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Discussioni
Martedì 20 ottobre 2020 - Bruxelles Edizione provvisoria

Politica agricola comune - sostegno ai piani strategici che gli Stati membri devono redigere e finanziati dal FEAGA e dal FEASR - Politica agricola comune: finanziamento, gestione e monitoraggio - Politica agricola comune - modifica del regolamento OCM e di altri regolamenti (discussione)
MPphoto
 

  Paolo De Castro (S&D). – Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, di fronte a una vera emergenza globale che si manifesta nelle sempre più frequenti catastrofi climatiche che affliggono le nostre aree rurali e i nostri agricoltori, la richiesta per un cambiamento radicale non può rimanere inascoltata.

Per affrontare efficacemente questa emergenza serve un approccio comune e coordinato, affinché i nostri agricoltori possano fare un ulteriore salto di qualità nell'erogazione di servizi ambientali a beneficio dell'intera collettività. Al contrario, la proposta di riforma della PAC presentata nel 2018 delega agli Stati membri enormi responsabilità, di fatto una rinazionalizzazione dell'intervento europeo per il settore agricolo e per le aree rurali. Per questo, come gruppo socialista abbiamo preteso di riaprire la discussione su tutti e tre i dossier, nonostante il voto della commissione agricoltura. Una scelta che oggi rivendichiamo come un successo, visti i passi in avanti cruciali che abbiamo ottenuto.

Lasciatemi quindi ringraziare tutto il nostro team negoziale per l'incredibile lavoro svolto a partire dal dossier dell'OCM, con il rafforzamento delle misure di gestione delle crisi di mercato e la maggiore trasparenza lungo la filiera a questo sul regolamento orizzontale, tramite il quale vogliamo salvaguardare la dimensione comune della PAC fino ai piani strategici.

E proprio in merito ai piani strategici mi sorprendono le campagne lanciate negli ultimi giorni da alcuni portatori di interesse contro i risultati raggiunti grazie all'incessante lavoro del nostro team negoziale, passi in avanti inimmaginabili fino a qualche mese fa, voglio citarne solo alcuni.

Chiediamo di dedicare almeno il 30 % dei fondi del primo pilastro agli ecoschemi, la misura definita a livello europeo che dovrà accompagnare e guidare i nostri agricoltori verso metodi produttivi sempre più sostenibili. Vogliamo poi innalzare al 35 % le spese per le misure agroambientali nel secondo pilastro, aggiungendo una soglia minima del 30 % per gli investimenti sostenibili, in linea con gli obiettivi del Green Deal e proprio per allineare la PAC a questi obiettivi, chiediamo anche una revisione entro il 2025 dei piani strategici, che tenga conto delle normative derivanti dall'implementazione del Green Deal, il tutto senza mettere in secondo piano la dimensione economica della PAC, che secondo il trattato deve migliorare la produttività e sostenere il reddito degli agricoltori.

Vogliamo infatti un'agricoltura ancora più forte e competitiva e non possiamo dimenticarci di quanto i nostri agricoltori e lavoratori agricoli hanno fatto durante l'emergenza Covid, mettendo a repentaglio la propria salute pur di garantire la disponibilità di cibo arrivato ogni giorno sulle nostre tavole.

Per questo abbiamo lavorato a un compromesso ambizioso in grado di salvaguardare la sostenibilità sociale, economica e ambientale del settore. Siamo infatti più che mai pronti a raccogliere le sfide lanciate con le strategie Farm2Fork e Biodiversità, che però non devono sostituirsi alla PAC, ma devono affiancare la PAC nel guidare gli 11 milioni di agricoltori europei verso la realizzazione di obiettivi comuni.

Per questo, caro Commissario, ci aspettiamo un'assunzione di responsabilità da parte della Commissione affinché metta sul tavolo proposte legislative concrete, basate su rigorose analisi di impatto e che noi come colegislatori valuteremo e cercheremo di migliorare nell'interesse dei nostri agricoltori, produttori agroalimentari e di tutti i cittadini dell'Unione.

 
Ultimo aggiornamento: 19 novembre 2020Note legali - Informativa sulla privacy