Interrogazione parlamentare - E-2689/2002Interrogazione parlamentare
E-2689/2002

    Definizione del concetto di codice di condotta europeo per le esportazioni di armi

    INTERROGAZIONE SCRITTA E-2689/02
    di Bart Staes (Verts/ALE)
    al Consiglio

    Nel 1998 il Consiglio aveva approvato il codice di condotta dell’Unione europea per le esportazioni di armi, in cui gli Stati membri dell’UE si dichiarano fermamente decisi ad evitare l’esportazione di materiale che potrebbe essere utilizzato per la repressione interna o l’aggressione internazionale o potrebbe contribuire all’instabilità regionale.

     

    Nel criterio 3 che prende in considerazione la situazione interna del paese di destinazione finale, si afferma che gli Stati membri non consentono l’esportazione di materiale che potrebbe provocare o prolungare conflitti armati ovvero inasprire le tensioni o i conflitti esistenti nel paese di destinazione finale.

     

    Può dire il Consiglio che cosa intendono concretamente i firmatari per “conflitti armati” e “tensioni o conflitti esistenti”?

     

    Può dire altresì il Consiglio che cosa intendono concretamente i firmatari per “provocare” o “prolungare” un conflitto? E a quali azioni si riferivano i firmatari affermando che queste potevano “inasprire” le tensioni o i conflitti esistenti?

     

    GU C 137 E del 12/06/2003