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Lunedì 23 novembre 2020 - Bruxelles Edizione rivista

Una nuova strategia industriale per l'Europa (breve presentazione)
MPphoto
 

  Carlo Calenda, relatore. – Signora Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo iniziato a scrivere questa relazione nei giorni in cui siamo stati travolti dalla prima pandemia dell'epoca moderna. Un evento che determina, oltre alle drammatiche conseguenze sanitarie, uno shock simmetrico su domanda e offerta che non ha precedenti dalla seconda Guerra mondiale.

Lo sforzo compiuto durante questi mesi ha sempre avuto come obiettivo un risultato condiviso, volto a rafforzare il ruolo del Parlamento, anche in attesa della revisione della strategia di politica industriale annunciata dalla Commissione. Per questo lavoro desidero ringraziare i miei colleghi relatori ombra. I 700 emendamenti ricevuti sono diventati 17 emendamenti di compromesso, equilibrati e largamente condivisi.

La nostra relazione divide la strategia industriale in due fasi distinte: una prima fase volta alla ripresa del sistema produttivo dopo l'emergenza e una seconda che ha come obiettivo la costruzione di un sistema industriale resiliente sotto il profilo sociale, economico e ambientale. Al centro la necessità di promuovere e accelerare la doppia transizione digitale e ambientale. L'obiettivo della neutralità climatica nel 2050 rimane la nostra bussola.

La relazione tiene conto anche della dimensione esterna della politica industriale. In un mondo diventato meno aperto e più duro, l'Unione europea, pur rimanendo impegnata per un commercio libero ed equilibrato, sia in sede bilaterale che multilaterale, deve servirsi in modo più assertivo degli strumenti di difesa commerciale, attivare misure che spingano verso la reciprocità negli appalti pubblici e vigilare sulle acquisizioni di aziende strategiche da parte di State-owned enterprises e aziende collegate a governi stranieri.

La relazione è articolata intorno ad alcuni punti fondamentali. Ne menzionerò alcuni. Primo punto: una forte attenzione agli aspetti sociali, in particolare alla formazione, per evitare perdita di posti di lavoro e salvaguardare la coesione territoriale nello spirito del principio del "No one left behind". Sappiamo infatti, per esperienza degli ultimi trent'anni, che le trasformazioni, se non adeguatamente gestite, portano a fratture profonde tra vincenti e perdenti. Tra questi ultimi, giovani e donne si segnalano come le categorie più colpite.

Secondo punto: un'equilibrata revisione delle regole sulla concorrenza e sugli aiuti di Stato per proteggere la nostra autonomia strategica e la competitività globale e consentire il sostegno agli investimenti per l'ambiente e la digitalizzazione, preservando e completando il mercato unico.

Terzo punto: misure ad hoc per consentire alle PMI una partecipazione alla pari con le grandi imprese alla doppia transizione, misure che devono essere di facile e immediato utilizzo, come i crediti di imposta per favorire investimenti e formazione cofinanziati dai fondi europei.

Quarto punto: proposte per un Next Generation EU che sia un vero volano per gli investimenti incentivando garanzie della BEI e aumenti di capitale.

Quinto punto: proposte per fornire alle imprese gli strumenti adeguati per contribuire in maniera efficace alla riduzione delle emissioni di CO2 in linea con la Climate Law. A questo proposito dobbiamo evitare a tutti i costi che la trasformazione ambientale non adeguatamente sostenuta finanziariamente e protetta dal dumping ambientale, anche attraverso l'imposizione di una Carbon Border Tax, causi delocalizzazioni in paesi a standard emissivi meno severi, con un conseguente aumento dell'inquinamento e perdita di posti di lavoro qui.

L'analisi degli ecosistemi da parte della Commissione sarà fondamentale per selezionare gli interventi e le priorità. Nella relazione abbiamo chiesto anche un sistema di Key Performance Indicators e analisi di impatto, che aiutino a verificare ex ante ed ex post l'efficacia dei provvedimenti adottati e degli strumenti messi in campo.

L'Unione europea deve urgentemente dotarsi di una strategia industriale adeguata, operativa, ben finanziata e opportunamente coordinata. Questa relazione è un'occasione importante affinché il Parlamento si esprima con una voce forte e unica. Abbiamo lavorato con grande cura e passione sul testo, proprio in vista di questo obiettivo!

 
Ultimo aggiornamento: 27 gennaio 2021Note legali - Informativa sulla privacy