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Interrogazioni parlamentari
PDF 6kWORD 19k
3 giugno 2016
E-002134/2016(ASW)
Risposta di Margrethe Vestager a nome della Commissione
Riferimento dell'interrogazione: E-002134/2016

La Commissione osserva che l'articolo 1, comma 511, della legge di stabilità 2016 introduce la possibilità di rivedere i contratti pubblici di fornitura di servizi (anche in corso), negoziati da CONSIP S.p.a. e stipulati dallo Stato e dagli enti locali, senza necessità di indire una nuova procedura di appalto. Tale possibilità si verificherebbe in presenza di una variazione (in misura non inferiore al 10 %) che abbia determinato un aumento o una diminuzione degli indici legati a «beni indifferenziati» e della constatazione di una significativa alterazione dell'equilibrio contrattuale, come accertato dall'autorità indipendente preposta alla regolazione del settore pertinente.

Una misura costituisce aiuto di stato se soddisfa cumulativamente quattro condizioni: a) la misura deve essere imputabile allo Stato membro e finanziata mediante risorse statali; b) deve conferire un vantaggio selettivo che possa favorire talune imprese o talune produzioni; c) deve falsare o minacciare di falsare la concorrenza e d) deve essere potenzialmente in grado di incidere sugli scambi tra Stati membri.

La Commissione non ha ricevuto a tal proposito alcuna notifica dall'Italia a norma dell'articolo 108 del trattato. Se la misura introduce un principio giuridico generale che si applica indistintamente a tutte le imprese nella stessa situazione di fatto e di diritto, non sorgerebbero questioni relative agli aiuti di Stato.

Per quanto riguarda la normativa in materia di appalti pubblici dell'UE, la Commissione osserva che l'articolo 1, comma 511, della legge di stabilità 2016 non sembra presentare problemi, in particolare perché l'eventuale revisione dei contratti pubblici (in corso) ha il solo scopo di ripristinare l'equilibrio contrattuale originario che è stato notevolmente alterato (da una variazione minima pari al 10 % del valore dei beni indifferenziati). In una situazione simile, la mancanza di una nuova procedura di gara non violerebbe la normativa in materia di appalti pubblici dell'UE.

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