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Interrogazione parlamentare - E-000977/2014Interrogazione parlamentare
E-000977/2014

    Condizione dei lavoratori immigrati nei paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo

    Interrogazione con richiesta di risposta scritta E-000977-14
    alla Commissione
    Articolo 117 del regolamento
    Oreste Rossi (PPE)

    I lavoratori immigrati costituiscono una delle risorse alla base della ricchezza dei paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo (Arabia Saudita, Bahrein, Emirati arabi uniti, Kuwait, Oman e Qatar). Provengono quasi tutti dall'Asia, in particolare da India, Nepal, Sri Lanka, Bangladesh, Indonesia e Filippine. I paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo sono nazioni desertiche che possiedono giacimenti petroliferi di grandi entità dove sono state costruite città e infrastrutture grazie al lavoro della manodopera sottopagata, priva di diritti e legata indissolubilmente al proprio datore di lavoro da un contratto denominato «Kafala». Un ufficio di collocamento nel paese d'origine individua un datore di lavoro che è disposto a sponsorizzare il lavoratore immigrato. Nel momento in cui quest'ultimo arriva nel paese di destinazione, si vede sequestrato il passaporto, ha il divieto di cambiare lavoro senza il consenso del datore di lavoro, viene sottoposto a orari impossibili, senza alcun riposo settimanale, è costretto ad accettare uno stipendio misero, spesso trattenuto dal «padrone» a tempo indeterminato. Teoricamente, si tratterebbe invece di un lavoro come «collaboratore domestico», in cambio del quale si dovrebbero ricevere vitto e alloggio e uno stipendio sufficiente per mantenere la famiglia nel paese d'origine. Inoltre gli immigrati sono frequentemente vittime di violenze e abusi: dalle percosse alle bruciature di sigaretta, fino ad arrivare all'olio bollente versato sul corpo e alle amputazioni, mentre le domestiche immigrate che osano ribellarsi vanno incontro ad un destino che può andare dallo stupro, al carcere e persino alla decapitazione, in quanto violano le clausole del contratto.

    Considerato che:

    può la Commissione rispondere ai seguenti quesiti:

    GU C 353 del 07/10/2014