Risposta data dal sig. Lamy in nome della Commissione
29.1.2004
La Commissione conosce bene la normativa a cui fa riferimento l'onorevole parlamentare, che deriva da una legge degli Stati Uniti (la cosiddetta "Buy American Act") approvata nel 1933, nel mezzo della grande depressione, e intesa a sviluppare l'industria e l'edilizia nonché a stimolare la creazione di posti di lavoro negli Stati Uniti. Lo spirito di questa legge permane in numerosi atti giudiziari che influiscono sugli appalti di enti e di organismi pubblici degli Stati Uniti. La maggior parte di tali disposizioni ha lo scopo di escludere merci o offerenti stranieri dalle gare indette dagli enti pubblici. Dette disposizioni sono applicabili anche alle attività finanziate tramite il bilancio pubblico degli Stati Uniti. Come esempio si potrebbe citare l'obbligo ad utilizzare le linee aeree USA se il volo è finanziato dal bilancio federale degli Stati Uniti (imponendo in tal modo di viaggiare con le linee aeree nazionali a tutti i funzionari o ai membri del Congresso in missione o perfino agli studenti che beneficiano di sovvenzioni pubbliche). Queste misure protezionistiche sono costose per i contribuenti degli Stati Uniti ed introducono inefficienza e concorrenza sleale in molti settori economici.
Nel 1996 gli Stati Uniti hanno sottoscritto l'accordo sugli appalti pubblici dell'Organizzazione mondiale del Commercio (OMC), garantendo in tal modo un accesso indiscriminato agli offerenti di 12 paesi firmatari (compresa la Comunità nel suo insieme). All'epoca gli Stati Uniti avevano dovuto apportare notevoli modifiche alla legge "Buy American" al fine di rispettare le nuove norme dell'OMC. Purtroppo, il campo d'applicazione di questo accordo è assai limitato e molti contratti ed acquisti importanti continuano a sfuggire alle sue regole.
La Commissione non è a conoscenza di alcuna disposizione degli Stati Uniti che consenta ad un ente appaltatore di invitare gli offerenti stranieri a presentare proposte per poi permettere ai fornitori nazionali di superare tali offerte. La Commissione è disposta ad esaminare la compatibilità con le norme dell'OMC di questa e di altre misure che possono creare ostacoli agli esportatori comunitari nel settore delle biotecnologie o in qualsiasi altro settore, ma non ha ricevuto alcun reclamo in tal senso da parte di società comunitarie.
GU C 782 E del 27/03/2004