Seznam 
Rozpravy
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Středa, 13. května 2020 - Brusel Revidované vydání
1. Pokračování zasedání
 2. Zahájení zasedání
 3. Prohlášení předsednictví
 4. Sdělení předsednictví
 5. Schválení zápisů z předchozích zasedání
 6. Termíny dílčích zasedání
 7. Oprava (článek 241 jednacího řádu): viz zápis
 8. Jednání předcházející prvnímu čtení v Parlamentu (článek 71 jednacího řádu): viz zápis
 9. Podepisování aktů přijatých řádným legislativním postupem (článek 79 jednacího řádu): viz zápis
 10. Předložení dokumentů: viz zápis
 11. Akty v přenesené pravomoci (čl. 111 odst. 2 jednacího řádu): viz zápis
 12. Další kroky na základě postojů a usnesení Parlamentu: viz zápis
 13. Petice: viz zápis
 14. Plán práce: viz zápis
 15. První hlasování
 16. Pokračování denního zasedání
 17. Závěry z mimořádného zasedání Evropské rady dne 23. dubna 2020 – Nový víceletý finanční rámec, vlastní zdroje a plán obnovy (rozprava)
 18. Pokračování denního zasedání
 19. Členství v politických skupinách: viz zápis
 20. Oznámení výsledků hlasování
 21. Druhé hlasování
 22. Vysvětlení hlasování: viz zápis
 23. Opravy hlasování a sdělení o úmyslu hlasovat: viz zápis
 24. Pořad jednání příštího zasedání: viz zápis
 25. Ukončení zasedání


PRESIDENZA DELL’ON. DAVID MARIA SASSOLI
Presidente

1. Pokračování zasedání
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  Presidente. – Dichiaro ripresa la sessione del Parlamento europeo interrotta venerdì 17 aprile 2020.

 

2. Zahájení zasedání
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(La seduta è aperta alle 15.03)

 

3. Prohlášení předsednictví
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  Presidente. – Care colleghe e cari colleghi, ieri abbiamo celebrato la Giornata internazionale degli infermieri e l'OMS, l'Organizzazione mondiale della sanità, ha dichiarato il 2020 l'anno degli infermieri e degli ostetrici.

Vorrei quindi iniziare questa nostra plenaria con una parola di elogio e di ringraziamento alle donne e agli uomini in camice bianco che hanno fornito servizi sanitari essenziali con dedizione, coraggio e umanità in tempi così difficili. È nostro dovere comune consentire loro di svolgere il proprio lavoro in sicurezza ed efficienza.

Abbiamo già messo a disposizione da un paese all'altro ospedali, risorse umane, macchinari e materiale sanitario, grazie anche al lavoro della Protezione civile: uno sforzo di solidarietà che rappresenta una ricchezza per tutti i nostri paesi.

Oggi sentiamo la necessità di rafforzare i poteri dell'Unione europea in ambito sanitario: è un impegno che dobbiamo prendere davanti ai nostri cittadini.

Il Parlamento ha chiesto un meccanismo europeo di risposta sanitaria per prepararsi e rispondere in modo comune e coordinato a qualsiasi tipo di crisi sanitaria.

La pandemia di Covid-19 ha mostrato la necessità di una politica di salute pubblica più proattiva e di una maggiore e migliore cooperazione per costruire sistemi di assistenza sanitaria resilienti e accessibili, nonché, soprattutto, la necessità di una maggiore solidarietà in Europa.

Settant'anni fa, il 9 maggio 1950, la solidarietà tra 6 paesi europei spingeva per arrivare a un'Europa di pace e sicurezza. Un'Europa che, come sosteneva Robert Schuman, "sorgerà da realizzazioni concrete che creino una solidarietà di fatto". Questa visione era l'unico modo per garantire una pace duratura e migliorare la vita delle persone.

È stata una visione ambiziosa ma anche molto pragmatica, basandosi sugli orrori della guerra e sui sacrifici fatti per mettervi fine.

Settantacinque anni di pace, un progetto comune, con tante sfide future da affrontare. Il lavoro è soltanto all'inizio e con le donne, gli uomini e i nostri giovani, capaci di sviluppare solidarietà, come hanno dimostrato in questo periodo di grave emergenza, il nostro compito sarà più facile.

Abbiamo una grande responsabilità davanti a noi: dobbiamo essere all'altezza delle aspettative dei cittadini europei e rilanciare una grande riflessione sul futuro dell'Europa, insieme a risposte immediate ai problemi che affrontiamo.

Questa crisi ci sta insegnando tante cose, ma soprattutto che solo insieme possiamo ripartire.

 

4. Sdělení předsednictví
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  Presidente. – Vorrei innanzitutto ricordarvi una serie di misure precauzionali che sono state prese per rispettare il distanziamento sociale.

I deputati il cui nome è negli elenchi degli oratori sono invitati a prendere posto nell'Emiciclo, dove troverete un cartellino col vostro nome al posto che vi è stato attribuito.

I deputati che non sono nell'elenco degli oratori saranno guidati dagli uscieri verso gli altri posti disponibili nell'Emiciclo.

I deputati che non possono prendere posto nell'Emiciclo per ragioni di spazio potranno utilizzare la sala riunioni SPAAK 3C050, che è stata collegata e attrezzata efficientemente a questo scopo.

Vi informo che un registro delle presenze è collocato in entrambe le sale.

Vorrei ricordarvi che a partire da oggi, quando si entra negli edifici del Parlamento, l'uso di maschere che coprono la bocca e il naso è obbligatorio in tutte le aree diverse dall'ufficio e quindi anche nell'Emiciclo e nella sala riunioni 3C050.

Gli oratori che preferiscono intervenire nel dibattito senza la mascherina saranno autorizzati a farlo per la sola durata del loro discorso.

 

5. Schválení zápisů z předchozích zasedání
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  Presidente. – I processi verbali delle sedute del 16 e 17 aprile 2020 e i testi approvati sono stati distribuiti.

Vi sono osservazioni?

I processi verbali delle sedute del 16 aprile 2020 e 17 aprile 2020 sono approvati.

 
  
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  Thomas Waitz (Verts/ALE). – Mr President, I want to make a point of order. Based on Article 22, the President has to ensure the proceedings of the European Parliament are followed correctly. And, relating to Article 167, all Members in this House have the right to use their language as it is an official language of the European Parliament.

There are Members that are exempted from their participation rights and from their right to contribute to the debates because they cannot understand, contribute, or relate in the language that is served by the interpreting service. I urge you, President, to urgently now, two months after the crisis has started, to urgently secure that all elected Members can participate in the debates and in the committees.

 
  
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  Presidente. – Onorevole Waitz, le traduzioni sono assicurate in tutte le riunioni ufficiali del Parlamento. Non capisco il senso del Suo intervento.

 
  
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  Thomas Waitz (Verts/ALE). – Mr President, we have the case of Mr Bronis Ropė, a fellow Member of this House, who only speaks Lithuanian and is not able to understand or contribute in any of the languages provided. This is just one of the examples, there are a few more.

 
  
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  Presidente. – Mi informo, ma credo che tutte le lingue siano assicurate. Sarà mia cura informarmi sul caso che Lei ha indicato.

C'è un richiamo al regolamento da parte dell'onorevole Meuthen.

 
  
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  Jörg Meuthen (ID). – Herr Präsident! Bei aller Anerkennung, dass wir in besonderen Zeiten leben, die durchaus einige besondere Maßnahmen erforderlich machen, kann das aber nicht heißen, dass hier die Demokratie ausgehebelt werden darf.

Aber genau das geschieht in diesem Parlament. Bar jeder erkennbaren Rechtfertigung haben Sie unsere diesbezüglichen Änderungsanträge schlicht abgelehnt. Es ist aber nicht hinnehmbar, dass die Redezeiten sowohl im Plenum als auch in einigen Ausschüssen reduziert werden.

Wir können es ferner nicht akzeptieren, dass Änderungsanträge in den meisten Ausschüssen nur noch in englischer Sprache und nicht mehr für einzelne Abgeordnete zulässig sein sollen, sondern ausschließlich für Fraktionen. Im Übrigen erachten wir Ihre Gängelungsversuche, Abgeordnete in den Ausschüssen bereits eine Stunde vor Beginn zur Anwesenheit zu zwingen, als eine inakzeptable Untergrabung der Freiheit des Mandats.

Die Art und Weise, wie hier im Moment gearbeitet wird, genügt nicht dem gebotenen demokratischen Standard. Wir mahnen daher dringend zu einer schnellen Rückkehr zu demokratischer und parlamentarischer Normalität, von der wir im Moment in diesem Haus meilenweit entfernt sind.

Andernfalls kann man sich des Eindrucks nicht erwehren, dass Sie daran nicht nur kein Interesse zu haben scheinen, sondern ganz im Gegenteil die Krise sogar dazu nutzen, die Demokratie in diesem Hause auszuhebeln. Das, Herr Präsident, muss ein Ende haben. Wir werden hier den Finger, verlassen Sie sich darauf, konsequent in die Wunde legen.

 
  
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  Presidente. – La ringrazio per le Sue osservazioni, onorevole Meuthen.

Le ricordo che noi siamo uno dei pochi parlamenti che hanno mantenuto aperta la loro attività, siamo un esempio anche per i parlamenti di altre zone e quindi credo che in questo momento fare questa critica non sia accettabile.

A proposito di quello che Lei indicava per quanto riguarda gli emendamenti, gli emendamenti sono stati accettati in linea con il nostro regolamento.

Naturalmente viviamo tutti un momento molto difficile, dove tutti devono avere comprensione, perché l'emergenza ancora non è finita, l'emergenza è ancora tra noi e noi dobbiamo assicurare naturalmente sicurezza e salute, e credo che questo Parlamento si sia attrezzato velocemente per questi scopi.

La ringrazio comunque del Suo intervento.

 

6. Termíny dílčích zasedání
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  Presidente. – Un annuncio relativo al prolungamento della tornata: in occasione all'ultima riunione della Conferenza dei presidenti, che si è tenuta il 5 maggio, ho deciso, insieme ai leader dei gruppi politici, di prolungare la tornata che ha inizio oggi fino a venerdì 15 maggio. Nonostante la pandemia il Parlamento europeo ha continuato a esercitare le sue funzioni fondamentali.

Con questo prolungamento e un sistema adeguato per la votazione a distanza, confido nella capacità del Parlamento di continuare a svolgere pienamente il suo ruolo, in particolare per quanto riguarda il discarico, e di esprimere un voto su una serie di questioni importanti, tra cui le procedure d'urgenza legate alla pandemia Covid-19, la sua posizione in merito al futuro piano di ripresa e al nuovo quadro finanziario pluriennale.

 

7. Oprava (článek 241 jednacího řádu): viz zápis
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8. Jednání předcházející prvnímu čtení v Parlamentu (článek 71 jednacího řádu): viz zápis
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9. Podepisování aktů přijatých řádným legislativním postupem (článek 79 jednacího řádu): viz zápis
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10. Předložení dokumentů: viz zápis

11. Akty v přenesené pravomoci (čl. 111 odst. 2 jednacího řádu): viz zápis

12. Další kroky na základě postojů a usnesení Parlamentu: viz zápis

13. Petice: viz zápis

14. Plán práce: viz zápis
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15. První hlasování
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  Presidente. – Passiamo ora al primo turno di votazioni.

 
  
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  Clare Daly (GUE/NGL). – Mr President, I would like to oppose the urgency proceeding for relief measures for air services on behalf of the GUE/NGL Group. Obviously, we were all very happy to agree to this procedure last time round regarding ghost flights, as they had an immediate impact. But now here we go again with the proposed relaxation of a whole number of important regulations in this industry without any scrutiny from the European Parliament. We believe this is an incredibly dangerous procedure.

In essence, we are allowing the important relaxation of regulations in the case of ground handling up to the year 2023 without any input from the Committee on Transport and Tourism (TRAN) and without any discussion in this plenary. It’s not good enough. There’s nothing so urgent that it couldn’t wait another month.

Meanwhile, the industry that’s benefiting from these measures has announced thousands of job losses and is flagrantly refusing to honour passengers’ legal rights to a cash refund. Why are we allowing concessions to this industry without demanding in return the protection of workers’ and passengers’ rights?

Our point is: if we accept this urgent procedure, in essence, we’re saying we’re happy to shed crocodile tears about these concerns while at the same time giving away the very leverage we have to force a change in behaviour. To do that, we need time to discuss it and, therefore, we’re opposing this procedure.

 
  
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  Adrián Vázquez Lázara, presidente de la Comisión JURI. – Señor presidente, antes de iniciar mi intervención, quisiera dar las gracias, en nombre de la Comisión de Asuntos Jurídicos, y enviar mi máxima solidaridad a todos aquellos sectores que han estado trabajando incansablemente para superar esta crisis: el sector sanitario, las fuerzas y cuerpos de seguridad del Estado, que tanto han ayudado para que estemos sanos y salvos.

Queridos colegas, la crisis del coronavirus ha supuesto un antes y un después en el devenir de nuestra sociedad. El combate contra el virus nos ha obligado a hacer cosas que nunca nos habríamos imaginado: el confinamiento en nuestras propias casas —a menudo lejos de nuestros seres queridos—, la paralización de una gran parte de la actividad económica y la pérdida de numerosos empleos.

La suspensión de la forma en que todos conducíamos nuestra vida da la medida del esfuerzo que se le ha exigido a la ciudadanía, y nosotros tenemos que estar a la altura de nuestros representados.

Las empresas, los autónomos, también llevan meses intentando mostrar lo mejor de sí mismos para poder sobrevivir a esta crisis y seguir y continuar con sus negocios una vez que todo pase.

Las instituciones, para estar a la altura, tenemos que dar voz y defender esos intereses de nuestras empresas. Y la cuestión que aquí nos ocupa es una excelente oportunidad para hacer eso.

Las empresas constituidas bajo la forma de sociedades anónimas europeas no podrán cumplir con la actual obligación legal de celebrar sus juntas de accionistas en los seis primeros meses del año. Las restricciones que nos ha impuesto la pandemia lo impiden.

Por eso, la propuesta de la Comisión Europea es de puro sentido común.

Se trata, en esencia, de reformar la legislación en la materia para permitir que, en este año 2020, se establezca una excepción a esa regla para las juntas de accionistas, de tal forma que el plazo para celebrarlas se extienda seis meses más, hasta el 31 de diciembre de este año. También que se fomente el uso de medios digitales para que también se puedan celebrar a distancia.

Es, como digo, una reforma ineludible y necesaria. Y también lo es que se tramite por el procedimiento de urgencia y quede aprobada de forma inmediata. No es admisible que hoy esas empresas no sepan con certeza si deberán celebrar sus juntas de accionistas el mes que viene, con todos los riesgos para la salud que ello conlleva, o si tendrán que esperar y podrán realizarlas en los próximos seis meses. Necesitamos mandar un mensaje que deje claro que nuestro compromiso es el de ayudar y proteger.

Europa se juega su futuro y su credibilidad en cada crisis, y cada respuesta que damos a los problemas de cada sector, a cada colectivo y a cada ciudadano representa lo que esta Cámara tiene que representar.

Sé que sabremos estar a la altura y, por todo ello, les pido su voto a favor.

 
  
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  Presidente. – Procederemo alle votazioni su sei richieste di applicazione della procedura d'urgenza a norma dell'articolo 163 del regolamento sui documenti che sono stati menzionati.

Per quanto concerne le due posizioni del Consiglio su "Etichettatura dei pneumatici: consumo di carburante e altri parametri essenziali" e su "Prescrizioni minime per il riutilizzo dell'acqua" vi comunico che non sono state presentate proposte di reiezione o modifica delle posizioni del Consiglio a norma degli articoli 67 e 68 del regolamento.

Gli atti proposti si considerano pertanto approvati.

Prima di aprire le votazioni, vorrei ringraziare per il pregevole lavoro svolto la Direzione generale della Presidenza, che ha migliorato ulteriormente il sistema di voto con un lavoro molto continuo ed efficiente in queste settimane di emergenza.

Le informazioni sullo svolgimento delle votazioni sono state inviate via e-mail a tutti i deputati. Sono state effettuate due votazioni di prova per consentire a tutti di acquisire familiarità con la procedura.

Il turno di votazioni sarà aperto adesso, alle 15.30, fino alle 16.45.

Tutte le votazioni di oggi si svolgeranno per appello nominale. I deputati potranno verificare i propri voti e i risultati delle votazioni consultando il sito web della plenaria.

Le dichiarazioni di voto possono essere presentate per iscritto. Eccezionalmente saranno accettate solo le dichiarazioni di voto della lunghezza massima di 400 parole.

Dichiaro aperto il primo turno di votazioni. Avete tempo fino alle 16.45 per votare.

I risultati delle votazioni saranno comunicati alle 19.45.

(La seduta è sospesa alle 15.31).

 

16. Pokračování denního zasedání
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(La seduta è ripresa alle 16.02)

 

17. Závěry z mimořádného zasedání Evropské rady dne 23. dubna 2020 – Nový víceletý finanční rámec, vlastní zdroje a plán obnovy (rozprava)
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  Presidente. – L'ordine del giorno reca la discussione congiunta sulle dichiarazioni del Consiglio europeo e della Commissione sulle conclusioni della riunione straordinaria del Consiglio europeo del 23 aprile 2020 (2020/2625(RSP)) e sulle dichiarazioni del Consiglio e della Commissione sul nuovo QFP, le risorse proprie e il piano di ripresa (2020/2631(RSP)).

Ricordo agli onorevoli deputati che per questa discussione non è prevista la procedura "catch-the-eye", né saranno accettate domande "cartellino blu".

 
  
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  Charles Michel, President of the European Council. – Mr President, first of all, I would like to thank the House for giving me again this opportunity to take the floor here.

This crisis is unprecedented and it means that we need to take unprecedented decisions. And that’s why I am convinced that a very strong cooperation between the democratic and legitimate European institutions will be vital in the next weeks, in the next months. It’s an occasion for me today to share with you some comments after the fourth video conference after the last European Council.

As you probably know, we have taken some very strong orientations. The first goal was to endorse the proposals made by the ministers of finance in order to mobilise more than EUR 540 billion in order to support the workers, the companies, but also the Member States. We have asked the ministers of finance to implement this decision by June 1st.

Of course, we all know here, but also in the European Council, that it’s not enough. And I would say that this European Council was the occasion to shift from crisis management in the short-term to more and more the mid-term and long-term vision about what we need to do, especially in order to have a strong debate about the orientations for the recovery strategy and, I would add, for the transformation strategy of our economic and social model.

Cette quatrième vidéoconférence a été l’occasion de débattre également sur la base de la feuille de route pour la relance et la transformation économique préparée ensemble avec la présidente de la Commission. J’ai eu l’occasion précédemment à ce Conseil européen de présenter les quatre chapitres que nous mettions sur la table et je voudrais ici me concentrer plus particulièrement sur deux aspects qui ont fait l’objet des débats et qui doivent continuer à nous mobiliser dans les prochaines semaines et les prochains mois.

Le premier point reste l’importance d’être tout entier mobilisés sur la question du marché intérieur. Comment peut-on renforcer le marché intérieur et comment, surtout, peut-on considérer que les défis qui existaient avant cette pandémie n’ont pas disparu avec cette pandémie: l’agenda climatique et l’agenda digital.

Je vous rappelle que, quelques mois à peine avant le début de cette pandémie, des décisions très fortes et, j’ai envie de dire même, de portée historique, avaient été prises notamment par le Conseil européen, avec le soutien d’ailleurs très engagé du Parlement européen, pour considérer que la neutralité climatique de l’Union européenne devait être un objectif mobilisateur pour soutenir nos entreprises, pour soutenir notre transformation économique et sociale. Il en va de même pour cette ambition digitale. Continuer à agir plus que jamais va être nécessaire dans cette direction-là en considérant que climat et agenda digital doivent être au centre du projet commun que nous voulons mettre en œuvre.

Le marché intérieur, c’est aussi le débat sur l’autonomie stratégique de l’Union européenne, et nous sentons dans ce Conseil européen une orientation de plus en plus partagée pour considérer que l’on doit tirer les leçons du passé, tirer les enseignements et ramener en Europe des capacités de production, certainement dans le domaine stratégique. J’ai envie de dire, pour paraphraser ce qui a été évoqué au Conseil européen, ramenons du made in Europe. Il y a là une question qui est tout à fait centrale: la crise a démontré l’importance d’être mobilisés sur ce sujet et d’avoir une stratégie qui intègre ce raisonnement-là.

À côté de cet important engagement sur le marché intérieur et en ayant formulé la demande à la Commission européenne de présenter prochainement un rapport sur la manière dont les différents écosystèmes européens sont affectés d’ores et déjà et comment ils le seront peut-être probablement dans les prochaines semaines, afin que l’on puisse disposer d’une information qui soit la plus utile possible.

The second point, the single market, but also the second important point, is of course the financing and the essential importance to develop a very strong and ambitious strategy, to mobilise more means based on two very strong tools.

The first one is the European budget and we had in the last weeks, the last month, many debates together about this orientation for the next European budget. More than ever, we need to take decisions.

We need to adapt also our strategy in order to take into consideration the consequences, the huge consequences, of this crisis. But it’s not enough – the next European budget, and that’s why we have taken this very strong commitment to work together in order to launch a recovery fund, in order to be able to mobilise more means, more money, to identify what are the priorities in the near future.

Et dans ce cadre, de ces deux instruments qui doivent être mobilisés, certains, j’en étais d’ailleurs, avaient appelé à l’idée de mobiliser une stratégie de type plan Marshall. J'ai proposé, je veux le faire ici encore, Monsieur le président, qu’on puisse travailler sur ce que j’appelle, pour ce qui me concerne, un plan De Gasperi, du nom d’un des pères fondateurs italiens, afin de travailler ensemble sur les modalités en termes de financement, qui doivent faire l’objet du débat. Comment va-t-on financer? Comment va-t-on identifier la hauteur des moyens qui sont nécessaires? Et comment va-t-on identifier l’interaction entre ce fonds de relance et de transformation d’un côté, et le prochain budget européen? Et surtout, comment va-t-on s’accorder sur la manière de mobiliser les moyens? Comment avec bon sens, avec efficacité, va-t-on mobiliser les moyens qui sont nécessaires pour réussir cette relance économique?

Enfin, à côté de ce débat sur la relance, sur la transformation qui va devoir se poursuivre au départ des propositions que la Commission européenne fera en prenant en considération cette pandémie, qui amènera la Commission à mettre de nouvelles propositions sur la table, à côté de ces dispositions-là, il est un autre point que je voudrais mettre en évidence à l’occasion de ce moment qu’il m’est donné de partager avec vous. C’est l’importance de ne pas perdre de vue que l’objectif fondamental du projet européen depuis son lancement après la Deuxième Guerre mondiale a été non seulement la paix et la prospérité, mais cette idée que c’est ensemble, en coopérant ensemble, en travaillant ensemble pour plus de solidarité et d’unité, que l’on peut relever les défis auxquels nous faisons face.

Et le moteur de ce projet européen a été, tout au long des dernières décennies aussi, cette question de la convergence européenne: faire reculer les disparités, faire reculer les différences. Et, plus que jamais, face à cette crise, nous ressentons à quel point il va être essentiel de convaincre l'ensemble des États membres que cette crise ne doit pas être une raison, un prétexte, une excuse pour aggraver des divergences sur le plan européen, pour aggraver des différences et des disparités sur le plan européen, mais au contraire, doit nous renforcer dans cette volonté commune de travail pour plus de convergence, pour plus de cohésion et pour plus d'intégration européenne.

Plus que jamais, je partage la conviction que cette crise révèle à quel point la solution c'est plus de coopération, plus de convergence, plus d'intégration et pas l'inverse. Parce que l'on sait que l'inverse, ça voudra dire beaucoup plus de fragilité et beaucoup plus d'incapacité. On le voit quand on est confronté à un impact de manière globale qui nécessite des réponses qui doivent être globales naturellement.

Enfin, je voudrais vous dire qu'il y a un autre point extrêmement important. On voit des premiers impacts déjà très durs sur le plan économique, par exemple dans le secteur du tourisme, par exemple dans le secteur du transport aérien et dans beaucoup d'autres secteurs également. Nous voyons bien qu'il y a, pour les prochains jours, les prochaines semaines, la nécessité de travailler activement sur la base des propositions qui sont émises par la Commission, de recommandations, même si les États membres ont des capacités de décision sur la question des frontières, sur la question du tourisme, il est important que très rapidement, sur base de ces propositions qui sont émises, les États membres soient assis ensemble autour d'une même table, les manches retroussées, pour essayer d'avoir de la cohérence, pour avoir aussi la capacité de relever ce défi-là.

J'en appelle à la réouverture des frontières européennes dès qu'il sera possible, en prenant bien sûr les mesures de précaution qui doivent être prises, mais la question de la libre circulation des personnes, une question extrêmement importante, la capacité de progressivement rouvrir nos capacités de développement économique est aussi extrêmement essentielle sur le plan social. Et j'espère que l'on pourra, dans les prochains jours, réellement faire des progrès, en permettant que les États membres soient autour d'une même table pour prendre des décisions de concert, de manière cohérente, de manière synchronisée et pour montrer là aussi notre capacité de résilience européenne.

Enfin, je voudrais vous dire, même si ce n'est pas directement lié aux débats du dernier Conseil européen, qu'il me paraît central, au moment où je m'adresse au Parlement européen, de dire avec solennité, comme président du Conseil européen, que la primauté du droit européen est effectivement un sujet central quand il s'agit de faire progresser les idées européennes, faire progresser la coopération européenne et, en cela, le rôle de la Cour européenne de justice est un rôle central pour garantir une interprétation uniforme du droit européen.

Il y a 70 ans, Robert Schuman exprimait, au travers d'une déclaration qui, aujourd'hui encore, constitue un socle, constitue une fondation pour ce projet européen, des valeurs qui, pour l'époque, étaient extrêmement innovantes dans un moment où, quelques années encore auparavant, des nations se faisaient la guerre, des générations se méfiaient les unes des autres, avaient fait le choix du repli qui avait amené la tragédie.

Je ne m'exprimerai pas sur la question de savoir si ce à quoi nous faisons face se situe dans le champ de la guerre. Chacun trouve la capacité de développer la motivation pour faire face aux défis auxquels nous sommes confrontés, mais je vois en tout cas un point commun en cette situation il y a plus de soixante-dix ans et la situation aujourd'hui. Nous faisons face à une crise globale, à une crise grave, à une crise sans précédent.

Et, de la même manière qu'à l'époque, il a fallu de la ressource, de la créativité, de l'innovation, de l'audace, du courage, sortir des œillères qui avaient, pendant des décennies, tiré le monde vers le bas, de la même manière, plus que jamais, la question est de savoir si cette génération politique, cette génération citoyenne aura la capacité d'audace, d'innovation, de créativité et de courage pour faire en sorte que l'on puise, dans le drame de cette crise, dans la peine et dans le malheur auquel sont confrontées tant et tant de familles exposées très directement, que l'on trouve la ressource et l'énergie transformatrice pour faire de ce projet européen qui, de mon point de vue, est probablement une des plus belles idées politiques de l'histoire des femmes et des hommes, pour que l'on puisse faire de ce projet européen une capacité de relever ce défi et d'amener ce qui est au cœur de ce projet, finalement, la dignité des personnes d'amener des sociétés bienveillantes, des sociétés qui soient rassemblées afin de pouvoir regarder l'avenir avec davantage d'optimisme.

 
  
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  Ursula von der Leyen, présidente de la Commission. – Monsieur le Président, cher Charles Michel, Mesdames et Messieurs les députés, dans les soixante-dix ans qui ont suivi la déclaration Schuman, les crises et les défis ne sont pas inconnus à l’Europe. Comme vous l’avez tout justement dit, à bien des égards, la devise de l’Europe a toujours été non seulement «Unie dans la diversité», mais aussi «Unie dans l’adversité».

Et aujourd’hui, dans cette période d’adversité et en réponse à cette crise, l’Europe a plus que jamais besoin d’unité, de détermination et d’ambition. Et c’est dans cet esprit que la Commission travaille sur un plan de relance ambitieux pour l’Europe, comme vous le demandez dans votre résolution aujourd’hui.

Mesdames et Messieurs les députés, nous savons tous pour quoi il est nécessaire d’agir et, au cours de ces dernières semaines, vous m’avez souvent entendue parler de ce que l’Europe doit faire. Aujourd’hui, je veux vous parler du comment. Je veux vous présenter l’architecture et les principales caractéristiques du plan de relance ambitieux pour l’Europe sur lequel nous travaillons. Mais, pour faire cela, nous devons d’abord bien comprendre l’anatomie de cette crise très particulière.

Allow me three remarks ahead of the analysis. We have had economic slowdowns before, but we’ve never had an economic shutdown like the last three months. Our economies have been on hold. Supply chains have been disrupted severely. Demand has collapsed. The truth is that we will not just go back to ‘business as usual’ soon. Our economies and societies will open slowly, cautiously, gradually. While schools stay shut we all know that most parents will have to continue with ‘home-office’, and while social distancing measures rightly stay in place, businesses will have to rethink their workplaces and the way they work. In other words, we will recover but it will take time.

My second remark. The virus is the same in every Member State, yes, but the capacity to respond and absorb the shock is very different. For instance, we all know countries and regions with economies that are built on client—facing services like, for example, tourism or culture, have suffered way more. We should not forget that those who were hit first by the virus were often hit the hardest, because it was the painful experience and the full transparency of Italy and Spain in dealing with a pandemic that helped others to brace themselves for the impact.

My third point. Every Member State has supported workers and companies as best as possible. Also, thanks to the European level being fast and forceful, we triggered the general escape clause, we gave full flexibility on all the structural funds and full flexibility on state aid. But it is also true that each Member State has a different fiscal space, so the use of state aid is also very different from Member State to Member State. What we are starting to observe now is an unlevelling of the playing field in the Single Market.

To all that, we need a European response, and because it is a real European recovery focusing on European priorities, it is essential that the European Parliament plays its full role. For me, it goes without saying that this Parliament must provide democratic accountability and have its say on the entire recovery package, just as it does on the European budget. That is what we’re going to discuss today.

So let me plunge into the recovery package, which consists of two parts. First of all there will be the European budget, the so—called MFF, that is very well known to you. Secondly, and on top of the budget, will be a recovery instrument funded through a larger headroom. This headroom fixes the maximum amount of money that the Commission can borrow on the capital markets with the guarantees of the Member States, so backed by the Member States. Just as important, the entirety of the money of the recovery instrument will be channelled through the European budget, that is, through European programmes. This is why – and I repeat it – the European Parliament will have the same say on how the recovery money is spent as it does on how the MFF is spent.

Now, where does the recovery money go to? It will be spent across three pillars. The first pillar will focus on supporting Member States to recover, to repair, and to come out stronger from this crisis. The bulk of the money will be spent within this first pillar on the new recovery and resilience instrument that is created to fund, in the Member States, key public investment and reforms, but they have to be aligned with our European policy. In other words, thus we are paving the way to a climate—neutral, digitalised and resilient Europe.

This will be done through the European Semester. It will be available to all Member States, whether they are in the euro area or not. And it will be focused on those parts of the Union that have been most affected and where resilience needs are the greatest. This is one part of the first pillar, and the bulk of the money goes there. Within this first pillar there is also a second part, and that is the proposal by the Commission to top up the cohesion funds. This will be above the usual cohesion envelope within the MFF. This top up will be allocated based on the severity of the economic and social impact of the crisis.

The second pillar. The second pillar is about kick—starting the economy and helping private investment to get moving again. We already knew before the crisis that we also need major private investment in key sectors and key technologies – 5G, artificial intelligence, clean hydrogen, off-shore renewable energies, you name it. The only thing this crisis changed is that it has made this need greater than it was before. This is why we will strengthen InvestEU. We will also create for the first time a new Strategic Investment Facility. This facility will help invest in the key value chains that are crucial for our future resilience and strategic autonomy. We’ve seen during the crisis how dependent we were on global supply chains, for example in the pharmaceutical sector, so Europe must be able to produce critical medicine itself.

But for all this, we also need healthy companies in Europe to invest in. This is why we’ll also propose, in this second pillar, a new Solvency Instrument. This will help match the recapitalisation needs of healthy companies which have been put at risk as a result of the lockdown, wherever they are located in the European Union.

Now the third and last pillar. The third pillar is about learning the most immediate lessons of the crisis. Over the last month we’ve seen what is important, what has worked well and what needs to be improved. So we will strengthen programmes that have proven their value in the crisis, such as RescEU or such as Horizon Europe. We will also create a new dedicated health programme, and we will make sure that we can support our partners by strengthening our instruments for neighbourhood development and international cooperation and for pre-accession assistance.

Honourable Members, in a nutshell, this is what the recovery instrument looks like. It will be focused on where there is the greatest needs and the greatest potential. The recovery instrument is short—term and concentrated on the first years of recovery. It will include grants. It will include the possibility to frontload part of the investment, still this year, using proven financing models based on national guarantees. We should not forget that we’re not starting from scratch. The recovery instrument will complement the three important safety nets that were mentioned and agreed by the leaders in April – the SURE programme, the finance availability from the European Investment Bank and the European Stability Mechanism. Together with our MFF, this will be the ambitious answer Europe needs: an answer that includes the new own resources that we need in our budget, just as the Commission proposed in 2018; an answer that reflects our common values with a mechanism to protect the rule of law; an answer that is built on necessity but is designed for the future.

Das heißt: eine Antwort, die aus der Krise geboren ist, die aber in die Zukunft investieren und dienen muss. Das stärkt nicht nur die Solidarität zwischen den Ländern und den Menschen, sondern das stärkt auch die Solidarität zwischen den Generationen. Denn, meine Damen und Herren, früher oder später werden Wissenschaftler und Forscherinnen einen Impfstoff gegen das Coronavirus finden.

Aber gegen den Klimawandel gibt es keinen Impfstoff, und deswegen muss Europa jetzt in eine saubere Zukunft investieren. Unsere Investitionen in den Wiederaufbau haben ihren Preis, und dieser Preis ist eine steigende Schuldenlast. Wenn wir aber die Schulden erhöhen müssen, für die unsere Kinder in Zukunft aufkommen müssen, dann ist es das Mindeste, dass wir mit dem Geld in ihre Zukunft investieren, dass wir den Klimawandel angehen und dass wir die Klimabelastung senken und eben nicht noch etwas draufpacken.

Deshalb: Im Ausgang der Krise dürfen wir nicht in die alten Muster zurückfallen. Wir dürfen nicht den Wiederaufbau in eine Wirtschaft von gestern stecken, sondern wir sollten jetzt mutig die Chance nutzen, um eine moderne, eine saubere, eine gesunde Wirtschaft aufzubauen, die die Lebensgrundlage unserer nächsten Generation, unserer Kinder sichert.

Meine Damen und Herren, die europäische Ebene allein kann nicht alle Wunden heilen, die diese Krise hinterlässt. Aber wir nehmen unseren Teil der Verantwortung wahr, indem wir heute die Lasten zwischen den Mitgliedstaaten ausgleichen und gleichzeitig sicherstellen, dass diese gewaltige Anstrengung auch auf das Konto der jüngeren Generation einzahlt. Das ist unsere Aufgabe heute. Und ich bin fest davon überzeugt, dass ein einiges Europa der Aufgabe gewachsen ist.

Lang lebe Europa! Long live Europe! Vive l’Europe!

 
  
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  Manfred Weber, on behalf of the PPE Group. – Mr President, normally we are used to immediately start in our political contributions with technical details and political battles. Today, I want to speak first about people, their hearts, their courage, their efforts, their fears, and probably also their pain: the nurse in Madrid who was infected while helping a patient, the doctor in Bergamo who had to decide about life and death in the past weeks, and probably the young researcher in Tübingen, who worked day and night trying to find a possible cure to stop this pandemic.

I mention these examples to show that the heroes of this crisis are not politicians, managers or media stars. The stars have been the millions of Europeans who helped, engaged and took care of all of us. Thank you very much, from the bottom of our heart, all of you. No words can ever be enough to thank you for your engagement.

Now we have to do our job as politicians. Now it is our turn. In the EPP Group, we strongly support the general architecture which is now on the table: to have an ambitious, future—orientated MFF – and we add a recovery plan, a recovery fund, which really delivers on the demands of today’s European Union. Speaking about the architecture of this new mechanism, for us, as the EPP, the key element is to fight for a democratic budget, a budget decided by the people represented here in this Chamber, a budget based on solidarity among people and nations in the European Union, a budget that is honest with the people and a budget that cares for the people.

‘We want to have our sovereignty back’ was one of the main messages in the Brexit campaign. I tell you that this successful message reflected on the problem that people don’t feel involved in the European decision—making process. And that’s why it is so important that it is not Brussels that decides about the recovery fund, a kind of external power deciding. No: my MEP decides about the future of the European Union and about the recovery programme.

It must be in the hands of those who are elected for this. No budget without democratic legitimacy. That is one of the principles in the European way of life. This promise was given by the European Commission and I would say that now is the time to deliver. To the Council I want to say that now is not the time for institutional battles in this field. I think it is the time to guarantee, also from a Council point of view, a democratic Europe as a principle for the future.

A second consideration for us, the EPP Group, is that people don’t care about procedure. They only care about concrete projects and concrete support. In this spirit of the past weeks, a spirit of solidarity among Europeans, we also have to focus on the ones who really needs our help the most, the most affected regions, and especially the young generation.

I want to put this at the centre of my second point, namely that we have already faced, in the last 12 years, a kind of lost generation in the European Union, where millions of young people – well—educated, well-prepared people – had no chance to really succeed in the labour market. And I want to underline that Europe cannot again allow us to have a lost generation facing the future of the European Union. That’s why the investments are needed. Europe has to give the young generation hope.

The third aspect I want to underline is to be honest regarding the MFF. We have to keep the promises that we gave to the voters last year. There is one aspect, which Ursula von der Leyen has already rightly underlined, that is about future investments – climate change, the question of stronger investments in research, the digital world, education, the fight against cancer or today against corona – and to do it together as common activities.

And we must not forget our regions and farmers. I want to underline this. We must be fair with everybody. Today cohesion and agriculture policy is one of the tools where we already show solidarity in today’s European Union. That’s why it must be properly financed as well.

As a final point, I want to underline that we have to take care of the preparation for future emergency situations we will face in the European Union. We cannot promise that we will be able to avoid another pandemic in the future. Nobody can do so. But we can make sure that Europe is much better prepared for the next pandemic or the next crisis. We need flexibility. We need own resources. We have to create tools for a quick and decisive response if there is an unexpected situation in front of us.

After the crisis, we want to see a united Europe where all parts of our Union will economically recover. After the crisis, we want to see a united Europe which invests in future projects and which creates an economic future for our young generation. And, after the crisis, we want to see at a global level a Europe that is the first out of the crisis.

That is what we want to achieve, and probably this is the Schuman moment of our generation, also having your words in mind. We have to be clear on this and we have to be motivated by the courage we saw from the nurses, from the doctors, and from all those who delivered in the last weeks. That is what we should use as an example. Let’s act now.

 
  
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  Iratxe García Pérez, en nombre del Grupo S&D. – Señor presidente, señorías, queridos colegas, en primer lugar, quería expresar mi gratitud de poder estar hoy aquí debatiendo en persona con ustedes. Hemos pasado semanas muy difíciles en todos los países. Muchos de nuestros conciudadanos han perdido la vida, muchos de ellos a familiares y a seres queridos; y hoy millones de personas se enfrentan con un gran miedo e incertidumbre al futuro.

Por eso, es de agradecer que, a pesar de las circunstancias complicadas, este Parlamento haya podido continuar haciendo su trabajo con responsabilidad. Gracias al presidente Sassoli, que ha hecho que este Parlamento sea un ejemplo de solidaridad, y gracias también a todos los funcionarios y funcionarias de la casa.

Creo que a estas alturas somos conscientes de la responsabilidad histórica que tenemos. Porque cuando la ciudadanía se siente desamparada y dejada a su suerte en los peores momentos, ganan terreno las recetas fáciles, los populismos, los nacionalismos, y quien realmente pierde es la democracia. Por eso es importante la decisión que tenemos que tomar en los próximos días.

A pesar de la reacción inicial del Consejo en que parecía que los ministros y los jefes de Gobierno se pasaban la pelota los unos a los otros para no tener que decidir, finalmente el 23 de abril se dio una señal positiva que toda la ciudadanía europea entendió: un plan europeo de reconstrucción con un plan financiero para poder estar ligado al marco financiero plurianual.

Ahora le toca a la Comisión y, es más, exigimos que la Comisión sea ambiciosa. Mañana vamos a votar una Resolución conjunta que manda dos mensajes muy claros. El primero es un mensaje de unidad. Este Parlamento es capaz de superar las diferencias ideológicas y nacionales para trabajar por un interés común. Por eso es tan importante que el Fondo de Recuperación y Transformación esté dentro del marco financiero, es decir, sometido al escrutinio de esta Cámara; y por eso es imprescindible que el Parlamento decida en igualdad con el Consejo.

Y el segundo mensaje es el de la ambición. La convergencia y la sostenibilidad deben ser los objetivos que marquen el rumbo del plan de reconstrucción y el recurso sobre cómo usar ese dinero. Nos lo está pidiendo la sociedad; nos lo están pidiendo los jóvenes cuando nos dicen que no sacrifiquemos su futuro renunciando al Pacto Verde Europeo y a un modelo de sociedad más sostenible; nos lo piden en las redes sociales desde la iniciativa WeMoveEU. Escuchemos a quienes desde la sociedad civil quieren trabajar con nosotros por una Europa mejor. Porque Europa, señorías, no es nuestra. Europa no es de nuestra propiedad y, por lo tanto, necesitamos hoy más que nunca de todas las energías.

También nos piden que no abandonemos a los más débiles. Por eso el otro gran eje debe ser el pilar social: una red que proteja a los más vulnerables y garantice el empleo. No podemos renunciar a iniciativas importantes en este sentido y debemos también invertir en una transformación digital justa.

Para financiar todas estas políticas que son urgentes, pedimos que se dote al menos de dos billones de euros. Comprendo que este es un momento difícil de pedir dinero a los Estados miembros y por eso es el momento de elevar al menos hasta el 2 % el techo de recursos propios. Es el momento de sacar adelante la emisión de bonos de reconstrucción. El plan debe basarse sobre todo en subvenciones, y los préstamos tienen que permitir vencimientos a largo plazo y reembolso vinculado a la recuperación económica.

He escuchado a la señora Van der Leyen hablar del Semestre Europeo, y quiero recordar que nuestro grupo político no va a admitir que el Semestre Europeo no esté vinculado a cuestiones tan importantes como la sostenibilidad medioambiental, como los derechos sociales y como los objetivos de desarrollo sostenible.

Señorías, está muy bien recordar el pasado para sacar lecciones, pero también es importante mirar al futuro. Por eso quiero dirigirme a la Comisión Europea y al Consejo: tienen en estos momentos una responsabilidad importante, y el Parlamento está dispuesto a apoyarles, a trabajar codo con codo, a arrimar el hombro, pero siempre que ustedes quieran ser ambiciosos y antepongan el interés común a los discursos nacionales. Ambición, valentía y coraje: es lo que hoy necesita Europa.

 
  
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  Dacian Cioloş, în numele grupului Renew. – Doamnă președintă, domnule președinte Michel, domnule Președinte, dragi colegi, Robert Schuman spunea acum 70 de ani că Europa se construiește etapă cu etapă prin solidaritate în fapt, nu doar în declarații.

Odată cu criza sanitară cauzată de pandemia de COVID-19, intrăm într-o criză economică majoră. Experiența ultimilor 70 de ani ne arată că Europa a avansat mai ales când a fost nevoită să găsească soluții în fața crizelor cărora a trebuit să le facă față. După această criză nu va fi suficient să redresăm economia, în multe locuri va fi nevoie de o transformare profundă a modului în care ne raportăm la resurse, dar și la tehnologie. Nu vom putea să ne întoarcem la economia secolului XX, ci, dimpotrivă, va trebui să construim relansarea pe o temelie nouă. Atenția față de mediu, digitalizarea, sectoarele strategice precum cel sanitar vor fi nucleul reconstrucției și transformării economice de care avem nevoie.

Avem datoria să propunem un plan de salvare pentru milioanele de cetățeni care și-au pierdut și își pierd locurile de muncă, pentru sutele de mii de companii aflate în dificultate, pentru antreprenori, pentru sistemele noastre de sănătate supraîncărcate, pentru sectoarele lovite de criză precum turismul, transporturile sau agricultura. Un plan de relansare și transformare economică cu adevărat european, care trebuie să depășească diviziunile tradiționale est-vest, nord-sud, contribuitor net sau beneficiar net, euro-non-euro și așa mai departe.

Noul buget european, dar și planul de redresare și transformare, trebuie să fie rezultatul unui act democratic, în care Parlamentul European ales direct de cetățeni trebuie să joace rolul său. Uniunea nu trebuie doar să împartă bani, ci să aducă și viziune comună, iar Parlamentul este garanția coerenței acestei viziuni.

Trebuie să revenim rapid la o economie funcțională care va lucra însă pe noi parametri, într-o societate europeană care trebuie să se reinventeze după criza aceasta. Acest lucru se va întâmpla doar cu investiții ale căror beneficii să se vadă în economia reală, acolo unde oamenii rămân fără locuri de muncă, acolo unde companiile intră acum în faliment fără vina lor. Grupul nostru se va opune oricărei încercări de a pune în pericol finanțarea adecvată și conectarea la valori a următorului buget multianual.

În primul rând, vrem un buget european care să nu depindă doar de capacitatea de finanțare a bugetelor naționale. Dacă e așa, atunci a venit vremea să ne asumăm resurse proprii pentru bugetul multianual, care să dea stabilitate bugetului european fără să mai punem presiune pe bugetele naționale.

În al doilea rând, democrația, drepturile individuale și statul de drept nu sunt negociabile pentru noi. Aceasta este o linie roșie pentru grupul Renew când vom adopta bugetul multianual. Europa nu va fi construită cu populisme și extremisme, ci cu resurse reale investite sub protecția valorilor, a statului de drept și a unei justiții funcționale. Ne vom reveni împreună sau vom pierde separat. Aceasta este alegerea pe care trebuie să o facem, alegerea care sper că are un singur răspuns. Pentru mine răspunsul este: împreună.

Haideți să avem curaj, în numele cetățenilor noștri, care acum un an ieșeau la vot într-un număr-record pentru a fi reprezentați decent, demn și cu competență în Parlamentul European. Acum este momentul să arătăm că avem curaj și că ceea ce am promis în campanie, când am cerut cetățenilor să vină să aibă încredere în Uniunea Europeană, putem să punem în practică, pentru că, încă o dată ‒ și cu asta închei ‒ Europa se construiește prin solidaritate în fapt și nu doar prin declarații.

 
  
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  Tom Vandendriessche, namens de ID-Fractie. – Voorzitter, collega's, net zoals in Tsjernobyl probeerde een communistisch regime eerst de waarheid over het coronavirus te verbergen, dan zijn verantwoordelijkheid te ontkennen en ten slotte zijn aansprakelijkheid te ontlopen. Bovendien is gebleken hoe afhankelijk we geworden zijn van China. Europese landen moesten haast bedelen om de noodzakelijke beschermingsmiddelen.

Dertig jaar globalisering heeft van China ondertussen al de tweede wereldeconomie gemaakt. Daar is het land geraakt door oneerlijke concurrentie, dumpingpraktijken, marktmanipulaties en vooral de naïviteit van westerse politici. Het handelstekort met de Europese Unie bedraagt nu al 164 miljard euro.

Naast afhankelijk dreigen we economisch gekoloniseerd en op den duur politiek gedomineerd te worden door een communistische dictatuur. Daarom moeten we de relatie met China herbekijken. We moeten strategische sectoren en infrastructuur beschermen tegen vijandige Chinese overnames en infiltraties. We moeten afscheid nemen van de naïviteit tegenover China en Europa herindustrialiseren. Vooral na de immigratiecrisis en de financiële crisis mogen het niet opnieuw de gewone mensen zijn die de prijs hiervan moeten betalen. Bescherm daarom onze jobs en onze bedrijven voor coronataksen op Chinese import.

 
  
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  Philippe Lamberts, au nom du groupe Verts/ALE. – Chers collègues, depuis trois mois, infirmières, médecins, aides-soignantes, caissières, balayeurs, éboueurs, livreurs et, depuis peu, enseignantes mettent leur vie en jeu pour assurer la continuité des nôtres.

Depuis trois mois, les citoyens européens font preuve d’un énorme élan de solidarité: aide aux personnes âgées isolées, dons alimentaires, confection de masques, gardes d’enfants partagées. On ne compte plus les initiatives. Depuis trois mois, nos concitoyens prennent leurs responsabilités, mais ils s’impatientent – et à raison; car pendant ce temps-là, que font les leaders européens?

Je vous ai bien entendu, M. Michel, et je me réjouis de vos déclarations en faveur d’une réponse solidaire et d’une réduction des divergences au sein de l’Union européenne. Mais la réalité, c’est que, lorsqu’on regarde l’action des chefs d’État et de gouvernement, lorsqu’il s’agit de mettre en œuvre cette solidarité sur le plan financier, ils renâclent. Ils procrastinent. Ils s’enferment dans la logique du chacun pour soi.

Depuis plus de dix ans, certains posent la question de la solidarité en termes moralisateurs, comme si l’Union européenne était divisée en deux camps: le camp des États membres réputés vertueux et, en face, le camp des États membres réputés pécheurs. Bien sûr, la gestion publique des gouvernements grecs, italiens ou espagnols n’a pas toujours été sans reproche. Mais ce sont les gouvernements néerlandais successifs qui se sont employés à mener une véritable guerre fiscale contre le reste de l’Europe. C’est le gouvernement allemand qui a défendu bec et ongles une industrie automobile qui trichait tous azimuts. Ce sont les autorités de supervision bancaire scandinaves qui ont laissé se développer les plus gros réseaux de blanchiment d’argent de cette dernière décennie.

En même temps, la Grèce, l’Italie et l’Espagne prenaient beaucoup plus que leur part de l’accueil des réfugiés, sauvant ainsi l’honneur de l’Europe.

Incontestablement, au sein de l’Union, tous les États membres ont des choses à se reprocher et tous les États membres apportent quelque chose à notre prospérité commune. Alors laissons derrière nous ces arguments moralisants. Ce qui est en jeu est la raison d’être même de l’Union européenne, un projet lancé voici septante ans avec pour pierre angulaire la solidarité. Cette solidarité est motivée par notre intérêt commun: celui d’assurer une prospérité durable à nos concitoyens, celui de retrouver la capacité de faire face ensemble aux défis existentiels de notre temps.

Aussi, il est de notre intérêt commun de concevoir, financer et exécuter ensemble notre stratégie de redéploiement économique. Et cela, en suivant un principe très simple: de chacun selon ses capacités à chacun selon ses besoins. C’est par un emprunt commun que nous pourrons financer ce grand chantier et c’est par une justice fiscale européenne commune que nous allons le rembourser.

Le Parlement l’a bien compris: le redémarrage et la transition écologique de nos économies exigent un véritable sursaut communautaire. Si nous échouons à cette épreuve du feu, c’en sera fait de l’Union monétaire et, à terme, de l’Union européenne. Les citoyennes et citoyens européens ont largement fait leur part. À vous, leaders européens, de faire la vôtre! Si vous ne vous montrez pas à la hauteur de ce défi historique, qui donc pourrait vous pardonner?

 
  
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  Johan Van Overtveldt, namens de ECR-Fractie. – Voorzitter, voorzitters van Raad en Commissie, collega's, als we terugkijken op de voorbije weken, kunnen we volgens mij niet zeggen dat Europa uitgeblonken heeft door tijdige en coherente reactie op de pandemie. Maar dat kunnen we de komende weken goedmaken met de discussie over het meerjarig financieel kader en het herstelplan.

Wat dat herstelplan betreft, zullen wij morgen in het Parlement stemmen over een tekst die duidelijke indicaties bevat voor wat er nodig is. Die tekst zal trouwens ook door mijn fractie worden gesteund. Daarbij zal het om veel geld gaan. Dat is ook normaal. De omvang en ernst van deze crisis vereisen een substantiële budgettaire poot. Maar daarbij gaat nogal vaak de aandacht verloren voor zaken die niet direct geld kosten maar toch een substantiële bijdrage kunnen leveren aan de bestrijding van de pandemie en zeker ook aan het economisch herstel.

Onder meer Commissievoorzitter von der Leyen heeft al gewezen op het belang van de interne markt. Dat belang kan niet genoeg benadrukt worden. De interne markt speelt een cruciale rol voor het herstel van de economische activiteit en de werkgelegenheid.

Tweede punt, investeringen. Uiteraard zijn die belangrijk. Privé-investeringen, maar ook publieke investeringen. Het is volgens mij hoog tijd dat we afscheid nemen van een zeer rigide Eurostat-regel inzake de boeking van overheidsinvesteringen. Die remt echt een goede werking van de economie.

Een derde punt dat elke dag aan belang wint, is wat ik zou noemen de noodzaak aan geopolitieke bescherming. We zien internationale groepen en investeringsfondsen dagelijks miljarden ophalen op de internationale kapitaalmarkten. Zij doen dat uiteraard om hun liquiditeit te versterken, maar het is duidelijk dat ze ook een oorlogskas aan het maken zijn. Ik denk dat we vrij sterke maatregelen moeten nemen om vijandige overnames te beletten. Tijdelijke maatregelen, maar toch.

Tot slot moeten we vooral vastberadenheid tonen om de spiraal van angst en onzekerheid te breken, want vooral dat zal de komende weken en maanden op het herstel wegen.

 
  
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  Martin Schirdewan, im Namen der GUE/NGL-Fraktion. – Herr Präsident! Die Europäische Union steht an einem Scheideweg. Setzt sie ihren selbstzerstörerischen Kurs der Spar- und Kürzungspolitik fort und scheitert als Projekt? Oder wird sie zu einer wirklichen Solidargemeinschaft, 75 Jahre nach dem Ende des Zweiten Weltkriegs und 70 Jahre nach der Schuman-Erklärung? Doch während die unter dem Virus leidende europäische Bevölkerung darauf gewartet hat, dass ein klares politisches Signal der Einigkeit und der Solidarität gezeigt wird, streiten sich die Mitgliedstaaten untereinander, Herr Michel, wochenlang. Und in dieser Zeit halten diejenigen die Gesellschaft am Laufen, die in den zurückliegenden Jahren die Ersten waren, die den Preis dafür zahlen mussten, dass in der öffentlichen Daseinsvorsorge gekürzt wurde – mit schlechten Löhnen und miserablen Arbeitsbedingungen, mit nicht ausreichender Infrastruktur. Und diesen Arbeiterinnen und Angestellten, Herr Weber, denen gebührt nicht nur unser Dank, denen gebühren bessere Arbeits- und Lebensbedingungen.

Als Ergebnis des EU-Gipfels vergibt zwar der Europäische Stabilitätsmechanismus jetzt 240 Milliarden Euro – erst einmal ohne Auflagen – an die Mitgliedstaaten, aber doch als Kredite. Ich frage mich, Frau von der Leyen: Was passiert, wenn die Schuldenregeln wieder greifen? Steuern die Mitgliedstaaten, die den Europäischen Stabilitätsmechanismus in Anspruch nehmen, wieder auf eine neue Schuldenkrise zu? Und was wird die Kommission dann machen? Wird sie dann wieder empfehlen, in den Gesundheitssystemen zu kürzen, in den sozialen Sicherungssystemen zu kürzen, in der Infrastruktur zu kürzen, bei den Renten zu kürzen? Wird dann wieder öffentliches Eigentum privatisiert? Und droht denjenigen, die jetzt schon die größte Last in der Corona-Krise zu tragen haben, dann jahrzehntelange Austerität, weil Sie sich in ja Ihrer Rede explizit auf den europäischen Semesterprozess bezogen haben? Und der bedeutet nichts anderes als Kürzungen und Privatisierung in der öffentlichen Daseinsvorsorge, einen Stopp für ausländische Investitionen in die benötigte Infrastruktur und auch einen Stopp, die Aufgabe, vor der die große Europäische Union eigentlich steht, nämlich die digitale Wende und den Green New Deal zu meistern.

Anstelle dessen ist es also an der Zeit, jetzt den Stabilitäts- und Wachstumspakt endgültig außer Kraft zu setzen. Wir brauchen eine soziale Investitionsoffensive, und die Privatisierung und der Kahlschlag in der öffentlichen Daseinsvorsorge müssen rückgängig gemacht werden. Wir stehen vor der großen Frage – die stellen wir uns alle –, wie die wirtschaftliche und soziale Wiederbelebung in der Europäischen Union gelingen kann. Der Kommission ist dabei vom Rat die undankbare Aufgabe zugewiesen worden, irgendwie die Quadratur des Kreises zu erfinden. Es handelt sich allerdings an dieser Stelle nicht um eine geometrische Aufgabe, sondern um eine politische.

Es braucht einen mutigen EU-Haushalt, der sich sowohl aus wesentlich höheren Beiträgen der Mitgliedstaaten einerseits speist als auch durch wirkliche Eigenmittel andererseits, also z. B. eingenommen durch eine europäische Digitalsteuer, eingenommen durch eine umfassende Finanztransaktionssteuer und, ja, auch eingenommen durch – ich wiederhole das, eine Vermögensabgabe des reichsten 1 % der europäischen Bevölkerung. Die Reichen und die Unternehmen müssen ihren Anteil an dem europäischen Wiederaufbau leisten.

Anstelle dessen soll es also jetzt der Aufbaufonds richten – Höhe und Finanzierungsmodalitäten trotz ihrer Rede bislang noch eher unklar. Die Mittel sollen dann als Zuwendungen oder als Kredit – das habe ich in Ihrer Rede nicht ganz verstanden – an die Mitgliedstaaten fließen.

Wenn es Kredite gibt, dann steigert das wiederum die Wahrscheinlichkeit einer Schuldenkrise in der Zukunft. Corona-Bonds hingegen wären ein richtiger erster Schritt gewesen, um dann im nächsten Schritt einen Weg zu finden zu einer EZB, die die Staatsfinanzen in der Eurozone direkt stützt. Dafür fehlt es allerseits in diesem Haus an Mut.

Die EU muss sich entscheiden, welchen Weg sie gehen wird: den fortgesetzter Austerität oder den der Solidarität. Meine Fraktion hat sich klar, ohne Wenn und Aber, entschieden: Wir wollen mit der europäischen Bevölkerung den Weg der Solidarität beschreiten.

 
  
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  Fabio Massimo Castaldo (NI). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Presidenti, il tempo è gratis ma è senza prezzo, non puoi possederlo ma puoi usarlo, non puoi conservarlo ma puoi spenderlo. Una volta che lo hai perso, però, non puoi averlo indietro.

Tempo: perché tra i quattro strumenti concordati solo uno sarà decisivo, il recovery fund, ma senza risorse adeguate e senza una rapida attivazione sarà solo un guscio vuoto. Condivido la scelta democratica di ancorarlo al bilancio pluriennale ma serve chiarire – e Le chiedo di chiarirlo con precisione, Presidente von der Leyen – come anticiparlo. Le chiedo di ribadire ancora che, chi ancora beneficia del privilegio degli sconti, ha il dovere morale di rinunciarvi, mentre sarebbe iniquo chiedere agli Stati più colpiti di aumentare i propri contributi netti.

L'alternativa esiste e questo Parlamento ve la ribadisce: nuove risorse proprie dai colossi del digitale, dalle emissioni inquinanti e dalle transazioni finanziarie, per lanciare un grande piano di ricostruzione basato su trasferimenti a fondo perduto, pronto entro l'estate.

Tempismo e coraggio: come i nostri medici ogni giorno in corsia, anche le vostre scelte e le vostre non-scelte salveranno o toglieranno vite. Non c'è più spazio per tatticismi ed egoismi se vogliamo davvero uscire insieme da questa crisi epocale. Questo è il tempo della verità.

 
  
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  Charles Michel, président du Conseil européen. – Monsieur le Président, je voudrais très brièvement remercier pour les messages qui ont été délivrés. Juste quelques points très rapidement.

Premier point: quoi qu’en disent les détracteurs extrémistes, populistes, démagogiques quand ils s’expriment sur l’Europe, l’histoire de l’Union européenne est une histoire qui a révélé une valeur ajoutée sans précédent dans l’histoire de l’humanité, en termes de prospérité, de droits et de libertés. Il ne faut pas cesser de rappeler cet acquis européen, quels que soient les démagogies et les populismes.

Deuxième élément. Nous l’avons tous dit, chacune et chacun avec nos mots, nos sensibilités, nos approches: nous sommes confrontés – nous le ressentons bien – à nouveau à un moment clé. C’est la responsabilité d’une génération d’être à la hauteur. Et effectivement, M. Weber, je partage votre point de vue: ce n’est pas le moment de faire la concurrence des légitimités. Les institutions européennes sont démocratiques: le Parlement européen, qui représente directement les citoyens européens, et les États membres représentés par des gouvernements qui, chaque semaine, sont confrontés à la responsabilité politique devant leur Assemblée nationale. Cette légitimité-là doit pouvoir aussi être respectée, me semble-t-il, et bien sûr, la Commission doit être un moteur, une force motrice politique pour alimenter la dynamique de ce débat européen.

Soyez convaincus en tout cas que, pour ma part, je mettrai tout en œuvre avec les collègues au Conseil européen pour que non seulement nous ne menions pas une bataille stérile sur le plan institutionnel, mais que nous soyons mobilisés, les manches retroussées, les mains dans le cambouis, sur ces sujets qui sont maintenant sur la table: quel est le montant nécessaire pour le CFP et pour le Recovery Fund, quelle est la manière de le financer, quelle est la manière de répartir les emprunts, les subsides afin de garantir qu’il y ait cette capacité de forger un compromis politique utile pour les citoyens européens, comment va-t-on réussir l’agenda digital, comment va-t-on réussir cet agenda climatique? Parce que ces problèmes d’avant n’ont pas disparu après. Ils doivent au contraire être des leviers d’espérance, d’espoir, parce que l’Europe l’a démontré: nous avons les talents, l’intelligence, la ressource. Notre principale ressource, ce sont les citoyennes et les citoyens européens. C’est notre responsabilité d’être à la hauteur, et soyez convaincus que je saisis la main qui est tendue au Conseil européen par ce Parlement et je me réjouis d’être très engagé, très mobilisé pour travailler avec vous et faire en sorte que nous puissions relever ce défi avec succès.

 
  
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  Siegfried Mureşan (PPE). – Mr President, since the beginning of this crisis, the European Union helped where it was needed. We enabled medical personnel, doctors, to help where their support was most needed – medical equipment, treatments to be allocated to those countries and those regions where they were most needed – and for EU funds to be allocated in the most flexible of ways to tackle this crisis wherever they are needed. The European Commission proposed good measures and Parliament agreed.

Now we need to prepare for the future. And in order to make the best decisions, all institutions of the European Union have to be involved. Members of the European Parliament come from all regions of Europe. They are close to the citizens and they know best the situation on the ground.

This is why today we say we want the European Parliament to be involved in the creation of the recovery fund. We want the European Parliament to be involved in the planning, in the adoption and the implementation of this fund, because we believe this will make the recovery fund a better fund. Everywhere in the world, the government proposes budgets and the parliament adopts those budgets.

We are presenting today a resolution on behalf of five political groups, which represents a large majority in Parliament, where we say we demand an ambitious recovery fund, which is composed of loans and grants, which help on the ground, which make a real difference on the ground. And we want this, not to increase the burden on Member States, on countries, we want a serious repayment plan. And in order not to increase the burden, this should be based on own resources.

We are ready to work on this basis and we are ready to work also for a future-oriented Multiannual Financial Framework that does not forget the priorities which we had before the crisis.

 
  
  

VORSITZ: RAINER WIELAND
Vizepräsident

 
  
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  Ismail Ertug (S&D). – Herr Präsident, sehr geehrte Frau Präsidentin, Kolleginnen und Kollegen! Ich möchte auch zuerst einmal beginnen mit einem Dank an die vielen, vielen Ärztinnen und Ärzte, an die Pflegerinnen und Pfleger und, nicht zu vergessen, meine sehr verehrten Kolleginnen und Kollegen, an die Eltern da draußen.

Ja, die Eltern, die seit Monaten ihre Kinder zu Hause pflegen müssen, unterrichten müssen, die nicht alle einen 500-m2-Garten hinterm Haus haben, denen gilt heute unser besonderer Dank auch. Ich glaube in Zeiten des social distancing ist es wichtiger denn je, dass wir zusammenrücken.

Ich danke Ihnen, Frau Präsidentin, für Ihre Ziele, die Sie beschrieben haben. Ich denke, dass es unumkehrbar sein wird, dass die Mitgliedstaaten hier deutlich mehr Geld in den Pott legen, weil die Herausforderungen einfach viel größer sind. Schade, dass Herr Michel früh hat gehen müssen. Deswegen sind die mindestens 2 % der Eigenmittelobergrenze wichtig.

Ich meine, auch in der heutigen Zeit ist es entscheidend, dass wir die Ziele, die Sie beschrieben haben, auch mit den richtigen Mechanismen, mit den richtigen Tools bedienen. Sie haben die Digitalisierung angesprochen – absolut richtig. Wir brauchen eine neue Mobilität. Wir brauchen die Investitionen dort, wo sie Sinn machen, in der künstlichen Intelligenz.

Und ich glaube, nicht zu vergessen – und da noch mal ein Dank an die Europäische Kommission heute – der Weg, den Sie heute begangen haben mit Ihren Leitlinien, die Grenzen nach und nach zu öffnen und den Tourismus in besonderer Weise zu stärken, wird dazu beitragen, dass wir einen Hochlauf hinbekommen. Dahin gehend noch mal an uns alle: Viel Erfolg in der Zukunft.

 
  
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  Luis Garicano (Renew). – Mr President, as we fight to eradicate this pandemic, we are facing the largest economic crisis, probably, in 100 years. Coming out of this crisis requires us to mobilise large amounts of public investment. Sadly, our Member States coming out of a large euro crisis are too burdened with debt to undertake this investment. That’s why the solution is that Europe rises to the challenge and Europe puts together this plan, this Schuman plan, if you allow me to call it this way.

This Parliament proposes that the European Commission raises a two trillion recovery package that is financed by recovery bonds, which allows us to invest in medical, in Green Deal, in digitalisation, in all the priorities of our European citizens. Now, the big question is: how do we finance such a plan?

Five groups in this parliament are offering a grand bargain to our Member States. We are offering them a deal. We are saying: ‘we understand you’re really constrained, we understand it’s hard for you to raise your contributions’. That’s why we think these interests and this principle from these long—term loans that we need to pay for the plan have to be paid with new own resources that make those who cheat on their taxes, the digital companies that are not contributing as much as they should, the big polluters, pay what they should be paying.

This plan, Madam President of the Commission, is economically sound because we need this investment, is politically feasible, as you will see tomorrow when you count the votes. It’s feasible to be ambitious, it’s feasible to have an ambitious plan, and it’s financially possible because our citizens are looking for good investment vehicles into the future. There is demand for such an investment vehicle.

Seventy years ago, Mr Robert Schuman said ‘we need to make Europe in the concrete’. This is the moment to give the concrete steps, but ambitious steps, to build Europe forward.

 
  
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  Francesca Donato (ID). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, le risorse proprie dell'Unione europea, che compongono il bilancio, in realtà sono fornite dagli Stati membri tramite il prelievo sull'IVA o sul reddito nazionale lordo. Le nuove risorse evocate qui si scontreranno con i veti delle potenti lobby in Europa.

La BCE inoltre, a differenza di altre banche centrali estere, non può finanziare direttamente il bilancio europeo, né vi sono in ipotesi altre forme di risorse proprie che non si traducano in ulteriori tasse per i cittadini europei.

Il prossimo QFP, lo strumento su cui si dovrebbe basare la solidarietà europea, consentirà dunque solo una partita di giro per qualcuno e una perdita netta di risorse per altri.

I paesi che hanno margini di spesa molto ampi stanno già finanziando autonomamente la propria economia, negando spazio a ogni ipotesi di mutualizzazione dei debiti sovrani o di eurobond.

Gli strumenti messi in campo, incluso il recovery fund, potranno dunque solo erogare prestiti costringendo i paesi con debito già alto a indebitarsi ancora di più e caricando il peso di questa crisi sui cittadini incolpevoli, unici prestatori di ultima istanza, visto che i trattati proibiscono alle banche centrali europee di svolgere questo ruolo. Ma se a quegli stessi cittadini oggi è impedito di lavorare a causa della pandemia, chi produrrà il reddito necessario a ripagare quel debito?

Cari colleghi e cara Presidente, l'Unione non può continuare a sfornare slogan senza dare risultati. Se non si vorrà mettere mano ai trattati con riforme radicali, anche in relazione al mandato della BCE e al bilancio, parole come "traguardi ambiziosi" o "nessuno sarà lasciato indietro" resteranno solo slogan e l'Unione non raggiungerà alcun obiettivo, nemmeno modesto, perché molti suoi cittadini sono già rimasti indietro.

 
  
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  Bas Eickhout (Verts/ALE). – Mr President, we heard again that unprecedented action is needed, that we are in a deep crisis that we’ve never seen before. But now we need the solutions. And too often, Europe has been over-promising and underperforming when it is about solidarity and help to each other.

And this time, we can’t do that again. Certainly not because action is postponed – the plans are postponed week after week. Well, only the expectations are rising with that. So we expect a plan, and we as a Parliament are guiding the way.

We are showing, that with five political groups from the different sectors of the political spectrum that we are offering solutions. And this is already co-signed by Members from Romania to Germany, from Italy to the Netherlands, from Spain to Belgium. This shows that we can overcome our differences and that we can find solutions that make sense, that make political sense, that make economic sense.

What we are proposing are bonds. And with these bonds, you can finance a recovery and transformation fund. And that is very important. We don’t want to go back to business as usual. We want that these are being covered by own resources and these own resources are not only covering the interest, but are also covering the entire repayment. That is what we call real mutualisation, and that is what we are looking for. And the investment should go into digital, in the Green New Deal.

And if you look at all the programmes that need to be democratically checked, we make very clear that it should go to alignment with the Paris Agreement. It should deliver on our biodiversity targets. It should deliver on gender equality. And it should go to those people that are being hit hard by the crisis, being people in poverty, being women and being also workers, consumers and families.

And last part: we also say that the state aid rules need to be in the same line. And there already, I say to the Commission: last Friday, you prolonged state aid without any conditionalities until the end of the year. That’s a bad signal. Let’s make sure that we put all the money together and work in the same direction and really recover and strengthen a new economy.

 
  
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  Carlo Fidanza (ECR). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo il dovere di dire la verità. Troppe aziende rischiano di chiudere, rischiamo una catastrofe sociale, e l'Unione europea è in colpevole ritardo. Mentre nella vostra torre d'avorio vi dilettate alla calcolatrice con triliardi che non esisteranno, la costruzione europea vacilla non per colpa degli eurocritici ma di chi nel Suo paese, Presidente von der Leyen, vuole azzoppare persino la BCE.

Il pacchetto di misure approvate dal Consiglio all'Eurogruppo è poca cosa: troppo poco, troppo tardi e con ancora troppe ombre sulle condizionalità future del MES. Serve il recovery fund, serve subito, serve che sia cospicuo e il più possibile a fondo perduto. Basta con i prestiti sui prestiti, che hanno trasformato l'Europa in un banco dei pegni. Basta con gli eccessi di surplus commerciale, la fiscalità aggressiva e i rimborsi sui contributi nazionali.

Sì alle risorse proprie, se servono a chiedere di più ai colossi del web e della finanza, a chi fuori dall'Europa non rispetta i nostri standard sociali e ambientali.

Ma no, e ancora no, a nuove tasse sulle piccole e medie imprese, che già pagheranno il prezzo più alto.

Per superare questa crisi serve un'Europa totalmente nuova. Non ostinatevi a difendere quella di ieri!

 
  
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  Younous Omarjee (GUE/NGL). – Monsieur le Président, nous ne pouvons, pour notre débat, faire l’impasse sur la décision de la Cour constitutionnelle allemande qui s’arroge, ni plus ni moins, le droit de se substituer à la Cour de justice de l’Union européenne. Cette décision est d’une gravité extrême.

Aucun peuple européen ne peut accepter de se voir dicter le droit européen par la Cour constitutionnelle d’un autre État membre. Est-ce que demain, pour chaque acte de l’Union, il nous faudra attendre 27 arrêts de 27 cours nationales? Accepter cela, je vous le dis, mes chers collègues, c’est acter le début de la fin de l’Union.

L’Europe a besoin d’un grand plan de relance et de solidarité tourné vers la cohésion. Elle a aussi besoin d’une banque centrale européenne, véritablement européenne, et non d’une banque qu’on veut soumettre à l'Ordnungspolitik pensée à Berlin.

Cette pression mise par cet arrêt, avant le Conseil européen, pour en réalité limiter le champ du plan de relance, est insupportable. Elle ne peut être acceptée par personne – pas même d’ailleurs par Angela Merkel qui doit sortir des ambiguïtés actuelles.

Et c’est pourquoi nous appelons le Conseil européen à balayer d’un revers de main cet arrêt et à faire prévaloir la solidarité et la cohésion, comme le demande la résolution commune que je soutiendrai.

 
  
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  Carles Puigdemont i Casamajó (NI). – Mr President, the European Union risks being seriously weakened as a project useful to citizens if it is not able to offer solutions. The solutions must be economic and social. When the economy weakens, resources are mobilised and debt is collected.

Nevertheless, when human rights weaken and shrink, who pays the bill? Human rights are more threatened in the EU today than yesterday, and there are still political prisoners who should be released immediately: from Julian Assange to Catalan pro-independence leaders.

Today, Amnesty International is once again calling for the release of Jordi Cuixart and Jordi Sànchez. Does the European Union also have a plan to save democracy where it has been badly damaged?

 
  
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  Markus Ferber (PPE). – Herr Präsident, liebe Kolleginnen, liebe Kollegen! Wenn man ein Haus baut, dann fängt man nicht damit an zu entscheiden, welche Farbe die Dachziegel haben sollen, sondern man muss mit einem Architekten mal besprechen, wie das Haus ausschauen soll, und man muss ordentlich fundamentieren. Was ich zurzeit in der Debatte vermisse, ist genau eine Antwort auf die Frage: Was ist der europäische Mehrwert, den wir liefern können – zusätzlich zu dem, was die Mitgliedstaaten ja zu Recht schon begonnen haben –, damit sich die Dinge am Ende nicht widersprechen, sondern wirklich zusammenpassen. Das muss das Thema 1 sein.

Dann muss das Thema 2 sein: Wir müssen uns mit der Frage beschäftigen: Was sind die richtigen Instrumente dafür? Ich sage mal ganz offen: Ich höre da nichts Neues. Wir reden seit vielen Jahren über diese Dinge. Ich kann mir nicht vorstellen, dass mit dem Einstellen von ein paar Steuerbeamten plötzlich die Finanzierung der Europäischen Union gesichert ist. Da müssen wir auch ein bisschen ehrlich miteinander sein. Eine FTT, wo immer weniger Mitgliedstaaten mitmachen wollen, kann keine solide Finanzierungsgrundlage sein. Und so werde ich das für viele weitere Themen ansprechen. Wir müssen realistisch mit den Dingen umgehen.

Und drittens, liebe Kolleginnen und Kollegen: Ich habe schon das Gefühl, hier, auch in der Entschließung, geht es darum: Wie kann man möglichst schnell möglichst viel Geld in Mitgliedstaaten unkonditioniert zur Verfügung stellen? Das ist keine Antwort, denn, liebe Kolleginnen und Kollegen, wir machen damit ein Fass auf, das wir nie mehr zubekommen werden. Zeitlich begrenzt, thematisch klar ausgerichtet ist der richtige Weg. Das sollten wir morgen beschließen und nichts anderes.

 
  
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  Eider Gardiazabal Rubial (S&D). – Señor presidente, la verdad es que negociar esta Resolución ha sido todo un reto, porque la posibilidad de fracasar era alta. Pero tenemos acuerdo.

Y, por eso, quiero empezar agradeciendo el espíritu constructivo de todos los que han estado negociando, porque nos ha movido un objetivo común: salvar la dignidad del proyecto europeo y salvar a las personas.

Esta Resolución es especialmente corta ⸺y eso también es todo un reto, conociendo esta casa⸺, pero manda mensajes muy claros.

El primero al Consejo. Si este Parlamento ha logrado poner a cinco grupos políticos de acuerdo, el Consejo lo tiene que conseguir.

El segundo mensaje para la Comisión. Hemos escuchado la propuesta; no tengan miedo a proponer una movilización masiva de dinero público, porque van a tener el apoyo de este Parlamento: un marco financiero potente, que invierta en las políticas de futuro y un plan de recuperación con inversiones masivas financiadas por deuda europea. Hablamos de dos billones de euros para reactivar la demanda y también para transformar nuestro modelo de sociedad.

Y transformar significa también hacer la revolución fiscal, porque ese es el único camino posible. ¿Es urgente tenerlo cuanto antes? Sí, pero es más importante todavía hacerlo bien, porque solo tenemos una oportunidad.

Y por eso insistimos tanto en el plan de contingencia, porque no podemos permitir que lo urgente nos desvíe de lo importante.

Y, por último, un mensaje a la ciudadanía. Somos conscientes de la gravedad de la crisis. Sabemos lo mal que se hicieron las cosas en la anterior crisis y no se va a repetir. Estamos decididos a hacer lo que haga falta para rescatar a las personas, porque, al final, de eso se trata, de las personas.

 
  
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  Stéphane Séjourné (Renew). – Monsieur le Président, chers collègues, je reste un peu sur ma faim par rapport à la présentation de la présidente de la Commission et aux propositions qu’elle nous a formulées.

Le mois dernier, chers collègues, le Parlement européen adoptait largement une résolution pour répondre à la COVID. Nous avions pris nos responsabilités. Nous avons fait de la solidarité une condition, d’ailleurs essentielle, pour que l’Union européenne soit à la hauteur des enjeux et puisse venir en aide à tous les Européens.

Cette solidarité est une exigence. Dans ce même hémicycle, je m’étais d’ailleurs félicité de la qualité de cette résolution, parce que le Parlement européen avait écouté le peuple européen, parce que nous offrions des solutions clés en main au Conseil. Je n’ai pas retrouvé dans le discours de la présidente les dispositions que nous avions déjà proposées lors de la dernière résolution. C’est sous le principe de la solidarité que nous avions placé cette résolution, et que nous plaçons d’ailleurs celle-là aussi. Le Conseil s’est accordé là-dessus. Mais je voulais rappeler une phrase de Robert Schuman, que tout le monde cite ici: l’Europe est une affaire de solidarité, certes, mais c’est une affaire de solidarité de fait.

La solidarité de fait, chers amis, c’est soutenir aussi les États membres les plus touchés par le coronavirus, quoi qu’en disent d’ailleurs les juges nationaux. Ce sont des prêts, ce sont des transferts. Je n’ai pas totalement compris aujourd’hui le discours de la présidente.

La solidarité de fait, c’est un plan de relance et de transition qui soit à la hauteur des attentes, avec des recovery bonds, un pacte vert européen, la souveraineté européenne également.

La solidarité de fait, ce sont des nouvelles ressources propres. Je n’ai pas non plus beaucoup d’explications sur ce qui va être fait autour de ces nouvelles ressources propres.

Je voudrais dire au Conseil et à la Commission: n’ayez pas la main qui tremble. Il ne faut pas avoir la main qui tremble maintenant. Nous sommes observés par nos collègues nationaux, nos parlementaires nationaux, mais aussi notre population nationale. Ce Parlement a conscience que les choses ne sont pas faciles, qu’il va falloir travailler à des solutions. Mais dans cet hémicycle, nous savons aussi que l’Histoire est un juge implacable et que souvent, elle retient les faiblesses et la trahison, et j’espère... (Le Président retire la parole à l’orateur)

 
  
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  Joachim Kuhs (ID). – Herr Präsident, meine Damen und Herren! Wenn die Krise etwas gezeigt hat, dann das, dass die EU nicht zum Krisenmanager taugt. Denn allen ist klar geworden, dass die Risikogebiete lokal begrenzt waren, und da waren ja die Länder und die Landkreise gefordert. Letztendlich haben die auch die Krise mit großer solidarischer Hilfe – über die Grenzen hinweg – auch gut gemanagt.

Aber jetzt wollen Sie hier die umfassenden Folgen der Krise auf EU-Ebene mit gigantischen Hilfsgeldern beseitigen. Da wachsen die Wünsche in den Himmel. So wollen einige Kollegen hier die Zahlungsverpflichtungen der Länder nicht nur um 30 %, sondern sogar um 100 % des GNI erhöhen. Aber das kann niemals die Lösung sein, denn das würde automatisch zwingend zu mehr Schulden führen. Und das belastet das Konto unserer Kinder viel, viel mehr. Das ist ein Problem. Davon hat Frau von der Leyen gesprochen.

Wenn Sie wirklich auf das Konto unserer Kinder einzahlen wollen, dann vermeiden Sie Euro-Bonds und tun alles dafür, damit unsere Kinder wieder in die Schule gehen können.

 
  
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  Rasmus Andresen (Verts/ALE). – Herr Präsident! Wir stehen am Beginn der größten Wirtschaftskrise seit dem Zweiten Weltkrieg. Millionen Europäerinnen fürchten um ihre Existenz. Sie verlieren ihre Jobs, rutschen in Armut oder werden krank. Corona trifft nicht alle gleich. Die Schwächsten sind härter betroffen als die Starken und Südeuropa härter als Nordeuropa.

Aber wenn die EU sich an dieser Krise spaltet, dann werden wir alle verlieren und alle schwächer werden. Deshalb müssen wir jetzt mutig handeln, und es ist gut, dass wir das hier im Parlament zeigen und dass wir mit breiter Mehrheit eine starke Entschließung verabschieden werden.

Wir fordern einen 2-Billionen-Plan. Wir dürfen die Fehler der Euro-Krise nämlich nicht wiederholen. Wir brauchen mehr Investitionen und keine Sparprogramme. Statt Privatisierung müssen wir in unser Gesundheitssystem investieren, und statt Geld für Klimaverschmutzer brauchen wir eine klimagerechte Infrastruktur. Und wir brauchen einen EU-Haushalt, der strukturell stärker wird.

Deshalb auch mein Appell an Frau von der Leyen: Finden Sie keine Lösung, bei der für zwei Jahre mehr Geld zur Verfügung steht und danach alles wieder zusammengekürzt wird. So werden wir die Krise nicht bekämpfen. Jetzt liegt es an Ihnen.

 
  
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  Bogdan Rzońca (ECR). – Panie Przewodniczący! Paradoksalnie dramat związany z pandemią może naprawdę pomóc pomyśleć o tym, jak naprawić Unię Europejską. Mamy świetną okazję, by zwalczać oszustwa podatkowe wewnątrz Unii Europejskiej. Polska robi to świetnie i stąd ma nowe pieniądze. Powinniśmy zlikwidować dysproporcje w krajowej pomocy publicznej. Tu jest też bardzo wiele do zrobienia, bo ta nierówność po prostu psuje rynek wewnętrzny. Musimy odejść od niepotrzebnych rabatów i rajów podatkowych. Tam jest potencjał, nowe pieniądze, nowe możliwości, na które czeka cała Europa.

Możemy też poprzez odpowiednie działania dostarczyć granty i pożyczki Unii Europejskiej, ale musimy pamiętać, że spójność Unii, wspólna polityka rolna, pomoc dla transportowców, pomoc dla małych i średnich przedsiębiorstw będą podstawą sukcesu i odnowy gospodarczej UE.

 
  
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  Έλενα Κουντουρά (GUE/NGL). – Κύριε Πρόεδρε, ο Schuman πριν από εβδομήντα χρόνια είπε ότι η Ευρώπη δεν θα δημιουργηθεί με τη μία ούτε σε ένα συνολικό οικοδόμημα. Θα διαμορφωθεί μέσα από συγκεκριμένα επιτεύγματα που θα δημιουργήσουν πρώτα μια πραγματική αλληλεγγύη. Τα λόγια του, λοιπόν, είναι πιο επίκαιρα από ποτέ σήμερα. Είμαστε σε ένα κρίσιμο σταυροδρόμι και επιβάλλεται να διαλέξουμε το δρόμο της αλληλεγγύης, γιατί κινδυνεύουμε να χάσουμε ό,τι χτίσαμε τα τελευταία εβδομήντα χρόνια. Αυτό που βιώνουμε σήμερα στην Ευρώπη είναι εθνικά συμφέροντα, εθνική επιβολή, όχι με πόλεμο αλλά μέσω οικονομικής δύναμης, ο νόμος της απόλυτης υπερίσχυσης του πιο δυνατού. Πρέπει να μπει ένα τέλος και η απάντηση μας σε αυτήν την κρίση πρέπει να είναι ένα γενναίο σχέδιο ανάκαμψης. Πραγματική στήριξη αυτών που το έχουν ανάγκη με επιδοτήσεις και όχι με νέα χρέη. Νέα εργαλεία για ιδίους πόρους της ευρωπαϊκής ένωσης, ώστε να μην αποφασίζει ο πιο πλούσιος για όλους τους υπόλοιπους. Τέλος, πραγματική δημοκρατία με ισότιμη συμμετοχή του Ευρωπαϊκού Κοινοβουλίου στη λήψη αποφάσεων για το σχέδιο της ανάκαμψης.

 
  
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  Tiziana Beghin (NI). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, il recovery fund sarà essenziale per la ripresa. Questo fondo deve essere capace di emettere titoli, finanziarsi sui mercati e contare su almeno 1 500 o 2 000 miliardi di euro, ma soprattutto deve funzionare aiutando a fondo perduto le imprese europee, non solo emettendo prestiti.

Il bilancio europeo deve essere usato a garanzia e supporto del fondo, così come le tasse europee sulla finanza e sulle grandi corporation, ma bisogna trovare un accordo affinché il fondo sia attivabile subito, senza aspettare lunghi negoziati.

E anche il bilancio settennale dell'Unione andrebbe modificato per riflettere la nuova situazione. Noi proponiamo di aggiungere un "indice di impatto Covid" ai criteri di assegnazione dei fondi europei, uno strumento da utilizzare per aumentare temporaneamente i fondi europei alle aree più colpite. Sempre utilizzando questo indicatore, vorremmo che le percentuali di cofinanziamento europeo potessero aumentare fino al 90 95 %, dove necessario.

Signori Presidenti, colleghi, la storia d'Europa ci insegna che ogni crisi può diventare un'opportunità, se gestita correttamente. Oggi, a settant'anni dalla dichiarazione Schuman, abbiamo l'opportunità, l'onere e, soprattutto, l'onore di formulare una risposta senza precedenti per tutti i nostri cittadini, in una parola di unire l'Europa.

Dimostriamo al mondo che cosa possiamo fare tutti insieme!

 
  
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  Angelika Niebler (PPE). – Herr Präsident, Herr Vizepräsident der Kommission, liebe Kolleginnen, liebe Kollegen! Corona und die Folgen von Corona sind eine historische Herausforderung, auf die auch der mehrjährige neue Haushalt und der Wiederaufbau ausgerichtet sein müssen.

Ich möchte dazu drei Anmerkungen machen. Zum Ersten: Wir dürfen aufgrund der Krise die Zukunft nach Corona nicht aus den Augen verlieren. Prioritäten wie Investitionen in die Forschung, in die Digitalisierung, in eine innovationsgestützte Umsetzung des Grünen Deals müssen im neuen Haushalt trotz oder gerade wegen Corona eine ganz besondere Rolle spielen.

Zweitens: Es muss sichergestellt sein, dass ein Wiederaufbaufonds, der eng mit dem neuen Budget verwoben sein wird, nicht von den Mitgliedstaaten dazu verwendet wird, Haushaltslöcher zu stopfen. Die Mittel müssen in eine Belebung der Wirtschaft und des öffentlichen Lebens gehen, und dafür muss Sorge getragen werden.

Drittens: Damit all das gewährleistet ist, brauchen wir zum einen Transparenz, und wir brauchen ein demokratisches Mitspracherecht dieses Plenums bei der Mittelverwendung.

Ich verstehe den Impuls, in einer Krisensituation schnell handeln und Entscheidungen so flexibel wie möglich treffen zu wollen. Aber ich denke, gerade in der Situation ist es besonders wichtig, dass bei den Summen, die hier im Raume stehen, eine parlamentarische, eine demokratische Mitentscheidung erfolgt und auch entsprechende Begleitung im Anschluss bei der Frage, wie die Mittel verwendet werden.

Deshalb mein Appell an die Kommission und den Rat, die Mitsprachemöglichkeiten und die Einflussnahme des Europäischen Parlaments zu berücksichtigen.

 
  
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  Jonás Fernández (S&D). – Señor presidente, la Comisión Europea tenía que haber presentado el 6 de mayo una propuesta para renovar el marco financiero plurianual y ofrecer a esta Cámara un Fondo de Recuperación potente. La Comisión no lo hizo y se presenta hoy con unos apuntes, mientras algunos dicen que no tendremos una propuesta formal hasta final de mes.

Quiero transmitir a la Comisión que esto es claramente inaceptable. Y como es inaceptable, este Parlamento se ha unido en una Resolución que contará con un apoyo casi unánime, exigiendo una respuesta rápida, una respuesta solidaria y una respuesta europeísta ante esta crisis. Que disponga, que diseñe una estrategia de recuperación de, al menos, dos billones de euros, con un fondo financiado con deuda comunitaria, y que se canalice a la economía real a través, fundamentalmente, de transferencias directas.

Y dice también este Parlamento —y quiero apuntarlo— que la Comisión debería abstenerse de presentarnos una propuesta llena de multiplicadores fantasma, porque esto resta mucha credibilidad no solo a la Comisión, sino al conjunto del proyecto europeísta.

Y quiero pedir por último a la Comisión que no espere al Consejo para ofrecer una propuesta ante esta Cámara, y que el Parlamento unido tiende la mano a la Comisión para negociar juntos después con el Consejo. Recuperemos las mejores maneras de trabajar de la legislatura pasada.

 
  
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  Guy Verhofstadt (Renew). – Mr President, I have to tell you that after the intervention of Ms von der Leyen, I see only business as usual, and I hope that I’m wrong. But I have also seen the first documents circulating in the Commission – and it’s business as usual: it’s old tricks, it’s repackaging, massive frontloading, and then a multiplier – I have seen that the Commission will use a multiplier of 45! Even Jesus in the New Testament was not capable of doing that: a multiplier of 45 when he multiplied the fishes and the bread. But the Commission is on that track, and that’s not, I think, even the opinion just of the Commissioners. That’s typical, in bureaucracy, of how it works.

Ms von der Leyen explained today how they are going to do it: they are going to increase the headroom a little bit and ask more guarantees of the Member States. Well they should not think about doing that. All our Member States will be in deficit. All our Member States will be in debt. You cannot increase the national contributions of the Member States by asking for more guarantees in the future. What we need to do is create a new headroom, and a new headroom that is new own resources. That is not an invention. The financing of the European Union was always based on own resources, on VAT, on customs duties, and what we propose now is a digital tax and other taxes against pollution. It is because of the rebate we gave to Margaret Thatcher that in the 1980s we started to stop with these normal democratic finances and that we started to ask for contributions from Member States. Well it’s a good moment to stop that, definitely, and to create real financing for this Union.

So the problem is not so much, Mr President, where we are going to spend this – in politics that’s easy. The most important problem is how we are going to fund it. I ask the Commission – Mr Šefčovič, tomorrow in your meeting – to ask for new solutions as we have described here in this resolution.

 
  
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  Antonio Maria Rinaldi (ID). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, del formidabile volume di fuoco proclamato a parole dall'Unione europea per contrastare gli effetti economici dovuti alla pandemia, l'unico topolino che fino ad ora è riuscito a partorire l'elefante è stato il MES: estremamente insufficiente per dimensioni (il 2 % del PIL del richiedente), limitato per la sola destinazione sanitaria di utilizzo e comunque penalizzante per il permanere dell'early warning system nel memorandum dell'Eurogruppo dell'8 maggio scorso.

E il tanto decantato recovery fund? A tutt'oggi non si sa ancora nulla, si tratta solo di finanziamenti o anche di quote a fondo perduto? Le garanzie proverranno dal bilancio dell'Unione europea bloccato all'1,07 % del PIL oppure da cospicui ulteriori contributi percentuali dei paesi membri?

Il 29 aprile scorso la vicepresidente della Commissione, la signora Jourová, ha dichiarato che il 1° gennaio 2021 è una data molto ambiziosa per vederlo operativo. Anche per il recovery fund si adotterà il metodo della leva finanziaria proposto da Juncker nel 2014 per il suo famoso piano da 300 miliardi di euro e mai venuto alla luce? Il recovery fund sarà alla fine una brutta copia del MES nei tecnicismi e nelle condizionalità.

Mentre si discute sugli strumenti finanziari da adottare e si perde tempo prezioso rimandando le decisioni, le aziende e soprattutto i cittadini europei sono in ginocchio. Siamo in una situazione paragonabile a una guerra, ma ci si ostina a cercare ancora gli strumenti idonei nei trattati e nei regolamenti concepiti in tempo di pace.

Prima di camminare fra le macerie di un'economia al collasso, si abbiano il coraggio e la forza di adottare strumenti eccezionali e risolutori, come l'intervento diretto della BCE.

È l'ora di agire, non di rimandare!

 
  
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  David Cormand (Verts/ALE). – Chers amis, vous le savez, nous le savons, la question budgétaire n’est jamais une question purement comptable. Elle est avant tout politique. Mais en temps de crise, la question budgétaire devient davantage encore la question qui détermine toutes les autres. Face à la pandémie, l’impuissance politique de l’Europe a un nom. C’est l’absence de ressources propres qui nous lie les mains. N’étant pas maîtres de nos recettes, nous ne sommes pas maîtres de nos actions.

Aucun parlementaire de notre assemblée ne devrait consentir à une telle dépossession démocratique. L’Europe ne peut pas demeurer un nain budgétaire et fiscal. Nous devons impérativement nous doter de ressources propres, c’est-à-dire en réalité nous armer politiquement pour faire face aux défis de la période que sont l’urgence climatique, la crise sociale et la nécessaire transformation de notre économie. Nous avons besoin de ressources propres pour financer un plan de reconstruction, comme pour rétablir la justice fiscale, en taxant notamment les transactions financières et les émissions de carbone.

L’Union européenne a-t-elle vocation à exister sur la scène mondiale en se dotant des moyens de financer une transition juste et solidaire? Sans ressources propres, la réponse restera non.

 
  
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  Ангел Джамбазки (ECR). – Г-н Председател, уважаеми г-н Комисар, уважаеми колеги, за всички е ясно, че кризата с китайския вирус ще трябва да преструктурира Многогодишната финансова рамка, но моето мнение и мнението на моята група е, че това преструктуриране не трябва да бъде за сметка на данъкоплатеца.

Виждам много неразумни идеи – вдигане на данъци, нови данъци, нови облагания, нова бюрокрация. Не, отговорът трябва да бъде точно обратният, уважаеми господин комисар, и именно отговорът трябва да бъде в съкращаването на бюрокрацията и на европейското, и на националното ниво.

Виждаме много неразумни предложения, продължават исканията за зелени сделки, за пакета за мобилност, все инициативи, които ще унищожат стотици хиляди работни места в Централна и Източна Европа. Всъщност със Зелената сделка директно се работи за китайски интерес, деиндустриализация на Европа и преместване на производството в Китай, а това трябва да бъде точно обратният процес, който трябва да преследваме в момента. Максимално трябва да се облекчат гражданите и да се работи за подкрепа на дребния и на средния бизнес, а не за неразумни и безумни идеи като Зелената сделка.

В заключение, не виждам защо се срамувате да потърсите отговорност и сметка от Китай и неговата отговорност за разпространението на тази пандемия.

 
  
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  Marc Botenga (GUE/NGL). – Voorzitter, er gaat geld komen, er gaan investeringen komen, er gaan regelingen komen. Maar op het einde van de rit zal iemand moeten betalen. Daar moeten we wat meer aandacht aan besteden. Maar ik heb goed nieuws. Ik heb geld gevonden in Europa en we zullen de Duitse werknemer niet eens moeten vragen om te betalen voor de Italiaanse miljardair, die dan zijn geld gaat verstoppen in belastingparadijs Nederland. Nee, ik ben gaan kijken in de Forbes-lijst van superrijken. Bernard Arnault van Louis Vuitton is goed voor 70 miljard euro. Hij weet niet meer wat hij ermee moet doen. Amancio Ortega van de Zara-winkels is goed voor 50 miljard euro. Geen idee, wat zouden we ermee kunnen doen? Of Heinz Hermann Thiele, de miljardair en aandeelhouder van Lufthansa die vandaag in België ontelbare mensen mee op straat wil zetten, die zit op 10 miljard euro.

Collega's, het geld is er. Laten we die mensen doen betalen met een coronataks op het vermogen van de superrijken. De miljardairs zullen het niet voelen en voor de werknemers in Europa zal dat een groot verschil maken. Waar wachten we op?

 
  
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  Antoni Comín i Oliveres (NI). – Señor presidente, la crisis ha hecho saltar por los aires el debate sobre las perspectivas financieras plurianuales, tal y como lo estábamos haciendo apenas hace unos meses. El presupuesto de la Comisión Europea ya no será a partir de ahora solo el presupuesto de la Comisión Europea, serán también los recursos en los que, en última instancia, se apoyará el fondo de reconstrucción y los bonos europeos que tienen que financiar este fondo.

En consecuencia, este presupuesto deberá hacer un salto de gigante hasta el 2 % del PIB europeo, como mínimo. Los típicos y extenuantes debates sobre si el presupuesto de la Comisión tenía que estar un poco por encima o un poco por debajo del 1 % han quedado ridículamente pulverizados por las circunstancias, y esto nos lleva a un debate todavía mayor. ¿Cómo podría la Comisión disponer de un presupuesto de esta magnitud sin nuevos recursos propios, distintos de los actuales?

Lo han repetido muchos diputados hoy en el hemiciclo. ¿No ha llegado ya la hora de impulsar impuestos propios? No solo impuestos propios en el marco de los recursos propios, más allá de los derechos de aduana y de la tasa sobre el IVA; impuestos coherentes con el nuevo Pacto Verde Europeo, impuestos que nos ayuden a reducir las desigualdades, efectivamente, o quizá elevando a escala europea algunos impuestos que ya funcionan hoy a escala estatal en algunos países.

La crisis del coronavirus, por tanto, ha abierto de par en par la puerta a un debate hasta ahora demasiado silenciado: la necesidad de construir un verdadero sistema tributario europeo.

Este Parlamento debe liderar este debate. No lo hará el Consejo Europeo. Es ahora o nunca.

 
  
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  Andor Deli (PPE). – Tisztelt Elnök úr! A következő többéves pénzügyi keret kulcsfontosságú szerepet játszik gazdaságaink válság utáni fellendítésében, ezért szükséges, hogy ambiciózus és megfelelő méretű legyen. A krízis súlyosságára való tekintettel ugyanakkor szükség van a Bizottság által tervezett helyreállítási alapra is, de az nem történhet a hagyományos uniós politikák rovására, amelyek már többszörösen bizonyították hasznosságukat. Így a kohéziós politikát és az agrárpolitikát is meg kell erősíteni. A kohéziós politika az EU legfontosabb befektetési eszköze, amelynek minden állam, tagállam nyertese. Őrizzük meg a közelmúltban bevezetett rugalmasságot a kohéziós támogatások felhasználásában, legalább az új MFF első éveiben.

Magyar képviselőként különösen oda fogok figyelni a pénzeszközök igazságos elosztására. Magyarország a gazdasági felzárkózás terén az elmúlt években kiemelkedő teljesítményt ért el, 5 százalékos körüli növekedéssel. Most a járvány kezelésében is élen járunk, arányosan a harmadik legtöbb forrást mozgósítjuk, minden elveszett munkahely helyére újat hozunk létre. Abban bízom, hogy ezt a nagy munkát nem éri hátrány uniós szinten. Kérem, hogy a források elosztásánál ne legyen majd erkölcsi kockázat, se az MFF, se a helyreállítási alap ne jutalmazza a felelőtlen gazdálkodást vagy a járvány félrekezelését. A cél az kell hogy legyen, hogy minden tagállam szükségletei és érdemei szerint kapjon segítséget.

 
  
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  Paul Tang (S&D). – Voorzitter, na de lockdown weer naar buiten. En wat is de beste weg naar buiten? Daarvoor zijn drie keuzes te maken.

Ten eerste een herstel voor iedereen. De eurocrisis leert dat een probleem voor één land een probleem is voor alle landen. Dus schuif problemen niet vooruit. Het is nu tijd voor gezamenlijke leningen en onderlinge steun, zodat ieder land goed uit de crisis komt. Daarom is de resolutie van het Parlement ook zo goed.

Ten tweede een duurzaam herstel waarin niet winsten, maar mens en milieu vooropstaan. Dus laten we in wetgeving vastleggen dat geen enkele investering uit het herstelfonds mens of milieu mag schaden.

En ten derde de sterkste schouders, de zwaarste lasten. Dit vraagt een einde aan de belastingontwijking, ook binnen de Europese Unie. Dit vraagt ook een internemarktbijdrage van de grootste bedrijven, een bijdrage aan de eigen middelen van de Europese Unie. Dat zijn drie keuzes voor de beste weg naar buiten.

 
  
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  Moritz Körner (Renew). – Herr Präsident, liebe Kolleginnen und Kollegen! Es ist wichtig, dass wir in dieser Krise eine gemeinsame europäische Antwort senden. Deswegen ist es wichtig, dass wir einen starken MFR und einen Wiederaufbaufonds bekommen – und übrigens dass wir darauf achten, dass auch der MFR wirklich gestärkt wird und die Programme mit europäischem Mehrwert tatsächlich auch gestärkt bleiben und nicht alles nur in den Wiederaufbaufonds fließt.

Aber wir müssen auch darüber sprechen: Wie wird dieses Geld eigentlich ausgegeben? Wir haben jetzt riesige Summen. Aber wo soll das eigentlich hin? Ich finde, wir sehen in dieser Krise, wie sehr uns Digitalisierung hilft, wie sehr sie uns jetzt auch stärker macht, und deswegen sollte ein riesiger Impuls in die Digitalisierung gehen, damit wir tatsächlich wettbewerbsfähiger aus dieser Krise herauskommen.

Ich glaube aber nicht, dass uns neue Steuern helfen werden. Gerade in dieser Krise ist das für die europäische Wirtschaft Gift. Auch eine Digitalsteuer wird nur dazu führen, dass die Amerikaner, dass der zollwütige Trump antworten wird, auch anfangen wird, den Welthandel an der Stelle wieder kaputt zu machen. Das wird uns nicht aus der Krise führen, meine Damen und Herren.

Es muss klar sein: Wir brauchen einen Haushalt, der klar in die Zukunft investiert. Wir brauchen einen Haushalt, der tatsächlich Geld nur an diejenigen in Europa gibt, die auf den Rechtsstaat achten.

 
  
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  Thierry Mariani (ID). – Monsieur le Président, ce mois d’avril 2020 fut le mois des larmes: l’Europe était unie par la mort. En Lombardie comme en Belgique, en Espagne comme en Alsace, les Européens parlaient d’une seule voix: en effet, ils pleuraient tous. Et pendant ce temps, ils attendaient la voix de l’Europe.

Le 24 avril, le Conseil concluait par la bouche de Charles Michel, je cite: «nous nous sommes félicités de la feuille de route commune pour la relance». Une déclaration qui peut paraître indécente alors que, partout, le chômage, la misère, l’extrême pauvreté sont à l’ordre du jour, sans plan de relance sérieux. 500 milliards d’euros pour la relance, c’est quatre fois moins qu’aux États-Unis mais c’est surtout, à cette heure-ci, aucune précision, comme l’ont développé les orateurs avant moi: on attend toujours le programme clair de la Commission.

Cette feuille de route, qu’est-ce que c’est? Des fonds spéciaux avec leur administration et leur bureaucratie. Nous ne doutons pas que certains auront leur utilité mais la méthode péchera toujours. Elle péchera car elle maquille des fonds redirigés en fonds nouveaux. Elle péchera, car elle n’aura jamais la flexibilité nécessaire. Elle péchera car elle aura été pensée par les mêmes esprits qui ont enfermé l’Union européenne dans cette technocratie.

 
  
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  Henrike Hahn (Verts/ALE). – Herr Präsident, liebe Kolleginnen und Kollegen! Beim Wiederaufbau nach der Corona-Krise geht es jetzt nicht darum, Gelder ängstlich in alte Strukturen zu schaufeln – weder in der Corona-Krise noch in der Klimakrise.

Es geht darum, klug und umsichtig zu gestalten. Wir brauchen einen starken MFR und einen starken Wiederaufbauplan, der uns zeigt, wie das gehen kann. Wir brauchen den Green Deal als Fundament. Wir sehen gerade, wie angreifbar unsere Art zu wirtschaften ist.

Jetzt geht es nicht nur um große Automobilkonzerne und Fluggesellschaften, sondern eben auch um die vielen kleinen und mittleren Unternehmen. Jetzt heißt es, diesen Moment zu nutzen und auf Kreislaufwirtschaft zu setzen, auf Energie und Ressourceneffizienz. Wir brauchen eine Industriestrategie, die Dekarbonisierung und klimaneutrales Wirtschaften umsetzt, die sozial mitdenkt, wie es den Menschen vor Ort damit geht, so wie beim Fonds für einen gerechten Übergang.

Wir haben jetzt die große Chance, Bedingungen und Anreize richtig zu setzen für eine starke, nachhaltige, wettbewerbsfähige Wirtschaft in Europa. Und dann machen wir aus der Krise das Beste.

 
  
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  Zbigniew Kuźmiuk (ECR). – Panie Przewodniczący! W swoim wystąpieniu chciałbym poruszyć cztery kwestie. Po pierwsze pragnę bardzo mocno podkreślić, że konieczne jest kontynuowanie w dotychczasowym wymiarze polityki spójności, bo to najbardziej efektywny sposób wyrównywania poziomu rozwoju pomiędzy poszczególnymi krajami i regionami.

Po drugie wspólna polityka rolna i rolnicy zapewnili bezpieczeństwo żywnościowe Europejczykom w czasie pandemii. Potrzebne jest nie tylko kontynuowanie tej polityki, ale i jej wzmocnienie, także finansowe, zwłaszcza że na rolników mają być nakładane dodatkowe obowiązki.

Po trzecie fundusz odbudowy unijnej gospodarki musi mieć charakter dotacyjny, a nie pożyczkowy, bo już w tej chwili część krajów, szczególnie południa Europy, nie jest w stanie się dalej zadłużać.

Wreszcie po czwarte należy pochwalić Komisję za szybkie podejmowanie decyzji dotyczących pomocy publicznej w poszczególnych krajach, ale chciałbym zwrócić uwagę, że ta pomoc jest tak bardzo zróżnicowana, że grozi to wspólnemu rynkowi Unii.

 
  
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  Dolors Montserrat (PPE). – Señor presidente, estimados colegas, hace setenta años Schuman impulsó la Unión después de una cruel guerra que nos dividió. Hoy el enemigo es un virus. Inicialmente reaccionamos tarde y de forma individual, pero hoy lo importante es que hemos aprendido. Estamos aquí todos unidos, haciendo desaparecer fronteras físicas e ideológicas, aprobando una Resolución que satisface lo que la ciudadanía espera de nosotros: la unión y no la división. Este es el mensaje que enviamos a la Comisión y al Consejo.

La pandemia nos deja el dolor por la pérdida de miles de seres queridos. Deja millones de desempleados, la destrucción de las pymes, claves todos ellos en el desarrollo de Europa. Por ello debemos tener muy presente que nuestra Resolución beneficia y recae sobre todos y cada uno de los europeos. Esto nos obliga a ser responsables en el uso de los recursos. Su destino es sacar adelante a los europeos y no dejar a nadie atrás. No debemos permitir implementar agendas políticas particulares. El plan de recuperación debe servir para levantar la Europa de la nueva realidad, la Unión del siglo XXI.

El COVID-19 se ha convertido en un acelerador de transformación. Afrontemos la reindustrialización de Europa. Lideremos la transición digital. Defendamos la agricultura, el turismo, la economía verde y la fortaleza de nuestros sistemas sanitarios y a nuestros sanitarios, sin renunciar jamás a la libertad, la igualdad y la solidaridad. Logremos que los ciudadanos recuperen el orgullo de pertenecer a la Europa que les protege y les garantiza su desarrollo. Si hace setenta años Schuman lo hizo, hoy nosotros también debemos hacerlo.

 
  
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  Brando Benifei (S&D). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa volta l'Unione europea non è stata ferma per mesi e anni in discussioni estenuanti: si è agito rapidamente per aiutare gli Stati membri a spendere tutto quanto necessario per sconfiggere il virus.

Ora dobbiamo però fare un passo in più. Con il piano di ripresa europeo finanziato con i recovery bond e con nuove risorse proprie possiamo dare un messaggio chiaro al mondo intero. L'Europa c'è. L'Europa vuole restare libera e coesa, vuole essere unita dai suoi valori di libertà politica e di un modello sociale unico.

Perciò se il piano arrivasse troppo tardi, senza l'anticipo già nei prossimi mesi, se non fosse in grado di muovere molte centinaia di miliardi a fondo perduto per i paesi che ne hanno bisogno, allora non avremmo perso solo la solidarietà ma avremmo perso anche il nostro futuro comune, perché nessuno, nessuno, può prosperare se crolla il mercato comune, se si spezzano le catene del valore, se solo alcuni paesi hanno la forza di inondare le loro economie con aiuti di Stato e altri rimangono bloccati.

È quindi il momento di agire, perché solo uniti possiamo trovare una strada senza tradire i principi fondamentali su cui si fonda la nostra Unione.

 
  
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  Olivier Chastel (Renew). – Monsieur le Président, chers collègues, le Parlement européen doit être un acteur du processus de relance socio-économique et des négociations du cadre financier pluriannuel, que nous voulons solides, dans un contexte de crise économique majeure.

Le budget pluriannuel de l’Union doit être ambitieux, crédible et solidaire. Pour cela, il doit comprendre nos nouvelles ressources propres et être doté d’une forte capacité d’investissement commun.

Quant au plan de relance, il doit être financé avec de l’argent frais, par le biais notamment de recovery bonds garantis par le budget de l’Union européenne. Il doit refléter un juste équilibre entre les prêts et les subventions.

Chers collègues, cette crise nous impose de tracer une nouvelle trajectoire économique tournée vers une économie durable, garantissant l’indépendance européenne et assurant nos intérêts stratégiques. Nous devons nous concentrer sur des dépenses d’avenir, en lien avec le défi climatique et la réindustrialisation stratégique. Plus que jamais, il est capital pour l’Union de créer les conditions d’une Europe durable, résiliente et solidaire.

 
  
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  Isabella Tovaglieri (ID). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, da italiana sono molto delusa dalle misure messe in campo dall'Europa per fronteggiare l'emergenza economica a seguito della Covid-19: misure insufficienti, tardive, ma soprattutto rischiose per il nostro paese che, non dimentichiamolo, è contributore netto dell'Unione e non ha mai fatto mancare risorse e solidarietà agli altri Stati membri.

Solo il recovery plan fa eccezione, ma sulle modalità e le condizioni di attuazione non ci sono certezze o meglio, basandosi sul bilancio europeo, sappiamo soltanto che questi fondi non arriveranno prima dell'anno prossimo. Ebbene, è troppo tardi: per risollevarsi servono risorse immediate e non certo sotto forma di prestiti, perché prestare soldi a chi già si sa che non potrà restituirli non è un atto d'amore, né un gesto di solidarietà, ma solo opportunismo che cela secondi fini. Mi riferisco ovviamente al MES: ci avete garantito assenza di condizionalità ma per chiarirlo è stato necessario metterlo nero su bianco dopo due settimane dall'accordo all'Eurogruppo.

La realtà è che, finita l'emergenza, l'Italia dovrà restituire al MES rate da 4 miliardi di euro all'anno, costringendoci a tagliare il welfare e a imporre nuove tasse. Ci dite di fidarci, che non è così, ma gli italiani non si fidano più di quest'Unione europea.

Dimostrateci voi il contrario, perché non vorremmo ritrovarci qui tra qualche anno con un Presidente della Commissione che verrà in plenaria a scusarsi per aver applicato un'austerità avventata, proprio come è già successo per i nostri amici greci.

 
  
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  Ernest Urtasun (Verts/ALE). – Señor presidente, Europa se encuentra en una encrucijada histórica: o resolvemos juntos la pandemia o nuestras instituciones pueden, muy peligrosamente, ir por el camino de la irrelevancia, y no tenemos derecho a echar por la borda el proyecto europeo de integración que hemos heredado de generaciones anteriores. No es el momento tampoco de azuzar las bajas pasiones en nuestros distintos países, dibujando una Europa del pecado y otra de la virtud, sobre todo cuando lo hacen aquellos que hacen prácticas de elusión fiscal todos los años.

Este Parlamento va a hablar claro. Esta vez sí. Pedimos un Fondo de Recuperación de por lo menos dos billones de euros, que sean mayoritariamente con transferencias, que no recaigan más cargas sobre los tesoros de los Estados miembros y con un sistema de recursos propios que permita repago, tanto del principal como del interés. Este es el instrumento que necesitamos.

Y estoy muy preocupado por las palabras de la presidenta de la Comisión hoy, que no nos ha explicado absolutamente nada. Tengo la sensación de que van a volver con un plan de movilización de recursos privados, con multiplicadores mágicos que sabemos que no van a ninguna parte. Señores de la Comisión, por favor, estén a la altura del momento histórico, escuchen y lean lo que vamos a votar esta semana.

 
  
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  Bert-Jan Ruissen (ECR). – Voorzitter, met wat de meesten hier zeggen over het MFK en het herstelplan kan ik eerlijk gezegd onmogelijk instemmen. Zeker, de coronacrisis vraagt om solidariteit. De cohesiefondsen zullen we daarom anders en gerichter moeten inzetten. Maar wat nu wordt voorgesteld, gaat veel verder dan dat. Een enorme stijging van de begroting, nieuwe Europese belastingen, staatsschulden die de EU van de lidstaten gaat overnemen. Dat is één grote beweging in de richting van een transferunie, waarbij de verdeling van de baten en de lasten over de lidstaten volstrekt uit balans raakt.

Ondertussen zijn we door de euro het belangrijkste instrument om economisch herstel te bevorderen kwijtgeraakt, namelijk het devalueren van de nationale munt. In sommige situaties is het waarschijnlijk zelfs beter om terug te keren naar de eigen nationale munt, maar dan moeten daar wel draaiboeken voor klaarliggen. Ik roep de Commissie er daarom toe op dit onder ogen te zien en zich hierop te beraden. Dat lijkt me in ieder geval een zinvollere denkrichting dan de voorstellen die nu op tafel liggen.

 
  
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  François-Xavier Bellamy (PPE). – Monsieur le Président, toute crise agit toujours comme un révélateur, et celle-ci n’aura pas échappé à la règle. L’Union européenne ressort de cette expérience avec l’évidence de ses fragilités.

Aujourd’hui, il nous faut réagir. Et pour cela, mettre en œuvre les moyens d’une authentique solidarité. Mais cela suppose, je le crois, dans ce débat sur le budget et sur le plan de relance, de commencer par s’interroger sur les fins avant de considérer les moyens.

Nous agitons beaucoup de grands mots et beaucoup de grands chiffres. Mais à quoi peut servir l’argent déployé par l’Union européenne? Où est-il vraiment attendu? Comment pouvons-nous être utiles? C’est la question que, je crois, nous devons commencer par nous poser dans le débat qui nous attend.

Il faut aussi que nous puissions réagir vite et, de ce point de vue-là, je m’étonne que nous consacrions tant de temps à parler du MFF alors que nous sommes attendus sur un plan de relance urgent.

Quel chef d’entreprise, aujourd’hui, prétend pouvoir construire un plan de stratégie sur sept ans, alors que nous sommes encore dans la confusion totale que crée cette crise sur l’économie européenne?

Enfin, chers collègues, nous serons attendus demain pour construire une Union européenne qui repense son rapport à la mondialisation. Et c’est cela l’enjeu de long terme sur lequel nous devons travailler: construire une Europe dans laquelle nous pourrons de nouveau produire ce dont nous avons besoin, construire une Europe dans laquelle il sera possible pour les pays européens de donner des masques à leurs infirmières et des remèdes à leurs malades.

Voilà, chers collègues, ce sur quoi nous sommes attendus. C’est un défi majeur pour l’avenir de l’Europe tout entière et j’espère que nous serons à la hauteur de ce défi.

 
  
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  Kathleen Van Brempt (S&D). – Voorzitter, wat me erg is opgevallen in deze ongeziene sanitaire, maar ook sociale en economische crisis, is de immens grote solidariteit onder onze Europese bevolking. Laten we duidelijk zijn dat diezelfde solidariteit moet weerklinken in het beleid van de Europese Unie en het herstelplan dat op komst is.

Solidariteit betekent kijken naar ecologische en sociale rechtvaardigheid. In het Europese jargon betekent dat: gebaseerd op de Europese Green Deal en op de pijler van sociale rechten. Dat is heel belangrijk. Daarnaast is er voor solidariteit een groot investeringsplan nodig, gebaseerd op euro-obligaties, zoals we hier kamerbreed vragen, beste vriend Maroš Šefčovič. Maar ook, dat wil ik heel sterk benadrukken, op een eerlijke en solidaire fiscaliteit binnen de Europese Unie, want ook dat is essentieel.

 
  
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  Nils Torvalds (Renew). – Herr talman! Under de senaste veckorna och månaderna har vi haft en ganska haltande diskussion om europeisk solidaritet. Jag tror att vi i det långa loppet måste komma överens om hur vi sköter den här sakens frågor, så att vi inte varje gång vi drabbas av en liten kris eller en större kris på något sätt börjar om från scratch, från noll, och försöker bygga upp någonting som vi aldrig har sett tidigare.

Den mall vi egentligen har i bakgrunden är budgetens mall. Den fördelar nämligen bördan på ett någorlunda rättvist sätt. Om ni tittar på den tyska andelen så är den 30 gånger större än den bulgariska andelen och det tror jag att man kan beteckna som ett solidariskt drag. Den finska andelen är dubbelt så stor som den bulgariska andelen, även om vi också är ett ganska litet land. Så att om vi i framtiden klarar av att bygga de nödvändiga bromsarna, de nödvändiga resurserna, på samma principer som vi har skött det i frågan om budgeten, så tror jag att vi klarar det här bättre än vad vi har klarat det den här gången.

 
  
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  Philippe Olivier (ID). – Monsieur le Président, je voudrais évoquer un sujet tabou dans cette grande maison qu’est le Parlement: la décision de la Cour constitutionnelle allemande du 5 mai d’exiger de la BCE de justifier ses décisions au regard des traités européens.

Je ne veux pas entrer ici dans un débat financier, ni même juridique. Je voudrais m’en tenir aux principes que soulève cette décision, que dis-je, cet ultimatum.

Avec cette tradition spécifique qui consacre en Allemagne le pouvoir des juges, les magistrats de Karlsruhe ont agi comme des lanceurs d’alerte souverainistes. Ils sont venus réaffirmer que l’UE n’est pas un État fédéral et que les États restent maîtres des traités et de leurs intérêts nationaux.

Comme si de rien n’était, la Commission a mécaniquement réaffirmé la prééminence du droit européen sur le droit national. «Comme si de rien n’était»: c’est comme cela que pourrait se résumer le comportement de l’UE, qui s’affaire à l’adhésion du Kosovo ou de la Macédoine lorsque la crise sanitaire tourne au drame en Italie. Vous êtes comme le chauffeur à contresens sur l’autoroute, qui continue à toute allure en ignorant les appels de phares qui viennent d’en face.

 
  
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  Alexandra Geese (Verts/ALE). – Mr President, I strongly welcome the fact that the European institutions will make unprecedented efforts to turn this crisis into an opportunity and to make sure that harder-hit Member States will get the same chances to restart their economy. But I’m afraid we are not giving the same chances to the half of the population that is hit hardest – women – because they work in the sectors that suffer most. And when unemployment is skyrocketing, when we speak of a stimulus package for our economy, most consider investments in hard infrastructure and digitalisation, and rightly so, but that’s exactly where the share of female labour is very, very low. On top of that, women have stepped up their endless hours of unpaid work to compensate for closed schools and childcare services and this is intolerable. For this, President von der Leyen, I’m counting on you. Women are looking at you. Women are organising. Make sure that the recovery fund offers a bright future and allows for investments that give a proper income to women as well as to men.

 
  
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  Anna Zalewska (ECR). – Panie Przewodniczący! Ktoś tutaj powiedział, że jesteśmy w historycznym momencie. Ja dodałabym, że jesteśmy w ostatnim momencie, aby udowodnić, że projekt Schumana jest prawdziwy i sprawiedliwy. To ostatni moment, aby tu i teraz powiedzieć, że jesteśmy razem z obywatelami, że tu i teraz jest pandemia, tu i teraz jest kryzys, i nie możemy mówić, że za rok, za dwa czy za piętnaście.

Ciekawa jestem, ilu z Was odważyłoby się z tymi oświadczeniami pójść na przedmieścia Paryża do tych, którzy głodują, i wygłosić swoje wystąpienia, ilu z was odważyłoby się pójść do tych, którzy mają umowy śmieciowe i z dnia na dzień stracili dochody, do kierowców, transportowców, małych i średnich przedsiębiorstw.

Mamy jedną odpowiedzialność: musimy przewartościować wieloletnie ramy finansowe i budżet, by zacząć od zabezpieczenia obywateli. Tak ma się przejawiać nasza solidarność. Wszystkie inne koncepcje i plany muszą być temu podporządkowane. I nie żądajmy od państw członkowskich dodatkowych pieniędzy, znajdźmy je w swoich własnych zasobach.

 
  
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  Μαρία Σπυράκη (PPE). – Κύριε Πρόεδρε, Αντιπρόεδρε Šefčovič, το γεγονός ότι η κυρία von der Leyen παρουσίασε εδώ στο Σώμα το νέο ταμείο ανάκαμψης μας γεμίζει ελπίδα. Είναι ένα ταμείο εμπροσθοβαρές. Ένα ταμείο επενδυτικό με βάση τις προτεραιότητες του Green Deal. Ένα ταμείο αναλογικό για τις ανάγκες των κρατών μελών. Ωστόσο, αυτό το νέο υπερόπλο, που έχει καθυστερήσει αρκετά, οφείλει να μην επιβαρύνει υποχρεωτικά με επιπλέον χρέος χώρες όπως η πατρίδα μου η Ελλάδα που ήδη χτυπήθηκαν από την κρίση χρέους και την προηγούμενη δεκαετία έχασαν το 25% του ΑΕΠ τους. Να δίνει τη δυνατότητα να υποστηρίζονται οι οικονομίες κυρίως με επιχορηγήσεις, «mostly grants» όπως ακριβώς λέμε στο κείμενό μας, το οποίο θα ψηφίσουμε αύριο με ευρύτατη πλειοψηφία εδώ στο Ευρωπαϊκό Κοινοβούλιο. Να συνδυάζεται με όλα τα άλλα διαθέσιμα χρηματοδοτικά εργαλεία, την ποσοτική χαλάρωση της Ευρωπαϊκής Κεντρικής Τράπεζας, το επενδυτικό πρόγραμμα της Ευρωπαϊκής Τράπεζας Επενδύσεων και τα πολύ χαμηλού επιτοκίου δάνεια του Μηχανισμού Στήριξης καθώς και με έμμεσες ανάγκες των εθνικών συστημάτων υγείας που πρέπει οπωσδήποτε να χρηματοδοτηθούν. Το βέβαιο είναι ότι η πρόκληση που αντιμετωπίζουμε αυτήν την περίοδο είναι μια πρόκληση υπαρξιακή για την Ευρωπαϊκή Ένωση. Και θα ήθελα να καταλήξω ως εξής: είμαστε όλοι ξέρετε στο ίδιο καράβι. Εάν δεν λειτουργήσει η ενιαία αγορά, εάν δεν ενισχυθούν με ρευστότητα οι επιχειρήσεις μας, εάν δεν διατηρήσουμε τη συνοχή των κοινωνιών μας και δεν αντιμετωπίσουμε το κύμα της ανεργίας που έρχεται, κανένας μας δεν θα διασωθεί, ούτε θα ταξιδεύει, ούτε θα αγοράζει, ούτε τεχνολογικό εξοπλισμό θα έχει, ούτε αυτοκίνητα, ούτε τουλίπες.

 
  
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  Pierre Larrouturou (S&D). – Monsieur le Président, Madame von der Leyen, en trois jours seulement, près d’un million de citoyens ont déjà signé la lettre d’Avaaz qui dit qu’ils comptent sur vous pour réussir ce budget «climat et emploi».

Comme rapporteur du budget, je pense que l’une des solutions pour avoir un budget très ambitieux, c’est de créer une taxe sur les transactions financières. Quand j’ai acheté ce téléphone, j’ai payé une TVA à 19 %. Dix-neuf. Pour les produits alimentaires fondamentaux, la TVA est à seulement 5,5 %. Mais même les familles les plus pauvres doivent payer 5,5 % pour contribuer à l’effort collectif. Par contre, ceux qui achètent des actions sur les marchés financiers payent 0,0 %. Zéro virgule zéro. Parce qu’ils sont plus pauvres que les plus pauvres? Non, évidemment.

Il est urgent de créer une taxe sur les transactions financières. Déjà en 2011, la Commission Barroso avait proposé ce projet, qui peut aujourd’hui créer 57 milliards d’euros. Le texte est rédigé, il n’y a plus qu’à avancer politiquement. Malgré le Brexit, malgré la crise, une taxe sur les transactions financières peut rapporter 57 milliards d’euros. Alors, qu’attendons-nous? Ce serait dix fois plus que la taxe numérique. Madame von der Leyen, il est temps de mettre la finance au service de la vie. Il est temps que les marchés financiers contribuent à un pacte «climat et emploi».

(Applaudissements)

 
  
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  Ondřej Kovařík (Renew). – Pane předsedající, globální pandemie se rychle mění v ekonomickou krizi, na kterou musíme rázně reagovat, čas běží. V Evropě právě jednáme o novém rozpočtu a ten by měl být naší hlavní odpovědí. Musíme se v něm opřít o programy, o kterých víme, že fungují, jako například robustní kohezní politiku. A měli bychom se také zaměřit na investice a v tom vítám návrh Komise ještě více posílit investiční nástroje.

Zaměřme se ale také na pomoc, která bude směřovat přímo občanům a podnikům, především malým a středním firmám či podnikatelům v cestovním ruchu, kteří se obávají o svoji budoucnost. Podpořme zaměstnanost, mysleme na regiony, zaměřme se také na inovace a digitální technologie. Využijme a posilujme možnosti, které skýtá společný vnitřní trh. Dohoda na rozpočtu Evropské unie a další podpoře obnovy ekonomiky musí přijít co nejdříve. Tak nepropásněme tuto šanci!

 
  
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  Paolo Borchia (ID). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, i burocrati di Bruxelles sono maestri dell'illusionismo finanziario, vera arte di spacciare piccole somme come se si trattasse di miliardi di euro.

Sono parole dure, magari non vi piaceranno, ma non sono farina del mio sacco. Rappresentano invece l'opinione del Financial Times sul recovery fund, al momento una scatola vuota nonostante le speranze di cittadini e imprese, che invocavano interventi rapidi ed incisivi.

Mi rendo portavoce della delusione che deriva dal fatto che i primi timidi segnali di superamento della crisi sanitaria hanno preceduto i miliardi annunciati in pompa magna dalle istituzioni europee.

Si è perso tempo, se n'è perso troppo, addirittura qualcuno ha provato in maniera grottesca ad addossare le colpe a quanti nemmeno partecipano alle riunioni dell'Eurogruppo e del Consiglio europeo, quando invece sarebbe stato il caso, per una volta, di fare un bagno di umiltà, riconoscendo che molti insostenibili principi dogmatici dell'Unione, dalla normativa sugli aiuti di Stato al patto di stabilità e crescita, sono stati rinnegati in quanto inapplicabili in uno stato di crisi.

Una nota positiva, però, si trova nelle conclusioni del Presidente Charles Michel, che rivendica l'importanza di aumentare l'autonomia strategica dell'Unione e di produrre beni essenziali in Europa: in pratica, una marcia indietro rispetto all'overdose di neoliberismo che da anni, inascoltati, continuiamo a denunciare.

 
  
  

PRESIDÊNCIA: PEDRO SILVA PEREIRA
Vice-Presidente

 
  
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  Thomas Waitz (Verts/ALE). – Herr Präsident! Wir befinden uns hier europaweit alle miteinander in einer kollektiven Krisenerfahrung, und das gibt uns eine Vorahnung darauf, was auf uns zukommt, wenn wir weiterhin mit Vollgas in die Klimakrise steuern.

Und allen hier im Haus und in den nationalen Regierungen, die versuchen, diese Situation zu nutzen, um die Klimapolitik der Union und der Nationalstaaten zu untergraben, denen sage ich: Sie werden sich vor der nächsten Generation zu verantworten haben.

Und eines wird sichtbar in dieser Krise: der Zusammenhang zwischen gut finanzierten öffentlichen Gesundheitssystemen und der Menge an Menschen, die an diesem Virus sterben. Wer heute noch Privatisierungen im Gesundheits- und Pflegebereich fordert und nicht versteht, dass wir eine ordentlich finanzierte öffentliche Gesundheitsversorgung überall in Europa brauchen, der hat die Lektion von COVID-19 nicht gelernt.

 
  
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  Charlie Weimers (ECR). – Mr President, many Europeans are probably not familiar with the traditional Chinese ritual of prostrating yourself: kowtow. Today, this means showing too much respect to someone in authority.

The Commission erased criticism of China from its Corona disinformation report. The EU representation in Beijing accepted Chinese censorship of an op-ed by EU ambassadors. The EU Council discussed the Wuhan virus during its last meeting, but carefully avoided any reference to China, the Communist Party and the need for an international inquiry. This despite our knowledge that the Chinese Communist Party covered up the outbreak while vacuuming the world of personal protective equipment. They sealed Wuhan from the rest of China while allowing super-spreaders to board flights to Milan and New York.

Stop this kowtowing!

 
  
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  Андрей Ковачев (PPE). – Г-н Председател, Европейският съюз е солидарен съюз в добри и в лоши времена. Моят апел е към държавните ръководители да проявят сега солидарност и единство. Изходът от кризата е в масивно инвестиране и подпомагане на най-засегнатите отрасли туризъм, услуги, транспорт, но не за сметка на други политики, като например политиката за развитие на регионите, която има нужда от предвидимост и устойчивост.

Имаме нужда от инвестиране чрез амбициозна Многогодишна финансова рамка с повече собствени ресурси и фонд за възстановяване със сериозна част като безвъзмездна помощ, но не Многогодишна финансова рамка за сметка на фонда или обратно. Нека не решаваме неотложните проблеми в настоящето, като подкопаваме бъдещето и рискуваме да задълбочим регионалните различия в Европейския съюз.

Г-н комисар Шефчович, чрез Вас искам да се обърна отново към председателката, госпожа Урсула фон дер Лайен, с апел директно да се обърне към европейските граждани чрез обществените телевизии на всяка страна членка, за да сподели с тях, както своята човешка съпричастност, така и мерките, които Европейският съюз предприема. Никой не трябва да бъде оставен сам, но не трябва да оставяме и дезинформацията и конспиративните теории да бъдат водещи и да разединяват гражданите.

 
  
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  Nils Ušakovs (S&D). – Mr President, it is absolutely true: spending billions of European taxpayers’ money, we should use the momentum and support modern economy, digital economy, Green Deal first. And probably sometimes we should stick to the principle: do not resuscitate.

But my point is – I come from the Baltics, from Latvia – our country went through enormous, dramatic, economic transition back in the nineties, going from planned to market. And we’ve seen new sectors emerging from scratch. We have seen traditional old sectors collapsing, basically, instantly. And the price for this inevitable transition was tens of thousands of Latvians losing their jobs and not being able to get back to the labour market anymore. They were talented, they were educated, but their skills were not demanded anymore. Each Eastern European nation in the European Union has experience like this. The new ambitious MFF, paralleled by the even more ambitious recovery fund, must, on the one hand, help us in modernising the economy; on the other hand, help us in modernising skills for those workers who come from sectors which are not that modern.

 
  
  

VORSITZ: RAINER WIELAND
Vizepräsident

 
  
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  Nicola Danti (Renew). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Consiglio europeo ha finalmente deciso un programma serio di interventi per far fronte alla crisi del coronavirus. Certo, avrebbe potuto e dovuto farlo prima.

Ora ci aspettiamo che la Commissione presenti una proposta operativa per il recovery plan adeguata per qualità e per quantità: la posta in gioco non è solo sconfiggere la Covid-19 ma rendere l'Europa resiliente al virus della disgregazione che, questo sì, è fortemente alimentato da paesi stranieri.

Signor Presidente, cari colleghi, a noi non è chiesto solo un intervento economico per sostenere i paesi e le popolazioni in difficoltà, a noi è chiesto di restituire un sogno, una visione e un'anima a questa Europa. Tutti sono chiamati a scelte complesse e anche controverse. Non domandiamoci solo cosa dobbiamo fare, ma perché dobbiamo farlo!

Nella risposta a questa domanda troveremo il coraggio, l'ambizione e la visione di futuro di cui abbiamo bisogno per affrontare il tempo difficile che ci è dato di vivere.

 
  
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  Lars Patrick Berg (ID). – Herr Präsident! Ich möchte mich auf die Diskussion im Europäischen Rat vom 23. April über die rechtswidrigen türkischen Erdgasbohrungen in zyprischen Gewässern konzentrieren. Wir erleben derzeit viel Rhetorik über die europäische Solidarität. Aber jetzt ist es sicherlich an der Zeit, unsere Entschlossenheit tatsächlich unter Beweis zu stellen, indem wir echte Solidarität mit einem EU-Mitgliedstaat zeigen.

Die türkische Regierung hat deutlich gemacht, dass sie nicht daran interessiert ist, sich an akzeptiertes internationales Recht zu halten. Zu den versuchten rechtswidrigen Bohraktivitäten kommen noch Versuche hinzu, unter Missachtung des Waffenembargos der Vereinten Nationen Waffen nach Libyen zu schmuggeln, wodurch der gesamte östliche Mittelmeerraum destabilisiert wird.

Sie werden zweifellos die gemeinsame Erklärung von Zypern, Griechenland, Frankreich, Ägypten und den Vereinigten Arabischen Emiraten gesehen haben, in der die türkischen Aktivitäten verurteilt werden. Dies ist ein guter und wichtiger Schritt, aber wir brauchen sicherlich stärkere Unterstützungsbekundungen für Syrien.

Lassen Sie uns eines klarstellen: Die Türkei greift die Europäische Union an, und dies ist etwas, was wir nicht mehr tolerieren können.

 
  
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  Andżelika Anna Możdżanowska (ECR). – Panie Przewodniczący! Dziś wszystkie państwa członkowskie, nasi obywatele, nasze rodziny i przedsiębiorcy oczekują aktywnej roli Unii Europejskiej w walce z kryzysem społecznym i gospodarczym. Przed nami wieloletnie ramy finansowe na bardzo trudne czasy. Dziś to przede wszystkim elastyczność wykorzystania środków europejskich oraz gwarancja nowych funduszy dla Unii. Wieloletnie ramy finansowe stanowią fundament pobudzenia europejskiej gospodarki i walki z kryzysem, a przypomnijmy, że prognoza gospodarcza Komisji Europejskiej na dziś to ogromny spadek PKB Unii o ponad 7%.

Przedsiębiorcy walczą z kryzysem, wielu firmom grozi upadek, a europejska gospodarka jest w martwym punkcie. Firmy to koło zamachowe naszego rozwoju i bezpieczeństwa społecznego naszych obywateli. Nie zapominajmy o tym. Nie zagrabiajmy środków z polityki spójności, które są podstawą i istotnym elementem wsparcia naszych inwestycji. Nie zagrabiajmy środków z polityki rolnej, która obywatelom Europy zapewnia samowystarczalność żywnościową.

Dziś gospodarka europejska zdecydowanie potrzebuje dopływu nowych pieniędzy. Musimy poważnie podejść do walki z oszustwami podatkowymi, wzmocnić współpracę podatkową państw Unii, by wyeliminować nadużycia i raje podatkowe. Źródłem dochodów mogą być nowe podatki: cyfrowy podatek od transakcji finansowych, śladu węglowego czy produkcji z państw trzecich.

 
  
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  Herbert Dorfmann (PPE). – Herr Präsident! Mit großer Sorge verfolge ich die Debatte, die wir derzeit über den MFR und um den Aufbaufonds führen.

Es ist allen gut gegangen, als wir den Aufbaufonds auf den MFR geschoben haben. Den Mitgliedstaaten, die das ja wollten, ist erst nachher eingefallen, dass sie eigentlich nicht mehr bezahlen wollten. Dieses Spiel war eigentlich sehr vorhersehbar. Es ist klar, dass unter dieser Politik jene Haushaltskapitel leiden werden, die bisher im MFR wichtig sind.

Ich nenne das Beispiel der Landwirtschaft: In COVID-Zeiten, wo die Bäuerinnen und Bauern uns sicher durchernährt haben, haben wir für die Landwirtschaft als Krisenmaßnahme gerade mal 80 Millionen Euro für 27 Mitgliedstaaten übriggehabt – die Vereinigten Staaten z. B. haben 19 Milliarden Euro übrig –, und das für eine Politik, die unsere Politik ist, die wir verantworten und für die wir geradestehen müssen. Da müssen wir als Parlament agieren. Die Landwirtschaft braucht weiterhin das Geld, das sie bisher hatte. Auch im neuen MFR, auch im nächsten Jahr, und einem Vorschlag, der etwas anderes besagt, sollten wir hier in diesem Parlament nicht zustimmen.

 
  
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  Javier Moreno Sánchez (S&D). – Señor presidente, señorías, Europa se enfrenta al reto más difícil desde el final de la Segunda Guerra Mundial y, por ello, debemos actuar más que nunca unidos, teniendo la misma ambición y valentía política que demostraron los padres fundadores de la Unión.

Tenemos que abandonar los viejos dogmas políticos, económicos y jurídicos, y tener la valentía de reconstruir desde la solidaridad una nueva Europa más integrada y resistente. Y, para ello, esta casa debe desempeñar un papel central de orientación política y de decisión presupuestaria en la creación del plan de recuperación y transformación y en la negociación de un ambicioso MFP.

Tenemos que poner sobre la mesa los dos billones de euros frescos, sin falsos debates o engaños financieros. El dinero tiene que circular y llegar cuanto antes a los ciudadanos, empresas, regiones y países que más lo necesitan. Porque, como dijo Adenauer, todos vivimos bajo el mismo cielo, pero ninguno tiene el mismo horizonte.

Trabajemos unidos para alcanzar todos el mismo horizonte y compartir un destino común que no deje a nadie atrás. Demostremos la fuerza de este Parlamento votando, todos y todas, la Resolución común.

 
  
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  Lídia Pereira (PPE). – Senhor Presidente, há poucos dias, no meio desta pandemia, celebrámos a Europa. 70 anos de um projeto de paz e união entre os europeus, a cumprir o desígnio que “a Europa não se faria de uma só vez, nem de acordo nem com um plano único”.

Perante a dificuldade, estamos todos no mesmo barco e, da minha parte, não estarei ao lado daqueles que pretendem que a Europa se afunde.

A estratégia para a recuperação económica desta pandemia tem de estar centrada nas pessoas, nos europeus, nos jovens que enfrentam já a segunda grande crise das suas vidas, nos empresários que lutam todos os dias para pagar salários, nos desempregados que vivem grandes momentos de dificuldade. É para todos estes que precisamos de um plano e de um fundo de recuperação que transforme e modernize as nossas economias. E que todos saibam que não é o Parlamento, mas o Conselho, quem está a bloquear as respostas tão urgentes.

Aqui, façamos o que nos compete: garantir que a Europa tem mais futuro do que passado.

 
  
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  Giuseppe Ferrandino (S&D). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, egregia Presidente von der Leyen, Le chiediamo di avviare un piano ambizioso che risponda alle esigenze dei cittadini e delle imprese colpite dalla Covid-19, perché siamo alle soglie di un disastro economico senza precedenti.

La risoluzione che presentiamo oggi è una dimostrazione di responsabilità e compattezza in un momento così difficile, ma anche la rivendicazione della centralità del Parlamento: non possiamo continuare a tenere l'Unione ostaggio dei governi, dobbiamo investire molto e farlo velocemente e il centro dell'intervento questa volta devono essere i cittadini e le imprese, non come nel 2008 quando ai primi si preferirono le banche.

2 000 miliardi di euro sono appena sufficienti a supportare le economie degli Stati membri. Ci attendiamo che il recovery plan non sia una scatola vuota ma sia composto da obbligazioni e prestiti anche a fondo perduto e sia vincolato alla transizione verde e alla resilienza economica.

I cittadini hanno bisogno di risposte immediate. Il settore turistico, quello dei trasporti, quello manifatturiero e tutte le piccole e medie imprese non possono più attendere: il timer per una catastrofe finanziaria sta per scadere e, comunque, le misure economiche non vanno sottratte ai fondi strutturali. Qui oggi decidiamo ... (alcune parole mancanti) oppure no!

 
  
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  Tomas Tobé (PPE). – Herr talman! Samtidigt som vi bekämpar covid-19 så befinner sig Europa i den värsta ekonomiska krisen sedan den stora depressionen. Europa behöver nu ett kraftfullt räddningspaket och en modern budget som bygger Europas konkurrenskraft. Men vi behöver samtidigt föra en ansvarsfull ekonomisk politik, och därför bör inte räddningspaketet bestå av en majoritet bidrag och direkta utbetalningar. Det borde snarare handla om lån; och lån som också ska betalas tillbaka.

Den framtida ekonomiska politiken borde handla mer om nya reformer, och mindre om nya skatter. Herr talman, vi står upp för europeiskt samarbete och solidaritet, men de svenska Moderaterna och Kristdemokraterna kan inte ställa sig bakom denna resolution.

 
  
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  Agnes Jongerius (S&D). – Voorzitter, bijna één op de tien Europeanen raakt dit jaar werkloos vanwege de coronacrisis, voorspelt de Europese Commissie. Achter die statistieken zitten mensen die hun dromen en verlangens zien vervliegen en die onzeker zijn over de toekomst. Ik denk dat het nu het moment is om te investeren in mensen, om ze aan het werk te houden of weer aan het werk te krijgen.

De sociale pijler verwezenlijken is niet gratis. Duurzame banen creëren is niet gratis. Armoedebestrijding is niet gratis en met wat handgeklap vanaf de balkons en enkel onze waardering uitspreken komen we er niet. We moeten in het MFK meer inzetten op de sociale fondsen zoals het Europees Globaliseringsfonds en het jongerenwerkgelegenheidsinitiatief. Kiezen we er nu voor om te investeren in mensen, dan voorkomen we een ergere crisis en plukken we daar straks de vruchten van.

 
  
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  Benoît Lutgen (PPE). – Monsieur le Président, je remercie la présidente von der Leyen et le président Michel d’avoir réaffirmé, notamment, l’importance du pacte vert européen dans le plan de relance.

Cela étant, le plan de relance doit aussi viser la convergence vers une stratégie de souveraineté de l’Europe dans des domaines aussi stratégiques que la santé – cela a été évoqué par plusieurs personnes –, mais aussi dans d’autres domaines. Dans l’alimentation, pour soutenir les producteurs et les agriculteurs, qui ont cette stratégie d’autonomie et d’indépendance, extrêmement importante à mes yeux. Dans l’énergie aussi: il faut un plan de relance qui tienne compte de cet aspect pour être les plus indépendants possible en matière énergétique. Il y va de la souveraineté européenne et de la confiance des Européens. Certainement aussi dans le numérique, qui doit être relancé grâce à ce plan de relance de l’économie et apporter cette indépendance au niveau de l’Europe. Et enfin, dans la défense et la sécurité.

Pour tout cela, il faut aussi avoir des moyens propres au niveau européen. Je plaide bien sûr pour que l’Europe puisse enfin avoir des recettes fiscales propres, notamment grâce à une taxation sur le kérosène et à une taxation des GAFA, pour qu’il y ait cette coordination au niveau européen et que la Commission dispose de ces moyens propres pour le plan de relance, pour l’avenir et pour la souveraineté européenne.

 
  
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  Pedro Marques (S&D). – Senhor Presidente, Colegas, deste Parlamento saudamos o passo importante que foi dado no último Conselho e que permite que a União passe a emitir dívida conjuntamente, sem que isso tenha que ser acompanhado de um castigo aos países membros. Mas a crise que enfrentamos não tem precedentes no período posterior à Segunda Grande Guerra. Por isso precisamos de todo o nosso poder de fogo e já!

O plano de recuperação que a Comissão está a elaborar tem que ser muito ambicioso. Não basta levantar algum dinheiro no mercado, muitos multiplicadores e muito marketing para recuperar a economia europeia. Precisamos de investimento, de transferências para as famílias, para estimular a procura e a confiança dos empresários, porque queremos e podemos salvar muito emprego na Europa.

Precisamos também, por isso, de outro papel do Banco Central Europeu. Estes não são tempos normais. A política monetária também tem que mudar e muito! Os europeus estão a ser uns heróis no combate ao vírus. As instituições europeias têm que mostrar agora solidariedade com os mais afetados.

 
  
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  Evelyn Regner (S&D). – Herr Präsident! Europas Fundament, das sind die Menschen, und die brauchen unsere Hilfe jetzt und nicht irgendwann. Daher ist die Antwort auf diese Krise auf der Hand liegend: Wir brauchen mehr Mut, mehr Solidarität und vor allem viel mehr Europa.

Seien wir mutig und holen wir uns das Geld für den notwendigen Wiederaufbau nach der Krise von jenen, die bisher herzlich wenig Steuern gezahlt haben oder gar keine: von den internationalen Großkonzernen. Agieren wir europäisch und unterstützen wir vor allem jene Mitgliedstaaten besonders, die ganz besonders heftig unter dieser Krise gelitten haben und leiden. Und dazu gehören auch Corona-Bonds.

Schließlich: Seien wir solidarisch mit den Frauen. Das ist jetzt kein Minderheitenprogramm, da geht es um die Hälfte der Bevölkerung. Häusliche Gewalt ist dramatisch angestiegen, und die ökonomischen Auswirkungen bei Frauen sind besonders drastisch spürbar und sichtbar. Insbesondere Alleinerziehende leiden sehr stark darunter, den Haushalt zu schupfen, vielleicht Kinder noch nebenbei unterrichten zu müssen und natürlich auch arbeiten zu müssen – sei es vor dem Bildschirm, sei es natürlich auch in den Supermärkten oder wo sie sonst beschäftigt sind. Wir brauchen daher einen Frauenfonds, und den sollten wir ebenfalls anstreben.

 
  
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  Riho Terras (PPE). – Mr President, President von der Leyen has expressed her goal to strengthen and unite Europe, and yet I hear from rumours that military mobility, the flagship programme to strengthen and unite Europe, has suffered severe cuts or even been thrown out of the Multiannual Financial Framework (MFF). That is not good. We must not compromise on our security. Military mobility is the most practical cooperation programme between NATO and the EU. We should not waste it.

Secondly, on the Green Deal. The Green Deal, as important as it is, is a very expensive programme. We need to make sure that the MFF allocates sufficient resources in order to enable farmers and businesses to achieve these very difficult goals. If we don’t do so, then we will contribute to their downfall by adding more restrictions on them at a time when farmers are suffering the most.

 
  
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  Łukasz Kohut (S&D). – Mr President, there is a group of people in Europe who embody the idea of the single market every single day: frontier workers. The pandemic has shown that they do not have sufficient legal protection, that for them the single market does not work well in difficult times. So when we talk about recovery, the question is: to what?

My answer: to a truly functioning single market where people and goods really move in a free way. I saw the result of closed borders in Silesia on the Polish, German and Czech borders. So many people there lost their jobs simply because Member States acted selfishly.

We need to handle the situation. The European recovery plan needs to regulate the rights of frontier workers. The EU economic integration model needs to be much deeper. We must make the European project a federal project. It is time now or never.

Europa braucht keine Grenzen. Evropa nepotřebuje žádné hranice. Europa nie potrzebuje żadnych granic.

 
  
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  David Casa (PPE). –Sur President, settur ieħor ta’ ħaddiema li ntlaqat ħażin ħafna b’din il-pandemija huwa dak tal-midja.

Il-ġurnalisti wkoll komplew jirriskjaw ħajjithom f’xogħolhom. Iżda, naturalment, kif nafu, ir-reklami, u b’hekk, l-introjtu tal-kumpaniji, naqas.

Għalhekk, jiena, flimkien ma’ kollegi oħra minn din il-Kamra, qed ninsistu mal-Kummissjoni biex ma nħallux lis-settur tal-media houses waħedhom, u naraw x’għajnuna finanzjarja dawn għandhom bżonn, fosthom, pereżempju hemm min issuġġerixxa fond permanenti għall-ġurnaliżmu.

Irridu niftakru li l-midja għandha rwol kruċjali f’demokrazija. U ebda Stat Membru ma jaffordja li jkollu lill-midja f’pajjiżu dgħajfa.

Wisq nibża’ li l-kriżi finanzjarja li ġabet magħha din il-pandemija qiegħda tħalli effett ħażin ħafna fuq il-midja, u allura anke fuq id-demokraziji ta’ pajjiżi differenti. Jien se nkompli naħdem flimkien mal-kollegi tiegħi ta’ din il-Kamra biex din l-għajnuna tingħata malajr kemm jista’ jkun ħalli jkollna demokrazija aktar b’saħħitha.

 
  
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  Elena Yoncheva (S&D). – Mr President, life and health have no price. We should spare no resources for the recovery. But the most vulnerable cannot recover as fast as the strongest. Europe on different speeds, Europe at 27 speeds, is not acceptable.

Let me highlight three questions. First, the recovery plan should not be agreed by government behind closed doors. The plan must be subject to strong democratic oversight by the Parliament. Second, it’s very important that the resources, the funds, reach those in need and not some oligarchs. The Commission needs to monitor for real how Member States are using those funds.

My last point is on the rule of law. If we allow any further deterioration on the rule of law, we risk reaching the point of no return. I urge the Commission to provide dedicated financial support to free and independent media.

 
  
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  Pernille Weiss (PPE). – Hr. formand! Covid-19 gør ondt - på dem der mister deres kære, deres livsværk eller deres arbejde. Gør det ondt på andre, er det en helt naturlig næstekærlig handling at række ud for at hjælpe. Det kan gøres på mange måder, men aldrig, så der udvikles afhængighed uden krav om eget ansvar og plads til at indrette sig, som det er bedst for den enkelte - mennesket såvel som nationen. Derfor er det en farlig beslutning, der er på vej gennem Europa-Parlamentet. Ikke på grund af intentionen, den er god nok, men fordi indholdet er mere Union, skatteskruer i Bruxelles og en uddeling af næsten uendelig mange milliarder uden betingelser - helt og aldeles usundt for det, der har gjort EU til det, vi kender i dag og gerne skal bevare gennem coronakrisen. EU er en global rollemodel for demokrati, grøn omstilling og innovation. Det er vi, fordi vi indtil nu har hyldet nationalstaternes suveræne ansvar og samarbejdsevne, udtrykt i mådeholden fællesøkonomi, fokus på de grænseoverskridende udfordringer og værdien af at lære og løfte hinanden i sund og fair konkurrence om at være den bedste. Derfor stemmer jeg ikke for beslutningen.

 
  
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  Pedro Silva Pereira (S&D). – Senhor Presidente, o plano de recuperação da economia que a Comissão Europeia vai apresentar tem de ser capaz de passar dois testes fundamentais: o teste da credibilidade e o teste da solidariedade. O teste da credibilidade, porque não pode assentar apenas em ilusionismo financeiro. Tem que ter os recursos suficientes para poder enfrentar esta crise sem precedente.

Depois, o teste da solidariedade, porque precisa de mobilizar o investimento onde ele é necessário sem precipitar os Estados-Membros numa nova crise das dívidas soberanas. E isso só com títulos de dívida emitidos pela Comissão, garantidos pelo orçamento europeu e transferidos para os Estados mais por subvenções do que por empréstimos.

Um plano credível e solidário. É isto que é preciso. O Parlamento Europeu não pede mais do que aquilo que é preciso. Não pede mais, mas também não exige menos.

 
  
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  David McAllister (PPE). – Mr President, I would like to just make one additional remark after having listened to this debate for nearly two hours with great interest. This pandemic knows no borders; neither should the EU’s response. That is why the chairs of the committees in this Parliament who deal with external policies have issued a joint statement. We have called for close cooperation with our neighbours and partners, both in the fight against the pandemic as an imminent health issue and against its serious future consequences.

In the past few weeks, we have seen remarkable efforts of cooperation and acts of goodwill, but we have also had to witness increased isolationism, harsh competition between nations for medicines and equipment, intense propaganda and disinformation by third countries, and a sharp rise in cyber—attacks. This shows this pandemic has a global meaning. It’s a global challenge.

The Multiannual Financial Framework (MFF) will be the main instrument to tackle this challenge we face within the European Union, but also to support our partners not only, but foremost, in our immediate neighbourhood. This has to be covered in the future MFF.

 
  
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  Maroš Šefčovič, Vice-President of the Commission. – Mr President, first I would like to thank everyone for this debate. There was a lot of passion. There was a lot of ambition in your statements. What I think I saw most across all the interventions today is that there is a clear push for making sure that the EU, our Union, our Europe, will emerge from this crisis stronger, more modern, more sustainable and more resilient. I think these have been the calls presented by the leaders – Ms García Pérez, Mr Cioloş and Mr Lamberts. I cannot tell you how much we in the Commission appreciate the close cooperation with this House, especially over the last few weeks, where your quick decision—making helped us to be able to deliver to our citizens what was needed the most. We all had to focus on how to save as many lives as possible at the beginning, then on how to preserve as many jobs as possible, and now we are discussing together how we are going to relaunch the European economy and how we are going to recover from this dramatic crisis.

I would really like to thank you for that because, with that cooperation, we have already been able to deliver, over the last few weeks, more than 200 measures, some of the very important legislative proposals adopted by you, which really went in the direction of how to help people on the ground concretely to overcome this unprecedented crisis. Thanks to the heroic efforts of our health professionals and thanks to the discipline of our citizens, we are finally seeing that the terrible numbers of corona crisis victims are slowly going down. We all know that this was a very difficult period, but the biggest test is still ahead of us: how to recover from this crisis, how to relaunch and restart our economy, and how to get back to normal. This could indeed be, as Mr Weber described, the Schuman moment of our generation.

Therefore, I very much appreciate this debate because, as Mr Silva Pereira said, we need to be ambitious and bold to meet this challenge, this test, of European solidarity and credibility. How do we want to achieve that? Just let me quickly recap some of the major features of the proposals we are currently working on. We want to base our response on a powerful future long—term budget, a multiannual framework with a strong recovery instrument which would dramatically boost the financial firepower of the EU. I would definitely call this an unprecedented ambition. So here I would beg to differ with Mr Verhofstadt that this is ‘business as usual’. I was personally involved in the negotiations on the last three financial perspectives and what we are proposing right now has never been done before. It’s very bold and very ambitious. I believe that, with your support, we can deliver on this challenge which is ahead of all of us.

I would like to reassure you that we want to reinforce all the policies which work and which are, I would say, battle—tested. We would like to make sure that we will top up the cohesion funds and focus the top—up especially on those who have suffered the most during the crisis. We want to use and improve the work of InvestEU and of Horizon, which is so important for supporting our scientists. And we would never forget the very important social aspect of our work for the European Union. We need to tackle poverty, we need to make sure that the Just Transition Fund works efficiently, and of course we cannot forget about women, parents and all the issues related to gender balance, which will be so important for our recovery. On top of that, we are bringing to the table a new solvency instrument to prevent bankruptcies caused by this crisis, and we also want to develop a new health programme that would prepare us better for the future. So, once again, I repeat, this is definitely not ‘business as usual’. This is a very ambitious response to the current crisis.

I would like also to respond to the calls of Mr Lamberts, Mr Eickhout and Mr Ertug by saying we definitely want to use this new financial firepower to bounce our economy forward. We want to make it greener and more sustainable. I think that this crisis has taught us the lesson that we have to be more resilient through strategic autonomy and technological sovereignty. These are the areas where we need to be much more active than before, and this is our goal.

To all those colleagues who have been highlighting the importance of own resources, I would like to reassure you that we are very actively working with all options. Most of these have already been mentioned here in this debate. We are going to present proposals which we believe will be acceptable to all and which could be approved by your votes and by the Member States. It’s very clear that, if we have to deliver on this challenge, we can deliver only with your full involvement and with clear oversight and scrutiny from the European Parliament.

If you allow me, Mr President, before concluding, I will make just two quick remarks on issues which are not related to the main theme, but have been raised in this House. As they are so important, I just want briefly to react to them, these being the questions from Mr Olivier and Mr Omarjee concerning the German Constitutional Court’s recent ruling. Here I would like to say that, despite the fact that we are studying the ruling of the German Constitutional Court in great detail, I think our President has made it very clear. She clearly said that, when it comes to the primacy in Europe of EU law and the independence of the European Central Bank, these are basic principles which we are ready to safeguard and defend if necessary, even using the option of infringement proceedings. So we are clearly working on it.

To Ms Yoncheva, I would like to reassure her that we are working on the report on the rule of law, where we will study all the known issues, but also on how our governments have been using special powers during this difficult period and how to make sure that we will, as quickly as possible, bounce back to normally—functioning democratic systems. All this will be brought to your attention and to your table at the latest in September.

Once again, Mr President, thank you very much to everyone for this debate, for the ideas, for the encouragement and for the ambition I have felt in this House.

 
  
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  Nikolina Brnjac, President-in-Office of the Council. – Mr President, honourable Members, ladies and gentlemen, I’m happy to address you again in person. Let me also thank you for this very useful debate. We will convey your views to my colleagues and to the President of the European Council and his team.

We face extraordinary circumstances, but the situation only strengthens our resolve to work harder for the benefit of our citizens and our economies. As President Michel told you, our shared objective is to build at EU level a long-term response to the dramatic consequences of the COVID-19 crisis. This will complement the rapid and wide EU support already deployed with your help these last weeks.

Today, the President of the Commission gave us an outline of the modified MFF and an ambitious recovery instrument. We are yet to receive details of the Commission’s proposal, and you will understand, therefore, that I am not in a position to comment on the substance today. The proposals will have to be analysed in the appropriate fora, and guidance from the European Council will be needed for the Council to form its position on the text.

Our next MFF should be the cornerstone of the recovery of the European economy, of the rebuilding and the re-establishment of the functioning of the single market in the post-COVID period to ensure the massive public and private investments needed. It should have greater investment potential, especially in the initial years of the new financial perspective.

The post-crisis European Union economy should become resilient and more self-sufficient, and for the recovery to be swift and successful, cohesion, convergence as well as solidarity will be of utmost importance. Continuous cooperation between our institutions will be an essential part of all of this process. The Presidency is firmly committed to maintaining the existing good working relations that we have established in our response to the crisis. We will therefore continue to be attentive to Parliament’s views on these very important files.

In this spirit, I have taken good note of the legislative initiative report and of the resolution you are preparing. These are useful reminders of where the European Parliament stands in the context of crisis. Good interinstitutional cooperation will also be essential for our sectorial work. We will need to work together to ensure a timely adoption of sectorial programmes and we will look forward to working with you on them. I look forward to the continued cooperation between our two institutions to prepare the ground for an ambitious, forward-looking MFF and to provide a strong response to our current and future challenges.

 
  
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  Der Präsident. – Die gemeinsame Aussprache ist geschlossen.

Die Abstimmung über die Entschließung zum Thema „Neuer MFR, Eigenmittel und Plan für den Wiederaufbau der Wirtschaft“ findet am Donnerstag, 14. Mai 2020, und Freitag, 15. Mai 2020, statt.

Schriftliche Erklärungen (Artikel 171)

 
  
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  Атидже Алиева-Вели (Renew), в писмена форма. – Един от основните принципи, върху които е изграден Съюзът, е принципът на солидарност и считам, че това следва да бъде ясно демонстрирано в отговора на ЕС на пандемията от COVID-19, незабавните мерки за овладяване на кризата и изработването на дългосрочен план за възстановяване и подпомагане на най-засегнатите държави и региони. Здравната криза постави много граждани в изключително тежко социално и финансово положение, оказва натиск върху предприятията и сериозни затруднения за здравните, социалните и икономическите системи на държавите.

Настоявам Комисията да предложи амбициозна, но същевременно с това и реалистична МФР и план за възстановяване, които да отговарят и на поетите от Съюза ангажименти за преминаване към устойчива, кръгова икономика. Считам, че това може да стане, като в МФР се включи бюджетът за новия фонд за възстановяване. Бюджетът на МФР трябва да се увеличи и към него да се добавят нови собствени ресурси за да се избегне поставянето на допълнителна финансова тежест към бюджета на държавите членки.

Изработването на мерките и тяхното финансиране трябва да са основани на стремежа за предотвратяване на задълбочаването на социалното неравенство и безработицата, породени от кризата, връщане към стабилен икономически растеж, засилване на социалното и икономическо сближаване на регионите и държавите и пълно възстановяване на конкурентоспособността на Съюза.

 
  
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  Christine Anderson (ID), schriftlich. – Im Rahmen des MFR werden auch finanzielle Mittel für den „Green Deal“ bereitgestellt – schlappe 1 Billion Euro. Der European Green Deal ist ein von der Europäischen Kommission vorgestelltes Konzept mit dem Ziel, bis 2050 in der Europäischen Union die Nettoemissionen von Treibhausgasen auf null zu reduzieren und somit als erster Kontinent klimaneutral zu werden. Die Volkswirtschaften sind aufgrund des „Shutdown“ auf Talfahrt. Woher sollen 1 Billion Euro kommen, um eine völlig faktenbefreite und irrsinnige Klima-Wahn-Ideologie zu finanzieren? Trotzdem will die Kommission stur an ihrem „Green Deal“ festhalten. Dabei hat die „Corona-Krise“ den Wahnsinn zutage gefördert: Obwohl in der in den letzten Wochen kaum Autos unterwegs und die Emissionen deutlich reduziert waren, sind die Stickoxidwerte nicht gesunken. Im Lichte dieser Erkenntnis werden die Forderung nach einem Dieselfahrverbot – was im Übrigen eine Enteignung der Autobesitzer darstellt – und ein Wechsel zu einer sündhaft teuren und ökologisch fragwürdigen Elektrifizierung des Straßenverkehrs als das entlarvt, was sie sind: völliger Schwachsinn! Anstatt 1 Billion Euro in grünen Schwachsinn zu „investieren“, sollte lieber darüber nachgedacht werden, wie man Familien unterstützt, die durch die Auswirkungen der Corona-Krise erhebliche wirtschaftliche Probleme haben. Was wir brauchen ist kein „Green Deal“ – nein, wir brauchen einen „Familien-Deal“.

 
  
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  Andrus Ansip (Renew), kirjalikult. – Mulle tundub, et Euroopa Liidu uue seitsmeaastase eelarve läbirääkimised on liialt keskendunud eelarve mahule. Me räägime liialt palju massiivsetest pakettidest ja omavahenditest. Euroopa Liidu eelarvesse koondatav 1% rahvuslikust kogutulust ei suuda mehaaniliselt korvata käesolevaks aastaks prognoositud 7,4%-list majanduslangust. Seetõttu peaksime eelarve mahu asemel pigem keskenduma sellele, kuidas nappe eelarvevahendeid kõige efektiivsemalt kasutada. Me peaksime pöörama rohkem tähelepanu Euroopa roheleppele, digitaalarengu tegevuskavale ning sellele, kuidas tagada Euroopa suveräänsus strateegilistes sektorites.

Kriisis kasutame laialdaselt kaugtööd ja distantsõpet ning e-valitsuse võimalusi. Need võimalused on liikmesriigiti väga erinevad. Kaughääletus (remote voting) on kuum teema kõigis liikmesriikides. Tõeliselt usaldusväärse kaughääletussüsteemi aluseks on tugev digitaalne identiteet. Paraku kasutavad eurooplased ka ühtse autentimise (single sign on) teenuste puhul identifitseerimiseks Google’i, Facebooki või Apple’i lahendusi. Kus on Euroopa lahendused? Ka Euroopa Parlamendis kasutatav hääletussüsteem põhineb faksimasina loogikal. See on nii eilne päev! Me peame tagama kõigi Euroopa Liidu liikmesriikide kodanikele tugeva, valitsuse poolt garanteeritava digitaalse identiteedi. Järgmine mitmeaastane eelarve peab olema märksa enam fokusseeritud digitaalsetele arengutele.

 
  
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  Άννα-Μισέλ Ασημακοπούλου (PPE), γραπτώς. – Η χαμηλή απορρόφηση των πόρων των Ευρωπαϊκών Διαρθρωτικών και Επενδυτικών Ταμείων (ΕΔΕΤ) αποτελούσε διαχρονικά ένα αδύναμο σημείο όσον αφορά στην επίτευξη των στόχων της πολιτικής της ΕΕ. Πολλές μελέτες υπογραμμίζουν ότι για τη μεγιστοποίηση του αντίκτυπου της χρηματοδότησης στην οικονομία απαιτούνται σημαντικές βελτιώσεις αναφορικά με την απλοποίηση των διαδικασιών και τη χρηστή δημοσιονομική διαχείριση προκειμένου να διευρυνθεί η δυνατότητα πρόσβασης των ενδιαφερομένων στα ευρωπαϊκά κονδύλια και να διασφαλιστεί η ορθή χρήση τους. Η πρόταση κανονισμού περί κοινών διατάξεων των Ταμείων της Ευρωπαϊκής Επιτροπής για το επόμενο ΠΔΠ 2021-2027 κάνει ένα βήμα προς αυτήν την κατεύθυνση. Όμως, ο μεγάλος κοινωνικοοικονομικός αντίκτυπος της πανδημίας απαιτεί τη λήψη δραστικότερων μέτρων. Το ΠΔΠ 2021-2027 πρέπει να διασφαλίζει ότι υπάρχουν αρκετά χρήματα αλλά και ότι φτάνουν γρήγορα σε εκείνους που τα χρειάζονται περισσότερο. Η εκταμίευση των χρημάτων πρέπει να συμβαδίζει με τη μεταβαλλόμενη πραγματικότητα ώστε να δίνεται η δυνατότητα στις μικρές επιχειρήσεις, τα πανεπιστήμια και την τοπική αυτοδιοίκησή μας να υλοποιήσουν τα σχέδια τους με αποτελεσματικό τρόπο. Εν κατακλείδι, η «νέα κανονικότητα» στην εποχή της πανδημίας απαιτεί αυξημένη ευελιξία, προσαρμοστικότητα και μείωση της γραφειοκρατίας στη διαχείριση των κοινοτικών κονδυλίων στη νέα προγραμματική περίοδο για να ανταποκριθεί η Ευρώπη στις προσδοκίες των πολιτών της.

 
  
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  Adam Bielan (ECR), in writing. – I would like to welcome the joint resolution, which calls for a strong recovery package with an adjusted MFF at its core. This massive recovery package should provide an investment impulse to transform our economies and strengthen their resilience through the pooling of strategic investments to support SMEs. It should also increase job opportunities to mitigate the impact of the crisis on workers and consumers. Furthermore, SMEs, which are the backbone of our economy, need reduced bureaucracy and more fit—for—purpose regulations. The issue of new and increasing state aid disparities between Member States should be addressed, as this creates damage to our Single Market.

I welcome the statement of the European Commission President that the European Parliament will be involved in the scrutiny process of the overall Recovery Plan. Even if urgent, it should indeed still follow the democratic process.

Let us not forget about people. European citizens must be at the heart of the longer-term vision of our recovery strategy, as crises go together with increasing poverty and socio—economic instability.

For all these reasons, I urge that the Recovery Package become operational this year to address social and economic inequalities as soon as possible.

 
  
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  Vilija Blinkevičiūtė (S&D), raštu. – COVID 19 krizė didžiausią poveikį turi pažeidžiamoms grupėms, todėl didėja nelygybė, skurdas, nedarbas ir socialiniai skirtumai, taip pat kyla pavojus socialiniams ir užimtumo standartams Europoje. Tam turime parengti tinkamą atsaką ir priemones. Ši krizė parodė, jog būtina persvarstyti daugiametę finansinę perspektyvą ir ją pritaikyti iškilusiems iššūkiams. Mums reikalinga plataus užmojo DFP, atitinkanti ES piliečių lūkesčius, kurioje numatytiems politiniams ES įsipareigojimams ir užmojams būtų skirtas reikiamas finansavimas, kuris turėtų stiprų socialinį aspektą ir būtų suderintas su Europos socialinių teisių ramsčio tikslais, Jungtinių Tautų darnaus vystymosi tikslais (JT DVT) ir lyčių lygybės tikslu, siekiant užtikrinti, kad ekonomikos gaivinimas sustiprintų teritorinę sanglaudą ir konkurencingumą ir kad būtų atsižvelgiama į socialinę ir ekonominę nelygybę ir labiausiai nuo krizės nukentėjusių asmenų, pvz., moterų, mažumų ir asmenų, esančių ties skurdo riba arba žemiau jos, poreikius.DFP privalo sutelkti lėšas tvariai socialinei politikai, kurios tikslas būtų mažinti skurdą ir socialinę atskirtį , ypač kalbant apie vaikų skurdą ir jo mažinimui skirtą Europinę vaiko garantiją bei kitas priemones.

 
  
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  Milan Brglez (S&D), pisno. – Evropska unija prehaja v fazo priprav na odpravo gospodarskih in socialnih posledic, ki jo je povzročila pandemija bolezni Covid-19.

Temelj evropskega okrevanja bosta predstavljala novi večletni finančni okvir EU in načrt za vnovičen zagon evropskega gospodarstva, pri njunem sprejemanju pa je nujno zagotoviti, da Evropska komisija, predvsem pa Svet, ne bi skušala zaobiti Parlamenta. Covid-19 predstavlja dodaten razlog za to, da se višina in prioritete večletnega finančnega okvira ponovno premislijo, ter da se uskladijo z načrtom za okrevanje, pri čemer pa se ne sme ogroziti izvajanja obstoječih programov in prioritet. Za obnovo bo potreben dodaten, svež denar, ki ga je možno zagotoviti, npr. z evropskimi obveznicami za obnovo, inovativnimi lastnimi viri (npr. dohodki iz EU sistema za trgovanje z emisijami, dajatve na nereciklirano plastiko, dajatve na ogljik za uvoz nekaterih izdelkov iz tretjih držav) in ukinitvijo korekcijskih mehanizmov za Nemčijo, Avstrijo, Nizozemsko, Švedsko in Dansko.

Kompromisno besedilo resolucije daje vtis, da so v ospredju (ponovno) finance, medtem ko je v tej krizi nujno, da se naš fokus ohrani na ljudeh, predvsem najranljivejših skupinah, kot so starejši, invalidi, brezdomci, migranti in begunci, socialnih zadevah, okolju in vztrajanju na vladavini prava.

 
  
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  Sara Cerdas (S&D), por escrito. – Face aos atrasos constantes com a aprovação do Quadro Financeiro Plurianual (QFP) 2021 - 2027, é essencial a realização de um plano de contingência para o caso de não se chegar a um acordo para a entrada em vigor do novo QFP a 1 de janeiro de 2021. O novo plano de contingência é uma resposta do Parlamento Europeu de maneira a transmitir segurança aos cidadãos europeus, mas é também um mecanismo para dar resposta imediata às consequências sociais e económicas provocadas pelo surto de Covid-19.

Este plano de contingência revela-se um instrumento essencial que vem também contribuir para a recuperação económica dos Estados-Membros e das suas regiões. No prazo intermédio até à apresentação do QFP, reitero a importância do pacote de 21-27 ter em atenção as políticas de desenvolvimento regional, salvaguardando os princípios defendidos pela Política de Coesão e tendo em atenção de igual forma o regime de exceção previsto para a salvaguarda dos interesses das Regiões Ultraperiféricas, que desempenham um papel fundamental para a União Europeia.

 
  
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  Λευτέρης Χριστοφόρου (PPE), γραπτώς. – Η Ευρώπη βιώνει σήμερα μια πρωτοφανή κρίση εξαιτίας της έξαρσης του COVID-19. Οι Ευρωπαίοι πολίτες και η ευημερία τους πρέπει να μπουν στην καρδιά της στρατηγικής για την ανάκαμψη. Τονίζουμε τη θέση μας για ένα ισχυρό πακέτο ανάκαμψης, εστιασμένο στις ανάγκες των πολιτών και σε περαιτέρω ανάπτυξη του προϋπολογισμού. Απαιτείται ένα ισχυρό σχέδιο στήριξης των οικονομιών των χωρών της ΕΕ, της κοινωνίας και των πολιτών που δοκιμάζονται από την πανδημία, ύψους 2 τρισεκατομμυρίων ευρώ. Είναι πολύ σημαντικό να τονίσουμε πως το σχέδιο ανάκαμψης πρέπει να συνοδεύει το επόμενο Πολυετές Δημοσιονομικό Πλαίσιο, χωρίς να επηρεάσει αρνητικά τα υφιστάμενα και επερχόμενα ευρωπαϊκά προγράμματα.

 
  
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  Josianne Cutajar (S&D), bil-miktub. – Dan il-Parlament għandu bilfors jitlob lill-Kummissjoni Ewropea f’qasir żmien tipproponi pjan ta’ kontinġenza dwar il-qafas finanzjarju 2021-2027, għax minkejja li t-taħdit jista’ jissokta, hemm programmi ta’ finanzjament ta’ edukazzjoni u riċerka, ta’ sostenn lill-intrapriżi ż-żgħar u l-fondi ta’ koeżjoni fost oħrajn, li l-ebda reġjun, kbir jew żgħir, ma jiflaħ li jeħlu mqar għal ftit. Nemmen li lkoll nifhmu l-ħtieġa, li filwaqt li dak li kien neċessarju qabel, jibqa’ neċessarju issa, il-qafas finanzjarju Ewropew irid bl-aktar mod effikaċi jtaffi l-impatt ekonomiku fuq il-ħaddiema u l-familji, u jnaqqas il-konsegwenzi soċjali ta’ pandemija bla preċedent, billi jagħti aktar flessibilità u billi jsaħħaħ is-sostenn finanzjarju. Lil hinn mill-baġit regolari, l-Ewropa teħtieġ Pjan ta’ Rkupru ekonomiku qawwi li jagħti prijorità lill-oqsma li ntlaqtu l-agħar mill-effetti tal-pandemija, bħat-turiżmu u s-setturi diversi dipendenti fuqu; l-ivjaġġar bl-ajru u l-baħar. Pjan ta’ Rkupru serju għandu juża għotjiet biex dawk is-setturi l-aktar milquta jiffaċċjaw in-nuqqas ta’ likwidità. Illum li nifhmu li s-suċċess ekonomiku jitkejjel bil-livell tal-għajxien tal-familji, nafu tajjeb li l-istimolu ekonomiku jrid ikompli jipprovdi riżorsi biżżejjed biex nipproteġu x-xogħol u nmantnu s-servizzi pubbliċi inkluż fis-saħħa, fl-edukazzjoni u fis-sigurtà tal-komunitajiet tagħna.

 
  
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  João Ferreira (GUE/NGL), por escrito. – O quadro de exigências associado à resposta às consequências da COVID-19 passa pela proteção da saúde, em especial dos grupos mais vulneráveis, pela defesa dos rendimentos dos trabalhadores e suas famílias, pela defesa do emprego com direitos e pelo relançamento da atividade económica, o que, no caso de países como Portugal, com elevada dependência e subordinação externa, deve pressupor um especial enfoque nos sectores produtivos, diminuindo a dependência e assegurando a solvência das micro, pequenas e médias empresas, que enfrentam uma concorrência desleal e destrutiva no mercado único. Estas exigências reclamam medidas que a UE não parece disposta a adotar. Reclamam também que se enfrentem e rejeitem constrangimentos impostos pela UE, em especial os associados ao euro.

O significativo reforço do orçamento da UE que seria necessário, com garantia da sua função redistributiva e do objetivo de uma efetiva coesão económica e social, não parece realisticamente concretizável no atual contexto. O Plano de Recuperação sugerido pela Comissão Europeia, ainda por concretizar, corre o risco de ver os seus recursos primordialmente concentrados nas principais potências europeias, que são já hoje as maiores beneficiárias da integração, e nos grandes grupos económicos dessas potências. Neste contexto, a recuperação de instrumentos de soberania, designadamente no plano económico e monetário, constitui-se como uma necessidade estrutural.

 
  
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  Raffaele Fitto (ECR), per iscritto. – Cittadini e imprese ci chiedono ormai da settimane risposte per affrontare la più grande crisi economica e sociale che il nostro continente si trova ad affrontare dal dopoguerra ad oggi.

Abbiamo bisogno di risorse e strumenti innovativi per un QFP e un recovery fund che preservino e rilanciano il tessuto economico, produttivo e sociale europeo: risorse a fondo perduto e non prestiti, più semplificazione e meno burocrazia per le nostre imprese, tutela e rilancio del mercato interno, ed è senza dubbio positivo che questo Parlamento riconosca ciò.

Mi rammarico però che, al tempo stesso, si continui a essere intransigenti su molte proposte, come ad esempio il green deal, o si discuta di nuove tasse sulle imprese per racimolare risorse per il nuovo bilancio comunitario.

Le sfide che dobbiamo affrontare nei prossimi mesi sono senza appello, la situazione che viviamo è straordinaria, è il momento di idee e proposte concrete e reali, non di perseverare in battaglie ideologiche che porteranno l'UE sempre più lontana dai propri cittadina e più vicina al baratro.

 
  
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  Enikő Győri (PPE), írásban. – A következő többéves pénzügyi keret kulcsfontosságú szerepet fog játszani gazdaságaink válság utáni fellendítésében. Azt kérem a Bizottságtól, hogy mind a Helyreállítási Alapból, mind a hétéves költségvetésből korrekt módon lehessen majd forráshoz jutni. A válságkezelésnek törekednie kell a földrajzi kiegyensúlyozottság elvére. Mindkét eszköznek erősítenie kell az uniós konvergenciát, megfelelő lehetőségeket kell teremteniük minden tagállamnak, akár az eurózóna, akár a nem eurózóna tagjai. A komoly gazdasági visszaesés leküzdése érdekében létrehívott eszközöket úgy kell kialakítani és végrehajtani, hogy azok ne csak a nyugati és déli, hanem a keleti tagállamok számára is valódi segítséget nyújtsanak. Bár a vírus később érte el a kohéziós országokat, utóbbiak sérülékenyebbek, ezért semmilyen új eszköz nem áshatja alá a kohéziós politikát. A Helyreállítási Alap elosztási kulcsának tisztességesnek és méltányosnak kell lennie, semmilyen erkölcsi kockázatot nem tartalmazhat.

Azt kérem a Bizottságtól, hogy ne forduljon az elő, hogy a felelőtlenséget, vagy a rossz teljesítményt jutalmazzák. Elkerülendő, hogy az eddig felelőtlenül gazdálkodók, így a magasabb adósságállománnyal vagy hiánnyal rendelkező tagállamok jutalomban részesüljenek azért, mert felkészületlenebbül érte őket a válság, esetleg rosszul kezelték azt. A Helyreállítási Alap forrásainak elosztásánál a korábbi jó gazdasági vagy válságkezelési teljesítmény nem járhat anyagi hátránnyal. Arra kell törekedni, hogy minden tagállam szükségletei és érdemei szerint kapjon segítséget.

 
  
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  Robert Hajšel (S&D), písomne. – Z tohto zasadnutia Europarlamentu musíme vyslať inštitúciám EÚ, ako aj všetkým členským štátom jasnú výzvu k rýchlemu prijatiu ambiciózneho Plánu obnovy európskej ekonomiky, potápajúcej sa v dôsledku niekoľkomesačnej koronakrízy. Iba ak všetky inštitúcie EÚ a všetky členské štáty budú konať rýchlo a odvážne, dokážeme naplniť očakávania občanov, sklamaných prvotnou pomalou reakciou EÚ na začiatku krízy. Odvtedy sa síce situácia zlepšila a úsilie Únie pomáhať v boji s koronakrízou nemôže poprieť už nikto, stále je čo naprávať a aj pri príležitosti 70. výročia Schumanovej deklarácie treba ukázať, že EÚ dokáže reagovať efektívne aj pri rozbiehaní ekonomiky. Európska komisia by ešte do konca mája mala predložiť ambiciózny plán obnovy, ktorý vo forme grantov, ale aj pôžičiek bude schopný v potrebnom čase pomôcť tým štátom a regiónom, ktoré boli krízou najviac postihnuté, a tým sektorom, ktoré sa na začiatku krízy ukázali ako najzraniteľnejšie. V tomto pláne nemôže zostať žiadny postihnutý región bokom a pomoc sa musí dostať tým, čo ju najviac potrebujú, zamestnancom, ktorí prišli o prácu, a tým aj o príjmy, ale aj podnikateľom a živnostníkom, ktorí sa kvôli kríze dostali do dlhov. Obnovu ekonomiky musíme prioritne využiť na finančnú podporu ekonomických činností prispievajúcich k plneniu našich klimatických cieľov.

 
  
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  Mairead McGuinness (PPE), in writing. – I welcome the European Council meeting of 23 April 2020 that endorsed the roadmap towards lifting COVID-19 containment measures and a joint Roadmap for Recovery. The meeting also discussed important safety nets for workers and businesses. The European Commission has announced it will table a revised proposal for a Multiannual Financial Framework (MFF) for the years 2021-2027, together with a recovery instrument targeted at the effects of the COVID-19 crisis. I support the European Parliament’s call for a strong recovery plan commensurate with the size of the challenge we face, financed by recovery bonds guaranteed by the EU budget, and for an ambitious new MFF that both reflects the measures needed to address the crisis and the political priorities of the new Commission. As the resolution notes, the recovery plan and the new MFF must be aligned in structure and objectives. However, I do not support the resolution’s suggestions for EU own resources that would infringe on Irish tax sovereignty.

 
  
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  Margarida Marques (S&D), por escrito. – O modelo de funcionamento a distância do PE não permite intervir em plenário; terei de o fazer por escrito. O PE tem agido unido desde o início do debate do QFP: queremos um QFP robusto e atempado. Queríamos antes, e agora é a única forma de construir uma resposta europeia à crise. É isso que esperam os europeus; só podemos dizer que a UE protege os cidadãos se em momentos como os que atravessamos tivermos respostas aos desafios das pessoas, das empresas e do emprego, dos Estados-Membros.

O novo QFP, no qual se apoiará, adicionando-se, o Fundo de Recuperação, terá de: aumentar o apoio à coesão e à PAC, à investigação, à inovação, ao investimento; repor o Mercado Interno com investimento estratégico em indústrias-chave, cadeias de valor estratégico da UE, que compense os Estados-Membros pela despesa em salvar vidas, empregos e proteger o nível de vida das famílias; tornar a UE mais resiliente no contexto global, num compromisso de “solidariedade de facto”, ou seja, de mutualização de responsabilidades e compromissos. Com aumento dos recursos próprios. Finalmente, em circunstâncias nenhumas, quaisquer que venham a ser os mecanismos a ser propostos, aceitaremos uma redução dos poderes democráticos do PE nem o reforço da deriva intergovernamental.

 
  
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  Cláudia Monteiro de Aguiar (PPE), por escrito. – Numa resolução comum, os Grupos Políticos PPE, S&D, Renew, Verdes e ECR reclamam, por uma questão de legitimidade democrática, o envolvimento pleno do PE na conceção, adoção e implementação do plano de recuperação da UE. Salientam ainda que este plano de recuperação, a apresentar pela CE, não deve ser financiado em detrimento do Quadro Financeiro Plurianual, nem comprometidas as suas prioridades a longo prazo.

O QFP deve ser consistente e em nada deve ficar comprometido pela necessidade de um plano de recuperação. O consentimento do PE pode estar em risco caso não exista um acordo relativamente aos recursos próprios da UE e este não seja tido em consideração na arquitetura do novo Fundo de Recuperação. Este fundo deve ser gerido pela CE e financiado por obrigações de longo prazo, garantidas pelo orçamento da UE que, para tal, deve ser reforçado.

É ainda importante que não imponha encargos adicionais as Estados-Membros, e chegue aos Estados-Membros mais afetados pelo surto de COVID-19 e sob a forma de subvenções ou apoios diretos, sendo este a componente principal de um pacote geral de recuperação. Só assim poderemos ter uma Europa solidária, disposta a ajudar os países em maiores dificuldades, tendo por base o princípio que nenhum Estados-Membros poderá sair desta crise de forma isolada.

Porque defendo a emissão de dívida conjunta, neste caso da CE, e o apoio direto aos Estados-Membros, que deve ser preferencialmente sob a forma de subvenções e que não representem dívida pública adicional, votei a favor desta resolução.

 
  
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  Dan-Ștefan Motreanu (PPE), in writing. – Seventy years after the Schuman Declaration, the European Union faces its most serious socio—economic challenge, provoked by COVID-19. The EU’s GDP is expected to contract by 7.4%, our companies are facing risks of bankruptcy, while our citizens express fears for their future. Our collective response to this crisis will determine our people’s trust in the future of our common project. Accordingly, I underline the importance of reaching an institutional agreement in due time on the next Multiannual Financial Framework and Recovery Plan, in order to send a clear and firm message that the European Union is capable of delivering in these critical moments and of respecting its political commitments. I find it essential that the European Parliament, as the sole EU institution with members directly and democratically elected by EU citizens, play an active role in the shaping, adoption and implementation of the Recovery Fund, and I express my full disapproval of any European recovery strategy set outside the Community procedure. At the same time, allow me to reiterate Parliament’s resolutions to reform EU own resources system through the introduction of common consolidated corporate tax base, digital services taxation, a financial transaction tax, emissions trading scheme contributions, a tax on plastics and a carbon border adjustment mechanism.

 
  
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  Victor Negrescu (S&D), in writing. – The future MFF has to offer Europe a strong perspective for its recovery but also important commitments in terms of the type of economy and society we want to build for the future. The upcoming changes presumed to happen have been accelerated by the current COVID—19 crisis, and we need more than ever to try to make Europe a leading force of what will be the next technological revolutions. In this regard, we need an ambitious European budget and we need it now. We need the Member States to allocate more in order to do more things together in everyone’s interest. We need also fresh and fair own resources at EU level that protect our standards but also generate new funds for our objectives. Allocating EUR 2 trillion for the recovery plan can be a strong starting point. We need to allocate grants to those that most need it in order to create jobs and ensure the protection of our social standards. But what we have to make sure is that all these opportunities will be available to all Member States. The next budget can be a blueprint for the future we want to build. The new MFF must change Europe, or the EU may no more survive it.

 
  
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  Janina Ochojska (PPE), na piśmie. – Unia Europejska potrzebuje solidnego planu odbudowy gospodarczej w odpowiedzi na kryzys wywołany pandemią COVID-19. Kryzys spowodował poważne obciążenie systemów opieki społecznej i zdrowotnej w państwach członkowskich. Dotyczy on w szczególności słabszych grup społecznych, co powoduje pogłębienie nierówności oraz wzrost ubóstwa i bezrobocia. Prognozuje się, iż w kolejnych miesiącach PKB UE zmniejszy się o 7,4%. Dlatego zgadzam się, że zreformowane WRF i europejska strategia naprawcza powinny opierać się na zasadach spójności gospodarczej, dialogu społecznym i transformacji w kierunku odpornej, zrównoważonej, sprawiedliwej społecznie i konkurencyjnej gospodarki.

Ważne jest dla mnie to, aby instrument odbudowy zapowiadany przez KE nie stanowił dodatkowego obciążenia dla budżetów krajowych i służył wsparciu działań natychmiastowych. Wsparcie udzielane miałoby być w formie grantów, pożyczek i gwarancji finansowych. Inwestycje miałyby być skierowane tam, gdzie są największe potrzeby, i skoncentrowane na obszarach najbardziej dotkniętych kryzysem oraz mniej zamożnych. W krótkim okresie celem miałoby być zapewnienie ciągłości polityki spójności oraz wsparcie płynności MŚP, a długoterminowo uwzględnienie Zielonego Ładu oraz strategii cyfrowej.

Uważam, że jest to dobra propozycja, która pozwoli utrzymać miejsca pracy i odbudować turystykę, infrastrukturę, rolnictwo, transport, służbę zdrowia. Mam nadzieję, że w konsekwencji zbudujemy UE odporną na przyszłe kryzysy.

 
  
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  Bronis Ropė (Verts/ALE), raštu. – Ekonomikos gaivinimo ir pertvarkos fondas neturėtų būti susijęs su papildoma našta nacionaliniams iždams. Akivaizdu, kad ne visos šalys vienodai yra paveiktos krizės, be to, jų finansinės galimybės taip pat nėra lygiavertės. Numatoma parama turi pasiekti kiekvieną žmogų. Todėl mums reikia padėti prisitaikyti prie naujų sąlygų, pertvarkyti veiklą, užsitikrinti atsparumą ateities iššūkiams, sukurti pajėgias, greitai reaguoti sugebančias sveikatos apsaugos sistemas. Mums būtina pertvarkyti savo ekonomiką ir nekartoti praeities klaidų. Krizė parodė, kad žemės ūkis galėjo užtikrinti maisto tiekimą gyventojams tik dėl to, kad, priešingai nei kituose sektoriuose, mes dar nesame iškėlę žemės ūkio pramonės į Kiniją ar Indiją. Todėl mūsų ūkininkų stiprinimas turi tapti prioritetu ir tam būtina pasitelkti šį fondą. Trumposios maisto tiekimo grandinės turi tapti ne deklaracijomis, o realybe, leidžiančia vietinei produkcijai pasiekti vartotojų namus. Kartu turime peržiūrėti savo strategijas ir užtikrinti, kad importuojami maisto produktai iš trečiųjų šalių atitiktų mūsų saugos ir gamybos standartus visose produkto gamybos stadijose – nuo auginimo iki galutinio rinkai patiekto produkto. Taip sudarysime sąžiningas sąlygas ūkininkams konkuruoti.

 
  
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  Evžen Tošenovský (ECR), písemně. – Do pomoci evropským ekonomikám se musí zapojit i finanční prostředky EU, což přináší velkou výzvu pro aktualizovaný víceletý finanční rámec Unie. Bohužel většina Parlamentu prosazuje některé problematické body, proti kterým dlouhodobě vystupuji. Jde zejména o nové vlastní finanční zdroje, včetně nových daní. Fond pro obnovu má být financován nad rámec stávajících programů MFF, aniž by se nejdříve hledaly úspory. Potřebujeme reformu výdajů v rámci MFF s důrazem na větší efektivitu a prioritizaci skutečně prorůstových programů s přidanou hodnotou do budoucna, jako je Horizont nebo kosmický program. Obnova by pak měla být zaměřena především na digitalizaci, mou skepsi ohledně pokračování podle Zeleného plánu jsem vyjádřil opakovaně.

 
  
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  László Trócsányi (PPE), írásban. – Ezekben a napokban emlékeztünk meg az idén 70 éves Schuman-nyilatkozatról, és az európai egységesülés első lépéseiről. Eközben azonban nem szabad megfeledkeznünk arról sem, hogy a nyilatkozat nemcsak egyesítőleg hatott, hanem már a kezdeti időktől fogva törést idézett elő az Európa-eszmében. Elvetette a konfliktus magját a transznacionális ihletettségű, nemzeteket összeolvasztó Európa, valamint az erős és független nemzeteket felemelő Európa eszméi között.

A föderatív eszme térnyerésének korát élő 70 éves európai egységesülést válságok sorozata sújtja. A terrortámadások elszaporodását és a bevándorlási krízist követően először veszített el egy tagállamot. A jelenlegi járványvész alatt pedig történetének legnagyobb megrázkódtatásával néz szembe.

A válságok felismerésében és előrejelzésében az uniós intézmények kudarcot vallottak. Felkészületlenek voltak és a tagállamok védtelenül hagyásával létezésük értelmét kérdőjelezik meg. Éppen úgy, mint 70 évvel ezelőtt, Európának most is megújulásra és friss lendületre, de mindenekelőtt lélekre van szüksége.

Ha az Európa-eszme továbbra is ideológiák fogságában reked, akkor az európai nemzetek politikai és gazdasági súlya az új évszázadban csökkeni fog. Az ezeréves európai nemzetek nem szorulnak arra, hogy újrateremtsék őket. Ezért az öncélúvá vált „egyre szorosabb egység” helyett olyan szövetségre van szükségünk, amelynek révén nemzeteink erősebbekké és versenyképesebbekké válnak a világban. Az évforduló és az Európa Jövőjéről induló konferencia alkalmat kínál a szellemi megújuláshoz.

 
  
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  Alexandr Vondra (ECR), písemně. – Podoba víceletého finančního rámce vždy rozdělovala – nejen Parlament, ale i národní vlády v Radě. Koronavirová krize v tomto ohledu alespoň vytyčila společný cíl, když smetla mnoho dřívějších výzev a nastolila nové, větší a vážnější. V mnoha hospodářských odvětvích se již projevují důsledky shutdownu – a může být hůř, říkají ekonomové. Vše záleží na tom, jak rychle se nám podaří obnovit evropské hospodářství. Je nezbytné učinit z fondu obnovy hlavní prioritu a restaurovat důvěru v evropský projekt, která byla v některých členských zemích během krize vážně pošramocena. EU musí být členským státům po ruce jako ochotný pomocník v restartu ekonomik, rozvolnit jim ruce v dodržování regulací a umožnit, aby se soustředily na nejvíce poškozené sektory. Na druhé straně, abychom se vyhnuli rozpočtové nezodpovědnosti, je nutno z předkrizových ambicí upřednostnit řešení bezprostředně palčivých a neodkladných problémů. Na poli Green Dealu je to například boj s katastrofálním suchem, nikoliv závody ve snižování CO2, pro něž teď EU nebude mít ve světě partnery. Věřím, že se nám povede postavit Evropu znovu na nohy a s tím se nám vrátí i luxus odlišných priorit.

 
  
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  Jan Zahradil (ECR), písemně. – Jednání o novém víceletém finančním rámci, velkém rozpočtu EU, pro roky 2021 až 2027 jsou nyní v úplně jiné situaci v porovnání před pár měsíci. Je samozřejmě správné, že nový rozpočtový rámec musí zohlednit dopady a důsledky koronavirové pandemie. Potřebujeme rozpočet, který pomůže členským státům, bude flexibilní a umožní využití peněz bez zbytečné byrokracie. Nicméně potřebujeme rozpočet, který nebude financován na dluh a nebude zatěžovat členské státy nadměrným přerozdělováním bez velkého užitku. A bohužel projednávaný návrh Evropského parlamentu tyto podmínky nesplňuje. Především je zde snaha vytvořit nové eurodluhy, za které bude ručit Unie jako celek a trestat tak státy, které hospodařily odpovědně a vytvořily si rezervy na horší časy, a odměňovat státy, které bez rozmyslu utrácely. Návrhy na vytvoření nových eurodaní, ať už jde o finanční transakce, digitální služby, plastové výrobky nebo emise, povedou k menšímu výběru daní na národní úrovni, a zhorší pozici národních států k financování služeb a investic pro své občany. A konečně tvrdohlavé trvání na astronomických výdajích na politiku tzv. New Green Deal nás poškodí rozpočtově a ekonomicky ještě mnohem víc než současná pandemie. Musím proto tento návrh Evropského parlamentu odmítnout, protože občanům nepomůže a do budoucna povede jen k problémům.

 
  
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  Carlos Zorrinho (S&D), por escrito. – O Parlamento Europeu aprovou no seu plenário anterior uma resolução que abriu caminho a que a União Europeia tivesse iniciado um processo mais coordenado e solidário de resposta à crise pandémica e aos seus impactos sanitários, económicos e sociais. Chegou a altura de passar a uma concretização robusta.

A resolução apresentada neste plenário pela maioria dos grupos políticos define linhas prioritárias que devem ser tidas em conta pela Comissão Europeia na formulação da sua proposta de Plano Plurianual de Financiamento 2021/2027, de reforço dos recursos próprios no seu financiamento e de definição de um plano de recuperação e transformação robusto. Devem também ser tidas em conta na apreciação da proposta, quando apresentada, pelo Conselho Europeu.

A prioridade da resposta europeia tem que ser salvar as pessoas. Esse é o passo decisivo para manter sustentável o tecido social e recuperar as empresas e a economia. A proposta do Parlamento Europeu é equilibrada, viável e dela poderão beneficiar todos os Estados membros e os seus cidadãos. Espero que a votação da resolução seja expressivamente favorável e que a ação induzida esteja à altura da urgência e da necessidade.

 
  
  

(Die Sitzung wird um 18.57 Uhr unterbrochen.)

 
  
  

PRESIDENZA DELL'ON. DAVID MARIA SASSOLI
Presidente

 

18. Pokračování denního zasedání
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(La seduta è ripresa alle 19.45)

 

19. Členství v politických skupinách: viz zápis
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20. Oznámení výsledků hlasování
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  Presidente. – I risultati del primo turno di votazioni:

INTA approvato.

JURI approvato.

TRAN approvato.

TRAN approvato.

TRAN approvato.

UE-Montenegro approvato.

UE-Serbia approvato.

UE-India approvato.

UE-Ucraina approvato.

UE-Bielorussia approvato.

UE-Bielorussia approvato.

Convenzione ICCAT approvato

Mauritania approvato.

QFP approvato.

Cabotaggio Germania-Svizzera approvato.

Cabotaggio Italia-Svizzera approvato.

Scambio dati Regno Unito respinto.

Obiezione soia:

Emendamento 1: prima parte, approvato.

Emendamento 1, seconda parte, approvato.

Decisioni sul discarico:

FCH approvato.

Clean Sky approvato.

BBI approvato.

EIOPA approvato.

ECSEL approvato.

IMI 2 approvato.

Shift2Rail approvato.

AEA approvato.

ERA approvato.

EMSA approvato.

GNSS approvato.

OEDT approvato.

EASA approvato.

EASO approvato.

Parlamento approvato.

CGUE approvato.

Mediatore approvato.

GEPD approvato.

Corte dei conti approvato

CdT approvato.

Consiglio approvato.

ENISA approvato.

Cedefop approvato.

EFCA approvato.

SEAE approvato.

SESAR approvato.

ETF approvato.

Eurojust approvato.

ITER approvato.

BEREC approvato.

Eurofound approvato.

ACER approvato.

eu-LISA approvato.

EIT approvato.

ESA approvato.

FES approvato.

EIGE approvato

ESMA approvato.

ABE approvato.

CEPOL approvato

EU-OSHA approvato.

ECHA approvato

ECDC approvato.

EFSA approvato.

Commissione approvato.

FRA approvato.

CdR approvato.

Frontex approvato.

Europol approvato.

EMA approvato.

CESE approvato.

Questi sono i voti di oggi pomeriggio.

 

21. Druhé hlasování
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  Presidente. – Passiamo ora al secondo turno di votazioni.

Procederemo alle votazioni sul primo blocco di emendamenti alle risoluzioni di discarico e anche alla votazione finale sull'obiezione a norma dell'articolo 112 sulla soia geneticamente modificata.

Le votazioni si svolgeranno utilizzando la stessa procedura del primo turno di votazioni.

Il secondo turno di votazioni sarà aperto dalle ore 20.00 alle 21.15.

La votazione fra poco sarà aperta.

Avete tempo fino alle 21.15 per votare.

I risultati di questo secondo turno saranno comunicati domani all'apertura della plenaria alle ore 9.00.

 

22. Vysvětlení hlasování: viz zápis
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23. Opravy hlasování a sdělení o úmyslu hlasovat: viz zápis
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24. Pořad jednání příštího zasedání: viz zápis
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25. Ukončení zasedání
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(La seduta è tolta alle 19.51)

 
Poslední aktualizace: 3. července 2020Právní upozornění - Ochrana soukromí