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Interrogazione parlamentare - E-3533/2009(ASW)Interrogazione parlamentare
E-3533/2009(ASW)

    Risposta data da Jacques Barrot a nome della Commissione

    Come dichiarato nella risposta all'interrogazione E-5963/08 presentata dagli onorevoli Baroness Ludford e In't Veld[1], la Commissione è a conoscenza del fatto che l'usurpazione e il furto di identità sono in aumento nell'Unione europea e sono motivo di crescente preoccupazione per i governi, le imprese e i cittadini, come indicato nella comunicazione della Commissione del 22 maggio 2007 «Verso una politica generale di lotta contro la cibercriminalità»[2].

    La Commissione continua ad esaminare la fattibilità di un punto di contatto unico a livello comunitario. Il programma di lavoro annuale 2008 del programma di finanziamento «Prevenzione e lotta contro la criminalità» prevede come priorità lo sviluppo, a livello dell'Unione europea, di un punto di contatto/sistema di notifica per le denunce di furti di identità. In generale, la Commissione considera la cibercriminalità una delle maggiori priorità per il futuro.

    L'uso fraudolento delle carte Subscriber Identity Module (SIM) costituisce una minaccia non solo alla vita privata dei cittadini, ma anche alla sicurezza e al commercio. Le autorità di contrasto devono sviluppare strumenti adeguati per far fronte a tali minacce. Secondo la direttiva sulla tutela dei dati[3], i soggetti che trattano dati personali devono prendere appropriate misure tecniche e organizzative volte a contrastare i possibili rischi alla sicurezza. La direttiva relativa alla vita privata e alle comunicazioni elettroniche[4] stabilisce gli obblighi che i fornitori di servizi di comunicazione elettronica sono tenuti ad osservare in materia di sicurezza. Il controllo del rispetto delle disposizioni nazionali di attuazione di tali direttive spetta alle autorità nazionali competenti.

    A tal riguardo, il Consiglio Giustizia e affari interni del 27 e del 28 novembre 2008 ha concluso che è necessario contrastare l'utilizzo delle comunicazioni elettroniche e del loro anonimato a fini criminali. Ha invitato la Commissione, nel contesto della valutazione sull'applicazione della direttiva sulla conservazione dei dati prevista per settembre 2010, a proporre soluzioni di carattere non legislativo e tecnico che possano aiutare i servizi e le autorità incaricate dell'applicazione della legge ad identificare gli utenti dei servizi di comunicazione elettronica. I risultati di tale valutazione contribuiranno quindi ad affrontare le preoccupazioni espresse dall'onorevole parlamentare.

    GU C 189 del 13/07/2010