Interrogazione parlamentare - E-010443/2011(ASW)Interrogazione parlamentare
E-010443/2011(ASW)

    Risposta data da John Dalli a nome della Commissione

    1. Sull’uso degli antibiotici nella medicina umana, la Commissione rimanda l’onorevole parlamentare alla Relazione epidemiologica annuale del 2010 sulle malattie trasmissibili del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, contenente dati sull’uso degli antibiotici per tipo di antibiotico e per Stato membro[1].

    2. Dati sull’uso di antibiotici nei medicinali veterinari si trovano nella relazione «Tendenze nelle vendite di agenti antimicrobici veterinari in 9 paesi europei» (Trends in the sales of veterinary antimicrobial agents in nine European countries) dell’Agenzia europea per i medicinali (European Medicines Agency — EMA)[2]. Poiché i dati presentati in tale relazione sono aggregati per classe antimicrobica, la relazione non consente analisi più approfondite.

    3. La direttiva 96/23/CE[3] impone ai veterinari l’obbligo di elencare in un apposito registro, tenuto in azienda, data e natura dei trattamenti prescritti o applicati, i dati di identificazione degli animali trattati e i corrispondenti periodi di sospensione. In caso di trattamenti su prescrizione del veterinario effettuati dall’agricoltore, questi ha obblighi simili, tra cui quello di conservare le prescrizioni per 5 anni.

    4. La direttiva 2001/82/CE[4] fissa norme relative all’autorizzazione, alla detenzione, alla distribuzione e alla fornitura dei medicinali veterinari. Tutti gli antimicrobici veterinari per animali destinati alla produzione di alimenti, sono soggetti a prescrizione medica. Gli Stati membri devono controllare il rispetto delle norme nonché specificare e decidere le sanzioni in caso di inosservanza delle disposizioni regolamentari e delle condizioni contenute nelle autorizzazioni rilasciate ai sensi delle procedure stabilite dalle norme. Le autorità competenti in tutti gli Stati membri devono adottare correttivi se vengono rilevati residui negli alimenti di origine animale in concentrazioni superiori ai limiti consentiti. Tali azioni sono prescritte dalla direttiva 96/23/CE del Consiglio.

    GU C 168 E del 14/06/2012