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Discussioni
Giovedì 22 ottobre 2020 - Bruxelles Edizione provvisoria

Gravi minacce per la sicurezza attraverso la vendita di passaporti e visti dell'UE a criminali (discussione)
MPphoto
 

  Laura Ferrara (NI). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, da diversi anni il business europeo dei passaporti e dei visti d'oro è un fenomeno ben conosciuto e in crescita, lo scandalo di Cipro è solo l'ultimo di una lunga serie.

Da tempo consentiamo a diversi Stati membri di lucrare con diritti di cittadinanza e di soggiorno, permettendo loro di dargli un prezzo, di scambiarli con investimenti da parte di ricchi cittadini stranieri. Di questo mercato che muove miliardi di euro, in cui non vi sono regole standard comuni, riescono ad approfittare anche criminali e personaggi che alimentano corruzione e intendono riciclare enormi ricchezze, spesso frutto di attività illecite, usufruendo di regimi fiscali privilegiati.

Le istituzioni europee da anni manifestano preoccupazioni sui programmi nazionali di soggiorno e cittadinanza per gli investitori nell'Unione europea, ma reagiscono decisamente solo in occasione di scandali oggetto di inchieste giornalistiche, come avvenuto di recente con la notizia di attivare procedure d'infrazione contro Cipro e Malta.

L'Unione europea non può tollerare che siano messi in vendita diritti e valori, consentendo a criminali di paesi terzi di ottenere passaporti o visti con cui circolare liberamente nel territorio europeo, con gravi conseguenze per la sicurezza interna e determinando gravi lacune nella lotta alla criminalità organizzata, al riciclaggio del denaro, alla corruzione, all'evasione e all'elusione fiscale.

L'Unione europea ha il dovere di porre fine alle gravi carenze di tali programmi in termini di trasparenza e di controlli rigorosi, salvaguardando la fiducia e il principio di leale cooperazione tra Stati membri e preservando i confini europei da criminali con disponibilità finanziaria.

 
Ultimo aggiornamento: 3 novembre 2020Note legali - Informativa sulla privacy