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Interrogazione parlamentare - E-007158/2013Interrogazione parlamentare
E-007158/2013

Rischi sanitari legati alla pericolosa prassi dell'occultamento in mare del tonno rosso (Thunnus thynnus) pescato illegalmente

Interrogazione con richiesta di risposta scritta E-007158-13
alla Commissione
Articolo 117 del regolamento
Andrea Zanoni (ALDE)

Il tonno rosso (Thunnus thynnus) è notoriamente una specie a rischio di estinzione, tra le più preziose al mondo a livello commerciale. Proprio per questo è vittima di atti di pesca illecita, frequenti soprattutto nelle zone di riproduzione in tutta l'area del mar Mediterraneo[1]. Solo nella regione della Sicilia, infatti, sono state recentemente sequestrate quasi 28 tonnellate di tonno rosso pescato illegalmente[2].

Al fine di tentare di sfuggire ai controlli delle autorità preposte, tra pescatori abusivi si è diffusa la pericolosissima prassi di occultare il pesce pescato illegalmente lasciando lo stesso immerso in mare (per esempio attaccato a improprie boe) per alcuni giorni in attesa di procedere alla vendita, con evidenti gravissimi rischi sanitari per chi successivamente consumi il pesce fatto oggetto di un simile trattamento.

La prolungata permanenza nell'acqua di mare dopo il decesso, infatti, provoca la produzione nella carne del pesce dell'istamina, sostanza velenosa che può causare anche choc anafilattico in chi la assuma. L'istamina è inclusa, infatti, tra i parametri microbiologici di sicurezza alimentare dettati dalla normativa dell'Unione[3]: alti livelli di questa sostanza denotano la presenza di batteri tipici degli alimenti.

A Palermo si sono recentemente verificati un centinaio di casi di intossicazione alimentare (una decina particolarmente gravi) tra chi aveva consumato del tonno rosso. Questi fatti hanno portato alla creazione di una speciale Unità di Crisi per fronteggiare l'emergenza e velocizzare la risposta diagnostica, decisa dall'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sicilia, su richiesta dei NAS (Nuclei antisofisticazioni e Sanità) dell'Arma dei Carabinieri e del servizio veterinario dell'ASP (azienda sanitaria provinciale) n. 6 di Palermo. Secondo quanto dichiarato alla stampa dal direttore di quest'ultimo, il dottor Paolo Giambruno[4], un fenomeno di queste proporzioni non si è mai verificato in passato e i livelli di tossine analizzati nel tonno rosso consumato dai pazienti intossicati risultano essere perfettamente compatibili con la pratica dell'occultamento in mare.

In chiusura, si ricorda che nella zona è inoltre frequente la pesca abusiva di novellame di pesce spada (Xiphias gladius), altra specie a rischio di estinzione. Tutto ciò premesso, la Commissione:

GU C 81 E del 20/03/2014