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Interrogazioni parlamentari
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4 dicembre 2009
E-6095/09
INTERROGAZIONE SCRITTA E-6095/09
di Elena Oana Antonescu (PPE)
alla Commissione

 Oggetto: Riduzione dei rischi per la salute dei minori in ambienti invasi dal fumo di sigarette
 Risposta scritta 

In alcuni Stati membri l’adozione di leggi che hanno introdotto il divieto di fumare nei locali pubblici ha avuto un effetto concreto sulla riduzione del fumo passivo (cfr. doi: 10.1136/tc.2006.018119). Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, per un’esposizione media di 24 ore, il livello minimo di materiale particolato sottile sospeso nell’aria (PM2.5) per cui il rischio di morte per malattie cardiopolmonari o cancro ai polmoni aumenta con una probabilità maggiore del 95 %, è pari a 25 milligrammi per metro cubo di aria. Secondo certi studi (per esempio, doi:10.1038/sj.jes7500601), per sole due sigarette fumate all’interno di un’automobile, l’esposizione al materiale particolato sottile in sospensione, per una media di 24 ore, può essere superiore ai 35 milligrammi.

Ai sensi della legislazione vigente, i passeggeri sulle auto dei privati sono protetti dal rischio del fumo passivo solamente in un Stato membro (Cipro). Nel 2002 nell’Unione europea sono stati attribuiti al fumo passivo 79 449 decessi; tra i fumatori passivi vi sono i minori, che non hanno voce in capitolo in questioni che riguardano la loro salute; i bambini e gli adolescenti respirano più velocemente degli adulti, per cui in un ambiente fumoso possono inalare una quantità maggiore di fumo in un momento in cui il loro organismo è ancora in fase di crescita; nei bambini che sono stati esposti al fumo di sigarette si osserva una percentuale maggiore di problemi respiratori nell’età adulta rispetto a quelli cresciuti in un ambiente salubre; la quantità di fumo presente in un veicolo privato può essere di 10-30 volte superiore a quella che si accumula negli ambienti chiusi.

Vista tale situazione, intende la Commissione raccomandare agli Stati membri un approccio comunitario uniforme per ridurre tali rischi per la salute, considerando il fatto che non tutti gli Stati membri hanno adottato leggi di questo tipo?

Lingua originale dell'interrogazione: ROGU C 10 E del 14/01/2011
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