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Interrogazioni parlamentari
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4 marzo 2010
E-1104/10
INTERROGAZIONE SCRITTA E-1104/10
di Gianni Vattimo (ALDE)
alla Commissione

 Oggetto: Richiesta di intervento alla luce della sentenza del 17.12.2009 dell'VIII Sezione della Corte di giustizia della Comunità europea in merito alla «questione pregiudiziale» C-586/08
 Risposta scritta 

Considerato che:

il dott. Angelo Rubino, un oceanografo, è un cittadino italiano che nel 2005 ha conseguito presso l'Università di Amburgo la Venia Legendi, la più alta idoneità accademica in Germania;
la Direttiva 2005/36/CE(1) del Parlamento europeo e del Consiglio del 7 settembre 2005, recepita in Italia con dlgs. 206/2007, dà la possibilità ad un cittadino comunitario di richiedere il riconoscimento in uno Stato membro della qualifica professionale «di pari livello» acquisita in un altro Stato membro, «purché si tratti di una professione regolamentata»;
la tesi del Ministero della Pubblica Istruzione sostiene che l'«idoneità accademica» è cosa diversa dalla qualifica professionale e della stessa costituirebbe un mero presupposto per accedere al concorso al fine di ottenerla;
la Corte di giustizia delle Comunità europee, nella «questione pregiudiziale» C-586/08 sollevata dal TAR del Lazio sul punto adito, ha sentenziato, in maniera evasiva, che «la procedura diretta ad ottenere un numero predeterminato di persone non implica necessariamente che tale professione sia una professione regolamentata», ma ha invitato lo Stato Italiano affinché «le qualifiche acquisite in altri Stati membri siano riconosciute per il loro giusto valore e siano debitamente prese in considerazione nell'ambito di tale procedura»;
che sino ad oggi il governo italiano non ha preso alcun provvedimento in tal senso, nonostante diversi soggetti si trovino nelle stesse condizioni del dott. Rubino per l'equivoco ingenerato dalla legislazione italiana;

Si interroga la Commissione europea competente per sapere se, ai sensi della suddetta sentenza della Corte di giustizia europea sulla «questione pregiudiziale» C-586/08, non ritenga di dover intervenire, direttamente e/o indirettamente, per superare questo stato di stallo e di «discriminazione a rovescia» in cui versano decine di ricercatori non solo italiani.

(1)GU L 255 del 30.9.2005, pag. 22.

 GU C 138 E del 07/05/2011
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