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Interrogazioni parlamentari
PDF 7kWORD 22k
23 novembre 2018
E-005094/2018(ASW)
Risposta di Phil Hogan a nome della Commissione europea
Riferimento dell'interrogazione: E-005094/2018

Prevenire i rifiuti alimentari è uno dei settori prioritari del piano d'azione della Commissione per l'economia circolare(1). Per raggiungere l'obiettivo di sviluppo sostenibile (SDG) volto a ridurre i rifiuti alimentari nell'UE la Commissione(2) elabora una metodologia comune a livello di UE per la misurazione dei rifiuti alimentari; valuta i modi per migliorare l'indicazione della data di consumo e la sua comprensione da parte dei consumatori; gestisce la piattaforma multilaterale dell'UE sulle perdite e i rifiuti alimentari per facilitare la cooperazione intersettoriale e così condividere le migliori prassi, anche per quanto riguarda l'oggetto dell'interrogazione, e per elaborare raccomandazioni per azioni da intraprendere in ogni fase della filiera alimentare.

Sono stati inoltre adottati orientamenti dell'UE per chiarire la normativa comunitaria pertinente in materia di donazioni alimentari(3) e utilizzo come mangimi di alimenti non più destinati al consumo umano(4).

Lo studio(5) menzionato nell'interrogazione dell'onorevole parlamentare si riferisce alle perdite alimentari associate a «standard estetici». Questi standard fanno riferimento a diverse norme stabilite da autorità di regolamentazione, dettaglianti e consumatori. I risultati principali dimostrano che le perdite alimentari significative dovute allo scarto del prodotto per difetti estetici riguardano patate, carote, cavoli e cipolle. Lo studio presenta inoltre i risultati di uno studio di caso sulle fragole.

Tali risultati confermano che lo studio non si incentra sulle norme di commercializzazione dell'UE: i) le patate non sono disciplinate da norme di commercializzazione dell'UE; ii) le carote, i cavoli e le cipolle sono disciplinate unicamente dalle norme generali di commercializzazione dell'UE che non comprendono requisiti «estetici»; iii) le fragole sono disciplinate da una norma di commercializzazione dell'UE che include un requisito «estetico» per i prodotti di categoria Extra o di categoria I, ma non per la categoria II in cui sono ammessi difetti di forma. Al contrario, lo studio evidenzia le numerose norme private sviluppate dai dettaglianti riguardo all'aspetto visivo dei prodotti e all'influenza che esso esercita sulla scelta del consumatore.

(1)COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI L'anello mancante — Piano d'azione dell'Unione europea per l'economia circolare, COM(2015) 614 final, Bruxelles, 2.12.2015.
(2)https://ec.europa.eu/food/safety/food_waste/eu_actions_en
(3)GU C 361 del 25.10.2017, pag. 1.
(4)GU C 133 del 16.4.2018, pag. 2.
(5)https://doi.org/10.1016/j.jclepro.2018.08.079

Ultimo aggiornamento: 26 novembre 2018Avvertenza legale - Informativa sulla privacy