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Giovedì 26 novembre 2020 - Bruxelles Edizione rivista

Strategia farmaceutica per l'Europa (discussione)
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  Antoni Comín i Oliveres (NI). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, signora Commissaria, ci sono troppi farmaci, vaccini e trattamenti che hanno un indiscutibile interesse medico-sociale, ma che non esistono a causa della mancanza di interesse commerciale dell'industria. I farmaci orfani per le malattie rare sono il caso più ovvio, ma non l'unico. I vaccini per virus come SARS e MERS ne sono un altro esempio.

La strategia farmaceutica dell'Unione, strettamente collegata alla sua strategia di ricerca nel campo della salute, deve garantire la mobilitazione delle risorse finanziarie necessarie per sviluppare quei farmaci che la logica di mercato non è in grado di fornire. Il nuovo brand europeo sarà un passo importante in questo senso.

Tuttavia, la partecipazione della pubblica amministrazione nello sviluppo di nuovi farmaci apre un altro dibattito: quale dovrebbe essere il loro prezzo? Ad esempio, il caso del vaccino per la COVID-19 e il contratto di acquisto anticipato firmato dalla Commissione con cinque, presto sette industrie farmaceutiche. Stiamo pagando i costi dello sviluppo del vaccino con fondi pubblici, in cambio di accelerare il processo. Stiamo investendo per guadagnare del tempo e basta.

Non avremmo dovuto chiedere anche la condivisione della proprietà intellettuale? Questo ci avrebbe permesso di pagare il vaccino, quando arriverà, a un prezzo molto inferiore a quello che probabilmente finiremo per pagare. Una strategia farmaceutica europea richiede prezzi equi che consentano ai sistemi sanitari pubblici di ridurre la loro spesa farmaceutica attuale.

 
Ultimo aggiornamento: 11 febbraio 2021Note legali - Informativa sulla privacy