocco delle esportazioni di mascherine proprio mentre l'Italia ne faceva richiesta, aziende europee che chiedevano il certificato "virus-free" ai prodotti agroalimentari italiani. Abbiamo visto persino mettere la riforma del MES al primo punto dell'Eurogruppo e la Presidente della BCE mandare a picco la Borsa di Milano e in fumo miliardi di risparmi in poche ore. Poi solo quando l'emergenza è arrivata in Francia e Germania l'Europa ha battuto un colpo.

Ora bisogna assicurare urgentemente liquidità a imprese e famiglie, con una maggiore flessibilità delle norme sui crediti deteriorati e con un grande piano europeo, eventualmente con bond garantiti dall'UE. Ma senza MES, le cui condizionalità renderebbe schiavi i paesi con alto debito pubblico, che ora si trovano a dover affrontare non una crisi di fiducia sul proprio debito sovrano ma uno shock simmetrico che ha colpito tutti indistintamente.

Oggi l'Europa si gioca il suo futuro: o si dimostrerà capace di rispondere alla sfida con efficacia e solidarietà oppure imploderà sotto il peso delle sue contraddizioni.

 
  
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  Raffaele Fitto (ECR), per iscritto. – La pandemia della Covid-19 ormai non è solo una questione italiana ma si sta diffondendo in tutta l'Unione.

Ancora una volta, con grande rammarico, prendiamo atto che l'UE si è mossa tardivamente, non fornendo immediatamente risposte coordinate e solidali. Ora non è il tempo delle polemiche - ci saranno tempi e modi per giudicare comportamenti come, ad esempio, quello della Presidente della BCE Lagarde - ora è il momento di agire.

Siamo vicini a un punto di non ritorno, è arrivato il momento di capire se l'Europa esiste e ha un futuro. Chi continua a perseverare su dogmi di bilancio o su parametri da imporre dimostra non solo una grave miopia politica, ma si assume la responsabilità di portare questa Unione a schiantarsi senza alcuna possibilità di un domani. Servono misure straordinarie in deroga a regole e trattati.

Bene i provvedimenti che oggi approviamo e quelli annunciati dalla Commissione, ma sicuramente non bastano. Non basta redistribuire risorse, servono nuove risorse e strumenti, gli eurobond ad esempio, per sostenere tutti gli Stati membri dal punto di vista sanitario, rilanciare il tessuto economico, produttivo e sociale ed evitare la più grande catastrofe dal dopoguerra ad oggi.

Noi siamo pronti a fare la nostra parte.

 
  
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  Anna Fotyga (ECR), na piśmie. – Chciałabym złożyć wyrazy współczucia rodzinom ofiar COVID-19, życzyć powrotu do zdrowia chorym, a także wyrazić uznanie dla bohaterskich lekarzy i pielęgniarek walczących z pandemią oraz wszystkich tych, którzy z poświęceniem wykonują swoje obowiązki, by zapewnić bezpieczeństwo naszym społeczeństwom.

Dziś widzimy, że walka z pandemią toczy się przede wszystkim w państwach członkowskich. Polski rząd zareagował na czas, działa w sposób właściwy, ma moje pełne poparcie. Od Unii oczekuję zaś elastycznego i sprawnego wykorzystania mechanizmu zamówień, aby zapewnić dostawy środków medycznych dla całej wspólnoty – a o ile to możliwe – także dla naszych najbliższych partnerów i sąsiadów: państw kandydujących i stowarzyszonych.

Jednak najważniejszym zadaniem leżącym w zakresie kompetencji UE jest przeciwdziałanie kryzysowi gospodarczemu, jakiego należy spodziewać się po pandemii. UE musi przemyśleć swoje priorytety i niektóre polityki. Dziś widzimy, obserwując działalność branży transportowej, jak szkodliwy może być pakiet na rzecz mobilności. Należy jeszcze raz przemyśleć Zielony Ład. Musimy chronić miejsca pracy, właściwie wykorzystując Europejski Fundusz Dostosowania do Globalizacji oraz Fundusz Solidarności Unii Europejskiej. Nie mam wątpliwości, iż nowa perspektywa finansowa na lata 2021–2027 musi być ambitna.

Mam także apel do kolegów ze skrajnie lewej i prawej strony sali: strzeżmy się fałszywych przyjaciół, szczególnie w czasie kryzysów. Federacja Rosyjska oraz inni nasi adwersarze nie porzucili swoich ambicji.

 
  
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  Εμμανουήλ Φράγκος (ECR), γραπτώς. – Η επέλαση της επιδημίας, σε μια στιγμή που ο ευρωπαϊκός Νότος δοκιμάζεται σκληρά από τα μέτρα δημοσιονομικής λιτότητας και από τη λαθρομετανάστευση και το χάσμα μεταξύ Βορρά και Νότου είναι πιο βαθύ από ποτέ, ενέτεινε την κρίση αξιών και έθεσε την ΕΕ προ των ιστορικών ευθυνών της. Είναι θλιβερό να βλέπουμε την Ιταλία, την Ισπανία και τα περισσότερα κράτη μέλη να αγωνίζονται μόνα τους. Είναι απογοητευτικό το γεγονός ότι δεν υπήρξε έως τώρα συντονισμένη δράση. Θεωρούμε δεδομένη την οικονομική ενίσχυση των κρατών μελών. Όμως, η ενίσχυση αυτή δεν πρέπει να διογκώσει το ήδη επιβαρυμένο δημόσιο χρέος των κρατών και των επιχειρήσεων της Ένωσης. Υπάρχουν τρόποι για να γίνει αυτό. Θεωρούμε αυτονόητη τη χαλάρωση των δημοσιονομικών στόχων. Η συρρίκνωση του ΑΕΠ της Ένωσης προβλέπεται πρωτοφανής. Όμως, με το να μην τιμωρούμε την ύφεση και τα ελλείματα δεν σημαίνει ότι τα αποτρέπουμε. Πρέπει από τώρα να σχεδιαστούν γενναία αναπτυξιακά προγράμματα σε όλους τους τομείς της οικονομίας. Θεωρούμε επιβεβλημένη την ενίσχυση του συστήματος υγείας. Πρέπει να ενισχύσουμε τα νοσοκομεία μας με κλίνες, θαλάμους, προσωπικό, φάρμακα και ιατρικό υλικό. Έπρεπε ήδη να το είχαμε κάνει συντονισμένα. Τέλος, ζητάμε την ενεργοποίηση του Ταμείου Αλληλεγγύης και όλων των διαθέσιμων μέσων για την άμεση στήριξη της ευρωπαϊκής οικονομίας.

 
  
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  Isabel García Muñoz (S&D), por escrito. – Desde la UE se está actuando con determinación para atenuar el impacto socioeconómico en el transporte y la movilidad. El sector de la aviación está sufriendo duramente la crisis del COVID-19. Hoy el Parlamento aprueba suspender temporalmente las reglas de uso de los slots para dar seguridad legal a las compañías aéreas y evitar vuelos fantasmas, con su consecuente impacto económico y medioambiental. Asimismo, me gustaría reconocer la buena coordinación entre la Comisión y los Estados miembros para el establecimiento de los corredores verdes. Estas vías rápidas transfronterizas aligerarán el tráfico y garantizarán el transporte de bienes esenciales como comida, mascarillas y material médico entre países de la UE. Los corredores verdes asegurarán además que nuestros transportistas se desplacen con total seguridad. La Comisión ha escuchado a gobiernos como el español que reclamaban que estos corredores debían contar con zonas de descanso y de prestaciones básicas de alimentación, bienestar e higiene para los transportistas. Quiero aprovechar para agradecer desde aquí la solidaridad de todos los que, de manera altruista, han ofrecido en las rutas comida y bebida gratuitas a nuestros transportistas, como así han hecho en mi región, Aragón. La solidaridad es la clave para salir de esta crisis.

 
  
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  Enikő Győri (PPE), írásban. – A koronavírus-világjárvány gócpontja Európába tevődött át, és még csak most jön a neheze. Ráadásul nem tudjuk, ez a válságos helyzet meddig fog tartani. Mindannyiunkat érinti, és minden korábbinál egyértelműbben rávilágít gyengeségeinkre és a kiszolgáltatottságunkra. Kiderült, egyáltalán nem vagyunk, voltunk felkészülve egy egészségügyi válsághelyzetre. Fegyvertelenek vagyunk, nincsenek egészségügyi készleteink, amelyeket azonnal bevethetünk. Külső szereplők mentőövére szorulunk.

Látjuk, hogy omlanak össze a gazdaságok, s mind többen veszítik el a munkájukat. Az Uniónak eben a helyzetben a tagállamok segítségére kell sietnie, hogy az ő szükségleteikhez igazítva lépjen. Jó, hogy ma a strukturális alapok átgereblyézésével néhány tagállam lélegzethez jut, de ebből azoknak, amelyek korábban jól teljesítettek és már lekötötték a forrásokat, egy fillér sem jut. Kérem a Bizottságot, álljon elő egy megoldással számukra is. Folynak az előkészületek az eurózóna pénzügyi megsegítésére, de kérem, hogy a zónán kívüliekre is gondoljanak.

A Bizottság nemrég jött ki egy új iparstratégiával és kis- és középvállalkozási stratégiával; ezeket most mind újra kell gondolni, méghozzá úgy, hogy minden tagállam helyzetét figyelembe veszik, és kiegészítik a nemzetállami intézkedéseket. A kkv-k, a családi gazdaságok, az egyéni vállalkozók túlélése az európai gazdaságok túlélését jelenti; koncentráljunk rájuk, mert ez a kulcsa annak, hogy az Unió a járvány után mielőbb magára találjon, kerül, amibe kerül.

 
  
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  András Gyürk (PPE), írásban. – A koronavírus az elmúlt évtizedek egyik legnagyobb kihívása az Európai Unió tagállamainak polgárai számára. A járvány végének időpontjáról, illetve annak gazdasági hatásairól egyelőre nem rendelkezünk konkrét előrejelzéssel. Azonban a sok bizonytalanság és ellentmondás mellett egy elvben egyetérthetünk: az emberi élet védelme minden felett áll. Ennek három fő összetevője van. Az első tényező az egészség védelme. Köszönettel tartozunk az egészségügyi dolgozóknak, akik lehetetlent nem ismerve küzdenek emberéletekért a vírus ellen.

Javaslom, hogy az Európai Bizottság adjon meg minden lehetséges támogatást a tagállami egészségügyi rendszerek számára. A munkahelyek megőrzése is kiemelten fontos összetevője az emberi élet védelmére irányuló erőfeszítésnek. “Ha munka van, minden van” – tartja a mondás. Ezért elvárom a Bizottságtól, hogy a járvány végeztével is támogassa a munkahelyek védelme érdekében a tagállami gazdasági válságkezelő programokat, akár új költségvetési források bevonásával is. Végül a tolerancia is elengedhetetlen része az emberi élet védelmének. Ezért fontos különösen most félretennünk a vitáinkat. Egy ilyen helyzetben az összefogás és a közös védekezés felülír minden politikai ambíciót. Európai Parlamenti képviselőkként mindannyiunknak fel kell nőni a feladathoz.

 
  
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  Robert Hajšel (S&D), písomne. – Táto kríza si od nás vyžaduje bezprecedentné kroky a rýchle konanie. Všetky schvaľované opatrenia potrebujeme, ale mali prísť o niekoľko týždňov skôr. Zdravotníkom, ktorým chýbajú respirátory a umierajúcim, pre ktorých nemáme ventilátory, ničím neospravedlníme, že proces nášho rozhodovania je zložitý a treba čakať. Keď som sa nedávno liečil na boreliózu, jeden z lekárov mi ponúkol liek Plaquenil. Dnes, keď nemáme na COVID-19 žiadny oficiálny liek, sa oči lekárov upierajú aj na toto antimalarikum a účinnými sa môžu ukázať ďalšie lieky, čo dáva nádej, že nemusíme hľadať nový, ale správne zvoliť už existujúce. Pre EÚ, ktorá má v ochrane zdravia podporné kompetencie, tu vzniká priestor na koordináciu výskumu, skúšanie účinného lieku a uľahčenie jeho cesty ku každému pacientovi, aj na Slovensku. Komisia by sa mala podujať koordinácie nákupu zdravotného materiálu nielen v EÚ, ale aj v Číne, Rusku a USA. Musí koordinovať aj distribúciu tohto materiálu tam, kde ho teraz najviac potrebujú. Treba konať rýchlejšie a účinnejšie, aby sa ľudia nepozerali iba na reportáže o lietadlách s lekármi a respirátormi z Číny alebo Ruska. Preto som rád, že konečne finišuje európske obstaranie respirátorov, testovacích súprav a začalo obstaranie ventilátorov. Dúfam, že čoskoro sa tento materiál dostane k našim zdravotníkom.

 
  
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  Alicia Homs Ginel (S&D), por escrito. – El coronavirus es una crisis global. Hoy por hoy, somos el continente con más personas infectadas y con el mayor número de fallecidos. La profesionalidad del personal sanitario, de las fuerzas y cuerpos de seguridad, de todos los trabajadores cuya labor nos permite sobrellevar nuestro día a día de la mejor forma posible, así como el comportamiento ejemplar de todos los ciudadanos, son, sin duda, nuestra mejor arma para ganarle al COVID-19. Sin embargo, los ciudadanos europeos piden una respuesta coordinada, unida y solidaria de la UE; y no podemos defraudarles. Los 37.000 millones de euros que hemos aprobado en el Parlamento demuestran que estamos trabajando en la buena dirección; pero los países más afectados necesitan más: es urgente movilizar el Mecanismo de Estabilidad (MEDE) para ayudar a los gobiernos estatales. Además, los socialdemócratas reclamamos un plan Marshall de inversión europea común que contemple la emisión de “coronabonos”; la activación de un Seguro Europeo de Desempleo o la creación de una Renta Mínima Europea temporal para trabajadores, autónomos y pymes. Nadie puede quedar desprotegido ante esta crisis. Debemos actuar ya y debemos hacerlo desde la unidad, la solidaridad y la coordinación. Solo así afrontaremos con éxito este reto.

 
  
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  Lívia Járóka (PPE), írásban. – A járvány miatt sürgősen kell cselekednünk. Franciaországban már láthatjuk, hogy a szegénytelepeket sújtja leginkább a fertőzés, hiszen ezeken a helyeken nagyobb arányban méltatlanok a lakhatási körülmények, rendkívüliek a gazdasági és szociális nehézségek is: a háztartások 60%-a a szegénységi küszöb alatt van, a 16-25 éves korosztályban 90%-os a munkanélküliség aránya, a gyerekek 2/3-a iskola elhagyó, és sokuknál olyan alapbetegségek is vannak, ami kedvez a vírusfertőzésnek.

Európa keleti felében ezek az adatok a legtöbb esetben még rosszabbak. A statisztikák szerint is, amennyiben a fertőzés, a járvány bekerül ezekbe a sérülékeny közösségekbe, ott fog leginkább pusztítani. Többek között azért, mert nincsenek meg az alapvető higiéniás feltételek, a tiszta ivóvíz, a csatorna, a fűtés és a mindennapi meleg étel hiánycikk számukra. És sokuknak a koronavírus életveszélyes víruskoktélt jelenthet majd. A ma megszavazott egészségügyi rendszerek és gazdasági ágazatok azonnali beavatkozása mellett a Bizottságnak lehetővé kell tennie, hogy a fel nem használt Roma integrációra szánt pénzeket a tagállamok a leghátrányosabb, legsérülékenyebb és legkiszolgáltatottabb közösségek megsegítésére használhassák fel.

Kérem a Bizottságot és a tagállamokat az azonnali, koordinált cselekvésre. Nem hagyhatunk senkit sem hátra. Nem engedhetjük meg, hogy azok, akik eddig is kiszolgáltatottak voltak, még inkább azok legyenek.

 
  
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  Rasa Juknevičienė (PPE), raštu. – Pritariu parengtiems dokumentams. ES, kaip ir visas pasaulis, susidūrė su mūsų kartai dar nepatirtu iššūkiu. Jis kels ilgalaikių pasekmių saugumui. Vienas svarbiausių – žmonių pasitikėjimas ES, matome ir išorės skleidžimą dezinformaciją. Kviečiu Komisiją pasirūpinti, kad ES piliečiai būtų geriau ir nuolat informuojami apie priimamus svarbius sprendimus.

 
  
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  Karol Karski (ECR), na piśmie. – Walka z pandemią nowego wirusa wciąż trwa. Wspólnie, jako zjednoczona i solidarna Europa, podejmujemy działania, które mają na celu ograniczenie zarazy, a następnie jej zduszenie. Uważam to za pierwszy, podstawowy i dobry przejaw współpracy.

Państwa członkowskie zamykają granice, wprowadza się odgórne obostrzenia społeczne, ogranicza działalność wielu sektorów gospodarki. Wszystkie te czasowe, choć radykalne działania mają doraźnie posłużyć jako metoda ujarzmienia zarazy. Takie postępowanie przyjmuję z zadowoleniem, jednak pamiętajmy, że wszystko ma swoje konsekwencje.

Stoimy w tej chwili na granicy bezprecedensowej zapaści gospodarczej, także w skali światowej. Naszym absolutnym obowiązkiem jest temu przeciwdziałać lub przynajmniej zrobić wszystko, co w naszej mocy, aby to widmo kryzysu osłabić. Cieszy mnie, że debatujemy dzisiaj nad inicjatywą, która ma na celu wspomóc państwa członkowskie i naszych obywateli w tych trudnych chwilach.

Nie łudźmy się jednak, proszę, że te działania wystarczą. Potrzebujemy więcej ambitnych rozwiązań – lepszych i elastyczniejszych środków zwiększających możliwości pomocy publicznej. Nie bójmy się również podejmować stanowczych decyzji. Udowodnijmy, że ta instytucja też potrafi dopełnić swoich obowiązków i wykazać się zdrowym rozsądkiem i wiarygodnością w oczach obywateli, którzy w nas pokładają nadzieję.

 
  
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  Izabela-Helena Kloc (ECR), na piśmie. – Inicjatywa inwestycyjna w odpowiedzi na koronawirusa jest właściwą reakcją na pilną potrzebę pomocy naszym MŚP. Jednak walka z recesją będzie wymagała znacznie więcej. Oprócz bezprecedensowych kwot z budżetów państw i Unii, musimy rozważyć koncepcję zasadniczej modyfikacji Zielonego Ładu. Niezależnie od tego, czy jesteśmy zwolennikami bądź przeciwnikami tej idei, musimy widzieć rzeczywistość taką, jaka jest. W najbliższych dziesięcioleciach czekają nas dwa poważne wyzwania gospodarcze: Europejski Zielony Ład i recesja spowodowana przez koronawirusa. Podjęcie obu tych wyzwań będzie kosztować fortunę i zmieni oblicze Europy. Jednak nie możemy sobie pozwolić na ich jednoczesne finansowanie. Nie ma czasu na eksperymenty i politykę kształtowaną jedynie przez ideologię.

Unia Europejska ma historyczną szansę, aby zareagować i podjąć właściwe decyzje. Przede wszystkim musimy zagwarantować naszym obywatelom rzetelną opiekę zdrowotną, bezpieczeństwo i wzrost gospodarczy, który zapewni miejsca pracy i godny poziom życia. Tylko wtedy będziemy mogli powrócić do naszej dyskusji politycznej na temat tego, jak bardzo ekologiczna powinna być Europa.

Kryzys COVID-19 pokazał, jak krucha może być nasza gospodarka. Nie lekceważmy tej sytuacji i nie trzymajmy się kurczowo Zielonego Ładu w czasach, gdy Europa potrzebuje nowych rozwiązań.

 
  
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  Łukasz Kohut (S&D), in writing. – In this unprecedented situation we need to be taking immediate and decisive measures to help save those who have been infected by the SARS-CoV-2 virus and to stop the virus from spreading. We need to be taking measures to save entrepreneurs and businesses from going bankrupt, to prevent loss of jobs and income of European citizens.

At the same time we already know, that the current pandemic, even if it can be fairly quickly contained – which we all hope – has already made us aware of many facts we had not been noticing before or facts which we had been ignoring. One of these facts is that there is not enough cooperation between EU Member States, that there is not enough integration and that it is too shallow. We have seen that faced with threats as grave as the threat of a pandemic, Member States are likely to resort to some egoistic, nationalistic measures. But viruses, climate catastrophes do not know the notion of a nation state, they target all equally. And we can fight them only together, together we are stronger, more resilient. We need much deeper European integration.

 
  
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  Joanna Kopcińska (ECR), na piśmie. – Oprócz tymczasowych ram prawnych umożliwiających państwom wykorzystanie pełnej elastyczności przewidzianej w unijnych przepisach dotyczących pomocy w celu wspierania gospodarki w kontekście wybuchu COVID-19, cieszę się, że KE rozszerzyła istniejący akt wykonawczy na mocy Mechanizmu Ochrony Ludności (rescEU), tak aby umożliwić UE gromadzenie zapasów sprzętu ochronnego takiego jak maski na twarz, sprzęt do intensywnej opieki medycznej, aby zaradzić niedoborom w odpowiedzi na pilne zapotrzebowanie.

Jakie dodatkowe, konkretne działanie rozważa KE w celu zapewnienia praktycznego wsparcia Włochom i Hiszpanii – dwóm najbardziej dotkniętym krajom UE? Wskazane byłoby poszukiwanie także innych źródeł finansowania, jak np. w ramach Europejskiego Funduszu Dostosowania do Globalizacji, z uwagi na niewielkie wykorzystanie tego funduszu w ostatnich latach. Zakres wsparcia mógłby zostać zmodyfikowany poprzez wskazanie na sytuacje kryzysowe zdrowia publicznego.

Podsumowując, istotne jest, aby działania UE były ukierunkowane na zapewnienie dostawy sprzętu ochronnego w całej Europie o konkretne wytyczne. Uważam, że akt wykonawczy w ramach „rescEU” powinien zostać rozszerzony, aby umożliwić UE zakup całego niezbędnego sprzętu medycznego.

 
  
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  Ondřej Kovařík (Renew), písemně. – Investiční iniciativu, která zmobilizuje dostupné hotovostní rezervy v evropských strukturálních a investičních fondech ve výši 37 miliard EUR, považuji za zásadní. Sice nejde o úplně „nové“ peníze, toto opatření ale umožní použít nevyužité a jiné prostředky z fondů EU rychleji právě na tuto krizi. Pro ČR to znamená něco přes 30 miliard CZK, které, jak již dnes dokazuje poptávka např. malých a středních podniků, budou velice užitečné. Právě možnost použít tyto prostředky pro krátkodobou finanční pomoc těmto podnikům považuji za jednu z nejdůležitějších. Podpořím rozšíření působnosti Fondu solidarity EU v hodnotě miliard EUR na krizové situace v oblasti veřejného zdraví, které umožní členským státům žádat o finanční pomoc v souvislosti s epidemií koronaviru. A podpořím i pozastavení pravidla 80/20 v letecké dopravě. Absurdní situaci, kdy jsou dopravci motivováni provozovat prázdné lety, je potřeba obratem pozastavit, dokud se situace nestabilizuje. Připomínám však, že nesmíme zapomenout na dopad na provozovatele letišť. Je zřejmé, že ekonomiky členských států Evropské unie budou potřebovat podporu, která bude mnohem masivnější.

 
  
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  Elżbieta Kruk (ECR), na piśmie. – Jeszcze przed wybuchem pandemii wirusa COVID-19 ekonomiści zapowiadali, że światowa gospodarka zmierza w kierunku kryzysu gospodarczego. I oto stoimy w obliczu bezprecedensowego globalnego kryzysu, który bezpośrednio i w sposób dramatyczny dotknie wszystkich. Wirus COVID-19 pokazał, że jesteśmy nieprzygotowani na kryzys tego rodzaju. Obserwujemy z dnia na dzień konsekwencje gospodarcze i społeczne, ale jeszcze bardziej obawiamy się tego, co przyniesie przyszłość. Niedofinansowana i przepracowana służba zdrowia, ludzie bez zatrudnienia i na skraju załamania, upadające przedsiębiorstwa i fabryki.

Czeka nas recesja gospodarcza, która będzie miała wpływ na wszystkie aspekty życia. Kryzys gospodarczy stał się faktem i został przyćmiony pandemią koronawirusa. Dlatego z zadowoleniem przyjmuje ideę solidarności i podejmowania wspólnych, skoordynowanych działań.

Naszym zadaniem w tej chwili jest wykazanie się przede wszystkim zdrowym rozsądkiem i zgodnością. Uważam jednak, że jest to zaledwie pierwszy krok na drodze do pokonania kryzysu, z którym przyszło nam się dziś zmierzyć. Musimy dalej współpracować, w duchu solidarności, szukając nowych i ambitnych rozwiązań służących wypracowaniu bardziej elastycznych zasad korzystania z istniejących środków budżetowych w celu zapewnienia płynności finansowej państw członkowskich.

 
  
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  Ilhan Kyuchyuk (Renew), in writing. – I support this proposal because we need to respond as soon as possible to this immense and unprecedented economic, social and political challenge called coronavirus. The coronavirus epidemic sweeping across Europe has made one thing abundantly clear: You can’t fight an epidemic alone. It requires urgent, decisive, and comprehensive action at the EU, national, regional and local levels. The European economy and single market have become so essential to our well-being yet we only recognise the value of them when it comes to a halt. With thousands of airplanes grounded, factories all across Europe shutting, and millions of businesses suffering, our European interconnectedness – or rather the temporary lack of it – has become painfully visible. Therefore, this exceptional situation needs to be addressed with specific measures to support and protect Member States’ economies, companies and workers. I fully support the EU Commission ‘Coronavirus Response Investment Initiative’ which aim is to mobilise more than EUR 37 billion quickly in order to address the consequences of the coronavirus crisis. It is a matter for the whole EU and we need common action and solidarity if we want to respond quickly and effectively to COVID-19 crisis.

 
  
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  Juan Fernando López Aguilar (S&D), por escrito. – Quinientos millones de europeos están siendo sometidos al shock del COVID-19, cuya magnitud carece de precedentes en nuestra memoria personal.

Dos cosas son seguras: a) de las instituciones europeas y su capacidad de respuesta depende todavía hoy que sus catastróficas consecuencias no sean irreversibles; b) todo está cuestionado —nuestras vidas cotidianas, seguridad, conductas—, pero también la utilidad y hasta la razón de ser de la UE como espacio regido por el Derecho, la comunidad de valores y el ámbito de cohesión y solidaridad, globalmente relevante. La UE se equivocará si subestima el riesgo para su reputación y su credibilidad impuesto por esta crisis.

Del Consejo Europeo del 26 de marzo solo caben decisiones a la altura de la enormidad de este envite, a saber: a) garantía de liquidez a las administraciones y empresas, a tipo cero; b) suspensión de los rigores y liberación de las capacidades fiscales que aseguren a los damnificados toda la ayuda que merecen. BCE, BEI y eurobonos para combatir al virus y para la reconstrucción de cuanto está siendo dañado. Si los Tratados plantean límites, es la hora de soluciones extraordinarias. Si el instrumento es el MEDE, en ningún caso es aceptable ninguna condicionalidad ni memorándum de entendimiento.

 
  
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  Antonio López-Istúriz White (PPE), por escrito. – Vivimos una situación extraordinaria que nos desafía a tomar medidas de excepción únicas y que necesita un liderazgo fuerte. Ayudarse los unos a los otros es ayudarse a sí mismos. Esto lo deberíamos tener ya aprendido de todas las crisis que hemos superado antes y que han demostrado que solo juntos podemos vencer las adversidades. Las decisiones que tomamos hoy van a definir nuestro futuro. Estamos ante una emergencia de salud pública, y la Unión hará todo lo que está a su alcance para salvar vidas. Las medidas hoy aprobadas van a ayudar directamente a todos los profesionales que cada día hacen milagros con los recursos que disponen. Muchos países, como el mío, están en situación de ruptura y los mecanismos de emergencia que estamos implementando hoy aquí, con el 90 % de financiación de la Unión, permitirán una ayudad eficaz y rápida. Aplaudo también la respuesta de nuestros científicos, que, unidos en un grupo liderado por la Comisión Europea, buscan sin cesar una vacuna o medios más eficaces de afrontar esta pandemia. Superaremos esta situación juntos, y la solidaridad que empleamos hoy en nuestras acciones dará frutos y mañana estaremos más unidos en este proyecto único que es la Unión Europea.

 
  
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  César Luena (S&D), por escrito. – La crisis COVID-19 revela los límites de nuestras sociedades y sistemas socioeconómicos, donde los excesivos intereses económicos, la concentración de la riqueza, unos sistemas productivos insostenibles y la contracción del papel del gobierno a mínimos, han relegado a muchos ciudadanos y territorios. Esta crisis es una llamada de atención y oportunidad para desarrollar una resiliencia global y una sociedad más cohesiva hacia un bienestar sostenible donde todos actuemos conjuntamente ante el desafío de la protección ciudadana y la paz social y unos servicios sociales esenciales. Por ello, los socialistas requerimos una respuesta europea coordinada inmediata, la concentración de toda la inversión en I+D de la UE para encontrar una vacuna, el almacenamiento de material médico esencial y la provisión de pruebas diagnósticas para las regiones más afectadas. Asimismo, pedimos la emisión de Corona-bonos del Banco Central Europeo, la activación del Mecanismo Europeo de Estabilidad, un plan europeo temporal de ingresos mínimos para trabajadores y familias de bajos ingresos y la creación de una garantía que haga frente a un potencial desempleo masivo. Necesitamos una estrategia europea de recuperación y reconstrucción social y económica, un Plan Marshall para preservar el bienestar alcanzado junto con una transición a una economía climáticamente neutra.

 
  
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  Mairead McGuinness (PPE), in writing. – Today, we are voting on three measures - the start of the EU’s response to the pandemic. But we can do more. European solidarity will be essential. The EU can play a vital role to maintain supply chains for medical equipment and food. We heard terrible stories from colleagues from Italy and Spain, the worst affected countries. We must stand with our partners.

Finally, we need to consider if the EU is fully equipped to deal with global crises like this. On animal health, the EU has stronger powers which means there is more coordinated EU action on disease outbreaks like African Swine Fever. This isn’t the case for human health. Our strength on animal disease was only developed after the BSE crisis. The COVID-19 pandemic is a crisis we cannot afford to waste. It requires us to acknowledge the need for more coordinated EU action on health - more Europe, not less. I want a Europe that acts before a crisis hits, a Europe well-prepared to handle future crises, a Europe that leads globally and helps locally. We can do it. Perhaps it is this shock to the system which will make us act - better late than never.

 
  
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  Cristina Maestre Martín De Almagro (S&D), por escrito. – El mundo, Europa y, en particular algunos Estados miembros, están atravesando una emergencia sanitaria global excepcional que solo lograremos vencer si trabajamos unidos, desde la coordinación y la cooperación con la mayor eficacia y solidaridad posible. Esta crisis está teniendo un alto coste humano para toda la sociedad, pero sin duda es de valorar la profesionalidad de los trabajadores sanitarios, de las fuerzas y cuerpos de seguridad, de los transportistas, de los trabajadores de la distribución alimentaria, de los servicios esenciales, del campo, entre otros. La UE está sufriendo la expansión del contagio y todos los gobiernos en mayor o menor medida están adoptando medidas de contención, pero cuyo éxito está sujeto a la coordinación a nivel europeo. Más que nunca, nuestro devenir depende de nuestra acción conjunta. Los ciudadanos esperan una respuesta comunitaria coordinada que refuerce nuestros sistemas sanitarios y resuelva las necesidades urgentes de material; que garantice la distribución de bienes esenciales; y, sobre todo, que acuda al rescate para mitigar los efectos negativos de las medidas extraordinarias que están adoptando la mayoría de gobiernos para contener el virus y que afectan ya negativamente a nuestras economías.

 
  
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  Adriana Maldonado López (S&D), por escrito. – El mundo está atravesando una emergencia sanitaria global excepcional que solo lograremos vencer si trabajamos unidos. Las primeras medidas ya se han tomado, pero todavía necesitamos que sean más ambiciosas para apoyar los esfuerzos nacionales y garantizar la solidaridad financiera. Por eso, los socialistas europeos en consonancia con la iniciativa lanzada por el Presidente del Gobierno de España, hemos pedido a los líderes europeos que se apruebe de un plan con 25 medidas urgentes para combatir esta crisis social y económica. Entre ellas, reclamamos un nuevo Plan Marshall de inversión europea común, la activación del Mecanismo Europeo de Estabilidad con una línea específica de crédito, poner en marcha un Seguro Europeo de Desempleo combinado con una renta mínima, una Garantía temporal de Empleo Europea para evitar el desempleo masivo y otra de préstamo para los propietarios de primeras viviendas, un régimen específico para proteger a los arrendatarios frente a desahucios, medidas que garanticen la distribución de bienes esenciales y de equipos médicos y una mejor coordinación e intercambio de información entre los Estados miembros respecto al cierre de fronteras y las restricciones. Porque solo desde la unidad, la solidaridad y la defensa del Estado de bienestar saldremos con éxito de esta crisis.

 
  
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  Beata Mazurek (ECR), na piśmie. – Pandemia wirusa SARS CoV2, zwanego koronawirusem, to wyzwanie, z jakim przyszło nam się zmierzyć w obecnych czasach. Sytuacja w wielu krajach jest dramatyczna. Brakuje miejsc w szpitalach, brakuje lekarzy i pielęgniarek, brakuje sprzętu ratującego życie i środków ochrony osobistej, w wyniku czego dochodzi do częstej selekcji pacjentów na tych, którzy mogą przeżyć i na tych, którym ta szansa jest odbierana. Czy można było temu zapobiec? Czy działania Wspólnoty nie były spóźnione?

Część państw członkowskich widząc bierność ze strony UE wzięła sprawy w swoje ręce i poprzez wyjątkowe, lecz potrzebne środki bezpieczeństwa, skutecznie w stosunku do innych państw, ograniczyła rozprzestrzenianie się wirusa. Możemy i musimy pomóc tym, którzy tej pomocy od nas oczekują. Personel medyczny walczący i narażający swoje życie, by ratować cudze, nie może pozostać sam w tej nierównej walce.

Nasze działania nie mogą być pozorowane, nie możemy uciekać się do ogólników i półśrodków. Państwa członkowskie oczekują konkretnych i szybko wdrożonych rozwiązań, które w znaczący sposób pomogą w walce z koronawirusem i z jego skutkami, które już są zabójcze dla wielu gałęzi europejskiej gospodarki. Musimy działać błyskawicznie i zdecydowanie. Mamy odpowiednie narzędzia i instrumenty. Europo, nie śpij, bo następnym razem, jak się obudzisz, może być już za późno.

 
  
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  Eva Maydell (PPE), in writing. – While some may argue that the debt or the migration crises, we faced in the past decade, required only EU solidarity to cope with, as not all Member States were equally affected, the current Covid-19 humanitarian crisis requires unprecedented decisiveness and scale of the EU response.

For the EU, which began 2020 with expectations for an economic recession by the end of the year, the pandemics couldn’t have come at a more inconvenient moment. This means that we must adopt radical measures to mitigate the most severe negative effects of the Covid-19 crisis. Saving human lives and keeping EU businesses alive are top priorities at the moment.

The financial injection for Member States we are about to vote today is an adequate measure to support Member States’ budgets with additional funds. I am also a strong supporter of the ECB and the EIB Group actions to ensure enough liquidity for the EU financial system.

Besides, I believe a decisive measure with an imminent and direct effect would be the EU to loosen the short-term austerity restriction such as the fiscal compact requirements so Member States could deploy large scale fiscal measures timely.

 
  
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  Csaba Molnár (S&D), írásban. – Az Európai Uniónak és a világnak most egy eddig teljesen ismeretlen jellegű válsággal kell szembenéznie. A COVID-19 világjárvány nem csak egészségügyi, de gazdasági válságot is jelent. Az Európai Bizottság 37 milliárd eurót javasol átcsoportosítani a katasztrófa kezelésére, lehetővé téve így a tagállamok egészségügyi rendszereinek megerősítését. Az Európai Unió, a szolidaritás példaképeként megfelelő támogatást kíván tehát nyújtani a tagállamokat érő kihívásokra e válságos időkben.

Ugyanakkor, az európai pénzügyi támogatás felhasználásának mikéntje már a tagállamok kormányain múlik majd. Az európai intézmények feladata, hogy a támogatás biztosítása mellett garantálják, hogy az országok vezetői megfelelő helyre fordítsák a részükre bocsátott összeget, hiszen emberi életek forognak kockán, tehát a tét nagy. A globális kihívásra európai egységgel kell válaszolni. Kérném tehát tisztelt Képviselőtársaimat, hogy szavazatukkal támogassák a Bizottság által benyújtott javaslatokat, annak érdekében, hogy Európa minél hamarabb tudjon reagálni erre az egészségügyi és gazdasági vészhelyzetre.

 
  
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  Andżelika Anna Możdżanowska (ECR), na piśmie. – Chylę czoła przed personelem medycznym całego świata, który od wielu tygodni walczy o życie i zdrowie obywateli w obliczu rozprzestrzeniającej się pandemii koronawirusa. Stanęliśmy przed wyzwaniem, jakiego przez ostatnie dziesięciolecia świat nie doświadczył, epidemii, która nie toleruje zaniechań, błędów i czasu. Dziś nasza solidarność i zdecydowane działania mogą uchronić kolejne życia i zdrowie obywateli, a nasze decyzje wpłyną na europejską gospodarkę, by uchronić kraje przed zapaścią. Upadłość przedsiębiorstw, bezrobocie, zubożenie społeczeństwa – to odczujemy wszyscy.

Unia Europejska w obliczu tak potężnego zagrożenia jakim jest COVID-19, podjęła działania zbyt późno i wolno, solidarność narodów została wystawiona na próbę największą od czasów II wojny światowej. Pilnie potrzebujemy programu odbudowy Europy na miarę Planu Marshalla! Potrzebujemy kompleksowego pakietu działań i determinacji w decyzjach KE i PE, które zabezpieczą skuteczną walkę z kryzysem na dwóch frontach: bezpieczeństwo zdrowia i gospodarki! Elastyczne podejście do przesunięcia środków czy tworzenie zielonych korytarzy to zaledwie początek wspólnej walki. Przewartościowanie celów jakie wyznaczyliśmy Europie na kolejne lata jest oczywistym wyzwaniem.

Pandemia, która minie, jest sprawdzianem dla mieszkańców zjednoczonej Europy i egzaminem europejskiej współpracy i odpowiedzialności oraz odpowiedzią czy daliśmy z siebie wszystko, by skutecznie i na czas zareagować na dramaty przedsiębiorców, pracowników i rodzin w każdym kraju zjednoczonej Europy.

 
  
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  Victor Negrescu (S&D), în scris. – O să votăm pentru aceste propuneri, dar este mult prea puțin. Nu este „business as usual”, nu este o situație ca oricare alta și nu o putem rezolva din nou într-o manieră birocratică. Solidaritatea europeană nu trebuie să fie doar un concept într-un tratat. Fondurile alocate la nivel european sunt mult prea puține comparativ cu nevoile reale. Dar de unde fonduri dacă unele state nu înțeleg nevoia de a contribui mai mult pentru a face mai multe lucruri împreună pentru cetățenii pe care îi reprezentăm.

Ne trebuie o bază de date comună la nivel european cu toate persoanele aflate în carantină, cele izolate la domiciliu sau suspecte de coronavirus, iar aceasta trebuie să fie accesibilă personalului medical și celor care sunt zi de zi pe teren. Ne trebuie echipamente medicale și de protecție, măști și medicamente în cantitate suficientă și accesibile pentru toată lumea și pentru toate statele membre.

Trebuie să alocăm toate resursele pentru a rezolva criza medicală și a preveni revenirea sa. Trebuie să lucrăm împreună pentru a identifica antidotul și vaccinul cât mai repede. Trebuie să recâștigăm rapid încrederea în instituțiile democratice și în economie, identificând măsuri eficiente de redresare, noi formule mai echitabile și alocarea de resurse suficiente.

 
  
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  Urmas Paet (Renew), kirjalikult. – Euroopa seisab silmitsi viimase aja suurima rahvatervist ja ELi majandust mõjutava kriisiga. Sellise globaalse probleemiga suudame toime tulla vaid ühiselt, EL peab tegutsema jõuliselt, et pandeemia kontrolli alla saada. Tuleb liikmesriike varustada piisavate meditsiinitarvikutega, jagada aktiivselt parimaid praktikaid koroonaviirusega võitlemiseks ning teha riikide vahel koostööd, et sujuv kaubavahetus saaks tõrgeteta toimida. Samuti tuleb mõista, et ehkki praegune tervisekriis on tõsine ja rahvusvaheline õigus lubab suurte ohtude korral erakorraliste volituste kasutamist, peavad kõik koronaviirusele reageerimise meetmed olema proportsionaalsed, vajalikud ja mittediskrimineerivad. Lõpuks peavad riigid, kus viiruse levik on pidurdumas, püüdma elu normaliseerida ja vältima olukorda, kus erakorralisi volitusi jäädakse rakendama põhjendamatult pikaks ajaks.

 
  
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  Rovana Plumb (S&D), in writing. – The Coronavirus outbreak represents a challenge to the EU. Coordinated and urgent responses are necessary to alleviate the effects of this sanitary crisis. The aim is to mobilise cohesion funds and redirect them towards the most urgent needs: support for healthcare, social temporary measures for the workers and employees as well as enterprises, in particular SMEs. The unused pre-financing (€8 billion) received by the Member States in 2019 won’t be called back by the Commission and can be reoriented to address this crisis. The proposal would enable disbursement of the structural funds through this existing liquidity of €8 bn. (together with EU co-financing of €29 billion would bring €37 billion support from the EU budget).

The MSs can also use funds, which are not contracted to finance acquisition of medical assets, equipment and materials, to promote technical unemployment schemes and finance working capital for enterprises etc. We call upon the EC to promote additional simplification measures to allow the use of all available funds, including increased co-financing rates (95%), transfer of funds among categories of regions and avoid decommitment risk in 2020. Solidarity and responsibility across our societies and between Member States will be key to overcome this challenge.

 
  
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  Nicola Procaccini (ECR), per iscritto. – L'immagine che l'Europa sta offrendo ai nostri cittadini, non soltanto preoccupati in ragione della drammatica crisi sanitaria ma, in molti casi, letteralmente piegati dai danni economici provocati dalle misure di contenimento dell'epidemia, è il fotogramma di un elefante amministrativo intrappolato nella palude della burocrazia, e la rappresentazione di un'organizzazione sovranazionale politicamente disorientata.

L'egoismo di alcuni Stati membri sta paralizzando la necessità di rendere chiaro, nella pratica, che la crisi dovuta alla Covid-19 riguarda ogni singolo Paese.

Soltanto un'assunzione comune delle responsabilità, che passi dalla condivisone del debito scaturito dall'emergenza, potrebbe contribuire, sebbene limitatamente, a ripristinare una parvenza di solidarietà a livello comunitario. Se l'emergenza sanitaria continuerà ad essere sfruttata opportunisticamente, e immoralmente, da parte dei "soliti noti", allo scopo di imporre le proprie agende economico-finanziarie nazionali, assisteremo a una definitiva e giustificata archiviazione del progetto europeo.

 
  
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  Evelyn Regner (S&D), schriftlich. – Europa muss zusammenhalten! Solidarität muss die Antwort auf die Corona-Krise sein. Mit dem nationalstaatlichen Klein-Klein kommen wir nicht weiter. Was es jetzt braucht, ist ein starkes, handlungsfähiges Europa und ein gemeinsames Vorgehen, um die Pandemie einzudämmen und die Menschen in Europa zu unterstützen. Solidarität bedeutet, Geld in die Hand zu nehmen. Ohne massive finanzielle Zuwendungen werden wir als EU nicht aus dieser Krise kommen. Die Mitgliedstaaten müssen auch wirtschaftlich aufeinander schauen. Da führt kein Weg an Corona-Bonds und am Ausnutzen des EU-Rettungsschirms vorbei. Die Finanzmärkte müssen stärker kontrolliert werden, damit jegliche Spekulationen auf Kosten der Menschen und mit lebenswichtigen Gütern unterbunden werden. Solidarität bedeutet auch, die Beschäftigten in ganz Europa zu stützen. Sie dürfen auf keinen Fall die VerliererInnen dieser Krise sein. Das österreichische Modell der Kurzarbeit muss Vorbild für ganz Europa werden. Solidarität bedeutet auch, auf alle Frauen zu schauen, die als Pflegerinnen, als Mütter, als Supermarktverkäuferinnen besonders stark betroffen sind und unsere Unterstützung brauchen. Maßnahmen gegen Gewalt an Frauen müssen in ganz Europa, in Zeiten der Isolation, ausgebaut werden, Frauenhäuser brauchen mehr Geld und Kapazitäten! Alle diese Maßnahmen müssen dringend kommen, denn diese Krise lehrt uns auf brutalste Weise, wo bisher zu wenig gemacht wurde!

 
  
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  Inma Rodríguez-Piñero (S&D), por escrito. – Este Parlamento debe buscar una solución para cada problema detectado durante esta crisis, para enfrentar con mayor fortaleza futuras emergencias. Ha sido crítico desde el primer momento la carencia de productos sanitarios básicos. Era inimaginable que el talón de Aquiles de nuestros sistemas de salud fuera la falta de mascarillas, batas, respiradores, guantes, etc. Este problema ha debilitado la necesaria solidaridad europea y estresa, aún más, a nuestros profesionales y creando una situación peligrosa para los sanitarios y pacientes. Para resolverlo nuestros gobiernos se han lanzado al mercado global, donde crece la especulación y el abuso de precios. Es clave plantearse que los países en vías de desarrollo, receptores de nuestra cooperación, sufrirán mucho más esas dificultades. Debe preverse, ante futuras emergencias, un plan que permita a la UE abastecerse de manera segura de equipamientos médicos básicos. Además, la UE debe promover un convenio mundial, probablemente en el seno de la Organización Mundial de la Salud y de la Organización Mundial del Comercio, cuyo objeto sea establecer un catálogo de productos sanitarios esenciales en emergencias, garantizándose su disponibilidad rápida y segura, cuyo comercio quede protegido de la especulación y puedan atravesar fronteras, sin aranceles ni tasas

 
  
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  Sándor Rónai (S&D), írásban. – Ezzel a módosítással lehetővé tesszük, hogy az EU Szolidaritási Alapjában lévő 800 millió eurót mozgósítani tudjuk a koronavírus elleni küzdelemre. Ahogy a földrengések, árvizek és egyéb természeti katasztrófák esetén láttuk, hogyan kel életre az uniós szolidaritás, most a járvány leküzdésében is szemtanúi lehetünk. A koronavírus nem ismeri a jogszabályokat, nem ismeri a határokat. A koronavírus csak egy törvényt ismer, a sajátját. Nem válogat. Megfertőz időset, fiatalt egyaránt. Csak közös erővel, egymásra figyelve, egymást támogatva tudjuk ezt a járványt leküzdeni.

Az európai szolidaritás megmutatkozik a mindennapjainkban. Szolidárisak vagyunk egymással, amikor betartjuk a kijárási tilalmat, a korlátozó intézkedéseket. Szolidárisak vagyunk, amikor kezet mosunk, amikor segítünk a rászorulóknak a bevásárlásban, amikor nem látogatjuk meg a nagyszüleinket. Szolidaritásunkról teszünk bizonyságot, amikor tapssal, énekléssel rójuk le a tiszteletünket az ember feletti teljesítményt nyújtó orvosok, nővérek és egészségügyi dolgozók előtt. És szolidáris az Európai Unió is, amikor könnyítésekkel, uniós forrásokkal segíti a tagállamok gazdaságait. Amikor mozgósítja a költségvetését a vírus elleni oltószer kutatására, amikor igyekszik védőeszközöket szerezni az egészségügyben dolgozóknak. Mindannyiunknak szerepe van a járvány elleni küzdelemben. Együtt képesek vagyunk legyőzni ezt a járványt!

 
  
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  Bronis Ropė (Verts/ALE), raštu. – Reiškiu nuoširdžią užuojautą visiems, užsikrėtusiems virusu ir kovojantiems dėl savo gyvybės, taip pat jų šeimos nariams ir aukų artimiesiems. Nuoširdžiai dėkoju tiems, kurie rizikuoja savo gyvybe, rūpindamiesi sergančiais, kiekvieną dieną užtikrina būtiniausių paslaugų teikimą milijonams gyventojų. Pastarosios savaitės rodo, kad mums labiau nei bet kada reikia vieningos Europos. Vyriausybės ir ES institucijos turi maksimaliai bendradarbiauti, kad užtikrintų suderintą atsaką krizei, įskaitant naudojimąsi bendromis ES duomenų bazėmis – visa reikalinga informacija ir žiniomis, siekiant užtikrinti, kad medicinos prekės, maistas ir kitos būtinos prekės bei personalas galėtų laisvai judėti kertant sienas, būtų įvertinti ir maksimaliai panaudoti trūkstamų priemonių gamybos pajėgumai, užtikrintas savalaikis šių priemonių tiekimas patenkinant visos ES poreikius. ES ir jos valstybės narės privalo naudoti visas turimas finansines priemones, kad padėtų šimtams tūkstančių žmonių, kurie dėl šios krizės prarado darbą ar pajamas visoje Europoje. Mums reikia europinio lygmens investicijų paketo, kuris turėtų būti sutelktas padedant mažoms ir vidutinėms įmonėms. Ši krizė verčia permąstyti mūsų socialinį ir ekonominį modelį, kad jis būtų atsparesnis sisteminėms grėsmėms – nesvarbu, ar jos būtų aplinkos, medicinos, ekonominės ar socialinės kilmės. Turime pertvarkyti savo sistemas taip, kad jose būtų atsižvelgiama į turimų išteklių atsargas, būtinybę užkirsti kelią spekuliacijoms, sukuriant taisykles, leidžiančias griežčiau reguliuoti monopolinius sektorius, tinkamai finansuoti svarbiausias viešąsias paslaugas ir kitas priemones, užtikrinančias sąžiningą ir atsparią iššūkiams visuomenę.

 
  
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  Nacho Sánchez Amor (S&D), por escrito. – Los ciudadanos esperan una respuesta de la Unión a la altura de este desafío. Necesitamos medidas más ambiciosas, en particular en materia de política fiscal, para apoyar los esfuerzos nacionales y garantizar la solidaridad financiera. Los socialistas europeos, en consonancia con la iniciativa del Presidente Pedro Sánchez, hemos pedido a los líderes europeos la aprobación de un plan con 25 medidas urgentes para no dejar a nadie atrás que incluyen: un nuevo Plan Marshall de inversión europea común que contemple la emisión de eurobonos y coronabonos; la activación del Mecanismo Europeo de Estabilidad sin condiciones macroeconómicas adicionales; un Seguro Europeo de Desempleo, que se combine con una renta mínima; una Garantía de Empleo Europea temporal para abordar el desempleo masivo; o una garantía de préstamo para los propietarios de primeras viviendas que evite el impago de la hipoteca y un régimen específico para proteger a los arrendatarios frente a desahucios; Los socialistas europeos defendemos que ningún trabajador, ningún sector se quede solo y que salgamos de esta “hibernación económica y productiva” sin perder empresas ni capital humano por el camino. Solo desde la unidad y desde la solidaridad y la defensa del Estado de bienestar afrontaremos con éxito esta crisis.

 
  
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  Alfred Sant (S&D), in writing. – On a European level, the economic and financial response to the corona virus pandemic must be massive and absolutely quick to be effective. Already, a number of Member States have provided a strong national response. The European Central Bank and the European Commission have produced their own significant action strategies. All these efforts though huge are not enough. The European response still greatly falls short of the programme marshalled by the US at federal level. To catch up, the EU needs a further fiscal response that matches the US effort. It should deal with the unprecedented, total threat to the fabric of all European societies and economies created by the pandemic.

Unfortunately the required measures will likely get caught in the stand-off of the past years within the eurozone about further European fiscal integration. It is wrong for those who have resisted this approach, to stand against needed action to counter the pandemic because it would empower those who contest their views. It is equally wrong for the latter to use the needed anti-corona action as a tool to propel forward the reforms they support. A way must be found to mount Europe’s fiscal anti-corona response as truly a crisis deal, as a one-off that leaves longstanding disputes on hold and unresolved.

 
  
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  Isabel Santos (S&D), por escrito. – O novo coronavírus veio colocar a Europa e o mundo diante de um cenário devastador. À perda de vidas somam-se os efeitos sobre a economia, o tecido produtivo e o modo de vida das nossas sociedades. Só uma resposta conjunta e coordenada permitirá fazer face a esta crise. A UE não pode repetir erros passados, sob pena de colocar irremediavelmente em causa o seu projeto. Saúdo as medidas adotadas pela Comissão Europeia e as propostas apresentadas pelo S&D. A crise provocada pela COVID-19 não se esgota na duração da doença. Os efeitos sociais, políticos e económicos persistirão por muito mais tempo.

Impõe-se começar já a preparar o futuro pós-crise sanitária, através de instrumentos financeiros que permitam gerir os custos do combate à pandemia e relançar a economia, mas também de soluções sociais para responder aos problemas que recaem sobre os trabalhadores e as pessoas mais carenciadas. Medidas como o Mecanismo Europeu de Estabilidade, o estabelecimento de um mecanismo de mutualização da dívida pública e o alargamento do sistema de recursos próprios da UE, entre outras, devem avançar já, sem hesitações ou demoras, para ajudar no presente e garantir o nosso futuro.

 
  
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  Andreas Schieder (S&D), schriftlich. – Wir leben in einem Ausnahmezustand und stehen vor großen Herausforderungen. Die EU ist im Krisenmodus angekommen und auch wir im EU-Parlament arbeiten weiter und unternehmen alles, um die COVID-19-Krise einzudämmen. Um die Mitgliedstaaten jetzt zu unterstützen, beschließt das EP heute, die Regeln für die EU-Gelder aus der Kohäsionsförderung anzupassen, 37 Milliarden Euro Investitionen freizusetzen, die Regeln für die Nutzung des Luftraums zu adaptieren und einen europäischen Notfallvorrat an Medizingeräten und Arzneimitteln einzurichten.

Was gilt es neben diesen Maßnahmen noch zu beachten? Wenn wir nach Ungarn schauen und Orbán künftig per Dekret regieren möchte, kann man gut erkennen, wie die Demokratie mit der Corona-Ausrede langsam zerstört werden soll. Hier muss die EU mit aller Schärfe und in aller Deutlichkeit reagieren. In vielen Mitgliedstaaten ist es bereits jetzt zu massiven Kündigungswellen gekommen. Neben nationalen Maßnahmen muss auch die EU Geld in die Hand nehmen, den Unternehmen unter die Arme greifen und vor allem die vielen ArbeitnehmerInnen und Angestellten unterstützen. Wir müssen dafür Sorge tragen, dass Arbeitsplätze jetzt nicht verloren gehen. Die Bekämpfung des Virus muss mit gemeinsamer Anstrengung aller in der EU erfolgen. Es braucht eine bessere Koordinierung sowie ein abgesprochenes Vorgehen. Ich schlage daher eine/n eigens eingesetzte/n Corona-Beauftragte/n für die EU vor.

 
  
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  Андрей Слабаков  (ECR), в писмена форма. – Уважаеми г-н председател, Европейският съюз за пореден път показа, че не е готов да се справи с кризисни ситуации. Всичките ви закони и механизми за бързо реагиране и взаимопомощ не успяха да помогнат на италианците. Вместо това Франция и Германия затвориха границите си и спряха износа на медицинска екипировка. Говорите за солидарност, но такава вече няма. Ще има ли последствия за тези държави, които безсрамно нарушиха целостта на единния пазар? Сега е време да се мисли и за последиците от тази криза. Трябва да си дадете сметка, че зелената мечта на Грета Тунберг се сбъдна. Няма самолетни полети, улиците са празни и емисиите спаднаха. Само че хората са затворени в домовете си и милиони останаха без работа. Не ви ли стана ясно, че без транспортния сектор, без ТЕЦ-овете и миньорите и без големите ферми и животновъди всичките тези хора щяха да умрат от глад и студ? Ако зелената сделка се осъществи в този вид няма да има никаква карантина и всички ще се скитат гладни по улиците. Времето за болни зелени амбиции отмина. Сега трябва да впрегнем цялата финансова сила на ЕС, за да подпомогнем икономиката, не да я разрушаваме.

 
  
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  Sylwia Spurek (S&D), na piśmie. – Pandemia koronawirusa odsłoniła słabości państw członkowskich, ale i całej Wspólnoty. W każdej dziedzinie działania państw członkowskich widać obszary, w których UE może i powinna odgrywać bardziej widoczną rolę. Kryzys pokazał, że czas na rozpoczęcie debaty nad nowymi obszarami kompetencji Unii, takimi jak wspólna polityka zdrowotna. Obszar, który wymaga pełnej koordynacji po stronie UE, to zwalczanie epidemii, leczenie chorych i zapobieganie zakażeniom. UE nie może być w takich sytuacjach jedynie podmiotem finansującym, ale musi być sprawną organizacją zarządzającą, podejmującą spójne decyzje na terenie Wspólnoty.

Każda Europejka i każdy Europejczyk powinni mieć równy dostęp do opieki medycznej, szczególnie w sytuacji bezpośredniego zagrożenia zdrowia i życia. To również kwestia bezpieczeństwa w ramach swobodnego przepływu osób na terenie Wspólnoty. Konieczna jest standaryzacja usług medycznych, w pierwszej kolejności w sytuacjach kryzysowych, oraz budowa unijnej polityki w zakresie rezerw materiałowych gwarantującej dostęp do badań, specjalistycznych lekarstw, szczepionek, środków ochrony.

UE tworzy nie tylko jeden organizm społecznie i politycznie, ale również gospodarczo. Dlatego ujednolicenia wymaga polityka dotycząca stosowania w sytuacjach kryzysowych ograniczania swobody działalności gospodarczej. UE powinna maksymalnie uspójnić działania pomocowe i osłonowe w tym obszarze, w tym np. dotyczące ubezpieczeń umożliwiających wypłatę przedsiębiorstwom odszkodowań przez firmy ubezpieczające transakcje handlowe.

 
  
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  Beata Szydło (ECR), na piśmie. – Pandemia koronawirusa stanowi ogromne wyzwanie dla całej UE. To sprawdzian przede wszystkim dla naszych systemów ochrony zdrowia, dla naszych gospodarek i dla całego społeczeństwa. Negatywny wpływ pandemii koronawirusa w Europie na nasze gospodarki jest jeszcze trudny do oszacowania, ale już teraz widzimy, że jej skutki będziemy odczuwać długimi latami. Skuteczna walka z pandemią wymaga podjęcia natychmiastowych działań i szybkiej mobilizacji wszelkich możliwych środków finansowych UE.

Popieram propozycję KE dotyczącą inicjatywy inwestycyjnej w odpowiedzi na koronawirusa w postaci przeznaczenia 37 mld euro na walkę z pandemią. Mam ogromną nadzieję, że pozwoli ona na złagodzenie skutków epidemii poprzez uruchomienie inwestycji w systemach ochrony zdrowia i innych sektorach gospodarek. Moje zastrzeżenie budzi natomiast zakres proponowanych przez KE zmian, który, moim zdaniem, jest niewystarczający w obliczu skali wyzwań.

Apeluję do KE o podjęcie dalszych wysiłków w kierunku większego uelastyczniania zasad oraz do przygotowania kolejnego, bardziej kompleksowego pakietu zmian wspierającego państwa członkowskie w walce z COVID-19. W tym trudnym czasie i wyjątkowych okolicznościach bądźmy solidarni i odpowiedzialni. Wierzę, że odwagą i determinacją w działaniu, konsekwencją oraz wspólną troską pokonamy ten kryzys. Ale żeby tak się stało, musimy podejmować skuteczne i zdecydowane działania nawet za cenę pewnej niewygody i osobistych ograniczeń. Wierzę, że razem damy radę.

 
  
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  Vera Tax (S&D), schriftelijk. – Europese luchthavens voorspellen een verlies van 67 miljoen passagiers in het eerste kwartaal van 2020 door de coronacrisis. En toch moeten zogenaamde “spookvluchten” zonder passagiers vliegen vanwege de toewijzing van slots op luchthavens (jaarlijks) en de daarbij behorende verplichting dat 80 % gevlogen moet worden op deze route. Deze verplichting heeft ten tijde van de coronacrisis catastrofale gevolgen voor het milieu en voor de luchtvaartmaatschappijen. Dit moeten wij in Europa voorkomen! Er moet dus een tijdelijke uitzondering mogelijk gemaakt worden zodat luchtvaartmaatschappijen geen lege vluchten meer hoeven te laten vliegen. De crisis zal nog minstens tot het einde van het zomerseizoen voelbaar zijn voor luchtvaartmaatschappijen. Daarom steun ik het voorstel voor een tijdelijke uitzondering van de slots-regeling tot en met 24 oktober 2020.

 
  
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  Riho Terras (PPE), kirjalikult. – Keerulistel aegadel on tähtis hoida sihid selged ning võtta vastu olulisi otsuseid, mis kaitsevad meie inimeste huve ja aitavad Euroopa Liidul sellest kriisist välja tulla kokkuhoidvamana. Ma tahan peatuda kolmel teemal, mida on oluline silmas pidada selleks, et COVID-19 pandeemiaga edukamalt toime tulla. Esiteks, peame aru saama, et pandeemiaga võitlemisel tuleb alustada selle juurtest. See tähendab, et peame olema Hiina Rahvavabariigiga suhtlemisel konkreetsed ning väljendama selget seisukohta, et Hiina kui juhtiv globaalne majandusjõud ei tohi lubada vohada praktikatel ja iganenud arusaamadel, mille tulemuseks on avatud turgudel kauplemine erinevate loomaliikidega, kes levitavad viirushaigusi. Seda ei tohi tolereerida. Teiseks – Euroopa Liidu põhiväärtused ehk teenuste, kaupade, tööjõu ja kapitali vaba liikumine peab olema tagatud ka kriisiaegadel. Kõige olulisem on tagada roheliste koridoride toimimine mistahes kriisi algusest saadik. See on väga tugevalt seotud meie julgeolekuga. Kolmandaks – peame tegema kõik, mis meie võimuses, et toetuspaketid, mis on suunatud ettevõtete ning eriti just väikese ja keskmise suurusega ettevõtete abistamiseks, oleksid piisavad, sest kriis puudutab just neid kõige tugevamini. Lisaks peame tagama, et meie põllumeestele mõeldud toetuste ja vahendite kättesaadavus ei saaks kannatada. Euroopa Parlament peab leidma võimalused edasi töötamiseks nii, et meie otsused ja tegevused oleksid õigeaegsed ning meie inimeste huvid oleksid kaitstud.

 
  
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  Hermann Tertsch (ECR), por escrito. – Tres meses después de que la OMS comenzara a advertir sobre el COVID19, nos reunimos en este Pleno “especial de urgencia”. España está de luto por la inmensa tragedia que el COVID19 conlleva, cuyas dimensiones son consecuencia de la catastrófica gestión del gobierno. Por cuestiones ideológicas ocultó el peligro durante semanas, no haciendo preparativo alguno. Incurrió en negligencia criminal por la que habrá que exigir responsabilidades. El Gobierno desoyó las directrices de enero de la OMS sobre la “emergencia pública internacional” del virus. A la seguridad, salud y vida de sus compatriotas el gobierno socialista-comunista antepuso sus intereses propagandísticos de las manifestaciones feministas del 8Marzo. También esta cámara se dejó arrastrar por sus intereses ideológicos apareciendo entre vítores Greta el 4 marzo, eclipsando todas las medidas de prevención. Mientras, el consenso celebraba su orgía ideológica aquí y en España, tildaban a Donald Trump, a Orbán, Polonia y mi partido VOX, de xenófobos por querer cerrar fronteras al virus, medida que impusieron después todos los gobiernos del mundo. VOX exigirá que se extraigan lecciones tanto en el gobierno español como el europeo para reconstituir en España y la UE una agenda realista a la altura de las necesidades de nuestros compatriotas.

 
  
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  Valdemar Tomaševski (ECR), raštu. – Krizė, atsiradusi dėl koronaviruso, dar vadinamo COVID-19 epidemija, staiga ir dramatiškai palietė valstybes nares ir gali turėti labai didelį poveikį jų visuomenei ir ekonomikai. Koronavirusas stabdo valstybių narių ekonomikos augimą, dėl to staiga sulėtėjo ekonominė veikla. Padėtis gali pablogėti, nes įmonės gali susidurti su sunkumais mokėdamos tiekėjams ir darbuotojams. Tuo pačiu metu reikia papildomų viešųjų lėšų sveikatos priežiūros sistemoms ir kitai veiklai, tiesiogiai susijusiai su ligos protrūkiu, paremti. Dėl to susidarė išskirtinės aplinkybės, dėl kurių reikia imtis specialių priemonių valstybių narių ekonomikai, įmonėms ir darbuotojams paremti ir apsaugoti. Reikalinga reikšminga ir greita intervencija sveikatos priežiūros sistemų srityje, kad jos galėtų veikti šiomis sunkiomis aplinkybėmis. Valstybės narės taip pat turėtų būti remiamos siekiant sušvelninti neigiamą poveikį darbo rinkoms ir kitiems pažeidžiamiems jų ekonomikos sektoriams. Ši situacija dabar aktuali visoje Europos Sąjungoje ir reikalauja sutelkti visus turimus išteklius ir priemones ES ir valstybių narių lygiu, kad būtų galima išspręsti precedento neturinčius COVID-19 epidemijos iššūkius. Atsiminkime, kad teikdami pagalbą pirmiausia turime atsižvelgti į žmonių gerovę, jų gyvenimą ir sveikatą, o tada į ekonominius dalykus. Dėl šių priežasčių, remiantis visuotiniu šio Parlamento susitarimu, turėtų būti sutelkta visa skubi ir nepaprasta pagalba.

 
  
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  Evžen Tošenovský (ECR), písemně. – V současné době celý svět čelí pandemii koronaviru. Členské státy Evropské unie zažívají dramatický boj o záchranu tisíců životů. Hospodářství se dramaticky propadá a obrovsky narůstá deficit státních rozpočtů. Velké firmy zastavily výrobu a mnohé společnosti jsou na pokraji krachu. Statisíce malých firem neví, jestli přežijí do dalšího měsíce, řada lidí přijde o práci. Evropa zažívá nejtěžší chvíle od druhé světové války a nikdo neví, jak dlouho bude tento stav trvat. Za této situace by bylo absurdní dále pokračovat v programu „Zelená dohoda pro Evropu“ (Green Deal), který přináší obrovskou ekonomickou zátěž pro jednotlivé členské státy, firmy a v konečném důsledku pro všechny občany. Zelenou dohodu je zapotřebí okamžitě zastavit a plně se soustředit na opatření pro záchranu evropských ekonomik.

 
  
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  Edina Tóth (PPE), írásban. – A koronavírus-járvány alapjaiban alakította át az európai polgárok mindennapjait. Természetesen a jelenlegi fázisban az első és legfontosabb az emberi élet védelme, azaz a hatékony járványkezelés és lehető legmagasabb szintű egészségügyi beavatkozás. Sajnos bebizonyosodott, hogy a koronavírus az Európai Unió legérzékenyebb pontjait támadta meg: az egészségügyi ellátórendszereket, a rendkívül összetett, alacsony készletszintekre optimalizált termelési láncokat, az óriásira növekvő globális turizmust és a vendéglátást, azaz alapjában a fogyasztásközpontú gazdasági modellt.

E „hagyományos” modell védelme érdekében az Unió pedig késve kezdte meg intézkedéseit, a koordináció lassúsága miatt pedig tagállami intézkedések sorozatára volt szükség. Amit biztosan állíthatunk: az Európai Unió már nem lesz ugyanaz, mint ami korábban volt. Azonban még az ilyen rendkívüli helyzetek is rendkívüli lehetőségeket teremtenek. Azok a gazdaságok, amelyek a válság időszakában is képesek alkalmazni az új fejlődési irányokat, komoly és tartós versenyelőnyre tehetnek szert. Hazám, Magyarország már megtette az első fontos lépést, meghozta a járvány negatív hatásait tompító elsődleges intézkedéseit.

Remélem, hogy ezen intézkedések terén uniós szinten ezúttal már nem lesz a korábbiakhoz hasonló késlekedés, rengeteg feladat vár ugyanis az uniós intézményekre is! Kérem a Bizottságot, hogy a rövid táv mellett a hosszú távú fejlesztési lehetőségeket is kezelje kiemelten, s tegyen meg mindent a válság uniós szintű hatásainak mérséklése érdekében.

 
  
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  István Ujhelyi (S&D), in writing. – As the third largest economic sector in Europe, which contributes to the entire European GDP with more than 10% and provides over 25 million jobs in the continent – the tourism and travel sector is particularly hit by the COVID 19 crises. Millions of jobs are at risk while many small and medium-sized enterprises (SMEs) are closing their business. Support for tourism must be a priority in the crisis response, recovery plans and actions of affected economies. The Commission have already done a lot, but a crisis management mechanism with strong financial support is needed for the entire value chain for Tourism and immediately.

We must act together and now! Undoubtedly health and safety first, but in parallel we have to act by taking the needed measures in time in order to avoid the deeper crisis of the Tourism sector in Europe, in accordance with the guidelines of UNWTO. We are in daily contacts with stakeholders of European Tourism, the hoteliers, the tour-operators, the cruise-lines, the aviation companies and airports, the exhibition organisers and many others, they know what is really needed to be done for them! We urge the European Commission with the Member States to involve and listen to everyone and act!

 
  
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  Loránt Vincze (PPE), in writing. – I would like to express my sincere regret for the death of thousands of citizens in our Members States due to COVID 19. On top of the immediate health emergency, we expect that the outbreak will continue to have a significant impact on our societies and economies. The Commission has stepped in fairly quickly to offer financial support to MSs with limited tools available.

The Parliament supports all the proposed measures. It has also acted quickly in order to suspend financial and competition policy rules that would have stood in the way of offering instantaneous help. However more has to be done to coordinate MSs measures for the containment of the virus at EU level. The single market and interconnection in all aspects of life is so strong that no important member state action can be solely and exclusively have affect within its national borders.

The EU should aspire for more: mass testing should become available; the number of ICU intensive care units should increase; surgical mask production units should be created and much needed economic crisis measures should follow. National action plus EU level coordination would have been the winning solution in those first moments. It still is.

 
  
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  Henna Virkkunen (PPE), kirjallinen. – Arvoisa puhemies, tämänhetkisen tiedon mukaan pandemian aiheuttanut SARS-CoV-2 -virus on siirtynyt eläimistä ihmiseen Wuhanin villieläintorilla Kiinassa. Torien riskit on tiedetty jo pitkään, mutta villieläinkauppaa ei ole kielletty, minkä lisäksi viruksen leviämistä pyrittiin peittelemään aivan liian pitkään. Kiinan valtiolliset tiedotusvälineet välittävät nyt ahkerasti kuvaa, jonka mukaan Kiina on tilanteeseen syytön. Ei ole. Euroopan unionin jäsenmaiden on tiivistettävä rivejään koronan torjunnassa. Välineitä tähän on, kuten täysistunnon asialistakin osoittaa. Täysistunnossa päätettävien toimien lisäksi Euroopan komissio on jo ohjannut varoja lääketutkimukseen, laittanut liikkeelle suojavarusteiden ja muiden materiaalien yhteishankintoja sekä pyrkinyt varmistamaan elintärkeän tavaraliikenteen sujuvan pääsyn suljettujen sisärajojen yli. Valtiontukisääntöjä ja budjettikuria on tilapäisesti höllennetty, jotta jäsenmaat voisivat vahvistaa sekä terveydenhuollon rahoitusta että tukea koronan iskemiä yrityksiä. Euroopan keskuspankin käynnistämä 750 miljardin euron osto-ohjelma ja pääomavaatimusten keventäminen ovat tarpeellisia toimia akuuttiin likviditeettikriisiin. Myös Euroalueen valtiovarainministerit ovat päässeet alustavaan sopuun Euroopan vakausmekanismin käytöstä kriisin edetessä. Olen tähän tyytyväinen, mutta en usko sen vielä riittävän. Kun kriisi etenee, tarvitaan todennäköisesti myös toimia, joissa yhteisvastuuelementti on tähän mennessä päätettyä vahvemmin läsnä. Ohessa listamaani toimet ovat tarpeellisia, mutta myös osoituksia EU:n kyvystä reagoida kriisiin. Sitä meidän on jatkossakin kansalaisille näytettävä. Parasta lääkettä disinformaatioon ovat päättäväiset toimet, avoin viestintä, rehellisyys ja Euroopan keskinäinen solidaarisuus. Niiden varaan rakentuu myös koronakriisin ratkaisu.

 
  
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  Bettina Vollath (S&D), schriftlich. – Die Corona-Krise ist die schwerste Krise, in der wir uns seit 1945 befinden. Als Europäische Union muss unsere Antwort jetzt mehr denn je sein: Solidarität, Zusammenhalt und Demokratie. Wir brauchen bestmögliche europäische Koordinierung und europäische Mittel. Ich bin froh, dass wir heute wichtige Hilfsgelder in Milliardenhöhe zur Bekämpfung von Corona freigeben werden. Es braucht in allen Mitgliedstaaten flächendeckende Testungen durch die öffentliche Hand, Corona-Gewissheit darf nicht von der persönlichen finanziellen Situation abhängen. Gleichzeitig wissen wir, dass die Krise vor allem jene besonders hart trifft und noch treffen wird, die nicht die Wahl haben. Schon jetzt haben viele Menschen ihre Jobs verloren. Um die wirtschaftlichen Folgen abzufedern, müssen Kurzarbeitsmodelle und Direktzahlungen unterstützt werden. Vor allem jene, die die sogenannten systemerhaltenden Jobs verrichten – überwiegend Frauen! –, müssen nachhaltig mehr Lohn erhalten. Die Krise darf nicht dazu genutzt werden, unsere Demokratien zu beschädigen und Grundrechte auszuhöhlen oder überhaupt abzuschaffen. Da müssen wir als Europäisches Parlament wachsam bleiben und immer und immer wieder auf Verhältnismäßigkeit und die zeitliche Befristung von einschränkenden Maßnahmen achten. Nur wenn es uns gelingt, auch in diesen schwierigen Zeiten unsere Demokratie zu erhalten und zu festigen, können wir irgendwann sagen: Wir haben diese Krise überstanden!

 
  
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  Alexandr Vondra (ECR), písemně. – Musím s politováním konstatovat, že většina zemí EU koronavirus podcenila a teď bude sklízet hořké plody. Lockdown ovšem nemůže trvat měsíce. Zhroutila by se nejen ekonomika, ale – obávám se – i EU včetně Schengenu. Klíčem úspěchu je TTI: testování, trasování, izolace. Pro úspěšné případy musíme jít za hranice EU. Výjimkou je italské město Vò, které bylo okamžitě uzavřeno a všichni obyvatelé otestováni. Díky izolaci a opakovanému testování všech obyvatel se městu podařilo nákazu porazit. Dobré nápady lze čerpat i od Tchaj-wanu, Jižní Koreje nebo Izraele. Tchajwanský úspěch byl dosažen kombinací „velkých dat“ (big data), transparentnosti a skvělého managementu. Sloučením řady digitálních databází už v době epidemie SARS se Tchaj-wanu dnes daří kontrolovat cestovní historii každého občana v posledních dvou týdnech (pak jsou záznamy zničeny), trasovat kontakty nakažených a dohlížet na dodržování karantény rizikových skupin. Nařízení jsou přísná, ale transparentní. Právě trasování spolu s častým testováním obyvatelstva bylo ve východoasijských zemích klíčem k úspěchu. Ke zvážení doporučuji i metodu izraelských vědců, která umožňuje ulevit přetíženým laboratořím a zároveň hromadně testovat obyvatelstvo. Navrhují testovat lidi po skupinách o 32 až 64 pacientech, všechny vzorky naráz. Až když se ve skupině vyskytne pozitivní vzorek, přikročí se k individuálnímu otestování všech členů skupiny.

 
  
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  Jadwiga Wiśniewska (ECR), na piśmie. – Europa jest aktualnie centrum pandemii koronawirusa. Kryzys wywołany COVID-19 dotknął Europę w sposób nagły i dramatyczny, dlatego musimy podejmować pilne i wspólne działania na rzecz ochrony zdrowia naszych obywateli oraz europejskiej gospodarki.

Koronawirus nie ma paszportu, nie jest problemem poszczególnych państw członkowskich, ale całej Europy. Dlatego zaniepokoiła mnie spóźniona reakcja instytucji europejskich, która obnażyła, że na unijnym poziomie wspólnota nie jest przygotowana na podejmowanie szybkich, zdecydowanych i skoordynowanych działań. Dobrze jednak, że teraz w trybie pilnym przyjmujemy inicjatywy, które mają wesprzeć wysiłki państw członkowskich w walce z koronawirusem. Jeśli mają być one skuteczne, potrzebne jest ich natychmiastowe wdrożenie. Chciałabym jednak podkreślić, że zakres inicjatyw ma charakter jedynie doraźny, a działania proponowane przez KE są niewystarczające w obliczu skali wyzwań.

Zwracam się do Komisji Europejskiej o przygotowanie wniosku legislacyjnego, który w sposób bardziej kompleksowy ujmie zmiany potrzebne dla skutecznej walki z długofalowymi skutkami społeczno-gospodarczymi pandemii.

 
  
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  Jan Zahradil (ECR), písemně. – Dnes projednáváme první nouzový balíček, kterým chceme podpořit národní státy v boji proti novému koronaviru COVID-19. Já tento balíček podporuji, ať už jde o rozvolnění pravidel pro sloty v letecké dopravě nebo o aktivizaci fondů. Nicméně toto je pouze první krok, malé nouzové řešení toho nejdůležitějšího. To, co nyní může a podle mne musí EU začít dělat, je změna našich politických priorit, tak aby byla podpořena ekonomika, konkurenceschopnost a pracovní a sociální jistoty našich občanů. To znamená především odložit přemrštěné cíle New Green Deal. V době nadcházející celosvětové ekonomické recese způsobené pandemií koronaviru musíme být realističtí. Nebudeme mít dostatek financí na hlubokou systémovou společenskou změnu, která by ostatně byla diskutabilní i v době hospodářské konjunktury. Zamysleme se nad tím ještě jednou a nepoškozujme, byť neúmyslně, naši ekonomiku. Prostředky teď budeme potřebovat jinde. To neznamená přestat chránit životní prostředí nebo přestat řešit environmentální otázky. Ale znamená to mít realistické a naplnitelné cíle a především flexibilně zohlednit ekonomické a sociální možnosti členských států.

 
  
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  Roberts Zīle (ECR), rakstiski. – ES pilsoņi šajā laikā, kad ir nācies saskarties ar vīrusa ārkārtas situāciju, diemžēl ir iepazinuši arī ES nesolidaritāti, kura šādos brīžos izpaužas īpaši asi. Šī bīstamā šķautne pašai ES ir nedaudz mazinājusies pēc EK organizētiem kopīgiem iepirkumiem medicīnas ekipējumam un vēl vairākiem pasākumiem. Taču mēs pieredzam to, ka mūsu ģeopolitiskie konkurenti īsteno mērķētu politisku darbību vietās, kurās parādās plaisas Eiropas Savienībā. Izšķiroši būs ne tikai, cik ātri, bet arī kā mēs pārvarēsim šo krīzi. Paldies ECB par pareizu soli mazināt aizņēmumu slogu, it īpaši ievainotākajām valstīm. Tomēr, ja mēs neatradīsim ceļus, kā kopīgi finansēt publiskās finanses ar ESM iespējām vai eiroparādzīmēm, gan šobrīd cīnoties ar pandēmiju, gan vēlāk atveseļojot ekonomiku no krīzes, atstājot finansēšanu tikai katras dalībvalsts ziņā, tad mēs redzēsim, kā minimums, ļoti dziļas rētas ES “solidaritātes” sejā. Iespējams, šī seja būs tik briesmīga, ka pilsoņi vairāk cietušajās dalībvalstīs vienkārši vēlēsies iet citu ceļu. Turklāt "palīgi" viņiem to ģeopolitiski līdzēs to izlemt. Tāpēc labi vien ir, ka EP šodien nobalsos par pirmo soli cīņai ar pandēmiju. Taču daudz svarīgāk, vai Eiropadome šodien spēs izlemt par kopīgu finansēšanas slogu šajā simetriskajā krīzē. Bez kopīgiem soļiem ES būs vēl vairāk polarizēta starp turīgākām un mazāk turīgām dalībvalstīm.

 
  
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  Carlos Zorrinho (S&D), por escrito. – A resposta inicial das Instituições Europeias ao surto do Coronavírus foi frouxa e desgarrada. A perceção dos cidadãos europeus em relação à resposta europeia é de desilusão. É preciso agir rapidamente e tomar medidas que cheguem depressa às pessoas e às empresas.

A União Europeia precisa de uma cooperação reforçada na saúde, agindo de forma coordenada no aprovisionamento e na distribuição de medicamentos e materiais de segurança fundamentais para os profissionais de saúde e para todos os que asseguram serviços essenciais ao funcionamento da sociedade. O combate à pandemia não será sustentável se não mantivermos vivo o tecido económico e social. Alguns Estados-Membros parecem ter a tentação de responder sozinhos. No passado, os que seguiram sozinhos foram mais depressa rumo ao abismo.

Temos que ser solidários e lúcidos numa resposta económica e social concertada. É preciso criar um tesouro europeu comum com funções de estabilização e emitir Euro Bonds. É preciso criar um rendimento mínimo europeu durante a crise e introduzir um “seguro europeu de desemprego”. É preciso tomar medidas excecionais para momentos excecionais. Se não estivermos à altura das necessidades das pessoas nesta crise, falharemos na nossa missão e colocaremos em causa o futuro da União Europeia.

 

20. Bekendtgørelse af resultatet af afstemningen om anmodningerne om uopsættelige forhandling (forretningsordenens artikel 163)
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  Presidente. – Prima di annunciarvi i risultati dei voti, lasciatemi salutare con voi le nostre colleghe e i nostri colleghi che sono collegati in streaming con l'Aula e che hanno partecipato alle prime votazioni.

È anche con un po' di emozione che dico questo, perché è la prima volta che un parlamento democratico usa un metodo di partecipazione a distanza. Non era mai accaduto prima: è toccato al Parlamento europeo sperimentare questo, in un periodo di grandissima emergenza per la vita dei nostri cittadini.

Io sono molto grato a tutti i gruppi politici, per aver convintamente sostenuto l'idea che il Parlamento debba continuare a essere funzionante: abbiamo bisogno del Parlamento; non possiamo interrompere il processo democratico dell'Unione europea. Abbiamo tante risposte da dare ai nostri cittadini in questo momento e dobbiamo naturalmente sentirne la responsabilità e il dovere.

È per questo che sono molto grato anche a tutte le strutture del Parlamento, che in queste settimane hanno fatto un grande lavoro per consentire alle nostre colleghe e ai nostri colleghi di partecipare oggi a questa plenaria straordinaria, utilizzando metodologie inedite, mai usate prima.

Hanno partecipato al voto 687 parlamentari e credo che questo sia un risultato straordinario.

(Applausi)

In relazione ai risultati sulle richieste di procedura d'urgenza: per quanto riguarda l'assegnazione di bande orarie negli aeroporti della Comunità – norme comuni: voti espressi 687, voti a favore 687.

(Applausi)

Seconda votazione sulle misure specifiche volte a mobilitare gli investimenti nei sistemi sanitari degli Stati membri e in altri settori delle loro economie in risposta all'epidemia Covid-19: voti espressi 687, voti a favore 686, voti contrari 1, astensioni 0. La richiesta di procedura d'urgenza è pertanto approvata.

Sulla terza votazione "Assistenza finanziaria agli Stati membri e ai Paesi che stanno negoziando l'adesione all'Unione europea pesantemente colpiti dalla grave emergenza di salute pubblica": voti espressi 687, voti a favore 684, voti contrari 1, astensioni 2. La richiesta di procedura d'urgenza è pertanto approvata.

Ringrazio tutti per la pazienza e la disciplina che i parlamentari stanno mettendo in questa prova che riguarda noi, ma soprattutto la risposta che noi sapremo dare ai nostri cittadini.

Passo adesso ai termini di presentazione: per la presentazione degli emendamenti alle altre votazioni il termine è fissato alle ore 14.00. Il termine di presentazione per le richieste di votazioni per parti separate e distinte è fissato alle ore 16.00.

La seduta è sospesa fino alle 17.30.

Vi ringrazio della collaborazione.

 

21. Genoptagelse af mødet
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(La seduta è ripresa alle 17.33)

 

22. Afstemning om ændringsforslag
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  Presidente. – Comunico di aver ricevuto i seguenti emendamenti:

"Assegnazione di bande orarie negli aeroporti della Comunità: norme comuni": 1 emendamento;

"Misure specifiche volte a mobilitare gli investimenti nei sistemi sanitari degli Stati membri e in altri settori delle loro economie in risposta all'epidemia di COVID-19 (Iniziativa di investimento in risposta al coronavirus)": 4 emendamenti;

"Assistenza finanziaria agli Stati membri e ai paesi che stanno negoziando l'adesione all'Unione europea pesantemente colpiti da una grave emergenza di salute pubblica": 1 emendamento.

 
  
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  Maximilian Krah (ID). – Mr President, I want to urge you to send a call to order to one of the Members who is not here today, because he wrote a tweet on Twitter, and I quote, ‘If a EUR 323 attendance fee is more important to you than the health of the people in the European Union’ … ‘you’d rather go to the European Parliament to collect money ...’ etc., etc. – and then he mentioned me in person – which means we have a colleague who is at home and blames all of us that we are here today not because we want to give a speech and we want to debate, but only for financial reasons.

As far as I can see we have today the novum that we have a split session which is partly present and partly at home. That means that you also have the right to discipline those who are at home. At least from my understanding of what is right, this is a violation of Rule 10 of the Rules of Procedure.

I therefore ask you to apply the measures foreseen in Title VII, Chapter 4, and to ask the Member to delete this tweet immediately and to express his sorrow over his misbehaviour.

 
  
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  Presidente. – Onorevole, quello che posso fare è invitare il suo collega ad ascoltarla, ma più di questo mi è difficile poter fare. La ringrazio comunque per la segnalazione.

Vi ho indicato gli emendamenti ricevuti. Passiamo ora alla votazione di questi emendamenti.

I deputati, ripeto le indicazioni, riceveranno adesso dalla casella di posta elettronica "plenaryvote@europarl.europa.eu" la scheda per la votazione.

Le informazioni relative allo svolgimento della votazione sono state distribuite lunedì per e-mail a tutti i deputati. La votazione si svolgerà secondo le stesse modalità della votazione di questa mattina, quindi siamo già tutti un po' allenati ad usare questo sistema.

Il turno di votazione sugli emendamenti sarà aperto dalle 17:30 alle 18:30. La votazione è dunque aperta. Vi invito a votare entro e non oltre il limite indicato delle ore 18:30.

I risultati delle votazioni sugli emendamenti saranno annunciati alle ore 20:00. Tutte le votazioni della giornata odierna saranno per appello nominale.

I deputati potranno verificare la loro votazione e i risultati stessi della votazione nel documento che sarà pubblicato oggi sul sito della plenaria.

(La seduta è sospesa alle 17.38)

 

23. Genoptagelse af mødet
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(La seduta è ripresa alle 20.08)

 

24. Bekendtgørelse af resultatet af afstemningen om ændringsforslagene
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  Presidente. – Hanno partecipato alle votazioni 693 deputati:

emendamento 1 "Assegnazione di bande orarie negli aeroporti della Comunità - norme comuni": l'emendamento è approvato a stragrande maggioranza.

Emendamento 2: respinto con grande differenza di voti.

Emendamenti 3 e 4: respinti.

Emendamento 1: respinto.

Emendamento 1 sull'assistenza finanziaria: respinto.

Sul sito del Parlamento troverete il dettaglio delle votazioni. I deputati potranno verificare la loro votazione e i risultati della votazione sugli emendamenti nel documento che sarà pubblicato oggi sul sito della plenaria.

 

25. Endelig afstemning
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  Presidente. – Passiamo ora alle votazioni finali: i deputati riceveranno, come hanno ricevuto per tutta la giornata, nella loro casella di posta elettronica la scheda per la votazione.

Le informazioni relative allo svolgimento della votazione sono state distribuite per e-mail a tutti i deputati. La votazione si svolgerà secondo le stesse modalità della votazione di questa mattina e quindi siamo ormai allenati alla nuova metodologia.

Il turno di votazioni finali sarà aperto adesso, alle ore 20:00, fino alle ore 21:00: la votazione è aperta.

Vi invito a votare entro e non oltre il termine di un'ora, alle ore 21:00. I risultati delle votazioni saranno comunicati alle 22:30.

(La seduta è sospesa alle 20.10)

 

26. Genoptagelse af mødet
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(La seduta è ripresa alle 22.32)

 

27. Bekendtgørelse af resultatet af den endelige afstemning
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  Presidente. – La seduta è ripresa.

Diamo lettura dell'ultima votazione: hanno votato 688 parlamentari.

Sulla prima votazione, "Assegnazione di bande orarie negli aeroporti della Comunità": voti espressi 688; voti a favore 686; voti contrari 0, astensioni 2: approvato.

Sulla seconda votazione, "Misure specifiche sugli investimenti nei sistemi sanitari": voti espressi 688; voti a favore 683; voti contrari 1; astensioni 4; approvato.

Terza votazione, "Assistenza finanziaria agli Stati membri e ai paesi che hanno negoziato l'adesione dell'Unione europea pesantemente colpiti dall'emergenza di salute pubblica": voti espressi 688; voti a favore 671; voti contrari 3; astensioni 14: approvato.

Termina qui questa plenaria straordinaria del Parlamento europeo. Ringrazio tutti i colleghi e le colleghe che hanno, con pazienza, esercitato il loro diritto di voto con queste modalità molto complesse, che ci hanno però dato la possibilità di tenere vivo il Parlamento in questo momento, con questa plenaria e le nostre decisioni sul pacchetto presentato dalla Commissione.

I deputati adesso potranno verificare la loro votazione finale nel documento che sarà pubblicato domani.

 

28. Stemmeforklaringer: se protokollen

29. Stemmerettelser og -intentioner: se protokollen

30. Delegerede retsakter (forretningsordenens artikel 111, stk. 2): se protokollen

31. Godkendelse af protokollen fra dette møde og fremsendelse af vedtagne tekster: se protokollen
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32. Tidspunkt for næste møde: se protokollen
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33. Hævelse af mødet
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(La seduta è tolta alle 22.36)

 

34. Afbrydelse af sessionen
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  Presidente. – Dichiaro interrotta la sessione del Parlamento europeo.

 
Seneste opdatering: 7. maj 2020Juridisk meddelelse - Databeskyttelsespolitik