Torna al portale Europarl

Choisissez la langue de votre document :

  • bg - български
  • es - español
  • cs - čeština
  • da - dansk
  • de - Deutsch
  • et - eesti keel
  • el - ελληνικά
  • en - English
  • fr - français
  • ga - Gaeilge
  • hr - hrvatski
  • it - italiano (selezionato)
  • lv - latviešu valoda
  • lt - lietuvių kalba
  • hu - magyar
  • mt - Malti
  • nl - Nederlands
  • pl - polski
  • pt - português
  • ro - română
  • sk - slovenčina
  • sl - slovenščina
  • fi - suomi
  • sv - svenska
 Indice 
 Testo integrale 
Discussioni
XML 2k
Mercoledì 23 novembre 2022 - Strasburgo Edizione provvisoria

Necessità di una soluzione europea su asilo e migrazione che includa la ricerca e il soccorso (discussione)
MPphoto
 

  Vincenzo Sofo (ECR). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'Africa è un continente da un miliardo e 200 mila persone, mezzo miliardo delle quali vivono sotto la soglia di povertà.

Parliamo di metà degli affamati di tutto il mondo, gente che, non avendo futuro nella propria terra, progetta di cercare fortuna in Europa, convinta dalla propaganda dei trafficanti di uomini di poter trovare l'eldorado. Solo che noi l'eldorado non lo siamo affatto, abbiamo una povertà in continua crescita e un cittadino su cinque che fatica ad arrivare a fine mese. Immaginare dunque di essere meta potenziale per mezzo miliardo di poveri africani, quanto l'intera popolazione europea, è utopia folle e inumana.

Ecco perché non possiamo permetterci di appaltare le nostre politiche migratorie a ONG che fanno dell'"accogliamoli tutti" il loro core business. Ecco perché gli Stati che concedono loro bandiera e finanziamenti devono assumersi la responsabilità del loro operato. Ecco perché non si può prescindere da accordi con paesi di partenza per la creazione di hotspot esterni, ma anche per politiche serie di sviluppo, che consentano a questa gente di vivere dignitosamente nella propria terra.

È assurdo, infatti, pensare che la soluzione sia semplicemente la redistribuzione, perché il problema non è quale paese debba accogliere gli immigrati che giungono in Europa illegalmente, ma impedire a questi di arrivare in un posto che non potrà offrire loro il benessere che sperano di trovare.

Grazie alla determinazione del governo Meloni e il piano di azione per il Mediterraneo centrale appena annunciato, la Commissione europea sembra forse iniziare a recepire quanto noi ripetiamo da anni, cioè che l'Unione europea inizia a operare come comunità unita nella difesa delle sue frontiere e non più come agenzia di collocamento per chi le oltrepassa illegalmente.

 
Ultimo aggiornamento: 12 gennaio 2023Note legali - Informativa sulla privacy