Risposta data dalla sig.ra Ferrero-Waldner in nome della Commissione
26.8.2005
La Commissione riconosce che gli atti descritti dagli onorevoli parlamentari sono in evidente contrasto con i diritti fondamentali e con la tutela che gli Stati membri devono assicurare ai cittadini dell’Unione e alle persone che vivono nel loro territorio.
Tuttavia, trattandosi di presunti rapimenti effettuati da uno Stato terzo nel territorio degli Stati membri, è impossibile stabilire una competenza comunitaria che possa giustificare l’eventuale possibilità per la Commissione di agire nei confronti di uno Stato membro.
La Commissione non si ritiene quindi autorizzata a procedere alla verifica suggerita dagli onorevoli parlamentari in merito all’esistenza di accordi bilaterali tra Stati membri e paesi terzi.
Per contro, come auspicato dagli onorevoli parlamentari, essa contatterà l’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune e solleverà la questione in seno al gruppo competente del Consiglio.
GU C 299 del 08/12/2006