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Interrogazione parlamentare - E-007564/2013Interrogazione parlamentare
E-007564/2013

    Gare per la distribuzione del gas

    Interrogazione con richiesta di risposta scritta E-007564-13
    alla Commissione
    Articolo 117 del regolamento
    Pino Arlacchi (S&D)

    Il decreto legislativo 164/2000 e le relative norme di attuazione regolamentano in Italia il servizio della distribuzione di gas naturale. Questo servizio è affidato tramite gara ad una singola impresa, per un massimo di 12 anni, in un regime di monopolio legale territorialmente limitato. L'assegnazione delle concessioni è prevista mediante gara unica in ciascuno dei 177 ambiti territoriali minimi (ATEM).

    Le disposizioni che regolano la materia sembrano essere particolarmente vessatorie per i comuni italiani e sono in palese violazione dell'ordinamento dell'UE dal momento che la possibilità per una impresa ivi stabilita di partecipare alla gara unica è fortemente limitata se non addirittura impossibile.

    I comuni infatti non possono bandire la gara singolarmente né stabilire in autonomia canoni ed estensioni di rete. Essi perdono ogni potere sulla determinazione dei canoni concessori vengono scoraggiati dall'indire gare congiunte con ostacoli burocratici, procedure di gara farraginose e ingenti richieste di mezzi e garanzie finanziarie. Ciò risulta tanto più evidente se si pensa che ad oggi nessuna gara d'ambito è stata espletata e gli attuali gestori, le cui concessioni sono scadute, continuano a gestire il servizio in regime di proroga legale.

    Gli operatori nel settore della distribuzione del gas sono scesi da 800 a circa 230. Si stima che ne resteranno una decina. Ulteriore riprova delle regole dell'UE sulla concorrenza è data dal fatto che le imprese ITALCOGIM — Francia e EON Germania hanno abbandonato il settore cedendo i propri asset e oggi in Italia resta solo un operatore spagnolo (GAS NATURAL).

    In circa 120 dei 177 ATEM il gestore con posizione dominante è Italgas (gruppo Eni) ovvero Enel Rete Gas (gruppo F2i), operatori i cui capitali sono detenuti, tra gli altri, dalla Cassa Depositi e Prestiti ovverosia dallo Stato italiano.

    Ha la Commissione europea avviato o intende avviare un'indagine conoscitiva volta a rilevare distorsioni della concorrenza nella UE nel settore della distribuzione di gas naturale e eventualmente quali misure intende prendere per evitare ulteriori violazioni del diritto dell'Unione?

    Può riferire se e secondo quali modalità intende consultare le autorità governative italiane per ottenere chiarimenti sul ruolo della Cassa Depositi e Prestiti nella partecipazione al capitale delle società di distribuzione del gas naturale che mantengono in Italia una posizione dominante sul mercato del settore in parola?

    GU C 55 E del 26/02/2014