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Interrogazioni parlamentari
PDF 45kWORD 26k
26 giugno 2013
E-007562-13
Interrogazione con richiesta di risposta scritta E-007562-13
alla Commissione
Articolo 117 del regolamento
Aldo Patriciello (PPE) , Clemente Mastella (PPE) , Gino Trematerra (PPE) , Paolo Bartolozzi (PPE) , Cristiana Muscardini (ECR) , Licia Ronzulli (PPE) , Barbara Matera (PPE) , Antonello Antinoro (PPE) , Pino Arlacchi (S&D) , Salvatore Iacolino (PPE) , Vito Bonsignore (PPE) , Elisabetta Gardini (PPE) , Andrea Zanoni (ALDE) , Amalia Sartori (PPE) , Susy De Martini (ECR) , Fabrizio Bertot (PPE) , Potito Salatto (PPE) , Roberta Angelilli (PPE) , Franco Bonanini (NI) , Alfredo Antoniozzi (PPE) , Giovanni La Via (PPE) , Magdi Cristiano Allam (EFD) , Gianni Pittella (S&D) , Andrea Cozzolino (S&D) , Tiziano Motti (PPE) , Lara Comi (PPE) , Alfredo Pallone (PPE)

 Oggetto:  Decreto Commissariale n. 156/2012 e presunta violazione della normativa comunitaria in materia di tutela della salute
 Risposta scritta 

Considerato che la Regione Campania, mediante decreto n. 156 del 31 dicembre 2012, pubblicato sul Bollettino ufficiale regionale n. 19 dell’8 aprile 2013, subordina la possibilità per i cittadini campani di accedere a determinate prestazioni sanitarie presso strutture o professionisti operanti in regioni confinanti con la Campania, alla previa acquisizione di un’autorizzazione dell’Azienda sanitaria locale di appartenenza;

Considerato che la citata disposizione appare in palese contrasto con l’art. 32 della Costituzione della Repubblica italiana, che riconosce la tutela della salute quale fondamentale diritto dell'individuo in oggetto, e con il principio di libertà di scelta riconosciuto come meritevole di tutela da parte della Corte costituzionale italiana con le sentenze nn. 416/1995 e 126/1994;

Considerati i cogenti principi comunitari, in materia di tutela della salute sanciti, dall’art. 35 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea a mente del quale: «ogni individuo ha il diritto di accedere alla prevenzione sanitaria e di ottenere cure mediche alle condizioni stabilite dalle legislazioni e prassi nazionali. Nella definizione e nell'attuazione di tutte le politiche ed attività dell'Unione è garantito un livello elevato di protezione della salute umana», dall’art. 152 del Trattato istitutivo della Ce secondo cui: «nella definizione e nell'attuazione di tutte le politiche ed attività della Comunità è garantito un livello elevato di protezione della salute umana», nonché dalla direttiva comunitaria n. 24 del 2011, la quale contempla norme volte ad agevolare l'accesso a un'assistenza sanitaria transfrontaliera sicura e di qualità, promuovendo al contempo la cooperazione tra gli Stati membri in materia;

Considerata l'importanza da sempre attribuita dal legislatore comunitario al tema della protezione della salute come peraltro si evince dall’art. 35 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, e come rimarcato dall’art. 152 del trattato istitutivo Ce, ove è previsto che nella definizione e nell’attuazione di tutte le politiche ed attività della comunità è garantito un livello elevato di protezione della salute umana;

Considerato che una simile misura protezionistica può creare un pericolosissimo precedente normativo al quale altre Regioni o Paesi potrebbero far riferimento in futuro in contrasto con l’articolo 114 TFUE il cui scopo é di migliorare il funzionamento del mercato interno e la libera circolazione di merci, persone e servizi

Non ritiene la Commissione che le restrizioni in materia di accesso alle prestazioni sanitarie di cui al decreto commissariale n. 156/2012 siano in palese contrasto tanto con la normativa nazionale quanto con quella comunitaria in tema di tutela della salute?

Non reputa la Commissione che siano necessarie misure volte a ripristinare lo «status quo» alterato dal decreto.

 GU C 55 E del 26/02/2014
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