Tutela della diversità linguistica e culturale in Europa — Il caso della lingua veneta
3.5.2017
Interrogazione con richiesta di risposta scritta E-003105-17
alla Commissione
Articolo 130 del regolamento
Mara Bizzotto (ENF)
La lingua veneta è una lingua europea originata nella Venetia storica e parlata da 8 milioni di persone. È catalogata dall'ISO (codice lingua: VEC) e riconosciuta dall'UNESCO. La legge 8/2007 della Regione Veneto l'ha riconosciuta come patrimonio linguistico-culturale. Alcune sue varietà sono parlate nell'Istria slovena e croata e in Messico. Nel novembre 2014 il Brasile ha riconosciuto il veneto-brasiliano (o «Talian») come patrimonio culturale-immateriale. Il veneto è utilizzato in Europa per pubblicazioni scientifiche, come testimonia un manuale accademico edito dall'Università di Francoforte. Il 18 febbraio 2017 centinaia di studenti, cittadini, docenti universitari europei e dell'UNESCO hanno partecipato al primo Convegno Internazionale sulla Lingua Veneta (#1CILVE); ivi è stata firmata la «Declarasion 10 Apriłe». La diversità linguistica e culturale è tutelata dall'UE (articolo 3 TUE; articolo 22 della Carta dei diritti fondamentali dell'UE).
Alla luce di quanto sopra esposto, si chiede alla Commissione:
- —Ritiene sia possibile fornire una tutela minima europea nel caso sui generis del veneto, lingua minoritaria presente in 3 Stati dell'Unione, ma tutelata in nessuno di essi?
- —Quali azioni potrebbe intraprendere con gli Stati membri interessati per incoraggiarli a sostenere e promuovere finanziariamente l'insegnamento e l'apprendimento di questa lingua?
- —Ritiene che sarebbe possibile stanziare fondi europei per sostenere le attività degli enti indipendenti di ricerca e diffusione come l'Academia de ła Bona Creansa, che sono attivi nell'insegnamento della lingua veneta e nella promozione del multilinguismo all'interno dell'UE?