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Interrogazioni parlamentari
PDF 6kWORD 19k
4 maggio 2018
E-002497-18
Interrogazione con richiesta di risposta scritta E-002497-18
alla Commissione
Articolo 130 del regolamento
Mara Bizzotto (ENF)

 Oggetto:  Controlli alle frontiere tra gli Stati membri per il pericolo terrorismo nell'Unione europea — Urgenza di una revisione degli accordi di Schengen
 Risposta scritta 

Il 4 aprile 2018 la Francia ha reso nota la decisione di prolungare la sospensione degli accordi di Schengen sul proprio territorio oltre l'attuale scadenza del 30 aprile, più precisamente fino al 31 ottobre 2018, vista l'alta minaccia terroristica nell'Unione europea e a tutela dell'ordine pubblico e della sicurezza nazionale. I controlli alle frontiere francesi erano stati reintrodotti dopo i tragici attentati terroristici del novembre 2015. I controlli ai confini sono stati ripristinati, e sono tuttora in vigore, anche in Austria, Danimarca, Germania e Norvegia per bloccare l'immigrazione irregolare e per il pericolo di infiltrazioni terroristiche tra i clandestini. Il problema dell'immigrazione irregolare è strettamente legato all'insufficiente politica dell'UE sulla sicurezza; vi sono stati ripetuti avvertimenti di Frontex e Interpol sulle infiltrazioni di potenziali terroristi tra i 675.000 clandestini sbarcati in Italia negli ultimi 5 anni e i terroristi degli attentati di Parigi e Berlino si sono spostati liberamente da uno Stato membro all'altro sfruttando lo spazio Schengen.

Alla luce di quanto precede, può la Commissione rispondere ai seguenti quesiti:
1) come intende revisionare gli accordi di Schengen per ripristinare un adeguato livello di sicurezza nell'Unione europea, vista la costante minaccia terroristica?
2) Non ritiene che gli sbarchi incontrollati di immigrati clandestini in Italia rappresentino un serio ed urgente pericolo per l'ordine pubblico italiano e che ci sia il rischio di infiltrazioni di terroristi, pronti a colpire l'Italia e altri paesi dell'Unione?
Ultimo aggiornamento: 25 maggio 2018Avvertenza legale - Informativa sulla privacy