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Interrogazioni parlamentari
PDF 23kWORD 27k
14 novembre 2007
E-4644/2007(ASW)
Risposta data dal Commissario Jan Figel' a nome della Commissione
Riferimento dell'interrogazione: E-4644/2007

La Commissione fa presente che l'organizzazione dei sistemi d'istruzione rientra tra le responsabilità dello Stato membro e che non dispone di informazioni che possano indicare che vi sia stata una violazione della normativa comunitaria nel caso specifico. La Commissione non è pertanto in grado di fare osservazioni sulla sostanza del caso o sulla motivazione alla base delle decisioni.

Nel contesto della strategia di Lisbona, la Commissione osserva che gli investimenti nel settore dell'istruzione e della ricerca contribuiscono in maniera positiva al dinamismo sociale ed economico degli Stati membri e invita questi ultimi a prenderli pienamente in considerazione nell'ambito dei rispettivi piani nazionali di riforma.

Gli obiettivi della strategia di Lisbona per quanto riguarda il settore Ricerca & Sviluppo (R&S) sono stati quantificati dagli obiettivi di Barcellona: nel 2010, per gli investimenti nel settore R&S l'UE, dovrebbe collocarsi entro una media dell'ordine del 3 % del PIL, di cui due terzi finanziati dal settore privato. Tenendo conto di questo obiettivo globale e della propria situazione interna, ogni paese ha definito obiettivi nazionali, come parte dei programmi nazionali di riforma (PNR) attuati conformemente alla strategia di Lisbona. L'Italia si è fissata il 2,5 % del PIL come obiettivo per gli investimenti nella ricerca nel 2010 (di cui 2/3 provenienti da finanziamenti del settore privato). Le più recenti statistiche disponibili per l'Italia indicano un investimento pari al 1,1 % nel 2005 (di cui la metà proveniente dal settore privato). Il programma nazionale di riforma italiano propone numerose iniziative positive. Rimane tuttavia senza risposta la domanda se queste misure siano sufficienti a raggiungere l'obiettivo ambizioso che l'Italia si è prefisso e se questo possa effettivamente realizzarsi. Lo stanziamento nella prossima finanziaria (2008) del 2 % del PIL destinato alla ricerca, come fatto presente dall'onorevole parlamentare nel Suo terzo quesito, non è ritenuto dall'Italia un obiettivo intermedio.

GU C 191 del 29/07/2008
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